Giorgia intervistata dal settimanale Anna
5 marzo 2009 ore 12:45 pm | In Interviste, Rassegna Stampa | Nessun commentoTag:Gerontocrazia, Gianfranco Fini, Giorgia Meloni, Pari opportunità, PDL, Ricambio generazionale, Sclerosi multipla, Sessismo, Solidarietà
Eluana Englaro, Giorgia Meloni: ‘La difesa della vita viene prima di tutto’
9 febbraio 2009 ore 11:14 am | In Interviste | 1 CommentoTag:Alleanza Nazionale, Azione Giovani, Etica, Eulana Englaro, Eutanasia, Gianfranco Fini
di Luca Telese*
Nel dibattito che si è svolto in Consiglio dei ministri è stata una delle maggiori sostenitrici del decreto su Eluana Englaro. È stata lei a citare il libro di Salvatore Crisafulli, Con gli occhi aperti, in cui un paziente che si risvegliato dal coma racconta la sua storia: è quello che Silvio Berlusconi ha citato anche nella sua conferenza stampa come caso emblematico. E così Giorgia Meloni, ministro della Gioventù, il giorno dopo il voto che ha messo a subbuglio la politica italiana spiega la sua scelta, e cerca di ridimensionare il conflitto istituzionale con il Quirinale: «È esploso perché non c’erano precedenti». La Meloni parla del suo punto di vista sulle questioni etiche, dei suoi dubbi sulla vicenda di Eluana.
Ministro, le è costato quel voto ieri? …
“«No, per nulla. Sono convinta da sempre che, nel caso di Eluana, la difesa della vita sia il punto da cui bisogna partire prima di ogni altro ragionamento»…
In che senso?
«Avrei considerato molto più grave, come ministro, prendermi la responsabilità di togliere la vita a una persona viva: sapere di non aver fatto abbastanza per salvarla».
Ma Eluana è incosciente da diciassette anni.
«Però ha tutte le sue funzioni vitali: ha subìto dei danni alla corteccia cerebrale di cui nessuno conosce, o è in grado di valutare l’entità».
Non c’è attività cerebrale.
«Ma le sue cellule sono vive. Eluana non vive attaccata a una macchina, come dice qualcuno sbagliando, ma è solo alimentata artificialmente».
Sarebbe morta al tempo dell’incidente, però.
«E questo che significa? Anche un paralitico non sopravviverebbe senza assistenza alimentare».
Però lui è cosciente.
«Anche Eluana è viva. E davvero non capisco come un medico possa dire che è morta diciassette anni fa»
La sede per discutere problemi come questi è il Consiglio dei ministri?
«Perché no? Il decreto del governo serve a impedire, che in un momento di vacanza legislativa, si commetta un atto irreparabile».
Ma governo e parlamento fanno delle leggi per tutti, non possono pronunciarsi per risolvere casi personali.
«Non possiamo nemmeno chiudere gli occhi di fronte a un’emergenza che si è determinata, con questo alibi. Almeno, io non me la sento».
Se c’è il vuoto legislativo non è per una precisa responsabilità della politica? Nessuno degli ultimi governi aveva posto la questione all’ordine del giorno…
«Lo so. Ed effettivamente considero questa responsabilità un fatto grave. Ma il problema è: cosa bisogna fare oggi? Le leggi devono rispondere anche alle emergenze che si determinano, e questo caso ne è l’esempio migliore».
Perché proprio su Eluana? Ci sono stati molti altri casi…
«Proprio per i motivi che le ho detto: fra l’altro, se la legge sul cosiddetto testamento biologico fosse stata già votata, il suo caso non ci rientrerebbe».
Perché?
«Perché c’è una differenza enorme fra lo stato vegetativo e la morte cerebrale. Eluana rientra a pieno titolo nel primo caso. Parliamo di una donna che respira in modo autonomo!».
Provo a porre la questione in un altro modo: se fosse lei, a dover scegliere la prospettiva di diciassette anni di stato vegetativo, che cosa preferirebbe?
«È una domanda che mi sono fatta tante volte, non credo che esistano risposte semplicistiche, né in un senso né nell’altro».
Non le chiedo di rispondere in astratto per gli altri, le chiedo cosa farebbe per sé.
