Università: Meloni, riforma premia merito e rilancia diritto allo studio
29 ottobre 2009 ore 10:46 am | In Comunicati Stampa e Dichiarazioni | Nessun commentoTag:Diritto allo studio, Meritocrazia, Ministro Gelmini, Università
(ASCA) – Roma, 28 ott – ”La riforma dell’Universita’ presentata questa mattina dal ministro Gelmini premia il merito dei giovani, tanto fra gli studenti quanto fra docenti e ricercatori”. Questo il commento del ministro della Gioventu’, Giorgia Meloni, circa la riforma dell’Universita’ appena approvata in Consiglio dei Ministri. ”Un passo importante verso l’attuazione del diritto allo studio” prosegue il ministro. ”Grazie alla riduzione delle spese della burocrazia, verra’ costituito un fondo nazionale per il merito destinato a finanziare borse di studio e a gestire i prestiti d’onore con tassi bassissimi”.
”La riforma – sottolinea il ministro della Gioventu’ – dice finalmente basta alle penalizzazioni economiche dei docenti piu’ giovani; elimina il sistema di sfruttamento dei giovani cervelli, sottopagati e senza diritti, rappresentato dalle borse post-dottorali; introduce la piu’ rigida meritocrazia anche nel sistema della ricerca: grazie al nuovo sistema introdotto per chi e’ bravo e utile all’universita’ in cui ha lavorato c’e’ finalmente la garanzia di un posto sicuro”.
”Inoltre – prosegue – in forza del provvedimento approvato dall’esecutivo, si apriranno piu’ spazi e piu’ garanzie per i giovani docenti universitari, grazie all’abbassamento dell’eta’ stabilita per entrare di ruolo e all’innalzamento degli stipendi”.
res-rus/mcc/lv
Sanità: Meloni, bene la decisione di raddoppiare i fondi destinati ai ricercatori sotto i 40 anni
21 novembre 2008 ore 7:29 pm | In Comunicati Stampa e Dichiarazioni | Nessun commentoTag:Merito, Ricerca; Ricercatori, Salute, Talenti, Università
“La decisione di raddoppiare la quota dei fondi della Sanità destinati ai ricercatori sotto i 40 anni è la dimostrazione che il governo si muove nella direzione di premiare e incoraggiare il talento e il merito dei giovani”. L’ha detto il ministro della Gioventù Giorgia Meloni commentando le parole di Ferruccio Fazio.
“Il sottosegretario alla Salute – spiega la Meloni – ha annunciato che il bando 2008 per la ricerca stanzierà 280 milioni di euro e destinerà il 10 per cento dell’intera cifra (e cioè 28 milioni di euro) ai ricercatori sotto i 40 anni. Una percentuale doppia rispetto all’anno precedente, quando veniva destinato agli under 40 il 5% dei fondi complessivi”.
“Questa scelta –conclude la Meloni – è tanto più importante ora che, con i venti di crisi che soffiano, i giovani hanno bisogno di guardare al futuro con maggiore speranza per essere messi in condizione di dare il proprio contributo al progresso dell’Italia”.
Università: Meloni dopo la protesta venga la proposta
14 novembre 2008 ore 11:58 pm | In Comunicati Stampa e Dichiarazioni | Nessun commentoTag:Riforma dell'università, Università
“Guardo sempre con interesse ai ragazzi che partecipano alla vita politica e si interessano del loro futuro che è poi quello della nazione. Anche quando protestano”. Lo ha detto il ministro della Gioventù, Giorgia Meloni che ha sottolineato: “spero tuttavia che dopo la protesta venga anche il tempo della proposta. Mi auguro infatti che da parte dei ragazzi, che oggi sfilano per le strade di Roma, arrivi presto un contributo costruttivo alla riforma dell’università”.
“Mi chiedo – ha proseguito Meloni -, poiché non ne ho sentito parlare, quale sia il giudizio dei ragazzi che oggi erano in piazza riguardo al decreto 180 che il governo ha varato la scorsa settimana. Una norma tutta in favore del diritto allo studio, del premio del merito, della lotta contro i potentati e contro quei meccanismi di casta che hanno messo in ginocchio l’università italiana”.
“Il mio augurio – ha concluso il ministro – è che anche da parte degli studenti ci si apra al dialogo e si pongano le basi per una riforma dell’università efficace e il più possibile condivisa”.
