Anche il Ministro Meloni al convegno su giovani, turismo e sport

19 febbraio 2010 ore 2:08 pm | In Notizie | Nessun commento

da http://www.trcgiornale.it/

venerdì 19 febbraio 2010 10:59

Giovani, turismo e sport. Questi i tre argomenti alla base del convegno “Lo Sport: una risorsa per il territorio”, che l’assessorato allo Sport e alle Politiche Giovanili del Comune di Civitavecchia, guidato dall’assessore Fulvia Fanciulli, ha promosso ed organizzato per martedì prossimo dalle ore 15.30 nella Sala Auditorium “Morricone” presso la Cittadella della Musica.

Sarà l’occasione per discutere di tematiche fondamentali nel panorama sociale e giovanile. Ospite d’eccezione sarà il Ministro della Gioventù Giorgia Meloni. In particolare, i lavori saranno articolati in due momenti. Nella prima parte si svolgerà il dibattito sul Turismo Sportivo. La nuova frontiera costituita dal connubio Turismo ed Eventi sportivi ha infatti assunto un peso crescente nelle politiche di sviluppo del territorio in generale e di promozione turistica in particolare. Questi eventi rappresentano dei veri e propri strumenti di marketing territoriale. Infatti la possibilità di far affluire nel periodo delle manifestazioni sportive molte persone a Civitavecchia è una grande opportunità per imprese e associazioni e anche un viatico per organizzare tutta una serie di attività collaterali agli eventi. Con il sindaco di Civitavecchia Giovanni Moscherini, il vicesindaco Gino Vinaccia, l’assessore allo Sport Fulvia Fanciulli e l’assessore al Turismo Vincenzo De Francesco a fare gli onori di casa, interverranno tra gli altri Gigi Di Biagio, ex nazionale di calcio e attuale responsabile di Tirreno & Sport, la società che anche quest’anno, ad agosto, organizzerà il torneo di calcio giovanile, il dirigente del “Coni Servizi” Ludovici, il presidente della Confcommercio locale Palumbo, il rappresentante di Litorale Spa Romolo Guasco e un rappresentante di AT Lazio.

La seconda parte dell’incontro sarà incentrata sui giovani e lo sport, passando per le sue implicazioni sociali e d’integrazione. Interverranno tra gli altri il senatore Paolo Barelli, membro della Commissione Sport del Senato, il presidente del Coni Provinciale Riccardo Viola e, come detto, il Ministro della Gioventù Giorgia Meloni, che parteciperà anche alla premiazione degli atleti e delle società civitavecchiesi che si sono distinti per meriti sportivi nell’anno 2009, portando il proprio nome e quello della città di Civitavecchia ai più alti livelli nazionali e internazionali.


I saluti di Giorgia Meloni al XIII congresso nazionale dell’Arcigay

19 febbraio 2010 ore 12:24 pm | In Non categorizzate | Nessun commento

Gentile Presidente,
La ringrazio dell’invito al XIII congresso nazionale Arcigay inprogramma a Perugia il 12 febbraio. Purtroppo per impegni assunti non potrò essere presente. Sono sicura che i vostri lavori sapranno apportare un significativo contributo di riflessione e di proposta alla discussione su un tema rilevante per il futuro della convivenza civile, nel segno del consolidamento delle condizioni necessarie per il pieno svolgimento della vita della persona omosessuale. Purtroppo negli ultimi tempi abbiamo assistito a atti di violenza nei confronti dellacomunità omosessuale: condivido con Voi l’esigenza di trovare una soluzione a questo problema mettendo al centro la dignità della persona umana. L’aggressione da il segno di quanto sia diventato enorme il vuoto di prospettive che, a volte, avvolge le giovani generazioni. Occorre un forte impegno delle istituzioni per arginare questo baratro esistenziale riempito solo di intolleranza e rifiuto a capire le diversità. A tale riguardo, però, trovo che il termine “omofobia” venga talvolta utilizzato con troppa facilità e persino strumentalmente. Se tutto diventa omofobia poi si rischia che quella vera venga sottovalutata. Bisogna distinguere le vere discriminazioni per combatterle: io stessa sono stata accusata di omofobia per un’opinione, perchè sono contraria all’adozione per le coppie gay, ho delle convinzioni note a tutti riguardo il concetto di famiglia naturale ma non per questo uso una qualsivoglia forma di violenza contro i ragazzi e le ragazze omosessuali o nego diritti che garantiscono la dignità umana. Si possono avere idee diverse ma bisogna sempre comprendere le ragioni degli altri. Sono perfettamente consapevole che la realtà omosessuale è distante da quella patinata di Will & Grace, che la vita quotidiana è un’altra cosa. La discriminazione e la violenza verso tante persone giovani non riguardano solo gli omosessuali ma chiunque sia in qualche modo diverso da una presunta normalità. Come sempre, in ogni tipo di relazione umana, l’unica garanzia di civiltà è il rispetto reciproco. E questo è dovuto a tutti, senza alcuna distinzione.
La saluto cordialmente, facendo giungere a tutti i presenti ai lavori congressuali il mio caloroso augurio per il loro miglior esito.

