Pena di morte: Meloni, comunità internazionale non spenga riflettori su repressione giovanile in regimi totalitari

13 ottobre 2009 ore 9:33 am | In Comunicati Stampa e Dichiarazioni | Nessun commento
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“La comunità internazionale non spenga i riflettori sulla repressione degli oppositori politici, spesso giovanissimi, in vigore sotto i regimi totalitari di Iran e Cina”. Queste le parole del ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, a seguito della quarta condanna a morte comminata dal Tribunale della Rivoluzione di Teheran a un oppositore del governo Ahmadinejad, e delle sei condanne capitali decise da Pechino per gli scontri del luglio scorso nello Xinijang.

“Questi atti persecutori – prosegue Meloni – così altamente lesivi della dignità umana, non possono non destare lo sdegno e la riprovazione di chiunque creda nella giustizia e nella democrazia. I giovani italiani sono vicini ai propri coetanei di Iran e Cina, e condividono con loro gli stessi ideali di libertà».

Il ministro punta il dito anche contro le condanne a morte comminate a giovani per reati commessi negli anni della minore età: « A Teheran sono ancora un centinaio i giovani in attesa di salire sul patibolo per crimini commessi quando erano minorenni, e si tratta – conclude – di una palese violazione di quanto disposto nei trattati internazionali».


Musica: Meloni, Pechino non riesce ad affrontare temi libertà

4 marzo 2009 ore 1:44 pm | In Comunicati Stampa e Dichiarazioni | 1 Commento
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Roma, 2 mar. (Adnkronos) – “Quello che governa la Cina e’ un regime che non riesce ad affrontare i temi legati alla liberta’”. Lo dice all’ADNKRONOS il ministro della Gioventu’ Giorgia Meloni, commentando la notizia dell’annullamento da parte delle autorita’ di Pechino dei due concerti degli Oasis in programma in Cina.

“E’ una notizia -aggiunge Meloni- che purtroppo non mi stupisce piu’ di tanto, perche’ gli episodi che raccontano dell’intolleranza della Cina sono pressocche’ quotidiani. Evidentemente, Pechino non ha raccolto nessuno dei segnali della comunita’ internazionale che chiedeva un maggior rispetto dei diritti umani e civili, soprattutto dopo il via libera alle Olimpiadi in Cina”.

“Evidentemente, gli opinion maker, come puo’ essere anche un gruppo musicale famoso e sensibile a questioni importanti, risultano per i regimi pericolosi e fastidiosi, soprattutto -conclude Meloni- se si rivolgono alle giovani generazioni che sono le piu’ aperte ai cambiamenti culturali”.


Dalai Lama: Meloni, è simbolo universale di pace e libertà

10 febbraio 2009 ore 11:04 am | In Comunicati Stampa e Dichiarazioni | Nessun commento
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Roma, 9 feb. – “Ho voluto essere al Campidoglio per accogliere, insieme al sindaco Alemanno e alle autorita’ locali, un simbolo universale di pace e liberta’”. Cosi’ il ministro della Gioventu’, Giorgia Meloni, ha spiegato la sua presenza alla cerimonia per la cittadinanza onoraria al Dalai Lama.

“Ci sono diversi aspetti affascinanti nella figura e nel messaggio del Dalai. Al di la’ delle legittime rivendicazioni di autonomia per il Tibet Lama – ha proseguito Meloni – mi piace sottolineare il coraggio della sua spiritualita’ in un contesto di grave violazione dei diritti del popolo tibetano, un coraggio che lo rende uno dei massimi rappresentanti nella difesa dei diritti umani e della sovranita’ dei popoli. La semplicita’ dei gesti, l’allegria del suo modo di porsi e la profondita’ del suo pensiero lo rendono molto simile a un altro protagonista della nostra storia recente: Giovanni Paolo II”.