Universita: Meloni, giusto manifestare ma gli studenti si stanno facendo manipolare dai baroni
12 novembre 2008 ore 10:44 am | In Comunicati Stampa e Dichiarazioni | Nessun commentoTag:Movimento studentesco, Riforma dell'università, Università
(IRIS) – ROMA, 11 NOV – Il ministro della Gioventu’, Giorgia Meloni ha dichiarato che scenderebbe in piazza con gli studenti se non fosse per il suo ruolo istituzionale. L’unica condizione che “si manifesti contro qualcosa: contro la realtà della casta, dei privilegi e delle baronie”. Il ministro lo ha dichiarato durante una intervista a Repubblica Tv. La Meloni non è nuova a manifestazioni di dissenso anche contro “governi della sua stessa fazione” ed in passato era realmente scesa in piazza nelle manifestazioni studentesche. La Meloni nota “strane saldature tra studenti e baroni” anche perchè la riforma dell’universita’ “va incontro agli studente e mette freno alle baronie” e prosegue a proposito delle proteste di piazza “non e’ riuscita a carpire una proposta alternativa al governo”. Ai giornalisti che le chiedevano quanto avesse sbagliato il governo a non ascoltare i giovani il ministro ha risposto che “il governo non ha sbagliato particolarmente” ma che “bisogna confrontarsi con le rappresentanze giovanili” anche se “non sono riuscita a vedere una loro proposta alternativa”.
Tratto da Irispress
Università: dal governo apertura al dialogo e premio al merito
11 novembre 2008 ore 1:07 pm | In Comunicati Stampa e Dichiarazioni | Nessun commentoTag:Borse di studio, Meritocrazia, Università
“Con l’approvazione in Consiglio dei ministri, sia del decreto legge sull’università sia delle linee guida per una futura riforma, il governo mette in atto misure urgenti di razionalizzazione delle risorse e premio del merito, ma pone soprattutto le basi per una riforma dell’università efficace e il più possibile condivisa, aprendosi al dialogo”. Così il ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, ha commentato i provvedimenti sull’Università adottati in Consiglio dei ministri.
“Introducendo il meccanismo del sorteggio per la formazione delle commissioni esaminatrici in caso di concorso, – ha spiegato – il governo dimostra la volontà di intraprendere una seria lotta contro i potentati e contro quei meccanismi di casta che hanno messo in ginocchio l’università italiana”. “Va nella direzione di premiare i giovani più meritevoli e di garantire il pieno diritto allo studio – ha sottolineato Meloni – lo stanziamento di 135 milioni per borse di studio destinate a 180mila studenti, di 500 milioni destinati alla ricerca di qualità e di 65milioni destinati alle residenze universitarie”.
Per il vicepresidente vicario del Pdl alla Camera, Italo Bocchino, “si è dato il via a un cambiamento profondo dell’università italiana, scegliendo la via riformista della lotta alle baronie e agli sprechi e investendo maggiori risorse per la ricerca e le borse di studio ai più meritevoli”.
“Serve adesso un taglio netto agli sprechi degli atenei italiani – dice – e una riforma complessiva che tiri fuori l’università dalla palude in cui l’ha confinata negli ultimi decenni il centrosinistra”.
“Finalmente – ha commentato poi il responsabile del settore di An Giuseppe Valditara – si va verso una diversa allocazione delle risorse in senso meritocratico premiando le Università virtuose e incoraggiando l’ingresso dei giovani nella ricerca. Adesso – chiosa il parlamentare del Pdl – approviamo rapidamente questo decreto legge su cui sono certo non può non esserci un largo consenso, dopo di che è necessario avviare una ampia discussione sulle grandi riforme di struttura dell’Università italiana”.
Giovanni Donzelli, presidente nazionale di Azione Universitaria, ha giudicato invece questi “primi passi del Governo un ottimo inizio, ma ancora un po’ troppo timido. Ci aspettiamo ancora più coraggio nell’aggredire le deformazioni della casta accademica”.
Meloni “Sui tagli si discuta ma non si tocchi il diritto allo studio”
6 novembre 2008 ore 10:51 am | In Interviste, Rassegna Stampa | Nessun commentoTag:Diritto allo studio, Scuola, Università
La vicenda dell’università è molto complessa. Va affrontata seriamente: come per la scuola, il punto non è la quantità dei tagli, ma come li si fa. Bene se si eliminano gli sprechi, ma non si può toccare il diritto allo studio. E ben venga se il governo riflette sui tagli per il 2010: è un segnale che si dà agli studenti». Mentre a via del Plebiscito Berlusconi riunisce i suoi e lima la riforma dell’università, qualche suggerimento arriva da Giorgia Meloni di Alleanza Nazionale, titolare di un dicastero che, col suo arrivo, ha ripreso una denominazione da Ventennio: Ministero della Gioventù. Sull’università ha le idee chiare: «Ci siamo sentiti dire che neghiamo il futuro alle giovani generazioni. Sarebbe bello e importante dare segnali di attenzione: borse di studio, prestiti d’onore ai giovani ricercatori, miglior distribuzione delle risorse».
