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	<title>Giorgia Meloni Blog</title>
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	<description>Il sito semi-ufficiale. A cura dei ragazzi di AG Garbatella con il contributo di tanti amici</description>
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		<title>Un Caffè con Giorgia Meloni: &#8220;Sicilia &#8216;sgovernata&#8217; da Lombardo&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Apr 2012 08:30:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[23 aprile 2012 &#8211; L’ex ministro della Gioventù ha accettato cordialmente di farsi intervistare. E’ stata l’occasione per fare il punto sull’attualità politica nazionale che secondo l’esponente del Pdl “deve riappropriarsi dei propri spazi, assumendosi le proprie responsabilità”, su quella regionale con una Sicilia “che in questi anni è stata ‘sgovernata’ dal presidente Lombardo” e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>23 aprile 2012 &#8211;  L’ex ministro della Gioventù ha accettato cordialmente di farsi intervistare.  E’ stata l’occasione per fare il punto sull’attualità politica nazionale che secondo l’esponente del Pdl  “deve riappropriarsi dei propri spazi, assumendosi le proprie responsabilità”, su quella regionale con una Sicilia “che in questi anni è stata ‘sgovernata’ dal presidente Lombardo” e anche sulle elezioni di Palermo dove “Costa può essere la scelta giusta per una città che ha davvero tanto bisogno di essere guidata bene”.</p>
<p><strong>On. Meloni  la nostra nazione, pur soffrendo, sta davvero uscendo dalla  crisi?</strong></p>
<p>“Le basi per uscire dalla crisi le aveva già poste il governo Berlusconi con una serie di interventi mirati. L’augurio è che questo esecutivo possa proseguire in quella direzione, fermo restando la necessità che la parola torni presto ai cittadini ed alla politica”.</p>
<p><strong>La crisi ancora presente rischia di allargare ulteriormente il ‘gap’ Nord-Sud?</strong></p>
<p>“Il rischio effettivamente esiste ed è pure concreto, ma la crisi colpisce nord come a sud e lo fa con forza. Il gap comunque non l’ha creato la crisi e se dovesse aumentare probabilmente non sarà solo per colpa sua. Qualcosa negli anni è stata sbagliata, per malafede o incompetenza ma i fatti dicono questo. I problemi però esistono anche al nord, magari di diverso tipo, ma altrettanto preoccupanti. Da romana spesso mi sento attaccata ed offesa da quanto affermano i leghisti , però quello che sta accadendo in queste ultime settimane è la prova che loro non sono poi tanto migliori, anche li si possono fare errori di valutazione nella scelta degli uomini”.</p>
<p><strong>Immagina Monti premier anche dopo il 2013?</strong></p>
<p>“Io penso che la politica debba riappropriarsi dei propri spazi, assumendosi le proprie responsabilità dopo questa parentesi in cui s’è preferito fare una scelta che non condivido, come più volte ho avuto modo di dire. La gente ha il diritto di scegliere da chi farsi guidare e chi viene eletto ha il diritto per governare per cinque anni, bene o male che sia. Quanto fatto in ottobre è stato un grave atto di sottomissione della politica ad altri poteri che per varie ragioni in quel caso hanno prevalso. L’augurio è che la cosa possa non verificarsi ancora”.</p>
<p><strong>Quale il suo pensiero sulla questione del finanziamento pubblico ai partiti?</strong></p>
<p>“Io sono favorevole al finanziamento pubblico ai partiti, senz’alcun dubbio. Deve, però,  essere legato a regole certe e a criteri di trasparenza, perché i cittadini devono sapere come vengono utilizzati i loro soldi. Un’eventuale abrogazione del sistema dei rimborsi elettorali renderebbe inaccessibile la politica, trasformandola in un privilegio per “pochi ricchi”, contravvenendo così al principio di partecipazione attiva sul quale si fonda. In pratica non ci sarebbe più possibilità di fare politica a certi livelli, il privilegio verrebbe lasciato solo ai Berlusconi ed ai Montezemolo”.</p>
<p><strong>La credibilità nella politica e nei partiti sembra essere ad oggi ai minimi storici mentre ‘soffia’ sempre più forte il vento dell’antipolitica. Quali le soluzioni?</strong></p>
<p>“I partiti devono avere il coraggio di rifondare la politica. Il primo passo è cambiare la legge elettorale: se non si trova un accordo basta modificare quella attuale, introducendo le preferenze e cambiando il premio di maggioranza in Senato. Tutto questo si fa in un pomeriggio, se si vuol fare. Credo che nessuno, in nessun caso, possa pensare di ripresentarsi alle prossime elezioni con le liste bloccate, perché sarebbe la nostra fine. La colpa del difficile momento vissuto dai partiti politici è dei partiti stessi e della classe politica. Esiste un sentimento di antipolitica diffusa che mi spaventa e mette in discussione la politica e la democrazia. Quello che non dobbiamo fare, invece, è commettere l’errore di non distinguere tra classe politica e la politica, che è e resta la forma più bella di impegno civile”.</p>
<p><strong>Lei  è stata ministro della Gioventù. A fronte di numeri ‘impietosi’ sul tasso di disoccupazione giovanile, soprattutto al sud, come si fa ad essere ottimisti?</strong></p>
<p>“Bisogna credere nelle proprie capacità, nel talento che risiede in ciascuno di noi, che ci rende diversi e speciali. Come ho scritto nel mio libro, ‘Noi crediamo’, quella di oggi è una società bloccata. Bloccata da rendite di posizione, dalla mancanza di mobilità sociale, da vecchi schemi che non corrispondono più a una realtà profondamente mutata. E sono i giovani a pagare il prezzo più alto, costretti a vivere un presente di precarietà e a immaginare un futuro ancora più incerto. Una sfida difficile indubbiamente, ma che va raccolta e vinta. Non esistono alternative”.</p>
<p><strong>Veniamo in Sicilia. Tra breve si voterà a Palermo. Che significato assume questo voto amministrativo?</strong></p>
<p>“Un voto politico, anche se poi le amministrative sono sempre legate alle dinamiche del territorio in cui si svolgono. Nel caso specifico di Palermo siamo convinti che Costa possa essere la scelta giusta per una città che ha davvero tanto bisogno di essere guidata bene”.</p>
<p><strong>Proprio a Palermo il Pdl ‘corre’ insieme all’Udc. Caso isolato o ‘prove’ di futuri accordi nazionali?</strong></p>
<p>“Per il momento si tratta solo di casi isolati che si registrano nei vari territori, poi si vedrà. Ma la Sicilia merita un discorso speciale dato che in questi anni è stata ‘sgovernata’ dal presidente Lombardo che ha creato quest’asse con Pd e Fli che di fatto ha soffocato una regione intera creando immobilismo e impedendo una reale rinascita economica e sociale della Sicilia”.</p>
<p><strong>Al di là di quanto potrà avvenire, ritiene che vi sia un problema etico da affrontare nella vicenda giudiziaria che sta investendo il Governatore siciliano?</strong></p>
<p>“Io penso che non si possa essere garantisti a intermittenza ma una cosa è certa. Le intercettazioni rese note evidenziano un rapporto chiaro fra la parte politica che governa la regione e la malavita. Questo è un dato inaccettabile in tempi come questi in cui la politica ha bisogno di riguadagnarsi la fiducia della gente. Per ragioni politiche quindi, ancor più che per quelle sociali, io credo che Lombardo debba farsi da parte e permettere ai cittadini di scegliersi un nuovo governatore, un nuovo governo”.</p>
<p><strong>Sarebbe un bene andare al voto anticipato nell’Isola?</strong></p>
<p>“A questa domanda mi sembra di aver risposto, ma ribadisco che per il bene della Sicilia si deve andare al voto al più presto”.</p>
<p><strong>Grazie Onorevole, buona giornata.</strong></p>
<p>di Francesco Bianco  da http://catania.blogsicilia.it</p>
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		<title>L&#8217;inciucio va fermato, così svendiamo il PdL &#8211; Intervista di Libero a Giorgia Meloni</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Mar 2012 16:52:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Per disciplina di partito ho votato tutto. Nessuno, però, potrà chiedermi di votare contro la mia storia per riportare l&#8217;Italia indietro di vent&#8217;anni, alla Prima Repubblica&#8221;: Perché è questo che accadrebbe, attacca Giorgia Meloni, ex ministro della Gioventù, se l&#8217;accordo sulla riforma elettorale raggiunto tra il suo partito, il Pdl e gli altri partner della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Per disciplina di partito ho votato tutto. Nessuno, però, potrà chiedermi di votare contro la mia storia per riportare l&#8217;Italia indietro di vent&#8217;anni, alla Prima Repubblica&#8221;: Perché è questo che accadrebbe, attacca Giorgia Meloni, ex ministro della Gioventù, se l&#8217;accordo sulla riforma elettorale raggiunto tra il suo partito, il Pdl e gli altri partner della maggioranza (Pd e Udc) si trasformasse in legge. &#8220;Bene ha fatto il segretario, Angelino Alfano, a convocare l&#8217;ufficio di presidenza per martedì 3 aprile. le indiscrezioni sull&#8217;intesa raggiunta hanno creato solo confusione. Io per prima&#8221;; rompe gli indugi il deputato proveniente da An, &#8220;se dovessi attenermi a quanto letto sui giornali, non sarei d&#8217;accordo su molte cose&#8221;.<br />
<strong>Iniziamo allora. Cos&#8217;è che non la convince dell&#8217;accordo?</strong><br />
&#8220;Soprattutto l&#8217;assenza del vincolo di coalizione, che ci riporta indietro di vent&#8217;anni. Il bipolarismo è stata una conquista straordinaria, una conquista figlia anche della nostra storia di centrodestra. Il diritto di conoscere, al momento del voto, chi potrà governare in caso di vittoria non può essere revocato.&#8221;<br />
<strong>Non mi dirà mica che è solo una questione di principio&#8230;</strong><br />
&#8220;Certo che no, c&#8217;è anche un problema di governabilità. Se queste anticipazioni fossero confermate, ci troveremmo di fronte a un paradosso&#8221;.<br />
<strong>Quale?</strong><br />
&#8220;Quello di concedere ai cittadini il potere di scegliere il premier, senza concedere una maggioranza al premier. Premier che, dal giorno successivo alle elezioni, sarebbe costretto a cercarsi i numeri in Parlamento. Con il cappello in mano&#8221;.<br />
<strong>Quali le sue perplessità?</strong><br />
&#8220;Come sarebbe garantita la governabilità, se le coalizioni si formassero solo in un secondo momento, senza neanche essere vincolate da un programma elettorale condiviso?&#8221;<br />
<strong>I sostenitori della riforma sostengono che in questo modo si supererebbe il &#8220;bipolarismo muscolare&#8221;, in favore di coalizioni più omogenee.</strong><br />
&#8220;Nessuno nega che il sistema attuale, come dimostra quanto accaduto dal 1994 ad oggi, sia incompiuto. Ma ci siamo dimenticati di quello che accadeva nella Prima repubblica? Dei 51 governi in 48 anni? Un sistema instabile in cui il popolo non aveva alcuna voce in capitolo, visto che tutto si decideva nei Palazzi. Io indietro non ci voglio tornare&#8221;.<br />
<strong>E&#8217; contraria pure alla restituzione ai cittadini del diritto di scegliere i deputai con i collegi?</strong><br />
&#8220;Dire che i collegi restituiscono la libertà di scelta agli elettori è una forzatura. E&#8217; sempre il partito, infatti, a decidere a monte chi è eletto e chi no. E poi mettiamoci nei panni dei nostri elettori&#8230;&#8221;.<br />
<strong>Fatto: che succede?</strong><br />
&#8220;Se in un determinato collegio c&#8217;è un solo candidato, e quel candidato non gli piace, che alternativa ha? Votare il candidato del Pd? Non scherziamo. L&#8217;unica scelta che gli resta è quella di non votare&#8221;.<br />
<strong>Meglio le preferenze, allora?</strong><br />
&#8220;Assolutamente sì. Quale migliore capacità di scelta che scrivere il nome del parlamentare sulla scheda? E&#8217; ora di sfatare il mito propagandato dai detrattori della preferenza&#8221;.<br />
<strong>Quale mito?</strong><br />
&#8220;Quello secondo cui la preferenza sarebbe portatrice delle peggiori nefandezze, su tutte il clientelismo. La preferenza è il male assoluto? Bene, allora eliminiamola anche per le elezioni comunali, regionali ed europee. non si capisce perché la corruttibilità rappresenti un rischio per i candidati a discutere, che so , di riforme costituzionali e non per chi concorre per occuparsi, nelle realtà locali, di bandi e lavori pubblici&#8221;.<br />
<strong>Nell&#8217;intesa c&#8217;è anche spazio per l&#8217;abbassamento dell&#8217;età per essere eletti in Parlamento. Da ex ministro della Gioventù dovrebbe approvare.</strong><br />
&#8220;Passi per i 21 anni necessari per diventare deputato, ma 35 per diventare senatore sono troppi. Da ministro sono stata promotrice di una legge costituzionale  per introdurre la corrispondenza tra elettorato attivo e passivo. Quando un elettore vota, deve essere anche eleggibile. Invece, da quello che leggo, ancora non sarebbe così. Posso sapere per quale motivo, peraltro senza il bicameralismo perfetto, un cittadino non può occuparsi, al Senato delle regioni, delle materie concorrenti prima di aver compiuto 35 anni? L&#8217;età per essere eletti a Palazzo Madama va abbassata&#8221;.<br />
<strong>Quali che siano le obiezioni, vi conviene fare in fretta: secondo il premier, Mario Monti, i partiti non hanno consenso, mentre lui ce l&#8217;ha&#8230;</strong><br />
&#8220;Il presidente del Consiglio si ricordi che l&#8217;unico consenso certificato che lui può vantare è quello che gli hanno espresso i partiti&#8221;.<br />
<strong>Non è che i mugugni di molti di voi ex An sono figli della tensione con i vostri colleghi ex forzisti, tornati a gonfiare il petto? Ieri Giancarlo Galan ha consigliato a Silvio Berlusconi di tornare a Forza Italia.</strong><br />