on. Giorgia Meloni – Ministro della Gioventù


Omaggio alla GARBATELLA che compie 90 anni

19 febbraio 2010 ore 12:19 pm | In Non categorizzate | Nessun commento

«Il quartiere che mi piace più di tutti». Così, nella prima scena dell’”autobiografico” Caro diario (1993), Nanni Moretti commenta nel corso del film la sua passeggiata in Vespa tra le viuzze verdi della Garbatella. Vero e proprio antesignano dell’esplosione di attenzione per questo popolare rione capitolino, la cui consacrazione è giunta, negli ultimi anni, dal piccolo schermo. Dalla Roma dei Cesari a quella dei Cesaroni, potremmo dire.
Sì, perché è soprattutto grazie alla celebre serie televisiva, in grado di renderne perfettamente la bellezza dei luoghi e il modo di essere, che la Garbatella è diventata una delle zone più à la page della capitale: concorrente in romanitudine con Testaccio e Trastevere e sempre più meta del cine-turismo d’assalto. Ne sanno qualcosa i residenti, costretti a improvvisarsi “ciceroni” per indicare ai visitatori di ogni età e provenienti da tutta Italia (con tanto di viaggi organizzati) dov’è la bottiglieria dei Cesaroni – il bar di piazza Giovanni da Triora per gli interni, il Roma club Garbatella di via Roberto De Nobili per gli esterni – e quant’altro “compone” le location della fiction. Il Colosseo è roba vecchia, da stranieri. I lucchetti di Ponte Milvio? Una moda superata. Orde di giovanissimi armati di videofonini si danno appuntamento direttamente in piazza Damiano Sauli, davanti al liceo che in realtà è la scuola elementare statale Cesare Battisti – dove anche Moretti girò diverse scene di Bianca (1983) – in cerca di un ciak, confidando di imbattersi in qualche protagonista, magari proprio nei giovani e belli Alessandra Mastronardi e Matteo Branciamone. Parliamo di Eva e Marco, la cui complessa storia d’amore è sicuramente la materia più discussa nelle scuole italiane. La presenza delle troupe e dei fan sarà pure invasiva per chi abita nel quartiere ma, alla fine dei conti, c’è da considerare come – potenza della tv! – il valore commerciale delle abitazioni sia aumentato esponenzialmente. Da qualche giorno a questa parte, poi, si respira un’eccitazione particolare. Sono tante le iniziative (mostre, convegni, incontri) messe in cantiere per un traguardo di tutto rispetto: i novant’anni di vita! Non sentiti. Ma che ricorrono proprio oggi. Certo, qualche “ritocco” aiuterebbe, gli acciacchi iniziano a farsi sentire, ma la Garbatella gode tutto sommato di ottima salute e, soprattutto, non ha perso la voglia di festeggiare. Non solo in occasione di questo compleanno, dalla cifra così tonda, ma anche lo scorso anno e quello precedente e prima ancora. Non soltanto nelle ricorrenze, a dire il vero, perché questo antico quartiere ancora pulsa di autentica vita comunitaria. Se si deve al Re Vittorio Emanuele II la posa della prima pietra – il 18 febbraio del 1920 – fu però Benito Mussolini, arrivato a guidare il suo primo governo, a portare a compimento il progetto di realizzazione di un’isola felice sulla collinetta sovrastante la Basilica di San Paolo. C’erano il porto fluviale, lo stabilimento di macelleria, il mattatoio di Testaccio e i mercati generali sulla via Ostiense: migliaia di famiglie operaie alle quali offrire una vita a misura d’uomo. Nacque così uno dei capolavori dell’urbanistica dell’epoca: case indipendenti, ognuna con l’orto, stenditoi all’aperto per asciugare il bucato, strade silenziose e verde in abbondanza. Tanto che in certi condomini le palme fanno ancora adesso pensare a Miami. Niente a che vedere con la vicina baraccopoli di “Shangai” – l’attuale Tor Marancia, raccontata da Pier Paolo Pasolini nei suoi romanzi – e i quartieri dormitorio che nasceranno nei decenni successivi a pochi chilometri di distanza. La Garbatella si caratterizzò sin dall’inizio come un vero e proprio laboratorio sociale: l’albergo Rosso, in piazza Biffi, rappresentò di fatto un esperimento di “comune”, con centinaia di persone chiamate a dividersi il refettorio, i servizi e l’asilo per i bambini. Una fama che evidentemente non sfuggì a Gandhi, al punto che, durante il suo viaggio in Italia del 1931, volle visitare personalmente la zona rimanendone, dicono le testimonianze, davvero incantato.
È possibile adesso rivedere il Mahatma a passeggio per il rione attraverso i fotogrammi dell’Archivio Luce montati nel dvd La città garbata, diretto da Mauro Conciatori, che racconta novanta anni di storia in settantacinque minuti (€ 14,90). L’autografo di Gandhi, la fotografia originale della fondazione e altri documenti rari quanto preziosi, corredano anche il libro di Gianni Rivolta, Garbatella tra storia e leggenda (Iacobelli editore, € 18), che sarà presentato domani, 19 febbraio, alle ore 17 presso il Teatro Palladium alla presenza del regista Carlo Lizzani, curatore della prefazione. E tra storia e leggenda si muove l’esistenza dell’ostessa “garbata e bella” che dà il nome al quartiere e sarebbe raffigurata nel bassorilievo in piazza Geremia Bonomelli. Che si tratti di una persona davvero esistita è la tesi sostenuta, tra gli altri, dal pasticciere Enzo Gori, “storico per diletto”, che proprio pochi giorni fa ha presentato una nuova prova, a suo parere inoppugnabile: un dipinto a olio, firmato da E. Ferretti e risalente alla fine dell’Ottocento, nel quale si