«So che l’ottanta per cento delle persone direbbe che preferisce la morte. Io, invece, anche di fronte ad una tenue speranza, preferirei la speranza. Ma sono scelte personali».
Quindi sul testamento biologico…
«Ripeto, nel caso di Eluana, non si ravvisa la fattispecie del cosiddetto accanimento terapeutico».
Parliamo del problema istituzionale che si è aperto: il ministro La Russa ha reso pubbliche le sue perplessità.
«Legittimo. Ma ha comunque votato a favore del decreto».
Lei non è preoccupata del conflitto con il Quirinale?
«Qui non si tratta di disconoscere il valore del presidente della Repubblica e il suo ruolo. Ritengo giusto che quando ci sono vuoti normativi le leggi si pieghino per colmarli».
È proprio quello che il capo dello Stato considera anomalo.
«Anche la bocciatura preventiva di un decreto che non è stato ancora approvato lo è. Siamo in condizioni eccezionali».
Il conflitto con il leader del suo partito Fini, la mette in imbarazzo?
«Per nulla. Vede, sulle questioni etiche Fini è la persona più libera che conosca. Ha le sue idee, ma non ha mai pensato di doverle imporre agli altri».
Però tutti i suoi ministri hanno votato in modo difforme.
«Le racconto un aneddoto. Quando Fini dava indicazione a favore dei referendum, trovò perfettamente normale che usassi i fondi di An, per pagare la campagna elettorale di Ag contro».
Avete discusso?
«Privatamente sì, politicamente no. Un giorno mi chiese cosa pensassi della diagnosi pre-impianto. Ma era una curiosità personale. Rispetta le scelte degli altri e le considera legittime. Quindi non considero il nostro voto come una rottura».
Non ha mai pensato a cosa farebbe se si trovasse nei panni di Peppino Englaro?
«Guardi, non ho l’arroganza di giudicare scelte compiute in una condizione in cui non mi trovo. Però…».
Cosa?
«Ho dei grandi dubbi sull’utilità della spettacolarizzazione che si è oggettivamente prodotta su questo caso. Ma anche per il carattere pubblico della sua battaglia».
* Articolo ed immmagine provenienti da – Intervista di Luca Telese a Giorgia Meloni, Ministro della Gioventù e Presidente Nazionale di Azione Giovani. Pubblicato su “Il Giornale” n. 34 del 2009-02-08 pagina 7
Meloni: “Quella battuta su Obama Berlusconi poteva risparmiarsela”
12 novembre 2008 ore 10:49 am | In Interviste | Nessun commentoTag:Barak Obama, Blocco Studentesco, Chi l'ha visto, Gianfranco Fini, Merito, Riforma dell'università, Silvio Berlusconi
Il ministro della Gioventù risponde in diretta per un’ora
alle domande degli spettatori di Repubblica Tv
E difende l’operato del governo sulla riforma della scuola
ROMA – Il ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, se non fosse ministro, scenderebbe in piazza assieme al movimento studentesco. A patto – spiega – che “si manifesti contro qualcosa: contro la realtà della casta, dei privilegi e delle baronie”.
Giorgia Meloni risponde in diretta per un’ora alle domande degli spettatori di Repubblica Tv. A scrivere sono molti studenti, e nel videofoum si affronta dunque subito il tema dell’Onda, delle proteste nelle scuole e nelle università. “Io da studentessa impegnata in politica in passato sono scesa in piazza – ricorda Giorgia Meloni – anche contro governi della mia parte, ad esempio contro il ministro dell’Istruzione d’Onofrio. Ma nelle manifestazioni studentesche di questi giorni riscontro delle strane saldature tra baroni e studenti, anche perché la riforma dell’università, va detto, va incontro agli studenti e mette a freno le baronie. Nelle proteste di piazza non sono riuscita a carpire una proposta alternativa a quelle del governo. Si dice solo no e basta”.
GUARDA L’INTERVISTA SU REPUBBLICA TV
Il governo secondo lei ha sbagliato a non ascoltare i giovani?
“No, il governo non ha sbagliato particolarmente. Certo, bisogna confrontarsi con le rappresentanze giovanili, ma ripeto, non sono riuscita a vedere una loro proposta alternativa. Dire no alla Gelmini, e chiedere di ritirare il decreto è solo uno slogan che funziona. E mi è sembrato strano – aggiunge il ministro – che dopo l’approvazione, la scorsa settimana, del decreto sull’università che prevede borse di studio ai meritevoli, fondi per le residenze e uno sblocco parziale del turn over, e che dunque va incontro agli studenti, nessuno ha detto che il provvedimento va in quella direzione”.