&#8220;Noi che proveniamo da Alleanza Nazionale siamo quelli che hanno rischiato di più dando vita al Pdl. Abbiamo messo in gioco la nostra storia per una nuova esperienza. Esperienza nella quale continuiamo a credere. Se qualcuno ritiene che il progetto del Pdl non sia più valido, faccia le proprie scelte. Ma non chieda a noi di fare passi indietro&#8221;.</p>
<p>Da  http://www.edicola.liberoquotidiano.it/</p>
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		<title>NOI CREDIAMO, l&#8217;Italia verde speranza di Giorgia Meloni</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Mar 2012 10:57:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Leonardo Varasano Secondo l’ultimo rapporto del Censis, l’Italia è un Paese alla ricerca di una nuova identità, un Paese dal profilo incerto e carico di contraddizioni. Malgrado la comunione d’intenti – positiva e a tratti orgogliosa, più volte sollecitata dal Presidente della Repubblica Napolitano – dimostrata in occasione delle celebrazioni per il 150esimo anniversario [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Leonardo Varasano<br />
Secondo l’ultimo rapporto del Censis, l’Italia è un Paese alla ricerca di una nuova identità, un Paese dal profilo incerto e carico di contraddizioni. Malgrado la comunione d’intenti – positiva e a tratti orgogliosa, più volte sollecitata dal Presidente della Repubblica Napolitano – dimostrata in occasione delle celebrazioni per il 150esimo anniversario dell’Unità nazionale, siamo infatti tutt’altro che un unicum indifferenziato. Il paradigma delle “due Italie”, delle diverse anime che coesistono sotto la stessa bandiera, persiste e si replica in molte varianti. Non c’è più solo la tradizionale distinzione tra Nord e Sud. C’è un’Italia provinciale che guarda a Parigi e a Berlino con ossequiosa ammirazione e spirito servile, e un’Italia volitiva, conscia e fiera dei propri mezzi. C’è un’Italia esterofila, convinta che tutto ciò che avviene altrove sia migliore – come già sosteneva Francesco De Sanctis nei suoi “Saggi critici” (1869), con specifico riferimento all’organizzazione di conferenze culturali -, e un’Italia orgogliosa delle proprie bellezze e della propria storia. C’è un’Italia autolesionista, che si compiace se lo “Spiegel” ci definisce “parassiti”, e un’Italia puntuale e laboriosa. C’è un’Italia ipocritamente votata ad impraticabili modelli di perfezione, e un’Italia concreta ed ancorata alla realtà. C’è un’Italia querula, propensa alle manifestazioni di piazza e alle proteste di ogni tipo, e un’Italia silenziosa e fattiva. C’è un’Italia corrotta e un’Italia del merito, del coraggio e delle opportunità. C’è un’Italia che crede sia rivoluzionario distruggere, e un’Italia che crede sia rivoluzionario costruire. C’è l’Italia fellona ed irresponsabile del comandante Schettino, e quella impavida e coscienziosa di Salvo D’Acquisto e Paolo Borsellino. C’è un’Italia grigia, perennemente in grisaglia, e un’Italia verde-speranza.</p>
<p>La seconda Italia – fiduciosa e sognatrice, troppo spesso negletta – è ben rappresentata in “Noi crediamo. Viaggio nella meglio gioventù d’Italia” (Sperling &#038; Kupfer, 2011), appassionato, e a tratti commovente, lavoro di Giorgia Meloni. Semplice e comunicativo nel linguaggio – e anche per questo adatto ad un vasto pubblico -, il volume ha molti meriti: riconcilia con la Politica – “la più straordinaria forma d’impegno civile” -, stimola all’impegno e all’abnegazione, individuale e comunitaria.</p>
<p>Il libro dell’ex ministro della Gioventù (il più giovane membro di un governo dell’Italia repubblicana) raccoglie dodici storie esemplari e avvincenti, di onestà, coraggio e ribellione. Storie, spesso anonime, di uomini e donne “che non si lasciano scivolare pigramente la vita addosso, ma la prendono a morsi per scoprirne il sapore. Qualunque esso sia”. Come Simona Atzori, artista di livello mondiale, che dipinge e danza benché sia priva delle braccia dalla nascita. Come Marco e Claudia, che hanno scelto di affidarsi alla Provvidenza, di sposarsi e fare figli quando il loro futuro – così come quello di tanti altri italiani – “si decide di tre mesi in tre mesi”. Come Guido Martinetti e Federico Grom, che hanno abbandonato le loro occupazioni per inseguire un sogno: produrre gelato, il miglior gelato. E ci sono riusciti, mettendo in piedi una delle più grandi catene d’Europa, con punti vendita anche in Giappone e negli Stati Uniti. Come Carmelinda, che ha tenacemente creduto nel miracolo della vita, scansando l’ennesima delusione, sfidando i pregiudizi, non tenendo conto dei consigli di una famiglia impaurita che la sollecitava ad abortire.</p>
<p>“La speranza – scrive Giorgia Meloni citando Sant’Agostino – ha due bellissimi figli: lo sdegno e il coraggio. Lo sdegno per le cose che non vanno e il coraggio per poterle cambiare”. L’auspicio è che l’Italia in cerca di identità non si accontenti dello sdegno ma alimenti e nutra la fiducia e il coraggio. C’è un’Italia che crede ancora: è l’Italia in cui credere.<br />
da http://www.istitutodipolitica.it</p>
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		<title>Cava de&#8217; Tirreni: al Premio Com&amp;Te l’on. Giorgia Meloni</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Mar 2012 22:28:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Purezza, passione, umiltà e determinazione sono le doti necessarie che occorrono per fare politica e che nessun tecnico potrà mai insegnarci”. Così l’on. Giorgia Meloni ieri sera al Social Tennis Club di Cava de’Tirreni, nell’inaugurare la VI edizione del Premio e rassegna letteraria Com&#038;Te Comunicazione, giornalismo e dintorni con il libro Noi Crediamo Viaggio nella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://giorgiameloni.garbatella.it/wp-content/uploads/2012/03/foto-meloni-e1331028091823.jpg"><img src="http://giorgiameloni.garbatella.it/wp-content/uploads/2012/03/foto-meloni-e1331028091823-300x200.jpg" alt="" title="foto-meloni-e1331028091823" width="300" height="200" class="alignleft size-medium wp-image-2435" /></a>“Purezza, passione, umiltà e determinazione sono le doti necessarie che occorrono per fare politica e che nessun tecnico potrà mai insegnarci”. Così l’on. Giorgia Meloni ieri sera al Social Tennis Club di Cava de’Tirreni, nell’inaugurare la VI edizione del Premio e rassegna letteraria Com&#038;Te Comunicazione, giornalismo e dintorni con il libro Noi Crediamo Viaggio nella meglio gioventù d&#8217;Italia (Sperling &#038; Kupfer).</p>
<p>“Sono onorata di aprire questa rassegna -ha spiegato l’on. Meloni- che so essere autorevole e che prima di me ha ospitato autori di grande valore. Questo libro è un grande inno alla politica in un periodo di antipolitica. Io sono molto spaventata da questo tempo che viviamo. Quando ho iniziato a fare politica la classe politica non veniva confusa con la politica stessa, la quale resta sempre una cosa straordinaria.”</p>
<p>Accanto al già ministro della Gioventù, il presidente della Provincia di Salerno, on. Edmondo Cirielli, che l’on. Meloni ha ricordato tra “gli amici di qualche battaglia politica condivisa insieme con l’assessore Antonio Iannone (nella foto con l&#8217;On. Meloni)”.</p>
<p>Nel libro sono raccolte dodici storie di giovani che hanno sfidato se stessi, la terra d’origine, il mondo. E hanno vinto. Alcuni sono famosi, altri non lo sono affatto, né intendono diventarlo. A portare il saluto, dinanzi ad una sala gremita, affollata dalla giuria popolare degli studenti delle scuole superiori cittadine, il sindaco di Cava de’Tirreni Marco Galdi: “l’on. Meloni è per i giovani un modello al quale guardare.” Ad intervistare l’on. Meloni, il caporedattore de Il Mattino di Salerno Gianni Molinari ed il direttore di Telenuova Pagani Aurora Torre.</p>
<p>“Io voglio una nazione che non dica mai ai suoi figli che si è troppo giovani per rappresentarla -ha sottolineato l’on. Meloni- purtroppo viviamo in un’Italia che è troppo gerontocratica”. Ai tanti giovani presenti in sala ha raccontato della sua passione per il gioco del rugby che, “è una metafora della vita. C’è un ruolo per ogni persona: alti, bassi, grassi e magri. Le tifoserie sono mischiate ed alla fine nel terzo tempo tutti festeggiano insieme”.</p>
<p>“Sono un grande fan ed estimatore di Giorgia Meloni -ha affermato l’on. Cirielli- pur avendo qualche anno in più. Anche se non appartengo più alla categoria dei giovani credo che bisogna aver ancora la speranza di cambiare le cose specie in questo momento difficile che stiamo attraversando”.</p>
<p>Gli appuntamenti di Com&#038;Te, organizzati dall’Associazione Comunicazione &#038; Territorio, ideati e curati da Pasquale Petrillo, sono riservati in questa edizione ai saggi sul tema Cantiere Italia: un Paese da cambiare. </p>
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		<title>L’on. Giorgia Meloni inaugura “Com&amp;Te”</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Mar 2012 22:43:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Saggi sul tema “Cantiere Italia: un Paese da cambiare”: è il filo conduttore della VI edizione della rassegna letteraria “Com&#038;Te”, che si svolgerà dal 5 marzo al 28 settembre. Il Social Tennis Club di Cava de’ Tirreni la sede inaugurale della manifestazione, che si aprirà lunedì con la presentazione di “Noi Crediamo” di Giorgia Meloni. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Saggi sul tema “Cantiere Italia: un Paese da cambiare”: è il filo conduttore della VI edizione della rassegna letteraria “Com&#038;Te”, che si svolgerà dal 5 marzo al 28 settembre. Il Social Tennis Club di Cava de’ Tirreni la sede inaugurale della manifestazione, che si aprirà lunedì con la presentazione di “Noi Crediamo” di Giorgia Meloni. Il Presidente Cirielli: «A Cava vi è sempre una grande effervescenza culturale. L’iniziativa ha raggiunto livelli considerevoli»…</p>
<p>Questa mattina, venerdì 2 marzo, nel Salone Bottiglieri della Provincia di Salerno, si è svolta la conferenza stampa di presentazione degli appuntamenti della VI edizione del Premio e rassegna letteraria “Com&#038;Te” &#8211; Comunicazione, giornalismo e dintorni, che si terrà dal 5 marzo al 28 settembre 2012. Gli appuntamenti di “Com&#038;Te”, organizzati dall’Associazione Comunicazione &#038; Territorio, sono riservati in questa edizione ai saggi sul tema “Cantiere Italia: un Paese da cambiare”.</p>
<p>La Rassegna gode del patrocinio di numerosi Enti, tra i quali la Regione Campania, la Provincia di Salerno, la Camera di Commercio di Salerno, l’Ente Provinciale del Turismo di Salerno, il Comune di Cava de’ Tirreni, la Fondazione Cassa di Risparmio Salernitana e l’Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo di Cava de’ Tirreni.</p>
<p>All’incontro con la stampa hanno preso parte il presidente della Provincia di Salerno, on. Edmondo Cirielli, il vice presidente Antonio Iannone, il presidente dell’Associazione Comunicazione &#038; Territorio, Silvia Lamberti, il curatore della rassegna letteraria, Pasquale Petrillo, e l’assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Cava de’ Tirreni, Vincenzo Passa.</p>
<p>Il Salone Bottiglieri era gremito dalla presenza delle rappresentanze delle scuole superiori di Cava de’ Tirreni, accompagnate dai docenti, che compongono la giuria popolare del Premio speciale istituito dal Comune di Cava de’ Tirreni. Alla presentazione alla stampa hanno preso parte anche i componenti la giuria del Premio “Com&#038;Te”, i partner istituzionali e tecnici e numerose associazioni del territorio.</p>
<p>«Il coinvolgimento delle scuole &#8211; ha sottolineato il curatore Pasquale Petrillo &#8211; è fondamentale per la nostra manifestazione per non risultare autoreferenziale. Il tema prescelto è di grande attualità per un Paese come il nostro, che è da cambiare e non certo da buttare. La crisi del Paese richiede che ciascuno di noi dia il proprio contributo, non certo aspettando che le risposte le diano solo i politici e la classe dirigente in generale. Ed i giovani, più di altri vittime di questa crisi, rappresentano il futuro del nostro Paese, ma anche la speranza di una società più giusta e migliore».</p>
<p>«Questa manifestazione &#8211; ha evidenziato il vicepresidente della Provincia, Antonio Iannone, con delega alle Politiche giovanili &#8211; è utilissima per trasferire conoscenze e dare impulso ai giovani, facendo leva su aspetti culturali e sullo strumento della lettura, che rappresenta il cibo per la nostra mente».</p>
<p>L’assessore Iannone si è poi soffermato sul libro che apre la kermesse letteraria (lunedì 5 marzo, alle ore 17.30, al Social Tennis Club di Cava de’Tirreni), che vedrà presente l’onorevole Giorgia Meloni, nella storia repubblicana il più giovane ministro, con delega alla Gioventù, che presenterà il saggio “Noi Crediamo”. «Si tratta di un testo che vuole imprimere una speranza ai giovani &#8211; ha proseguito Iannone &#8211; nella vita pubblica e sociale. L’onorevole Meloni, infatti, indica un percorso di confronto e di impegno per una generazione».</p>
<p>«Ringrazio la rassegna Com&#038;Te &#8211; ha esordito il presidente, on. Edmondo Cirielli &#8211; per l’opera svolta in campo culturale, che ha ormai raggiunto livelli considerevoli a Cava de’ Tirreni, dove vi è da sempre un’effervescenza culturale e che da questa edizione travalica i confini cittadini per assumere un respiro provinciale, ospite dei beni della provincia quali Villa Guariglia a Vietri sul Mare, Villa De’ Ruggiero a Nocera Superiore ed il Castello del Principe Arechi a Salerno. Si tratta di siti della Provincia recuperati alla fruizione dei cittadini, che con il Premio “Com&#038;Te” si riempiono di ulteriori contenuti culturali».</p>
