Omnibus life – I giovani le regole e l’alcolismo
5 agosto 2009 ore 2:19 pm | In Comunicati Stampa e Dichiarazioni, Video | 3 CommentiTag:Alcol, Alcolismo, Comunità giovanili, Giovani, Regole
An, Meloni: Destra non chiude, bene sporcarsi mani con realtà
21 marzo 2009 ore 9:42 am | In Comunicati Stampa e Dichiarazioni | Nessun commentoTag:Aggiungi nuovo tag, Comunità giovanili, PDL
Roma, 21 mar (Velino) – Giorgia Meloni, ministro della Gioventù, scalda la platea congressuale di An soffermandosi subito sul “confuso dibattito che ha accompagnato la celebrazione di questo evento. Si è detto di tutto. Q…
La Meloni mette in chiaro che “la destra non chiude, e la comunità umana che negli ultimi decenni ha portato avanti tra lutti indicibili e gioie inaspettate quella visione del mondo celebra oggi la…
La Meloni cita con orgoglio il primo disegno di legge che ha portato all’attenzione del Consiglio dei ministri, con cui si propone di istituire ovunque le Comunità giovanili, “luoghi dedicati ai gi…
Segue un fervido omaggio al presidente della Camera: “Vvoglio anche dire, con la stessa lealtà con la quale spesso ho espresso il mio dissenso, che se le nostre idee e le nostre verità sono divenut…
“Giorgia una di noi”, il successo bipartisan della Meloni
13 marzo 2009 ore 3:28 pm | In Comunicati Stampa e Dichiarazioni | Nessun commentoTag:Casa dei giovani Peppe condello, Comunità giovanili, Volontariato
Il ministro della gioventù in visita presso una comunità giovanile reggina
Reggio Calabria-”Sono contenta di essere ministro della gioventù e sono fiera di rappresentare questa generazione di giovani”Una standing ovation ha seguito queste parole della giovane tra i giovani, il ministro della gioventù Giorgia Meloni, in visita ieri nella città dello Stretto per la conferenza stampa di presentazione della mostra comunale sul centenario del futurismo.
“Giorgia una di noi” è stato lo striscione di accoglienza dei ragazzi della casa dei giovani a cui il ministro ha fatto visita dopo gli impegni istituzionali di Palazzo San Giorgio; una struttura, come hanno avuto modo di spiegare i soci di Attendiamoci, l’associazione onlus, da anni impegnata nella formazione giovanile, nata un anno fa con lo scopo di diventare un punto di ricreazione, un centro di aggregazione sopratutto per gli universitari di Reggio.
“La televisione-ha detto la Meloni – ci mostra ogni giorno fatti orrendi di cronaca che hanno per protagonista delle minoranze giovanili, ma nessuno ci racconta che per un ragazzo a rischio di devianza sociale ce ne sono altri mille socialmente, religiosamente o politicamente impegnati, o che fanno volontariato a dispetto di un individualismo tutto adulto sempre più radicato nella nostra società”
Dopo aver ascoltato i ragazzi della casa dei giovani Peppe condello, che si sono raccontati a parole, ma anche attraverso videoproiezioni, il ministro si è complimentata con la gioventù reggina, dichiarando di aver visto proprio in riva allo stretto una delle comunità giovanili più organizzata dello Stivale.
“Stiamo pensando, ha concluso la Meloni, di stanziare 5 milioni di euro per le comunità giovanili, creando anche un sistema di controllo delle stesse per evitare che si trasformino in qualcos’altro”.
Il ministro, che è anche presidente nazionale di Azione Giovani, ha riscosso un successo bipartisan tra gli under 40 reggini, per il suo decennale impegno in società e il coraggio dimostrato nel voler portare avanti le proprie idee, anche le meno comode a livello politico.