E Tremonti come la pensa?
«Giulio queste cose le sa. In Consiglio dei ministri su queste posizioni ci siamo ritrovati in molti. Il ministro dell’Economia poi, certo, sa che la situazione economica è devastante. Ma il diritto allo studio non si tocca».
Ministro, lei alla prima protesta davanti a Montecitorio s’è mischiata agli studenti, ha ascoltato, ha parlamentato. Cosa ne ha tratto? Dopo l’incontro, sta con loro o con Tremonti?
«Io penso che gli studenti possano benissimo manifestare. Ho una lunga esperienza io stessa nel movimento studentesco, e quel che non capisco dell’oggi è perché, dopo le manifestazioni, il movimento non passi alla fase propositiva: noi, ai vari governi, presentavamo delle piattaforme propositive… Quanto a quel giorno, passavo di lì e ho visto la manifestazione. Erano studenti delle medie, capitanati da una professoressa che megafonava…».
Con questo vuol dire che il governo di centrodestra è riuscito a resuscitare un mezzo Sessantotto mandando in piazza, per la prima volta assieme, studenti, genitori e insegnanti?
«No. Quella era una rivolta generazionale, questa è tutta un’altra cosa. Io, armata di santa pazienza, ho potuto verificare che non è vero che la piazza respinge i politici, o perlomeno non sempre perché a Italo Bocchino va data piena solidarietà per le contestazioni che ha avuto, ma l’impressione che ho avuto era di una condizione innaturale, e anche antistorica. Secondo me gli studenti non marciano in piazza con i baroni, non si mischiano con chi ha ridotto la scuola e soprattutto l’università in quelle condizioni. E in questa modalità c’è anche il segno della strumentalizzazione della sinistra».
E a piazza Navona secondo lei non c’è stata la strumentalizzazione della destra? I filmati mandati in onda da «Chi l’ha visto?» l’hanno mostrato. E per tutta risposta, in nottata c’è stata un’irruzione a via Teulada di giovani dei centri sociali di destra…
«Io condanno, sempre, qualsiasi forma di violenza. L’ho detto tante volte, e lo ripeto. Non ho seguito però la vicenda di via Teulada. Le manifestazioni possono essere anche pacifiche».
Irrompere in una sede Rai per protestare contro una trasmissione giornalistica è già un atto di violenza.
«Ma a quelli di sinistra non gli si dice mai niente, quando gli autonomi irruppero nello studio di Michele Santoro furono quasi santificati… Dipende. Ma se c’è stata violenza è da condannare».
Intervista di ANTONELLA RAMPINO pubblicata su La stampa del 5/11/2008
Gioventù di governo
28 ottobre 2008 ore 11:21 am | In Non categorizzate | 2 CommentiTag:Anna Finocchiaro, Giovani, Partito Democratico, Riforma della scuola, Università
Parla il ministro Meloni: “Ragazzi, vi state facendo strumentalizzare dai baroni. Ribellatevi e proponete”
“Ai ragazzi che protestano io dico: fate delle proposte, cambiamo insieme scuola e università. Ma dico anche: non fatevi strumentalizzare”. Il ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, è stata a lungo leader dei giovani di An. “Ho fatto molta politica studentesca e su una cosa da sempre siamo stati tutti d’accordo, da destra a sinistra: abbiamo sempre sostenuto che qualcosa andasse fatto. Che le baronie andassero combattute, che gli sprechi dovessero essere eliminati per investire nelle strutture e nella valorizzazione del corpo docente. Ciò che oggi mi stupisce è che gli studenti scendano in piazza con quegli stessi baroni universitari da noi a lungo combattuti, e che ovviamente adesso, proprio come il Pd, cercano di mettere il cappello sulla protesta. Una manifestazione di dissenso, peraltro, da ridimensionare perché in parte rituale e ciclica. Tutti i ministri dell’Istruzione sono stati contestati”.