<p>La rassegna si concluderà il prossimo 28 settembre a Cava de’ Tirreni con la serata di premiazione.</p>
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		<title>NOI CREDIAMO…NELLA MEGLIO GIOVENTU’</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Mar 2012 22:42:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Alberto Spampinato – “Non si scrive un libro perché si vuol dire qualcosa: si scrive un libro perché si ha qualcosa da dire”. E, per quanto banale e scontata possa apparire la citazione di Francis Scott Fitzgerald, rende merito a “Noi crediamo: viaggio nella meglio gioventù italiana”, il libro scritto da Giorgia Meloni e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Alberto Spampinato – “Non si scrive un libro perché si vuol dire qualcosa: si scrive un libro perché si ha qualcosa da dire”.</p>
<p>E, per quanto banale e scontata possa apparire la citazione di Francis Scott Fitzgerald, rende merito a “Noi crediamo: viaggio nella meglio gioventù italiana”, il libro scritto da Giorgia Meloni e la cui uscita è casualmente coincisa con la fine del Governo Berlusconi, in cui lei era Ministro della Gioventù.</p>
<p>In tre anni di esperienza di Governo, da Ministro, sembrava quasi un tormentone: provare a parlare di giovani al di là dei fatti di cronaca nera , oltre alle cicliche stragi del sabato sera o in occasioni diverse dalle polemiche scatenate ogni qualvolta su youtube compaiano grotteschi video amatoriali di giovani bulli.</p>
<p>Raccontare questa generazione, che nonostante le enormi difficoltà che incontra, riesce a dare prova della responsabilità, del coraggio e della voglia di fare grazie ad esempi che purtroppo non fanno notizia e che, mediaticamente, cedono il passo a bulli, veline o fintirivoluzionariverifiglidipapà intenti a devastare vetrine e automobili per coprire il vuoto culturale ch spesso si cela dietro manifestazioni a rivendicazione zero.</p>
<p>E quella che poteva sembrare un’impresa impossibile, trovare qualcosa di positivo in questa generazione, diventa invece un fiume di inchiostro che scivola su tante pagine, su alcuni nomi (dodici per l’esattezza), pagine che non raccontano di buone propositi o intenzioni. Ma intrecciano dodici storie di dodici uomini, alcuni noti altri meno, che in gioventù hanno dato vita a qualcosa di grande, hanno compiuto scelte coraggiose, hanno dimostrato determinazione, forza di volontà o tenacia degni di un eroe. E grazie a questi dodici piccoli eroi del quotidiano, si va dipanando una riflessione attorno all’esperienza di quello che è stato, dal 2008 al 2011, il Ministro della Gioventù.</p>
<p>E non, come spesso Giorgia Meloni tende a sottolineare, quello delle politiche giovanili. Un’esperienza in cui, per tre anni, si è immaginato un percorso ricchissimo di iniziative attorno a cui offrire non campagne biodegradabili legate al contingente, ma iniziative il cui obiettivo fosse quello di offrire strumenti alla formazione dei giovani, garantire visibilità e supporto alle iniziative giovani e immagine interventi che trasformassero la giovane età in una risorsa su cui investire e non una categoria da assistere. Offrire strumenti per la creazione di nuova impresa, garantire diritti ai precari e permettere alle giovani coppie di realizzare il sogno di metter su una famiglia e di possedere una casa, favorire la creatività e trasformandola, perché no, in uno strumento professionale.</p>
<p>“Noi crediamo” raccoglie dodici storie di quella meglio gioventù che senza aver dalla propria parte cognomi importanti, privilegi di classe o facili scorciatoie, è riuscita a dimostrare che per compiere grandi opere servono solo grandi cuori, grandi slanci e grande coraggio. In qualsiasi campo.</p>
<p>E così, accanto a Mirco Bergamasco che giovanissimo, grazie alla sua determinazione e alla sua volontà, raggiunge i massimi livelli di uno sport “minore” duro come il rugby e a indossare la maglia degli azzurri assieme al fratello maggiore Mauro, mantenendo sempre grande umiltà e umanità, troviamo Simona Atzori, una ragazza senza le braccia che attraverso la danza riesce a trasmettere la sua interiorità e la sua forza d’animo, la sua voglia di vivere e senza imbarazzo o debolezza racconta della sua esperienza di ragazza disabile al fine di trasmettere la sua carica vitale a tantissimi ragazzi che vivono la sua esperienza.</p>
<p>E vicino ad Alessandro Romani, incursore del battaglione “Col. Moschin” caduto in Afghanistan per portare la pace in una zona devastata dalla guerra, e per servire la sua Nazione là dove serve, con fierezza, anche a costo dell’estremo sacrificio; troviamo la storia di Paolo Colli, attivista ambientalista anomalo, che milita nel Fronte della Gioventù e che in anni in cui, a destra, era impensabile parlare di ambiente e tutela del territorio, si dedica anima e corpo alla diffusione di una idea rivoluzionaria di nazionalismo verde, in cui l’amore per la propria terra e per la propria identità si sviluppano attraverso il rispetto della natura, l’uso razionale delle risorse e la valorizzazione del territorio e dei monumenti; talmente appassionato alle sue battaglie e talmente coinvolto dai progetti che Fare Verde (l’associazione che fondò nel 1986, anno della contestazione antinucleare) aveva in Italia e all’estero da mettere in secondo piano la sua stessa salute. E tra una pulizia dei litorali e un viaggio in Kossovo a parlare di ambiente, la leucemia ha provato a fermarlo nella sua opera. Una leucemia forse provocata proprio dall’uranio impoverito presente negli scenari bellici kossovari.</p>
<p>O come Pino Maddaloni,  judoka e oro olimpionico che presta la sua opera a Scampia grazie ad una palestra in cui offre prospettive nuove a ragazzi che vivono una realtà di degrado ed emarginazione e con cui il Ministro della Gioventù e il Ministero della Difesa hanno realizzato un ambizioso progetto di Centro di aggregazione giovanile. O Carmelinda Missone, giovane ragazza siciliana che nonostante difficoltà economiche e sociali, sceglie di non abortire e di portare a termine la gravidanza ed oggi è mamma di una splendida bambina. E altre storie, altri visi incrociati e conosciuti durante l’esperienza di Ministro, e con cui realizzare iniziative o con cui raccontare un’esperienza “esemplare” ad altri giovani, o nel corso della vita.</p>
<p>E ogni storia citata nel libro, ogni vita narrata, offre uno spunto per raccontare quali gli stimoli e quali i valori di riferimento che si celano dietro ad ogni giorno di quei tre anni da Ministro o, meglio, dietro ogni iniziativa realizzata.</p>
<p>Lontano dall’idea di sterile bilancio, “Noi crediamo” è la cronaca delle emozioni e delle passioni che hanno animato un’esperienza importante al fianco di milioni di giovani, con il carico pesante di rappresentare le istanze di una generazione e con il bisogno di dare risposte a quella generazione. Niente buoni propositi, niente farò o sarà. E’ il racconto di chi sa che per agire bisogna scavare in profondità scoprendo, magari, che sotto la coltre di fango di cui parlano i mezzi d’informazione si nasconde un tesoro. “Noi crediamo” sono parole d’oro gettate davanti alle proprie azioni.</p>
<p>http://www.meridianamagazine.org/</p>
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		<title>Giorgia Meloni smentisce su Fb: “Non andai a cena con Berlusconi”</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Mar 2012 21:46:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ROMA – “Tre quotidiani hanno scritto che sabato sarei stata a cena con Berlusconi dopo la partita Milan-Juve in un ristorante di Milano. Un po’ difficile visto che non ero in Italia”. Giorgia Meloni smentisce sul suo profilo Facebook le notizie di alcuni giornali. L’ex ministro Meloni ha usato il social netweork anche per smetire [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ROMA – “Tre quotidiani hanno scritto che sabato sarei stata a cena con Berlusconi dopo la partita Milan-Juve in un ristorante di Milano. Un po’ difficile visto che non ero in Italia”. Giorgia Meloni smentisce sul suo profilo Facebook le notizie di alcuni giornali. L’ex ministro Meloni ha usato il social netweork anche per smetire il Corriere della Sera : “Non è vero che ho negato l’autorizzazione alla pubblicazione della mia situazione patrimoniale. Ho consegnato la documentazione il 14 novembre 2001. Non so perché la Camera non ha messo a disposizione le notizie patrimoniali da me fornite”.</p>
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		<title>Interventi &amp; Repliche</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Mar 2012 21:44:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Giorgia Meloni: redditi pubblici Il Corriere del 27 febbraio riporta un breve articolo dal titolo «Deputati reticenti sui redditi» all&#8217; interno del quale vengo annoverata tra coloro che avrebbero negato l&#8217; autorizzazione alla pubblicazione del mio stato patrimoniale. Desidero precisare che ciò non corrisponde al vero. Nello scorso mese di novembre (sul mio profilo facebook [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Giorgia Meloni: redditi pubblici Il Corriere del 27 febbraio riporta un breve articolo dal titolo «Deputati reticenti sui redditi» all&#8217; interno del quale vengo annoverata tra coloro che avrebbero negato l&#8217; autorizzazione alla pubblicazione del mio stato patrimoniale. Desidero precisare che ciò non corrisponde al vero. Nello scorso mese di novembre (sul mio profilo facebook ho erroneamente indicato dicembre) ho provveduto a consegnare alla Camera dei Deputati tutta la documentazione relativa alla mia situazione patrimoniale, compresa l&#8217; autorizzazione a renderla pubblica. Non conosco il motivo per il quale l&#8217; amministrazione della Camera non ha pubblicato le notizie patrimoniali da me fornite ma sono certa che si porrà celermente rimedio al disguido. on. Giorgia Meloni</p>
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		<title>GIORGIA MELONI A FIRENZE: UNA GIORNATA MEMORABILE!</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Mar 2012 21:41:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si è svolta ieri pomeriggio, come da programma, l’attesa presentazione di “Noi crediamo”, con Giorgia Meloni. In una Villa Arrivabene stracolma di gente e di giovani si è parlato della meglio gioventù d’Italia. Sala stracolma, corridoi pieni e gente fuori nel piazzale, bloccata all’ingresso dagli impiegati comunali per la troppa folla presente nei locali. Un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://giorgiameloni.garbatella.it/wp-content/uploads/2012/03/gmf2.png"><img src="http://giorgiameloni.garbatella.it/wp-content/uploads/2012/03/gmf2-300x167.png" alt="" title="gmf2" width="300" height="167" class="alignleft size-medium wp-image-2422" /></a>Si è svolta ieri pomeriggio, come da programma, l’attesa presentazione di “Noi crediamo”, con Giorgia Meloni. In una Villa Arrivabene stracolma di gente e di giovani si è parlato della meglio gioventù d’Italia. Sala stracolma, corridoi pieni e gente fuori nel piazzale, bloccata all’ingresso dagli impiegati comunali per la troppa folla presente nei locali. Un pomeriggio memorabile, nel quale si sono susseguite le storie di tante persone che non hanno mollato, che si sono messe in gioco, che hanno scommesso su questo paese e sulle proprie capacità, che hanno voluto rifuggire quello stereotipo giovanile condito di apatia e di superficialità che quest’epoca di acque basse e di deserti ha contribuito a creare. Storie vere, dirette, di una forza dirompente e di una grande semplicità: quella che non fa notizia, ma che manda avanti questo paese ogni santo giorno con costanza e dedizione. Stracolma e partecipatissima, a seguire, la serata organizzata a Casaggì, con una cena sociale impeccabile e un’armata di cari amici che come ogni volta ha saputo stringersi attorno al proprio avamposto di idee e di azioni.</p>
<p>Moltissimi i giovani, militanti di Casaggì e della Giovane Italia, ma anche ragazzi del quartiere spinti dalla curiosità e dalla voglia di conoscere un mondo politico fatto di impegno e di passione, di militanza vera e di ideali senza tempo. L’ennesimo successo di una Comunità politica che a Firenze ha rotto tabù insormontabili fino a qualche anno fa e lo ha fatto lavorando, senza perdersi in chiacchiericci da bar e in proclami virtuali. E questo è ciò che hanno trovato oggi e che troveranno sempre gli ospiti dei nostri eventi: non accolite di portaborse in doppiopetto, ma ragazzi con lo sguardo pulito e tanta voglia di lottare e di lasciare un segno su questa Terra, come lo hanno lasciato quelli che ci hanno consegnato questo testimone ideale, difendendolo a costo della vita.</p>
<p>Impeccabile come sempre Giorgia Meloni, conferma quotidiana di una politica nata per strada e in sezione, cresciuta con gli sforzi e le capacità di una Comunità nazionale e giunta a questi traguardi con l’umiltà e la volontà dei più forti, quelli che guardano oltre il muro dell’omologazione e hanno visioni profonde. Una politica che vuole essere partecipazione e giustizia sociale, amore per il Popolo e dono; che non ha paura di criticare chi sbaglia, anche e soprattutto se sta da questa parte; una politica fatta di gente che prima di aprire bocca affigge migliaia di manifesti e distribuisce migliaia di volantini; una politica fatta di sedi presidiate e difese, di avamposti tra le rovine, di amori sconfinati e destini che si intrecciano; una politica che non si arrende, che costruisce, che condivide, che non odia, che edifica, che antepone il bene comune al proprio ego, che sogna, che non torna indietro, che parla una lingua chiara e può tenere la testa alta. Una politica che ha saputo coniugare lo strumento delle istituzioni con le proprie radici culturali e valoriali, senza sminuirne l’identità e senza diventare il mezzo di nessuno. Una politica come poche altre: libera e bella.</p>
