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	<title>Giorgia Meloni Blog &#187; Giovani</title>
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	<description>Il sito semi-ufficiale. A cura dei ragazzi di AG Garbatella con il contributo di tanti amici</description>
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		<title>Omnibus life &#8211; I giovani le regole e l&#8217;alcolismo</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Aug 2009 12:19:22 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="400" height="330" data="http://www.la7.it/swf/flvplayer.swf?contentURL=/video/omnibus/omnibus_life_050809.flv&amp;imgPath=/img/video/320X240/29402.jpg" type="application/x-shockwave-flash"><param name="src" value="http://www.la7.it/swf/flvplayer.swf?contentURL=/video/omnibus/omnibus_life_050809.flv&amp;imgPath=/img/video/320X240/29402.jpg" /><param name="flashvars" value="contentURL=/video/omnibus/omnibus_life_050809.flv&amp;imgPath=/img/video/320X240/29402.jpg" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
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		<title>Generazione né-né: 700mila giovani che non studiano e non lavorano</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Jul 2009 12:05:50 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il ministro della gioventù, Giorgia Meloni, ha commissionato al Dipartimento di Studi sociali, economici, attuariali e demografici della Sapienza di Roma un&#8217;indagine sul lavoro e lo studio tra le nuove generazioni in Italia e il risultato, Rapporto Giovani 2008, incrociato con i dati sull&#8217;indagine Istat sulla Forza lavoro 2008, ha quantificato un fenomeno visibile in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il ministro della gioventù, Giorgia Meloni, ha commissionato al Dipartimento di Studi sociali, economici, attuariali e demografici della Sapienza di Roma un&#8217;indagine sul lavoro e lo studio tra le nuove generazioni in Italia e il risultato, Rapporto Giovani 2008, incrociato con i dati sull&#8217;indagine Istat sulla Forza lavoro 2008, ha quantificato un fenomeno visibile in Italia, così come anche in tanti altri paesi del mondo, già da svariati anni.</p>
<p>L&#8217;Unità prima e il Corriere della Sera dopo, a distanza di alcune settimane, si sono occupati di questo fenomeno che chiamano &#8220;Generazione nè-nè&#8221;, la generazione nè studio nè lavoro. Con dati alla mano, il Corriere riporta che in una fascia di età tra i 15 e i 35 anni &#8220;un milione e 900 (mila ndr) non studia e non lavora. Vale a dire: quasi uno su quattro (il 75%).</p>
<p>Un milione e 200 mila di questi gravitano nella disoccupazione. Settecentomila sono invece gli «inattivi convinti»: non cercano un lavoro e non sono disposti a cercarlo&#8221; e sono proprio questi gli &#8220;esponenti&#8221; di questa nuova generazione del &#8220;non studio e non lavoro, ma non me ne vergogno&#8221;, oppure &#8220;per me non è un problema&#8221;.</p>
<p>&#8220;Una generazione di apatici, indolenti, conservatori. Soddisfatti della vita presente, senza illusioni né semplicemente progetti sulla loro vita futura. Il lavoro no: sanno che non lo troveranno, perché non c&#8217;è. Lo studio nemmeno: perché sanno che non aprirà le porte del futuro&#8221;, così li descrive Mariagrazia Gerina sulle pagine de L&#8217;Unità, riportando anche alcuni stralci dell&#8217;inchiesta condotta anche dal giornale spagnolo El Pais, dal quale proviene la proposta di chiamarli &#8220;Generacion ni-ni&#8221;.</p>
<p>Forse il seguente stadio evolutivo della &#8220;Generazione X&#8221; e fratelli, amici della &#8220;Generazione 1000 Euro&#8221;, i ragazzi &#8220;nè-nè&#8221;, sedutisi a tavolino per fare quattro conti e riflessioni, hanno preso la decisione di non impegnarsi &#8220;nè&#8221; nello studio &#8220;nè&#8221; nel lavoro, giustificandosi così alla giornalista del Corriere Alessandra Mangiarotti: &#8220;Lo studio? tempo perso, non mi apre le porte al futuro. Il lavoro? Non lo cerco perché tanto non lo trovo&#8221;.</p>
<p>È una sorta di rassegnazione consapevole al rischio di perdere inutilmente tempo sui libri oppure di correre tra l&#8217;invio di un curriculum e un colloquio il cui esito danno già per negativo. Ma c&#8217;è anche chi reagisce in modo diverso, come afferma Josè Luis Barberìa su El pais, “appena si rendono conto di cosa li aspetta, continuano a formarsi, viaggiano, lavorano, magari come camerieri per pagarsi un master”, ma comunque &#8220;approfittano dell&#8217;opportunità di restare in casa con mamma e papà almeno fino ai 35 anni&#8221; senza prospettive per il loro futuro.</p>
<p>Insomma, si sentono vittime della società odierna, forse della crisi in corso, che non da tante possibilità ai giovani se non a quelli che davvero &#8220;sudano sangue&#8221; e lottano per qualcosa o a chi si accontenta, la &#8220;generazione mille euro&#8221; appunto. Quindi loro reagiscono con tale presa di posizione, &#8220;rinunciando in partenza alle illusioni&#8221;, cullandosi sulle possibilità economiche della famiglia e sulla troppa apprensività di alcuni genitori, senza capire, o accettare, il fatto che l&#8217;unico risultato sarà quello di avere seri problemi economici in futuro.</p>
<p>Ma non manca chi analizza il fenomeno da altri punti di vista, come il professore di Sociologia dell&#8217;università di Siviglia Edoardo Bericat, che vede la scelta di questi ragazzi come &#8220;alternative che, isolatamente, possono risultare peregrine, ma, tutte insieme, marcano la ricerca di un nuovo modello di società&#8221;.</p>
<p> MAURIZIO MARTONE  da http://www.agenziaradicale.com</p>
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		<title>&#8220;Sono il contrario della meglio gioventù&#8221; &#8211; Il Ministro Meloni: dobbiamo dimostrare di saper premiare il merito</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Jul 2009 12:04:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#8220;I ragazzi né lavoro né studio? Sono l&#8217;anti-meglio gioventù. Il nemico del Paese che vorremmo, il nemico rispetto al lavoro che siamo facendo: dimostrare che la stragrande maggioranza dei giovani è formata da ragazzi che ogni giorno cercano di ritagliarsi uno spazio nella società&#8221;. Giorgia Meloni, 32 anni, appartiene alla generazione &#8220;e-e&#8221;: e-ministro e-militante. Sta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;I ragazzi né lavoro né studio? Sono l&#8217;anti-meglio gioventù. Il nemico del Paese che vorremmo, il nemico rispetto al lavoro che siamo facendo: dimostrare che la stragrande maggioranza dei giovani è formata da ragazzi che ogni giorno cercano di ritagliarsi uno spazio nella società&#8221;. Giorgia Meloni, 32 anni, appartiene alla generazione &#8220;e-e&#8221;: e-ministro e-militante. Sta con i giovani che si ribellano all&#8217;etichetta di &#8220;bamboccioni&#8221; e/o &#8220;fannulloni&#8221; (&#8220;eccome, fanno bene&#8221;). Non condivide la risposta &#8220;né né&#8221; ma la considera un &#8220;fenomeno rilevante&#8221;. Un &#8220;avversario&#8221;, dice, nel senso di diversità di punti di vista, al quale &#8220;abbiamo la responsabilità di rivolgerci&#8221;. &#8220;Sono l&#8217;anti-meglio gioventù e lo sono più del singolo episodio di bullismo &#8211; dice -. Il bullismo lo puoi circoscrivere e riconoscere perché fa molto rumore. Questo fenomeno invece è più subdolo perché è difficile da identificare. Viaggia contro quello che noi di bello vogliamo raccontare di questa generazione&#8221;. La parola d&#8217;ordine per lei è riuscire a motivare: &#8220;Sollecitare. Anche bruscamente, evitando il buonismo. Ma anche letture radicali&#8221;: Che non tengano conto della realtà ereditata: &#8220;Quella di chi è costretto a pagare le pensioni di chi ha smesso di lavorare a 44 anni, di chi ha un deficit pubblico del 110%, di chi ha le infrastrutture peggiori d&#8217;Europa&#8221;.<br />
Certo, &#8220;questi 700 mila &#8220;né-né&#8221; sono anche figli di un limite delle famiglie che non li spronano&#8221;. Un &#8220;limite&#8221; che fa male ai ragazzi. E alla società, e in questo caso il riferimento del ministro va a quel 1-2% di Pil in più che garantirebbe una piena occupazione: &#8220;Perché di messo non c&#8217;è solo la propria affermazione professionale. C&#8217;è il partecipare alla crescita di una comunità. Non è che tu sei poco utile per te stesso, lo sei per la tua comunità&#8221;. Si dà però quando si riceve: lavoro, meritocrazia. &#8220;Vero. Dobbiamo dimostrare di saper riconoscere e premiare il merito. Il <a href="http://www.gioventu.it">Global village campus</a> di Pomezia va in questa direzione: far incontrare per una settimana 600 giovani con le migliori aziende, un modo per costruire la meritocrazia e rimuovere le barriere&#8221;: Insomma: &#8220;Noi vogliamo credere in questa generazione purché questa creda in se stessa. Senza alibi. Basta stereotipi. I giovani non sono bulli, bamboccioni, peggiori dei loro padri. E&#8217; il momento di rimboccarsi le maniche, me per prima, e dimostrarlo&#8221;.<br />
di <strong>Alessandra Mangiarotti</strong> &#8211; da <strong>Il Corriere della Sera</strong> &#8211; venerdì 17.07.09</p>
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		<title>Question Time: Favorire i modelli imprenditoriali per i giovani</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Apr 2009 09:18:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Tra i giovani c&#8217;è una crescente difficoltà a inserirsi nel mercato del lavoro con contratti stabili. La disoccupazione giovanile in Italia è infatti tra le più alte d&#8217;Europa. Occorre quindi &#8221;favorire un modello di lavoro alternativo a quello dipendente e basato prevalentemente sul lavoro autonomo, soprattutto nella media e piccola impresa che rappresenta il 95% [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tra i giovani c&#8217;è una crescente difficoltà a inserirsi nel mercato del lavoro con contratti stabili. La disoccupazione giovanile in Italia è infatti tra le più alte d&#8217;Europa. Occorre quindi &#8221;favorire un modello di lavoro alternativo a quello dipendente e basato prevalentemente sul lavoro autonomo, soprattutto nella media e piccola impresa che rappresenta il 95% circa del tessuto produttivo italiano&#8221;. Lo ha detto il ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, intervenendo al Question time alla Camera.<br />
Questo, per il ministro, troverebbe riscontro nelle aspirazioni dei giovani, se è vero, come recenti indagini hanno dimostrato, che circa il 40% dei laureati e laureandi aspirerebbe a poter avviare una propria attività imprenditoriale. &#8221;Ed è un dato che colpisce &#8211; ha detto Meloni &#8211; se poi teniamo in considerazione quanti ragazzi effettivamente decidono di tentare questa strada. Io non credo che ciò dipenda da una mancanza di coraggio; credo ci sia una consapevolezza dei limiti che si incontrano nell&#8217;avviare un&#8217;attività&#8221;. Limiti di carattere burocratico, &#8221;ai quali il governo ha dato delle risposte semplificando l&#8217;iter necessario all&#8217;avvio di una nuova impresa&#8221;, o limiti legati alla possibilità di accedere ai fondi, &#8221;e penso alle iniziative del decreto legislativo 185/2000&#8221;. Ma sono soprattutto &#8221;limiti di formazione, motivo per cui abbiamo stanziato 4,8 milioni di euro in un bando, destinato ad associazioni non profit composte prevalentemente da studenti universitari che presentino progetti in collaborazione con università pubbliche, per favorire tra i ragazzi la cultura d&#8217;impresa, cioè aiutarli nell&#8217;avvio di un&#8217;impresa, nella fase di start up e in tutto ciò che concerne l&#8217;autoimpiego&#8221;.<br />
(Fonte Ansa)</p>
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		<title>Meloni: psicofarmaci usati come droghe</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Mar 2009 07:34:52 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[“I dati  diffusi oggi dal CNR sul consumo di sostanze psicotrope tra i giovani  è allarmante, soprattutto considerando che stiamo parlando di una indagine  condotta su sedicenni. In particolare, a colpire negativamente è il  10 per cento di adolescenti italiani che fanno uso di tranquillanti  e sedativi senza prescrizione medica, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><span style="font-family: Arial Unicode MS; font-size: small;">“I dati  diffusi oggi dal CNR sul consumo di sostanze psicotrope tra i giovani  è allarmante, soprattutto considerando che stiamo parlando di una indagine  condotta su sedicenni. In particolare, a colpire negativamente è il  10 per cento di adolescenti italiani che fanno uso di tranquillanti  e sedativi senza prescrizione medica, collocandosi al quarto posto di  questa drammatica graduatoria” lo ha detto il ministro della Gioventù,  Giorgia Meloni. </span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Arial Unicode MS; font-size: small;">“Considero  qualunque tipo di droga causa e sintomo di un disagio profondo – spiega  il ministro &#8211; La fuga dalla realtà o la sua distorsione, anche temporanea,  è una sconfitta generazionale a cui non so proprio rassegnarmi”.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Arial Unicode MS; font-size: small;">“Gli psicofarmaci  – continua Meloni &#8211; vengono oggi probabilmente visti come una &#8216;non  droga&#8217;, come una semplice medicina, magari già assunta in famiglia  e dunque disponibile nella farmacia di casa. Se un tempo la droga era  una scelta di rifiuto della &#8217;società&#8217;, oggi è, all&#8217;opposto, una scelta  di omologazione e normalizzazione. Perciò è essenziale che le istituzioni  e la comunità lavorino insieme. Scuola, famiglia, politica, sport,  nessuno è escluso. Occorre offrire modelli positivi e positive forme  di emulazione da seguire. Noi con il ministero della Gioventù abbiamo  proposto le comunità giovanili, spazi di libertà organizzati dai giovani  per i giovani, con musica, teatro, danza, convegni, mostre: avamposti  di cultura, legalità e aggregazione”.</span></p>
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		<title>I giovani e l’Europa: il ministro Meloni incontra Pierre Mairesse</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Jan 2009 09:18:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il ministro della Gioventù, Giorgia Meloni ha incontrato Pierre Mairesse, il Direttore della Direzione Gioventù, Sport e Cittadinanza &#8211; Direzione Generale dell’Istruzione e della Cultura della Commissione Europea.
