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	<title>Giorgia Meloni Blog &#187; Cina</title>
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	<description>Il sito semi-ufficiale. A cura dei ragazzi di AG Garbatella con il contributo di tanti amici</description>
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		<title>Pena di morte: Meloni, comunità internazionale non spenga riflettori su repressione giovanile in regimi totalitari</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Oct 2009 07:33:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[“La comunità internazionale non spenga i riflettori sulla repressione degli oppositori politici, spesso giovanissimi, in vigore sotto i regimi totalitari di Iran e Cina”. Queste le parole del ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, a seguito della quarta condanna a morte comminata dal Tribunale della Rivoluzione di Teheran a un oppositore del governo Ahmadinejad, e delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“La comunità internazionale non spenga i riflettori sulla repressione degli oppositori politici, spesso giovanissimi, in vigore sotto i regimi totalitari di Iran e Cina”. Queste le parole del ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, a seguito della quarta condanna a morte comminata dal Tribunale della Rivoluzione di Teheran a un oppositore del governo Ahmadinejad, e delle sei condanne capitali decise da Pechino per gli scontri del luglio scorso nello Xinijang.</p>
<p>“Questi atti persecutori – prosegue Meloni &#8211; così altamente lesivi della dignità umana, non possono non destare lo sdegno e la riprovazione di chiunque creda nella giustizia e nella democrazia. I giovani italiani sono vicini ai propri coetanei di Iran e Cina, e condividono con loro gli stessi ideali di libertà».</p>
<p>Il ministro punta il dito anche contro le condanne a morte comminate a giovani per reati commessi negli anni della minore età: « A Teheran sono ancora un centinaio i giovani in attesa di salire sul patibolo per crimini commessi quando erano minorenni, e si tratta – conclude &#8211; di una palese violazione di quanto disposto nei trattati internazionali».</p>
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		<title>Musica: Meloni, Pechino non riesce ad affrontare temi libertà</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Mar 2009 11:44:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Roma, 2 mar. (Adnkronos) &#8211; &#8220;Quello che governa la Cina e&#8217; un regime che non riesce ad affrontare i temi legati alla liberta&#8217;&#8221;. Lo dice all&#8217;ADNKRONOS il ministro della Gioventu&#8217; Giorgia Meloni, commentando la notizia dell&#8217;annullamento da parte delle autorita&#8217; di Pechino dei due concerti degli Oasis in programma in Cina.
&#8220;E&#8217; una notizia -aggiunge Meloni- [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Roma, 2 mar. (Adnkronos) &#8211; &#8220;Quello che governa la Cina e&#8217; un regime che non riesce ad affrontare i temi legati alla liberta&#8217;&#8221;. Lo dice all&#8217;ADNKRONOS il ministro della Gioventu&#8217; Giorgia Meloni, commentando la notizia dell&#8217;annullamento da parte delle autorita&#8217; di Pechino dei due concerti degli Oasis in programma in Cina.</p>
<p>&#8220;E&#8217; una notizia -aggiunge Meloni- che purtroppo non mi stupisce piu&#8217; di tanto, perche&#8217; gli episodi che raccontano dell&#8217;intolleranza della Cina sono pressocche&#8217; quotidiani. Evidentemente, Pechino non ha raccolto nessuno dei segnali della comunita&#8217; internazionale che chiedeva un maggior rispetto dei diritti umani e civili, soprattutto dopo il via libera alle Olimpiadi in Cina&#8221;.</p>
<p>&#8220;Evidentemente, gli opinion maker, come puo&#8217; essere anche un gruppo musicale famoso e sensibile a questioni importanti, risultano per i regimi pericolosi e fastidiosi, soprattutto -conclude Meloni- se si rivolgono alle giovani generazioni che sono le piu&#8217; aperte ai cambiamenti culturali&#8221;.</p>
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		<title>Dalai Lama: Meloni, è simbolo universale di pace e libertà</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Feb 2009 09:04:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Roma, 9 feb. &#8211; “Ho voluto essere al Campidoglio per accogliere, insieme al sindaco Alemanno e alle autorita’ locali, un simbolo universale di pace e liberta’”. Cosi’ il ministro della Gioventu’, Giorgia Meloni, ha spiegato la sua presenza alla cerimonia per la cittadinanza onoraria al Dalai Lama.
“Ci sono diversi aspetti affascinanti nella figura e nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Roma, 9 feb. &#8211; “Ho voluto essere al Campidoglio per accogliere, insieme al sindaco Alemanno e alle autorita’ locali, un simbolo universale di pace e liberta’”. Cosi’ il ministro della Gioventu’, Giorgia Meloni, ha spiegato la sua presenza alla cerimonia per la cittadinanza onoraria al Dalai Lama.</p>
<p>“Ci sono diversi aspetti affascinanti nella figura e nel messaggio del Dalai. Al di la’ delle legittime rivendicazioni di autonomia per il Tibet Lama &#8211; ha proseguito Meloni &#8211; mi piace sottolineare il coraggio della sua spiritualita’ in un contesto di grave violazione dei diritti del popolo tibetano, un coraggio che lo rende uno dei massimi rappresentanti nella difesa dei diritti umani e della sovranita’ dei popoli. La semplicita’ dei gesti, l’allegria del suo modo di porsi e la profondita’ del suo pensiero lo rendono molto simile a un altro protagonista della nostra storia recente: Giovanni Paolo II”.</p>
<p>Per questo “ho voluto esserci &#8211; ha concluso il ministro &#8211; e per questo, da romana, considero un grande onore essere concittadina di un eroe della liberta’ come il Dalai Lama”. (AGI)</p>
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		<title>Meloni incontra il prof. Harry Wu attivista dei diritti umani in Cina</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Sep 2008 07:28:35 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il ministro della Gioventù, Giorgia Meloni ha ricevuto oggi il professor Harry Wu, attivista per i diritti umani nella Repubblica Popolare Cinese e presidente della Laogai foundation research.
Nato a Shanghai nel 1937, Harry Wu ha trascorso 19 anni nei laogai, i campi di lavoro cinesi ed è oggi residente e cittadino degli Stati Uniti. E [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il ministro della Gioventù, Giorgia Meloni ha ricevuto oggi il professor Harry Wu, attivista per i diritti umani nella Repubblica Popolare Cinese e presidente della Laogai foundation research.</p>
<p>Nato a Shanghai nel 1937, Harry Wu ha trascorso 19 anni nei laogai, i campi di lavoro cinesi ed è oggi residente e cittadino degli Stati Uniti. E continua ad impegnarsi in difesa della vita, delle donne e dell’infanzia cinese, della libertà religiosa e dei valori cattolici.</p>
<p>“Ringrazio Harry Wu  &#8211; ha detto il ministro &#8211; per l’importante battaglia che instancabilmente conduce per far conoscere al mondo occidentale le reali condizioni dei diritti umani in Cina. E mi congratulo per l’apertura del primo museo permanente sui laogai che sarà inaugurato tra pochi mesi a Washington: accetto l’invito del professor Wu e spero di poterlo visitare quanto prima”.</p>
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		<title>INDIA &#8211; Meloni e Ronchi aderiscono all’appello di “Liberal”</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Aug 2008 06:46:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Aderiamo all’appello lanciato dal quotidiano “Liberal” in segno di solidarietà nei confronti delle vittime del fanatismo politico e religioso”. Lo dicono il ministro della Gioventù Giorgia Meloni e il ministro delle Politiche Comunitarie Andrea Ronchi.  
“Le notizie che giungono in questi giorni dall’India – spiegano i due ministri &#8211; dove i cristiani vengono massacrati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“Aderiamo all’appello lanciato dal quotidiano “Liberal” in segno di solidarietà nei confronti delle vittime del fanatismo politico e religioso”. Lo dicono il ministro della Gioventù Giorgia Meloni e il ministro delle Politiche Comunitarie Andrea Ronchi.  </p>
<p>“Le notizie che giungono in questi giorni dall’India – spiegano i due ministri &#8211; dove i cristiani vengono massacrati e le chiese distrutte non possono lasciare indifferenti. Da anni i cristiani sono perseguitati in molte aree del mondo, mentre in molti stati l’esercizio libero della religione è impedito con metodi anche violenti”. </p>
<p>“Nel giorno stesso in cui si sono spente le luci delle Olimpiadi di Pechino – continua il ministro Meloni &#8211; un vescovo cattolico cinese è stato arrestato, ma sui giornali la notizia è stata relegata al rango di breve. Le nazioni occidentali rischiano di fare un grosso errore continuando ad ignorare i segnali di intolleranza religiosa che arrivano puntualmente ogni giorno”.</p>
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		<title>&#8220;Parlano solo alla fine. Hanno visto qualcosa?&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 24 Aug 2008 22:42:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ministro Giorgia Meloni, ora che sui Giochi scorrono i titoli di cosa, gli azzurri fanno il gesto in parte da lei auspicato. Guantoni, body e maschere saranno inviate al Dalai Lama.