<p>E questa meglio gioventù d’Italia, in una data come questa, non può che dedicare questi magnifici intenti di lotta e vittoria a Mikis Mantakas, martire europeo. Quel testimone è in buone mani.</p>
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		<title>AFGHANISTAN: MELONI (PDL), CORDOGLIO ALLE FAMIGLIE DEI MILITARI UCCISI</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Feb 2012 21:46:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(AGENPARL) &#8211; Roma, 20 feb &#8211; “È mio desiderio esprimere profondo cordoglio alle famiglie dei militari deceduti stamane in Afghanistan”. L’on.Giorgia Meloni, deputato del Pdl, commenta così, in una nota, la notizia della scomparsa dei tre militari italiani rimasti vittime dell&#8217;incidente avvenuto questa mattina nei pressi di Shindand. “È purtroppo un episodio che rinnova il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(AGENPARL) &#8211; Roma, 20 feb &#8211; “È mio desiderio esprimere profondo cordoglio alle famiglie dei militari deceduti stamane in Afghanistan”. L’on.Giorgia Meloni, deputato del Pdl, commenta così, in una nota, la notizia della scomparsa dei tre militari italiani rimasti vittime dell&#8217;incidente avvenuto questa mattina nei pressi di Shindand. “È purtroppo un episodio che rinnova il dolore di una nazione intera, impegnata &#8211; proprio per onorare la memoria dei soldati morti e non vanificarne il sacrificio &#8211; a garantire la sicurezza globale e un futuro migliore a popolazioni oppresse”. Meloni prosegue affermando che “la conta dei caduti, sia in combattimento che in incidenti come quello di oggi, è un momento che rimane penoso e che non deve mai essere banalizzato. Seguo sempre con trepidazione gli eventi che si succedono laddove sono impegnate le nostre Forze Armate e anche in questa dolorosa occasione voglio rinnovare la mia gratitudine e la mia ammirazione per le migliaia di giovani italiani che stanno manifestando con uno spirito di sacrificio straordinario tutta la passione per il proprio lavoro e l&#8217;amore per l’Italia”.</p>
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		<title>«Noi crediamo &#8211; Viaggio nella meglio gioventù d’Italia»</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Feb 2012 17:53:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Venerdì 17 febbraio, nella Sala Giunta di Palazzo Dogana, l’ex Ministro della Gioventù, Onorevole Giorgia Meloni, ha presentato il suo libro «Noi crediamo &#8211; Viaggio nella meglio gioventù d’Italia», edito da Sperling &#038; Kupfer. All’evento, organizzato dall’associazione Rinascita Universitaria con la collaborazione del Centro Studi Italia, dell’associazione Livingstone ed il supporto della libreria Ubik, sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Venerdì 17 febbraio, nella Sala Giunta di Palazzo Dogana, l’ex Ministro della Gioventù, Onorevole Giorgia Meloni, ha presentato il suo libro «Noi crediamo &#8211; Viaggio nella meglio gioventù d’Italia», edito da Sperling &#038; Kupfer.<br />
All’evento, organizzato dall’associazione Rinascita Universitaria con la collaborazione del Centro Studi Italia, dell’associazione Livingstone ed il supporto della libreria Ubik, sono intervenuti il presidente della Provincia, Antonio Pepe; l’avvocato Giandonato La Salandra, in rappresentanza delle associazioni organizzatrici dell’iniziativa; il professor Maurizio Ricci, docente di Diritto del Lavoro presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Foggia.</p>
<p>«Noi crediamo &#8211; Viaggio nella meglio gioventù d’Italia» è un libro sulla ribellione, non una ribellione distruttiva, con la quale molto spesso si esprime la gioventù, ma una costruttiva ed esemplare per gli altri. Infatti il libro presenta dodici storie di altrettanti giovani, che hanno avuto il coraggio di credere nel proprio sogno e di realizzarlo, andando controcorrente e superando i propri limiti e quelli che impone la società.</p>
<p>I giovani hanno bisogno di trovare storie esemplari vicine, senza cercarle fuori dal Bel Paese, per questo nel volume, ad esempio, viene narrata la vita di Pino Maddaloni, judoka e oro alle olimpiadi di Sydney, originario di Scampia e proprio in questa realtà difficile ha fondato la sua scuola di judo, per aiutare i giovani a trovare una strada diversa da quella della droga e della malavita organizzata. Ha ricordato l’ex Ministro che è l’indifferenza ad alimentare la mafia, poiché tutti i comportamenti che prevaricano gli altri, anche nel nostro piccolo quotidiano, vanno ad alimentare le organizzazioni criminali.</p>
<p>Inoltre l’Onorevole ha ricordato il valore del gioco del rugby, con l’esempio di Mirco Bergamasco, che può diventare edificante anche nella vita, perché esso si basa su tre regole importanti: nel gioco si valorizza la lealtà; ad ogni specificità ed a ogni caratteristica individuale vengono dati il proprio valore; il gioco si svolge correndo in avanti, ma passando la palla indietro, come nella vita in cui si deve guardare al futuro senza dimenticare le proprie origini.</p>
<p>L’unica storia non contemporanea del libro è quella di Goffredo Mameli, anche in onore della celebrazione del 150° anniversario dell&#8217;Unità d&#8217;Italia, e per ricordare che il Risorgimento è una pagina scritta da giovanissimi, infatti lo stesso autore de «Il Canto degli italiani», morì a soli 22 anni.<br />
«Noi crediamo &#8211; Viaggio nella meglio gioventù d’Italia» – conclude l’Onorevole Giorgia Meloni – è una scommessa per il futuro, partendo dagli esempi.</p>
<p>Selene Di Giovine</p>
<p><strong>GUARDA IL CONTRIBUTO FILMATO E L’INTERVISTA INTEGRALE ALL’ONOREVOLE GIORGIA MELONI CON UN CLICK QUI A LATO: http://www.studio9tv.com/zoom.asp?id=2150</strong></p>
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		<title>Giorgia Meloni a Viterbo</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 00:02:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Giorgia Meloni a Viterbo a presentare il suo ultimo libro Clicca il link qui sopra]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href='http://www.youtube.com/watch?v=jqspj7tNxgg&#038;feature=related' >Giorgia Meloni a Viterbo a presentare il suo ultimo libro</a><br />
Clicca il link qui sopra</p>
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		<title>Per chi crede che la nostra meglio gioventù può sempre farcela</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Dec 2011 11:32:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Passione, umiltà e talento, tre fattori che hanno determinato e contraddistinto la personalità di Giorgia Meloni fin da subito “adulta” e sensibile alle problematiche della comunità. Passione per quel mondo, quello della politica, nata prestissimo e quasi per caso, con degli ideali ben definiti volti a considerare la politica come una missione, come un servizio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://giorgiameloni.garbatella.it/wp-content/uploads/2011/12/meloni3.jpg"><img src="http://giorgiameloni.garbatella.it/wp-content/uploads/2011/12/meloni3-300x179.jpg" alt="" title="meloni3" width="300" height="179" class="alignleft size-medium wp-image-2406" /></a>Passione, umiltà e talento, tre fattori che hanno determinato e contraddistinto la personalità di Giorgia Meloni fin da subito “adulta” e sensibile alle problematiche della comunità. Passione per quel mondo, quello della politica, nata prestissimo e quasi per caso, con degli ideali ben definiti volti a considerare la politica come una missione, come un servizio alla nazione “pulito”, vero ed efficace; umiltà nell’aver portato avanti le proprie idee con la stessa determinazione e convinzione di quando a quindici anni iniziò le mille assemblee, le manifestazioni, gli scontri e le campagne elettorali credendo in una politica sana e priva di privilegi; talento che a ventuno anni le ha permesso di divenire il presidente nazionale di Azione Giovani e conseguentemente il più giovane ministro nella storia della Repubblica.</p>
<p>E’ la semplicità dei suoi pensieri che rende vere e assolutamente credibili le centosessantacinque pagine del libro di  Giorgia Meloni, Noi crediamo (Viaggio nella meglio gioventù d’Italia), edito da Sperling &#038; Kupfer, caratterizzate dal racconto di dodici vite differenti, dodici storie di giovani che ce l’hanno fatta. Già, i giovani, che in questo momento così particolare della nostra nazione &#8211; chi scrive lo sa perché appartiene in pieno alla categoria &#8211; sono sotto una gigantesca lente d’ingrandimento che giorno dopo giorno evidenzia e denuncia le innumerevoli difficoltà che contrastano la serenità della gioventù d’Italia.</p>
<p>La meritocrazia nel mondo della politica, lo sport come strumento per combattere la mafia e l’incubo della droga, il coraggio nel tuffarsi per investire sul proprio futuro, valori come l’amicizia in grado di sostenerti e migliorarti nel quotidiano, la scienza vista come un mezzo per il miglioramento dell’intera umanità e non viceversa, il potere della volontà nell’affrontare le avversità della vita, la responsabilità sociale delle imprese, la dignità, la libertà e la sicurezza sul posto di lavoro, la “fuga di cervelli” dalla nostra nazione e il “vecchio” mondo universitario. Su queste tematiche si articola il “credo” di una donna che fin da subito ha avuto la capacità di individuare e mettere in risalto argomenti e problematiche dei nostri giorni, con un ottimismo coinvolgente, che ti porta ad avere una visione più chiara e concreta della “giovane realtà italiana”.</p>
<p>Il “Noi crediamo” dunque diventa una filosofia di vita, risulta essere il paracadute per lanciarsi in un futuro decisamente migliore, la chiave che apre tutte le porte sigillate e bloccate dallo scetticismo giovanile, una sorta di “legge” da attuare immediatamente e, per una volta, senza l’approvazione della Camera e del Senato. Un messaggio così forte e attraente che non può subire nessuna lamentela di un’eventuale opposizione pronta a sminuire o distruggere ogni forma di soluzione; un messaggio che racchiude sani principi etici ed i veri valori della vita, sui quali credere per gettare le basi di una nuova  gioventù italiana, quella che ce la farà.<br />
da http://www.loccidentale.it  di Marco Amantonico  18 Dicembre 2011</p>
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		<title>‘Noi crediamo’: il primo libro di Giorgia Meloni</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Dec 2011 11:22:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pubblico delle grandi occasione al Salone delle Fontane dell’Eur per festeggiare il primo libro di Giorgia Meloni, ‘Noi crediamo (Viaggio nella meglio gioventù d’Italia)’, edito da Sperling &#038; Kupfer. La Meloni racconta dodici vite differenti, dodici storie di giovani che ce l’hanno fatta, dodici persone che hanno creduto. L’ex ministro per la Gioventù cita Sant’Agostino [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://giorgiameloni.garbatella.it/wp-content/uploads/2011/12/sfondo.jpg"><img src="http://giorgiameloni.garbatella.it/wp-content/uploads/2011/12/sfondo-300x191.jpg" alt="" title="sfondo" width="300" height="191" class="alignleft size-medium wp-image-2402" /></a><br />
Pubblico delle grandi occasione al Salone delle Fontane dell’Eur per festeggiare il primo libro di Giorgia Meloni, ‘Noi crediamo (Viaggio nella meglio gioventù d’Italia)’, edito da Sperling &#038; Kupfer.</p>
<p>La Meloni racconta dodici vite differenti, dodici storie di giovani che ce l’hanno fatta, dodici persone che hanno creduto.</p>
<p>L’ex ministro per la Gioventù cita Sant’Agostino  ”La speranza ha due bellissimi figli: lo sdegno e il coraggio… Lo sdegno per la realtà delle cose, il coraggio per cambiarle”</p>
<p>Il “Noi crediamo” dunque diventa una filosofia di vita, risulta essere il paracadute per lanciarsi in un futuro decisamente migliore, la chiave che apre tutte le porte sigillate e bloccate dallo scetticismo giovanile, una sorta di “legge” da attuare immediatamente e, per una volta, senza l’approvazione della Camera e del Senato.<br />
“In un momento di crisi – della politica, dell’economia, degli ideali – serve ricordare da dove veniamo – afferma la Meloni – il nostro patrimonio di valori e cultura, la nostra identità. Perché, mai come ora, è pericoloso cedere alla tentazione del disimpegno, dell’apatia e del qualunquismo mascherati da lotta alla “Casta”, da antipolitica. È vero, quella di oggi è una società bloccata. Bloccata da rendite di posizione, dalla mancanza di mobilità sociale, da vecchi schemi che non corrispondono più alla realtà, che invece è profondamente mutata. E sono i giovani a pagare il prezzo più alto, costretti a vivere un presente di precarietà e a immaginare un futuro ancora più incerto.</p>
<p>Da http://www.italiamagazineonline.it/</p>
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		<title>Manovra: più equità con modifiche a Ici e pensioni</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Dec 2011 18:05:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sono lieta che il Popolo della libertà stia fornendo un grande contributo per migliorare i provvedimenti allestiti dal governo. L&#8217;impegno di tutti noi è rivolto a rendere più equa una manovra che nella sua versione originale aveva, proprio sul tema dell&#8217;equità, numerosi limiti. Per questo motivo ho sottoscritto, insieme ai deputati Fabio Rampelli e Marco [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono lieta che il Popolo della libertà stia fornendo un grande contributo per migliorare i provvedimenti allestiti dal governo. L&#8217;impegno di tutti noi è rivolto a rendere più equa una manovra che nella sua versione originale aveva, proprio sul tema dell&#8217;equità, numerosi limiti. Per questo motivo ho sottoscritto, insieme ai deputati Fabio Rampelli e Marco Marsilio, una serie di emendamenti che puntano ad alleviare il peso della manovra sulle famiglie. </p>