Con l’occasione Antonio Golini, professore del Dipartimento di scienze demografiche dell’Università “La Sapienza” di Roma ha presentato il “Rapporto sulla condizione giovanile in Italia” e Bruno Poggi, Presidente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il ministro della Gioventù, Giorgia Meloni ha incontrato Pierre Mairesse, il Direttore della Direzione Gioventù, Sport e Cittadinanza &#8211; Direzione Generale dell’Istruzione e della Cultura della Commissione Europea.<br />
Con l’occasione Antonio Golini, professore del Dipartimento di scienze demografiche dell’Università “La Sapienza” di Roma ha presentato il “Rapporto sulla condizione giovanile in Italia” e Bruno Poggi, Presidente dell’Istituto “Vilfredo Pareto” di Roma, ha illustrato i risultati di un’indagine demoscopica sui giovani italiani e la loro fiducia nelle istituzioni europee.</p>
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		<title>Giorgia Meloni ringrazia Napolitano per le parole sui giovani e la necessità di un ricambio generazionale in politica</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Jan 2009 11:03:42 +0000</pubDate>
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“Ringrazio il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per le parole che oggi ha speso sui giovani e la necessità di un ricambio generazionale in politica”. Lo ha detto il ministro della Gioventù Giorgia Meloni.   
“Come dice il presidente, il sistema politico è chiuso ma non si può pensare che la gerontocrazia si abbatta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[
<p>“Ringrazio il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per le parole che oggi ha speso sui giovani e la necessità di un ricambio generazionale in politica”. Lo ha detto il ministro della Gioventù Giorgia Meloni.   </p>
<p>“Come dice il presidente, il sistema politico è chiuso ma non si può pensare che la gerontocrazia si abbatta per decreto. Come ministro della Gioventù sono convinta che le nuove generazioni non possano prescindere dall’impegno politico se non vogliamo che la politica perda irrimediabilmente il senso di quello che dovrebbe essere, ossia la volontà di sacrificare qualcosa di se stessi, di mettere se stessi in gioco per l’altro, in ragione di ciò in cui si crede e che si vuole costruire”.  </p>
<p>“Nell’ottica di ringiovanire la politica rientra la questione della mancata  corrispondenza anagrafica tra elettorato attivo e passivo nelle elezioni di Camera e Senato. Se un giovane viene ritenuto dalla legge capace di scegliere tra le diverse opzioni politiche, allora lo si deve considerare anche in grado di essere scelto per rappresentare quelle stesse opzioni politiche in Parlamento. Si tratta di una modifica costituzionale trasversalmente condivisa che mi piacerebbe vedere realizzata in questa XVI legislatura”.</p>
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		<title>Barack mi piace, ma certi obamiani rischiano di renderlo insopportabile&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Nov 2008 08:18:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il titolare della Gioventù: &#8220;Veltroni è in prima fila a impadronirsi della vittoria del senatore nero. Ma sulla politica estera l’America non prenderà strade alternative a quelle tradizionali&#8221;
Bruxelles &#8211; Dicono che in molti dei suoi ragazzi &#8211; i giovani di Azione Giovani &#8211; si siano trovati ad esultare per «faccetta nera», ritmando felici il nome [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il titolare della Gioventù: &#8220;Veltroni è in prima fila a impadronirsi della vittoria del senatore nero. Ma sulla politica estera l’America non prenderà strade alternative a quelle tradizionali&#8221;</p>
<p><strong>Bruxelles</strong> &#8211; Dicono che in molti dei suoi ragazzi &#8211; i giovani di Azione Giovani &#8211; si siano trovati ad esultare per «faccetta nera», ritmando felici il nome di un Obama che ha poco del classico yankee, ma Giorgia Meloni non ci sta a prendere in considerazione una vittoria razziale: «Barack ha vinto perché era la novità, e non di facciata! Lui rappresenta il nuovo in senso strutturale. Promette un cambiamento che l’America si aspetta. Dunque il colore della pelle non c’entra per niente». Né si mostra sorpresa del successo del candidato democratico anche in Stati tradizionalmente conservatori così da portarlo in carrozza alla Casa Bianca. «Per me &#8211; osserva la 31enne ministro delle Politiche giovanili &#8211; era una vittoria annunciata. L’ho capito dal gran dibattito che la sua candidatura ha provocato negli Stati Uniti, ma anche da noi dove dappertutto si discuteva delle presidenziali&#8230;».</p>
<p><strong>Dappertutto?</strong><br />
«Ma sì. Ho sentito parlarne tra la gente, per strada, nei ristoranti. Non solo politici e giornalisti, ma persone comuni che elaboravano teorie e commenti, in prevalenza filo-Obama, fino a una splendida signora che l’altra sera ha chiuso un dibattito a tavola annunciando che per lei, comunque, i giochi erano fatti: vincerà, ha detto, Mc Kennedy!».</p>
<p><strong>Proprio un plebiscito per il senatore di Chicago, non è che sia stato, comunque&#8230;</strong><br />
«Mai pensato che lo potesse essere. O se lo sono già dimenticati tutti che lui partì come outsider e si trovò gran parte dei democratici contro perché preferivano Hillary Clinton?».</p>
<p><strong>Senta ministro Meloni: ma secondo lei, com’è che ce l’ha fatta, avendo contro almeno all’inizio tante lobbies potenti?</strong><br />
«Ha vinto la voglia di schemi nuovi. Non c’è solo la voglia di cambiamento che lui ha garantito agli americani, ma di un certo tipo di cambiamento: di una rottura col passato e, in questo quadro, con le oligarchie che tentavano di sopravvivere supportando Hillary. Secondo me è questo il segreto della vittoria di Barack Obama, al di là del dato giovanilistico o del cambiamento annunciato. Anche se adesso occorrerà vedere se riuscirà a passare dalle promesse ai fatti&#8230;».</p>
<p><strong>Lei passava per una supporter di Obama. Vero o falso? E i suoi ragazzi, quelli di Azione Giovani, con chi si schieravano in maggioranza, visto che la destra italiana pareva propendere per i repubblicani Usa?</strong><br />
«Da quello che so, i nostri ragazzi erano divisi: c’è chi ha subito il fascino di Obama, anche in relazione alle vicende di politica estera, specie nel Medio Oriente; e c’è chi, più tradizionale, guardava con più entusiasmo a McCain. Diciamo che hanno tifato un po’ di qua e un po’ di là&#8230; del resto anch’io devo confessare di aver provato rispetto e ammirazione per il McCain a lungo prigioniero di guerra, ma di esser rimasta colpita dal cambio reclamato da Obama, anche se poi&#8230; certi obamiani di casa nostra rischiano di rendermelo a breve insopportabile&#8230;».</p>
<p><strong>A che si riferisce?</strong><br />
«Ma non le ha viste certe scene di giubilo di qualche nostro politico che surrogava la vittoria di Obama con il suo recentissimo fallimento? Già, proprio Veltroni in prima fila! E pensare che aveva usato i suoi stessi slogan: segno che erano le persone scese in lizza in Italia che proprio non funzionavano! Ho visto in tv, in queste ore, scene davvero eccessive, anche per la simpatia che si può avere per Obama, e stante il fatto che nessuno della nostra sinistra ha mai avuto contatti con lui. Passiamoci sopra un velo pietoso&#8230; ma li aspetto ora alla prova dei fatti. Perché, a dirla tutta, non sono affatto convinta che le politiche che porterà avanti daranno lustro alla loro aspettative. Specie in politica estera, ma non solo, che vincano i democratici o i repubblicani non è che poi gli Stati Uniti prendano strade alternative a quelle sempre percorse&#8230;».</p>
<p><strong>Copie vecchie e stantie di Obama, da noi. Perché ci manca l’originale?</strong><br />
«Perché la nostra è una democrazia imperfetta. Perché da noi il Parlamento non rappresenta il Paese visto che il sistema di potere tenta in ogni modo di impedire l’accesso alle novità».</p>
<p><strong>Ma come, non si erano ringiovanite le Camere?</strong><br />
«È vero: il numero dei deputati under 35 è cresciuto, ma non dimentichiamo i tanti che si incollano allo scranno. Si ricorda che discussioni per De Mita? Ce ne sono tanti altri che il posto non lo mollano, mentre c’è voglia di facce nuove ma soprattutto di politiche nuove, magari trasversali, cosa che i giovani, ormai non più figli di antiquati schematismi, possono riuscire a fare. Ma per promuovere il cambiamento c’è bisogno di riforme: a cominciare dalla equiparazione tra diritti attivi e passivi dell’elettorato. Perché si può votare a 18 anni ma non essere eletti e rappresentare la propria generazione? Qui bisogna intervenire».</p>
<p><strong>Mi sta dicendo che la prossima legge elettorale potrebbe prevederlo?</strong><br />
«Le sto dicendo che&#8230; stiamo lavorando».</p>
<p><strong>Torniamo a Obama: lei si fida?</strong><br />
«Non ho la presunzione di sapere se risolverà i problemi o meno. Lo spero e gli faccio i miei migliori auguri. Posso solo notare che mi pare abbia i nervi saldi, come ha mostrato soprattutto nelle primarie, e di avere una aspirazione al cambiamento che molti auspicano».</p>
<p><strong>L’ha detto anche l’altra notte, ringraziando i suoi elettori. E aggiungendo di esser felice che gli Stati Uniti abbiano confermato di essere la terra delle opportunità. Cosa che l’Italia non può invece dire di essere, no?</strong><br />
«E allora bisognerà copiarlo e lavorare &#8211; non lo dico per competenza o per lobby &#8211; per dare speranze concrete alle nuove generazioni. Io sono convinta che la politica del merito, che noi intendiamo introdurre, sia il primo e decisivo capitolo di quell’aspirazione: abbattere barriere, offrire pari opportunità per tutti a prescindere dall’età, dal sesso, dal colore della pelle, dal censo. È una sfida vera, la nostra. Sappiamo che i ragazzi, anche quelli che protestano in questi giorni, hanno voglia di un cambiamento; non chiedono aiutini o scorciatoie, ma di potersi misurare. Credo si debbano prendere decisioni in tal senso, dallo studio alla politica, al lavoro per far emergere i nostri Obama. Anche se dev’esser chiaro che la guida &#8211; in ogni funzione &#8211; dovrà esser del più capace e non comunque di chi è più giovane. Altrimenti si farebbe solo retorica».</p>
<p><strong>A 31 anni è ministro. A 44, come ne ha Obama, ce la fa a divenire premier?</strong><br />
«Ne ho 50 almeno, davanti. Che faccio? Li ammazzo?».</p>
<p>Intervista di Alessandro M. Caprettini tratta da <a title="Il giornale intervista Giorgia Meloni su Barak Obama" href="http://www.ilgiornale.it/star/db.php?j=5&amp;q=303896&amp;t=89.97.44.22&amp;c=5#" target="_blank">&#8220;Il Giornale&#8221; n. 267 del 2008-11-07 pagina 11</a></p>
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		<title>Gioventù di governo</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Oct 2008 09:21:40 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Anna Finocchiaro]]></category>
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		<description><![CDATA[Parla il ministro Meloni: “Ragazzi, vi state facendo strumentalizzare dai baroni. Ribellatevi e proponete”

“Ai ragazzi che protestano io dico: fate delle proposte, cambiamo insieme scuola e università. Ma dico anche: non fatevi strumentalizzare”. Il ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, è stata a lungo leader dei giovani di An. “Ho fatto molta politica studentesca e su [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h5 class="article_summary">Parla il ministro Meloni: “Ragazzi, vi state facendo strumentalizzare dai baroni. Ribellatevi e proponete”</h5>
<p><a href="http://giorgiameloni.garbatella.it/wp-content/uploads/2008/10/meloni-ok1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-435" title="meloni-ok1" src="http://giorgiameloni.garbatella.it/wp-content/uploads/2008/10/meloni-ok1-212x300.jpg" alt="" width="212" height="300" /></a></p>
