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	<title>Giorgia Meloni Blog &#187; Interviste</title>
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	<description>Il sito semi-ufficiale. A cura dei ragazzi di AG Garbatella con il contributo di tanti amici</description>
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		<title>GIORGIA MELONI intervista SILVIO BERLUSCONI</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Sep 2010 21:14:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[Berlusconi e Meloni ad Atreju clicca sul link per vedere]]></description>
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		<title>Giorgia Meloni vuole un Parlamento più giovane: Senatori venticinquenni e deputati diciottenni.</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Jan 2010 14:09:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>

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		<description><![CDATA[Giorgio e Giorgia. Il presidente Napolitano e la ministra Meloni uniti nel nome dei giovani. Nel discorso di fine anno il capo dello Stato insiste sull’importanza delle nuove generazioni. Altro che Celli e il suo consiglio di mandarli tutti all’Estero. «Finalmente», dice la ministra dei giovani che in un paese che ha il vizio di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://giorgiameloni.garbatella.it/wp-content/uploads/2010/01/gg1-150x150.jpg" alt="gg1" title="gg1" width="150" height="150" class="alignleft size-thumbnail wp-image-1481" />Giorgio e Giorgia. Il presidente Napolitano e la ministra Meloni uniti nel nome dei giovani. Nel discorso di fine anno il capo dello Stato insiste sull’importanza delle nuove generazioni. Altro che Celli e il suo consiglio di mandarli tutti all’Estero. «Finalmente», dice la ministra dei giovani che in un paese che ha il vizio di puntare sempre su quelli che il futuro lo hanno alle spalle, ha un duro lavoro davanti a sè. «Per fortuna c’è Napolitano». E a sentirlo da lei, cresciuta nella cultura della destra nostalgica, fa un certo effetto.</p>
<p><strong>Insomma ministro lei sembra avere affinità soprattutto con icone della sinistra, da Bertinotti a Napolitano.</strong><br />
«Io non ho paraocchi. Giudico le persone. E ringrazio Napolitano di aver dedicato una parte importante del discorso di fine anno ai giovani, d’altra parte è un interesse che il presidente ha dimostrato sempre ponendo spessissimo l’accento su quanto meritevoli siano i ragazzi italiani. In particolare negli ultimi mesi è intervenuto per dire di non abbandonare l’Italia perché solo con loro può migliorare il futuro del paese. L’energia dei giovani è necessaria».</p>
<p><strong>E come facciamo a tenercela?</strong><br />
«Iniziamo dal ringiovanire Camera e Senato. Così che le esigenze delle generazioni siano rappresentate in maniera equa. Oggi non è così».</p>
<p><strong>Impresa ardua&#8230;</strong><br />
«Visto che quest’anno è finito parlando delle riforme che verranno, da condividere, io il prossimo anno voglio riuscire a riformare le norme che regolano elettorato attivo e passivo, voglio abbattere gli steccati anagrafici che comportano che oggi ci sia fino ai 40 anni una cittadinanza imperfetta. Visto che al Senato prima dei 40 anni non si può essere eletti e quindi le generazioni che precedono tale compleanno dono rappresentate imperfettamente. E’ una riforma su cui c’è larga intesa. Deve esserci corrispondenza tra l’età necessaria per eleggere ed essere eletti».</p>
<p><strong>Quindi deputati diciottenni e senatori di 25?</strong><br />
«Perché no?».</p>
<p><strong>Napolitano ha sottolineato l’importanza di creare lavoro per i giovani. Il problema vero è il precariato. Cosa farete per loro?</strong><br />
«E’ necessario contrapporre alla flessibilità del lavoro strumenti che bilancino questa situazione. Dal primo gennaio saremo in grado di pubblicare le norme attuative del fondo di garanzia sull’accesso al credito per l’acquisto della prima casa. 24 milioni di euro con cui lo stato garantisce chi non ha un posto fisso. E poi ci stiamo dando da fare per creare la cultura di impresa nei giovani attraverso l&#8217;Università. Sia con un bando per finanziare progetti proposti da associazioni giovanili, facilitando lo start up di nuove imprese. E anche con il Global Village Campus, ossia un ponte tra Università e lavoro. A settembre per cinque settimane abbiamo fatto incontrare i migliori giovani neolaureati e il mercato del lavoro. Il prossimo anno l’obiettivo è moltiplicare questo strumento».</p>
<p><strong>In Italia non esiste meritocrazia. Uno dei motivi che spiega per esempio la fuga dei cervelli.</strong><br />
«Certo noi ereditiamo un sistema bloccato da privilegi consolidati e da una visone sessantottina per cui l’uguaglianza è considerata nemica del merito, mentre il nostro scopo è di costruire l&#8217;uguaglianza attraverso il merito. Partendo tutti dallo stesso blocco di partenza. E mi faccia dire un’altra cosa. Si racconta solo il lato buio dei nostri ragazzi, l’alcool, la droga, non il talento, il sacrificio. E’ gente che fa salti mortali per ritagliarsi un posticino dignitoso grazie a chi li ha preceduti e non ha pensato a chi sarebbe venuto dopo. Nel 2008 in 190 hanno vinto riconoscimenti internazionali. Significa che abbiamo un humus su cui investire. Ho in progetto un Expo per raccontare il loro talento».</p>
<p><strong>E la scuola?</strong><br />
«Prestito d’onore: consentire ai ragazzi di pagarsi l’Università, magari anche la formazione all’Estero, prestandogli i soldi che poi restituirà quando sarà in grado di farlo. Penso non solo all’Università ma anche a un’educazione non formale come i corsi di teatro o di lingua. Io credo che una delle grandi sfide che dobbiamo vincere sia quella di dare a tutti i giovani la possibilità di andare all’estero».</p>
<p><strong>Che fa contraddice Napolitano?</strong><br />
«Assolutamente no. Il mio fine farli studiare fuori e poi riportare in Italia quello che si è imparato. Completamente in sintonia con il Presidente».</p>
<p>2.01.2010 da http://www.lastampa.it/  di <b>Maria Corbi</b></p>
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		<title>Caso Marrazzo: Meloni, Le dimissioni si danno oppure no</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Oct 2009 08:22:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa e Dichiarazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Marrazzo]]></category>
		<category><![CDATA[Regione Lazio]]></category>

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		<description><![CDATA[In ogni caso, «i cittadini del Lazio hanno diritto a più rispetto». È lapidaria il ministro della Gioventù Giorgia Meloni nello stigmatizzare la «scelta ambigua» di Piero Marrazzo di autosospendersi dalla carica di governatore del Lazio senza tuttavia rassegnare le dimissioni, impedendo così le elezioni regionali anticipate. Ministro, la scelta di Marrazzo di autosospendersi desta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In ogni caso, «i cittadini del Lazio hanno diritto a più rispetto». È lapidaria il ministro della Gioventù Giorgia Meloni nello stigmatizzare la «scelta ambigua» di Piero Marrazzo di autosospendersi dalla carica di governatore del Lazio senza tuttavia rassegnare le dimissioni, impedendo così le elezioni regionali anticipate. Ministro, la scelta di Marrazzo di autosospendersi desta più di una perplessità dal punto di vista politico e istituzionale. Che idea si è fatta? «Non si possono piegare le regole democratiche a proprio uso e consumo. Il Partito democratico ha consigliato a Marrazzo una scelta ambigua finalizzata soltanto a prendere tempo. La sinistra in difficoltà ha bisogno di riorganizzarsi e per farlo vuole procrastinare il più possibile il voto nel Lazio, mettendo, per giunta, alla guida della Regione una figura non legittimata da alcun voto popolare. È un atteggiamento arrogante e irresponsabile nei confronti dei cittadini. Le dimissioni si danno oppure no». A questo punto c&#8217;è il rischio di un immobilismo di fatto della Regione. E le criticità da risolvere continuano ad essere tante. «Il problema è proprio questo. Le regole democratiche sono fatte per governare i meccanismi istituzionali e dare risposte concrete ai cittadini. Non si possono perciò piegare alle necessità della sinistra in crisi. Le gravi emergenze che attanagliano la Regione Lazio e i suoi cittadini non possono attendere i tempi dell&#8217;avvilente epilogo dell&#8217;amministrazione Marrazzo, che comunque in cinque anni ha fatto davvero poco o niente per emergenza rifiuti, sanità, lavoro e sviluppo. La Regione rischia ora la paralisi per altri sei mesi. Una cosa inammissibile e inconcepibile. I cittadini del Lazio pretendono una guida stabile scelta da loro. Per questo sono necessarie le elezioni anticipate». A questo punto cosa auspica? «Mi auguro proprio che il nuovo segretario del Partito democratico, chiunque sarà, dia un segale di rottura e di discontinuità rispetto al passato, anziché soggiacere ai soliti giochi di palazzo. Si vada quindi a elezioni anticipate, i cittadini del Lazio non possono aspettare e ne hanno il diritto».</p>