Per questo “ho voluto esserci – ha concluso il ministro – e per questo, da romana, considero un grande onore essere concittadina di un eroe della liberta’ come il Dalai Lama”. (AGI)


Meloni incontra il prof. Harry Wu attivista dei diritti umani in Cina

6 settembre 2008 ore 9:28 am | In Non categorizzate | Nessun commento
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Il ministro della Gioventù, Giorgia Meloni ha ricevuto oggi il professor Harry Wu, attivista per i diritti umani nella Repubblica Popolare Cinese e presidente della Laogai foundation research.

Nato a Shanghai nel 1937, Harry Wu ha trascorso 19 anni nei laogai, i campi di lavoro cinesi ed è oggi residente e cittadino degli Stati Uniti. E continua ad impegnarsi in difesa della vita, delle donne e dell’infanzia cinese, della libertà religiosa e dei valori cattolici.

“Ringrazio Harry Wu – ha detto il ministro – per l’importante battaglia che instancabilmente conduce per far conoscere al mondo occidentale le reali condizioni dei diritti umani in Cina. E mi congratulo per l’apertura del primo museo permanente sui laogai che sarà inaugurato tra pochi mesi a Washington: accetto l’invito del professor Wu e spero di poterlo visitare quanto prima”.


INDIA – Meloni e Ronchi aderiscono all’appello di “Liberal”

29 agosto 2008 ore 8:46 am | In Comunicati Stampa e Dichiarazioni, Notizie | Nessun commento
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“Aderiamo all’appello lanciato dal quotidiano “Liberal” in segno di solidarietà nei confronti delle vittime del fanatismo politico e religioso”. Lo dicono il ministro della Gioventù Giorgia Meloni e il ministro delle Politiche Comunitarie Andrea Ronchi.

“Le notizie che giungono in questi giorni dall’India – spiegano i due ministri – dove i cristiani vengono massacrati e le chiese distrutte non possono lasciare indifferenti. Da anni i cristiani sono perseguitati in molte aree del mondo, mentre in molti stati l’esercizio libero della religione è impedito con metodi anche violenti”.

“Nel giorno stesso in cui si sono spente le luci delle Olimpiadi di Pechino – continua il ministro Meloni – un vescovo cattolico cinese è stato arrestato, ma sui giornali la notizia è stata relegata al rango di breve. Le nazioni occidentali rischiano di fare un grosso errore continuando ad ignorare i segnali di intolleranza religiosa che arrivano puntualmente ogni giorno”.


“Parlano solo alla fine. Hanno visto qualcosa?”