certificherebbe l’esistenza dell’Osteria di Maria, tanto amata dai suoi concittadini da voler identificare quei luoghi con il suo nome. Malgrado il sovrano avrebbe preferito chiamare la borgata “Giardino Concordia” mentre il fascismo “Remuria”, alla fine, infatti, prevalse la diretta volontà popolare. Da allora ne è passata di acqua sotto i ponti, ma la Garbatella a oggi rimane uno dei quartieri popolari più vivibili di Roma, ricco com’è di giardini, pensato per i bambini e alle prese, come ovunque, con la drastica riduzione delle nascite. C’è persino chi è pronto a giurare che ancora oggi, in agosto, non si dorma per le cicale e che d’inverno gli alberi si carichino di limoni e mandarini grandi come cocomeri. È quanto sostiene, ad esempio, Massimo Mongai. Scrittore nato e cresciuto proprio lì, vincitore tra l’altro di un Premio Urania per la fantascienza, ha ambientato i suoi originalissimi gialli proprio nel quartiere, facendo delle inchieste di Ras Tafari Diredawa – il barbone etiope alcolizzato che si ritrova, suo malgrado, ad aiutare gli inquirenti nelle indagini di casi di omicidio – una guida fantastica.
Non sono certo una novità, del resto, le incursioni della Garbatella nell’immaginario letterario e cinematografico del nostro paese. Uno dei figli del quartiere è l’attore Maurizio Arena, nom de plume di Maurizio Di Lorenzo, icona del romano popolare, genuino e generoso, sanguigno ma fondamentalmente indolente. Nato nel 1933, a soli ventiquattro anni interpretò Romolo, con il collega coetaneo Renato Salvatori nei panni di Salvatore, in Poveri ma belli, commedia del 1957 che insieme alle successive pellicole Belle ma povere e Poveri milionari costituirà la trilogia con cui il regista Dino Risi offrirà il ritratto di un’intera generazione e lancerà quella commedia romana di cui I Cesaroni stessi sono, in qualche misura, eredi. Ad Arena, scomparso prematuramente nel 1979, nel 2008 è stato intitolato il parco di piazza Benedetto Brin e in via della Garbatella 24, dove è nato, è stata deposta una targa in sua memoria. Più che vegeta, invece, è la sorella Rossana Di Lorenzo, attrice anche lei. Dopo il debutto con Alberto Sordi (che un periodo visse proprio qui e ha un murale a lui dedicato) nell’episodio La camera del film Le coppie – in cui interpretava una moglie popolana – è diventata una delle migliori caratteriste del nostro cinema. Rimasta sempre fortemente legata al quartiere dove continua a vivere, Rossana presta volentieri il suo volto alla Sora Garbatella delle iniziative del Municipio XI. Altri figli illustri di questo quartiere saliti al palcoscenico sono Enrico Montesano e Luigi Proietti, sino al più giovane ma già affermatissimo Valerio Mastrandrea, attori che non hanno mai rinnegato la loro appartenenza di quartiere, facendone al contrario un valore aggiunto nella loro cifra professionale.
Non solo cinema, c’è chi sostiene che l’indimenticato Agostino di Bartolomei, capitano e bandiera della Roma, tirò i suoi primi calci proprio nel campo dell’oratorio filippino della Garbatella. Centrocampista forte sia fisicamente che tecnicamente, Ago, come lo chiamavano i tifosi, lasciò la capitale suo malgrado nel 1984 per approdare al Milan e poi alla Salernitana. Si tolse purtroppo la vita il 30 maggio del 1994, dieci anni dopo la finale maledetta con il Liverpool, sparandosi un colpo di pistola al cuore nella sua casa di San Marco di Castellabbate nel Cilento. Il giorno del suo funerale, uno striscione della “sua” Curva Sud recitava: «Niente parole, solo un posto in fondo al cuore. Ciao Ago». E ancora oggi sono in tanti, alla Garbatella, a ricordare quel campioncino timido quanto determinato che arrivava dal Tuscolano col pallone tra le mani. C’è poi la politica. La Garbatella è tradizionalmente un quartiere a maggioranza di sinistra ma – salvo episodi isolati – tollerante e aperto, troppo pacioso per prendersela davvero e attardarsi in questioni ideologiche. Durante lo spoglio delle ultime politiche, una troupe di La 7 andò a intervistare i frequentatori del club che “ospita” la Bottiglieria dei Cesaroni.
Di fronte a domande di una banalità sconcertante – del tipo: «È in vantaggio Berlusconi, non siete preoccupati?» – le risposte apparivano assai pacate, quasi divertite. Visibile la delusione della giornalista, alla ricerca di chissà quali dichiarazioni di guerra. Meno serene, forse, sarebbero state se a vincere, magari lo scudetto, fosse stata la Lazio, perché più che di sinistra la Garbatella è irriducibilmente romanista. Semmai, molto più che la vittoria di Berlusconi, sono dispiaciute le parole polemiche all’epoca rivolte dal Cavaliere a Totti, le cui gigantografie, insieme a quelle di Agostino Di Bartolomei, campeggiano nel locale. In quel caso sì, le facce si sono stranite. La politica, poi, qui ce l’hanno in casa, e non la prendono troppo sul serio. Perché a pochi passi c’è il Palazzo di Fantozzi – come chiamano l’edificio che ospita la Regione Lazio e che è stato il set di alcuni dei Fantozzi di Paolo Villaggio – ma soprattutto a rappresentare il quartiere, addirittura al governo, c’è un ministro che della propria estrazione territoriale ha fatto un punto d’orgoglio: la titolare della Gioventù, Giorgia Meloni. E anche se i più continuano a votare a sinistra, della “loro” ministra sarebbero orgogliosi. Non solo Cesaroni, insomma.