Dunque non c’è nessun elemento di novità nelle proteste di questi giorni, neanche nella manifestazione di ieri che è finita con il saldarsi alla piazza del Pd? “Non si tratta di un nuovo sessantotto – dice il ministro – e neanche di una protesta generazionale come certa propaganda vorrebbe farci intendere. Ci sono, piuttosto, delle parole d’ordine che sul piano comunicativo, in scuole e università, passano con grande facilità. Se circola lo slogan ‘privatizzazione’ o la parola ‘tagli’, s’innesca tra gli studenti un riflesso condizionato. I poteri consolidati, nel sindacato e tra i professori, hanno giocato con questo ritornello per difendere quegli sprechi che consentono loro di amministrare, a svantaggio degli studenti, un potere castale negli atenei. Tuttavia credo che l’equivoco non possa durare, i ragazzi sanno che i loro interessi sono divergenti da quelli delle baronie”. Forse il governo ha comunicato male? “Dobbiamo fare capire che l’obiettivo è il buon funzionamento di università e scuola. Per esempio, pochi sanno che gran parte del denaro recuperato verrà reinvestito nell’edilizia scolastica per restaurare le palestre fatiscenti, ammodernare i laboratori scientifici, comprare computer, valorizzare il corpo docente. Io sono per il dialogo – conclude – Ma i ragazzi facciano delle proposte, non si trincerino dietro un no assoluto che favorisce lo sfasciume baronale”.
Il Pd è salito in groppa alla manifestazione studentesca, legando la piazza democratica con le proteste dei giovani. Anna Finocchiaro, capogruppo del Pd al Senato, lo ha detto con estrema chiarezza: “Il movimento degli studenti che si oppongono alla riforma della scuola e dell’università, contenuta nel dl Gelmini, è una metafora dell’opposizione al governo Berlusconi in tutto il paese”. Un movimento, ha detto Finocchiaro, “che vede uniti intellettuali, insegnanti, presidi e rettori delle università”. Che ieri erano in piazza con il Pd e con gli studenti contro il governo e contro quei “tagli” che – ha spiegato il ministro dell’Istruzione Gelmini– colpiranno anche i molti corsi universitari inutili, creati per riempire cattedre “perpetuando un sistema clientelare”.
“E’ bizzarro che gli studenti finiscano con l’essere inclusi nella grande piazza dei professori e del centrosinistra – dice il ministro Meloni – In primo luogo perché il clientelismo che i baroni vogliono conservare è proprio l’oggetto del malessere studentesco. In secondo luogo perché il centrosinistra, quando arrivato alla prova del governo, è sempre andato nella direzione opposta a quella auspicata dai ragazzi. C’è una gran dose di ipocrisia nelle parole del Partito democratico. La protesta degli studenti gli fa gioco e permette un facile, poco fantasioso, attacco al governo.
“Purtroppo ho l’impressione che la protesta sia strumentale anche se – continua – venerdì in televisione ho sentito le interviste a molti ragazzi che alla manifestazione del Pd non sarebbero andati. Sabato l’Unità ha titolato ovviamente con l’immagine di uno studente in piazza contro il ministro Gelmini. Veltroni cerca di mettere il cappello sulla protesta, la enfatizza, la ingrossa per riempire il suo circo Massimo. Così facendo finisce persino con lo stravolgerla nei suoi fini e nella sua stessa natura rituale. Non è una grande politica lungimirante, può premiare nel brevissimo periodo. Giusto il tempo di una manifestazione di piazza. Per fortuna la questione è più complessa, spero che i giovani si dimostrino molto meno ingenui di quanto certa politica ipocrita vorrebbe”.
Cosa può dire un giovane ministro ai ragazzi che scendono in piazza? “Dovete avere il coraggio delle vostre idee, che significa però coltivarne la libertà e l’autonomia e cioè difendere i vostri interessi e quelli delle generazioni future e non altri. Mi aspetto da questa generazione, che è migliore di come viene descritta, la forza di avanzare al governo una proposta complessa che finora è la grande assente. Dimostrino di avere le spalle larghe e una chiara missione sociale, civile e politica. Si confrontino su questo disegno e questa idea, rifiutino di essere burattini in mano a sistemi di potere agonizzanti”.
Specializzandi medicina, Battaglia vinta. La scarsa sensibilità di Mussi comporta però la perdita di un anno per migliaia di studenti
23 novembre 2007 ore 8:23 am | In Comunicati Stampa e Dichiarazioni | Nessun commentoTag:Mussi, Specializzandi medicina, Università
In merito al decreto relativo alle prove di ammissione ai corsi di laurea in medicina e chirurgia, Giorgia Meloni dichiara: “Siamo lieti di sapere che la battaglia portata avanti da Alleanza nazionale in Parlamento è stata vinta: oltre cinquemila studenti specializzandi di medicina non saranno costretti a fare i conti con un sistema che troppo spesso si perde in inutili tecnicismi”.