&#8220;Gli atleti hanno un impatto mediatico senza eguali. Sono soddisfatta, è il segnale che avevo chiesto a poche ore dalla cerimonia di inaugurazione delle Olimpiadi. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ministro Giorgia Meloni, ora che sui Giochi scorrono i titoli di cosa, gli azzurri fanno il gesto in parte da lei auspicato. Guantoni, body e maschere saranno inviate al Dalai Lama.</strong><br />
&#8220;Gli atleti hanno un impatto mediatico senza eguali. Sono soddisfatta, è il segnale che avevo chiesto a poche ore dalla cerimonia di inaugurazione delle Olimpiadi. La prima riflessione che mi viene da fare è chiedermi perché lo fanno adesso e non l&#8217;hanno fatto prima: avranno visto qualcosa che non gli è piaciuto?&#8221;<br />
<strong>Fra i prima a &#8220;ribellarsi&#8221; al suo invito a disertare la sfilata d&#8217;apertura dei Giochi fu Clemente Russo. Oggi, il pugile d&#8217;argento dedica la sua medaglia ai &#8220;cinesi che soffrono&#8221;.</strong><br />
&#8220;Sono convinta che il mio messaggio di inizio agosto gli si arrivato distorto. Leggendo le sue parole mi sono po&#8217; sorpresa, ma non avevo dubbi sul fatto che, venti giorni fa, si fosse ribellato un ragazzo sensibile. Uno che non dimentica la sua storia, il suo passato: vuole incontrarmi, lo aspetto&#8221;.<br />
<strong>Russo più Josefa Idem più Antonio Rossi più Margherita Granbassi. Il coro azzurro sui diritti umani è piuttosto assordante così come l&#8217;invito alla politica a non restare alla finestra.</strong><br />
&#8220;Hanno ragione, chi ha il compito di fare politica deve intervenire senza delegare. Ma il mio auspicio perché gli atleti facessero qualcosa di significativo sul tema dei diritti umani era volutamente rivolto a chi ha la fortuna di avere un impatto immediato sui giovani. Non dimentichiamoci che i grandi movimenti per la tutela dei diritti civili sono sempre nati dalla gente&#8221;.<br />
<strong>Come ha vissuto le due settimane di gare?</strong><br />
&#8220;Senza l&#8217;entusiasmo che mi ha sempre accompagnato quanto mi mettevo davanti alla tv per guardare le Olimpiadi. Sul podio si festeggiava, fuori i fuochi d&#8217;artificio, ma, sullo sfondo, un grande equivoco. Adesso è arrivato quel tempo delle riflessioni che io avevo sollecitato prima che iniziassero i Giochi&#8221;.<br />
<strong>Cosa dovrà fare il governo italiano per non far calare l&#8217;attenzione sul tema Cina-diritti umani?</strong><br />
&#8220;L&#8217;Italia è da sempre sensibile a certe tematiche che mettono al centro battaglie per la difesa dell&#8217;umanità. Una posizione bipartisan che va oltre al colore di chi governa. Adesso mi aspetto la stessa forza che la politica ha assunto ad esempio per la campagna contro la pena di morte. Cosa ci hanno lasciato i Giochi di Pechino? Dobbiamo dare risposte immediate altrimenti il grande equivoco delle Olimpiadi resterà senza soluzione&#8221;.<br />
<strong>Torniamo al 4 agosto. Giusta la presenza del nostro governo all&#8217;inaugurazione?</strong><br />
&#8220;Guardiamo al futuro. Sarebbe molto positivo se fossimo ancora noi a fare &#8220;tendenza&#8221;, ovvero se l&#8217;Italia si mettesse in prima fila per sostenere una profonda riflessione post-Giochi. L&#8217;Ue non ha una politica estera forte e condivisa, per questo alla fine prevalgono gli interessi nazionali: mi ha colpito la posizione del presidente francese Sarkozy, prima aveva affermato che non sarebbe andato a Pechino, poi, seppur in posizione critica, ha preso parte alla cerimonia di apertura&#8221;:<br />
<strong>La maschera della Granbassi, i guantoni di Russo, i body di Antonio Rossi e Josefa Idem al Dalai Lama. Ci sono atleti più coraggiosi o sensibili di altri?</strong><br />
&#8220;E&#8217; una questione di coscienza. Io, oggi, provo una profonda soddisfazione perché, senza alcuna presunzione, mi fa piacere capire che il mio pensiero ha trovato qualche risposta. Forse hanno parlato così perché si tratta di ragazzi arrivati da realtà difficili come Russo o di atleti non più giovanissimi e quindi, magari, più attenti a certe tematiche. I Giochi sono finiti, adesso la politica faccia quello che non ha fatto prima perché non mi risulta che in Cina sia in atto un cambiamento radicale&#8221;.</p>
<p>di <strong>Guglielmo Bucchieri</strong> da <strong>La Stampa</strong> 24.08.2008</p>
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		<title>PECHINO 2008: MELONI, RESTITUITA CENTRALITA&#8217; A DIRITTI</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Aug 2008 17:48:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Resto convinta che la questione dei diritti umani in Cina sia un tema che non puo&#8217; essere derubricato ad elemento di curioso folklore nel contesto dell&#8217;imminente Olimpiade. L&#8217;odiosa repressione del regime comunista cinese nei confronti dei dissidenti interni, della popolazione tibetana, dei cittadini di ogni religione, della liberta&#8217; di stampa, dei lavoratori, delle bambine soppresse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Resto convinta che la questione dei diritti umani in Cina sia un tema che non puo&#8217; essere derubricato ad elemento di curioso folklore nel contesto dell&#8217;imminente Olimpiade. L&#8217;odiosa repressione del regime comunista cinese nei confronti dei dissidenti interni, della popolazione tibetana, dei cittadini di ogni religione, della liberta&#8217; di stampa, dei lavoratori, delle bambine soppresse a causa della &#8216;politica del figlio unico&#8217; non e&#8217; una favola inventata dalla sottoscritta, ma la quotidiana realta&#8217; in cui versa da troppi anni un popolo straordinario come quello cinese&#8221;. Cosi&#8217; il ministro della Gioventu&#8217;, Giorgia Meloni, interviene in merito alle polemiche suscitate dalle sue recenti dichiarazioni sui Giochi olimpici di Pechino. &#8220;Protestare pacificamente contro questo stato di cose &#8211; continua Meloni &#8211; non e&#8217; solo un mio personale diritto, ma e&#8217; un dovere che grava sulla mia coscienza di cittadina prima che di rappresentante delle istituzioni italiane. Sono contenta che le mie dichiarazioni e quelle di altri abbiano restituito in queste ore centralita&#8217; al dramma dei diritti umani in Cina. &#8220;Anche io &#8211; conclude il ministro &#8211; credo che il regime cinese possa finalmente aprirsi ai diritti umani grazie all&#8217;opportunita&#8217; offerta dall&#8217;Olimpiade, ma non sono convinta che questo possa avvenire senza le pressioni della Comunita&#8217; internazionale. Tra un mese tireremo le somme di questa Olimpiade&#8221;.</p>
<p>da http://www.repubblica.it/</p>
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		<title>PECHINO 2008: MELONI, PROTESTA PACIFICA E&#8217; MIO DIRITTO E DOVERE</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Aug 2008 17:20:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Olimpiadi 2008]]></category>

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		<description><![CDATA[Roma, 6 ago. &#8211; (Adnkronos) &#8211; &#8220;Resto convinta che la questione dei diritti umani in Cina sia un tema che non puo&#8217; essere derubricato ad elemento di curioso folklore nel contesto dell&#8217;imminente Olimpiade. Protestare pacificamente contro questo stato di cose non e&#8217; solo un mio personale diritto, ma e&#8217; un dovere che grava sulla mia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="testo-articolo">Roma, 6 ago. &#8211; (Adnkronos) &#8211; &#8220;Resto convinta che la questione dei diritti umani in Cina sia un tema che non puo&#8217; essere derubricato ad elemento di curioso folklore nel contesto dell&#8217;imminente Olimpiade. Protestare pacificamente contro questo stato di cose non e&#8217; solo un mio personale diritto, ma e&#8217; un dovere che grava sulla mia coscienza di cittadina prima che di rappresentante delle istituzioni italiane&#8221;. Lo dichiara il ministro della Gioventu&#8217;, Giorgia Meloni. &#8220;Da tanti anni -prosegue Meloni- mi batto, nei limiti delle mie possibilita&#8217; e capacita&#8217;, per sostenere la causa della liberta&#8217; in Cina, a Cuba ed in altre regioni del mondo, e non smettero&#8217; di farlo solo perche&#8217; &#8216;mi conviene&#8217;. Sono contenta che le mie dichiarazioni e quelle di altri abbiano restituito in queste ore centralita&#8217; al dramma dei diritti umani in Cina&#8221;. &#8220;Per questo -spiega il ministro- non ho mai smesso di manifestare apertamente il mio pensiero, e non certo per &#8216;desiderio di protagonismo&#8217; come mi imputa un autorevole ex componente del governo di Romano Prodi. Se avessi voluto fare &#8216;la protagonista&#8217; di questi Giochi, mi sarei fatta riprendere dalle telecamere in versione &#8217;saltellante&#8217; tra gli atleti azzurri a Pechino, anziche&#8217; restare in Italia, in pieno agosto, a fare quello che faccio da tanti anni in politica: ovvero quello che ritengo piu&#8217; giusto&#8221;.</div>
<p class="autore">(Vco/Col/Adnkronos)</p>
<p class="autore">06-AGO-08 18:37</p>
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		<title>Caro Russo, ti chiedo soltanto un gesto</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Aug 2008 10:05:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Caro Clemente Russo,
è vero, come hai detto tu sono di sicuro incompetente in materia di pugilato, ma nessuno di noi è incompetente in materia di diritti umani.