Dal Secolo d’Italia di giovedì 18 febbraio 2010


Fossano: il ministero patrocina Mirabilia

17 febbraio 2010 ore 1:06 pm | In Non categorizzate | Nessun commento

Il Festival Internazionale di teatro urbano Mirabilia ha ricevuto dall’onorevole Giorgia Meloni l’alto patrocinio del ministero delle Politiche giovanili. Un importante riconoscimento per la manifestazione fossanese, unica nel suo genere in Italia. Nato solo tre anni fa, il Festival Mirabilia è diventato un punto di riferimento a livello europeo per la creazione, produzione e diffusione dello spettacolo dal vivo e il supporto alle giovani compagnie. La fama e il rilievo del Festival Mirabilia superano non solo i confini provinciali, ma anche quelli nazionali con una positiva ricaduta sul territorio anche dal punto di vista del turismo. A breve sarà reso noto il programma dell’edizione del 2010, che si preannuncia ancora più ricca delle precedenti: teatro di figura urbano, danza contemporanea, nouveau cirque, teatro comico e clownerie. Mirabilia si svolgerà a Fossano (Cn) i prossimi 10 – 11 – 12 – 13 giugno con “Mirabilia Fossano “ e “Mirabilia inGranda” (anteprime nel territorio a partire da fine maggio).