<p><a title="Il tempo" href="http://iltempo.ilsole24ore.com/politica/2009/10/26/1085925-dimissioni_danno_oppure.shtml" target="_blank">tratto da Il Tempo del 26/10/2009</a></p>
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		<title>Agrigento web intervista Giorgia Meloni</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Sep 2009 07:54:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>

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		<description><![CDATA[Incontriamo il giovane Ministro della Gioventù Giorgia Meloni per una breve intervista, all’interno del Parco del Celio durante la manifestazione Atreju. Allora Ministro a 32 anni ci si può dire arrivati? Il suo “cursus politico “ è da paura ? “Assolutamente no, la mia vita è sempre proiettata al futuro, non vivo di ricordi cerco [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Incontriamo il giovane Ministro della Gioventù Giorgia Meloni per una breve intervista, all’interno del Parco del Celio durante la manifestazione Atreju.</p>
<p><strong>Allora Ministro a 32 anni ci si può dire arrivati? Il suo “cursus politico “ è da paura ?</strong><br />
<em>“Assolutamente no, la mia vita è sempre proiettata al futuro, non vivo di ricordi cerco di impegnarmi sempre di più; si la mia determinazione è stata la stella polare del mio spendermi in politica”</em></p>
<p><strong>Ministro cosa ci può dire di questa undicesima edizione di Atreju , dal titolo accattivante “oltre ogni muro”?</strong><br />
<em>“E’ l’undicesima edizione è una manifestazione che nel corso degli anni è cresciuta tantissimo, che quest’anno diventa per la prima volta  “festa nazionale dei giovani del Pdl”, cioè della Giovane Italia; che assume una dimensione più ampia di quella che aveva nelle precedenti edizioni nelle quali era la festa nazionale di “Azione Giovani”,movimento giovanile di Alleanza Nazionale. Un’edizione che abbiamo dedicato al tema “Oltre ogni muro”per celebrare il ventennale della caduta del “Muro di Berlino”, ma anche per parlare dei tanti “Muri”che ancora albergano nel mondo, ovunque viene soffocata la libertà dei popoli e della nostra società , dove viene mortificato il merito e il talento, dove alberga la criminalità organizzata con le tante difficoltà che i giovani italiani incontrano nella capacità di interfacciarsi nel mondo del lavoro. Sono una serie di temi che abbiamo affrontato nei nostri dibattiti.<br />
</em></p>
<p><strong>Grandi personaggi quest’anno con una serie innumerevoli di Ministri, molto interessante il dibattito tra la destra e la sinistra con la Russa e D’Alema ?<br />
</strong> <em>“I dibattiti sono stati interessanti e ricchi di appeal, questa è una manifestazione dove ormai c’è un parterre incredibile di ospiti, che peraltro provengono da storie diverse. Le cifre di questa manifestazione sono nella assoluta disponibilità dei giovani della “Giovane Italia”, di confrontarsi con tutti quelli che hanno delle cose interessanti da dirsi, anche quando non si condividono, perché le identità forti non temono il confronto. Questa è una generazione che non teme di confrontarsi con nessuno e lo sta dimostrando in questa manifestazione “Atreju”.</em></p>
<p><strong>“Il progetto in Apq finanziato dal Ministero della Gioventù dal titolo “i giovani protagonisti di se stessi” sul comportamento e i corretti stili di vita a che punto è, visto che dovrebbero arrivare in Sicilia parecchi soldi?</strong><br />
<em>“C’è un bando di concorso che è in aggiudicazione e sul quale sta lavorando la commissione.  Nei prossimi mesi dovrebbe essere realizzato”.</em></p>
<p><strong>Un consiglio che dà alla generazione verde che si avvicina alla politica ?</strong><br />
<em>“Nel non pensare mai che la politica sia un mestiere, la politica è solo impegno civile non la si deve vivere mai come carriera “.</em></p>
<p><strong>La ringrazio Ministro della disponibilità che ha concesso al sito Agrigentoweb ?<br />
</strong><em>“Grazie a Lei , un saluto alla Sicilia e al suo Direttore Lelio Castaldo”.</em></p>
<p>tratto da:<a title="Agrigento web" href="http://www.agrigentoweb.it/intervista-al-ministro-della-gioventu-giorgia-meloni_21923/" target="_blank"> http://www.agrigentoweb.it/intervista-al-ministro-della-gioventu-giorgia-meloni_21923/</a></p>
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		<title>Meloni: «Gianfranco ci mancherà molto»</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Sep 2009 14:44:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;intervista Il ministro della Gioventù Giorgia Meloni presenta l&#8217;edizione di quest&#8217;anno della festa dei giovani Pdl Sulla carta Atreju è all&#8217;undicesima edizione. Di fatto però, la rituale festa di Azione giovani, che parte oggi, quest&#8217;anno si presenterà in veste nuova. Sarà infatti la prima manifestazione di Giovane Italia, il movimento giovanile del Pdl. «Effettivamente un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>L&#8217;intervista Il ministro della Gioventù Giorgia Meloni presenta l&#8217;edizione di quest&#8217;anno della festa dei giovani Pdl</em></p>
<p>Sulla carta Atreju è all&#8217;undicesima edizione. Di fatto però, la rituale festa di Azione giovani, che parte oggi, quest&#8217;anno si presenterà in veste nuova. Sarà infatti la prima manifestazione di Giovane Italia, il movimento giovanile del Pdl. «Effettivamente un po&#8217; di emozione in più c&#8217;è», ammette la storica padrona di casa Giorgia Meloni, ministro della Gioventù. «Questa volta i ragazzi e le ragazze che arriveranno a Roma davvero si mescoleranno, a prescindere dalla loro esperienza in An o in Forza Italia». Una mescolanza avvenuta anche nell&#8217;organizzazione della festa? «Certo. Non c&#8217;è niente di più forte su una alleanza che sporcarsi le mani e lavorare insieme». Tra i dibattiti più importanti c&#8217;è quello di oggi pomeriggio con il presidente del Consiglio. Visto che ora non è più la festa di Ag, ma ci sono anche i ragazzi di Forza Italia, ci saranno domande più morbide? «No, il dibattito con il premier non sarà differente da quello dell&#8217;anno scorso. Le domande saranno sempre fatte dal pubblico e su argomenti diversi». Dica la verità: non ne avete concordata neanche una? «No, assolutamente. Di certo non ci perderemo a parlare delle vicende private del premier come invece fa certa stampa». Berlusconi sarà presente. Gianfranco Fini, no. Un po&#8217; strano&#8230; «Mi dispiace moltissimo, l&#8217;incontro dei giovani con Fini ha fatto la storia di Atreju. Ma non c&#8217;è nessuna volontà politica o chissà quale dietrologia. Semplicemente che ora Fini è il presidente della Camera e averlo non è più così facile. Vorrà dire che l&#8217;anno prossimo gli invieremo l&#8217;invito molto prima». In un momento come questo, con i due co-fondatori del Pdl che si punzecchiano a vicenda, i giovani non si sentono un po&#8217; spaesati? «Guardi, non credo che questa situazione si rifletta nel movimento giovanile. I ragazzi si pongono molto meno il problema di avere davanti una persona che la pensa diversamente su una certa questione. Non ci dimentichiamo che noi abbiamo avuto alla nostra festa anche Bertinotti ed è stato un momento di confronto importantissimo». A questo punto resta però un interrogativo. Stando ai racconti dei ragazzi, oggi per i giovani Pdl manca un leader. Dunque, Fini no. Berlusconi no. Potrebbe essere lei? «Che domanda difficile&#8230;Facciamo così, lo chieda direttamente a loro».</p>
<p>da http://www.iltempo.it</p>
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		<title>Ragazzi, viva l&#8217;avventura</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Aug 2009 12:23:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>

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		<description><![CDATA[Roma &#8211; Agosto Come trascorre la calda estate il ministro della Gioventù Giorgia Meloni? &#8220;Dal letto al lettino e ritorno. Al mare con il cellulare sempre acceso e il pc a portata di mano con fogli e appunti. Quest&#8217;anno è andata così&#8221;. Jeans e camicetta, un filo di trucco e capelli al vento: il ministro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://giorgiameloni.garbatella.it/wp-content/uploads/2009/08/giorgiachi2-219x300.jpg" alt="giorgiachi2" title="giorgiachi2" width="219" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-1221" />Roma &#8211; Agosto<br />
Come trascorre la calda estate il ministro della Gioventù Giorgia Meloni? &#8220;Dal letto al lettino e ritorno. Al mare con il cellulare sempre acceso e il pc a portata di mano con fogli e appunti. Quest&#8217;anno è andata così&#8221;.<br />
Jeans e camicetta, un filo di trucco e capelli al vento: il ministro più giovane della storia della Republica, che incontriamo all&#8217;alba delle vacanze, gira senza scorta, guida la sua mini da sola e spesso viene scambiata per l&#8217;autista della sua adetta stampa.<br />
<strong>Domanda</strong>. Ministro, ma non amava le vacanze avventurose e i viaggi on the road?<br />
<strong>Risposta</strong>. &#8220;Già. E&#8217; da quando avevo 18 anni che le mie vacanze ideali sono quelle che ho trascorso in giro per il mondo con un gruppo di amici: gli stessi. Adesso è più complicato però. Molti hanno messo su famiglia e ci sono i bambini. Cerchiamo comunque di restare uniti. E poi c&#8217;è il lavoro. Da quando sono ministro, resto in Italia&#8221;.<br />