Spero davvero che tu possa farti onore fra pochi giorni a Pechino. Lo spero per te, per la tua Campania e per la nostra Italia. Seguirò con trepidazione i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Clemente Russo,</p>
<p>è vero, come hai detto tu sono di sicuro incompetente in materia di pugilato, ma nessuno di noi è incompetente in materia di diritti umani.</p>
<p>Spero davvero che tu possa farti onore fra pochi giorni a Pechino. Lo spero per te, per la tua Campania e per la nostra Italia. Seguirò con trepidazione i tuoi match come le gare di tutti gli altri nostri atleti. Io non ti ho mai chiesto, Clemente, di non partecipare a questi Giochi. Non avrei avuto alcun diritto per farlo. Mi sono limitata ad apprezzare la scelta di Imke Duplitzer, la schermitrice tedesca che non prenderà parte alla cerimonia inaugurale per protesta contro il mancato rispetto dei diritti umani in Cina. A questo ho aggiunto che sta a tutti noi, qualunque lavoro si faccia o sport si pratichi, in Italia come a Pechino, come politici, atleti o come semplici tifosi, compiere un gesto non violento di sensibilizzazione sulla questione della libertà in Cina. Un gesto qualunque, come una semplice dichiarazione di fronte alle telecamere, un qualche simbolo di solidarietà ostentato sulle divise o in tribuna, fino al gesto più forte di seguire l’esempio di Imke con la rinuncia alla cerimonia d’apertura.</p>
<p>Penso che nessuno può essere legittimato dal contesto “ludico” a girare le spalle di fronte alla sofferenza degli altri. Anzi, proprio il particolare significato di pace e fratellanza insisto nello spirito olimpico impone a tutti una particolare attenzione a ciò che di profondamente ingiusto avviene appena fuori dagli stadi in cui saranno impegnati gli atleti. Stadi costruiti spazzando via dalle proprie abitazioni migliaia di famiglie cinesi. Proprio come è accaduto alle case di quei cinesi che sono state rase al suolo per costruirci dei centri commerciali e che ieri sono riusciti a far conoscere il loro dolore attraverso le telecamere di alcuni giornalisti di Piazza Tienanmen, subito sgomberati dalla polizia. Credimi, da appassionata di sport, mi sarebbe piaciuto tanto assistere a questa Olimpiade come ministro della Gioventù, una “occasione della vita” che probabilmente non si ripeterà mai più. Eppure, nel mio piccolo ho ritenuto giusto offrire un modesto supporto ad una causa che considero molto più importante della mia soddisfazione personale. Semplicemente mi piacerebbe che ciascun italiano si trovasse a Pechino, tifoso, atleta, giornalista o rappresentante delle istituzioni che sia, facesse un piccolo gesto di sensibilizzazione.</p>
<p>Più che il medagliere, Clemente, mi importa il modo in cui la delegazione azzurra avrà lottato, il messaggio di lealtà, talento e coraggio che riuscirete a trasmettere durante le vostre prove. Solo non dimenticate il dolore che circonda questa Olimpiade. Sono certa che non ci deluderete. E ora, forza Tatanka!</p>
<p>di <strong>Giorgia Meloni </strong>da</p>
<div><a href="http://www.ilgiornale.it/?SS_ID=-1"><img src="http://www.ilgiornale.it/img/logo_interne.gif" border="0" alt="" width="245" height="33" /></a></div>
<div>del 6.08.2008</div>
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		<title>Alle Olimpiadi vince la Meloni</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Aug 2008 09:38:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quanto ha ragione Giorgia Meloni, ministro della Gioventù, a chiedere almeno agli atleti un qualche segno, anche il più simbolico, il meno audace, di dissenso dai Giochi olimpici celebrati in quel Paese indegno di partecipare alla vita sportiva degli altri, figuratevi a organizzare un&#8217;Olimpiade? Ne ha de vendere e io la ringrazio, come ringrazio Maurizio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quanto ha ragione Giorgia Meloni, ministro della Gioventù, a chiedere almeno agli atleti un qualche segno, anche il più simbolico, il meno audace, di dissenso dai Giochi olimpici celebrati in quel Paese indegno di partecipare alla vita sportiva degli altri, figuratevi a organizzare un&#8217;Olimpiade? Ne ha de vendere e io la ringrazio, come ringrazio Maurizio Gasparri. Qualcosa, pur tardi, si muove nel cicaleccio compiaciuto che ha preparato l&#8217;evento come se nulla fosse.<br />
Le Olimpiadi a Pechino non si dovevano fare, è semplice ed evidente. La maggiore responsabilità ricade e ricadrà perciò sul Cio, il supponente Comitato olimpico. Ma questa decisione miope e interessata è passata sotto silenzio, hanno taciuto le grandi democrazie occidentali che avevano il dovere di esprimere le gravissime ragioni che consigliavano perlomeno di porre delle condizioni, alzare il tiro delle richieste, insomma proprio ciò che non è accaduto. I capi comunisti cinesi dicono che le Olimpiadi non devono essere politicizzate. Al contrario, queste Olimpiadi dovevano e devono essere politicizzate. Chi riceve tale onore e ne ricava quattrini, progetti, visibilità e ripulitura dell&#8217;immagine, non può rispondere censurando i giornalisti, silenziando internet, continuando a torturare e ammazzare. In tanta incoscienza, dopo il Tibet, la Birmania e altre nefandezze di regime, è arrivato pure il terrorismo.<br />
Non dico che il nostro governo non abbia tentato di prendere le distanze. Silvio Berlusconi non va all&#8217;inaugurazione, ma i capi di Stato e i primi ministri europei non hanno compiuto una scelta comune, che avrebbe avuto altro peso. E va, purtroppo, almeno fino ad oggi è confermato, il ministro Franco Frattini, competente civil servant che ha fatto quel che il premier gli ha chiesto, però quel «gli amici cinesi», quando non il governo ha ignorato il Dalai Lama, ce lo poteva risparmiare.<br />
La figura peggiore la fa il pugile Carmelo Russo. Ha dichiarato che certi politici, anche se sono vicini alle sue idee, non capiscono certe cose al di fuori del loro mondo. Ha aggiunto che non intende perdersi l&#8217;occasione della sua vita. Buon per lui, se gareggiare in quel postaccio non gli dà fastidio, vuol dire che ha un bel pelo sullo stomaco. È ora di finirla con gli atleti marionette tutti muscoli, pubblicità, e doping, quelli che bisogna sempre chiedere al mister. Invece di fare domande al ministro Meloni, ne faccia qualcuna a se stesso.</p>
<p>di <strong>Maria Giovanna Maglie </strong>da</p>
<div id="testata_interne_logo"><a href="http://www.ilgiornale.it/?SS_ID=-1"><img src="http://www.ilgiornale.it/img/logo_interne.gif" border="0" alt="" width="245" height="33" /></a></div>
<div>del 6.08.2008</div>
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		<title>Le Olimpiadi? Boicottiamole spegnendo il televisore</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Aug 2008 09:28:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il ministro della Gioventù Giorgia Meloni teme che “cali il sipario sui Giochi senza che sia stato posto il problema dei diritti umani e civili” e invita atleti e tifosi italiani “a compiere un gesto simbolico per ricordare quali sono i diritti da rispettare: dall’indossare una maglietta al dire qualcosa quando si viene intervistati al gesto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il ministro della Gioventù Giorgia Meloni teme che “<em>cali il sipario sui Giochi senza che sia stato posto il problema dei diritti umani e civili</em>” e invita atleti e tifosi italiani “<em>a compiere un gesto simbolico per ricordare quali sono i diritti da rispettare: dall’indossare una maglietta al dire qualcosa quando si viene intervistati al gesto di non sfilare che non è l’unico modo, ma uno degli strumenti</em>“. Sono d’accordo con la Meloni e con Gasparri che ha chesto misure analoghe.</p>
<p>L’Occidente non ha potuto alzare la voce con Pechino per le ragioni note: l’America ha bisogno che i cinesi continuino a comprare i Buoni del Tesoro, il mondo industriale è legato mani e piedi a Pechino, grandi Paesi come Francia e Germania temono di perdere commesse milionarie. <strong>Le proteste sono blandissime e il regime, anziché allentare la presa, come promesso, l’ha stretta ancor di più</strong>: sul Tibet, sui dissidenti politici, sui lavoratori schiavizzati, su chiunque osi protestare contro le autorità (e sono molti di più di quanti si creda).</p>
<p>Pechino si sente così forte da<strong> pretendere che anche i libri stranieri stampati in Cina ma diretti ai mercati occidentali vengano “purgati</strong>“, come ha raccontato recentemente <a href="http://archiviostorico.corriere.it/2008/agosto/01/Purgati_libri_diretti_Occidente_co_9_080801080.shtml">Stefano Montefiori</a>. Il regime chiede che vengano tolte le foto del Dalai Lama o censurate le descrizioni di massacri compiuti da  Mao su volumi stampati in inglese o in francese. Inaudito.</p>
<p><strong>Le notizie sugli attentati non mi convincono</strong>: di solito vengono censurate, ora invece vengono enfatizzate, a vantaggio del regime, che può rivendicare di essere vittima del terrorismo islamico (al pari dei Paesi occidentali) e giustificare misure di sicurezza asfissianti. <strong>Il sospetto di una grande manovra di spin è fondato.</strong></p>
<p><strong>Ben venga dunque un gesto di protesta. Anche nostro: le Olimpiadi biocottiamole non guardandole in tv</strong>. Anche un’audience straordinariamente bassa è un modo per opporsi civilmente a questi Giochi che di olimpico non hanno proprio nulla. Sono Giochi della vergogna.</p>
<p>PS Reporters sans frontieres organizza per l’8 agosto, giorno dell’inaugurazione dei Giochi, due manifestazioni di protesta: una di fronte alle principali ambasciate cinesi (a Roma alle 13) e una on line  sul <a href="http://www.rsfbeijing2008.org/">sito di Rsf </a>per permettere una cybermanifestazione virtuale di fronte allo stadio olimpico.</p>
<p>di Marcello FOA da  http://blog.ilgiornale.it/foa/</p>
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		<title>OLIMPIADI: MELONI, SI&#8217; A GESTI CONTRO VIOLAZIONI DIRITTI. NIENTE SCONTRO</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Aug 2008 09:16:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(ASCA) &#8211; Roma, 5 ago &#8211; Il ministro della Gioventu&#8217;, Giorgia  Meloni invita &#8221;atleti e tifosi, in patria o a Pechino per le  Olimpiadi, a fare un qualunque gesto, che non e&#8217; solo il  boicottaggio o non sfilare alla cerimonia inauguarale, ma  anche indossare qualcosa di simbolico o parlare dei valori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(ASCA) &#8211; Roma, 5 ago &#8211; Il ministro della Gioventu&#8217;, Giorgia  Meloni invita &#8221;atleti e tifosi, in patria o a Pechino per le  Olimpiadi, a fare un qualunque gesto, che non e&#8217; solo il  boicottaggio o non sfilare alla cerimonia inauguarale, ma  anche indossare qualcosa di simbolico o parlare dei valori  quando si e&#8217; intervistati&#8221;.</p>