Notizia del 10 marzo 2009 tratta da www.reggiotv.it
Droga, Meloni: occorre avviare una riforma dei servizi
12 marzo 2009 ore 11:00 am | In Comunicati Stampa e Dichiarazioni | Nessun commentoTag:Comunità giovanili, Droga, Metadone, Prevenzione, Sert, Servizi pubblici, Tossicodipendenze
«Mettere al bando le ideologie»
Una delle prime cose da fare, per migliorare l’approccio al problema delle tossicodipendenze, è una riforma dei servizi, ”che sono tutti, pubblici e privati, figli di una logica superata”: lo ha detto il ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, intervenendo alla Conferenza nazionale sulle politiche antidroga in corso a Trieste. Il ministro ha spiegato che i giovani non si avvicinano ai Sert perché non si vedono come tossicodipendenti: ”Eppure nei servizi pubblici – ha aggiunto – ci sono tanti operatori che lavorano duro dalla mattina alla sera” e lo stesso vale per le Comunità terapeutiche: ”Splendide isole dove si sono salvate generazioni di tossicodipendenti”, ma i cui programmi spesso oggi ‘’sono datati”.
Per entrambi, pubblico e privato, esiste poi l’annoso problema delle risorse e dei ‘’soldi che non arrivano dalle Regioni – ha sottolineato il ministro – soprattutto da alcune Regioni, e questo per un retaggio ideologico”. Per Meloni, infatti, la prima cosa da fare è quella di ”mettere da parte le ideologie, che soprattutto nel campo della droga hanno provocato più danni che risposte”.
Il ministro ha poi insistito sul concetto di ”recupero” del tossicodipendente, che ”non va abbandonato alla cronicità: non mi rassegno a persone condannate a vita al metadone o alla stessa eroina”.
“I principi sui quali il governo si muove sono due: il primo è che drogarsi non sarà mai un diritto, una scelta di vita, una presunta scelta di libertà; il secondo è che non dobbiamo credere di poter recuperare ciascun tossicodipendente e non dobbiamo mai condannare qualcuno a una condizione di cronicità”, ha spiegato il ministro. “Non mi rassegno che si possa considerare libertà – ha aggiunto – scegliere che tipo di droga assumere”. “Un’altra grande questione da affrontare – ha detto – è quello della prevenzione offrendo anche modelli positivi e positive forme di emulazione da seguire. Noi con il ministero della Gioventù abbiamo proposto le comunità giovanili, spazi di libertà organizzati per giovani, con musica, teatro, danza, convegni, mostre, cioè avamposti di cultura e legalità e aggregazione. Su questa sfida siamo tutti coinvolti: scuola, famiglia, politica, sport, insomma nessuno escluso”.
Tratto da www.gioventu.it
Il ministro Meloni: “Permettiamo ai giovani di prendere in mano le redini del futuro”
21 novembre 2008 ore 10:24 am | In Interviste | Nessun commentoTag:Associazionismo, Comunità giovanili, Protagonismo generazionale
Articolo di Paolo Fiora tratto da www.panorama.it
“Il mio programma prevede l’incoraggiamento dei giovani a rivendicare con forza il protagonismo generazionale ed il diritto al futuro, ostacolati in Italia da alcuni impedimenti, pratici e culturali”. Lo ha dichiarato il ministro della gioventù Giorgia Meloni nel suo saluto alla cerimonia per la premiazione dei vincitori della sessione italiana del Concorso europeo “Il diritto dei minori di essere protetti”, in occasione della Giornata dell’infanzia che si celebra oggi. Panorama.it ha fatto qualche domanda al ministro sugli spazi per le politiche giovanili in Italia.
Quale riconoscimento e spazio per le politiche giovanili?
Riguardo le politiche giovanili dico subito che non credo molto alle politiche di genere, qualsiasi esse siano. Non credo alle politiche femminili, alle politiche per gli anziani o per i giovani. Le azioni di un governo devono essere rivolte al bene della Nazione nella sua totalità. Se i giovani saranno messi in condizione di contribuire proficuamente alla vita dell’Italia sarà tutta la comunità nazionale a trarne beneficio. Viceversa, se si adotteranno soluzioni valide sui problemi che attanagliano la nostra società, saranno anche i giovani ad usufruirne. Allora ecco la sfida che lancio a me stessa ed all’Italia: creare una sintesi capace di dare ai giovani risposte che possano avere valore anche per tutto il resto della società, ed avere dalla stessa società risposte ed indicazioni valide anche per i giovani. Con il Forum Nazionale dei Giovani ho già avviato un confronto proficuo riguardo un’iniziativa su cui lavorare: vale a dire la costituzione ed il riconoscimento del Consiglio Nazionale della Gioventù come interlocutore ufficiale del Governo, del Parlamento e delle altre organizzazioni sociali ed economiche, per dare voce ai giovani su tutti i temi che li riguardano da vicino.