<p>Proponiamo di applicare l&#8217;Iva agevolata al 4% su tutti i prodotti per la prima infanzia, misura coperta dal taglio lineare delle spese per i &#8216;palazzi del potere&#8217;; chiediamo di tassare di più le pensioni &#8216;d&#8217;oro&#8217; per permettere alle pensioni più basse di continuare ad essere rivalutate e adeguate al costo della vita; chiediamo ai baby pensionati che hanno lavorato meno di 30 anni un contributo di solidarietà; proponiamo che gli istituti di credito che si avvarranno della garanzia pubblica prevista in manovra non possano distribuire dividendi superiori al 10% degli utili né concedere superbonus ai dirigenti.</p>
<p>Ci auguriamo anche che venga preso in seria considerazione il riequilibrio della base imponibile dell&#8217;Imu, misura che colpisce duramente le famiglie a beneficio di attività finanziarie quali, ad esempio, gli istituti di credito.</p>
<p>Confidiamo poi che venga ripristinata l&#8217;importanza dei consiglieri municipali, i rappresentanti politici più vicini alla gente e allo stesso tempo quelli che costano meno, il cui valore democratico non può essere cancellato in nome di un malinteso riferimento ai costi della politica. La rappresentanza democratica non va mai confusa con uno spreco.</p>
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		<title>Noi crediamo disponibile in versione Kindle a solo 9 euro e 99 centesimi</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Dec 2011 22:35:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Noi Crediamo è disponibile nella sua versione per Kindle su amazon.it a solo 9.99 euro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Noi Crediamo è disponibile nella sua versione per Kindle su amazon.it a solo 9.99 euro.</p>
<p><iframe style="width: 120px; height: 240px;" src="http://rcm-it.amazon.it/e/cm?lt1=_blank&amp;bc1=000000&amp;IS2=1&amp;bg1=FFFFFF&amp;fc1=000000&amp;lc1=0000FF&amp;t=garbatella-21&amp;o=29&amp;p=8&amp;l=as4&amp;m=amazon&amp;f=ifr&amp;ref=ss_til&amp;asins=B006GCKGN2" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no" width="320" height="240"></iframe></p>
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		<title>Tenace e generosa: la Meloni dipinge la meglio gioventù</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Dec 2011 16:36:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quando pensi che fino a qualche giorno fa era un ministro ti dimentichi che ha trentaquattro anni. In un paese di vecchi questo suona ancora stonato. Giorgia Meloni non fa nulla per nascondere la sua età, l&#8217;accento romano, i pomeriggi passati nella sezione della Garbatella, le fughe in «astromini» il sabato mattina dai palazzi della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://giorgiameloni.garbatella.it/wp-content/uploads/2011/12/profilo2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2375" title="profilo" src="http://giorgiameloni.garbatella.it/wp-content/uploads/2011/12/profilo2.jpg" alt="" width="156" height="176" /></a>Quando pensi che fino a qualche giorno fa era un ministro ti dimentichi che ha trentaquattro anni. In un paese di vecchi questo suona ancora stonato. Giorgia Meloni non fa nulla per nascondere la sua età, l&#8217;accento romano, i pomeriggi passati nella sezione della Garbatella, le fughe in «astromini» il sabato mattina dai palazzi della capitale, la passione «straniera» per le ballate lacustri di Davide Van De Sfroos e quell&#8217;aria cocciuta nel rifiutare l&#8217;idea che la colpa sia sempre degli altri, del prossimo, del vicino, della sfiga, delle multinazionali e del mondo bastardo. Può starvi simpatica o antipatica, ma Giorgia Meloni un merito ce l&#8217;ha: è una che ci mette la faccia.<br />
Molti hanno detto che il suo era un ministero inutile. Sulla sua generazione però lei ci ha scommesso. Tanto da scriverci un libro. È uscito da poco per Sperling &amp; Kupfer. Il titolo è Noi crediamo, viaggio nella meglio gioventù d&#8217;Italia. Non è un&#8217;autobiografia. Non è un saggio per spiegare la bella politica. Non è una sintesi di qualche anno al ministero. Non è neppure il blog segreto di Giorgia Meloni. È una serie di ritratti, di persone, giovani, che a lei piacciono, un po&#8217; perch´ magari ci si riconosce, un po&#8217; perch´ li stima o magari vorrebbe essere come loro. Di lei parla solo nell&#8217;introduzione, per spiegare le sue scelte, per dire cosa significa fare politica, per raccontare la sua idea di destra, quasi a fare il controcanto a Gaber con quel «qualcuno era di destra». Cose così, solo per citarne una: «Qualcuno era di destra perch´ voleva essere parte di un grande movimento popolare. Non circoscritto a banchieri, lobbisti e pseudo intellettuali».<br />
Il resto sono ritratti. Ci trovi Pino Maddaloni, oro olimpico a Sidney 2000, categoria 73 chilogrammi, una vita sul tatami e ora che non combatte più manda avanti una palestra dove insegna judo ai ragazzi di Scampia, il quartiere della camorra dove è cresciuto. C&#8217;è Simona Atzori che balla e dipinge e fa mostre e vende quadri e ci crede e quasi non ti accorgi che è nata senza braccia. C&#8217;è Marco Marchetti, simbolo prosaico di una generazione ribelle, perch´ ha scelto di sposarsi e fare un figlio anche senza un contratto a tempo indeterminato, da precario, da nomade. C&#8217;è la blogger siriana Lubna Ammoune orgogliosa di essere «italiana punto e basta». C&#8217;è chi come Alessandro Romani, incursore del Col Moschin chiude gli occhi a 36 anni e l&#8217;ultima cosa che vede è la terra brulla di Nassiriya. Ci sono Carmelinda Missione e Paolo De Coppi, semplicemente una madre che fa nascere una figlia e un ricercatore che cerca di capire dove comincia l&#8217;umano e dove finisce la scienza. C&#8217;è il suo elfo dei boschi che ha regalato a Giorgia la speranza che la terra di mezzo non venga annientata dagli orchi e dalla macchine. Ci sono le paure di Federica Pellegrini e la lealtà di Mirco Bergamasco.<br />
C&#8217;è la storia di due ragazzi che fecero l&#8217;impresa. Due ragazzi con un sogno. «Volevano fare i gelatai. Ma non per fare un gelato come tanti. No, loro volevano fare il gelato più buono che si potesse trovare in giro. Per intendersi, un gelato alla fragola che sapesse di fragola, che non avesse un sapore indefinito, uguale a mille altri». È la storia di Guido e Federico e ci sono riusciti. E poi c&#8217;è un ragazzo che a 22 anni si ritrova al Gianicolo con la gamba sinistra in cancrena e sussurra che non ha paura di farsela tagliare. L&#8217;importante è continuare a vivere. Non ce la fa. Muore per una vaga idea di Italia. Si chiamava Goffredo Mameli.</p>
<p>di Vittorio Macioce da Il Giornale</p>
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		<title>Oggi esce il mio libro: &#8220;Noi crediamo &#8211; Viaggio nella meglio gioventù d&#8217;Italia&#8221;</title>
		<link>http://giorgiameloni.garbatella.it/2011/11/oggi-esce-il-mio-libro-noi-crediamo-viaggio-nella-meglio-gioventu-ditalia/</link>
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		<pubDate>Tue, 29 Nov 2011 16:56:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[«Noi crediamo. Crediamo nei giovani, nella politica, nella giustizia, nell&#8217;eguaglianza, nel merito. Crediamo nella nostra Nazione, una Nazione nata centocinquant&#8217;anni fa dal sacrificio di un gruppo di ragazzi, molti dei quali poco più che ventenni. Una banda di idealisti, sognatori e poeti, capaci di abbandonare tutto e prendere le armi per inseguire l&#8217;utopia dell&#8217;unità nazionale». [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8820049325/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;tag=garbatella-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8820049325"><img class="alignleft size-full wp-image-2362" title="noicicrediamo" src="http://giorgiameloni.garbatella.it/wp-content/uploads/2011/11/noicicrediamo.jpg" alt="" width="140" height="210" /></a>«Noi crediamo. Crediamo nei giovani, nella politica, nella giustizia, nell&#8217;eguaglianza, nel merito. Crediamo nella nostra Nazione, una Nazione nata centocinquant&#8217;anni fa dal sacrificio di un gruppo di ragazzi, molti dei quali poco più che ventenni. Una banda di idealisti, sognatori e poeti, capaci di abbandonare tutto e prendere le armi per inseguire l&#8217;utopia dell&#8217;unità nazionale».</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In un momento di crisi &#8211; della politica, dell&#8217;economia, degli ideali &#8211; serve ricordare da dove veniamo, il nostro patrimonio di valori e cultura, la nostra identità. Perché, mai come ora, è pericoloso cedere alla tentazione del disimpegno, dell&#8217;apatia e del qualunquismo mascherati da lotta alla &#8220;Casta&#8221;, da antipolitica. È vero, quella di oggi è una società bloccata. Bloccata da rendite di posizione, dalla mancanza di mobilità sociale, da vecchi schemi che non corrispondono più alla realtà, che invece è profondamente mutata. E sono i giovani a pagare il prezzo più alto, costretti a vivere un presente di precarietà e a immaginare un futuro ancora più incerto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per loro c&#8217;è bisogno di aggredire dalle fondamenta la società dei privilegi consolidati e costruire sulle sue macerie l&#8217;Italia del merito capace di far emergere e premiare l&#8217;energia visionaria, la tenacia, il talento. <strong>Giorgia Meloni,</strong> il più giovane ministro nella storia della Repubblica, ha raccolto le storie di ragazzi e ragazze che vivono con coraggio, determinazione, passione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Alcuni sono famosi, come Federica Pellegrini o Mirco Bergamasco, altri no, ma non sono meno importanti, perché tutti protagonisti di storie esemplari e avvincenti, che meglio di molti discorsi illustrano i princìpi &#8211; dalla lotta alla mafia alla difesa della vita &#8211; per cui l&#8217;autrice si batte da anni e che ne hanno ispirato l&#8217;intera attività politica. Sono storie che nascono da un incontro, da una sintonia di valori, dalla certezza che le vite di questi giovani servono ad altri. E che servono all&#8217;Italia per essere un Paese migliore.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Giorgia Meloni a Viterbo per la presentazione del suo libro &#8220;Noi crediamo&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Nov 2011 16:49:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>

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		<description><![CDATA[VITERBO – (m) &#8220;Arriva nelle librerie Noi crediamo. Viaggio nella meglio gioventù d&#8217;Italia, il primo librodi Giorgia Meloni edito da Sperling &#38; Kupfer. Giorgia Meloni, il più giovane ministro nella storia della Repubblica, ha raccolto le esperienze di ragazzi e ragazze che vivono con coraggio, determinazione, passione. Alcuni sono famosi, come Federica Pellegrini o Mirco Bergamasco, altri no, ma non sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>VITERBO – (m) &#8220;Arriva nelle librerie <a href="http://www.amazon.it/gp/product/8820049325/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;tag=garbatella-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8820049325">Noi crediamo. Viaggio nella meglio gioventù d&#8217;Italia</a>, il primo librodi Giorgia Meloni edito da Sperling &amp; Kupfer. Giorgia Meloni, il più giovane ministro nella storia della Repubblica, ha raccolto le esperienze di ragazzi e ragazze che vivono con coraggio, determinazione, passione.</p>
<p>Alcuni sono famosi, come Federica Pellegrini o Mirco Bergamasco, altri no, ma non sono meno importanti, perché tutti protagonisti di storie esemplari e avvincenti, che meglio di molti discorsi illustrano i principi, dalla lotta alla mafia alla difesa della vita per cui l&#8217;autrice si batte da anni e che ne hanno ispirato l&#8217;intera attività politica. Sono storie che nascono da un incontro, da una sintonia di valori.Secondo le associazioni “E&#8217; Rabbia E&#8217; Amore Tuscia” e “Sentimento popolare” in un momento di crisi della politica, dell&#8217;economia e degli ideali, serve ricordare da dove veniamo, il nostro patrimonio di valori e cultura, la nostra identità. Perché, mai come ora, è pericoloso cedere alla tentazione del disimpegno, dell&#8217;apatia e del qualunquismo mascherati da lotta alla &#8220;casta&#8221;, da antipolitica.</p>
<p>E’ vero, riflettono le due associazioni, che quella di oggi è una società bloccata. Bloccata da rendite di posizione, dalla mancanza di mobilità sociale, da vecchi schemi che non corrispondono più a una realtà profondamente mutata. E sono i giovani a pagare il prezzo più alto, costretti a vivere un presente di precarietà e a immaginare un futuro ancora più incerto. Per loro c&#8217;è bisogno di aggredire dalle fondamenta la società dei privilegi consolidati e costruire sulle sue macerie l&#8217;Italia del merito, capace di far emergere e premiare l&#8217;energia visionaria, la tenacia, il talento.</p>
<p>Il libro di Giorgia Meloni sarà presentato a Viterbo lunedì 19 dicembre alle 18 al Class Club, strada Cassia nord, 4 Viterbo dall’autrice stessa. L’incontro con Giorgia sarà il secondo degli appuntamenti del ciclo “Percorsi di… Livingston””.<br />
tratto da:</p>