<p>Nel sottolinere che &#8221;non vi e&#8217; alcuno scontro nel  governo&#8221; sulla sfilata o meno degli atleti ai giochi, Meloni  spiega che &#8221;il timore piu&#8217; grande che tutti dobbiamo avere  e&#8217; che si cali il sipario senza che sia stato adeguatamente  posto il problema dei diritti umani e civili&#8221;. I giochi  d&#8217;altra  parte &#8211; ricorda il ministro &#8211; sono stati organizzati  in Cina anche con la speranza che il rispetto dei diritti  umani abbia un percorso altrettanto veloce di quanto sta  avvenendo sul piano economico.</p>
<p>&#8221;Il premier Berlusconi &#8211; conclude Meloni &#8211; ha deciso di  non partecipare all&#8217;inaugurazione e questo e&#8217; positivo. Mi  sarebbe piaciuto che ci fosse una posizione comune dell&#8217;Ue,  ma non c&#8217;e&#8217; stata. Cio&#8217; non toglie che noi si possa, anche  essendoci, porre dei problemi&#8221;.</p>
<p>val/mcc/ss</p>
<p>da http://www.asca.it/</p>
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		<title>Olimpiadi: Meloni, bene Gasparri su Dalai Lama a cerimonia apertura</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Jul 2008 12:27:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[“Condivido la proposta del presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, perché l’invito al Dalai Lama alla cerimonia inaugurale dei giochi olimpici di Pechino darebbe un senso ed un alto valore simbolico alla presenza di capi di stato e di governo. La sua partecipazione rappresenterebbe un grande messaggio per affermare i valori della libertà che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“Condivido la proposta del presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, perché l’invito al Dalai Lama alla cerimonia inaugurale dei giochi olimpici di Pechino darebbe un senso ed un alto valore simbolico alla presenza di capi di stato e di governo. La sua partecipazione rappresenterebbe un grande messaggio per affermare i valori della libertà che il governo cinese calpesta all’interno dei suoi confini e particolarmente in Tibet”. E’ quanto afferma il ministro della Gioventù, Giorgia Meloni.</p>
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		<title>Pechino 2008: Meloni, invitare Dalai Lama a cerimonia apertura</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Jul 2008 09:39:37 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Roma, 11 lug. (Adnkronos) &#8211; &#8221;Condivido la proposta del presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, perche&#8217; l&#8217;invito al Dalai Lama alla cerimonia inaugurale dei giochi olimpici di Pechino darebbe un senso ed un alto valore simbolico alla presenza di capi di stato e di governo. La sua partecipazione rappresenterebbe un grande messaggio per affermare i valori della liberta&#8217; che il governo cinese calpesta all&#8217;interno dei suoi confini e particolarmente in Tibet&#8221;. Lo afferma il ministro della Gioventu&#8217;, Giorgia Meloni.</p>
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		<title>Pechino 2008: Meloni, Governo non vada a cerimonia inaugurale</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Jun 2008 13:22:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[(AGI) &#8211; Roma, 11 giu &#8211; “Se una parte degli esponenti del governo italiano e’ orientata a non partecipare alla cerimonia di apertura delle olimpiadi di Pechino, io sono tra questi. Ritengo che l’assenza dei rappresentanti istituzionali rappresenterebbe un messaggio utile, seppure minimo, al governo di Pechino affinche’ comprenda l’isolamento internazionale di cui gode a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(AGI) &#8211; Roma, 11 giu &#8211; “Se una parte degli esponenti del governo italiano e’ orientata a non partecipare alla cerimonia di apertura delle olimpiadi di Pechino, io sono tra questi. Ritengo che l’assenza dei rappresentanti istituzionali rappresenterebbe un messaggio utile, seppure minimo, al governo di Pechino affinche’ comprenda l’isolamento internazionale di cui gode a causa della scarsa attenzione che riserva nei confronti dei diritti umani. Mi piacerebbe che fossimo proprio noi, come governo italiano, ad avviare un’iniziativa in seno all’Unione Europea affinché’ prevalga e venga condiviso con gli altri Stati membri il medesimo orientamento, contrario ad intervenire con propri rappresentanti istituzionali alla cerimonia d’apertura delle Olimpiadi”. Lo afferma il ministro per le Politiche giovanili Giorgia Meloni.(AGI)</p>
<p>Red/Mal</p>
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		<title>Olimpiadi 2008, Giorgia Meloni: &#8220;L&#8217;Europa parli ad un’unica voce e condivida la posizione francese&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Mar 2008 21:32:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[In una nota Giorgia Meloni dichiara: &#8220;Non esiste spirito olimpico senza rispetto dei diritti umani e civili fondamentali. L’Europa si allinei alla posizione di Sarkozy e scelga di non partecipare alla cerimonia inaugurale dei Giochi 2008. Sarebbe questa la risposta, dall’alto valore simbolico, alla spirale di violenza messa in atto dal Governo di Pechino &#8211; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In una nota Giorgia Meloni dichiara: &#8220;Non esiste spirito olimpico senza rispetto dei diritti umani e civili fondamentali. L’Europa si allinei alla posizione di Sarkozy e scelga di non partecipare alla cerimonia inaugurale dei Giochi 2008. Sarebbe questa la risposta, dall’alto valore simbolico, alla spirale di violenza messa in atto dal Governo di Pechino &#8211; così clemente da non punire i monaci tibetani per aver espresso il loro libero pensiero –che l’Europa dovrebbe portare avanti all’unisono. L’Italia per prima dia l’esempio e condivida l’opzione messa in campo dalla Francia&#8221;.</p>
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		<title>Azione Giovani aderisce alla manifestazione in sostegno del Tibet Giorgia Meloni: &#8220;Se la comunità internazionale non prenderà  posizione chiederemo ai popoli di boicottare i Giochi Olimpici di Pechino&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Mar 2008 16:04:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Azione giovani aderisce alla manifestazione indetta per mercoledì 19 marzo da ‘il Riformista’ e da ‘Radio Radicale’. In una nota Giorgia Meloni dichiara: “Ci troviamo di fronte ad una battaglia di civiltà che non riguarda solo il Tibet, ma che si estende alla Birmania e allo stesso popolo cinese, a cui spesso è negato ogni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Azione giovani aderisce alla manifestazione indetta per mercoledì 19 marzo da ‘il Riformista’ e da ‘Radio Radicale’. In una nota Giorgia Meloni dichiara: “Ci troviamo di fronte ad una battaglia di civiltà che non riguarda solo il Tibet, ma che si estende alla Birmania e allo stesso popolo cinese, a cui spesso è negato ogni diritto umano fondamentale. Celebrare i Giochi Olimpici 2008 a Pechino avrebbe senso se questo volesse dire compiere dei significati passi in avanti verso la tutela dei diritti umani fondamentali. La realtà purtroppo è un’altra: il governo di Pechino non mostra il minimo segnale di cambiamento e il rischio di celebrare negli stadi l’evento sportivo per definizione, mentre nelle strade si calpesta la dignità dell’uomo è sempre più alto. Sappiamo che l’Ue ha annunciato di non considerare la possibilità di un eventuale boicottaggio, ma se i governi e le organizzazioni internazionali non sapranno interrogarsi sulla questione della tutela delle libertà individuale in Cina, chiederemo direttamente ai popoli di raccogliere queste istanze e di boicottare i giochi Olimpici”.</p>
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		<title>Solidarietà di Giorgia Meloni al popolo tibetano: &#8220;Diritti umani ancora una volta calpestati Se prevarrà l’oppressione la comunità internazionale intervenga sul Cio&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Mar 2008 20:52:25 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nell’esprimere la &#8220;piena solidarietà al popolo tibetano per questa durissima battaglia di libertà e di civiltà&#8221; Giorgia Meloni dichiara: &#8220;La comunità internazionale non può restare in silenzio di fronte alla politica repressiva portata avanti dalla Cina, addirittura &#8220;premiata&#8221; con l’assegnazione delle Olimpiadi 2008. Avevamo chiesto al governo di Pechino di impegnarsi affinché venissero rispettati i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nell’esprimere la &#8220;piena solidarietà al popolo tibetano per questa durissima battaglia di libertà e di civiltà&#8221; Giorgia Meloni dichiara: &#8220;La comunità internazionale non può restare in silenzio di fronte alla politica repressiva portata avanti dalla Cina, addirittura &#8220;premiata&#8221; con l’assegnazione delle Olimpiadi 2008. Avevamo chiesto al governo di Pechino di impegnarsi affinché venissero rispettati i diritti umani fondamentali, eppure oggi assistiamo a scene che non vorremmo mai vedere. Se anche questa volta prevarrà la linea dell’oppressione, la comunità internazionale tutta dovrà dare un segnale forte, come chiedere al Comitato Olimpico di tornare sui suoi passi sui giochi Olimpici ormai alle porte&#8221;.</p>
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		<title>Dalai Lama, Giorgia Meloni: &#8220;Occasione persa Rammarico per non aver chiesto alla Cina il rispetto dei diritti umani&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Dec 2007 22:20:35 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Al termine della visita del Dalai Lama Giorgia Meloni dichiara: “L’alta adesione registrata all’incontro di oggi dimostra che il Parlamento italiano ha perso una grande occasione. Al di là del ruolo spirituale che ricopre, infatti, il Dalai Lama è il massimo rappresentante della causa tibetana, nonché l’esempio di come sia possibile portare avanti con determinazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Al termine della visita del Dalai Lama Giorgia Meloni dichiara: “L’alta adesione registrata all’incontro di oggi dimostra che il Parlamento italiano ha perso una grande occasione. Al di là del ruolo spirituale che ricopre, infatti, il Dalai Lama è il massimo rappresentante della causa tibetana, nonché l’esempio di come sia possibile portare avanti con determinazione le proprie idee attraverso la pratica nonviolenta”.<br />
“Certo, piuttosto che rivolgere attestati di amicizia alla Cina avremmo preferito che le alte cariche dello Stato avessero utilizzato questa importante occasione per intervenire con forza sulla vicenda del mancato rispetto dei diritti umani e civili – oltre che culturali –, soprattutto in vista delle olimpiadi di Pechino 2008. Così non è stato e questo non può che essere motivo di rammarico. Tuttavia è da sottolineare la sensibilità trasversale dimostrata dal Parlamento, che quantomeno non si è tirato indietro di fronte a questo incontro. Al contrario di un vergognoso Governo che ha mostrato tutta la sua ipocrisia: quella di chi non perde occasione per rivendicare un generico valore di pace, ma non utilizza l’autorità di cui dispone per perseguirla. A voler pensar male, invece, verrebbe da dire che questa è la prova evidente di come per la sinistra italiana esistano due pesi e due misure anche quando si affronta il delicato tema della difesa dei diritti umani fondamentali, considerati irrinunciabili solamente se a negarli non è un regime ideologicamente ‘amico’”.</p>