Siamo stati uno degli ultimi Paesi a dotarci di un ministero per la gioventù e ad avere un forum nazionale, ma il riconoscimento con una legge nazionale ad oggi manca. Inoltre il suo ministero è senza portafoglio… Pensa che riusciremo comunque a vincere questa sfida?
Certo che possiamo vincerla, ma da qualche parte questo percorso doveva pur cominciare. Credo che siamo una delle società più “gerontocratiche” del mondo e quindi, per arrivare a costituire un ministero riservato ai giovani c’è voluto più tempo: la vecchia politica ha un incedere più lento…Battute a parte, la legge per il riconoscimento del forum arriverà, ma ciò che veramente conta è la considerazione che ho del Forum stesso. È vero, la situazione economica dell’Italia, e di molte altre nazioni aggiungerei, richiede una razionalizzazione delle spese ed una attenta valutazione di ogni passo che si compie. Ciò non toglie che iniziative realmente valide, come è accaduto in occasione dell’approvazione del disegno di legge sulle comunità giovanili, non vengano supportate finanziariamente dall’esecutivo.
Cosa pensa dell’associazionismo giovanile come agente di cambiamento politico e sociale?
Uno dei quattro punti fondamentali delle linee guida del mio programma di governo l’ho chiamato “protagonismo generazionale”. Ai giovani vengono negate alcune opportunità che impediscono l’autodeterminazione e la partecipazione a pieno titolo alla vita sociale e politica. È necessario iniziare un’opera di rimozione di tali impedimenti per consentire alle nuove generazioni di prendere in mano le redini del proprio futuro. Faccio un esempi: non vedo perché se a venticinque anni si è in grado di votare per il Senato, non si possa invece essere eletti. Va adottata una corrispondenza anagrafica tra elettorato attivo e passivo nelle elezioni di Camera e Senato che dia più responsabilità ai ragazzi. Riconosco l’importante contributo che l’associazionismo, in modo particolare quello culturale e volontaristico-sociale, fornisce alla crescita dei giovani ed alla società tutta. Infatti intendo coinvolgere nell’attività del Ministero le associazioni giovanili più rappresentative, da quelle del volontariato nazionale e internazionale a quelle che raccolgono istanze ispirate dalla religione o dalla partecipazione civile; avranno spazi adeguati anche tutti gli organismi di rappresentanza istituzionale come le consulte giovanili, i consigli comunali dei giovani e le varie rappresentanze dell’Anci. L’associazionismo è un ottimo veicolo di diffusione di cultura civile e civica, soprattutto se supportato al proprio interno da un sentimento di “comunitarismo” e dalla consapevolezza dei singoli di far parte di un progetto sociale più ampio.
Perché, in Italia, il cambio generazionale in politica non avviene così di frequente come accade negli altri Paesi europei? Quale futuro vede per i giovani che vogliono cimentarsi in politica?
Il mancato ricambio generazionale non riguarda solo la politica ma tantissimi ambiti della nostra società. Finché ci sarà una classe dirigente che reputa “bamboccioni” i trentenni italiani come se fosse una loro scelta quella di restare a casa con i genitori, è dura cambiare. Ma qualcosa si sta muovendo. Faccio notare che in questo governo ci sono quattro under 40: Alfano (Giustizia), Gelmini (Istruzione), Fitto (Rapporti con le Regioni) e la sottoscritta. Mi auguro che questo rappresenti un segnale di una inversione di tendenza di cui l’Italia ha urgentemente bisogno.