“E’ però doveroso constatare, che malgrado Mussi e il suo Ministero fossero stati avvertiti per tempo, i neo-laureati del 2006 hanno perso un anno per colpa di imperdonabili lungaggini burocratiche del dicastero e per la scarsissima sensibilità dimostrata dal Ministro”.
Mentana, Meloni (An): “Governo e Università la Sapienza intervengano per scongiurare la declaratoria di dissesto finanziario”
1 novembre 2007 ore 6:01 pm | In Comunicati Stampa e Dichiarazioni | Nessun commentoTag:Mentana, Università
L’appello di Giorgia Meloni, vicepresidente della Camera dei Deputati
Nell’esprimere solidarietà al comune di Mentana Giorgia Meloni, vicepresidente della Camera dei Deputati si appella al governo e al senso di responsabilità dell’Università agli Studi di Roma “La Sapienza” per scongiurare una declaratoria di dissesto finanziario ormai imminente e purtroppo annunciata. Il comune sta pagando per colpe non sue, ricordiamo infatti che nel 1980 il sindaco di Mentana, su indicazione della prefettura, agí come ufficiale di Governo per risolvere un caso di allarme sociale relativo agli sfollati senza casa del Comune di Roma. Per far fronte all’emergenza requisí un immobile dismesso di proprietà dell’ateneo romano, restituendolo poi al termine dell’ordinanza e reintegrando formalmente la Sapienza nel possesso dell’immobile. È peró sulle condizioni della struttura che la controversia ha preso forma: la Sapienza, dopo aver perso in primo grado, infatti ha chiesto e ottenuto in appello un risarcimento di oltre 11 milioni di euro per i danni derivati dalla permanenza – oltre il limite previsto dell’ordinanza – degli sfollati romani nella struttura”.”Chiediamo che le Istituzioni si facciano carico del caso risolvano questo paradosso, perché i cittadini non possono e non devono pagare per colpe che non gli appartengono” .
Manifestazione An, Azione Giovani rilancia la Rivolta Generazionale contro le caste con tre immensi striscioni in ogni città italiana
10 ottobre 2007 ore 9:50 pm | In Appuntamenti, Comunicati Stampa e Dichiarazioni | 1 CommentoTag:Alleanza Nazionale, Azione Giovani, Azione Studentesca, Azione Universitaria, Bamboccioni, Garbatella, Giorgia Meloni, Giovani, Merito, Meritocrazia, Precari, Precariato, Rom, Roma, Scuola, Università
Tre striscioni da 8mt per 3mt, calati contemporaneamente in una piazza, in una scuola e in un’università di ogni federazione presente sul territorio nazionale: questa l’iniziativa promossa oggi da Azione Giovani per invitare i ragazzi alla manifestazione indetta da Alleanza nazionale per sabato 13 ottobre. Giorgia Meloni, vicepresidente della Camera dei Deputati e presidente nazionale del movimento giovanile di An dichiara: “Precariato, diritto allo studio, caro-libri, aumento delle tasse negli atenei: sono questi i messaggi che Azione Giovani, Azione Universitaria e Azione Studentesca hanno deciso di lanciare in vista della mobilitazione di sabato. Una protesta particolarmente sentita, che sarà contraddistinta da un unico slogan: contro le caste Rivolta generazionale!”.
“Ci ritroveremo in migliaia a Roma, a piazza Indipendenza per sfilare ancora una volta contro un Governo che considera gli under 35 dei “bamboccioni” a cui negare ogni realizzazione. Abbiamo il dovere di coinvolgere un’intera generazione in una battaglia partecipata in difesa del nostro futuro, al di là degli schieramenti: dagli studenti ai precari, dalle associazione ai movimenti organizzati, insieme ci riapproprieremo di quel valore che è la meritocrazia, perduto da quando il principio di egualitarismo ha sostituito quello di uguaglianza comportando un’omologazione verso il basso”, conclude Giorgia Meloni.
Appuntamento dunque a Roma, sabato 13 ottobre alle ore 13.30: da piazza Indipendenza Azione Giovani lancerà la sua rivolta generazionale con la solita passione e quel pizzico di goliardia che la contraddistingue.
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