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		<title>Dalai Lama, Accogliere il premio nobel per la pace non un pretesto di scontro ma un’opportunità</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Nov 2007 07:22:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Giorgia Meloni, tra i sostenitori dell’iniziativa promossa dall’onorevole Della Vedova, dichiara: “Accogliere a Montecitorio un premio nobel come il Dalai Lama non è un pretesto per accendere lo scontro politico ma una opportunità per offrire al nostro popolo un vero esempio di pace. Aldilà dell’autorità religiosa che rappresenta, infatti, il Dalai Lama è la reale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Giorgia Meloni, tra i sostenitori dell’iniziativa promossa dall’onorevole Della Vedova, dichiara: “Accogliere a Montecitorio un premio nobel come il Dalai Lama non è un pretesto per accendere lo scontro politico ma una opportunità per offrire al nostro popolo un vero esempio di pace. Aldilà dell’autorità religiosa che rappresenta, infatti, il Dalai Lama è la reale testimonianza di come sia possibile difendere con decisione il principio di autodeterminazione utilizzando la non violenza e la forza delle idee. La sua visita, inoltre, sarebbe un modo per il Parlamento italiano di lanciare segnali chiari a chi ancora oggi, in terre come Cina, Tibet e Birmania, nega diritti fondamentali e soffoca la libertà di interi popoli”.</p>
<p>“Resta comunque il rammarico di constatare come esistano esponenti del nostro panorama politico, che confermano con i fatti che esiste una grande differenza tra chi crede che la pace sia un principio da costruire ogni giorno e chi invece si limita a propagandare un ideologico pacifismo”.</p>
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		<title>An, il corteo e le sue donne</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Oct 2007 07:44:07 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[14/10/2007 &#8211; TRA LE BANDIERE E GLI SLOGAN DEI MILITANTI DI DESTRA
Da Giorgia Meloni alla Brambilla, la manifestazione attraverso le protagoniste femminili
Articolo di FLAVIA AMABILE tratto da http://www.lastampa.it
Vi assicuro che l&#8217;ho cercata. Tre ore, due cortei di An, non so quanti chilometri di sanpietrini romani per acciuffare Michela Vittoria Brambilla. L&#8217;aveva annunciato da giorni, al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span class="boxocchiello2">14/10/2007 &#8211; TRA LE BANDIERE E GLI SLOGAN DEI MILITANTI DI DESTRA</span><br />
<strong>Da Giorgia Meloni alla Brambilla, la manifestazione attraverso le protagoniste femminili</strong><br />
Articolo di FLAVIA AMABILE tratto da<a href="http://www.lastampa.it/_web/CMSTP/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=124&amp;ID_articolo=76&amp;ID_sezione=274&amp;sezione="> http://www.lastampa.it</a></p>
<p>Vi assicuro che l&#8217;ho cercata. Tre ore, due cortei di An, non so quanti chilometri di sanpietrini romani per acciuffare Michela Vittoria Brambilla. L&#8217;aveva annunciato da giorni, al corteo di An ci sarebbe stata, e il giornale mi ha chiesto di andare a parlare con lei. Non l&#8217;ho trovata, ma non sono stata la sola. C&#8217;erano decine di giornalisti e fotografi a caccia di MVB, le Iene. A vederla è stato solo il portavoce di Gianfranco Fini, che racconta di aver marciato con lei per alcuni metri. Il sospetto è che dopo quei metri MVB sia andata via, anche se lei assicura di essersi mescolata alla folla a lungo per portare ai militanti di An il saluto di Berlusconi.</p>
<p>Ho visto altre due donne, invece, alla manifestazione. Alessandra Mussolini, innanzitutto. Impossibile non notarla: camicia rossa, scollatura, cintura nera. All&#8217;inizio era alla testa del corteo a gridare a tutti il suo riavvicinamento al partito abbandonato alcuni anni fa. Poi Maurizio Gasparri e Gianni Alemanno le hanno fatto capire che quel posto lì non poteva essere occupato da lei e dalle sue bandiere di Alternativa Sociale. E allora la nipote del Duce è arretrata un po&#8217; ma ha trovato comunque una posizione sufficientemente in vista e ha continuato a stringere mani e ricevere applausi per l&#8217;intero corteo.</p>
<p>La terza donna l&#8217;ho vista per caso. Impermeabile beige, jeans, volto senza un filo di trucco faceva il possibile per non farsi notare. Era Giorgia Meloni, vicepresidente della Camera e presidente dei giovani del partito. Al momento dei discorsi ha scelto un  muretto lontano dalla folla, ci si è seduta e ha assistito dall&#8221;alto all&#8221;ultima parte della manifestazione. Ad un certo punto mi sono avvicinata e le ho chiesto perché stesse lì e non sul palco. Ha sorriso: &#8221;Sto molto meglio qui&#8230;&#8221;</p>
<p>Mancava una quarta donna di An, Daniela Santanchè, da tempo in rotta con Fini.</p>
<p>Io vi dico che mi è piaciuto molto lo stile di Giorgia Meloni per il suo non cercare i riflettori, per il suo lasciare che la ribalta fosse di altri, la sua sicurezza nello stringere mani, per l&#8217;affetto e la stima che la circondava.<br />
Ditemi voi che cosa ne pensate.</p>
<p><a href="http://www.lastampa.it/cmstp/rubriche/commentiRub.asp?ID_blog=124&amp;ID_articolo=76&amp;ID_sezione=274&amp;sezione=Diritto%20di%20cronaca">Pagina dei commenti a questo articolo sul sito www.Lastampa.it</a></p>
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		<title>Cina, Giorgia Meloni lancia &#8220;Mai piú Yahoo!</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Aug 2007 13:50:11 +0000</pubDate>
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Il presidente di Azione Giovani, Giorgia Meloni
A seguito della denuncia dalla World Organization for Human Rights, Azione Giovani avvia la campagna &#8220;Mai piú Yahoo!&#8221;, che già da questa sera sarà on-line con un apposito banner sul sito www.azionegiovani.org
Giorgia Meloni, vicepresidente della Camera dei Deputati e presidente nazionale del movimento giovanile di An dichiara: &#8220;Invitiamo i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><font size="3"><font face="Century Gothic"><img title="Banner mai più yahoo" alt="Banner mai più yahoo" src="http://www2.azionegiovani.org/spaw/images/yahoo.gif" /></font></font></p>
<p><font size="3"><font face="Century Gothic">Il presidente di Azione Giovani, Giorgia Meloni<br />
A seguito della denuncia dalla World Organization for Human Rights, Azione Giovani avvia la campagna &#8220;Mai piú Yahoo!&#8221;, che già da questa sera sarà on-line con un apposito banner sul sito www.azionegiovani.org</font></font></p>
<p><font size="3"><font face="Century Gothic">Giorgia Meloni, vicepresidente della Camera dei Deputati e presidente nazionale del movimento giovanile di An dichiara: &#8220;Invitiamo i ragazzi di Ag, i simpatizzanti e tutti i giovani italiani a non utilizzare piú il provider come motore di ricerca, a chiudere le caselle di posta elettronica esistenti e a non usufruire piú dei servizi del portale. Abbiamo il dovere di boicottare &#8216;Yahoo!&#8217;, che si è reso complice della politica di morte e di repressione del governo di Pechino.</font></font></p>
<p><font size="3"><font face="Century Gothic">Come già abbiamo piú volte denunciato, attraverso mobilitazioni nazionali, saremmo favorevoli allo svolgimento dei giochi olimpici in Cina solo se il governo accettasse di rispettare i diritti umani fondamentali. Questo non ci risulta, perció continueremo ad opporci a quella che consideriamo una scelta inadeguata, che entra in contrasto con i valori stessi delle Olimpiadi&#8221;, conclude Giorgia Meloni (vn).</font></font></p>
<p><font size="3"><a id="p116" onmousedown="selectLink(116);" href="http://giorgiameloni.garbatella.it/wp-content/uploads/2007/08/corriere_yahoo.pdf">articolo del corriere della sera del 29-8-2007 &#8220;Denuncia contro Yahoo! </a> </font></p>
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		<title>Caso Storace, dalle pagine del &#8216;Il Secolo d’Italia&#8217; l&#8217;editoriale di Giorgia Meloni: &#8220;Ci ripensi Azione Giovani non accetterebbe un simile sfregio&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Jul 2007 10:52:50 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[“Mi auguro che Storace ci ripensi perché la nostra comunità militante non accetterebbe questo sfregio, non può accettarlo in memoria di chi ci ha preceduto, e non può consentirlo nel rispetto di chi verrà dopo di noi”, questo un estratto del corsivo pubblicato oggi da ‘Il Secolo d’Italia’ a firma dell’On. Giorgia Meloni, vicepresidente della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“Mi auguro che Storace ci ripensi perché la nostra comunità militante non accetterebbe questo sfregio, non può accettarlo in memoria di chi ci ha preceduto, e non può consentirlo nel rispetto di chi verrà dopo di noi”, questo un estratto del corsivo pubblicato oggi da ‘Il Secolo d’Italia’ a firma dell’On. Giorgia Meloni, vicepresidente della Camera dei Deputati e presidente nazionale di Azione Giovani, in risposta a Francesco Storace.</p>
<p>“Quel simbolo, quella torcia impugnata da una giovane mano, non può appartenere a Storace, come non appartiene a me, né a Gianfranco Fini, né a nessun altro – scrive ancora la Meloni -. Quel simbolo è di esclusiva proprietà dell’organizzazione giovanile della destra italiana. Quel simbolo ha raccontato troppe storie gioiose e tragiche per venire arruolato in una scelta di parte, o peggio per venire trascinato in una querelle giudiziaria senza dignità. Quella immagine di forza e onore che sventoliamo da decenni nelle scuole, nelle università, nelle piazze e nei cortei è legata al passato come al presente, prescinde da qualunque appartenenza di gruppo o di amicizia, ed è libera. Libera, come abbiamo dimostrato in molte occasioni lontane e recenti”.</p>
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		<title>Giorgia Meloni interviene sul caso Storace: &#8220;Decisione non condivisibile ma rispettabile mostri lo stesso rispetto togliendo la fiaccola dal suo logo&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Jul 2007 13:24:30 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Giorgia Meloni, vicepresidente della Camera dei Deputati e presidente nazionale di Azione Giovani dichiara in una nota: “Consideriamo non condivisibile la scelta di Francesco Storace di lasciare Alleanza nazionale ma la rispettiamo, come rispettiamo la sua storia. Proprio per questo però ci aspettiamo lo stesso rispetto per la nostra organizzazione giovanile”.