LA STORIA.
Dopo il successo della prima edizione, Mirabilia è diventato un appuntamento fisso nel calendario degli eventi piemontesi. Nel 2008 il Festival ha innalzato il livello artistico delle proposte, individuando nella produzione di spettacoli di teatro di strada un fattore di qualità e occasione di qualificazione. Nel 2009 la Kermesse ha ampliato la politica della produzione attraverso la realizzazione di due coproduzioni (Fossano è divenuta “centro di residenza e creazione artistica” avendo messo a disposizione delle due compagnie un’idonea struttura per le prove), ha esplorato il linguaggio della danza contemporanea, del nuovo circo negli chapiteaux, delle arti visive e delle tecnologie informatiche nello spettacolo dal vivo.
Una rete di collaborazioni nazionali ed internazionali è stata creata estendendo la partecipazione ad operatori europei del settore per favorire la promozione delle compagnie e ampliare il circuito di produzione e diffusione di nuovi spettacoli.
Nel 2010 Mirabilia presenterà, unica in Italia, un’ampia programmazione di produzioni di giovani artisti italiani realizzate nei due centri di creazione del Festival, oltre a una serie di anteprime in luoghi d’eccellenza del patrimonio artistico cuneese e alla vetrina internazionale delle migliori compagnie da tutta Europa. Saranno anche ampliate le visite guidate dei beni artistici fossanesi.


Foibe, l’appello di Napolitano: «No all’oblio in Slovenia e Croazia»

11 febbraio 2010 ore 2:59 pm | In Non categorizzate | Nessun commento

ROMA (10 febbraio) – Cerimonia al Quirinale per commemorare le vittime delle foibe. Nel “Giorno del ricordo” il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha rinnovato «l’impegno comune contro l’oblio e anche contro forme di rimozione diplomatica che hanno pesato nel passato e che hanno causato tante sofferenze».

«No all’oblio in Slovenia e Croazia». Per il Capo dello stato, il paese ha la necessità di «coltivare tutte le memorie. E’ pressante l’esigenza che un capitolo così originale e specifico della cultura e della storia non solo italiana ma europea sia non semplicemente riconosciuto, ma acquisito come patrimonio comune nelle nuove Slovenia e Croazia, che con l’Italia si incontrano oggi in una Unione Europea portatrice di rispetto delle diversità e di spirito della convivenza fra etnie, culture e lingue già fecondamente convissute nel passato».
[...]
Il ministro della Gioventù Giorgia Meloni punta il dito contro i dirigenti scolastici della scuola elementare Iqbal Masih e del liceo socio-psico-pedagogico Vittorio Gassman che hanno deciso di non commemorare il “Giorno del ricordo”. «E’ oscurantismo ideologico. Nascondere agli studenti la tragedia nazionale delle foibe, equivale a negarla. Ancor più grave dell’indifferenza è l’atteggiamento tenuto dall’istituto Gassman, dove all’assordante silenzio si è aggiunto un vero e proprio atto di censura nei confronti di un’iniziativa di commemorazione promossa dagli stessi studenti. Oggi siamo tutti chiamati a ricordare. La scuola non può barattare il suo dovere educativo in nome di una malcelata militanza politica». [...]

da Http://ilmessaggero.it


Foibe/ Meloni: Inadeguati insegnanti che rifiutano celebrazioni

11 febbraio 2010 ore 2:50 pm | In Non categorizzate | Nessun commento

Roma, 10 feb. (Apcom) – “Sono inadeguati quei dirigenti scolastici che si rifiutano di celebrare la giornata del ricordo o che addirittura bloccano iniziative organizzate dagli studenti”. Lo ha affermato il ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, a margine della celebrazione della giornata del ricordo dei martiri delle foibe istriane e dell’esodo delle popolazioni giuliano-dalmate al Campidoglio.

“Di fronte a una legge nazionale che esiste ed è stata votata dal parlamento quei dirigenti scolastici che si rifiutano di celebrare la giornata del ricordo o che addirittura bloccano iniziative organizzate dagli studenti sono francamente inadeguati”, ha detto Meloni sottolineando che si rivolgerà “anche al ministro (della Pubblica Istruzione) Gelmini per capire che cosa si possa fare per chiedere a chi ha delle responsabilità di insegnamento in una scuola pubblica italiana di rispettare le leggi della Repubblica italiana”. Altrimenti ha continuato Meloni “è difficile che si possa insegnare a chi va in quelle scuole a rispettare le leggi”.