Cosa pensa dell’irruzione dei giovani di estrema destra nella sede Rai di Via Teulada?
“Ho seguito la vicenda di Chi l’ha visto, sono contenta che sia stato chiesto scusa, ma mi ha fatto riflettere il fatto che in quella trasmissione siano stati usati video con facce di minorenni. Sia chiaro, non giustifico quella iniziativa, ma mi chiedo se sia normale che un programma televisivo faccia quel genere di servizio. Non credo che sia di sua competenza e non mi è mai capitato di assistere ad una trasmissione che in merito a questi episodi ricercasse i volti delle persone”.
Giorgia Meloni ha 31 anni ed è il più giovane ministro della storia della Repubblica italiana ed è deputato da quando ne aveva 29. Come descritto dall’inchiesta di oggi su Repubblica, l’età media del potere in Italia è 70 anni.
Non sarebbe meglio avere un premier più giovane di Berlusconi, ad esempio Fini?
“Fini sarebbe un ottimo leader, ma il Popolo della libertà ha una leadership molto forte che è quella di Silvio Berlusconi e per ora andiamo bene così. Comunque il problema della gerontocrazia è reale, siamo un paese bloccato. Dove i giovani non hanno sbocchi. E la politica non gliene da. Il mio è un caso isolato”.
Cosa pensa della battuta di Berlusconi su Barack Obama abbronzato?
“Sarebbe stato meglio se se la fosse risparmiata. Ma sarebbero tante le cose da risparmiare nella politica italiana e non solo: con la stessa attenzione con cui torniamo su queste vicende, dovremmo occuparci delle cose che tanti quotidiani stranieri dicono di noi. La battuta di Berlusconi può essere stata vista come una gaffe, ma poi è stata esagerata per farne un caso politico. Mi pare che la risposta migliore l’abbia data Obama con una telefonata al presidente Berlusconi ripresa in tutto il mondo. Comunque il caso è stato un po’ forzato”.
Nel Consiglio dei ministri è possibile dissentire dal premier?
“Certo. Il nostro cdm non deve essere disegnato come quello di Ceausescu. Siamo un sistema democratico, c’è un Consiglio dei ministri, ci sono le forze politiche e si può dibattere di tutto”.
Cosa pensa delle classi differenziate proposte dalla Lega?
“E’ un provvedimento ancora da studiare nel dettaglio. Può essere comunque uno strumento utile per integrare i giovani stranieri, altro che razzismo o apartheid. Chi viene in Italia deve fare una scelta chiara e consapevole sulla patria in cui vuole vivere. Perché la patria è una scelta. Ma poi vi chiedo: è davvero solidarietà far entrare in Italia tutti questi immigrati per poi metterli a lavare i vetri ai semafori?”.
(11 novembre 2008)
PDL: Meloni, Fini ottimo Leader ma per ora va bene Berlusconi
12 novembre 2008 ore 10:42 am | In Comunicati Stampa e Dichiarazioni | Nessun commentoTag:Gianfranco Fini, PDL, Silvio Berlusconi
(IRIS) – ROMA, 11 NOV – La ministra della Gioventù Giorgia Meloni ha dichiarato ai microfoni di Repubblica Tv che: ”Fini sarebbe un ottimo leader, ma il Popolo della liberta’ ha una leadership molto forte che e’ quella di Silvio Berlusconi e per ora andiamo bene così”. La ministra ha negato l’esistenza di una “difficolta’ generale alla creazione di un partito unico nel centro destra. C’e’ una fase di transizione – ha sottolineato la Meloni – che il movimento giovanile sta affrontando e faremo le nostre scelte in piena autonomia come sempre ha fatto Azione giovani”.
tratto da: Irispress
Klauscondicio intervista Giorgia Meloni
3 maggio 2008 ore 7:58 pm | In Interviste, Video | 1 CommentoTag:Anni di Piombo, Cittadinanza, Dialogo interreligioso, FDG, Gay, Gay pride, Gianfranco Fini, Immigrazione, Inno nazionale, Kaziri, Klaus Davi, Klauscondicio, Libri di testo, Martiri, Olocausto, Paolo Di Nella, Pari opportunità, Parolacce, Rom, Santanchè, Satira
Il giornalista editorialista Klaus Davi ha fatto una bellissima intervista alla nostra Giorgia.