Storace sa bene che quella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Giorgia Meloni, vicepresidente della Camera dei Deputati e presidente nazionale di Azione Giovani dichiara in una nota: “Consideriamo non condivisibile la scelta di Francesco Storace di lasciare Alleanza nazionale ma la rispettiamo, come rispettiamo la sua storia. Proprio per questo però ci aspettiamo lo stesso rispetto per la nostra organizzazione giovanile”.</p>
<p>Storace sa bene che quella fiaccola, il simbolo che ha scelto per il suo nuovo movimento appartiene, storicamente ai giovani della destra, dalla Giovane Italia, al Fronte della Gioventù fino ad Azione Giovani. Sa bene che in essa si riconoscono migliaia di ragazzi: quelli che ogni 19 luglio a Palermo ricordano con una fiaccolata il giudice Paolo Borsellino, sfilando contro la mafia e avanzano nuove proposte per sconfiggerla; quelli che quest’anno in tutte le università d’Italia hanno contestato duramente il governo, opponendosi ai tagli previsti dalla Finanziaria; quelli che oggi nella Conferenza dei presidenti delle Consulte provinciali italiane possono contare sul gruppo più numeroso; quelli che nelle amministrazioni locali ogni giorno avanzano progetti e proposte; che per il 10 febbraio si sono mobilitati in ogni città per intitolare una via, una piazza ai nostri martiri del confine orientale; che il 26 giugno, in occasione della giornata mondiale contro la droga hanno avviato una campagna di sensibilizzazione nazionale per opporsi alla legge Ferrero, consegnando un enorme spinello al ministro della Solidarietà sociale; quelli che in tutta Italia ogni giorno subiscono attacchi di violenza politica e decidono di non rispondere con la violenza ma con la militanza e la passione; quelli che in occasione del referendum sulla procreazione assistita hanno avuto il coraggio e la forza di portare avanti le loro idee nonostante le dissonanze con il partito; quelli che quotidianamente non si accontentano di fare testimonianza ma lavorano per costruire un futuro diverso” continua l’esponente di Ag.</p>
<p>“Storace sa bene quanto sia per noi rappresentativa ed identitaria la fiaccola, come sa bene che pur mantenendo fermo il principio di autonomia i ragazzi di Azione Giovani si riconoscono in Alleanza nazionale. Utilizzare il nostro simbolo per lanciare un diverso movimento significa impropriamente coinvolgere la nostra organizzazione in una diatriba che non ci interessa. Chiediamo a Storace di modificare il suo logo, perché non vorremmo mai trascinare un simbolo così importante e ricco di storia nello strumento di un&#8217;imbarazzante querelle legale”, conclude Giorgia Meloni.</p>
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		<title>Il Tar del Lazio dà ragione agli specializzandi in medicina Giorgia Meloni: &#8220;Felice che i ragazzi non perderanno un anno Mussi si mobiliti per tempo ed eviti nuovi futuri contenziosi&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Jul 2007 14:22:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dopo la battaglia portata avanti in Parlamento con interrogazioni urgenti, mozioni parlamentari e question time, Giorgia Meloni, vicepresidente della Camera dei Deputati, esulta per la sentenza della sezione III bis del Tribunale Amministrativo del Lazio, che con quattro ordinanze ha dato ragione agli studenti specializzandi di medicina, che potranno iscriversi ai corsi di specializzazione in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo la battaglia portata avanti in Parlamento con interrogazioni urgenti, mozioni parlamentari e question time, Giorgia Meloni, vicepresidente della Camera dei Deputati, esulta per la sentenza della sezione III bis del Tribunale Amministrativo del Lazio, che con quattro ordinanze ha dato ragione agli studenti specializzandi di medicina, che potranno iscriversi ai corsi di specializzazione in attesa del superamento dell’esame di Stato. “Sono felice di sapere che i ragazzi non perderanno un anno di formazione per colpa di meccanismi burocratici incomprensibili. Mi auguro che il ministro dell’Università Mussi eviti in futuro inutili contenziosi e si mobiliti per tempo. Serve una calendarizzazione seria dei concorsi per l’ammissione alle scuole di specializzazione in medicina che rispetti una tempistica precisa in relazione all’esame di stato, similmente a quanto previsto dall’art. 6 del decreto 6 marzo 2006, n. 172, per l’a.a. 2005/2006”.    ufficiostampa.meloni@camera.it</p>
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		<title>Giorgia Meloni accanto ai ricercatori universitari</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Jun 2007 06:55:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Medici Specializzandi: continua la battaglia
I medici specializzandi continuano la loro protesta e chiedono  al ministro Mussi un decreto che fissi per l’autunno una nuova sessione di esami  d’ammissione alle scuole di specializzazione o una deroga risolutrice.

Va in scena la seconda puntata della battaglia intrapresa dai medici  specializzandi col ministero dell’Università. 
Ricapitoliamo la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="data">Medici Specializzandi: continua la battaglia</div>
<div class="testo">I medici specializzandi continuano la loro protesta e chiedono  al ministro Mussi un decreto che fissi per l’autunno una nuova sessione di esami  d’ammissione alle scuole di specializzazione o una deroga risolutrice.</div>
<p><span id="more-99"></span></p>
<p><strong>Va in scena la seconda puntata della battaglia intrapresa dai medici  specializzandi col ministero dell’Università. </strong><br />
<strong>Ricapitoliamo la  puntata precedente:</strong> anche quest’anno il ministero ha fissato con enorme  ritardo la data degli esami per l’accesso alle scuole di specializzazione. Per  il biennio 2006-07 la data ultima per indire le prove di accesso, in base al  decreto 172/2006, era il 31 luglio 2006 e invece l’agognato atto è arrivato ad  aprile di quest’anno e ha calendarizzato le prove d’ammissione per i primi  giorni di luglio.</p>
<p><strong>Lo stesso decreto impone però che per presentare la domanda di  partecipazione i candidati debbano aver conseguito l’abilitazione</strong> alla  professione tramite apposito esame di Stato. Per lo scorso biennio il decreto  prevedeva una deroga in base alla quale era possibile conseguire il titolo di  abilitazione entro la data di effettivo inizio delle lezioni delle scuole.  Questa deroga consentirebbe adesso, a chi non ha potuto abilitarsi nell’ultima  sessione e intenda concorrere all’ingresso nella specializzazione, di poter  presentare la relativa domanda e prendere l’abilitazione nella sessione del 18  luglio, prima dell’inizio delle lezioni, stabilito per il 30 luglio.</p>
<p><strong>Ma quest’anno la deroga non è stata prevista e allora i neo-medici hanno  organizzato una campagna di pressione e sensibilizzazione rivolta al ministro  Fabio Mussi </strong>e, in una manifestazione fatta il 29 maggio a piazza  Montecitorio a Roma, si sono rivolti a tutto il <strong>Parlamento</strong>, all’interno  del quale hanno trovato un buon sostegno. In particolare l<strong>a vice-presidente  della Camera Giorgia Meloni (A.N.) ha sposato la loro causa</strong> affiancandoli  nel dialogo con Mussi e presentando un’interpellanza urgente insieme a due  colleghe di Rifondazione Comunista<strong> </strong>(Dioguardi e De Simone).<br />
La  questione è stata anche portata in sede di giustizia amministrativa tramite  diversi ricorsi.</p>
<p><strong>Dopo la manifestazione i ragazzi hanno ottenuto l’attenzione di Mussi e la  promessa di una risposta entro pochissimi giorni.</strong> Con un po’ di ritardo una  prima risposta è arrivata attraverso una nota diramata alle agenzie di stampa il  6 giugno, nella quale il ministro faceva sapere che aveva scritto una lettera ai  colleghi Turco (Salute) e Lanzillotta (Affari regionali e autonomie locali)  nonché al presidente della Conferenza dei presidenti delle regioni e delle  province autonome, Vasco Errani. In essa Mussi afferma “<em>la volontà di far  tenere alle università gli esami per l’ammissione alle scuole di  specializzazione per l’area medica, per l’anno accademico 2007-08, entro il mese  di novembre</em>”.</p>
<p><strong>In pratica, per andare incontro alla situazione paradossale di tanti  studenti, si prende l’impegno a rispettare i tempi stabiliti dal decreto  172/2006</strong> e predisporre entro luglio 2007 le procedure necessarie a far  partire le scuole per il ciclo 2007-08. Nella lettera il ministro ha anche  invitato a “utilizzare per il prossimo anno accademico il numero di 5000  specializzandi” indicato ad aprile per l’anno accademico precedente.</p>
<p><strong>Questo primo passo è stato accolto con parziale soddisfazione e inteso  come interlocutorio dagli studenti mobilitatisi; </strong>la loro azione è infatti  proseguita e ieri sono tornati a manifestare a Montecitorio.<br />
Non li convince  a pieno il fatto che Mussi abbia voluto coinvolgere pubblicamente altri tre  soggetti, peraltro tutti competenti in materia; temono che dietro al contenuto  della lettera ci sia la volontà di prendere tempo e di allentare la pressione su  di se condividendo la responsabilità con altri.</p>
<p><strong>Adesso chiedono che a questo primo impegno del ministro faccia seguito un  atto ufficiale </strong>che fissi le prove di accesso alle specializzazioni entro  novembre. Chiedono inoltre uno sforzo supplementare di celerità, cioè che il  decreto venga fatto non entro luglio ma entro il 30 giugno; molti di loro  infatti si sono iscritti alle selezioni di luglio specificando nella domanda che  non sono in possesso dell’abilitazione (prima data utile il 18 luglio) ma che  attendono l’esito del ricorso al T.A.R. che potrebbe farli accedere alle prove  d’ingresso. Qualora ciò avvenisse i ragazzi che dovessero entrare alla  specializzazione si troverebbero nella posizione dei “sopportati” che sono  entrati scuola solo grazie a un ricorso. Avendo entro giugno la certezza di  potersi presentare a novembre rinuncerebbero alle selezioni del prossimo luglio.<br />