Meloni: comunità giovanili, in arrivo la “rivoluzione”
26 ottobre 2008 ore 12:35 pm | In Comunicati Stampa e Dichiarazioni | Nessun commentoTag:Comunità giovanili
ROMA – “Contiamo di varare definitivamente la legge sulle ‘Comunità giovanili’ entro la primavera, e sarà una vera e propria rivoluzione sotto il profilo dell’aggregazione giovanile”. Lo annuncia il ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, in una lunga intervista pubblicata sul numero di novembre del mensile free press ‘Pocket’. Insomma, Meloni lancia le sue ‘Comunità giovanili’, che “sono dei piccoli villaggi permanenti dedicati ai giovani e organizzati da giovani- spiega- destinati a rappresentare delle isole di creatività e socializzazione nei luoghi più disparati del territorio nazionale. Dalle periferie delle grandi città ai piccoli centri più isolati”.
Le ‘Comunità giovanili’ sono “dei luoghi reali nei quali sarà possibile navigare in internet, leggere giornali, fare musica, teatro, cinema, sport, pittura, fotografia, poesia- spiega il ministro della Gioventù- spazi nei quali organizzare convegni, corsi, laboratori e dove maturare relazioni, attitudini personali e vocazioni”. L’accesso alle cariche e alle attività delle ‘Comunità giovanili’ “deve essere democratico, trasparente- avverte Meloni- e non deve essere consentito a chi fa esclusione sociale, occupa abusivamente, a chi spaccia, a chi inneggia alla violenza politica”.
Spazi di aggregazione giovanile
16 agosto 2008 ore 12:10 am | In Comunicati Stampa e Dichiarazioni, Notizie | Nessun commentoTag:Comunità giovanili, Giovani
Per ascoltare una parte della conferenza stampa di Giorgia Meloni pubblicata su YouTube, clicca sul link:
«Ho “piegato” Tremonti: darò soldi a tutti i giovani»
4 agosto 2008 ore 5:46 pm | In Rassegna Stampa | Nessun commentoTag:Comunità giovanili
La trovi al termine di una giornata di mare, e lei ci ride su: «Oh, almeno la domenica! Con Fini siamo passati dal parlamento che faceva le settimane corte, al fatto che siamo gli ultimi italiani ad andare in vacanza. Con Berlusconi credo che il governo lavori il triplo… Altro che Casta, a Palazzo Chigi si corre per il premio Stakhanov!». Giorgia Meloni, ministro della Gioventù, non è ancora andata in ferie, ma è al settimo cielo perché in Consiglio dei ministri – venerdì, senza troppi clamori mediatici – ha strappato cinque milioni di euro per il progetto che più le sta a cuore, «le comunità giovanili», il primo finanziamento per costruire luoghi di aggregazione autogestiti, e combattere l’alienazione dei ragazzi.
Scusi se mi impiccio, ma Novella 2000 due settimane fa l’ha intercettata a Ponza, a bordo di un gozzo.
(Ride) «Visto che lusso? Io se salgo su una scialuppa sono già al mio top».
Il più giovane ministro d’Italia è una bella preda per i rotocalchi…
«Vorrei dire una cosa seria, si può?».
Prego.
«Se tu vai a fare una giornata al mare con i tuoi amici di sempre, persone normalissime, e scopri che tutti sono finiti sotto il teleobiettivo…».
Si incazza?
«No, non mi faccia dire quella parola. Però mi rendo conto che anche una come me, che non vorrebbe cambiare nulla della sua vita e odia la Casta…».
Ogni tanto vorrebbe sparare ai fotografi…
«Nooo, ci mancherebbe! Però avverte la tentazione di preservare i suoi amici, e magari di andare a nascondersi da qualche parte. Quanto ai fotografi…».
Gli forerebbe le gomme?
«Figurarsi. Però magari rompere l’obiettivo, come nei tempi eroici della Dolce vita, ecco… Oh, scherzo!».
Questa domenica, insomma, l’ha passata in una spiaggia esclusiva?