<p><strong>“Ai ragazzi che protestano io dico</strong>: fate delle proposte, cambiamo insieme scuola e università. Ma dico anche: non fatevi strumentalizzare”. Il ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, è stata a lungo leader dei giovani di An. “Ho fatto molta politica studentesca e su una cosa da sempre siamo stati tutti d’accordo, da destra a sinistra: abbiamo sempre sostenuto che qualcosa andasse fatto. Che le baronie andassero combattute, che gli sprechi dovessero essere eliminati per investire nelle strutture e nella valorizzazione del corpo docente. Ciò che oggi mi stupisce è che gli studenti scendano in piazza con quegli stessi baroni universitari da noi a lungo combattuti, e che ovviamente adesso, proprio come il Pd, cercano di mettere il cappello sulla protesta. Una manifestazione di dissenso, peraltro, da ridimensionare perché in parte rituale e ciclica. Tutti i ministri dell’Istruzione sono stati contestati”.</p>
<p><strong>Dunque non c’è nessun elemento di novità </strong>nelle proteste di questi giorni, neanche nella manifestazione di ieri che è finita con il saldarsi alla piazza del Pd? “Non si tratta di un nuovo sessantotto – dice il ministro – e neanche di una protesta generazionale come certa propaganda vorrebbe farci intendere. Ci sono, piuttosto, delle parole d’ordine che sul piano comunicativo, in scuole e università, passano con grande facilità. Se circola lo slogan ‘privatizzazione’ o la parola ‘tagli’, s’innesca tra gli studenti un riflesso condizionato. I poteri consolidati, nel sindacato e tra i professori, hanno giocato con questo ritornello per difendere quegli sprechi che consentono loro di amministrare, a svantaggio degli studenti, un potere castale negli atenei. Tuttavia credo che l’equivoco non possa durare, i ragazzi sanno che i loro interessi sono divergenti da quelli delle baronie”. Forse il governo ha comunicato male? “Dobbiamo fare capire che l’obiettivo è il buon funzionamento di università e scuola. Per esempio, pochi sanno che gran parte del denaro recuperato verrà reinvestito nell’edilizia scolastica per restaurare le palestre fatiscenti, ammodernare i laboratori scientifici, comprare computer, valorizzare il corpo docente. Io sono per il dialogo – conclude – Ma i ragazzi facciano delle proposte, non si trincerino dietro un no assoluto che favorisce lo sfasciume baronale”.</p>
<p><strong>Il Pd è salito in groppa alla manifestazione studentesca</strong>, legando la piazza democratica con le proteste dei giovani. Anna Finocchiaro, capogruppo del Pd al Senato, lo ha detto con estrema chiarezza: “Il movimento degli studenti che si oppongono alla riforma della scuola e dell’università, contenuta nel dl Gelmini, è una metafora dell’opposizione al governo Berlusconi in tutto il paese”. Un movimento, ha detto Finocchiaro, “che vede uniti intellettuali, insegnanti, presidi e rettori delle università”. Che ieri erano in piazza con il Pd e con gli studenti contro il governo e contro quei “tagli” che – ha spiegato il ministro dell’Istruzione Gelmini– colpiranno anche i molti corsi universitari inutili, creati per riempire cattedre “perpetuando un sistema clientelare”.<br />
“E’ bizzarro che gli studenti finiscano con l’essere inclusi nella grande piazza dei professori e del centrosinistra – dice il ministro Meloni – In primo luogo perché il clientelismo che i baroni vogliono conservare è proprio l’oggetto del malessere studentesco. In secondo luogo perché il centrosinistra, quando arrivato alla prova del governo, è sempre andato nella direzione opposta a quella auspicata dai ragazzi. C’è una gran dose di ipocrisia nelle parole del Partito democratico. La protesta degli studenti gli fa gioco e permette un facile, poco fantasioso, attacco al governo.</p>
<p><strong>&#8220;Purtroppo ho l’impressione che la protesta sia strumentale</strong> anche se – continua – venerdì in televisione ho sentito le interviste a molti ragazzi che alla manifestazione del Pd non sarebbero andati. Sabato l’Unità ha titolato ovviamente con l’immagine di uno studente in piazza contro il ministro Gelmini. Veltroni cerca di mettere il cappello sulla protesta, la enfatizza, la ingrossa per riempire il suo circo Massimo. Così facendo finisce persino con lo stravolgerla nei suoi fini e nella sua stessa natura rituale. Non è una grande politica lungimirante, può premiare nel brevissimo periodo. Giusto il tempo di una manifestazione di piazza. Per fortuna la questione è più complessa, spero che i giovani si dimostrino molto meno ingenui di quanto certa politica ipocrita vorrebbe”.</p>
<p><strong>Cosa può dire un giovane ministro ai ragazzi</strong> che scendono in piazza? “Dovete avere il coraggio delle vostre idee, che significa però coltivarne la libertà e l’autonomia e cioè difendere i vostri interessi e quelli delle generazioni future e non altri. Mi aspetto da questa generazione, che è migliore di come viene descritta, la forza di avanzare al governo una proposta complessa che finora è la grande assente. Dimostrino di avere le spalle larghe e una chiara missione sociale, civile e politica. Si confrontino su questo disegno e questa idea, rifiutino di essere burattini in mano a sistemi di potere agonizzanti”.</p>
<p class="signature"><a href="http://www.ilfoglio.it/redazione/22">Articolo di Salvatore Merlo tratto</a> <a title="Il foglio intervista Giorgia Meloni" href="http://www.ilfoglio.it/soloqui/1257" target="_blank"> tratto da Il Foglio</a></p>
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		<title>Meloni: &#8220;Legalità, primo impegno dei giovani&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Oct 2008 08:24:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[«La legalità è un impegno preminente delle giovani generazioni, perchè a 20 anni è più facile rifiutare il compromesso e perchè quello che questi ragazzi provano oggi possano continuare a provarlo domani anche quando non avranno più venti anni». Lo ha detto a Chieti il ministro delle politiche giovanili, Giorgia Meloni, a margine del convegno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>«La legalità è un impegno preminente delle giovani generazioni, perchè a 20 anni è più facile rifiutare il compromesso e perchè quello che questi ragazzi provano oggi possano continuare a provarlo domani anche quando non avranno più venti anni». Lo ha detto a Chieti il ministro delle politiche giovanili, Giorgia Meloni, a margine del convegno sul tema «Il coraggio di essere giovani» nell&#8217;ambito del «Premio Borsellino».</p>
<p>«La legalità &#8211; ha spiegato la Meloni &#8211; non è come spesso viene percepita qualcosa che serve a difendere lo Stato inteso come apparato, ma è qualcosa che serve a difendere la nazione, cioè la gente, i più deboli, i non garantiti».</p>
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		<title>Giorgia Meloni intervistata da Style</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Oct 2008 14:41:55 +0000</pubDate>
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<p><a href="http://giorgiameloni.garbatella.it/wp-content/uploads/2008/10/pag2.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-404" title="pag2" src="http://giorgiameloni.garbatella.it/wp-content/uploads/2008/10/pag2-250x300.jpg" alt="" width="250" height="300" /></a></p>
<p><a href="http://giorgiameloni.garbatella.it/wp-content/uploads/2008/10/pag3.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-405" title="pag3" src="http://giorgiameloni.garbatella.it/wp-content/uploads/2008/10/pag3-248x300.jpg" alt="" width="248" height="300" /></a></p>
<p><a href="http://giorgiameloni.garbatella.it/wp-content/uploads/2008/10/pag4.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-406" title="pag4" src="http://giorgiameloni.garbatella.it/wp-content/uploads/2008/10/pag4-248x300.jpg" alt="" width="248" height="300" /></a></p>
<p><a href="http://giorgiameloni.garbatella.it/wp-content/uploads/2008/10/articolo-1.pdf">Visualizza l&#8217;articolo in formato PDF</a></p>
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		<title>Meloni: più attenzione ai problemi dei giovani</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Sep 2008 14:15:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Tra giornalisti, opinionisti e massmediologi, il Ministro della gioventù Giorgia Meloni ha dettato le linee guida che caratterizzeranno la sua gestione. Nel capoluogo toscano, davanti ad una folta platea, ha parlato chiaro: «Non credo nelle politiche giovanili in quanto tali, come non credo nelle politiche di “genere”. L’opera politica è sempre al servizio della nazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tra giornalisti, opinionisti e massmediologi, il Ministro della gioventù Giorgia Meloni ha dettato le linee guida che caratterizzeranno la sua gestione. Nel capoluogo toscano, davanti ad una folta platea, ha parlato chiaro: «Non credo nelle politiche giovanili in quanto tali, come non credo nelle politiche di “genere”. L’opera politica è sempre al servizio della nazione e deve farne il bene, senza preclusioni». Il suo tono deciso e sicuro, ha schivato con attenzione le provocazioni pungenti di Klaus Davi, noto esperto di comunicazione: “Il nostro paese ha una propria storia, una propria identità ed una propria tradizione &#8211; ribatte il Ministro Meloni &#8211; e la nostra democrazia non può ridursi a scimmiottare quella americana, perché presenta delle grandi differenze di fondo. Occorre più dialogo con i giovani, affinché non ci si fermi agli stereotipi. Anche la televisione, troppo spesso, mira a fare audience senza mettere realmente in scena il talento o le capacità dei ragazzi”. Ancora più chiara, forte della sua esperienza personale da presidente di Azione Giovani (movimento giovanile di Alleanza Nazionale), è stata la risposta sulla questione della politica tra i giovani: “I movimenti giovanili hanno un ruolo importante, che non può e non deve limitarsi a quello svolto dai partiti di appartenenza, ma deve nutrirsi di una propria specificità e di una propria autonomia.</p>
<p>La politica non deve ridursi ai dibattiti televisivi e al web, ma deve mantenere viva quella pulsione sanguigna che animava le manifestazioni di piazza e che era il frutto di un interesse vero. La militanza politica è un donarsi quotidiano, disinteressato, che presuppone il mettersi al servizio delle idee nelle quali si crede”. A chi le chiede cosa pensi del rapporto tra il mondo politico/partitico e la galassia giovanile, risponde subito che “la nostra classe politica pecca di una mancanza di dialogo con le giovani generazioni e, quando ci prova, rischia di apparire fuori luogo. Ecco che riemerge il compito dei movimenti giovanili. Devono essere i giovani a parlare con i propri coetanei: per trattare l’argomento delle stragi del sabato sera la soluzione migliore è portare, scuola per scuola, i sopravvissuti agli incidenti o gli amici di alcuni vittime e far raccontare loro le esperienze vissute; per parlare con un tossicodipendente è necessaria la presenza di un giovane che è uscito dal tunnel della droga e che può aiutarlo a fare altrettanto”.</p>
<p>Articolo di Marco Scatarzi tratto da: <a href="http://www.opinione.it/pages.php?dir=naz&amp;act=art&amp;edi=188&amp;id_art=7124&amp;aa=2008" target="_blank">Opinione.it</a></p>
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		<title>Spazi di aggregazione giovanile</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Aug 2008 23:10:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per ascoltare una parte della conferenza stampa di Giorgia Meloni pubblicata su YouTube, clicca sul link:
Spazi di aggregazione giovanile
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Per ascoltare una parte della conferenza stampa di Giorgia Meloni pubblicata su YouTube, clicca sul link:</p>
<p><a href="http://it.youtube.com/watch?v=J-1PyB4i9r4">Spazi di aggregazione giovanile</a></p>
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		<title>Creare per i giovani il mercato del merito</title>
		<link>http://giorgiameloni.garbatella.it/2008/07/creare-per-i-giovani-il-mercato-del-merito/</link>
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		<pubDate>Thu, 17 Jul 2008 11:20:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il ministro Giorgia Meloni spiega al Corriere Canadese la sua strategia per sostenere i cittadini di domani
I giovani sono la grande risorsa del Paese. Un capitale su cui investire. È così che vede le nuove generazioni la giovanissima neo “ministra” alle Politiche per i giovani, Giorgia Meloni.