<p><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8820049325/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;tag=garbatella-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8820049325"><img class="alignleft size-full wp-image-2362" title="noicicrediamo" src="http://giorgiameloni.garbatella.it/wp-content/uploads/2011/11/noicicrediamo.jpg" alt="" width="140" height="210" /></a></p>
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		<title>Il “trasloco” su Facebook di Giorgia Meloni</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Nov 2011 23:40:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;ex ministro della Gioventù inaugura la nuova pagina. E in meno di quattro ore supera quota 1.000 fan La Meloni “trasloca”…su Facebook. Ieri aveva fatto scalpore il falso scoop del Corriere della Sera sugli ex ministri del governo Berlusconi che sul social network fondato da Mark Zuckerberg non avevano ancora rinunciato al vecchio titolo. Tra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>L&#8217;ex ministro della Gioventù inaugura la nuova pagina. E in meno di quattro ore supera quota 1.000 fan</em><br />
<a href="http://giorgiameloni.garbatella.it/wp-content/uploads/2011/11/Cattura.jpg"><img src="http://giorgiameloni.garbatella.it/wp-content/uploads/2011/11/Cattura-300x200.jpg" alt="" title="Cattura" width="300" height="200" class="aligncenter size-medium wp-image-2349" /></a><br />
La Meloni “trasloca”…su Facebook. Ieri aveva fatto scalpore il falso scoop del Corriere della Sera sugli ex ministri del governo Berlusconi che sul social network fondato da Mark Zuckerberg non avevano ancora rinunciato al vecchio titolo. Tra questi, in particolare, erano finiti nel mirino dell’articolista Renato Brunetta e, per l’appunto, Giorgia Meloni.  Il servizio, pubblicato in serata sul Corriere.it, accusava gli ex titolari dei dicasteri di essere un po’ troppo restii a modificare il proprio profilo. Ma si era ben presto rivelato una clamorosa gaffe per il quotidiano di via Solferino. Una “figuraccia” che proprio Daily blog aveva svelato: quelle dei due ministri, infatti, non erano profili, ma pagine fan. E, per una precisa regolamentazione di Facebook, il loro titolo non si può più modificare una volta doppiata quota 100 fan.</p>
<p>Ed è la stessa deputata del Popolo della Libertà, infatti, a spiegare oggi in una nota il motivo del trasferimento: «Come ho già avuto modo di spiegare – scrive – una volta superata la soglia del 100 fan la policy di Facebook non mi consente più di modificare il nome della mia pagina personale, né quindi di eliminare la dicitura “Ministro della Gioventù” dal titolo. Non mi resta dunque che abbandonare questa pagina e spostarmi su una nuova». Fallito il tentativo di far operare la modifica al titolo direttamente agli uffici californiani di Facebook, Meloni passa alle soluzioni draconiane. E, letteralmente, volta pagina: non più “Giorgia Meloni – Ministro della Gioventù” ma “Giorgia Meloni” e basta. La vecchia pagina, spiega ancora la parlamentare Pdl, resterà attiva ancora per qualche giorno,il tempo necessario a trasferire tutti i dati e le varie informazioni su quella nuova, e poi verrà cancellata definitivamente.</p>
<p>Con il trasloco, però, l’ex ministro ha dovuto “rinunciare” agli oltre 20mila fan racimolati durante i tre anni di attività come ministro. Ma i suoi sostenitori sembrano comunque averla presa con filosofia: in appena quattro ore, o poco più, dalla creazione della nuova pagina, l’hanno infatti già seguita in più di mille. E molti altri continuano a farlo di ora in ora.</p>
<p>di Luca Pautasso &#8211;  da http://www.dailyblog.it/ DAILYBLOG  </p>
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		<title>“Gaffe” del Corriere.it sui ministri su Facebook</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Nov 2011 19:48:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sonora gaffe 2.0 per il Corriere della Sera: voleva bacchettare i ministri “distratti” su Facebook, ma finisce soltanto per dimostrare di conoscere le dinamiche basilari del social network molto meno di loro. E anche molto meno di qualunque adolescente del giorno d’oggi, sicuramente molto più “social” di tanti adulti cresciuti e vaccinati. Ma andiamo con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sonora gaffe 2.0 per il Corriere della Sera: voleva bacchettare i ministri “distratti” su Facebook, ma finisce soltanto per dimostrare di conoscere le dinamiche basilari del social network molto meno di loro. E anche molto meno di qualunque adolescente del giorno d’oggi, sicuramente molto più “social” di tanti adulti cresciuti e vaccinati.</p>
<p>Ma andiamo con ordine. Oggi pomeriggio il quotidiano di via Solferino ha lanciato sulla sua edizione on-line un roboante scoop su alcuni ex-ministri del Governo Berlusconi “colpevoli”, a suo dire, di non aver ancora cambiato il proprio status su Facebook dopo la scadenza del mandato. A finire nel mirino dell’articolista, in particolare, sono stati Renato Brunetta, passato titolare della Pubblica Amministrazione e Innovazione, e Giorgia Meloni, fino ad una settimana fa alla guida dell’ormai scomparso Ministero della Gioventù: «Brunetta e Meloni ancora ministri su Facebook», titola la testata on-line.</p>
<p>Sul web, come da copione, si scatena immediatamente il carosello degli sfottò, e le rispettive pagine dei due “onorevolissimi ex” vengono subito tempestate di messaggi irrisori da parte degli utenti Facebook. Del resto sul web non c’è nulla di così ghiotto e divertente che mettere alla berlina il potente di turno direttamente “in casa sua”.</p>
<p>Peccato che l’articolista del Corriere.it, nella foga di fare notizia, si sia lasciato sfuggire un dettaglio tutt’altro che di poco conto: quelle di Brunetta e Meloni, infatti, non sono affatto profili, ma pagine fan. E, come sa chiunque abbia un po’ di dimestichezza con il social network, mentre i primi sono spazi personali che possono essere modificati a proprio piacimento in qualsiasi momento, le seconde, pubbliche e aperte a tutte no. Superata la soglia dei 100 fan, infatti, il nome resta quello e nulla si può più fare se non richiedere una modifica direttamente alla sede centrale di Facebook. Su questo il regolamento è chiarissimo: «Questa opzione di modifica – recita con testuali parole la “creatura” di Mark Zuckerberg quando si prova a modificare il nome di una pagina molto seguita – è disponibile solo se la tua Pagina piace a meno di 100 persone». Ahiloro, entrambi gli ex ministri vantano molti più web-seguaci. La regola, incomprensibile solo in apparenza, è stata stabilita per evitare che qualche malintenzionato potesse attirare migliaia di fan con una pagina di grande richiamo, per poi modificarla “a tradimento” allo scopo di pubblicizzare viralmente un marchio, attaccare qualcosa o qualcuno, o semplicemente fare “trolling”.</p>
<p>Inoltre, almeno per quanto riguarda il caso del fu ministro Meloni, sulla bacheca della pagina campeggiava chiaro e tondo da oltre una settimana l’avviso agli utenti con il quale si comunicava che il mantenimento della dicitura era dovuto per l’appunto all’impossibilità di modificarla senza un intervento diretto degli uffici di Palo Alto. Intervento che, sottolinea ancora Giorgia Meloni, era già stato sollecitato, senza esito, da oltre una settimana. Insomma, la più giovane ex-ministro della storia della Repubblica aveva già messo le mani avanti in tempi non sospetti.</p>
<p>Altro che notizia bomba, dunque: un errore marchiano. Così la cyberfiguraccia giornalistica è servita. E il non-scoop del Corsera si rivela roba da “newbie”: “novellini” della rete.</p>
<p>di Luca Pautasso &#8211;  da http://www.dailyblog.it/ DAILYBLOG  </p>
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		<title>INTERVISTA DI LIBERO A GIORGIA MELONI</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Nov 2011 16:13:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[CLICCA QUI]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://http://www.gioventu.gov.it/media/68915/libero_12.11.pdf">CLICCA QUI</a></p>
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		<title>NASSIRIYA: MELONI, NON DIMENTICARE SACRIFICIO DEI NOSTRI RAGAZZI IN IRAQ</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Nov 2011 15:49:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(ASCA) &#8211; Roma, 12 nov &#8211; &#8221;E&#8217; un dovere di tutti gli italiani non dimenticare il sacrificio dei nostri ragazzi in Iraq. Il senso del dovere di questi giovani italiani, cosi&#8217; come quello di tutti i loro commilitoni impegnati nei luoghi piu&#8217; difficili del mondo a difendere i valori su cui si fonda la nostra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(ASCA) &#8211; Roma, 12 nov &#8211; &#8221;E&#8217; un dovere di tutti gli italiani non dimenticare il sacrificio dei nostri ragazzi in Iraq. Il senso del dovere di questi giovani italiani, cosi&#8217; come quello di tutti i loro commilitoni impegnati nei luoghi piu&#8217; difficili del mondo a difendere i valori su cui si fonda la nostra democrazia, sono un esempio per tutta la Nazione&#8221;.</p>
<p>Con queste parole il ministro della Gioventu&#8217;, Giorgia Meloni, commemora i caduti di Nassiriya, in occasione del 9* anniversario dell&#8217;attentato.</p>
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		<title>GOVERNO: MELONI, MEGLIO IL VOTO ENTRO 45 GIORNI. ELEZIONI UNICA CURA</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Nov 2011 15:48:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(ASCA) &#8211; Roma, 12 nov &#8211; &#8221;Come ha detto il ministro dell&#8217;Interno, potremmo andare al voto entro 45 giorni ed eleggere un governo legittimato da un mandato popolare&#8221;. Il ministro della Gioventu&#8217;, Giorgia Meloni, in un&#8217;intervista a Libero, spiega perche&#8217; non e&#8217; convinta dell&#8217;ipotesi di un governo tecnico. &#8221;Nessuno mi ha ancora convinto &#8211; prosegue [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(ASCA) &#8211; Roma, 12 nov &#8211; &#8221;Come ha detto il ministro dell&#8217;Interno, potremmo andare al voto entro 45 giorni ed eleggere un governo legittimato da un mandato popolare&#8221;. Il ministro della Gioventu&#8217;, Giorgia Meloni, in un&#8217;intervista a Libero, spiega perche&#8217; non e&#8217; convinta dell&#8217;ipotesi di un governo tecnico.</p>
<p>&#8221;Nessuno mi ha ancora convinto &#8211; prosegue &#8211; che riusciremo a risolvere i problemi dell&#8217;Italia con un governo in cui mettiamo insieme gente che fino ad oggi non e&#8217; riuscita a dialogare neanche nei talk-show&#8221;. Un governo di larghe intese, &#8221;rischia di paralizzare l&#8217;Italia per un altro anno&#8221; e &#8221;non sono i mercati a decidere chi va al governo&#8221;.</p>
<p>&#8221;E&#8217; la politica &#8211; dice &#8211; che deve dare risposte a problemi politici. E ricordo che i governi eletti rispondono al popolo. Un governo tecnico a chi risponde?&#8221;.</p>
<p>Certo, alle elezioni, conclude, &#8221;il rischio di perdere c&#8217;e', anche se io sono meno pessimista di altri. Ma non e&#8217; il momento di piegare gli interessi dell&#8217;Italia a quelli dei partiti&#8221;.</p>
<p>map/vlm/rob</p>
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		<title>La via italiana all’integrazione</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Nov 2011 17:40:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Giorgia Meloni La via italiana all’integrazione Illustrazione: Alessandro Sanna La terza via all’integrazione, alternativa a multiculturalismo e assimilazionismo, valorizza le identità e passa per una doppia appartenenza: è una via tutta italiana, che affonda le radici nella storia del paese. Per realizzarla è indispensabile promuovere il rispetto reciproco, senza rinunce e in nome di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Giorgia Meloni<br />
La via italiana all’integrazione Illustrazione: Alessandro Sanna</p>
<p>La terza via all’integrazione, alternativa a multiculturalismo e assimilazionismo, valorizza le identità e passa per una doppia appartenenza: è una via tutta italiana, che affonda le radici nella storia del paese. Per realizzarla è indispensabile promuovere il rispetto reciproco, senza rinunce e in nome di una laicità positiva dello Stato.</p>
<p>Quando il primo ministro britannico, James Cameron, all’inizio di quest’anno ha scosso il mondo intero dichiarando il fallimento del multiculturalismo, in tutto l’Occidente si è riacceso più forte che mai il dibattito su quale sia la via migliore per l’integrazione. Se il multiculturalismo è fallito e l’assimilazionismo tradisce un forte retrogusto neocolonialista, si impone la ricerca di una terza via, che sia “altra” rispetto a entrambe. Una terza via che potrebbe essere tutta italiana.</p>
<p>Alla domanda su cosa debba fare un immigrato di seconda generazione, integrarsi o mantenere l’identità e le tradizioni del paese di provenienza, la risposta può quindi essere una sola: integrarsi mantenendo le proprie tradizioni. “Integrare” deve poter significare amare il luogo in cui si è nati o si è deciso di vivere senza dover per questo rinunciare alla propria cultura di origine. Senza recidere le proprie radici o rifugiarsi esclusivamente all’interno di queste.</p>
<p>Mi sembra un punto focale, ma invece di ragionare in astratto intorno al significato delle parole identità, tradizione e integrazione vorrei riprendere, fra i tanti SMS ricevuti il 17 marzo, giorno dell’anniversario dell’Unità d’Italia, quello che ricordo con maggior piacere e che dice: «Cara Giorgia, a prescindere dalle polemiche sulla festa della nostra amata Italia è stato meraviglioso e solenne ricordare la nostra storia e il tesoro di cui dobbiamo essere degni eredi. Ricordare poi quella breve ma intensa e appassionata lezione sui ragazzini del Risorgimento che ci hai donato ha completato il senso dell’italianità che ci accomuna. Un caro saluto, Lubna Ammoune». Con Lubna ci siamo conosciute due anni fa a un convegno. La sua passione, il rigore, la conoscenza vera, approfondita e sentita della questione che stavamo discutendo davanti a quella platea mi hanno fatto pensare all’immenso patrimonio di energie ed entusiasmo che può venirci da una nuova generazione di italiani come lei.</p>