«Macché! Solito salto a Ostia e lettino da sette euro. È dove vado da una vita. Per fortuna lì nessuno pensa di trovarmi».
Vengono tagliati tutti i bilanci dei ministeri, come ha fatto a strappare cinque milioni?
«Forse mi sono battuta bene, chissà… In ogni caso, come si dice a Oxford, miracolosamente, Tremonti ha scucito».
Cos’è, lo ha ipnotizzato?
«Forse, dopo una legislatura insieme nell’ufficio di presidenza di Montecitorio, ha capito che se non ottenevo questi soldi lo aspettavo sotto casa… È una battuta, ovviamente».
Lo avevo intuito. Ma cosa sono le comunità giovanili?
«Una esperienza tutta da inventare. Abbiamo varato il progetto in modo che siano il luogo dove siano gli stessi giovani a diventare protagonisti».
Si dice sempre così.
«Stavolta sarà diverso. Ci sarà un bando, dei criteri trasparenti, la possibilità di accedere per chiunque».
Le faccio un esempio per lei urticante. Se a organizzarsi sono i giovani del Pdci?
«Non è urticante per nulla. Se stanno nelle regole, non ci interessa cosa pensino. Però cercheremo di evitare i ghetti – di sinistra o di destra – e di favorire le esperienze plurali. L’unica cosa che non vogliamo sono le sezioni di partito camuffate».
In che modo?
«Il primo e inderogabile criterio: negli spazi finanziati non ci potranno essere discriminazioni di nessun tipo».
Chi controlla?
«Oltre al dipartimento avremo anche un osservatorio, pensato per questo scopo, con le associazioni e alcuni soggetti di garanzia».
Ecco i vecchi babbioni.
«Macché. Ci saranno dei giovani anche lì: senza targhe di partito».
Come se la immagina la comunità ideale?
«Entri e c’è un palco, dove fare teatro, convegni, corsi di poesia. A fianco la sala prove, per chi vuol far musica senza pagare il pizzo di chi ci guadagna e magari impone vincoli di mercato».
Temo che una cosa così in Italia non possa esistere.
«C’è anche una piccola biblioteca, perché i ragazzi devono poter leggere anche se non hanno soldi. C’è, ovviamente, internet. E poi i campi per fare tutti gli sport. Le basta?».
Qualcuno troverà il modo per guadagnarci sopra e l’incanto finisce.
«Scherza? La prima regola, inderogabile, è: non ci deve essere fine di lucro».
E chi gestirà, il tutto?
«Gli stessi ragazzi».
Il più forte si impone.
«È previsto che ci sia un sano principio di elettività».
Lei pensa che possa funzionare?
«Senta, il mondo dei giovani un po’ lo conosco. Ho visto miracoli, in giro, nati senza soldi e con tanta passione. Ora chi vuol fare ha un aiuto in più».
Mi faccia un esempio.
«Le racconto una storia per tutte. Pino Maddaloni, medaglia d’oro di judo, azzurro: ha aperto una palestra a Scampia, dove è nato. Fa corsi – gratuiti – di judo per i ragazzi del quartiere».
Praticamente un eroe.
«Per me di più. Solo che voleva gettare la spugna, perché non lo aiutava nessuno. Ho letto queste sue parole e mi sono infuriata: “Tutto quello che ho, me l’hanno dato gli sponsor del Nord. A Scampia, dalle istituzioni, ho avuto una palestra in condizioni pietose. Purtroppo Napoli è inquinata dalla camorra e dalla cattiva politica”».
E ora?
«Abbiamo parlato. È uno che non molla, se qualcuno lo aiuta, continua. Ecco, questi soldi servono per tanti progetti così, le alternative al muretto, gli avamposti della legalità i laboratori di creatività».
Quando arriveranno?
«Entro fine anno spero nel bando. Sarà una… rivoluzione. Lo scriva».
di Luca Telese da Il Giornale del 4.08.2008
Comunità giovanili
1 agosto 2008 ore 2:30 pm | In Comunicati Stampa e Dichiarazioni | Nessun commentoTag:Comunità giovanili
Il Consiglio dei Ministri ha approvato questa mattina un disegno di legge presentato dal ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, per il riconoscimento e il sostegno delle comunità giovanili.