<strong>D</strong>. Perché con il computer in spiaggia?<br />
<strong>R</strong>. &#8220;Per combattere l&#8217;ansia e sentirmi sempre efficiente. In realtà poi non lo uso mai&#8221;.<br />
<strong>D</strong>. Che cosa porta di altro?<br />
<strong>R</strong>. &#8220;Pinne e bombole. Faccio immersioni. E leggo romanzi. Per me la vacanza comincia quando apro il primo libro&#8221;.<br />
<strong>D</strong>. Che cosa sta leggendo?<br />
<strong>R</strong>. &#8220;La trilogia <strong>Millennium</strong> di Stieg Larson. Poi passerò al libro di Christian Bobin <strong>Francesco e l&#8217;infinitamente piccolo</strong>, a <strong>Volo di Notte </strong>di Antoine de Saint_Exupéry e, se rimane tempo, finirò con il libro di Giordano Bruno Guerri su <strong>Marinetti</strong>&#8220;.<br />
<strong>D</strong>. Bikini o costume intero?<br />
<strong>R</strong>. &#8220;Bikini forever&#8221;.<br />
<strong>D</strong>. Colonna sonora della sua estate?<br />
<strong>R</strong>. &#8220;I Negramaro. Soprattutto. E i red Hot Chili Peppers&#8221;.<br />
<strong>D</strong>. Come gestisce Facebook in questo periodo?<br />
<strong>R</strong>. &#8220;Male. A fatica. Anzi, ne approfitto per scusarmi con tutti gli amici che resteranno fuori. ne ho 5 mila in attesa. Non è colpa mia se dopo un certo numero si blocca&#8221;.<br />
<strong>D</strong>. Forse tra loro ci sono molti di quei giovani che quest&#8217;estate sono rimasti a casa per la crisi. o quelli arrabbiati per i divieti&#8230;<br />
<strong>R</strong>. &#8220;La verità è che sono i giovani di una nuova epoca. I primi di una generazione che sta peggio di quella precedente. Diminuiscono gli stipendi e le possibilità di lavoro. Però loro sono bravi e coraggiosi. Fanno i salti mortali e vanno avanti. Dobbiamo giudicarli per quello che riescono a fare. Questa estate se la stanno cavando in vari modi. Le vacanze sono più creative. Alcuni si ingegnano con gli zaini in spalla, altri si fanno ospitare dagli amici, altri tornano alla villeggiatura in famiglia&#8221;.<br />
D. E la movida a rischio?<br />
R. &#8220;Il problema sono i sedicenni, non devono bere. Fare uso di alcool e sentirsi male cercando di essere all&#8217;altezza dei grandi è indice di debolezza. Il sindaco di Milano Moratti e quello di Roma Alemanno stanno lavorando per trovare una soluzione. Noi anche. Abbiamo mandato volontari nelle discoteche. Stiamo formando dei ragazzi che facciano i buttafuori, ma che siano preparati a salvare vite umane. Che capiscano quando sia il caso di accompagnare a casa un giovane non in grado di guidare. E vanno coinvolti anche i genitori&#8221;.<br />
<strong>D</strong>. Lei è appena diventata presidente (pro tempore) della <strong>Giovane Italia</strong>, il movimento che riunisce i giovani di Forza Italia e quelli di Alleanza nazionale. Un impegno importante e non facile.<br />
<strong>R</strong>. &#8220;Presto ci sarà il congresso, verrà eletto il nuovo presidente e nascerà una leadership naturale&#8221;.<br />
<strong>D</strong>. Che vacanza consiglia ai ragazzi che ancora devono partire?<br />
<strong>R</strong>. &#8220;La più disorganizzata e spartana possibile. E&#8217; divertente non sapere dove andare a dormire. Noi in America siamo finiti in un ranch sperduto&#8230; Certo non bisogna esagerare con il rischio&#8221;.<br />
<strong>D</strong>. La sua vacanza ideale?<br />
<strong>R</strong>. &#8220;In America Latina. Prima tappa il Messico. Per i resto mi affido agli amici. Adoro non dover prendere decisioni in vancanza&#8221;.<br />
<strong>D</strong>. Invece odia farsi beccare dai fotografi in spiaggia o in barca, magari con Nicola Procaccini, suo portavoce dato per suo fidanzato.<br />
<strong>R</strong>.(fa la vaga: argomento tabù). &#8220;Una volta mi hanno anche attribuito un ragazzo che aveva solo 20 anni. Insomma, mica sono pedofila&#8221;.<br />
<strong>D</strong>. La vacanza più trasgressiva.<br />
<strong>R</strong>. &#8220;Mi sono sempre divertita molto e non mi sono mai fatta le canne. E nemmeno ubriacata. Non trovo necessario far cadere le inibizioni. Faccio casino senza perdere il controllo. Detto questo è stata Formentera. Era la prima vacanza da sola con un&#8217;amica, a 20 anni. Un viaggio pazzesco. Per risparmiare 100 mila lire abbiamo fatto il giro del mondo e ho perso la valigia. Rimasta solo con il beauty e le scarpe, mi sono bastati tre pareo&#8221;.<br />
<strong>D</strong>. Il bilancio delle cose fatte&#8230;<br />
<strong>R</strong>. &#8220;Il disegno di legge sulle comunità giovanili; le migliaia di giovani volontari inviati in Abruzzo; il fondo di garanzia per le giovani coppie all&#8217;interno del piano-casa. E il successo di Radio Gioventù. Una trasmissione concesa gratis a tutte le radio che la volessero in palinsesto. E che ora andrà anche sulle reti nazionali.&#8221;</p>
<p>di <strong>Giulia Cerasoli</strong> &#8211; Foto di <strong>Marco Rossi</strong><br />
dal settimanale <strong>CHI</strong> n.34/2009</p>
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		<title>Ministro Meloni: basta con i baroni che &#8216;occupano&#8217; le università</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Jul 2009 07:04:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa e Dichiarazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[68]]></category>
		<category><![CDATA[Baroni universitari]]></category>
		<category><![CDATA[Bocciature]]></category>
		<category><![CDATA[Bullismo]]></category>
		<category><![CDATA[Ministro Gelmini]]></category>
		<category><![CDATA[Riforma della scuola]]></category>

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		<description><![CDATA[Il ministro della Gioventù Giorgia Meloni parte lancia in resta contro &#8220;i baroni universitari&#8221;: &#8220;Quelli che hanno piazzato interi alberi genealogici ad insegnare nelle università statali come se fossero di loro proprietà&#8221;. Ma parla anche molto di scuola&#8230; E&#8217; stata la più giovane vicepresidente della Camera dei Deputati, nel maggio 2008 diventa ministro della Gioventù [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il ministro della Gioventù Giorgia Meloni parte lancia in resta contro &#8220;i baroni universitari&#8221;: &#8220;Quelli che hanno piazzato interi alberi genealogici ad insegnare nelle università statali come se fossero di loro proprietà&#8221;. Ma parla anche molto di scuola&#8230;</em></p>
<p><span class="DISP_TESTO">E&#8217; stata la più giovane vicepresidente della Camera dei Deputati, nel maggio 2008 diventa ministro della Gioventù del IV Governo Berlusconi, pure in questo caso il ministro più giovane della storia repubblicana: Giorgia Meloni è un&#8217;agguerrita ragazza di 32 anni, nata, vissuta e cresciuta all&#8217;insegna del ‘pane e politica&#8217;. Una insomma dalle idee chiare, anche sulla scuola.</p>
<p><strong>Ministro, lei dalla prima pagina del Secolo d&#8217;Italia, il quotidiano vicino al Pdl, ha di recente lanciato un appello agli insegnanti affinché non &#8216;insegnino&#8217; solo con le bocciature. Perché?</strong></p>
<p>&#8220;<em>Il compito della scuola è quello di educare, oltre che di istruire. E a questo compito non si può adempiere solo ragionando in termini di medie aritmetiche, statici parametri di valutazione o modelli teorici. Occorre dunque che la scuola sia anche in grado di intervenire in soccorso dei più fragili, e, perché no?, di premiare chi anche all&#8217;ultimo minuto ha dimostrato di saper rimediare alle proprie carenze. Sarebbe estremamente riduttivo pensare che il ruolo della scuola sia esclusivamente quello di affibbiare una valutazione numerica ad una prestazione scolastica, senza aggiungere nessun&#8217;altra considerazione</em>&#8220;.<br />
<strong>Ha anche criticato il nozionismo. Eppure da diversi esperti gli schemi nozionisti vengono considerati fondamentali per l&#8217;apprendimento&#8230;</strong></p>
<p>&#8220;<em>La scuola non è solo nozioni, ma anche palestra di emozioni, pensieri, sentimenti, ragionamenti, vita. Questo non esclude o ridimensiona il piano nozionistico, semplicemente volevo significare che non finisce tutto lì</em>&#8220;.</p>
<p><strong>Lei sostiene che i soggetti problematici sono anche quelli che in potenza  possono dare di più. D&#8217;accordo, ma il docente secondo lei come dovrebbe comportarsi? E&#8217; possibile delineare una procedura standard oppure ogni caso è davvero a sé?</strong></p>
<p><strong>&#8220;</strong><em>La storia è piena di esempi in questo senso. Di uomini e donne che apparentemente sembravano privi di potenzialità eppoi hanno stupito il mondo. Non c&#8217;è nulla di &#8220;standardizzato&#8221;, nulla di inquadrabile a priori in uno schema definito. Non dimentichiamo che gli studenti sono innanzitutto persone che proprio nell&#8217;età degli studi costruiscono poco alla volta il loro essere uomini e donne di domani. Un buon docente è perfettamente in grado di distinguere tra un fannullone e un indisciplinato e chi invece ha diritto a una seconda opportunità. Perché, magari, dietro un atteggiamento apparentemente &#8220;ribelle&#8221; e fuori dagli schemi, si celano lampi di intuizione, forse addirittura di genialità, che devono essere incoraggiati e tirati fuori. Non basta mettere il ragazzo &#8220;difficile&#8221; di fronte all&#8217;asettica alternativa di adeguarsi o essere fuori dal gioco</em>&#8220;.</p>