Quello che ricopre è un ruolo strategico per guardare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il ministro Giorgia Meloni spiega al Corriere Canadese la sua strategia per sostenere i cittadini di domani</strong></p>
<p><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;">I giovani sono la grande risorsa del Paese. Un capitale su cui investire. È così che vede le nuove generazioni la giovanissima neo “ministra” alle Politiche per i giovani, Giorgia Meloni.<br />
Quello che ricopre è un ruolo strategico per guardare al futuro e al Corriere Canadese spiega i suoi principali obiettivi per questa “missione” appena iniziata.<br />
Tra le linee guida della politica del ministro Meloni spiccano la volontà di studiare strumenti concreti e quella di far trionfare la meritocrazia, in tutti i settori, partendo proprio dalla scuola.<br />
Giorgia Meloni punta molto anche sulla mobilità intellettuale. Vede l’estero come un luogo di crescita per i giovani italiani, ma sottolinea le difficoltà del “rimpatrio” ovvero di un adeguato inserimento nel mondo del lavoro italiano. Tra i progetti per il futuro la volontà di favorire l’integrazione tra i ragazzi di origine italiana nel mondo, anche con la realizzazione di una conferenza universale dei giovani italiani.<br />
Lei è il ministro più giovane della squadra Berlusconi, che cosa significa per lei questo ruolo?<br />
«Non considero la mia giovane età come un titolo di merito. In qualche modo il mio ministero rientra, con alcuni altri quali la Salute o l’Istruzione, nel campo di quelle competenze ampiamente sociali che vedono coinvolti tutti i cittadini e che dunque impongono una responsabilità e una trasparenza ancora maggiori. Diciamo che “sfrutterò” la mia coetaneità rispetto ai giovani di cui sono stata chiamata ad occuparmi, cercando di offrire loro un aiuto partendo dalla mia condizione personale. Inoltre la mia esperienza di dirigente di un’organizzazione giovanile mi ha imposto di tenermi costantemente al corrente e di impegnarmi nelle tematiche più calde. Però non vorrei affrontare la questione giovanile esclusivamente in termini problematici vorrei, anzi, valorizzare i giovani come risorsa per la nazione, come un capitale sul quale investire».<br />
Il ministero per le Politiche giovanili è stato istituito dal governo Prodi. Quali sono le differenze tra voi e chi vi ha preceduto?<br />
«Come dicevo, i giovani devono essere considerati un capitale “naturale” del quale il Paese deve tenere conto non semplicemente in una ottica di giustizia sociale, ma proprio per il ritorno che i cittadini di domani potranno fornirci in termini di innovazione, di produttività, di crescita culturale, di sviluppo sociale e di progresso economico. Vorrei che ci fosse una discontinuità sostanziale rispetto al vecchio governo su tutte quelle misure “una tantum” che ritengo inadeguate alla soluzione dei mille problemi che affliggono i giovani. Questo vale anche per tutti i giovani italiani nel mondo che finora non sono stati valorizzati debitamente. Oggi i nostri connazionali sono inseriti a tutti i livelli nelle società dove hanno scelto di vivere e si tratta di un patrimonio che non abbiamo mai saputo sfruttare a vantaggio di tutti. Non dobbiamo allentare questo legame di sangue che ci unisce, anzi dobbiamo irrorarlo continuamente. Proprio come fanno altre comunità nazionali, etniche e religiose. In particolare, intendo favorire l’integrazione tra i giovani italiani nel mondo. Di concerto con il sottosegretario Alfredo Mantica, stiamo proprio in questi giorni curando la realizzazione della prima vera conferenza universale dei giovani italiani che sono nati e vivono all’estero. Sarà un’occasione preziosa per fare il punto della situazione e studiare le migliori iniziative da porre in essere nei prossimi anni».<br />
Quali sono a suo avviso i principali problemi del mondo giovanile?<br />
«Il considerare i giovani come risorsa vuol dire garantire loro una effettiva, piena potenzialità. Un mercato del lavoro che consenta un ricambio generazionale comporta una disponibilità delle generazioni precedenti che talvolta manca. Il mercato immobiliare, ad esempio, ha vissuto anni di crescita speculativa, senza che da parte delle amministrazioni si delineasse una strategia di avvicinamento alla domanda, composta in parte proprio dai giovani che cercano di realizzare una loro indipendenza domiciliare. L’offerta di vendite e di affitti è al di fuori della loro portata, tranne che per coloro che hanno una famiglia in grado di supportarli. Il governo Berlusconi ha inserito nel Dpef il “piano casa” proprio per garantire il diritto alla casa alle categorie più deboli della nostra società. Tra queste, le giovani coppie a basso reddito e gli studenti fuori sede».<br />
Lei ha dichiarato che i giovani italiani sono abituati al sistema malato delle raccomandazioni e che bisogna intervenire in maniera concreta contro questa abitudine alla scorciatoia. Come?<br />
«Molti problemi dei giovani e del Paese nascono da una sorta di inquinamento culturale, che è in qualche modo il brodo di coltura delle scelte errate dal punto di vista professionale e personale. Le faccio un paio di esempi. Si formulano spesso ipotesi di riordino del comparto scuola-formazione, insistendo sugli aspetti della meritocrazia, della esigenza di premiare il valore, di qualificare l’offerta formativa per avvicinare il mondo accademico e scolastico a quello del lavoro, colmando un vuoto oggi molto ampio. Ma, probabilmente per populismo, non si chiarisce che la dinamica del mercato prevede un ruolo attivo della domanda e dunque, se gli studenti e le famiglie non pretendono una formazione severa, selettiva, assumendosi gli oneri conseguenti in termini di impegno, nessun miglioramento sarà mai possibile. I genitori devono imparare a scegliere le scuole in base alla reale capacità che esse offrono di selezionare gli studenti in base al merito e di premiare i migliori con reali opportunità di ingresso nel mondo del lavoro e della formazione superiore. Se chiedono facili promozioni e solidarizzano con i figli contro gli insegnanti a prescindere avallano la tendenza lassista di cui le strutture formative sono già impregnate, nel tentativo di garantirsi un consenso ampio, maggiori iscrizioni e con ciò finanziamenti più alti. Tutto diventa una gara al ribasso. Un fenomeno analogo si verifica nel mondo universitario e delle professioni: atenei, ospedali, sono spesso sotto inchiesta per casi di baronato, di notabili che si accerchiano di fedelissimi non sempre capaci ma ai quali li lega un rapporto di parentela o di interesse privato. Quando queste metastasi emergono ci scandalizziamo. Ma se gli assistenti, i ricercatori, i giovani precari inseriti nel sistema ai gradini più bassi continuano a compiacere i loro baroni di riferimento, per paura di essere cacciati o nella speranza di avanzare in carriera, il sistema resterà immutato. Dobbiamo tutti renderci conto che l’esigenza di moralizzazione, premessa ineludibile di un miglioramento del percorso che porta i giovani all’ingresso nella società, richiede anche da parte nostra, di ciascuno di noi, una profonda autocritica e un atto di coraggio».<br />
L’Italia ha assistito e assiste ad una continua “fuga di cervelli”. Che cosa dice ai giovani che sono costretti a lasciare il Paese per cercare di svolgere il loro lavoro?<br />
«Chiariamo intanto che la mobilità intellettuale, di per sé, non soltanto non è un male, ma anzi rappresenta un passaggio fondamentale della crescita professionale e culturale del giovane. Non deve dunque spaventarci l’esperienza che molti ragazzi, spesso i più brillanti, conducono oltre confine. Il problema è quello del saldo passivo, pesantissimo, che vede il sistema Italia attrarre pochissimi cervelli stranieri, poiché sono sgomentati soprattutto dalla farraginosità burocratica, più ancora che dalle condizioni non competitive sul piano retributivo e dalla mancanza di facilities, e quello del non ritorno dei nostri giovani dopo un primo step all’estero. I problemi sono essenzialmente: difficoltà di ingresso nel mondo del lavoro e di avanzamento di carriera. Si può decidere di attendere fino a 35-40 anni per una stabilizzazione se, dopo, si è sicuri di scalare gli altri gradini velocemente e con forti miglioramenti salariali. Oppure, al contrario, ci si può arrendere a una lenta progressione in cambio di un accesso celere. Da noi si verifica l’intreccio più penalizzante, retribuzioni basse e precariato prolungato sine die. Di nuovo, mi chiedo se ci rendiamo conto che questo comporta, per una sorta di risparmio immediato nell’investimento, un danno esponenzialmente maggiore in futuro, quando questi cervelli rendono con gli interessi al Paese che li accoglie. Capovolgere la nostra attuale miope visione comporta però – ribadisco &#8211; una assunzione corale di responsabilità, accettare che la condizione per un sistema meritocratico davvero premiale è una selezione inflessibile».<br />
La droga è un problema ancora attuale e che spesso riguarda proprio il mondo dei giovani, come intervenire?<br />
«La droga sta cambiando drammaticamente, nel senso che non è più una modalità di evasione conflittuale dalla realtà, una forma di opposizione e di fuga insieme dalla normalità, ma è entrata nella normalità stessa, è stata accettata. La droga oggi è il tiro di coca del weekend, la pasticca da pochi euro mixata con il vinaccio da due soldi comprato prima di andare in discoteca, è la poliassunzione, è la cannabis dilagata a livelli endemici nella comune considerazione che tanto più o meno si tratta di una sigaretta. E poi, purtroppo, la droga è aumento degli incidenti stradali mortali e non, delle crisi famigliari a volte risolte in un fatto di sangue, delle crisi cardiache correlate all’uso di coca… Ma a tutti fa comodo girare la testa e far finta di niente. Per questo credo che non sia un dramma da affrontare in termini generazionali: il tossicodipendente cronicizzato, l’età media degli utenti di Sert e comunità è salita a 35 anni, va di pari passo con l’abbassamento dell’età della prima canna. Il fenomeno richiede una risposta complessiva e coordinata che sia insieme repressiva e di supporto solidale al disagio, non di mera riduzione del danno».<br />
Istruzione e formazione sono strettamente legati al mondo dei giovani. Quali sono i principali problemi?<br />
«Mi pare che il ministro competente, la collega Gelmini, si stia muovendo bene. In tal senso vedrei bene un sistema di premio al merito e al bisogno – che, ricordo, è statuito anche dalla Costituzione – con la previsione anche di un aumento consistente dei costi diretti di iscrizione e frequenza di scuole e università, da cui poi scalare in base al reddito familiare e personale e al successo didattico. Forse non riflettiamo abbastanza sul fatto che un sistema apparentemente gratuito e qualitativamente livellante costringe le fasce meno abbienti, che in proporzione abbandonano prima gli studi, a pagare le strutture utilizzate dalle famiglie con maggiore reddito».<br />
Ci sono dei Paesi da prendere ad esempio per le politiche giovanili? Se sì, quali e perché?<br />
«Sarebbe facile rispondere i Paesi del Nord Europa, da sempre avanzati sul piano della garanzie sociali, ma anche la Francia per alcune misure molto minute di assistenza alle giovani coppie che stanno mettendo su famiglia. In minor parte gli Stati Uniti, dove è senz’altro invidiabile la facilità per i giovani di fare ingresso nel mondo del lavoro e dove vige una certa meritocrazia, anche se troppo condizionata dalle imprese. Però gli Usa hanno un mercato del lavoro del tutto diverso dal nostro in cui esodi e rientri sono continui e comunque, anche lì, non privi di risvolti drammatici, con esuberi di lavoratori anche maturi che faticano a reinserirsi. Quello che è più preoccupante è che anche Paesi in via di sviluppo ed emergenti come Cina e India, e in generale quelli estremo orientali, adottano una politica d’innovazione e di investimento nella formazione che è più dinamica della nostra. Detto ciò, credo che l’Italia abbia un dna positivo sul quale può fare affidamento e nel quale la tutela della famiglia, anche come supporto sociale, è un valore da non disprezzare».<br />
Giovani e politiche. Oggi assistiamo a un rapporto conflittuale. Perché un giovane dovrebbe avvicinarsi ad un partito politico?<br />
«La mia esperienza personale è in questo senso molto particolare: a 31 anni ho speso metà della mia vita in politica attiva e credo che questo mio particolare curriculum abbia giocato un ruolo nella scelta di chi mi ha voluto in questo posto. Invito tutti i giovani che vogliono migliorare il loro futuro a prendersene carico pienamente, non solo sul piano della formazione privata ma anche su quello dell’impegno pubblico. Winston Churchill osservava acutamente: “Puoi anche disinteressarti della politica, ma la politica comunque si interesserà di te”. Tanto vale prendersene cura e provare a farne una migliore di quelle fatte in passato».<br />
</span></p>
<p><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;">Data pubblicazione: <strong>2008-07-17 </strong></span>Articolo di <span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;">di LAYLA CRISANTI</span><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"><strong></strong><br />
Indirizzo pagina originale: <a title="Il Correire Canadese intervista Giorgia Meloni" href="http://www.corriere.com/viewstory.php?storyid=76888" target="_blank"><strong>http://www.corriere.com/viewstory.php?storyid=76888</strong></a></span></p>
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		<title>La rivoluzione del ministro «Basta raccomandati faremo spazio ai migliori»</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Jul 2008 11:05:05 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ministro Giorgia Meloni se chiedesse ad un suo coetaneo italiano qual è la strada per trovare un lavoro decente lo sventurato risponderebbe: cercare una raccomandazione.