<p>Questa è la “via italiana” all’integrazione: la via che valorizza e non cancella l’identità. E passa per una doppia appartenenza: un plus, una sintesi autonoma ed eclettica. È una via che conosciamo bene, meglio di chiunque altro su questo pianeta, perché l’abbiamo già percorsa attraverso l’emigrazione italiana nel mondo. Un modello di attaccamento alla propria terra di origine più forte di qualunque cosa. Più forte persino di quello di chi non si è mai allontanato neppure un giorno dall’Italia. Eppure questo grande amore per le proprie radici, anche a distanza di secoli e generazioni, non ha impedito una integrazione talmente profonda e capillare da esprimere sindaci di New York, presidenti indiani, eroi di guerra, campioni sportivi e quant’altro. Si tratta forse di qualcosa che è presente nel nostro DNA fin da tempi antichissimi. Basti pensare a Roma e alla sua capacità di farsi condividere persino dai popoli conquistati con la violenza delle armi. Sarebbe quindi un controsenso storico non valorizzare oggi una via italiana alla giusta integrazione. Quando si parla di immigrazione, la tentazione dell’ideologia, della risposta faziosa e scontata, è sempre in agguato. Così come la tentazione dell’ipocrisia, o del buonismo, o del razzismo. Spesso l’immigrazione viene trattata dalla politica e dall’informazione solo in termini di emergenza e non di opportunità. E dietro la scelta di un vocabolo piuttosto di un altro c’è tutto un mondo di significati diversi. C’è una profonda differenza, ad esempio, tra “tolleranza” e “rispetto”. A me, infatti, non piace la parola “tolleranza”. Non devo “tollerare” alcunché, né devo essere tollerata. Preferisco parlare di una cultura del rispetto. La tolleranza è diventata sinonimo di rinuncia ai propri valori e alla propria essenza, senza nemmeno arrivare a conoscere davvero l’altro. Rispetto deriva invece dal latino respicere, cioè guardare in profondità, cogliere l’essenza dell’altro.</p>
<p>Che cosa può spingermi ad avvicinarmi all’altro, a volerlo conoscere? Il rispetto, certo non la tolleranza, che mi terrà sempre a distanza di sicurezza e mi farà diffidare di lui. Chi è sicuro della sua identità non ha alcun problema a dialogare con chicchessia. Nessuno può farci arretrare dalle nostre conquiste di civiltà e democrazia, e chiunque venga con lo stesso atteggiamento di rispetto, può solo arricchirci. Che è poi il motivo per cui ho così in odio il razzismo e i razzisti, e mi disgusta chi parla degli immigrati in termini dispregiativi. Solo le persone deboli possono, infatti, temere il confronto e il dialogo con chi ha un’altra nazionalità, un’altra cultura, un’altra religione, o con chi ha fatto scelte di vita diverse. Io non faccio passi indietro. Non sulla mia identità e sulla mia storia. Ecco perché non mi piace la sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo, che ha deciso che esporre il crocifisso nelle classi è «contrario al diritto dei genitori di educare i figli in linea con le loro convinzioni e con il diritto dei bambini alla libertà di religione». Credo sia una sentenza insensata e scandalosa, oltre che pericolosa. Il crocifisso è contrario a diritti e libertà? Nient’affatto. È il simbolo che per primo ci ha insegnato il rispetto degli altri, il loro valore e il valore della solidarietà, e che ci ammonisce sui diritti inalienabili degli esseri umani, tutti, prima ancora che dei cittadini. Se c’è qualcuno che davvero si sente offeso dal simbolo del crocifisso e vuole obbligarmi a toglierlo, allora non dovrebbe scegliere di vivere qui. Perché questa è la nostra storia, veniamo da lì e se a qualcuno non piace non sono obbligata a fare un atto di abiura.</p>
<p>Mi piace riferirmi alla laicità positiva di cui parlarono Sarkozy e Benedetto XVI in un loro incontro di qualche tempo fa. Come loro auspico l’avvento di una laicità positiva che, pur vegliando sulla libertà di pensiero, non consideri le religioni un pericolo ma una ricchezza. Le religioni, infatti, rappresentano un ostacolo solo allo sviluppo di quella cultura nichilista che finisce per confondere i capricci con i diritti. Credo anzi che le religioni possano aiutare gli uomini a non smarrirsi nel presente o in se stessi. Mi ha sempre affascinato la vicinanza di quel detto ebraico che dice «Quando l’uomo pensa Dio sorride » con la celebre affermazione del filosofo islamico Averroé «Chi pensa è immortale, chi non pensa muore». Il pensiero è religione e viceversa.</p>
<p>Ma come viene vissuta questa corrispondenza dai giovani delle seconde generazioni? L’espressione più utilizzata per identificare la radice delle difficoltà o del rifiuto da cui si sentono talvolta attorniati i giovani stranieri intervistati per la ricerca condotta da Mario Abis è ignoranza. Ignoranza di cosa sia l’Islam, delle differenze esistenti tra un marocchino, un algerino, un egiziano; del fatto che i giovani di seconda generazione, cresciuti in Italia, parlino benissimo l’italiano. Questi giovani attribuiscono ai mass media molta responsabilità «nella diffusione della diffidenza e del razzismo», perché raccontano l’immigrazione «evidenziando e dilatando gli episodi di devianza e di criminalità e trascurando tutto il resto. La realtà degli immigrati, la loro quotidianità, le trasformazioni, la loro cultura sono tutti aspetti che non trovano spazio nei media». Condivido molto quest’analisi.</p>
<p>Per questo al ministero della Gioventù ci siamo posti il problema “dell’ignoranza” in questa materia. Abbiamo fornito ai punti Informagiovani materiale e guide per aiutare i ragazzi stranieri che si rivolgono a quegli sportelli: dalle informazioni sui permessi di soggiorno e le pratiche per la cittadinanza, fino ai corsi e alle opportunità di integrazione. Abbiamo anche fornito una serie di schede-paese che possono servire a conoscere i paesi extraeuropei dai quali proviene la maggior parte degli immigrati. Insieme all’ISFOL abbiamo anche condotto una ricerca che sarà disponibile a breve. Sono state poste le stesse domande a ragazzi italiani, di seconda generazione e stranieri. Ho trovato particolarmente interessante il capitolo che riguarda più direttamente la scuola. È ovvio che la scuola sia il luogo principe dell’integrazione. Il quadro che emerge è un quadro in cui in generale la stragrande maggioranza dei ragazzi italiani e dei ragazzi di seconda generazione si considera “molto integrata” nella realtà sociale. La percentuale è un poco più bassa, ma non troppo, se si fa la stessa domanda ai ragazzi stranieri. C’è però un dato che considero interessante, e riguarda la consapevolezza della cittadinanza: né i ragazzi italiani né quelli di seconda generazione hanno in effetti idea di come funzioni la legge sulla cittadinanza. L’appartenenza alla stessa comunità scolastica e sociale è per loro elemento sufficiente. Il resto, ai loro occhi, sembra essere più che altro un problema burocratico.</p>
<p>E questo ci porta ad affrontare in concreto il nodo della cittadinanza. Al netto di tutte le teorie e di tutti i dibattiti che possiamo costruirci intorno, c’è un principio che mi sta a cuore e dal quale vorrei partire: “L’Italia a chi la ama”. Penso che la patria non sia un dato che si acquisisce per mera discendenza, qualcosa che ci troviamo a ereditare e archiviamo. La patria è una scelta che rinnoviamo ogni giorno, una scelta libera e appassionata. Dobbiamo considerare che oggi ci sono migliaia di ragazzi stranieri che sono nati e cresciuti in Italia. Di fatto, sono italiani come i loro coetanei. Il punto resta dunque quello di calare nell’ordinamento dello Stato l’affermazione di principio “l’Italia a chi la ama”. Una questione di cui ultimamente si dibatte molto (nelle commissioni parlamentari ci sono infatti varie proposte di riforma) e che personalmente ritengo si debba affrontare senza demagogie inutili né scorciatoie, ossia integrando lo ius sanguinis con lo ius soli. Il diritto alla cittadinanza per “linea di sangue” non è infatti una questione di razza o di etnia. Rispecchia il concetto per cui chi è figlio di italiani è italiano, perché avrà ricevuto dalla sua famiglia una formazione culturale e civica che fa di lui un cittadino italiano. Ma, allo stesso modo, bisogna riconoscere che un giovane può essere forgiato come cittadino italiano anche in altri modi. E penso ovviamente al ruolo della scuola. Sono in generale contraria all’ipotesi di ridurre a zero o quasi i tempi per la cittadinanza o di renderla automatica dopo un certo periodo di permanenza. Ma credo che un giovane, nato o no in Italia, se frequenta con profitto la scuola dell’obbligo, debba essere considerato alla stregua di un figlio di italiani. E che abbia diritto, quindi, alla cittadinanza italiana.</p>
<p>Dall’esame dell’attuale legge per l’acquisizione della cittadinanza appare chiaro che molto può essere migliorato per facilitare i ragazzi delle seconde generazioni. Per tale motivo, proprio in questi giorni sto ragionando su una iniziativa normativa che consenta di tenere conto del problema, che garantisca ai giovani stranieri pari opportunità. Favorendo, ad esempio, il riconoscimento formale del loro status sostanziale prima della maggiore età e rendendo più semplici le pratiche per la cittadinanza una volta maggiorenni. Non sarebbe nulla di più se non il giusto riconoscimento per quei ragazzi che sono italiani a tutti gli effetti.</p>
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		<title>Giorgia Meloni &#8211; intervento Gala NIAF 2011</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Oct 2011 22:13:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[CLICCA QUI PER L&#8217;INTERVENTO DEL MINISTRO MELONI AL NAIF]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&#038;v=yakEJLKdGMo" title="intevento di Giorgia Meloni, clicca qui"><strong>CLICCA QUI PER L&#8217;INTERVENTO DEL MINISTRO MELONI AL NAIF</strong></a></p>
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		<title>Italia-Usa, Meloni: &#8220;Grazie ai giovani si può uscire da crisi&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Oct 2011 14:41:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Domenica 30 Ottobre 2011 08:08 «Si può uscire dalla crisi solo rivedendo a fondo le nostre priorità, distinguendo cosa è veramente importante, da quello che non lo è: vivendo a fianco di giovani posso già vedere che grazie alla loro volontà, cambiare è possibile». Giorgia Meloni incanta la platea degli oltre 2000 presenti del gala [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://giorgiameloni.garbatella.it/wp-content/uploads/2011/10/NIAF3.jpg"><img src="http://giorgiameloni.garbatella.it/wp-content/uploads/2011/10/NIAF3-300x199.jpg" alt="" title="NIAF" width="300" height="199" class="aligncenter size-medium wp-image-2325" /></a><br />
Domenica 30 Ottobre 2011 08:08</p>
<p>«Si può uscire dalla crisi solo rivedendo a fondo le nostre priorità, distinguendo cosa è veramente importante, da quello che non lo è: vivendo a fianco di giovani posso già vedere che grazie alla loro volontà, cambiare è possibile». Giorgia Meloni incanta la platea degli oltre 2000 presenti del gala del Niaf, la più importante organizzazione italoamericana, parlando di speranza e di lotta alla crisi mondiale. Con un ottimo accento inglese, il ministro della Gioventù, in completo scuro, ammette che «il comune denominatore della nostra epoca è l&#8217;incertezza e l&#8217;insicurezza di questi tempi difficili». Tuttavia, spiega che rivedendo a fondo le nostre priorità, ne possiamo venire fuori: «Bisogna riscoprire cosa è importante, i principi di base &#8211; osserva &#8211; come l&#8217;onestà, la tenacia, l&#8217;amore per la natura e per l&#8217;ambiente, l&#8217;amore per la nostra famiglia e per il prossimo». Apre il suo discorso con un ricordo delle vittime americane cadute oggi in Afghanistan. Quindi Meloni rende omaggio ai sacrifici che l&#8217;America compie per difendere la democrazia dal terrorismo. E dopo aver lodato i tanti simboli del successo degli immigrati italiani in America, ricorda ai figli e nipoti dei primi immigrati in America, ricorda che proprio quest&#8217;anno si festeggiano i 150 anni dell&#8217;unità d&#8217;Italia: «Durante queste celebrazioni, il mio obiettivo è stato ricordare che i protagonisti del Risorgimento erano tutti giovani. Armati dai loro sogni, vinsero un nemico molto più forte di loro e crearono una Nazione dal nulla: a loro noi dobbiamo la nascita del nostro Paese». «Per questa ragione &#8211; prosegue Meloni &#8211; noi oggi dobbiamo credere al potere visionario della nostra gioventù: sono loro che possono fare la differenza per un futuro migliore». Infine, Meloni, tra gli applausi, chiude il suo intervento con una citazione di San Francesco, patrono d&#8217;Italia: «Inizia a fare il necessario, poi continua a fare il possibile. E improvvisamente ti troverai a fare l&#8217;impossibile».</p>
<p>da http://www.lunico.eu/</p>