A piazza Montecitorio l’on Giorgia Meloni ha riferito ai manifestanti  l’impegno del ministro Mussi a fissare ufficialmente entro sette-dieci giorni la  data degli esami di ammissione alle scuole di specializzazione.<br />
<strong>Mentre da  una parte la piazza anima la sua protesta, dall’altra si agisce sul piano  “istituzionale”:</strong> ieri il CNSU (che è organo consultivo del ministero dell’  Università) ha approvato una mozione, presentata da Azione Universitaria, in cui  si chiede al ministro Mussi di intervenire per risolvere il problema che  coinvolge 1800 laureati in medicina che rischiano di aspettare dei mesi  inoperosi prima di poter intraprendere gli studi  specialistici.<br />
<strong>Appuntamento alla prossima puntata.</strong></p>
<p>Articolo di Daniele Pluchino su http://www.unimagazine.it alla pagina http://www.unimagazine.it/index.php/it/nazionale/prima_pagina/attualita/4804_medici_specializzandi_continua_la_battaglia</p>
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		<title>Liberazione Mastrogiacomo, Giorgia Meloni: &#8220;L’Italia tira un sospiro di sollievo&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Mar 2007 16:22:30 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[In una nota Giorgia Meloni, vicepresidente della Camera dei Deputati esprime la propria soddisfazione per la liberazione di Daniele Mastrogiacomo. “Possiamo tirare un sospiro di sollievo. Tutta l’Italia ha atteso con ansia questa notizia, che finalmente arriva dopo 14 giorni di preoccupazioni e timori. In attesa del suo ritorno a casa, rivolgo un doveroso pensiero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In una nota Giorgia Meloni, vicepresidente della Camera dei Deputati esprime la propria soddisfazione per la liberazione di Daniele Mastrogiacomo. “Possiamo tirare un sospiro di sollievo. Tutta l’Italia ha atteso con ansia questa notizia, che finalmente arriva dopo 14 giorni di preoccupazioni e timori. In attesa del suo ritorno a casa, rivolgo un doveroso pensiero alla famiglia del giornalista de La Repubblica, a cui mi sento vicina in questo momento di gioia e rivolgo un sentito ringraziamento all’intelligence italiana che per l’ennesima volta si è adoperata affinché tutto si concludesse nel migliore dei modi”.</p>
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		<title>Intervista a Giorgia Meloni</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Jan 2007 08:47:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Giorgia Meloni dal 2004 è il Presidente Nazionale di Azione Giovani. 29 anni, giornalista, specializzata in lingue, è membro dell’Esecutivo nazionale di AN. Esponente della Destra nazionale è anche giornalista professionista. Stoffa e qualità da leader navigato, ha alle spalle un’intensa attività politica. Efficace e lineare, l’abbiamo intervistata a tutto campo, riguardo a problematiche di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Giorgia Meloni dal 2004 è il Presidente Nazionale di Azione Giovani. 29 anni, giornalista, specializzata in lingue, è membro dell’Esecutivo nazionale di AN. Esponente della Destra nazionale è anche giornalista professionista. Stoffa e qualità da leader navigato, ha alle spalle un’intensa attività politica. Efficace e lineare, l’abbiamo intervistata a tutto campo, riguardo a problematiche di particolare attualità.</p>
<p><span id="more-56"></span><strong>Lotta alla droga. Il Parlamento ha approvato la proposta Fini. Per il futuro, si profila &#8211; tra l’altro &#8211; una puntuale indicazione normativa circa il quantitativo destinato ad “uso personale”. In che misura l’eventuale innovazione potrà effettivamente essere d’aiuto alle Forze dell’Ordine nelle repressione dei reati di spaccio e traffico?</strong></p>
<p>Prima di tutto è importante precisare che la legge sulla droga rappresenta una vittoria fondamentale del centro-destra, di Alleanza Nazionale e del nostro movimento giovanile, che per anni si è battuto affinché la tutela della vita fosse messa in primo piano rispetto alla politica dei consensi elettorali. Finalmente ha vinto la vita nel pieno della sua sacralità e questo deve essere chiaro, perché il Governo ha dimostrato che questi valori sono più importanti di qualsiasi percentuale statistica: accaparrare voti speculando sul futuro delle nuove generazioni non è un modo di intendere la politica che appartiene alla destra ed ora tutti possono rendersene conto.</p>
<p>Il tratto più significativo della nuova norma è quello che abbatte la distinzione tra sostanze stupefacenti leggere e pesanti: la droga è droga, punto. Da anni abbiamo chiesto alla politica di lanciare un segnale forte in merito alle tossicodipendenze sia dal punto di vista della prevenzione, sia e soprattutto da quello del recupero, perché nonostante la sinistra spinga di fatto i giovani a fare uso di sostanze stupefacenti, sminuendo le gravi conseguenze che il consumo comporta, nessuno mai ha affrontato con serietà la problematica del recupero e della cura, perché questi giovani possono e devono essere curati e la scienza oggi lo conferma. Sino a questo momento ai tossicodipendenti veniva somministrato del metadone per evitare crisi di astinenza, senza preoccuparsi di offrire un sostegno morale ed un aiuto concreto a chi decide di uscire “dal tunnel”. Ora una posizione anche in merito a questo aspetto è stata presa, il segnale è arrivato. I primi effetti della nuova legge non tarderanno a giungere. Ovviamente anche per quel che riguarda l’applicazione molto dipenderà dalle Forze dell’Ordine che sicuramente ora sapranno quantomeno cosa fare e che tipo di provvedimenti utilizzare in presenza di reati. Prima regnava una sorta di anarchia generale, oggi una norma efficace che non lascia spazio all’interpretazione esiste e va applicata.</p>
<p><strong>Globalizzazione ed appiattimento culturale. Immigrazione ed integrazione fra i popoli. Identità culturale e memoria storica delle nazioni. Esiste un punto di equilibrio? E’ possibile conciliare solidarietà e rispetto dell’identità?</strong></p>
<p>Il punto di equilibrio è riconducibile a due valori a noi molto cari: rispetto e autodeterminazione. Molte battaglie attraverso le quali si articola l’attività quotidiana di Azione Giovani vertono sul rispetto delle diverse identità culturali, che entrando in contatto comportano una crescita ed un arricchimento, mantenendo intatte le radici storiche e quel senso di appartenenza ad una comunità nazionale, che caratterizza ogni popolo ed ogni Patria. Molte altre invece mirano alla riscoperta di quel senso identitario che troppo spesso viene trascurato e nel peggiore dei casi soffocato da chi ha l’interesse di farlo. Questa è la nostra visione del mondo e questa è, ad esempio, l’Europa che sogniamo, con una sola anima unita e forte, frutto di esperienze diverse e diverse storie che non entrano in contrasto tra loro, ma si completano. Già nel 2000 Azione Giovani si fece precursore dei tempi proponendo come titolo della sua festa nazionale “Alla ricerca del Borgo Globale”: l’obiettivo proposto era quello di indirizzare l’ormai inevitabile fenomeno della globalizzazione su binari diversi da quelli di fatto percorsi, attraverso la scoperta e la valorizzazione delle tradizioni. In merito alla solidarietà poi, questa non è in contrapposizione con il concetto di identità: sono due ambiti e due aspetti che non si respingono anzi, possono essere una sintesi univoca.</p>
<p><strong>La politica centrista legata ai poli e caratterizzata –troppo spesso – dai cambi di casacca, crede che contribuisca ad allontanare i giovani dalle Istituzioni?</strong></p>
<p>Siamo stati e lo siamo tutt’ora dei convinti sostenitori del bipolarismo, tanto che in occasione di Atreju 2005, la nostra ormai tradizionale festa nazionale, l’abbiamo preparata all’insegna della mostra “Versus, l’elogio del contrasto”, mettendo a confronto due diverse visioni del mondo che quotidianamente entrano in conflitto tra loro, nella vita di tutti i giorni così come nella politica, e che necessitano di una coraggiosa scelta: quella di schierarsi e decidere da che parte stare. Negare questa contrapposizione oggi esistente e radicata è impossibile, per questo attraverso immagini e parole d’effetto, noi, ragazzi di destra, abbiamo snocciolato il nostro pensiero, paragonandolo a quello che la sinistra ci propina giornalmente. La partecipazione dei giovani alla vita politica nazionale è certamente una questione spinosa, che stiamo affrontando anche al nostro interno. I cambi di schieramento sicuramente hanno contribuito a far crescere il fenomeno, anche se distacco dipende prevalentemente dalla sfiducia. A dire il vero Azione Giovani non ha risentito più di tanto del calo di interesse generale. Il numero di iscritti e soprattutto di militanti che si sono avvicinati a noi, infatti, è andato crescendo nel tempo. Preparare una ricetta che sia in grado di risolvere il caso è difficile. Per farlo si potrebbe partite dall’individuazione di quei settori di interesse che più di altri catturano l’attenzione giovanile, ipotizzando iniziative e provvedimenti che non siano solo di carattere “restrittivo”, anche se in alcuni casi necessario (ad esempio la legge sulla droga), ma che vadano incontro alle esigenze dei ragazzi. Si potrebbe perciò iniziare dalla musica e dai costi dei cd che oggi sembrano inaccessibili, per passare al rilancio delle comunità giovanili, un’idea proposta dal nostro movimento e che potrebbe finalmente consentire ai ragazzi di esprimere al meglio le capacità creative che caratterizzano le singole personalità. L’importante è comunque ristabilire un dialogo tra le parti per attuare un confronto sereno e costruttivo. Riconquistare la stima dei giovani è possibile solo attraverso la coerenza e la voglia di fare, preoccupandosi di risolvere i veri problemi e non occuparsi soltanto del proprio portafoglio</p>