<p><strong>Bullismo. Una mala pianta ancora non estirpata&#8230;</strong></p>
<p>&#8220;<em>E&#8217; vero, ma stiamo attenti a non generalizzare: gli studenti italiani non meritano di essere considerati dei criminali o degli &#8220;spostati&#8221; per colpa di alcune eccezioni. La via da percorrere per contrastare il fenomeno del bullismo nelle scuole, così come qualunque altra forma di violenza giovanile, è quella di valorizzare i modelli e gli esempi positivi e di promuovere esperienze educative tese a sviluppare una concezione di cittadinanza attiva fondata sul rispetto di sé e degli altri, sul concetto di bene comune, sulla solidarietà intesa come condivisione di idee, diritti e doveri. I giovani tendono a emulare ciò che i media propongono quotidianamente e finché farà più notizia un episodio di violenza piuttosto che un bell&#8217;esempio di ‘meglio gioventù&#8217;, sarà difficile indurli ad emulare gli esempi positivi&#8221;. </em></p>
<p><strong>Lei ha applaudito la riforma dei licei del ministro Gelmini affermando che consegna finalmente il ‘68 alla storia. Ci spieghi meglio.</strong></p>
<p>&#8220;<em>Prima di tutto ha interrotto quella sperimentazione infinita e profondamente ideologizzata che in alcune scuole aveva sostituito i corsi di matematica o latino con quelli di cucito. Solo per fare un esempio. Inoltre ha ribadito che non c&#8217;è alcuna conflittualità tra merito ed eguaglianza, ma solo tra merito ed egualitarismo. La politica del &#8217;68 ha imposto la parità dei risultati nel punto d&#8217;arrivo, una utopia devastante per il nostro sistema scolastico e universitario. Quando avrebbe dovuto concentrare i propri sforzi nel pretendere parità delle opportunità nel punto di partenza. I provvedimenti del ministro Gelmini e quindi anche la riforma dei licei parlano esattamente di questo, ma fanno anche di più. Razionalizzando i percorsi ed innovando i mezzi, coniugano la grande tradizione scolastica italiana con gli strumenti didattici e gli obiettivi che definiscono la modernità</em>&#8220;.</p>
<p><strong>Ma davvero il &#8217;68 può essere considerato il padre di tutti i mali della scuola italiana?</strong></p>
<p><strong>&#8220;</strong><em>Come accennato poco fa, penso di no. Credo che in una prima fase abbia saputo liberare la società in generale e la pubblica istruzione in particolare, di alcune incrostazioni culturali e metodologiche ampiamente superate già a quel tempo. Purtroppo la strumentalizzazione della politica ha ben presto soppiantato le buone intenzioni degli animatori di quella protesta, e da quel giorno l&#8217;Italia ha pagato un prezzo amarissimo sotto ogni punto di vista</em>&#8220;.</p>
<p><strong>Nelle ampie proteste che hanno contrassegnato il cammino della riforma-Gelmini, e in particolare il ritorno al maestro unico, spiccavano spesso movimenti giovanili legati alla destra o in generale all&#8217;area identitaria. Che tipo di idea si è fatta? E se avesse avuto qualche anno in meno, sarebbe scesa anche lei in piazza?</strong></p>
<p>&#8220;<em>Ogni forma di partecipazione giovanile, anche la protesta di piazza, è un elemento positivo che prescinde dalla politica. Racconta la presa di coscienza di ragazzi e ragazze che improvvisamente si rendono conto di avere un ruolo nella società degli adulti. E giustamente lo rivendicano. Temo che all&#8217;Onda sia parzialmente successo quanto avvenuto altre volte dal 1968 in poi. Ovvero è accaduto che la mobilitazione studentesca nata trasversalmente alle varie idee politiche e focalizzata su un obiettivo preciso e legittimo sia diventata carne da macello per le mire dei &#8220;grandi&#8221;. I quali sono sempre gli stessi. Sono i cattivi maestri che predicano l&#8217;odio di classe, sono i vecchi arnesi di una ideologia sconfitta dalla storia e sono gli strenui difensori di ingiusti privilegi che si abbattono sulle speranze degli studenti.</em></p>
<p><em>E&#8217; stato particolarmente evidente quando ad un certo punto si sono visti gli studenti sfilare a braccetto per le strade di mezza Italia con quei baroni universitari che hanno piazzato interi alberi genealogici ad insegnare nelle università statali come se fossero di loro proprietà&#8221;</em>.</p>
<p><strong>Lei è diplomata in lingue presso l&#8217;ex Istituto Amerigo Vespucci: come andava a scuola? Quali le materie che le piacevano di più, quale quella che odiava?</strong></p>
<p>&#8220;<em>Devo dire che andavo piuttosto bene, nonostante fossi piuttosto irrequieta. Mi sono diplomata con sessanta/sessantesimi, ma c&#8217;erano materie con cui facevo un po&#8217; più fatica, a cominciare dalla matematica. Ovviamente</em>&#8220;.</p>
<p><strong>Ora è il ministro più giovane della Repubblica Italiana: una storia di successo, cosa vuol dire ai giovani lettori&#8230;</strong></p>
<p>&#8220;<em>Innanzitutto, il successo non è assumere una carica, ma saperla utilizzare per costruire qualcosa di buono. Bisognerà attendere la fine del mandato per tracciare un bilancio della mia esperienza governativa. Per il momento, cerco di fare del mio meglio. Non ho mai pensato alla politica come a un mestiere. Per me è sempre stata una passione unita al desiderio di poter fare qualcosa per la mia comunità, per l&#8217;Italia. E&#8217; un impegno che richiede tempo, sacrificio e determinazione. Essere giovani non basta. Oggi si parla tanto di ricambio generazionale, ma non mi stancherò mai di ripetere che l&#8217;Italia più che di persone giovani ha bisogno di persone capaci, meritevoli ed innovative</em>&#8220;.</p>
<p><strong>Lei proviene da una lunga esperienza di militanza giovanile. Una<br />
comunità, in questo caso di destra, che nel suo caso si è sostituita alla<br />
scuola? Oppure, Ministro, si tratta di percorsi paralleli che possono entrambi essere seguiti e costituire comunque patrimonio di formazione personale?</strong></p>
<p>&#8220;<em>E&#8217; ovvio che nulla può sostituire la scuola e questo vale anche per me, ma sono convinta che la crescita di una persona non possa prescindere dallo svolgimento di attività extrascolastiche, dallo sport al volontariato, all&#8217;impegno politico. Il mio disegno di legge sulle Comunità giovanili va esattamente in questa direzione: permettere ai ragazzi, soprattutto quelli che vivono nelle periferie e nei territori più disagiati, di avere un&#8217;alternativa alla noia e al disimpegno, di poter fruire di spazi dove fare teatro, musica, praticare sport, riscoprire saperi tradizionali e stringere amicizie. Nel mio caso al percorso scolastico si è accompagnata l&#8217;attività politica che non è altro che una delle tante forme di impegno civile. E per viverla come tale non si può, io credo, prescindere da una militanza appassionata</em>&#8220;.</p>
<p><strong>Veramente, l&#8217;ultima domanda: si dice spesso che i giovani d&#8217;oggi siano vuoti, senza ideali, disposti a tutto solo per il successo e i soldi. Insomma, o veline o concorrenti del Grande Fratello&#8230;</strong></p>
<p><strong>&#8220;</strong><em>Non credo ci possa essere sui giovani un giudizio più semplicistico e lontano dalla realtà di questo. Oggi i giovani italiani sono una generazione abbandonata a se stessa. La maggior parte dei giovani italiani coltiva grandi idee e speranze, e lotta strenuamente per realizzarle. Nonostante vi siano enormi ostacoli da superare e tanti che &#8220;remano contro&#8221;. Sono i giovani di cui non si parla mai. Le loro storie, non fanno abbastanza &#8220;rumore&#8221; rispetto a quelle che invece animano la cronaca nera o rosa, e che finiscono poi con l&#8217;essere le uniche di cui ci si ricorda. Tutte le settimane sul sito del ministero oppure su Radio Gioventù ne raccontiamo una. Dategli un&#8217;occhiata e non ve ne pentirete</em>&#8220;.</p>
<p></span></p>
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		<title>Il nuovo Pdl? Ve lo raccontiamo noi donne</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Mar 2009 12:55:15 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Azione Giovani]]></category>
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		<category><![CDATA[PDL]]></category>
		<category><![CDATA[Popolo della Libertà]]></category>

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		<description><![CDATA[Il ministro Meloni: "La militanza è il nostro dna, non deve insegnarcela Bossi". E dice no al partito leggero: "Preferire i salotti ai circoli sarebbe l’errore peggiore". Il ministro Gelmin: "Fi porta una ventata di novità, An l'organizzazione di partito. Insieme rafforzeremo l'azione riformista"]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong></p>
<div id="attachment_783" class="wp-caption alignleft" style="width: 250px"><strong><img class="size-medium wp-image-783" title="giorgia-ilgiornale" src="http://giorgiameloni.garbatella.it/wp-content/uploads/2009/03/giorgia-ilgiornale-300x225.jpg" alt="Giorgia Meloni" width="240" height="180" /></strong><p class="wp-caption-text">Giorgia Meloni</p></div>