«È vero ma non per colpa sua. I ragazzi rispondono in base ai modelli che vengono proposti dalla società. In Italia funziona ancora e soltanto il sistema del familismo e delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ministro Giorgia Meloni se chiedesse ad un suo coetaneo italiano qual è la strada per trovare un lavoro decente lo sventurato risponderebbe: cercare una raccomandazione.<br />
«È vero ma non per colpa sua. I ragazzi rispondono in base ai modelli che vengono proposti dalla società. In Italia funziona ancora e soltanto il sistema del familismo e delle conoscenze. Un meccanismo che non va condannato in assoluto o demonizzato ma che ovviamente non deve restare l’unica strada. Anche perché chi non ha opportunità è condannato a restare per sempre fuori dal sistema. Basterebbe applicare al meglio ed in tutte le sue parti la legge Biagi, potenziando il ruolo delle Università e istituendo luoghi reali e credibili dove possano incontrarsi con profitto la domanda e l’offerta».</p>
<p><span id="more-230"></span><br />
Proposte concrete?<br />
«Voglio promuovere una autentica rivoluzione del merito. Siamo cresciuti in una società che ci ha imposto il modello sessantottino, ovvero l’uguaglianza al traguardo. Io invece voglio uguaglianza al punto di partenza. Poi l’ingegno e le capacità dell’individuo devono venir fuori e devono fare la differenza. Siamo già d’accordo con il ministro della Funzione Pubblica, Renato Brunetta: lanceremo il concorso dei mille talenti, l’idea nasce dal libro Meritocrazia di Roger Abravanel. Una selezione dei migliori dieci, cento, mille giovani laureati che dopo una selezione verranno sostenuti con borse di studio e poi inseriti in ruoli chiave della pubblica amministrazione. Vogliamo creare una task force di giovanissimi preparati per formare una squadra di pronto intervento a disposizione della presidenza del consiglio».<br />
Lei è donna e per di più giovane: due categorie che oggi nel nostro paese fanno fatica a galleggiare e si considerano pesantemente discriminate. Come si diventa ministro a 31 anni?<br />
«Quando ho iniziato a fare politica non ho mai pensato che sarei potuta diventare ministro. Ho fatto una scelta di passione e determinazione. Ora mi metto al servizio della mia generazione».<br />
Come?<br />
«Il mio piano si basa su quattro pilastri. Oltre alla rivoluzione del merito, diritto al futuro; valorizzazione della meglio gioventù; protagonismo generazionale».<br />
Valorizzazione, protagonismo. Ma questa generazione viene sempre descritta come priva di speranze e rinchiusa nel privato.<br />
«Appunto. Ci raccontano e ci descrivono soltanto o i bamboccioni o i criminali che sono una piccola minoranza. Io invece voglio raccontare la meglio gioventù: una serie di storie positive attraverso la tv e anche il nostro sito. Volontari, sportivi, mamme giovani che lavorano. Ragazzi e ragazze impegnati: sono la maggioranza. Poi occorre restituire ai giovani il diritto al futuro, garantendo un lavoro, una casa e la possibilità di mettere su famiglia. Mutui agevolati per la prima casa e diritto alla maternità: avere figli non deve rappresentare un lusso. Non accetto il fatto che di fronte al calo demografico e all’indice di fecondità più basso d’Europa, 1,32 per le donne italiane, la risposta dei governi fino ad ora sia stata: tanto i figli li fanno li immigrati. Ma allora noi italiani siamo destinati a scomparire? Le famiglie non debbono più avere timore di mettere al mondo un figlio».<br />
La legge 40 sulla fecondazione assistita costituisce un ostacolo alla maternità come sostengono in molti?<br />
«Rifiuto l’approccio ideologico su tematiche tanto complesse. È ancora presto per promuovere o bocciare la legge. Resto contraria alla sperimentazione sugli embrioni e mi chiedo se è davvero civile una società che si impegna per rendere l’aborto sempre più facile e invece non fa nulla per favorire la vita, tutelandola anche nella fase più fragile».<br />
Intende impegnarsi su questo fronte?<br />
«Promuoverò una serie di campagne informative. Educazione sessuale indirizzata ai giovanissimi dai 12 ai 18 anni di concerto con il ministero dell’Istruzione per una sessualità consapevole e responsabile. Niente giudizi morali ma informazioni necessarie. Poi anche una campagna di sensibilizzazione per contrastare la superficialità con la quale troppo spesso si sceglie l’interruzione di gravidanza».<br />
Si parla di intercettazioni e presunte conversazioni hard tra il premier e esponenti femminili del governo. Questo clima, visto il suo ruolo, la imbarazza?<br />
«Se ne parla ma non vedo nulla di concreto. Il gossip non mi interessa: continuo a fare il mio lavoro».</p>
<p>Articolo di Francesca Angeli tratto da Il Giornale n. 163 del 2008-07-10 pagina 7</p>
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		<title>Meloni: i giovani sono eroi quotidiani</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Jun 2008 13:25:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Con un lavoro precario e una casa in affitto decidono di mettere al mondo un bambino&#8221; 
&#8220;Bisogna passare dall&#8217;assistenzialismo al protagonismo e smetterla con la politica-spot&#8221;. Lo ha detto il ministro delle Politiche giovanili, Giorgia Meloni: &#8220;la politica sino ad ora ha avuto un limite: quello di non riuscire a costruire progetti lungimiranti, che vadano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8220;Con un lavoro precario e una casa in affitto decidono di mettere al mondo un bambino&#8221; </em></p>
<p>&#8220;Bisogna passare dall&#8217;assistenzialismo al protagonismo e smetterla con la politica-spot&#8221;. Lo ha detto il ministro delle Politiche giovanili, Giorgia Meloni: &#8220;la politica sino ad ora ha avuto un limite: quello di non riuscire a costruire progetti lungimiranti, che vadano oltre il momento elettorale. Adesso bisogna rimettere al centro i giovani &#8211; ha aggiunto &#8211; mettendo in campo una rivoluzione come quella del merito&#8221;.<br />
Secondo il ministro per le Politiche giovanili &#8220;oggi le nuove generazioni vengono rappresentate in una maniera diversa rispetto a quello che sono realmente. I giovani non sono tutti bulli e veline &#8211; ha detto &#8211; ma degli eroi quotidiani che con un lavoro precario e una casa in affitto decidono di mettere al mondo un bambino, e puntano<br />
sulla famiglia in una società in cui il concetto di famiglia è presentato come obsoleto e in cui viene veicolato un messaggio di deresponsabilizzazione&#8221;.</p>
<p>Tratto da <a href="http://www.vita.it/articolo/index.php3?NEWSID=94689" target="_blank">Vita.it</a></p>
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		<title>FATE PIU&#8217; FIGLI, VI DARO&#8217; UNA MANO. Denatalità, asili, incentivi per pannolini e latte, fisco amico, mutui agevolati, revisione della legge sull&#8217;aborto&#8230; Le proposte del Ministro Meloni per le giovani coppie.</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Jun 2008 10:36:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Bambini]]></category>
		<category><![CDATA[Bulli]]></category>
		<category><![CDATA[centri]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani]]></category>
		<category><![CDATA[Incentivi]]></category>
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		<description><![CDATA[Asili di condominio, gestiti a turno da una madre, la cosiddetta baby sitter di pianerottolo, pagata per il servizio dallo Stato, come già accade in Francia. E un grande nido nella sede del parlamento, a Montecitorio. &#8220;Non solo per i figli dei deputati, ma soprattutto per quelli di funzionari, uscieri, dipendenti, persone senza orari certi&#8221;. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Asili di condominio, gestiti a turno da una madre, la cosiddetta baby sitter di pianerottolo, pagata per il servizio dallo Stato, come già accade in Francia. E un grande nido nella sede del parlamento, a Montecitorio. &#8220;Non solo per i figli dei deputati, ma soprattutto per quelli di funzionari, uscieri, dipendenti, persone senza orari certi&#8221;. E&#8217; questa in sintesi la proposta di legge, ancora in fase di stesura, di &#8220;incentivo alla maternità&#8221; che il ministro per le Politiche Giovanili, Giorgia Meloni, anticipa in esclusiva a <em>Panorama</em>.  &#8220;Speriamo di portarla in Consiglio dei Ministri il prima possibile: molti punti già erano nel programma di governo, altri sono mie aggiunte&#8221;.</p>
<p>Capelli lisci, un filo di trucco, quanto basta per fare risaltare gli occhi chiari, la più giovane parlamentare del 2006 (vicepresidente della Camera a 29 anni), oggi a 31 a capo di un dicastero, Meloni ama parlare solo di politica. Seduta a un bar della capitale, anticipa il suo progetto premettendo: &#8220;Parlo di tutto tranne che di vita privata&#8221;. L&#8217;obiettivo finale della sua proposta di legge? &#8220;Asili nido, meno burocrazia per tutti e di conseguenza più figli&#8221; riassume Meloni. &#8220;In Italia la demografia è una delle principali criticità. In Europa la natalità media è di due figli per donna, nel nostro paese la media è di 1,3 figli. Siamo di gran lunga sotto quota&#8221;. Secondo il ministro del governo Berlusconi, questo significa, per esempio, che nel 2050 &#8220;come previsto dall&#8217;Istat, il 35 per cento della popolazione avrà più di 65 anni e questo implica enormi problemi&#8221;.<br />
Di produttività per esempio, ma anche per un sistema pensionistico che non può reggere. &#8220;Che paese vogliamo lasciare ai nostri nipoti?&#8221; si domanda Meloni. &#8220;La gente non fa più figli non perché non li voglia ma perché li considera un lusso&#8221;.</p>
<p>Proprio in quest&#8217;ottica rivedrebbe la legge 194 sull&#8217;aborto. &#8220;Dal 1978 ad oggi 4 milioni di donne hanno interrotto la gravidanza. Non è un successo, ma una sconfitta. Viene offerto loro di non fare un figlio, ma non si danno incentivi per farne. E&#8217; una legge assurda. Occorre dare alternative concrete alle famiglie&#8221;.</p>
<p>Esempi? &#8220;Sempre in Francia c&#8217;è il livello d&#8217;occupazione femminile più alto d&#8217;Europa, di conseguenza le donne non hanno paura di alzare la natalità&#8221;. Per guardare al nostro Paese, a Reggio Calabria il sindaco Giuseppe Scopelliti ha sperimentato con successo l&#8217;asilo di condominio. Anche se non mancano problemi logistici legati agli spazi e alle zone all&#8217;aperto. Per avere l&#8217;ok per un nido, infatti, sono necessari svariati requisiti e la burocrazia sembra non aiuti.  Ce l&#8217;ha fatta, qualche anno fa, a Palazzo Chigi l&#8217;attuale ministro dell&#8217;Ambiente, Stefania Prestigiacomo: il suo asilo, dice chi l&#8217;ha visto, è da 10 e lode, con menù diversificati secondo preferenze alimentari o allergie. Fa parte della proposta di legge Meloni il sistema del quoziente familiare, ovvero una tassazione proporzionata al numero dei figli. Più se ne hanno meno tasse si pagano. &#8220;In pratica la somma dei redditi è suddivisa per tutti i componenti della famiglia. Questa idea la presentai già nella passata legislatura, ma fu fortemente osteggiata dalla sinistra, in particolare da Rifondazione comunista. Perché, mi dissero, &#8220;le donne che lavorano non devono avere nuclei numerosi&#8221;.  Altri incentivi della proposta di legge: aiuti concreti sui generi di prima necessità, dai pannolini al latte in polvere, come pure un sostegno per la retta dell&#8217;asilo e i libri di testo per tutta l&#8217;età dell&#8217;obbligo. Infine, allargare i congedi anche ai padri. Tra i problemi che affliggono le giovani coppie c&#8217;è anzitutto quello della casa. Nello stesso progetto Meloni (questo è già nel programma di governo) è prevista una rateizzazione del mutuo come se fosse un affitto, in pratica senza anticipo, in modo da acquistare un&#8217;abitazione, senza indebitarsi fino al collo.</p>