da http://notizie.virgilio.it/


ANNI DI PIOMBO: MELONI E ALEMANNO RICORDANO PAOLO DI NELLA

10 febbraio 2010 ore 2:14 pm | In Non categorizzate | Nessun commento

(AGI) – Roma, 9 feb. – Il Ministro della Gioventu’, Giorgia Meloni, e il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, stamani nel parco di Villa Chigi, hanno deposto due corone d’alloro ai piedi della targa che ricorda Paolo Di Nella, il giovane militante del Fronte della Gioventu’, morto a seguito di un aggressione di cui fu vittima nella notte tra il 2 e il 3 febbraio 1983. “Il rischio della violenza politica non e’ mai completamente superato – ha sottolineato Meloni – e bisogna quindi vigilare perche’ considerare l’avversario come un nemico e’ un leit-motiv purtroppo ancora presente nel nostro dibattito politico”. Il ministro ha poi fatto un richiamo “al dovere di distinguere gli uomini e le donne che hanno dimostrato responsabilita’: penso a Walter Veltroni, che fu il primo ad inaugurare questa targa, e a Fausto Bertinotti, che contro l’opinione del suo partito venne a parlare ai giovani di An”.
Il ricordo di Alemanno e’ piu’ personale di conosceva bene Paolo Di Nella: “eravamo amici strettissimi e avevamo fatto tanta militanza insieme. Quella notte fu drammatica: ci chiamarono e ci dissero che c’era stata un’aggressione. Poi furono i giorni dell’attesa e della commozione”. Il sindaco ha poi evidenziato che “a distanza di 27 anni i colpevoli non si sono ancora trovati”.(AGI)

http://www.agi.it


Aborto, Meloni: “Garantiamo il diritto alla maternità”

9 febbraio 2010 ore 9:54 pm | In Non categorizzate | Nessun commento

Il ministro della Gioventù, intervistata da SKY TG24, ha affrontato il tema spinoso delle interruzioni di gravidanza: “Diamo la possibilità a chi è in difficoltà di mettere al mondo un bambino”. Sul caso Morgan: “Approccio leggero a un tema pesante”

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“Dobbiamo continuare a lavorare perché in Italia la maternità non diventi una forma di discriminazione”. Così, intervistata da Sky tg24, il ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, affrontando il tema dell’aborto. “In Italia viene garantito in tutte le sue forme il diritto di abortire e purtroppo non viene garantito il diritto a mettere al mondo un bambino. E’ importante dimostrare che la maternità non è affatto un ostacolo. Invece continuiamo, anche nelle forme più evolute di femminismo, a ritenere che la maternità e la possibilità di affermarsi nel mondo del lavoro debbano essere due cose in contrapposizione tanto che quando si parla del quoziente familiare qualcuno dice che è un meccanismo che non va inserito perché penalizza il lavoro femminile”.

Secondo Giorgia Meloni, di fronte a ragazze molto giovani che scelgono di portare a termine una gravidanza, “bisognerebbe aiutarle a terminare gli studi, a inserirsi nel mondo del lavoro. A questo proposito – ha aggiunto – sto lavorando anche con il ministro Carfagna, per fare in modo che si possa sempre scegliere la vita”. Ricordando, infine, che “da 30 anni in qua è stato abortito ogni anno il 20% delle gravidanze”, il ministro ha concluso affermando che “se si può trovare un’alternativa a tante donne che non vogliono abortire ma che si trovano di fronte a zero vie alternative si farebbe una cosa molto importante”.

Quanto alla vicenda Morgan, dalla quale è partita l’intervista di Maria Latella, il ministro ha ribadito che da parte del cantante c’è stato “un approccio leggero a un tema pesante”, e che successivamente l’artista “ha reagito in maniera appropriata facendo i conti con la propria responsabilità”. Il fatto più grave – ha ribadito ancora Giorgia Meloni – è stato che le sue dichiarazioni erano ” un’apologia dell’utilizzo della droga”. Ora, comunque – ha concluso – Morgan ha la possibilità, iniziando un percorso di recupero, di accompagnare tanti ragazzi che stanno facendo la stessa scelta”.

Il Ministro dei giovani ha concluso: “Sulla droga sono stati dati messaggi devastanti”. Abbiamo per lungo tempo chiuso uno o due occhi rispetto al mondo dello spettacolo, dei media, della politica, rispetto a un approccio che sulla droga ha fatto tanta confusione, dicendo che c’erano droghe che facevano bene e altre che facevano male, assicurando che alcune droghe possono essere utilizzate in farmacologia e che quindi paradossalmente se tu ti fumi uno spinello ti passa il raffreddore, affermando che c’erano sì le droghe dei reietti della società (eroina) ma che c’e’ anche la droga di quelli che nella vita hanno vinto (cocaina). Insomma – ha proseguito – abbiamo dato una serie di messaggi devastanti e penso che rispetto a questo chiedere un’alleanza trasversale tra tutti quelli che hanno una responsabilità nella società sia l’elemento di innovazione”.