<p>Roma</strong> &#8211; Sorride: «In questo periodo sono di umore molto ecumenico&#8230; stiamo celebrando un battesimo importante, e sa com’è, alle cerimonie augurali non si litiga con nessuno». Però&#8230; Però Giorgia Meloni, alla vigilia della nascita del Popolo della libertà è chiamata in causa due volte. In primo luogo come ministro della Gioventù. E poi come presidente di Azione Giovani, l’organizzazione giovanile più grande della politica italiana. Così, il più giovane ministro della storia d’Italia, approfitta di questa intervista per piantare alcuni paletti intorno al perimetro del nuovo partito che immagina. E al primo punto pone un problema: «Le quote tra le diverse anime devono finire al più presto, subito dopo il congresso».</p>
<p><strong>Ministro, molti iscritti di An soprattutto nella base, temono un annacquamento della vostra identità.</strong><br />
«Lo so, lo capisco, ma è un timore che non condivido».</p>
<p><strong>La destra chiude bottega?</strong><br />
«No: la destra non è un partito, ma un’idea politica. Le identità non sono dettate dai contenitori che contengono, ma dai valori che le costituiscono».</p>
<p><strong>Sicura che non ci siano rischi?</strong><br />
«Nessuno è sicuro a prescindere. La nostra identità non può essere affidata a un frammento di simbolo che si tramanda su una scheda elettorale».</p>
<p><strong>E allora cos’è?</strong><br />
«Un patrimonio di idealità, storia, battaglie&#8230; e soprattutto una classe dirigente che offriamo alla nazione».</p>
<p><strong>Cose che quel simbolo, la vostra fiamma, raccontava.</strong><br />
«Tutto questo non si mette in discussione con il nuovo partito, anzi: troverà una nuova linfa con cui rinnovarsi».</p>
<p><strong>Allora non ci sono rischi nella fusione?</strong><br />
«Certo che ci sono: ma sono pari alle nuove opportunità che si creano».</p>
<p><strong>Mi spieghi le opportunità che immagina.</strong><br />
«Vede, io non considero l’identità come un patrimonio statico: non è un lingotto d’oro che uno chiude dentro un caveau e che, anche dopo cento anni, ritrovi lì. E An non è una moneta d’oro dentro un galeone affondato. La nostra identità è in gioco, perché è viva: anche per questo bisogna avere chiaro cosa fare per tutelarla».</p>
<p><strong>Lei non teme l’incontro con un partito leggero?</strong><br />
«C’è stata una affermazione di Berlusconi che non ho condiviso, in questi giorni».</p>
<p><strong>Quale?</strong><br />
«Quella secondo cui noi dovremmo imparare dalla Lega il rapporto con la gente».</p>
<p><strong>Glielo impedisce l’orgoglio?</strong><br />
«No, il buonsenso».</p>
<p><strong>Addirittura. </strong><br />
«Vede, io rispetto loro, come tutti: ma il rapporto con la gente, non se lo è certo inventato la Lega!».</p>
<p><strong>Nemmeno solo voi, però.</strong><br />
«E chi altri? Almeno nel centrodestra la militanza è la nostra storia: anni e anni di generazioni che si sono spese impegnandosi in piccole-grandi battaglie nelle periferie delle città e nelle più perdute province d’Italia».</p>
<p><strong>Un partito di militanti dicono, potrebbe essere di freno per la società civile.</strong><br />
«L’errore più grande, nel nuovo partito, sarebbe discriminare chi viene dalla militanza».</p>
<p><strong>Ovvero?</strong><br />
«Be’, ci sono migliaia di persone che hanno fatto politica e lavorato, in questi anni: chiaro che si debba preferire chi dà il suo contributo da una vita, rispetto a uno che si è fatto gli affari suoi, e magari pretende di improvvisarsi dal nulla».</p>
<p><strong>Quindi il partito non deve essere più leggero?</strong><br />
«Dipende da cosa si intende per partito leggero: se si intende un partito capace di dotarsi di strumenti come circoli e gazebo per aprirsi all’esterno, va bene. Altra cosa è cedere all’idea che si debbano chiudere i circoli, perché magari ci si trastulla con l’illusione di potersi trasferire nei salotti e nei talk show. Noi, nel Pdl portiamo in dote la più grande organizzazione politica del centrodestra».</p>
<p><strong>E questo cosa vuole dire?</strong><br />
«Che se la scelta fosse quella dei contenitore elettorale, ce ne saremmo restati tranquilli dentro la nostra casetta di An».</p>
<p><strong>Ronchi è addolorato per le mail anti-Fini. Gasparri no. E lei?</strong><br />
«Non sottovaluto nulla. Però internet è uno strumento di indagine che può dirti molte cose interessanti, ma che non deve essere confuso con la realtà. Semmai mi preoccupa la scelta di pubblicizzare solo le mail negative».</p>
<p><strong>Ho chiesto a Gasparri se trova che la quota del 30 per cento per An nei gruppi dirigenti sia un capestro. </strong><br />
«Voglio essere molto chiara: An non va a fare la corrente minoritaria del Pdl».</p>
<p><strong>Lei lo dice con fermezza.</strong><br />
«Certo. Altrimenti ci tenevamo il nostro partito&#8230; Se mettiamo in gioco tutto è per fare qualcosa di più ambizioso, non di meno».</p>
<p><strong>Questo cosa c’entra con le quote?</strong><br />
«Sono state uno strumento obbligato in una brevissima fase di transizione».</p>
<p><strong>C’è chi dice che serviranno anche per le elezioni.</strong><br />
«Valuteremo. Se vogliamo che tutte le identità portino il loro contributo nessuno deve essere discriminato per la sua storia pregressa, ma per quello che vale».</p>
<p><strong>E la fusione delle organizzazioni giovanili?</strong><br />
«Quello che dico vale ancora di più, senza riflessi burocratici».</p>
<p><strong>Cosa produrrà l’alleanza Ag-Azzurrini? </strong><br />
«Un movimento giovanile serio, credibile. Capace di dare battaglia e di essere da pungolo per il Pdl. Altrimenti non ha senso».</p>
<p>Articolo di Luca Telese tratto da <a title="Intervista de Il Giornale - Giorgia Meloni parla di PDL e Donne" href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=336734" target="_blank">Il Giornale del n. 65 del 2009-03-17 </a></p>
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		<title>La gardenia dell&#8217;AISM &#8211; Le risposte di Giorgia Meloni</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Mar 2009 10:59:31 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[8 marzo]]></category>
		<category><![CDATA[Sclerosi multipla]]></category>

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		<description><![CDATA[Nello spot che avete girato per l’AISM, eravate in sette, biancovestite (quasi sette samurai al femminile). E dicevate: ‘Noi ci saremo’. Quasi indicando che la solidarietà chiede gioco di squadra: si vince solo se si è in tanti e uniti. Nell’attuale contesto sociale, qual è il valore aggiunto che le donne possono portare per costruire [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em></p>
<div id="attachment_737" class="wp-caption alignleft" style="width: 194px"><em><a href="http://giorgiameloni.garbatella.it/wp-content/uploads/2009/03/aism-meloni8732.jpg"><img class="size-full wp-image-737" title="aism-meloni8732" src="http://giorgiameloni.garbatella.it/wp-content/uploads/2009/03/aism-meloni8732.jpg" alt="Giorgia Meloni testimonial della Campagna 2009 dell'Associazione Italiana Sclerosi Multipla" width="184" height="200" /></a></em><p class="wp-caption-text">Giorgia Meloni testimonial della Campagna 2009 dell&#39;Associazione Italiana Sclerosi Multipla</p></div>
<p>Nello spot che avete girato per l’AISM, eravate in sette, biancovestite (quasi sette samurai al femminile).<br />
E dicevate: ‘Noi ci saremo’.<br />
Quasi indicando che la solidarietà chiede gioco di squadra:<br />
si vince solo se si è in tanti e uniti.</em></p>
<p><strong>Nell’attuale contesto sociale, qual è il valore aggiunto che le donne possono portare per costruire un mondo libero dalla sclerosi multipla?</strong><br />
Indubbiamente una maggiore sensibilità, abbinata a tenacia e gagliardìa, caratteristiche, diciamo, “di genere”, utili ad affrontare con grande forza d’animo queste patologie subdole ed “infami”. Spero che gli sforzi prodotti in campo scientifico conducano a risultati medici sempre più incoraggianti ed efficaci ma ritengo che un mondo libero dalla sclerosi multipla significhi anche una società più disposta a ridurre al minimo se non annullare i disagi che questa malattia provoca a chi ne è affetto.</p>
<p><strong>Che valore assume la festa della donna, oggi, in pieno ventunesimo secolo?</strong><br />
Credo che il significato della festa della donna sia oggi diverso rispetto a quello di alcuni anni fa: nelle culture occidentali non è più in discussione il grado di emancipazione delle donne e, tutto sommato, nemmeno il concetto di pari opportunità quanto quello di “pari riconoscimento” della qualità del contributo che le donne forniscono alla nostra società. La battaglia culturale delle donne deve affrancarsi dalla logica di ingiustizia esercitata nei nostri confronti per quanto riguarda l’accessibilità ai ruoli sociali bensì deve ora concentrarsi sull’equità del riconoscimento da riservare al contributo femminile comparato a quello degli uomini.</p>
<p><strong>In occasione di questa ricorrenza, quali sono secondo te tre conquiste che le donne hanno ottenuto e tre invece su cui bisogna ancora impegnarsi?</strong><br />