<p>E per gli spazi? &#8220;Oltre ai luoghi già individuati per le case popolari, vogliamo fare un censimento di tutti i centri sociali e capire quali siano in regola, ovvero in quali si svolga effettivamente qualcosa che anche alla lontana abbia a che fare con la cultura e con l&#8217;aggregazione. Almeno per metà, a mio avviso, andrebbero chiusi. Ebbene, quegli spazi, troppo spesso devastati, potrebbero servire come alloggi, biblioteche, o come circoli ricreativi per i giovani che realmente hanno voglia di fare qualcosa. Altro che bullismo&#8221;.</p>
<p>Il ministro alle Politiche giovanili anche su questo tema ha un&#8217;opinione chiara: i bulli sono eccezioni. &#8220;Andrebbero presi e sottoposti all&#8217;insulto generalizzato. Sono casi isolati e se ne parla troppo. Mentre ci sono giovani bravissimi, che lavorano e fanno sacrifici in silenzio: a loro vanno dati incentivi. Di loro si deve parlare. I bulli? Ammesso che ci siano, vanno ignorati. E&#8217; la pena peggiore&#8221;.</p>
<p>di Romana Liuzzo da PANORAMA 05.06.2008</p>
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		<title>Gazebo day, Giorgia Meloni e Beatrice Lorenzin: “La grande partecipazione di giovani dimostra qual è il vero partito degli Under 35”</title>
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		<pubDate>Sun, 02 Mar 2008 17:24:17 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sul ‘Gazebo Day’ Giorgia Meloni, presidente nazionale di Azione Giovani e Beatrice Lorenzin, coordinatore nazionale dei Giovani di Forza Italia, dichiarano: “E’ La grande adesione giovanile la miglior risposta che i ragazzi italiani potessero dare a chi ancora oggi parla del Pd come del partito degli Under 35”.
“Per chiarire le priorità e le nostre posizioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sul ‘Gazebo Day’ Giorgia Meloni, presidente nazionale di Azione Giovani e Beatrice Lorenzin, coordinatore nazionale dei Giovani di Forza Italia, dichiarano: “E’ La grande adesione giovanile la miglior risposta che i ragazzi italiani potessero dare a chi ancora oggi parla del Pd come del partito degli Under 35”.</p>
<p>“Per chiarire le priorità e le nostre posizioni su quei temi che più di altri riguardano da vicino le nuove generazioni, abbiamo preparato un’apposita “scheda giovani”. Sostegno ai lavoratori atipici, con particolare attenzione ai periodi di non occupazione; introduzione di un ‘Buono formazione’; applicazione del principio del merito nelle scuole e negli atenei; conto corrente ‘previdenza’ per i lavoratori atipici; piano casa con 100.000 alloggi di edilizia popolare per i giovani; creazione di comunità giovanili: queste alcune delle proposte che abbiamo avanzato e che intendiamo portare avanti con impegno e con la determinazione di sempre”, spiegano Meloni e Lorenzin.</p>
<p>“La massiccia partecipazione e le migliaia di segnalazioni che arrivano da ogni parte d&#8217;Italia ci spingono a considerare l’ipotesi di dar vita ad un apposito comitato di giovani che possa analizzare tutti i contributi ricevuti”, conclude Francesco Pasquali, segretario dei giovani di Forza Italia.</p>
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		<title>Accordo Governo-Abi, Giorgia Meloni: &#8220;Sbagliato parlare di prestito d&#8217;onore a beneficiarne sono soltanto le banche&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Dec 2007 22:16:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[In una nota Giorgia Meloni dichiara: “Quello che Governo e Abi chiamano prestito d’onore è un semplice credito al consumo, nonchè un camuffato regalo dell’Esecutivo alle banche. Se da un lato, infatti, il tetto massimo previsto di 6000 euro è insufficiente a finanziare il percorso formativo di un qualsiasi studente, dall’altro garantisce agli istituti di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In una nota Giorgia Meloni dichiara: “Quello che Governo e Abi chiamano prestito d’onore è un semplice credito al consumo, nonchè un camuffato regalo dell’Esecutivo alle banche. Se da un lato, infatti, il tetto massimo previsto di 6000 euro è insufficiente a finanziare il percorso formativo di un qualsiasi studente, dall’altro garantisce agli istituti di credito di trarre elevati profitti dall’erogazione di prestiti a pioggia di importo limitato, senza correre alcun rischio”.</p>
<p>“Ben diversa è invece la proposta di legge presentata da Alleanza nazionale lo scorso gennaio, che stabilisce gli importi minimi e le modalità di restituzione del prestito d&#8217;onore, al fine di evitare che prestiti personali al consumo, ottengano le agevolazioni stabilite. In particolare è fissato un importo minimo di 30.000 euro per il prestito universitario e di 10.000 euro per quello professionale: lo stretto necessario per permettere a un giovane valido e volenteroso di finanziare il proprio percorso di studi e investire sul proprio futuro. Con il provvedimento targato Melandri 33 milioni di euro saranno trasferiti dalle casse dello Stato a quelle delle banche senza che i giovani ne traggano alcun beneficio”.</p>
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		<title>Finanziaria, Giorgia Meloni: &#8220;Allarmanti i conti della Ragioneria di Stato desolante realtà per i giovani&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Nov 2007 09:57:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La vicepresidente della Camera Giorgia Meloni dichiara in una nota: &#8220;È ufficiale: i giovani non rientrano tra le priorità del Governo Prodi. E a dimostrarlo è il bilancio della Ragioneria di Stato, che conferma gli allarmi che Azione giovani ha da tempo lanciato: la Finanziaria penalizzerà le nuove generazioni, tagliando i fondi destinati alle politiche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La vicepresidente della Camera Giorgia Meloni dichiara in una nota: &#8220;È ufficiale: i giovani non rientrano tra le priorità del Governo Prodi. E a dimostrarlo è il bilancio della Ragioneria di Stato, che conferma gli allarmi che Azione giovani ha da tempo lanciato: la Finanziaria penalizzerà le nuove generazioni, tagliando i fondi destinati alle politiche giovanili, allo sport, ai beni culturali, all&#8217;università e alla ricerca. Questo è il quadro delineato dalla magistratura contabile e la desolante realtà con cui i ragazzi di oggi purtroppo sono costretti a fare i conti, nonostante i balbettanti tentativi di smentita dell&#8217;Esecutivo. Va comunque detto, per onor di cronaca, che nell&#8217;Italia guidata dal centrosinistra la il mondo dei non garantiti non comprende solo i giovani: dopo aver piú volte usato e &#8216;abusato&#8217; di termini come &#8216;legalità&#8217;, &#8217;sicurezza&#8217; e &#8216;rispetto della legge&#8217;, i settori a cui saranno ridotte sensibilmente le sovvenzioni pubbliche sono proprio la giustizia, le forze armate e l&#8217;ordine pubblico&#8221;, conclude Giorgia Meloni.</p>
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		<title>An, il corteo e le sue donne</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Oct 2007 07:44:07 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[14/10/2007 &#8211; TRA LE BANDIERE E GLI SLOGAN DEI MILITANTI DI DESTRA
Da Giorgia Meloni alla Brambilla, la manifestazione attraverso le protagoniste femminili
Articolo di FLAVIA AMABILE tratto da http://www.lastampa.it
Vi assicuro che l&#8217;ho cercata. Tre ore, due cortei di An, non so quanti chilometri di sanpietrini romani per acciuffare Michela Vittoria Brambilla. L&#8217;aveva annunciato da giorni, al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span class="boxocchiello2">14/10/2007 &#8211; TRA LE BANDIERE E GLI SLOGAN DEI MILITANTI DI DESTRA</span><br />
<strong>Da Giorgia Meloni alla Brambilla, la manifestazione attraverso le protagoniste femminili</strong><br />
Articolo di FLAVIA AMABILE tratto da<a href="http://www.lastampa.it/_web/CMSTP/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=124&amp;ID_articolo=76&amp;ID_sezione=274&amp;sezione="> http://www.lastampa.it</a></p>
<p>Vi assicuro che l&#8217;ho cercata. Tre ore, due cortei di An, non so quanti chilometri di sanpietrini romani per acciuffare Michela Vittoria Brambilla. L&#8217;aveva annunciato da giorni, al corteo di An ci sarebbe stata, e il giornale mi ha chiesto di andare a parlare con lei. Non l&#8217;ho trovata, ma non sono stata la sola. C&#8217;erano decine di giornalisti e fotografi a caccia di MVB, le Iene. A vederla è stato solo il portavoce di Gianfranco Fini, che racconta di aver marciato con lei per alcuni metri. Il sospetto è che dopo quei metri MVB sia andata via, anche se lei assicura di essersi mescolata alla folla a lungo per portare ai militanti di An il saluto di Berlusconi.</p>
<p>Ho visto altre due donne, invece, alla manifestazione. Alessandra Mussolini, innanzitutto. Impossibile non notarla: camicia rossa, scollatura, cintura nera. All&#8217;inizio era alla testa del corteo a gridare a tutti il suo riavvicinamento al partito abbandonato alcuni anni fa. Poi Maurizio Gasparri e Gianni Alemanno le hanno fatto capire che quel posto lì non poteva essere occupato da lei e dalle sue bandiere di Alternativa Sociale. E allora la nipote del Duce è arretrata un po&#8217; ma ha trovato comunque una posizione sufficientemente in vista e ha continuato a stringere mani e ricevere applausi per l&#8217;intero corteo.</p>
<p>La terza donna l&#8217;ho vista per caso. Impermeabile beige, jeans, volto senza un filo di trucco faceva il possibile per non farsi notare. Era Giorgia Meloni, vicepresidente della Camera e presidente dei giovani del partito. Al momento dei discorsi ha scelto un  muretto lontano dalla folla, ci si è seduta e ha assistito dall&#8221;alto all&#8221;ultima parte della manifestazione. Ad un certo punto mi sono avvicinata e le ho chiesto perché stesse lì e non sul palco. Ha sorriso: &#8221;Sto molto meglio qui&#8230;&#8221;</p>
<p>Mancava una quarta donna di An, Daniela Santanchè, da tempo in rotta con Fini.</p>
<p>Io vi dico che mi è piaciuto molto lo stile di Giorgia Meloni per il suo non cercare i riflettori, per il suo lasciare che la ribalta fosse di altri, la sua sicurezza nello stringere mani, per l&#8217;affetto e la stima che la circondava.<br />
Ditemi voi che cosa ne pensate.</p>
<p><a href="http://www.lastampa.it/cmstp/rubriche/commentiRub.asp?ID_blog=124&amp;ID_articolo=76&amp;ID_sezione=274&amp;sezione=Diritto%20di%20cronaca">Pagina dei commenti a questo articolo sul sito www.Lastampa.it</a></p>
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		<title>Giorgia Meloni intervistata da &#8220;Il Giornale&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Oct 2007 08:38:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#8220;Nomadi? Non si muovono mai&#8220;
Giorgia Meloni, vicepresidente della Camera, conferma l’allarme lanciato da  Amato: si rischia l’invasione
da Roma
Onorevole Giorgia Meloni, An torna a scendere in  piazza e sceglie due temi su cui inchiodare il governo Prodi: il fisco e la  sicurezza.