L’intervista è visibile su youtube sul canale di Klauscondicio.
Riportiamo di seguito tutti i video dell’intervista di Klauscondicio:
Klauscondicio – Meloni: Militanti di FDG assassinati martiri
Elezione Fini e Alemanno, Giorgia Meloni: “Una vittoria che attendiamo da sempre Per la destra italiana è il giorno più importante della sua storia”
30 aprile 2008 ore 7:52 pm | In Notizie | Nessun commentoTag:Alemanno, Gianfranco Fini
In una nota Giorgia Meloni dichiara: “Gianfranco Fini presidente della Camera dei Deputati, Gianni Alemanno Sindaco di Roma: il 30 aprile 2008 sarà ricordato come il giorno più gioioso nella storia di una comunità umana e politica – quella della destra italiana – che ha concretizzato un percorso fatto di ideali, di passione e di sogni. Questa vittoria, che attendiamo da sempre, appartiene a tutti coloro che non hanno mai smesso di crederci, a quelle generazioni di ribelli che hanno scelto di mettersi a disposizione della loro Nazione senza chiedere nulla in cambio, ma soprattutto a tutti quegli esempi di militanza e sacrificio, che hanno donato all’Italia se stessi e senza i quali oggi non saremmo qui. Và a loro il nostro pensiero e la promessa che questo risultato sarà per noi quello strumento in più, che ci consentirà di trasformare in azione quelle idee e quei valori nei quali fortemente crediamo”.
An, il corteo e le sue donne
15 ottobre 2007 ore 8:44 am | In Interviste | Nessun commentoTag:Alemanno, Blog, Cina, Dico, Gasparri, Gianfranco Fini, Giorgia Meloni, Giovani, Rom, Roma, Santanchè, Sicurezza
14/10/2007 – TRA LE BANDIERE E GLI SLOGAN DEI MILITANTI DI DESTRA
Da Giorgia Meloni alla Brambilla, la manifestazione attraverso le protagoniste femminili
Articolo di FLAVIA AMABILE tratto da http://www.lastampa.it
Vi assicuro che l’ho cercata. Tre ore, due cortei di An, non so quanti chilometri di sanpietrini romani per acciuffare Michela Vittoria Brambilla. L’aveva annunciato da giorni, al corteo di An ci sarebbe stata, e il giornale mi ha chiesto di andare a parlare con lei. Non l’ho trovata, ma non sono stata la sola. C’erano decine di giornalisti e fotografi a caccia di MVB, le Iene. A vederla è stato solo il portavoce di Gianfranco Fini, che racconta di aver marciato con lei per alcuni metri. Il sospetto è che dopo quei metri MVB sia andata via, anche se lei assicura di essersi mescolata alla folla a lungo per portare ai militanti di An il saluto di Berlusconi.
Ho visto altre due donne, invece, alla manifestazione. Alessandra Mussolini, innanzitutto. Impossibile non notarla: camicia rossa, scollatura, cintura nera. All’inizio era alla testa del corteo a gridare a tutti il suo riavvicinamento al partito abbandonato alcuni anni fa. Poi Maurizio Gasparri e Gianni Alemanno le hanno fatto capire che quel posto lì non poteva essere occupato da lei e dalle sue bandiere di Alternativa Sociale. E allora la nipote del Duce è arretrata un po’ ma ha trovato comunque una posizione sufficientemente in vista e ha continuato a stringere mani e ricevere applausi per l’intero corteo.
La terza donna l’ho vista per caso. Impermeabile beige, jeans, volto senza un filo di trucco faceva il possibile per non farsi notare. Era Giorgia Meloni, vicepresidente della Camera e presidente dei giovani del partito. Al momento dei discorsi ha scelto un muretto lontano dalla folla, ci si è seduta e ha assistito dall”alto all”ultima parte della manifestazione. Ad un certo punto mi sono avvicinata e le ho chiesto perché stesse lì e non sul palco. Ha sorriso: ”Sto molto meglio qui…”
Mancava una quarta donna di An, Daniela Santanchè, da tempo in rotta con Fini.