Di conquiste ne abbiamo conseguite tante, ora siamo perfino militari impiegate in scenari anche molto rischiosi. Voglio soffermarmi su un aspetto che mi sta molto a cuore e che, paradossalmente, da motivo di oscurantismo culturale si è trasformato in rivendicazione: il diritto alla maternità. Non possiamo più tollerare che la maternità si sia trasformata in un atto di quotidiano eroismo. Mettere al mondo un figlio, donare una vita, deve essere un atto incoraggiato ed accompagnato dalla nostra organizzazione sociale. Una donna deve essere messa in condizione di poter lavorare e crescere serenamente i suoi figli. Non deve essere costretta a scegliere tra realizzazione professionale e famiglia. E’ questa oggi la più grande conquista da ottenere per le donne.</p>
<p><strong>A chi regalereste la Gardenia AISM? E cosa scrivereste sul bigliettino di accompagnamento?<br />
</strong>Alla mia nipotina di 5 mesi. Sul bigliettino vorrei poter scrivere “Questa Gardenia è il simbolo di una malattia che tu non devi temere perché la generazione di zia Giorgia è riuscita a sconfiggerla”.</p>
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		<title>Giorgia intervistata dal settimanale Anna</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Mar 2009 10:45:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Gerontocrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Gianfranco Fini]]></category>
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		<category><![CDATA[Sessismo]]></category>
		<category><![CDATA[Solidarietà]]></category>

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		<description><![CDATA[Giorgia Intervistata dal settimanale Anna &#8211; file PDF]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_725" class="wp-caption alignleft" style="width: 135px"><a href="http://giorgiameloni.garbatella.it/wp-content/uploads/2009/03/giorgia-a2.pdf" target="blank"><img class="size-full wp-image-725" title="giorgia1" src="http://giorgiameloni.garbatella.it/wp-content/uploads/2009/03/giorgia1.jpg" alt="Giorgia intervistata dal settimanale Anna (PDF)" width="125" height="166" /></a><p class="wp-caption-text">Giorgia intervistata dal settimanale Anna (PDF)</p></div>
<p><a href="http://giorgiameloni.garbatella.it/wp-content/uploads/2009/03/giorgia-a2.pdf" target="blank">Giorgia Intervistata dal settimanale Anna &#8211; file PDF</a></p>
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		<title>Eluana Englaro, Giorgia Meloni: &#8216;La difesa della vita viene prima di tutto&#8217;</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Feb 2009 09:14:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Luca Telese* Nel dibattito che si è svolto in Consiglio dei ministri è stata una delle maggiori sostenitrici del decreto su Eluana Englaro. È stata lei a citare il libro di Salvatore Crisafulli, Con gli occhi aperti, in cui un paziente che si risvegliato dal coma racconta la sua storia: è quello che Silvio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-665" title="giorgia-tv" src="http://giorgiameloni.garbatella.it/wp-content/uploads/2009/02/giorgia-tv-300x228.jpg" alt="giorgia-tv" width="300" height="228" />di Luca Telese*</p>
<p>Nel dibattito che si è svolto in Consiglio dei ministri è stata una delle maggiori sostenitrici del decreto su Eluana Englaro. È stata lei a citare il libro di Salvatore Crisafulli, Con gli occhi aperti, in cui un paziente che si risvegliato dal coma racconta la sua storia: è quello che Silvio Berlusconi ha citato anche nella sua conferenza stampa come caso emblematico. E così Giorgia Meloni, ministro della Gioventù, il giorno dopo il voto che ha messo a subbuglio la politica italiana spiega la sua scelta, e cerca di ridimensionare il conflitto istituzionale con il Quirinale: «È esploso perché non c’erano precedenti». La Meloni parla del suo punto di vista sulle questioni etiche, dei suoi dubbi sulla vicenda di Eluana.<br />
<strong>Ministro, le è costato quel voto ieri</strong>? &#8230;<br />
&#8220;«No, per nulla. Sono convinta da sempre che, nel caso di Eluana, la difesa della vita sia il punto da cui bisogna partire prima di ogni altro ragionamento»&#8230;<br />
<strong>In che senso?</strong><br />
«Avrei considerato molto più grave, come ministro, prendermi la responsabilità di togliere la vita a una persona viva: sapere di non aver fatto abbastanza per salvarla».<br />
<strong>Ma Eluana è incosciente da diciassette anni.</strong><br />
«Però ha tutte le sue funzioni vitali: ha subìto dei danni alla corteccia cerebrale di cui nessuno conosce, o è in grado di valutare l’entità».<br />
<strong>Non c’è attività cerebrale.</strong><br />
«Ma le sue cellule sono vive. Eluana non vive attaccata a una macchina, come dice qualcuno sbagliando, ma è solo alimentata artificialmente».<br />
<strong>Sarebbe morta al tempo dell’incidente, però.</strong><br />
«E questo che significa? Anche un paralitico non sopravviverebbe senza assistenza alimentare».<br />
<strong>Però lui è cosciente.</strong><br />
«Anche Eluana è viva. E davvero non capisco come un medico possa dire che è morta diciassette anni fa»</p>
<p><strong>La sede per discutere problemi come questi è il Consiglio dei ministri?</strong><br />
«Perché no? Il decreto del governo serve a impedire, che in un momento di vacanza legislativa, si commetta un atto irreparabile».<br />
<strong>Ma governo e parlamento fanno delle leggi per tutti, non possono pronunciarsi per risolvere casi personali.</strong><br />
«Non possiamo nemmeno chiudere gli occhi di fronte a un’emergenza che si è determinata, con questo alibi. Almeno, io non me la sento».<br />
<strong>Se c’è il vuoto legislativo non è per una precisa responsabilità della politica? Nessuno degli ultimi governi aveva posto la questione all’ordine del giorno&#8230;</strong><br />
«Lo so. Ed effettivamente considero questa responsabilità un fatto grave. Ma il problema è: cosa bisogna fare oggi? Le leggi devono rispondere anche alle emergenze che si determinano, e questo caso ne è l’esempio migliore».<strong><br />
Perché proprio su Eluana? Ci sono stati molti altri casi&#8230;</strong><br />
«Proprio per i motivi che le ho detto: fra l’altro, se la legge sul cosiddetto testamento biologico fosse stata già votata, il suo caso non ci rientrerebbe».<br />
<strong>Perché?</strong><br />
«Perché c’è una differenza enorme fra lo stato vegetativo e la morte cerebrale. Eluana rientra a pieno titolo nel primo caso. Parliamo di una donna che respira in modo autonomo!».<br />
<strong>Provo a porre la questione in un altro modo: se fosse lei, a dover scegliere la prospettiva di diciassette anni di stato vegetativo, che cosa preferirebbe?</strong><br />
«È una domanda che mi sono fatta tante volte, non credo che esistano risposte semplicistiche, né in un senso né nell’altro».<br />
<strong>Non le chiedo di rispondere in astratto per gli altri, le chiedo cosa farebbe per sé.</strong><br />
«So che l’ottanta per cento delle persone direbbe che preferisce la morte. Io, invece, anche di fronte ad una tenue speranza, preferirei la speranza. Ma sono scelte personali».<br />
<strong>Quindi sul testamento biologico&#8230;</strong><br />
«Ripeto, nel caso di Eluana, non si ravvisa la fattispecie del cosiddetto accanimento terapeutico».<br />
<strong>Parliamo del problema istituzionale che si è aperto: il ministro La Russa ha reso pubbliche le sue perplessità.</strong><br />
«Legittimo. Ma ha comunque votato a favore del decreto».<br />
<strong>Lei non è preoccupata del conflitto con il Quirinale?</strong><br />
«Qui non si tratta di disconoscere il valore del presidente della Repubblica e il suo ruolo. Ritengo giusto che quando ci sono vuoti normativi le leggi si pieghino per colmarli».<br />
<strong>È proprio quello che il capo dello Stato considera anomalo.</strong><br />
«Anche la bocciatura preventiva di un decreto che non è stato ancora approvato lo è. Siamo in condizioni eccezionali».<br />
<strong>Il conflitto con il leader del suo partito Fini, la mette in imbarazzo?</strong><br />
«Per nulla. Vede, sulle questioni etiche Fini è la persona più libera che conosca. Ha le sue idee, ma non ha mai pensato di doverle imporre agli altri».<br />
<strong>Però tutti i suoi ministri hanno votato in modo difforme.</strong><br />
«Le racconto un aneddoto. Quando Fini dava indicazione a favore dei referendum, trovò perfettamente normale che usassi i fondi di An, per pagare la campagna elettorale di Ag contro».<br />
<strong>Avete discusso?</strong><br />
«Privatamente sì, politicamente no. Un giorno mi chiese cosa pensassi della diagnosi pre-impianto. Ma era una curiosità personale. Rispetta le scelte degli altri e le considera legittime. Quindi non considero il nostro voto come una rottura».<br />
<strong>Non ha mai pensato a cosa farebbe se si trovasse nei panni di Peppino Englaro?</strong><br />
«Guardi, non ho l’arroganza di giudicare scelte compiute in una condizione in cui non mi trovo. Però&#8230;».<br />
<strong>Cosa?</strong><br />
«Ho dei grandi dubbi sull’utilità della spettacolarizzazione che si è oggettivamente prodotta su questo caso. Ma anche per il carattere pubblico della sua battaglia».</p>