25 agosto 2008 ore 12:42 am | In Comunicati Stampa e Dichiarazioni | 2 Commenti
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Ministro Giorgia Meloni, ora che sui Giochi scorrono i titoli di cosa, gli azzurri fanno il gesto in parte da lei auspicato. Guantoni, body e maschere saranno inviate al Dalai Lama.
“Gli atleti hanno un impatto mediatico senza eguali. Sono soddisfatta, è il segnale che avevo chiesto a poche ore dalla cerimonia di inaugurazione delle Olimpiadi. La prima riflessione che mi viene da fare è chiedermi perché lo fanno adesso e non l’hanno fatto prima: avranno visto qualcosa che non gli è piaciuto?”
Fra i prima a “ribellarsi” al suo invito a disertare la sfilata d’apertura dei Giochi fu Clemente Russo. Oggi, il pugile d’argento dedica la sua medaglia ai “cinesi che soffrono”.
“Sono convinta che il mio messaggio di inizio agosto gli si arrivato distorto. Leggendo le sue parole mi sono po’ sorpresa, ma non avevo dubbi sul fatto che, venti giorni fa, si fosse ribellato un ragazzo sensibile. Uno che non dimentica la sua storia, il suo passato: vuole incontrarmi, lo aspetto”.
Russo più Josefa Idem più Antonio Rossi più Margherita Granbassi. Il coro azzurro sui diritti umani è piuttosto assordante così come l’invito alla politica a non restare alla finestra.
“Hanno ragione, chi ha il compito di fare politica deve intervenire senza delegare. Ma il mio auspicio perché gli atleti facessero qualcosa di significativo sul tema dei diritti umani era volutamente rivolto a chi ha la fortuna di avere un impatto immediato sui giovani. Non dimentichiamoci che i grandi movimenti per la tutela dei diritti civili sono sempre nati dalla gente”.
Come ha vissuto le due settimane di gare?
“Senza l’entusiasmo che mi ha sempre accompagnato quanto mi mettevo davanti alla tv per guardare le Olimpiadi. Sul podio si festeggiava, fuori i fuochi d’artificio, ma, sullo sfondo, un grande equivoco. Adesso è arrivato quel tempo delle riflessioni che io avevo sollecitato prima che iniziassero i Giochi”.
Cosa dovrà fare il governo italiano per non far calare l’attenzione sul tema Cina-diritti umani?
“L’Italia è da sempre sensibile a certe tematiche che mettono al centro battaglie per la difesa dell’umanità. Una posizione bipartisan che va oltre al colore di chi governa. Adesso mi aspetto la stessa forza che la politica ha assunto ad esempio per la campagna contro la pena di morte. Cosa ci hanno lasciato i Giochi di Pechino? Dobbiamo dare risposte immediate altrimenti il grande equivoco delle Olimpiadi resterà senza soluzione”.
Torniamo al 4 agosto. Giusta la presenza del nostro governo all’inaugurazione?
“Guardiamo al futuro. Sarebbe molto positivo se fossimo ancora noi a fare “tendenza”, ovvero se l’Italia si mettesse in prima fila per sostenere una profonda riflessione post-Giochi. L’Ue non ha una politica estera forte e condivisa, per questo alla fine prevalgono gli interessi nazionali: mi ha colpito la posizione del presidente francese Sarkozy, prima aveva affermato che non sarebbe andato a Pechino, poi, seppur in posizione critica, ha preso parte alla cerimonia di apertura”:
La maschera della Granbassi, i guantoni di Russo, i body di Antonio Rossi e Josefa Idem al Dalai Lama. Ci sono atleti più coraggiosi o sensibili di altri?
“E’ una questione di coscienza. Io, oggi, provo una profonda soddisfazione perché, senza alcuna presunzione, mi fa piacere capire che il mio pensiero ha trovato qualche risposta. Forse hanno parlato così perché si tratta di ragazzi arrivati da realtà difficili come Russo o di atleti non più giovanissimi e quindi, magari, più attenti a certe tematiche. I Giochi sono finiti, adesso la politica faccia quello che non ha fatto prima perché non mi risulta che in Cina sia in atto un cambiamento radicale”.

di Guglielmo Bucchieri da La Stampa 24.08.2008


PECHINO 2008: MELONI, RESTITUITA CENTRALITA’ A DIRITTI

7 agosto 2008 ore 6:48 pm | In Comunicati Stampa e Dichiarazioni | Nessun commento
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“Resto convinta che la questione dei diritti umani in Cina sia un tema che non puo’ essere derubricato ad elemento di curioso folklore nel contesto dell’imminente Olimpiade. L’odiosa repressione del regime comunista cinese nei confronti dei dissidenti interni, della popolazione tibetana, dei cittadini di ogni religione, della liberta’ di stampa, dei lavoratori, delle bambine soppresse a causa della ‘politica del figlio unico’ non e’ una favola inventata dalla sottoscritta, ma la quotidiana realta’ in cui versa da troppi anni un popolo straordinario come quello cinese”. Cosi’ il ministro della Gioventu’, Giorgia Meloni, interviene in merito alle polemiche suscitate dalle sue recenti dichiarazioni sui Giochi olimpici di Pechino. “Protestare pacificamente contro questo stato di cose – continua Meloni – non e’ solo un mio personale diritto, ma e’ un dovere che grava sulla mia coscienza di cittadina prima che di rappresentante delle istituzioni italiane. Sono contenta che le mie dichiarazioni e quelle di altri abbiano restituito in queste ore centralita’ al dramma dei diritti umani in Cina. “Anche io – conclude il ministro – credo che il regime cinese possa finalmente aprirsi ai diritti umani grazie all’opportunita’ offerta dall’Olimpiade, ma non sono convinta che questo possa avvenire senza le pressioni della Comunita’ internazionale. Tra un mese tireremo le somme di questa Olimpiade”.