Io vi dico che mi è piaciuto molto lo stile di Giorgia Meloni per il suo non cercare i riflettori, per il suo lasciare che la ribalta fosse di altri, la sua sicurezza nello stringere mani, per l’affetto e la stima che la circondava.
Ditemi voi che cosa ne pensate.
Pagina dei commenti a questo articolo sul sito www.Lastampa.it
Strage di Bologna, Giorgia Meloni: “Se Prodi vuole verità non vendetta sostenga la revisione del processo”
2 agosto 2007 ore 3:50 pm | In Comunicati Stampa e Dichiarazioni, Notizie | Nessun commentoTag:Alleanza Nazionale, Gianfranco Fini, Giorgia Meloni, Prodi, Rampelli, Rom
“La strage di Bologna è senza dubbio uno dei capitoli più dolorosi della storia italiana”, questo il commento di Giorgia Meloni, Vicepresidente della Camera dei Deputati e promotrice – assieme all’on. Fabio Rampelli – di un’interpellanza urgente presentata questa mattina da Alleanza nazionale e sottoscritta, tra glia altri, da Gianfranco Fini, Ignazio La Russa e Stefania Craxi, nella quale si richiedono al Governo notizie circa la vicenda di Massimo Sparti, principale accusatore nel processo sulla strage, sulla base delle nuove rivelazioni degli ultimi mesi, oggetto anche di importanti inchieste giornalistiche.
Caso Storace, dalle pagine del ‘Il Secolo d’Italia’ l’editoriale di Giorgia Meloni: “Ci ripensi Azione Giovani non accetterebbe un simile sfregio”
5 luglio 2007 ore 11:52 am | In Comunicati Stampa e Dichiarazioni, Notizie | Nessun commentoTag:Azione Giovani, Cina, Gianfranco Fini, Giorgia Meloni, Giovani, Scuole, Storace, Università
“Mi auguro che Storace ci ripensi perché la nostra comunità militante non accetterebbe questo sfregio, non può accettarlo in memoria di chi ci ha preceduto, e non può consentirlo nel rispetto di chi verrà dopo di noi”, questo un estratto del corsivo pubblicato oggi da ‘Il Secolo d’Italia’ a firma dell’On. Giorgia Meloni, vicepresidente della Camera dei Deputati e presidente nazionale di Azione Giovani, in risposta a Francesco Storace.
“Quel simbolo, quella torcia impugnata da una giovane mano, non può appartenere a Storace, come non appartiene a me, né a Gianfranco Fini, né a nessun altro – scrive ancora la Meloni -. Quel simbolo è di esclusiva proprietà dell’organizzazione giovanile della destra italiana. Quel simbolo ha raccontato troppe storie gioiose e tragiche per venire arruolato in una scelta di parte, o peggio per venire trascinato in una querelle giudiziaria senza dignità. Quella immagine di forza e onore che sventoliamo da decenni nelle scuole, nelle università, nelle piazze e nei cortei è legata al passato come al presente, prescinde da qualunque appartenenza di gruppo o di amicizia, ed è libera. Libera, come abbiamo dimostrato in molte occasioni lontane e recenti”.
Niente Leghe sotto i Mari – Gianfranco Fini e Giorgia Meloni si immergono nel porto di Formia durante una manifestaizone sulla difesa dell’ecosistema marino
16 maggio 2007 ore 8:29 am | In Appuntamenti, Notizie | 1 CommentoTag:Alleanza Nazionale, Gianfranco Fini, Giorgia Meloni, Rom, Roma, Scuole
Il Commissario di Alleanza Nazionale di Formia Giovanni Carpinelli annuncia che nella mattinata di oggi al Molo Azzurra di Formia, in occasione della giornata “Niente Leghe sotto i Mari” ci sarà anche Gianfranco Fini. Il presidente di Alleanza Nazionale, noto e provetto sommozzatore, che si immergerà nei fondali del porto di Formia insieme alla vicepresidente della camera dei deputati Giorgia Meloni.
La manifestazione per la protezione dell’ecosistema marino si inserisce nella campagna nazionale di Marevivo e Cobat per il monitoraggio e recupero dei rifiuti pericolosi nei fondali dei porti italiani.
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