Pdl/ Meloni: Esempio Tatarella sia faro per la destra del futuro
9 febbraio 2009 ore 11:18 am | In Comunicati Stampa e Dichiarazioni | Nessun commentoTag:Destra, Pinuccio Tatarella
Interprete di politica fondata su confronto e rispetto delle idee
Roma, 8 feb. (Apcom) – L’esempio di Pinuccio Tatarella sia un faro per il futuro della destra. E’ l’auspicio espresso dal ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, nel decennale della scomparsa del dirigente di An.
“E’ grazie a uomini come Pinuccio Tatarella, interprete dei principi autentici della politica fondata sul confronto e sul rispetto delle idee, che molti giovani – sottolinea Meloni – hanno scelto la strada dell’impegno e della militanza. Nel giorno in cui ricorre il decennale della sua scomparsa, non possiamo che rivolgergli un pensiero profondo e un ringraziamento sentito, per quanto ha saputo dare all’Italia e per gli insegnamenti che ci ha lasciato. Sono certa che il suo esempio, ancora vivo nella nostra memoria, sarà un faro guida per il futuro della destra, che in questi anni ha vissuto cambiamenti significativi e che si appresta – conclude – a compiere passi importanti verso il domani”
“La giovane destra italiana dal ghetto al governo del Paese” articolo di Giorgia Meloni estratto dal libro “La Fiaccola Tricolore” di Fabrizio Tatarella
8 ottobre 2008 ore 12:56 pm | In Scritti da Giorgia | Nessun commentoTag:Azione Giovani, Destra, Fronte della Gioventù, Giorgia Meloni
Di Giorgia Meloni
C’era una volta un atleta sbruffone che affermava di aver fatto un salto favoloso mentre si trovava nella città di Rodi, e di poterlo dimostrare in qualunque momento esibendo dei testimoni.
Racconta Esopo che un ascoltatore impertinente gli disse che non era necessario chiamare i testimoni, ma bastava ripetere il salto ora come se si trovasse a Rodi.
“Hic rodus, hic salta”, furono le sue parole.
Mentre attendevo il mio turno per giurare come ministro della Repubblica, mi sono ricordata di questa favola di Esopo. Forse perché davvero mi sembrava di essere in un racconto di fantasia, sicuramente perché avvertivo il peso di una responsabilità enorme: dimostrare all’Italia e alla storia che, messi alla prova dei fatti, i ragazzi della destra italiana non falliscono il salto.
E’ davvero gravosa la consapevolezza che attraverso di me si chiuda un cerchio. Per molti italiani sarà qualcosa di oscuro o indifferente. Ma per noi, per una comunità umana e politica, che è passata attraverso l’inferno della criminalizzazione civile, dell’emarginazione sociale, giurare come ministro della Gioventù d’Italia non può essere un mero passaggio burocratico. Tante storie di gioia e dolore, mille momenti di paura e speranza si sublimano in questa piccola, grande vittoria collettiva.
Molti di coloro che leggono queste righe hanno iniziato la propria avventura politica in Azione giovani, nel Fronte della gioventù, o nella Giovane Italia. Organizzazione giovanile della destra italiana non è mai stata una delle tante. Non è mai stata una mera fucina di politici o di professionisti in carriera. Anzi, spesso la militanza giovanile ha comportato brutti voti a scuola, esami insuperabili, i rimproveri dei genitori, brillanti carriere spezzate, e a volte, giovani vite spezzate. Insomma il ghetto, come hanno detto e scritto in tanti. La nostra militanza giovanile è da sempre un percorso esistenziale, prima che politico, tanta rabbia ma anche tanta allegria, e, sempre, una grande impaziente voglia di mettersi al servizio dell’Italia. Questo spiega perché mi emozioni profondamente ritrovarmi a rappresentare le istanze di tutti i giorni del nostro popolo al Governo della nazione. Dal ghetto al governo, in mezzo scorre un fiume di ricordi e di attese. Ho parlato di vittoria, ma imprudentemente perché ci attende la sfida del fare, altrettanto difficile.
Oggi siamo chiamati alla costruzione: sociale, culturale e politica. Cosa c’è di più divino – nel senso autentico del termine – dell’atto creativo, piccolo o grande che sia da poter proporre e comunicare a chi verrà dopo di noi? In esso si condensa la metafora della vita. Donare, agire, intraprendere: questi sono i verbi che possono unire l’impresa e la solidarietà in una nuova filosofia sociale.
La nostra destra deve portare al governo della nazione la rivoluzione del merito e della concretezza, individuando, ad esempio, gli strumenti più idonei per consentire alle giovani coppie di pensare il proprio futuro, immaginare una famiglia e dei figli, senza dover sfuggire dalle responsabilità e trovando finalmente una classe dirigente che si preoccupi seriamente di un’Italia nella quale non si fanno più figli, avviata verso una inevitabile decadenza.
Mi auguro che la politica pieghi il sistema creditizio alla necessità di agevolare chi, pur nella precarietà della condizione lavorativa, voglia ugualmente comprare una casa, senza le speculazioni e i tassi altissimi che hanno messo in ginocchio gli italiani.