Clicca qui per il video delle dichiarazioni su Morgan


Il ministro Meloni: “Basta con gli aborti facili”

8 febbraio 2010 ore 3:08 pm | In Non categorizzate | 3 Commenti

Roma – Invertire la tendenza che vede «le donne in età fertile discriminate» nel mondo del lavoro, dove «a parità di condizioni, ancora oggi si preferisce assumere un uomo». Intervenire con forza sul piano legislativo, attraverso «seri incentivi alla maternità», in modo da «ribaltare l’approccio ideologico sbagliato» con cui l’Italia affronta da anni la questione. Perché alla fine dei conti, «la vita ha sempre la priorità assoluta». Giorgia Meloni rovescia lo schema di una società che «considera i figli come beni di lusso». E prendendo spunto dalla lettera-appello pubblicata ieri dal Giornale (Marco, 37 anni, chiede aiuto per convincere la compagna a non abortire), la titolare alla Gioventù traccia le linee guida per una «profonda rivoluzione culturale».

Ministro, continua a pensare che «il diritto di abortire è garantito di più, rispetto a quello di mettere al mondo un bambino»?
«Assolutamente sì. Viviamo in una realtà in cui sono state investite molte più energie e risorse allo scopo di aiutare adimpedire la vita, piuttosto che a favorirla. Una battaglia ideologica sbagliata e che persevera, come testimoniano anche le statistiche».

Eppure si legge che in Italia le interruzioni di gravidanza diminuiscono.
«Non è vero, perché si prendono in considerazione i dati in valore assoluto. Basta invece considerare la tendenza reale, il rapporto tra nascite e aborti, per capire come nel secondo caso, da trent’anni, il dato è sempre stabile al 20%. È il risultato di un approccio complessivo da rivedere».

A cosa si riferisce?
«Tanto per cominciare, dobbiamo porre fine alle discriminazioni sul lavoro e intervenire sul versante legislativo, introducendo incentivi alla maternità e il quoziente familiare. Un provvedimento su cui il governo ha posto una priorità da rivendicare quanto prima, compatibilmente con i conti pubblici. È fondamentale favorire le famiglie numerose e l’esempio della Francia lo testimonia».

Si spieghi.
«L’azione combinata quoziente-incentivi ha portato a un incremento anagrafico, in controtendenza con il resto d’Europa, elevando al contempo il livello di occupazione femminile. Pure noi dobbiamo combattere lo schema che vede contrapposte la maternità e la professione. E se non affrontiamo con serietà la questione demografica, il nostro sistema del welfare è destinato a crollare».

Si torna al nodo natalità.
«Non si scappa. Affinché una nazione cresca, la media di figli per ogni donna dovrebbe essere di 2,1, ma in Italia è di 1,3. Non a caso, le proiezioni Istat delineano per il 2050 una popolazione composta per il 35% da over 65 anni».

Fin qui i numeri. Ma con quali azioni concrete pensate di invertire la rotta?
«Insieme ai ministri Carfagna, Gelmini e Sacconi, stiamo lavorando ad una serie di strumenti da offrire presto anche alle giovani donne, in modo da garantire loro, in caso di maternità, il sostegno necessario per completare gli studi e iniziare a lavorare. L’obiettivo è chiaro: tutelare sempre la vita, a prescindere».

Finora non è avvenuto?
«Siamo purtroppo figli di una cultura che, per difendere l’aborto, trattato a volte come semplice metodo anticoncezionale, non ha parlato di tutto ciò che fa rima con prevenzione e non ha considerato l’interruzione come extrema ratio. Da quando è in vigore la legge 194, vi sono stati 4 milioni di aborti. E penso che tante donne avrebbero magari puntato su scelte diverse».

Un esempio?
«Far adottare il proprio figlio».

Come valuta l’appello dell’uomo che non vuole rinunciare a diventare padre?
«La questione è complessa e si rischia di scivolare nella demagogia. Detto questo, è necessario valutare caso per caso, anche se in generale la normativa, che favorisce i diritti del bambino, ha fatto pure passi in avanti verso il padre, attraverso lo strumento dell’affidamento congiunto. Credo sia difficile legiferare in materia , anche se, quantomeno a livello culturale, reputo che gli uomini possano e debbano essere più coinvolti e responsabilizzati. Lo dico nonostante io non veda mio padre da quando avevo dieci anni…».