<p><strong>Siamo in campagna elettorale. “Zuffe” e guerre di sondaggi offuscano talvolta i programmi ed il puro discorso politico. Qualcuno, talvolta, si è paragonato a Gesù e a Winston Churchill. Che ne pensa?</strong></p>
<p>Le campagne elettorali sono delle battaglie politiche che puntualmente si rinnovano e nel corso delle quali, a volte, emergono purtroppo gli aspetti negativi del carattere piuttosto che programmi politici reali. Ma anche questo rientra nella “routine”. Sarebbe il caso invece che i dibattiti fossero finalizzati alla scoperta di propositi veri, progetti da discutere e sui quali confrontarsi, evitando così paragoni insostenibili e smorzando i toni delle polemiche che troppo spesso risultano essere troppo accesi. E’ però innegabile che parte “del merito” di questa mancanza di contenuti fatta vedere fino a questo momento va attribuita alla sinistra e nel particolare all’Unione, che convogliando in se correnti di pensiero completamente distanti tra loro si è presentata con un nutrito fascicolo di circa 260 pagine, che nessuno delle coalizione di Prodi ha probabilmente letto e probabilmente mai leggerà, insabbiando quelle lacune interne che di fatto esistono e si vedono chiaramente nei programmi di approfondimento politico, limitandosi ad attaccare la controparte. Neanche un accenno è stato fatto su ciò che la sinistra ha realmente intenzione di fare nei prossimi cinque anni: tav, no-tav, Iraq, non Iraq, radici cristiane d’Europa, laicismo a tutti i costi… Queste alcune delle tesi che l’opposizione sostiene senza seguire una direzione precisa e che pure, forzatamente vengono convogliate all’interno di un’unica coalizione che parte dalla Margherita ed arriva a Rifondazione Comunista. Come si fa dunque a concentrarsi sui programmi con una simile controparte?!</p>
<p><strong>Intende continuare nella politica attiva? Se sì, su quali progetti pensa di impegnarsi concretamente?</strong></p>
<p>La mia attività politica si fonda sulla passione e sulla volontà di ricostruire tassello dopo tassello la storia della nostra Nazione. E’ stato l’imput iniziale e quello che mi sprona, nonostante il tempo, ad andare avanti. La politica è azione e condivisione, per questo non può che essere attiva. Ci attende un periodo difficile che intendiamo vivere appieno. Continueremo a far sentire la nostra voce attraverso quelle battaglie che sentiamo nostre e che intendiamo vincere, partendo dalle piazza fino ad arrivare alle università. Non ci risparmieremo, anche perché non lo abbiamo mai fatto, con la speranza di ritrovarci il 10 aprile ancora al governo, ancora vincenti, senza mai scordare il nostro ruolo di movimento d’avanguardia, che non si siede, che si schiera dalla parte dei valori e combatte al fianco della gente.</p>
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		<title>Azione Giovani Taranto intervista Giorgia Meloni</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Jan 2007 08:44:57 +0000</pubDate>
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E’ stata ed è tutt’ora un’emozione fortissima che si unisce ad un grande senso di responsabilità. La scelta di Alleanza Nazionale di puntare su [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal"><em>1)Quali sono state le sue sensazioni il primo giorno in cui da parlamentare è entrata a palazzo CHIGHI, e cosa prova ad essere la piu giovane vice presidente della camera, nonchè donna?</em></p>
<p class="MsoBodyText2">E’ stata ed è tutt’ora un’emozione fortissima che si unisce ad un grande senso di responsabilità. La scelta di Alleanza Nazionale di puntare su di me risuona come una scommessa, che premia tutta Azione Giovani e il percorso di una grande comunità militante maturato negli anni.</p>
<p class="MsoBodyText2"><span id="more-55"></span></p>
<p class="MsoNormal"><em>2)Come è iniziata la sua carriera politica e se immaginava che sarebbe arrivata così in alto?</em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify">Sono una militante che si mette a disposizione della propria comunità politica. Non ho mai pensato di arrivare alla vicepresidenza della Camera, ma se è questo ciò che serve sono ben lieta di dare il mio contributo. Ho iniziato a far parte della sezione del fronte della Gioventù della Garbatella, quartiere di Roma nel quale sono nata, all’età di 15 anni, negli anni in cui tangentopoli e le stragi di mafia occupavano le prime pagine dei giornali gettando l’Italia nello sconforto totale. Tentare di spiegare le ragioni che mi hanno spinto a frequentare questo ambiente è difficile, anche perché soprattutto da giovanissimi è l’istinto a prendere il sopravvento sul resto.  Probabilmente la mia scelta è dipesa dal primo anno alle scuole superiori, quando ho iniziato ad entrare in contatto con le varie realtà politiche esistenti nel panorama giovanile. Ricordo che l’impatto avuto con i ragazzi di sinistra fu quasi “rivelatorio”: loro pretendevano di rappresentare “il bene, la giustizia”, parlavano di confronto ma poi erano i primi a discriminare gli altri per le loro idee, niente di più stimolante per il mio carattere che tende sempre ad andare controcorrente. Il Fronte della gioventù mi sembrava la strada alternativa all’arroganza di chi parlava di democrazia, ma se non la pensavi come loro eri un nemico da abbattere. Questo mi ha portato a conoscere quei ragazzi che vedevo sempre in strada, con i loro banchetti, i loro volantinaggi, le loro rivendicazioni che da subito mi hanno coinvolto. Ho scoperto che loro come me, condividevano quell’idea di cambiamento, rivendicando quei valori nei quali ho sempre creduto. Mi riferisco alla meritocrazia, allo spirito identitario, all’amore per la Patria, a quel progetto di comunità umana che si sviluppa attraverso lo spirito del gruppo, alla sacralità della vita, al donare se stessi.</p>
<p class="MsoNormal"><em>3)Lei come donna è favorevole alle quote rosa o una donna deve saper far valere le sue capacità senza che la sua carriera politica sia forzata da una legge?</em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-right: -4.15pt; text-align: justify">Le quote rosa sono uno strumento, non la soluzione. Non si può far finta di non vedere che la partecipazione delle donne alla vita politica sia deficitaria, rispetto ad esempio alle attività associazionistiche e di volontariato. Il problema esiste, così come evidente è l’esistenza, consolidata nel corso degli anni di “lobby maschili” difficilmente disposte all’apertura al mondo femminile. Ritengo che il problema affondi le proprie radici nella mancanza di strutture adeguate che consentano alle donne di intraprendere un percorso politico senza per questo dover rinunciare al alla loro vocazione di mogli e madri o all’aspirazione di costruirsi una propria famiglia. Lo Stato ha il dovere di offrire strumenti che consentano di conciliare vita pubblica e vita privata. Si potrebbe partire, ad esempio, dall’istituzione di asili nido all’interno del Parlamento e delle amministrazioni statali, che certamente costituirebbero un significativo tentativo di armonizzazione dei ruoli, nonché input per tutta l’Italia, che compirebbe un primo passo avanti verso la risoluzione del caso.</p>
<p class="MsoNormal"><em>4)Quali consigli darebbe ad un giovane che si avvicina alla politica?</em></p>
<p class="MsoNormal">Di lasciarsi guidare dalla passione, perché è questa che consente di continuare a credere che il sogno di cambiamento sia davvero raggiungibile.</p>
<p class="MsoNormal"><em>5)Come immagina il futuro da AN e di Azione Giovani? Condivide le scelte che Fini sta proponendo in questo momento al partito? </em></p>
<p class="MsoNormal">La politica è in continuo mutamento ed i cambiamenti rientrano nel ciclo naturale delle cose. Gianfranco Fini se ne è reso conto e sta agendo di conseguenza. Al futuro non guardo, preferisco concentrarmi sul presente, ma è chiaro che dovessi immaginare il domani mi piacerebbe vedere Alleanza nazionale al primo posto di una virtuale classifica dei partiti italiani e Azione Giovani trasformarsi in una vera e propria “lobby generazionale”.<br />
<!--[if !supportLineBreakNewLine]--><br />
<!--[endif]--><span /></p>
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		<title>Si parte! Buon Compleanno Giorgia</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Jan 2007 07:24:40 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Inauguriamo con questo messaggio il blog che noi ragazzi di Azione Giovani Garbatella dedichiamo alla nostra Giorgia Meloni.
Questo non è un sito ufficiale (Giorgia non ha controllo su quanto viene qui scritto), ma non è neanche un sito qualsiasi:  i più vecchi di noi conoscono Giorgia sin da quando a 14 anni ha varcato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Inauguriamo con questo messaggio il blog che noi ragazzi di <a title="Garbatella" href="http://www.garbatella.it/index.php">Azione Giovani Garbatella</a> dedichiamo alla nostra <strong>Giorgia Meloni.</strong></p>
<p>Questo non è un sito ufficiale (Giorgia non ha controllo su quanto viene qui scritto), ma non è neanche un sito qualsiasi:  i più vecchi di noi conoscono Giorgia sin da quando a 14 anni ha varcato per la prima volta la soglia del nostro circolo (&#8230;allora lo chiamavamo sezione), l&#8217;hanno vista crescere ed insieme a lei sono cresciuti.</p>
<p>Ci arroghiamo quindi il diritto di definirci sito &#8220;semi-ufficiale&#8221;, perchè pur non avendo la presunzione di voler fare un sito ufficiale senza il contributo della persona in questione, rivendichiamo con orgoglio la nostra vicinanza storica e quotidiana con Giorgia.</p>
<p>Se vuoi contribuire a questo sito non esitare a contattarci</p>
<p>Raccoglieremo su questo sito informazioni in ordine più o meno sparso relativamente all&#8217;attività politica, i comunicati stampa, <em>la vita e le opere</em> della nostra Giorgia.</p>
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