«Sono temi sentiti dalla gente, due vere emergenze. La  sicurezza è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://giorgiameloni.garbatella.it/wp-content/uploads/2007/10/giorgia.jpg" alt="Giorgia Meloni" align="left" height="176" width="127" /><span class="Titolone">&#8220;<strong>Nomadi? Non si muovono mai</strong>&#8220;</span><br />
Giorgia Meloni, vicepresidente della Camera, conferma l’allarme lanciato da  Amato: si rischia l’invasione</p>
<p>da Roma</p>
<p><strong>Onorevole Giorgia Meloni, An torna a scendere in  piazza e sceglie due temi su cui inchiodare il governo Prodi: il fisco e la  sicurezza.</strong><br />
«Sono temi sentiti dalla gente, due vere emergenze. La  sicurezza è un problema drammatico su cui il governo non ha saputo dare risposte  di alcun tipo. Anzi ha proceduto con politiche deliranti, dall’emergenza  carceraria fino all’immigrazione».<br />
<strong>L’altro tema è la protesta contro  le tasse. Cavalcherete anche voi la tigre dello sciopero  fiscale?</strong><br />
«La protesta è sacrosanta, con il limite della  responsabilità e della legalità».<br />
<strong>Maneggiare la piazza in tempi di  antipolitica può essere rischioso?</strong><br />
«Il nostro è un popolo  responsabile. Ma il governo non può chiedere sacrifici enormi agli elettori,  peraltro inutili alla luce dei vari tesoretti, e poi aumentare i costi degli  apparati, moltiplicando ministri, sottosegretari e gruppi parlamentari. È ora  che i delusi scendano in piazza con noi».<br />
<strong>Lei ha compiuto quest’anno  trent’anni. Si sente di appartenere alla generazione dei «bamboccioni» citata da  Padoa-Schioppa?</strong><br />
«Abbiamo un governo che se ne frega dei giovani, che  li condanna a pagare a vita la pensione di altri, che toglie l’accesso al  credito per l’acquisto della prima casa spostando gli incentivi sul fronte degli  affitti, non comprendendo che con l’acquisto si fa un investimento. E poi, come  se non bastasse, ci dicono anche che siamo bamboccioni. Anche per questo come  Azioni Giovani sfileremo prima del corteo sul tema della rivolta generazionale  contro le caste».<br />
<strong>È stato giusto organizzare questa manifestazione in  solitaria e non di concerto con gli altri partiti della Cdl?</strong><br />
«An ha  una tradizione movimentista. Chi ci voleva essere ha aderito. Non ce la  prendiamo con chi non ci sarà».<br />
<strong>È contenta della partecipazione di  Michela Vittoria Brambilla?</strong><br />
«Ha chiesto di partecipare e a noi fa  soltanto piacere averla. Più gente partecipa, più siamo  contenti».<br />
<strong>Dai lavavetri di Firenze agli zingarelli di Livorno, molti  primi cittadini di sinistra hanno provato a esporsi sul tema della sicurezza.  Temete di venire scippati di un vostro copyright?</strong><br />
«No, se si tratta  di iniziative utili per gli italiani. Ma questa sinistra e schizofrenica è poco  credibile perché a livello nazionale smantella la Fini-Bossi con danni  incalcolabili».<br />
<strong>Il ddl sicurezza di Amato è stato rimandato a data da  destinarsi per il veto della sinistra massimalista. Il governo è nelle  condizioni di agire su questo fronte?</strong><br />
«La sinistra ha ancora la  percezione che una richiesta di sicurezza equivalga a un capriccio piccolo  borghese. In realtà è l’unico strumento che si ha per tutelare i più deboli e  indifesi. È grazie a questa logica che abbiamo avuto seimila crimini di più  grazie all’indulto».<br />
<strong>Mediamente si sta in carcere sette anni per un  omicidio. Una rapina vale 600 giorni di carcere. Per la violenza sessuale si  beccano 700 giorni. Perché la nostra giustizia è così  morbida?</strong><br />
«Serve certezza della pena. È evidente che queste pene non  rappresentano più un deterrente per i criminali in Italia».<br />
<strong>Per  Giuliano Amato l’Italia rischia di dover fare i conti con una invasione di  nomadi.</strong><br />
«L’emergenza è reale. Esiste un problema con i nomadi che  spesso tanto nomadi non sono visto che dimorano nei campi comunali. A monte  bisogna chiedersi se hanno intenzione di integrarsi e se sono intenzionati a  contribuire alla crescita della società, senza aver paura di essere accusati di  razzismo».<br />
<strong>Lei è vicepresidente della Camera. Sta scaldando i muscoli  per diventare il prossimo segretario di An?</strong><br />
«Non rispondo a domande  di fantapolitica».<br />
<strong>Mettiamola così: la destra italiana è matura per  avere un segretario donna?</strong><br />
«La destra ha più volte dimostrato di  avere più rispetto per le donne rispetto ad altri. Vorrei ricordare che ha avuto  un presidente donna di Azione Giovani, un direttore del Secolo d’Italia, un  segretario del sindacato Ugl, un relatore per la Finanziaria. Non abbiamo niente  da imparare da nessuno».</p>
<p>tratto da:</p>
<p><img src="http://www.ilgiornale.it/img_v1/logo.gif" height="37" width="278" /><br />
n. 243 del 2007-10-14 pagina  0</p>
<p>articolo di Fabrizio De Feo</p>
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		<title>Manifestazione An, Azione Giovani rilancia la Rivolta Generazionale contro le caste con tre immensi striscioni in ogni città italiana</title>
		<link>http://giorgiameloni.garbatella.it/2007/10/manifestazione-an-azione-giovani-rilancia-la-rivolta-generazionale-contro-le-caste-con-tre-immensi-striscioni-in-ogni-citta-italiana/</link>
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		<pubDate>Wed, 10 Oct 2007 20:50:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Tre striscioni da 8mt per 3mt, calati contemporaneamente in una piazza, in una scuola e in un’università di ogni federazione presente sul territorio nazionale: questa l’iniziativa promossa oggi da Azione Giovani per invitare i ragazzi alla manifestazione indetta da Alleanza nazionale per sabato 13 ottobre. Giorgia Meloni, vicepresidente della Camera dei Deputati e presidente nazionale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img align="left" /><a href="http://giorgiameloni.garbatella.it/wp-content/uploads/2007/10/foto-striscione2.jpg" title="Uno dei mega striscioni affissi"><img src="http://giorgiameloni.garbatella.it/wp-content/uploads/2007/10/foto-striscione2.jpg" alt="Uno dei mega striscioni affissi" align="left" hspace="3" /></a>Tre striscioni da 8mt per 3mt, calati contemporaneamente in una piazza, in una scuola e in un’università di ogni federazione presente sul territorio nazionale: questa l’iniziativa promossa oggi da Azione Giovani per invitare i ragazzi alla manifestazione indetta da Alleanza nazionale per sabato 13 ottobre. Giorgia Meloni, vicepresidente della Camera dei Deputati e presidente nazionale del movimento giovanile di An dichiara: “Precariato, diritto allo studio, caro-libri, aumento delle tasse negli atenei: sono questi i messaggi che Azione Giovani, Azione Universitaria e Azione Studentesca hanno deciso di lanciare in vista della mobilitazione di sabato. Una protesta particolarmente sentita, che sarà contraddistinta da un unico slogan: contro le caste Rivolta generazionale!”.</p>
<p>“Ci ritroveremo in migliaia a Roma, a piazza Indipendenza per sfilare ancora una volta contro un Governo che considera gli under 35 dei “bamboccioni” a cui negare ogni realizzazione. Abbiamo il dovere di coinvolgere un’intera generazione in una battaglia partecipata in difesa del nostro futuro, al di là degli schieramenti: dagli studenti ai precari, dalle associazione ai movimenti organizzati, insieme ci riapproprieremo di quel valore che è la meritocrazia, perduto da quando il principio di egualitarismo ha sostituito quello di uguaglianza comportando un’omologazione verso il basso”, conclude Giorgia Meloni.</p>
<p>Appuntamento dunque a Roma, sabato 13 ottobre alle ore 13.30: da piazza Indipendenza Azione Giovani lancerà la sua rivolta generazionale con la solita passione e quel pizzico di goliardia che la contraddistingue.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Mafia: solidarietà di Giorgia Meloni a Andrea Vecchio</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Sep 2007 14:12:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Giorgia Meloni, vicepresidente della Camera dei Deputati esprime piena solidarietà all’imprenditore Andrea Vecchio, dopo l’ennesimo atto intimidatorio sferrato contro di lui dalla mafia e invita tutti i ragazzi di Catania a partecipare al presidio di domani, organizzato da Azione Giovani alle ore 10 in via della Concordia: “E’ ammirevole la determinazione di uomini come Andrea [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align: center" align="center"><span style="font-family: 'Century Gothic'">Giorgia Meloni, vicepresidente della Camera dei Deputati esprime piena solidarietà all’imprenditore Andrea Vecchio, dopo l’ennesimo atto intimidatorio sferrato contro di lui dalla mafia e invita tutti i ragazzi di Catania a partecipare al presidio di domani, organizzato da Azione Giovani alle ore 10 in via della Concordia: “E’ ammirevole la determinazione di uomini come Andrea Vecchio, che rifiutandosi di pagare “il pizzo” rispondono con i fatti a chi crede che sconfiggere ‘Cosa nostra’ sia una missione impossibile. La mafia è senza dubbio una delle piaghe sociali più gravi del nostro tempo, che si rigenera con la paura, con la violenza e con il terrore”.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-family: 'Century Gothic'">“Non posso che rivolgere inoltre un plauso ai ragazzi di Ag Catania, che domani esprimeranno pubblicamente la loro indignazione e il loro sostegno a Vecchio con una mobilitazione. Con l’on. Basilio Catanoso stiamo da tempo lavorando per presentare alla Camera proposte mirate a salvaguardare la popolazione siciliana e in grado di tutelare quelle imprese che purtroppo stentano a crescere e spesso sono costrette a piegarsi di fronte alle minacce e alle pressioni messe in atto dalla mafia. Non vogliamo e non possiamo lasciarli soli: questa battaglia si può vincere attraverso l’unità di intenti”, conclude Giorgia Meloni. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-family: 'Century Gothic'" /></p>
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		<title>Cina, Giorgia Meloni lancia &#8220;Mai piú Yahoo!</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Aug 2007 13:50:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[
Il presidente di Azione Giovani, Giorgia Meloni
A seguito della denuncia dalla World Organization for Human Rights, Azione Giovani avvia la campagna &#8220;Mai piú Yahoo!&#8221;, che già da questa sera sarà on-line con un apposito banner sul sito www.azionegiovani.org
Giorgia Meloni, vicepresidente della Camera dei Deputati e presidente nazionale del movimento giovanile di An dichiara: &#8220;Invitiamo i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><font size="3"><font face="Century Gothic"><img title="Banner mai più yahoo" alt="Banner mai più yahoo" src="http://www2.azionegiovani.org/spaw/images/yahoo.gif" /></font></font></p>
<p><font size="3"><font face="Century Gothic">Il presidente di Azione Giovani, Giorgia Meloni<br />
A seguito della denuncia dalla World Organization for Human Rights, Azione Giovani avvia la campagna &#8220;Mai piú Yahoo!&#8221;, che già da questa sera sarà on-line con un apposito banner sul sito www.azionegiovani.org</font></font></p>