<p>* Articolo  ed immmagine provenienti da &#8211; Intervista di Luca Telese a Giorgia Meloni, Ministro della Gioventù e Presidente Nazionale di Azione Giovani. Pubblicato su &#8220;Il Giornale&#8221; n. 34 del 2009-02-08 pagina 7</p>
<p>Fonte: <a title="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=327056" href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=327056">http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=327056</a></p>
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		<title>Giorgia Meloni intervistata da Vanity Fair</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Jan 2009 23:07:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cliccare le immagini delle pagine per vederne l&#8217;ingrandimento leggibile]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cliccare le immagini delle pagine per vederne l&#8217;ingrandimento leggibile</p>
<p><a href="http://giorgiameloni.garbatella.it/wp-content/uploads/2009/01/vanity-pag1.jpg" target="_blank"><img class="alignnone size-medium wp-image-618" title="vanity-pag1" src="http://giorgiameloni.garbatella.it/wp-content/uploads/2009/01/vanity-pag1-218x300.jpg" alt="vanity-pag1" width="218" height="300" /></a><a href="http://giorgiameloni.garbatella.it/wp-content/uploads/2009/01/copertina-vanity-220x300.jpg" target="_blank"><img class="alignnone size-medium wp-image-617" title="copertina-vanity" src="http://giorgiameloni.garbatella.it/wp-content/uploads/2009/01/copertina-vanity-220x300.jpg" alt="copertina-vanity" width="220" height="300" /></a> <a href="http://giorgiameloni.garbatella.it/wp-content/uploads/2009/01/vanity-pag2.jpg" target="_blank"><img class="alignnone size-medium wp-image-619" title="vanity-pag2" src="http://giorgiameloni.garbatella.it/wp-content/uploads/2009/01/vanity-pag2-216x299.jpg" alt="vanity-pag2" width="216" height="299" /></a></p>
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		<title>Intervista a Giorgia Meloni, ministro della Gioventù</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Dec 2008 08:44:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[QN, LEI E LUI: LE INTERVISTE Giorgia Meloni, ministro della Gioventù è nata a Roma il 15/1/ 1977. È giornalista professionista e ha iniziato il suo impegno politico a 15 anni fondando il coordinamento studentesco “Gli Antenati”. Nel 1996 diviene responsabile nazionale di Azione Studentesca. Nel 2006 a 29 anni, viene eletta alla Camera dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>QN, LEI E LUI: LE INTERVISTE<br />
<em>Giorgia Meloni, ministro della Gioventù è nata a Roma il 15/1/ 1977. È giornalista professionista e ha iniziato il suo impegno politico a 15 anni fondando il coordinamento studentesco “Gli Antenati”. Nel 1996 diviene responsabile nazionale di Azione Studentesca. Nel 2006 a 29 anni, viene eletta alla Camera dei deputati nella lista di Alleanza Nazionale nel collegio Lazio 1, divenendo la più giovane donna parlamentare della XV Legislatura. Dal 2006 al 2008 è uno dei vicepresidenti della Camera dei deputati: la più giovane di tutta la storia della Repubblica Italiana. Nel 2008, a soli 31 anni, ministro della Gioventù mantenendo la presidenza di Azione Giovani</em></p>
<p><strong>Ministro Meloni, cosa rappresenta il mondo dei motori per i giovani di oggi comprese tutte le problematiche che si porta dietro?<br />
</strong>&#8220;Una grande attrazione, ma deve essere un mezzo da usare con la testa, senza farsi prendere dal demone della velocità. Per questo credo che sia utile fare campagne di sensibilizzazione in questa direzione. Io ho molta fiducia nei giovani di oggi e una volta che hanno capito il problema sono sicura che sapranno adeguarsi&#8221;.<br />
<strong>Non dobbiamo dimenticare che il primo problema è quello della sicurezza e dei troppi incidenti gravi?</strong><br />
&#8220;E’ uno degli impegni prioritari del mio ministero, quindi del Governo. Posso confermare che stiamo focalizzando la nostra attenzione sulla formazione di operatori che vivono nel mondo della notte (buttafuori, barman etc ndr) e che sono a contatto diretto con i giovani. Proprio in queste settimane lavoriamo su un progetto, un’iniziativa complessa, che contiamo di varare la notte di Capodanno&#8221;.<br />
<strong>Può anticipare al Qn in cosa consiste?</strong><br />
&#8220;Dobbiamo pensare a offrire la possibilità di una migliore formazione del personale che lavora nelle discoteche e che quindi è a diretto contatto con i giovani per gran parte della notte. Questi operatori saranno di supporto per quei ragazzi all’uscita della discoteca non sono nelle condizioni fisiche ottimali per la guida. Un aiuto diretto per evitare che all’uscita dai locali si mettano al volante creando pericolo per se stessi e per gli altri&#8221;.<br />
<strong>Una bella sfida?</strong><br />
&#8220;Sì, ma anche una novità assoluta che se darà i frutti sperati in termini di sicurezza pensiamo di poter allargare anche ad altri eventi. Un fatto è certo: io sono profondamente convinta di questa iniziativa perché sono gli operatori delle discoteche che hanno il contatto diretto con i giovani a capire le loro esigenze&#8221;.<br />
<strong>Questo messaggio deve arrivare anche ai numerosi giovani che visitano il Motor Show.</strong><br />
&#8220;Sicuramente. Qui ho visto numerose iniziative sociali mirate alla sicurezza nella guida. Al Motor Show la partecipazione del pubblico giovanile viene seguita da stand dedicati come l’Osservatorio della Regione Emilia-Romagna sulla sicurezza, o quello della Polizia stradale dove ho visto con piacere che i giornali del gruppo Poligrafici (Qn) dedicano grande spazio alla sicurezza e al fenomeno delle stragi del sabato sera&#8221;.<br />
<strong>A proposito dello stand Qn/Polizia di Stato, c’è qualcosa che l’ha colpita particolarmente?</strong><br />
&#8220;L’iniziativa quotidiana per le scuole sul tema della sicurezza. E’ stata un’idea veramente felice quella di far vedere filmati e ricostruzioni tridimensionali su alcuni incidenti drammatici. La trovo un’inziativa intelligente perché così i giovani vedono cosa succede quando non si rispettano le più elementari regole sulla strada. Sono immagini choccanti che lasciano il segno e spingono il Governo a non abbassare la guardia sul fenomeno, sempre attuale. Specialmente sulla Riviera romagnola, a pochi chilometri da Bologna, dove ci sono i punti più delicati, dove è anche massimo l’impegno delle forze dell’ordine. Certo, il nostro obiettivo è quello di prevenire, non di reprimere. E qui mi riallaccio a quanto dicevo prima&#8221;.<br />
<strong>E’ ottimista sulla possibilità che questo fenomeno che colpisce il dopo discoteca si possa governare?<br />
</strong>&#8220;Io sono ottimista per natura. Ma il punto che mi dà fiducia sono i dati. I decessi sono diminuiti del 9 per cento. Dobbiamo continuare su questa strada incoraggiando i giovani a rispettare le regole, ad evitare l’ultimo, fatale bicchiere, ad ascoltare i consigli delle forze dell’ordine. Certo che la scuola deve fare il massimo sforzo possibile fin dalle elementari per inculcare il principio della sicurezza e il rispetto della vita&#8221;.<br />
<strong>Ha visitato lo stand Ferrari: le piacerebbe guidarne una?</strong><br />
&#8220;Credo che mi troverei a mio agio sulla spider, tra l’altro è una vettura bellissima come tutte le Ferrari che non per niente sono un mito in tutto il mondo. Il problema è un altro. Non so se sono in grado di guidare una vettura come questa anche se a me piace stare al volante. Io, che non uso l’auto di servizio, mi muovo per Roma guidando la mia auto personale&#8221;.</p>
<p class="autore">articolo di Marco Tavasani tratto da <a title="Quotidiano.net intervista Giorgia Meloni al Motor Show" href="http://quotidianonet.ilsole24ore.com/motori/2008/12/15/139088-intervista_giorgia_meloni_ministro_della_gioventu.shtml#" target="_blank">http://quotidianonet.ilsole24ore.com</a></p>
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		<title>Giorgia Meloni a Very Victoria</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Dec 2008 12:14:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Video]]></category>
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		<description><![CDATA[Ieri Giorgia è stata ospite su MTV del programma Very Victoria. Intervista a Giorgia Meloni (Parte 1 di 2) II Ministro della Gioventù è ospite di Very Victoria. Intervista a Giorgia Meloni (Parte 2 di 2) Il Ministro della Gioventù è ospite di Very Victoria. I video dell&#8217;intervista sono visibili a questi indirizzi: Parte 1 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri Giorgia è stata ospite su MTV del programma Very Victoria.</p>
<ol>
<li><a class="goVideo" href="http://www.mtv.it/tv/programmi/serie/lista_video.asp?id_prog=38&amp;page=1&amp;id=323560"><img class="Thumb onPlay" src="http://media.mtvne.com/manual/regions/it/tv/very_victoria/serie_05/puntata_16/it_veryvictoria_516_meloni_01_70.jpg" border="0" alt="INTERVISTA A GIORGIA MELONI (PARTE 1 DI 2)" width="80" height="60" /></a> <strong><a href="http://www.mtv.it/tv/programmi/serie/lista_video.asp?id_prog=38&amp;page=1&amp;id=323560">Intervista a Giorgia Meloni (Parte 1 di 2)</a></strong> II Ministro della Gioventù è ospite di Very Victoria.</li>
