Il ministro Meloni: “Permettiamo ai giovani di prendere in mano le redini del futuro”

21 novembre 2008 ore 10:24 am | In Interviste | Nessun commento
Tag:, ,

Articolo di Paolo Fiora tratto da www.panorama.it

“Il mio programma prevede l’incoraggiamento dei giovani a rivendicare con forza il protagonismo generazionale ed il diritto al futuro, ostacolati in Italia da alcuni impedimenti, pratici e culturali”. Lo ha dichiarato il ministro della gioventù Giorgia Meloni nel suo saluto alla cerimonia per la premiazione dei vincitori della sessione italiana del Concorso europeo “Il diritto dei minori di essere protetti”, in occasione della Giornata dell’infanzia che si celebra oggi. Panorama.it ha fatto qualche domanda al ministro sugli spazi per le politiche giovanili in Italia.

Quale riconoscimento e spazio per le politiche giovanili?
Riguardo le politiche giovanili dico subito che non credo molto alle politiche di genere, qualsiasi esse siano. Non credo alle politiche femminili, alle politiche per gli anziani o per i giovani. Le azioni di un governo devono essere rivolte al bene della Nazione nella sua totalità. Se i giovani saranno messi in condizione di contribuire proficuamente alla vita dell’Italia sarà tutta la comunità nazionale a trarne beneficio. Viceversa, se si adotteranno soluzioni valide sui problemi che attanagliano la nostra società, saranno anche i giovani ad usufruirne. Allora ecco la sfida che lancio a me stessa ed all’Italia: creare una sintesi capace di dare ai giovani risposte che possano avere valore anche per tutto il resto della società, ed avere dalla stessa società risposte ed indicazioni valide anche per i giovani. Con il Forum Nazionale dei Giovani ho già avviato un confronto proficuo riguardo un’iniziativa su cui lavorare: vale a dire la costituzione ed il riconoscimento del Consiglio Nazionale della Gioventù come interlocutore ufficiale del Governo, del Parlamento e delle altre organizzazioni sociali ed economiche, per dare voce ai giovani su tutti i temi che li riguardano da vicino.

Siamo stati uno degli ultimi Paesi a dotarci di un ministero per la gioventù e ad avere un forum nazionale, ma il riconoscimento con una legge nazionale ad oggi manca. Inoltre il suo ministero è senza portafoglio… Pensa che riusciremo comunque a vincere questa sfida?

Certo che possiamo vincerla, ma da qualche parte questo percorso doveva pur cominciare. Credo che siamo una delle società più “gerontocratiche” del mondo e quindi, per arrivare a costituire un ministero riservato ai giovani c’è voluto più tempo: la vecchia politica ha un incedere più lento…Battute a parte, la legge per il riconoscimento del forum arriverà, ma ciò che veramente conta è la considerazione che ho del Forum stesso. È vero, la situazione economica dell’Italia, e di molte altre nazioni aggiungerei, richiede una razionalizzazione delle spese ed una attenta valutazione di ogni passo che si compie. Ciò non toglie che iniziative realmente valide, come è accaduto in occasione dell’approvazione del disegno di legge sulle comunità giovanili, non vengano supportate finanziariamente dall’esecutivo.

Cosa pensa dell’associazionismo giovanile come agente di cambiamento politico e sociale?

Uno dei quattro punti fondamentali delle linee guida del mio programma di governo l’ho chiamato “protagonismo generazionale”. Ai giovani vengono negate alcune opportunità che impediscono l’autodeterminazione e la partecipazione a pieno titolo alla vita sociale e politica. È necessario iniziare un’opera di rimozione di tali impedimenti per consentire alle nuove generazioni di prendere in mano le redini del proprio futuro. Faccio un esempi: non vedo perché se a venticinque anni si è in grado di votare per il Senato, non si possa invece essere eletti. Va adottata una corrispondenza anagrafica tra elettorato attivo e passivo nelle elezioni di Camera e Senato che dia più responsabilità ai ragazzi. Riconosco l’importante contributo che l’associazionismo, in modo particolare quello culturale e volontaristico-sociale, fornisce alla crescita dei giovani ed alla società tutta. Infatti intendo coinvolgere nell’attività del Ministero le associazioni giovanili più rappresentative, da quelle del volontariato nazionale e internazionale a quelle che raccolgono istanze ispirate dalla religione o dalla partecipazione civile; avranno spazi adeguati anche tutti gli organismi di rappresentanza istituzionale come le consulte giovanili, i consigli comunali dei giovani e le varie rappresentanze dell’Anci. L’associazionismo è un ottimo veicolo di diffusione di cultura civile e civica, soprattutto se supportato al proprio interno da un sentimento di “comunitarismo” e dalla consapevolezza dei singoli di far parte di un progetto sociale più ampio.

Perché, in Italia, il cambio generazionale in politica non avviene così di frequente come accade negli altri Paesi europei? Quale futuro vede per i giovani che vogliono cimentarsi in politica?

Il mancato ricambio generazionale non riguarda solo la politica ma tantissimi ambiti della nostra società. Finché ci sarà una classe dirigente che reputa “bamboccioni” i trentenni italiani come se fosse una loro scelta quella di restare a casa con i genitori, è dura cambiare. Ma qualcosa si sta muovendo. Faccio notare che in questo governo ci sono quattro under 40: Alfano (Giustizia), Gelmini (Istruzione), Fitto (Rapporti con le Regioni) e la sottoscritta. Mi auguro che questo rappresenti un segnale di una inversione di tendenza di cui l’Italia ha urgentemente bisogno.

Powered by WordPress with Pool theme design by Borja Fernandez. - Webmaster: Raffaele Persichetti
Articoli and commenti feeds. Valid XHTML and CSS. ^Top^