<p><font size="3"><font face="Century Gothic">Giorgia Meloni, vicepresidente della Camera dei Deputati e presidente nazionale del movimento giovanile di An dichiara: &#8220;Invitiamo i ragazzi di Ag, i simpatizzanti e tutti i giovani italiani a non utilizzare piú il provider come motore di ricerca, a chiudere le caselle di posta elettronica esistenti e a non usufruire piú dei servizi del portale. Abbiamo il dovere di boicottare &#8216;Yahoo!&#8217;, che si è reso complice della politica di morte e di repressione del governo di Pechino.</font></font></p>
<p><font size="3"><font face="Century Gothic">Come già abbiamo piú volte denunciato, attraverso mobilitazioni nazionali, saremmo favorevoli allo svolgimento dei giochi olimpici in Cina solo se il governo accettasse di rispettare i diritti umani fondamentali. Questo non ci risulta, perció continueremo ad opporci a quella che consideriamo una scelta inadeguata, che entra in contrasto con i valori stessi delle Olimpiadi&#8221;, conclude Giorgia Meloni (vn).</font></font></p>
<p><font size="3"><a id="p116" onmousedown="selectLink(116);" href="http://giorgiameloni.garbatella.it/wp-content/uploads/2007/08/corriere_yahoo.pdf">articolo del corriere della sera del 29-8-2007 &#8220;Denuncia contro Yahoo! </a> </font></p>
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		<title>Mondiali di Osaka, Giorgia Meloni: “Congratulazioni a Andrew Howe, orgoglio italiano e un esempio per i giovani”</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Aug 2007 13:44:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Plauso di Giorgia Meloni, Vicepresidente della Camera dei Deputati ad Andrew Howe, per la conquista dell’argento nel salto in lungo a Osaka: “Questo atleta è un orgoglio per l’Italia e un esempio di impegno e passione per le giovani generazioni. Stabilendo il nuovo record nazionale nel lungo Andrei ha scolpito il suo nome nella nostra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Plauso di Giorgia Meloni, Vicepresidente della Camera dei Deputati ad Andrew Howe, per la conquista dell’argento nel salto in lungo a Osaka: “Questo atleta è un orgoglio per l’Italia e un esempio di impegno e passione per le giovani generazioni. Stabilendo il nuovo record nazionale nel lungo Andrei ha scolpito il suo nome nella nostra storia sportiva. Sono certa che in futuro si regalerà e ci regalerà moltissime soddisfazioni”.</p>
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		<title>Don Gelmini, solidarietà di Meloni e Donzelli: &#8220;Esempio di vita e speranza per i giovani per una veste non si assolve ma neanche di deve condannare&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Aug 2007 12:45:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Giorgia Meloni, Vicepresidente della Camera dei Deputati e presidente nazionale di Azione giovani e Giovanni Donzelli, presidente nazionale di Azione Universitaria esprimono “piena solidarietà a Don Gelmini e a tutti gli ospiti dei 287 centri della Comunità Incontro perché sono loro le vere vittime di questa vergognosa diffamazione. Le accuse noceranno alle migliaia di giovani [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Giorgia Meloni, Vicepresidente della Camera dei Deputati e presidente nazionale di Azione giovani e Giovanni Donzelli, presidente nazionale di Azione Universitaria esprimono “piena solidarietà a Don Gelmini e a tutti gli ospiti dei 287 centri della Comunità Incontro perché sono loro le vere vittime di questa vergognosa diffamazione. Le accuse noceranno alle migliaia di giovani che vedono in Don Gelmini un punto di riferimento, per poter uscire dal dramma della tossicodipendenza, giovando invece a spacciatori, opinionisti e tutti coloro che in lui vedono un nemico perché ha dimostrato che la droga si può sconfiggere. Don Pierino è un’ancora di salvezza nel mare in tempesta dei drammi quotidiani, è la speranza di un mondo migliore, è l&#8217;esempio della forza del bene che può vincere il male. Non permetteremo a nessuno di strumentalizzare queste offese per distruggere la speranza nelle nuove generazioni. Ci mettiamo sin da ora a completa disposizione della Comunità Incontro, così come abbiamo fatto per Muccioli, altro grande esempio di eroe moderno. Chiediamo grande attenzione e celerità alla magistratura, così come chiediamo al mondo dell’informazione il massimo rispetto nel trattare questo caso, perché di mezzo non c’è solo un piccolo grande uomo, ma tanti uomini e donne che hanno legato la loro vita a Don Pierino&#8221; .</p>
<p>Infine Giorgia Meloni risponde all’on. Guadagno: “Vorrei precisare che la solidarietà a Don Pierino non è legata alla veste che indossa, ma al suo vissuto. Non siamo noi assolviamo solo in virtù di uno status o di una veste, per questo pretendiamo che non si condanni nessuno solo in virtù di uno status e per la veste che indossa”.</p>
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		<title>Naia obbligatoria, Giorgia Meloni: &#8220;E’ ormai scontro frontale tra giovani e Governo Prodi si prepari ad un autunno di protestee mobilitazioni&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Aug 2007 15:50:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Giorgia Meloni, Vicepresidente della Camera dei Deputati e presidente nazionale di Azione Giovani, dichiara in un nota: “L’ipotesi di reintrodurre il servizio di leva obbligatorio conferma lo scontro frontale esistente tra la gioventù italiana e questo Governo. Non bastavano le volontà di precarizzare la famiglia, di negare il diritto al lavoro e alla pensione, di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Giorgia Meloni, Vicepresidente della Camera dei Deputati e presidente nazionale di Azione Giovani, dichiara in un nota: “L’ipotesi di reintrodurre il servizio di leva obbligatorio conferma lo scontro frontale esistente tra la gioventù italiana e questo Governo. Non bastavano le volontà di precarizzare la famiglia, di negare il diritto al lavoro e alla pensione, di abbattere i fondi universitari e scolastici, di impedire l’accesso al credito e di considerarci una generazione di bulli, pupe e drogati: ora si paventa la possibilità di reinserire la naia solo perché abolita dal centrodestra, per far perdere un anno di vita ai giovani ”.</p>
<p>“Più passano i giorni, più cresce l’esigenza tra i ragazzi di dar vita ad una rivolta generazionale. Per quel che riguarda Azione Giovani, non abbiamo intenzione di restare a guardare e ribadiamo la volontà di aprire un tavolo di confronto con tutti gli under 35, per dar vita a “Generazione Versus”, un nuovo soggetto trasversale, che monitorerà con appositi rapporti le risposte della politica alle nuove generazioni. Il governo Prodi e i sui schizofrenici ministri si preparino ad un autunno di proteste e manifestazioni”, conclude Giorgia Meloni.</p>
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		<title>Droga, Giorgia Meloni risponde a Ferrero:&#8221;Contraddice se stesso e non dice il vero  Governo Prodi complice dell’ignoranza sugli effetti&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jul 2007 19:43:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Giorgia Meloni, Vicepresidente della Camera dei Deputati, risponde al ministro della Solidarietà sociale sulla droga: “Ferrero contraddice se stesso e non dice il vero. In materia di tossicodipendenza il Governo di centrodestra ha dedicato energie e soldi alla prevenzione e all’informazione, impegnandosi annualmente. Ferrero ci spieghi piuttosto perché il suo Ministero ha disatteso nel 2006 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Giorgia Meloni, Vicepresidente della Camera dei Deputati, risponde al ministro della Solidarietà sociale sulla droga: “Ferrero contraddice se stesso e non dice il vero. In materia di tossicodipendenza il Governo di centrodestra ha dedicato energie e soldi alla prevenzione e all’informazione, impegnandosi annualmente. Ferrero ci spieghi piuttosto perché il suo Ministero ha disatteso nel 2006 e nel 2007 la legge 309/90 e successive modifiche, che prevede l’obbligatorietà di campagne di prevenzione informative, per le quali sono stati stanziati dal Governo Berlusconi 5 milioni di euro da destinare all’Osservatorio nazionale giovanile sulle tossicodipendenze. In sostanza, il centrodestra  ha messo i soldi in mano a Ferrero e Prodi, che non sono neanche stati capaci di indire il bando, divenendo complici, nei fatti, dell’ignoranza giovanile sugli effetti delle sostanze assunte”.<br />
<span id="more-123"></span><br />
“E’ dimostrato, infine, che coloro che fanno uso di sostanze stupefacenti come cocaina, eroina e droghe sintetiche hanno fatto uso di cannabis. Consiglio pertanto al ministro Ferrero di approfondire le conoscenze con l’ausilio di quegli istituti di ricerca scientifica, che hanno svolto studi in materia e che possono documentare i danni provocati dall’abuso di questa droga”, conclude Meloni.</p>
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		<title>Azione giovani lancia il manifesto di &#8220;Rivolta generazionale&#8221; Giorgia Meloni: &#8220;Sarà un autunno bollente Nasce ‘Generazione V’, un nuovo soggetto aperto a tutti&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jul 2007 14:50:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Azione giovani lancia il manifesto di “Rivolta generazionale per il diritto al futuro”: un appello trasversale aperto a tutte le organizzazioni giovanili di partito e non, per rivendicare il diritto al domani.
Giorgia Meloni, vicepresidente della Camera dei Deputati e presidente nazionale del movimento giovanile di Alleanza nazionale dichiara: “Chi considera calda questa estate si aspetti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Azione giovani lancia il manifesto di “Rivolta generazionale per il diritto al futuro”: un appello trasversale aperto a tutte le organizzazioni giovanili di partito e non, per rivendicare il diritto al domani.</p>
<p>Giorgia Meloni, vicepresidente della Camera dei Deputati e presidente nazionale del movimento giovanile di Alleanza nazionale dichiara: “Chi considera calda questa estate si aspetti un autunno bollente: la manifestazione di questa mattina a Piazza Montecitorio infatti è stata soltanto l’anticipazione della nuova stagione politica. Scuola, università, casa, famiglia, lavoro, accesso al credito: sono diritti inalienabili per le giovani generazioni, che al di là delle rispettive appartenenze, vivono le medesime difficoltà di inserimento in una società che invecchia e che si auto tutela. Per questo a settembre, in occasione di Atreju 2007, daremo vita alla “Generazione V” un nuovo soggetto traversale, che organizzerà periodicamente iniziative di carattere giovanile e che monitorerà con appositi rapporti le risposte della politica alle nuove generazioni. L’appello è rivolto a tutti gli under 35, indistintamente. Sulla base delle adesioni che riceveremo, si potrà comprendere chi veramente antepone gli interessi dei giovani a quelli di parte e chi no”, conclude Giorgia Meloni</p>
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