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		<title>Fondo da 50 mln per accesso ai mutui prima casa</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Oct 2011 22:33:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(ANSA) &#8211; ROMA, 26 OTT &#8211; L&#8217;adozione e la realizzazione da parte del ministero della Gioventu&#8217; del Fondo di garanzia sull&#8217;accesso al mutuo per l&#8217;acquisto della prima casa dedicato alle giovani coppie di lavoratori precari. E&#8217; una delle misure messe in campo per aiutare i giovani. Lo ha ricordato il ministro della Gioventu&#8217;, Giorgia Meloni, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(ANSA) &#8211; ROMA, 26 OTT &#8211; L&#8217;adozione e la realizzazione da parte del ministero della Gioventu&#8217; del Fondo di garanzia sull&#8217;accesso al mutuo per l&#8217;acquisto della prima casa dedicato alle giovani coppie di lavoratori precari. E&#8217; una delle misure messe in campo per aiutare i giovani. Lo ha ricordato il ministro della Gioventu&#8217;, Giorgia Meloni, rispondendo durante il question time a un&#8217;interrogazione sulle iniziative per facilitare l&#8217;acquisto della prima casa da parte dei giovani. &#8221;Si tratta &#8211; ha spiegato il ministro &#8211; di un fondo di 50 milioni di euro con i quali lo Stato si impegna a offrire garanzie per le giovani coppie che abbiano piu&#8217; della meta&#8217; di reddito derivante da lavoro precario&#8221;, garanzie che di solito le banche concedono solo in presenza di contratti stabili. &#8221;Noi garantiamo fino al 70% &#8211; ha spiegato il ministro &#8211; un mutuo che puo&#8217; arrivare fino a 200 mila euro per le giovani coppie di under 35 sposare, con o senza figli, oppure per nuclei monogenitoriali con figli. Gia&#8217; da oltre un mese i ragazzi che hanno questi requisiti si possono rivolgere alle filiali degli istituti di credito che hanno aderito all&#8217;iniziativa&#8221;. Giorgia Meloni ha ricordato che e&#8217; stato stipulato, a questo proposito, un protocollo d&#8217;intesa con l&#8217;Abi e che hanno aderito alcuni tra i piu&#8217; importanti istituti di credito (l&#8217;elenco e&#8217; costantemente aggiornato sul sito del ministero). Il ministro, infine, ha ricordato altre iniziative a favore dei giovani tra le quali il Fondo per gli affitti riservato agli under30 e i 15 accordi di programma stipulati dal ministero delle Infrastrutture con 14 regioni e la provincia autonoma di Trento &#8221;in forza del quale vengono mobilitati 2 miliardi e 700 milioni di euro che serviranno alla costruzione di 15.200 alloggi, a prezzi calmierati, che tra i principali destinatari vedono nuclei familiari a basso reddito, giovani coppie e studenti fuori sede&#8221;.(ANSA).</p>
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		<title>Meloni: “Non è assurdo chiedere un piccolo sforzo”</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Oct 2011 06:16:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Riforma delle pensioni, argomento in primo piano all’interno della maggioranza, nella quale si registra la posizione scettica della Lega, contraria al provvedimento e, a quanto pare, non disposta a fare passi indietro. Sull’argomento è intervenuto il Ministro degli Esteri, Franco Frattini: “Sulla riforma delle pensioni la Lega dovrebbe collaborare con il presidente del Consiglio non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riforma delle pensioni, argomento in primo piano all’interno della maggioranza, nella quale si registra la posizione scettica della Lega, contraria al provvedimento e, a quanto pare, non disposta a fare passi indietro. Sull’argomento è intervenuto il Ministro degli Esteri, Franco Frattini: “Sulla riforma delle pensioni la Lega dovrebbe collaborare con il presidente del Consiglio non perchè piace a Bruxelles ma perchè serve all’Italia”, ha dichiarato. Sulla questione è intervenuto anche il ministro Giorgia Meloni: “Credo che non sia affatto assurdo chiedere un piccolo sforzo in più ai padri per il bene dei propri figli. Rimandare di qualche anno l’abbandono del posto di lavoro non è chiedere troppo, se si tratta di garantire l’accesso a un futuro dignitoso per tanti giovani “.</p>
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		<title>FORMAZIONE GIOVANI ITALIANI ALL&#8217;ESTERO &#8211; ITALIA/USA &#8211; ACCORDO MINISTERO GIOVENTU&#8217;/UNIVERSITA&#8217; CALIFORNIA: MASTER SCUOLA DI CINEMA IN CALIFORNIA PER 50 RAGAZZI</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Oct 2011 06:14:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(2011-10-24) Il Ministro della Gioventù Giorgia Meloni ha annunciato oggi nel corso di una Conferenza stampa al Festival Internazionale del Film di Roma di aver siglato un accordo importante con l&#8217;Università della California. «Per la prima volta &#8211; ha affermato il Ministro &#8211; 50 ragazzi faranno un master in una delle scuole di cinema più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://giorgiameloni.garbatella.it/wp-content/uploads/2011/10/6565-giorgia-meloni-gian-luigi-rondi.gif"><img src="http://giorgiameloni.garbatella.it/wp-content/uploads/2011/10/6565-giorgia-meloni-gian-luigi-rondi.gif" alt="" title="6565-giorgia-meloni-gian-luigi-rondi" width="258" height="130" class="alignleft size-full wp-image-2299" /></a>(2011-10-24)</p>
<p>  Il Ministro della Gioventù Giorgia Meloni ha annunciato oggi nel corso di una Conferenza stampa  al Festival Internazionale del Film di Roma di aver siglato un accordo importante con l&#8217;Università della California.<br />
«Per la prima volta &#8211; ha affermato il Ministro &#8211; 50 ragazzi faranno un master in una delle scuole di cinema più famose al mondo, totalmente gratuito, da 2 a 4 mesi, per un periodo complessivo di 2 anni. Questo per formare sempre di più i nostri giovani talenti nel cinema».</p>
<p>  Un impegno, quello di favorire e sostenere l&#8217;accesso dei giovani alle professioni del cinema, che il Dipartimento sta portando avanti con grande impegno. Fra le iniziative che saranno realizzate all&#8217;interno del festival:</p>
<p>  New Cinema Network Lab, un laboratorio sul campo aperto ai giovani professionisti del settore al di sotto dei 35 anni, attivo tutto l&#8217;anno. A questa edizione hanno partecipato 33 giovani attraverso un bando aperto. Sette i progetti realizzati, 5 di finzione e 2 di animazione.</p>
<p>il Premio Marc&#8217;Aurelio Esordienti. «Abbiamo dato vita al Marc&#8217;Aurelio Esordienti &#8211; ha spiegato il Ministro Meloni &#8211; per avere un&#8217;opera che potesse essere premiata al pari delle grandi, oltre a un laboratorio dove i ragazzi possono confrontarsi con i grandi del cinema durante il Festival».  La competizione ospita una selezione di undici opere prime (di cui tre presenti nel concorso della Selezione Ufficiale &#8211; di cui due italiane -, tre nella sezione Alice nella città e cinque ne L’Altro Cinema | Extra) e premia il regista dell’opera migliore votata da una giuria di esperti del settore cinematografico, presieduta dalla Direttrice della Casa del Cinema, Caterina D’Amico, e composta da Leonardo Diberti, Anita Kravos, Gianfrancesco Lazotti e Giuseppe Alessio Nuzzo. Sono film che «raccontano soprattutto l&#8217;adolescenza», ha spiegato il direttore artistico del Festival, Piera Detassis.<br />
  la novità di quest&#8217;anno è la Vetrina dei giovani cineasti italiani che consente a dieci opere prime selezionate di essere proiettate nel centro culturale Elsa Morante, votate dal pubblico e quella che ottiene il maggior numero di voti viene proiettata durante il Festival.«In questo tempo di crisi economica e con la globalizzazione, dobbiamo investire sulle nostre specificità e sul genio e sul talento dei giovani» ha detto il Ministro.</p>
<p>Le numerose iniziative messe in campo dal Ministro della Gioventù per il cinema e l&#8217;audiovisivo hanno offerto la possibilità a migliaia di ragazzi di entrare in contatto con il mondo del lavoro in questi settori. Oltre al Festival Internazionale del Film di Roma, sono diverse le rassegne cinematografiche e i progetti a sostegno delle nuove generazioni che si avvalgono del supporto del Dipartimento della Gioventù.</p>
<p>Con il Centro Sperimentale di Cinematografia è stato avviato un accordo che porterà alla realizzazione di un lungometraggio su un tema a carattere sociale e con valenza etica. Verrà infatti per la prima volta prodotto, interamente dal Dipartimento, un film realizzato completamente dai giovani, con l’obiettivo di ottenere una capillare distribuzione.<br />
Al Taormina Film Festival, il campus Taormina offre l&#8217;opportunità a oltre mille ragazzi al di sotto dei 30 anni di partecipare a incontri con personalità di spicco del mondo cinematografico nazionale ed internazionale; nell&#8217;ambito del Giffoni Film Festival, è stato realizzato un percorso formativo dedicato ai migliori cento ex giurati delle precedenti edizioni, che offre loro la possibilità di partecipare a lezioni con docenti qualificati, incontri con professionalità del cinema e spazi di approfondimento; per la promozione di nuovi talenti, nell’ambito del Premio Solinas, si inserisce, a partire dal 2011, il concorso Experimenta che, in collaborazione con Rai Cinema, prevede l’assegnazione di due borse di studio a giovani sceneggiatori e/o registi.</p>
<p>Al Vittorio Veneto Film festival, rivolto ai ragazzi dagli 8 ai 23 anni, i mille componenti della giuria hanno l’opportunità di vivere, per tutta la durata del Festival, a contatto con esperti professionisti della cinematografia. I 450 componenti della Sezione Visentin del Festival (ragazzi tra i 16 e i 23 anni), adottata dal Dipartimento della Gioventù, parteciperanno inoltre ad un’esperienza professionale diretta di elevata qualità attraverso tre workshop mirati<br />
all’approfondimento di alcuni aspetti legati al mondo della cinematografia e della comunicazione visiva.</p>
<p>Nell’ambito del Social World Film Festival, il Dipartimento della Gioventù ha avviato quest’anno due iniziative aperte a ragazzi provenienti da tutta Italia: il ”Young Media Campus”, un workshop di regia, fotografia e giornalismo cui hanno partecipato nove ragazzi dai 18 ai 35 anni e la Giuria Giovani, composta da cento ragazzi tra i 18 e i 30 anni, selezionati tramite l’apposito bando, pubblicato sul sito dedicato al Festival.</p>
<p>Al MedFilmfestival, attraverso il Progetto Methexis, sono state coinvolte circa 150 scuole e università di cinema che hanno sede in Italia, Europa, e nei Paesi della sponda sud del Mediterraneo per selezionare un gruppo di 10 studenti diplomandi che partecipano alle varie rassegne di cortometraggi presentati nell’ambito del Festival. Il Premio Methexis è destinato a promuovere opere di giovani autori europei e mediterranei che incoraggiano temi del dialogo interculturale, della cooperazione e della pace.</p>
<p>Con il Progetto 48 Hour Film Project, giovani film-makers hanno 48 ore di tempo per realizzare e presentare il proprio progetto filmico. La competizione, che si avvale della compartecipazione del Dipartimento della Gioventù, ha come obiettivo quello di avvicinare i giovani registi al mondo della produzione e dare loro la possibilità di distribuire il proprio<br />
prodotto.</p>
<p>Tra le attività volte a rilanciare il cinema indipendente a carattere internazionale, quest&#8217;anno, su iniziativa del Dipartimento, nell&#8217;ambito del Rome Independent Film festival (RIFF), è stato assegnato il Premio New Frontiers, rivolto ai giovani cineasti italiani di opere prime in concorso. Tale riconoscimento intende favorire la distribuzione del film vincente presso un cinema di Roma per una settimana.</p>
<p>Si segnalano tra gli altri, il Maremetraggio Festival, a sostegno del cinema giovane e dei filmakers esordienti; l’Italian Film and Fashion Festival &#8211; Margherita di Savoia che, attraverso il Premio Filming, patrocinato da Dipartimento della Gioventù, ha istituito un concorso aperto agli under 30, con l’obiettivo di dedicare uno specifico evento ai giovani, al<br />
fine di offrire loro una maggiore visibilità e l’opportunità di entrare nel mondo dell’industria audiovisiva e  inematografica; l’Academy del Corto, iniziativa patrocinata dal Dipartimento nell’ambito del Capalbio Cinema International Short Film Festival, una “maratona” di 3 giorni durante i quali i giovani che si sono iscritti al bando promosso dal Festival hanno visionato e pre-selezionato – tra oltre 100 cortometraggi – i film più meritevoli di partecipare alla Rassegna; il Circeo Film Festival, un concorso per lungometraggi e cortometraggi, nell’ambito del quale verrà assegnato il “Polpo d’oro” quale riconoscimento, da parte della apposita giuria, al miglior film, al miglior corto e al migliore attore e attrice; il Milano Film Festival, che per la sua XVI edizione si è avvalso della collaborazione del Dipartimento della Gioventù proponendo due concorsi internazionali per lungometraggi e cortometraggi ed una<br />
sezione fuori concorso dedicata alle produzioni italiane indipendenti;</p>
<p>Infine, La fabbrica dei talenti, iniziativa inedita, patrocinata dal Ministro della Gioventù, con il Premio Guglielmo Biraghi del SNGCI (Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani), organizzato dai giornalisti cinematografici nel quadro della Mostra Internazionale di Venezia. Il riconoscimento punta a distinguere non solo attori e registi, ma anche altre professionalità richieste per l&#8217;allestimento di un progetto cinematografico.</p>
<p>Su più ampia scala, il Ministro della Gioventù, in collaborazione con l&#8217;AIG (Associazione Italiana Alberghi per la gioventù), ha di recente lanciato il Progetto Osthello. L&#8217;idea è quella di utilizzare strutture turistiche low cost create per i giovani e trasformarle in laboratori d&#8217;arte. In queste strutture, presenti nelle principali città italiane, saranno realizzati corsi ad hoc nei quali i giovani potranno occuparsi di cinema, musica, teatro, arti visive e giornalismo.(24/10/2011-ITL/ITNET)</p>
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