da http://www.repubblica.it/


PECHINO 2008: MELONI, PROTESTA PACIFICA E’ MIO DIRITTO E DOVERE

7 agosto 2008 ore 6:20 pm | In Comunicati Stampa e Dichiarazioni | Nessun commento
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Roma, 6 ago. – (Adnkronos) – “Resto convinta che la questione dei diritti umani in Cina sia un tema che non puo’ essere derubricato ad elemento di curioso folklore nel contesto dell’imminente Olimpiade. Protestare pacificamente contro questo stato di cose non e’ solo un mio personale diritto, ma e’ un dovere che grava sulla mia coscienza di cittadina prima che di rappresentante delle istituzioni italiane”. Lo dichiara il ministro della Gioventu’, Giorgia Meloni. “Da tanti anni -prosegue Meloni- mi batto, nei limiti delle mie possibilita’ e capacita’, per sostenere la causa della liberta’ in Cina, a Cuba ed in altre regioni del mondo, e non smettero’ di farlo solo perche’ ‘mi conviene’. Sono contenta che le mie dichiarazioni e quelle di altri abbiano restituito in queste ore centralita’ al dramma dei diritti umani in Cina”. “Per questo -spiega il ministro- non ho mai smesso di manifestare apertamente il mio pensiero, e non certo per ‘desiderio di protagonismo’ come mi imputa un autorevole ex componente del governo di Romano Prodi. Se avessi voluto fare ‘la protagonista’ di questi Giochi, mi sarei fatta riprendere dalle telecamere in versione ’saltellante’ tra gli atleti azzurri a Pechino, anziche’ restare in Italia, in pieno agosto, a fare quello che faccio da tanti anni in politica: ovvero quello che ritengo piu’ giusto”.

(Vco/Col/Adnkronos)

06-AGO-08 18:37


Caro Russo, ti chiedo soltanto un gesto

6 agosto 2008 ore 11:05 am | In Notizie | Nessun commento
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Caro Clemente Russo,

è vero, come hai detto tu sono di sicuro incompetente in materia di pugilato, ma nessuno di noi è incompetente in materia di diritti umani.

Spero davvero che tu possa farti onore fra pochi giorni a Pechino. Lo spero per te, per la tua Campania e per la nostra Italia. Seguirò con trepidazione i tuoi match come le gare di tutti gli altri nostri atleti. Io non ti ho mai chiesto, Clemente, di non partecipare a questi Giochi. Non avrei avuto alcun diritto per farlo. Mi sono limitata ad apprezzare la scelta di Imke Duplitzer, la schermitrice tedesca che non prenderà parte alla cerimonia inaugurale per protesta contro il mancato rispetto dei diritti umani in Cina. A questo ho aggiunto che sta a tutti noi, qualunque lavoro si faccia o sport si pratichi, in Italia come a Pechino, come politici, atleti o come semplici tifosi, compiere un gesto non violento di sensibilizzazione sulla questione della libertà in Cina. Un gesto qualunque, come una semplice dichiarazione di fronte alle telecamere, un qualche simbolo di solidarietà ostentato sulle divise o in tribuna, fino al gesto più forte di seguire l’esempio di Imke con la rinuncia alla cerimonia d’apertura.