Mi batterò perché il Ministero della gioventù, come mi piacerebbe si chiamasse da ora in poi, non sia soltanto un posto in quota An all’interno del Consiglio dei Ministri, ma uno strumento capace di incidere, in grado di costruire cose e servizi destinati a durare nel tempo e ad essere realmente utili alle giovani generazioni. Casa, lavoro, accesso al credito, formazione, incentivi alla maternità. Questo ci chiedono, questo dobbiamo riuscire ad offrirgli. Ma c’è anche altro.
In un ideale, approssimativo manifesto d’intenti sento il dovere di offrire rappresentanza ad una generazione che non è fatta soltanto di carnefici annoiati, “fatta” di droghe in generale, percorsa da fremiti violenti di alcuni ultras negli stadi o dei bulli nelle scuole, sedotta dall’esempio di “veline e tronisti”, del tutto priva di una missione, spirituale o politica che sia. Questa è l’immagine che frequentemente viene utilizzata per raccontare i giovani italiani.
Io non so se questa generazione sia migliore o peggiore di altre che l’hanno preceduta, ma sono certa che abbia creatività, forza ed energia visionaria in quantità per avere un ruolo da protagonista nel presente della sua epoca. Troppo spesso si vorrebbe invece relegarla in un futuro incerto, distante e indistinto.
I giovani italiani non sono uno, non sono una massa confusa priva di individualità – positive o negative – da maneggiare con paternalismo e milizia. Sono tante esistenze più o meno difficili che cercano di ritagliarsi uno spazio dignitoso e nel contempo di partecipare al destino della propria Terra. La politica non deve offrire loro privilegi o “aiutini”, (“tutto e subito” si diceva quarant’anni fa), ma responsabilità e considerazione, esigendo in cambio un contributo significativo per il progresso del proprio popolo. Su questo punto si consuma la nostra “rottura” con un passato fatto di misure episodiche, di corto respiro e facile consumo, che non alleviano la fatica della vita, se non per pochi effimeri attimi. Su questo punto si “parrà la nostra nobilitate”. Una politica autenticamente di destra è quella che riesce a leggere in profondità quanto proviene dal popolo e lo trasforma in “carne e sangue”, ma è anche quella che sa porsi come punto di riferimento culturale in un epoca di relativismi e qualunquismi.
La “dolorosa tensione dei contrasti” di jungheriana memoria potrà sciogliersi in una “melodia infinita” solo se tutti insieme sapremo cogliere questa opportunità, e se anche Azione giovani, senza perdere la voglia di provocare e stimolare, si sentirà responsabile di questo passaggio epocale.
Tanti cortei, infiniti manifesti e volantini dopo, il ministero della Gioventù è oggi uno strumento nuovo e prezioso nelle nostre mani per fare la storia, e poi “lasciare un segno” vero, profondo del proprio passaggio. Eccola la nostra sfida.
Ecco il nostro salto.
(articolo pubblicato da Area e da Puglia d’Oggi nel giugno 2008)
Alucne informazioni sul libro dal quale è stato tratto l’articolo
“LA FIACCOLA TRICOLORE”
IL LIBRO DI FABRIZIO TATARELLA
Intervista esclusiva a Fini ed interventi di Alemanno, Gasparri, La Russa e Meloni per un saggio sulla storia della giovane destra
E’ stato presentato a Roma, nel corso di Atreyu, Festa nazionale di Azione Giovani, “La Fiaccola Tricolore: antologia della giovane destra italiana dal dopoguerra ad oggi” (Edizioni Nuova Stampa Bari, pag.324, euro 13), il nuovo libro del direttore del bisettimanale Puglia d’Oggi e della rivista Millennio Fabrizio Tatarella.
Con l’autore presente anche il prof. Alessandro Campi, Direttore scientifico della Fondazione FareFuturo e intellettuale di riferimento della destra italiana, che ha curato la prefazione del testo.
In oltre trecento pagine sono ripercorsi, con dovizia di particolari e documentate fonti bibliografiche, i sessant’anni del più importante movimento giovanile politico italiano. Dalla Giovane Italia ad Azione Giovani, un’evoluzione, quella dei giovani di destra, partiti neofascisti e ora prossimi a confluire nel Pdl, e in Europa nel Ppe, arricchita da fotografie e spiegata da racconti inediti dei protagonisti di epoche diverse.
Il saggio, infatti, è impreziosito dai contributi dei segretari nazionali di ieri del movimento giovanile della destra, da Pietro Cerullo per la Giovane Italia, a Massimo Anderson per il Rsgl e Giuseppe Tagliente per il Fuan, e dagli autorevoli interventi degli ultimi leaders del Fronte della Gioventù, il Sindaco di Roma Gianni Alemanno e il Presidente dei Senatori del PdL, Maurizio Gasparri, e dell’attuale Presidente di Azione Giovani, e Ministro della Gioventù, Giorgia Meloni.
La presentazione del lavoro, che contiene anche un’intervista esclusiva al Presidente della Camera dei Deputati, in passato segretario del FdG, Gianfranco Fini, è affidata al Reggente nazionale di An, nonché Ministro della Difesa, Ignazio La Russa. Oltre alla postfazione di Italo Bocchino, Vice Presidente Vicario del Pdl a Montecitorio, anche una riflessione del giornalista e scrittore Angelo Mellone.
Il libro di Fabrizio Tatarella a Roma è disponibile esclusivamente presso la LIBRERIA ARION MONTECITORIO in Piazza montecitorio 59
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