“Le Comunità giovanili – ha spiegato il ministro in conferenza stampa – sono degli spazi di aggregazione dedicati ai giovani e organizzati da giovani che non abbiano superato i 35 anni. Luoghi reali nei quali sia possibile navigare in internet, leggere giornali, fare musica, teatro, cinema, sport, pittura, fotografia, poesia, ma anche riscoprire i saperi tradizionali. Spazi nei quali organizzare convegni, corsi, laboratori e dove maturare relazioni, attitudini personali e vocazioni”.
“Le Comunità – ha proseguito Meloni – vengono promosse con pochi vincoli statutari: assenza di fini di lucro, democraticità dell’accesso alle cariche, elettività delle cariche tra i soci in regola con l’iscrizione, trasparenza di bilancio, assenza di qualunque tipo di discriminazione, indicazione delle finalità della comunità. Tali vincoli sono essenziali per iscriversi al registro nazionale istituito presso il dipartimento della Gioventù e conseguentemente per usufruire dei contributi del fondo comunità giovanili, la cui dotazione è di 5 milioni di euro l’anno”.
“Il Ddl – ha aggiunto il ministro – prevede anche la nascita dell’Osservatorio nazionale sulle Comunità giovanili, istituito presso la presidenza del Consiglio, che ha il compito di promuovere e valorizzare il ruolo di sviluppo e integrazione sociale svolto dalle comunità. L’obiettivo – ha concluso Giorgia Meloni – è offrire alle giovani generazioni degli spazi che rappresentino un’alternativa alla noia e al disimpegno, che spesso sono alla base di fenomeni di disagio, soprattutto nelle periferie delle grandi città metropolitane e in alcune realtà del meridione”.
Segue Scheda tecnica dell’articolo …Segue – Comunità giovanili…
Giovani: Meloni, sostenere ed incentivare protagonismo generazionale
8 luglio 2008 ore 3:52 pm | In Comunicati Stampa e Dichiarazioni | Nessun commentoTag:Comunità giovanili
Roma, 8 lug. (Adnkronos) – Incentivare e sostenre il protagonismo generazionale anche attraverso l’istituzione di ”Comunita’ giovanili”, spazi d’aggregazione in cui i giovani siano liberi di fare musica, teatro, cinema, organizzare convegni, realizzare mostre fotografiche, leggere libri e giornali, navigare su internet, svolgere corsi di ogni genere, fare sport e, naturalmente, divertirsi. E’ l’intenzione annunciata dal ministro della Gioventu’ Giorgia Meloni nel corso dell’audizione in Commissione Affari Sociali alla Camera nel corso della quale ha illustrato le linee programmatiche del suo dicastero. Comunita’ che, ha annunciato, saranno finanziate da un apposito Fondo statale. ”Le Comunita’ giovanili – ha spiegato Meloni- possono essere promosse da privati e da enti locali, ma devono mantenere alcuni requisiti essenziali: la perfetta democraticita’ nell’accesso alle cariche, l’elettivita’ delle cariche tra i soci in regola con l’iscrizione, la trasparenza del bilancio, l’assenza di qualunque discriminazione sociale, politica, etnica o religiosa al suo interno”. Inoltre, devono essere ”luoghi nei quali non si pratica violenza, non si predica l’odio politico, non si fa uso di droghe”. ”Nulla del genere -ha evidenziato- esiste oggi in Italia”. Meloni ha quindi annunciato l’intenzione di dare ulteriore impulso alla gemmazione di tali enti su tutto il territorio nazionale, provvedendo a colmare il vuoto normativo sulla figura giuridica delle Comunita’ giovanili, cosi’ come gia’ previsto da alcune proposte di legge attualmente al vaglio del Parlamento”. Infine, Meloni ha annunciato l’intenzione di creare un Osservatorio nazionale ”in grado di valutare con serieta’ e precisione il complesso delle attivita”’.
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