Penso che nessuno può essere legittimato dal contesto “ludico” a girare le spalle di fronte alla sofferenza degli altri. Anzi, proprio il particolare significato di pace e fratellanza insisto nello spirito olimpico impone a tutti una particolare attenzione a ciò che di profondamente ingiusto avviene appena fuori dagli stadi in cui saranno impegnati gli atleti. Stadi costruiti spazzando via dalle proprie abitazioni migliaia di famiglie cinesi. Proprio come è accaduto alle case di quei cinesi che sono state rase al suolo per costruirci dei centri commerciali e che ieri sono riusciti a far conoscere il loro dolore attraverso le telecamere di alcuni giornalisti di Piazza Tienanmen, subito sgomberati dalla polizia. Credimi, da appassionata di sport, mi sarebbe piaciuto tanto assistere a questa Olimpiade come ministro della Gioventù, una “occasione della vita” che probabilmente non si ripeterà mai più. Eppure, nel mio piccolo ho ritenuto giusto offrire un modesto supporto ad una causa che considero molto più importante della mia soddisfazione personale. Semplicemente mi piacerebbe che ciascun italiano si trovasse a Pechino, tifoso, atleta, giornalista o rappresentante delle istituzioni che sia, facesse un piccolo gesto di sensibilizzazione.

Più che il medagliere, Clemente, mi importa il modo in cui la delegazione azzurra avrà lottato, il messaggio di lealtà, talento e coraggio che riuscirete a trasmettere durante le vostre prove. Solo non dimenticate il dolore che circonda questa Olimpiade. Sono certa che non ci deluderete. E ora, forza Tatanka!

di Giorgia Meloni da

del 6.08.2008

Alle Olimpiadi vince la Meloni

6 agosto 2008 ore 10:38 am | In Rassegna Stampa | Nessun commento
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Quanto ha ragione Giorgia Meloni, ministro della Gioventù, a chiedere almeno agli atleti un qualche segno, anche il più simbolico, il meno audace, di dissenso dai Giochi olimpici celebrati in quel Paese indegno di partecipare alla vita sportiva degli altri, figuratevi a organizzare un’Olimpiade? Ne ha de vendere e io la ringrazio, come ringrazio Maurizio Gasparri. Qualcosa, pur tardi, si muove nel cicaleccio compiaciuto che ha preparato l’evento come se nulla fosse.
Le Olimpiadi a Pechino non si dovevano fare, è semplice ed evidente. La maggiore responsabilità ricade e ricadrà perciò sul Cio, il supponente Comitato olimpico. Ma questa decisione miope e interessata è passata sotto silenzio, hanno taciuto le grandi democrazie occidentali che avevano il dovere di esprimere le gravissime ragioni che consigliavano perlomeno di porre delle condizioni, alzare il tiro delle richieste, insomma proprio ciò che non è accaduto. I capi comunisti cinesi dicono che le Olimpiadi non devono essere politicizzate. Al contrario, queste Olimpiadi dovevano e devono essere politicizzate. Chi riceve tale onore e ne ricava quattrini, progetti, visibilità e ripulitura dell’immagine, non può rispondere censurando i giornalisti, silenziando internet, continuando a torturare e ammazzare. In tanta incoscienza, dopo il Tibet, la Birmania e altre nefandezze di regime, è arrivato pure il terrorismo.
Non dico che il nostro governo non abbia tentato di prendere le distanze. Silvio Berlusconi non va all’inaugurazione, ma i capi di Stato e i primi ministri europei non hanno compiuto una scelta comune, che avrebbe avuto altro peso. E va, purtroppo, almeno fino ad oggi è confermato, il ministro Franco Frattini, competente civil servant che ha fatto quel che il premier gli ha chiesto, però quel «gli amici cinesi», quando non il governo ha ignorato il Dalai Lama, ce lo poteva risparmiare.
La figura peggiore la fa il pugile Carmelo Russo. Ha dichiarato che certi politici, anche se sono vicini alle sue idee, non capiscono certe cose al di fuori del loro mondo. Ha aggiunto che non intende perdersi l’occasione della sua vita. Buon per lui, se gareggiare in quel postaccio non gli dà fastidio, vuol dire che ha un bel pelo sullo stomaco. È ora di finirla con gli atleti marionette tutti muscoli, pubblicità, e doping, quelli che bisogna sempre chiedere al mister. Invece di fare domande al ministro Meloni, ne faccia qualcuna a se stesso.

di Maria Giovanna Maglie da

del 6.08.2008
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