Quindi Marco, l’autore della lettera pubblicata ieri, dovrebbe insistere?
«Ripeto, la vita è sempre prioritaria. E dinanzi alla manifesta volontà di un padre nel voler accudire il proprio figlio, una donna intenzionata ad abortire potrebbe magari scegliere di portare avanti la gravidanza e affidare poi il nascituro all’altro genitore».

Situazione diversa, quella di Carmelinda, venticinquenne siciliana, che aggira l’imposizione familiare di abortire e partorisce con uno stratagemma.
«Già, una storia emblematica da cui prendere esempio, che ribalta le leggende negative sui giovani d’oggi. È una vicenda che racconta di coraggio e ribellione, da non confondersi con fuga dalle responsabilità, anzi…».

di Vincenzo La Manna da http://www.ilgiornale.it


Giorgia Meloni: meritocrazia e opportunità – Proposta l’istituzione in città di una “Scuola per il management e la creatività del Mediterraneo”

29 gennaio 2010 ore 12:57 pm | In Non categorizzate | Nessun commento

Fabio Melia
Un ministro in città. Una scena poco usuale, a dire il vero. Ancor di più se si pensa che il ministro in questione – Giorgia Meloni – ha compiuto 33 anni da due settimane esatte. La responsabile del dicastero della Gioventù arriva a corso Mazzini intorno alle 15. La mattinata l’ha trascorsa a Reggio, per l’importante riunione di governo che s’è tenuta in riva allo Stretto. Sulle sponde del Crati, invece, l’attende l’incontro “Generazione creativa” con Fausto Orsomarso e altri dirigenti locali del Pdl, come Giacomo Mancini, Vincenzo Adamo (capogruppo a Palazzo dei Bruzi), Sergio Strazzulli (capogruppo 3. circoscrizione) e Angelo Brutto (responsabile provinciale “Giovane Italia”). Orsomarso e la Meloni, del resto, hanno condiviso un percorso politico che affonda le sue radici nelle vecchie formazioni “under 30″ di Alleanza Nazionale. Dunque, quale occasione migliore per lanciare la candidatura al consiglio regionale di un amico? «In questa sfida delle Regionali – afferma la Meloni – tengo particolarmente alla Calabria e alla realtà cosentina, perché qui si sta materializzando una storia che noi abbiamo costruito e difeso. Il comprendere che si stanno mettendo dei mattoncini importanti ci aiuta rispetto alla stanchezza e alle privazioni che la politica comporta. Stiamo vincendo la sfida più bella che la politica possa regalare, che non è mai la sfida a sostegno di una bandiera ma la trasformazione di quella stessa bandiera in qualcosa che possa cambiare la vita delle persone». Il ministro della Gioventù, poi, reagisce agli stereotipi che etichettano i ragazzi del Sud come svogliati e disinteressati rispetto alla vita pubblica in genere: «È vero che, in Calabria, lo 0,9 per cento dei giovani impegnati in politica rappresenta una cifra molto bassa, ma non bassissima rispetto al passato. Bisogna però guardare anche ai ragazzi impegnati nel terzo settore e nel volontariato, capendo che ci troviamo di fronte ad una generazione coraggiosa. Oggi non c’è più il boom economico, ci sono molte meno opportunità e l’era della precarietà spingerebbe molti a dedicarsi solo a se stessi. Invece c’è chi ha ancora il coraggio di pensare anche agli altri». La Meloni, con il suo inconfondibile accento capitolino, batte il tasto sulla necessità di potenziare le pari opportunità, soprattutto in territori svantaggiati come il nostro. «Non bisogna costruire – sottolinea il ministro – uguaglianza in arrivo, come si è fatto nel passato, ma dal punto di partenza. E per fare questo bisogna abbattere le rendite di posizione. Ai giovani deve essere ben chiaro che non ci devono essere né scorciatoie né raccomandazioni». Il ministro ha anche evidenziato quanto sia importante la valorizzazione della cultura d’impresa, a fronte dei tanti ragazzi che sognano di aprire un’attività in proprio. Ma la condizione imprescindibile per realizzare tutto questo non può che essere il superamento delle disuguaglianze generate da un sistema che spinge oggi, come affermato da Fausto Orsomarso, oltre 65 mila giovani calabresi a lasciare la propria terra. Da questa consapevolezza nasce il progetto di aprire a Cosenza una “Scuola per il management e la creatività giovanile”. Un piccolo ma importante passo per cercare di fermare quell’emorragia di esperienze, capacità e intraprendenza che rende la Calabria e il Cosentino sempre più poveri.

da http://www.gazzettadelsud.it

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