<li> <a class="goVideo" href="http://www.mtv.it/tv/programmi/serie/lista_video.asp?id_prog=38&amp;page=1&amp;id=323561"><img class="Thumb" src="http://media.mtvne.com/manual/regions/it/tv/very_victoria/serie_05/puntata_16/it_veryvictoria_516_meloni_02_70.jpg" border="0" alt="INTERVISTA A GIORGIA MELONI (PARTE 2 DI 2)" width="80" height="60" /></a><strong><a href="http://www.mtv.it/tv/programmi/serie/lista_video.asp?id_prog=38&amp;page=1&amp;id=323561">Intervista a Giorgia Meloni (Parte 2 di 2)</a></strong> Il Ministro della Gioventù è ospite di Very Victoria.</li>
</ol>
<p>I video dell&#8217;intervista sono visibili a questi indirizzi:</p>
<ul>
<li>Parte 1 <a title="Giorgia a Very Victoria" href="http://www.mtv.it/tv/programmi/serie/lista_video.asp?id_prog=38&amp;page=1&amp;id=323560&amp;uri=mgid:uma:video:mtv.it:323560" target="_blank">http://www.mtv.it/tv/programmi/serie/lista_video.asp?id_prog=38&amp;page=1&amp;id=323560&amp;uri=mgid:uma:video:mtv.it:323560</a></li>
<li>Parte 2 <a title="Giorgia a Very Victoria parte 2" href="http://www.mtv.it/tv/programmi/serie/lista_video.asp?id_prog=38&amp;page=1&amp;id=323561&amp;uri=mgid:uma:video:mtv.it:323561" target="_blank">http://www.mtv.it/tv/programmi/serie/lista_video.asp?id_prog=38&amp;page=1&amp;id=323561&amp;uri=mgid:uma:video:mtv.it:323561</a></li>
</ul>
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		</item>
		<item>
		<title>Il ministro Meloni: &#8220;Permettiamo ai giovani di prendere in mano le redini del futuro&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Nov 2008 08:24:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Associazionismo]]></category>
		<category><![CDATA[Comunità giovanili]]></category>
		<category><![CDATA[Protagonismo generazionale]]></category>

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		<description><![CDATA[Articolo di Paolo Fiora tratto da www.panorama.it “Il mio programma prevede l’incoraggiamento dei giovani a rivendicare con forza il protagonismo generazionale ed il diritto al futuro, ostacolati in Italia da alcuni impedimenti, pratici e culturali”. Lo ha dichiarato il ministro della gioventù Giorgia Meloni nel suo saluto alla cerimonia per la premiazione dei vincitori della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-521" title="Giorgia Meloni" src="http://giorgiameloni.garbatella.it/wp-content/uploads/2008/11/giorgia-panorama-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Articolo di <em>Paolo Fiora </em>tratto da <a title="Giorg Meloni intervistata da Panorama" href="http://blog.panorama.it/italia/2008/11/20/il-ministro-meloni-permettiamo-ai-giovani-di-prendere-in-mano-le-redini-del-futuro/" target="_blank">www.panorama.it</a></p>
<p>“Il mio programma prevede l’incoraggiamento dei giovani a rivendicare con forza il protagonismo generazionale ed il diritto al futuro, ostacolati in Italia da alcuni impedimenti, pratici e culturali”. Lo ha dichiarato il ministro della gioventù Giorgia Meloni nel suo saluto alla cerimonia per la premiazione dei vincitori della sessione italiana del Concorso europeo “Il diritto dei minori di essere protetti”, in occasione della Giornata dell’infanzia che si celebra oggi. <em>Panorama.it</em> ha fatto qualche domanda al ministro sugli spazi per le politiche giovanili in Italia.</p>
<p><strong>Quale riconoscimento e spazio per  le politiche giovanili? </strong><br />
Riguardo le politiche giovanili dico subito che non credo molto alle politiche di genere, qualsiasi esse siano. Non credo alle politiche femminili, alle politiche per gli anziani o per i giovani. Le azioni di un governo devono essere rivolte al bene della Nazione nella sua totalità. Se i giovani saranno messi in condizione di contribuire proficuamente alla vita dell’Italia sarà tutta la comunità nazionale a trarne beneficio. Viceversa, se si adotteranno soluzioni valide sui problemi che attanagliano la nostra società, saranno anche i giovani ad usufruirne. Allora ecco la sfida che lancio a me stessa ed all’Italia: creare una sintesi capace di dare ai giovani risposte che possano avere valore anche per tutto il resto della società, ed avere dalla stessa società risposte ed indicazioni valide anche per i giovani. Con il <a href="http://www.forumnazionalegiovani.com/">Forum Nazionale dei Giovani</a> ho già avviato un confronto proficuo riguardo un’iniziativa su cui lavorare: vale a dire la costituzione ed il riconoscimento del Consiglio Nazionale della Gioventù come interlocutore ufficiale del Governo, del Parlamento e delle altre organizzazioni sociali ed economiche, per dare voce ai giovani su tutti i temi che li riguardano da vicino.</p>
<p><strong>Siamo stati uno degli ultimi Paesi a dotarci di un ministero per la gioventù e ad avere un forum nazionale, ma il riconoscimento con una legge nazionale ad oggi manca. Inoltre il suo ministero è senza portafoglio… Pensa che riusciremo comunque a vincere questa sfida?</strong></p>
<p>Certo che possiamo vincerla, ma da qualche parte questo percorso doveva pur cominciare. Credo che siamo una delle società più “gerontocratiche” del mondo e quindi, per arrivare a costituire un ministero riservato ai giovani c’è voluto più tempo: la vecchia politica ha un incedere più lento…Battute a parte, la legge per il riconoscimento del forum arriverà, ma ciò che veramente conta è la considerazione che ho del Forum stesso. È vero, la situazione economica dell’Italia, e di molte altre nazioni aggiungerei, richiede una razionalizzazione delle spese ed una attenta valutazione di ogni passo che si compie. Ciò non toglie che iniziative realmente valide, come è accaduto in occasione dell’approvazione del disegno di legge sulle comunità giovanili, non vengano supportate finanziariamente dall’esecutivo.<br />
<strong><br />
Cosa pensa dell’associazionismo giovanile come agente di cambiamento politico e sociale? </strong><br />
Uno dei quattro punti fondamentali delle linee guida del mio programma di governo l’ho chiamato “protagonismo generazionale”. Ai giovani vengono negate alcune opportunità che impediscono l’autodeterminazione e la partecipazione a pieno titolo alla vita sociale e politica. È necessario iniziare un’opera di rimozione di tali impedimenti per consentire alle nuove generazioni di prendere in mano le redini del proprio futuro. Faccio un esempi: non vedo perché se a venticinque anni si è in grado di votare per il Senato, non si possa invece essere eletti. Va adottata una corrispondenza anagrafica tra elettorato attivo e passivo nelle elezioni di Camera e Senato che dia più responsabilità ai ragazzi. Riconosco l’importante contributo che l’associazionismo, in modo particolare quello culturale e volontaristico-sociale, fornisce alla crescita dei giovani ed alla società tutta. Infatti intendo coinvolgere nell’attività del Ministero le associazioni giovanili più rappresentative, da quelle del volontariato nazionale e internazionale a quelle che raccolgono istanze ispirate dalla religione o dalla partecipazione civile; avranno spazi adeguati anche tutti gli organismi di rappresentanza istituzionale come le consulte giovanili, i consigli comunali dei giovani e le varie rappresentanze dell’Anci. L’associazionismo è un ottimo veicolo di diffusione di cultura civile e civica, soprattutto se supportato al proprio interno da un sentimento di “comunitarismo” e dalla consapevolezza dei singoli di far parte di un progetto sociale più ampio.</p>
<p><strong>Perché, in Italia, il cambio generazionale in politica non avviene così di frequente come accade negli altri Paesi europei? Quale futuro vede per i giovani che vogliono cimentarsi in politica?</strong></p>
<p>Il mancato ricambio generazionale non riguarda solo la politica ma tantissimi ambiti della nostra società. Finché ci sarà una classe dirigente che reputa “bamboccioni” i trentenni italiani come se fosse una loro scelta quella di restare a casa con i genitori, è dura cambiare. Ma qualcosa si sta muovendo. Faccio notare che in questo governo ci sono quattro under 40: Alfano (Giustizia), Gelmini (Istruzione), Fitto (Rapporti con le Regioni) e la sottoscritta. Mi auguro che questo rappresenti un segnale di una inversione di tendenza di cui l’Italia ha urgentemente bisogno.</p>
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		<title>La Meloni si presenta nella trincea di Gomorra</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Nov 2008 15:35:54 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Pino Maddaloni]]></category>
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		<description><![CDATA[Ministro in prima linea. La risposta alla contestazione dei ragazzi conquista la platea: &#8220;Non cedete al qualunquismo, la legalità è battaglia di tutti&#8221;. A Scampia la visita alla palestra del campione di judo Maddaloni che con lo sport strappa i bimbi alla camorra Casal di Principe &#8211; Dalle vele di Scampia, e dalla palestra Maddaloni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-518" title="giorgia-scampia" src="http://giorgiameloni.garbatella.it/wp-content/uploads/2008/11/giorgia-scampia-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Ministro in prima linea. La risposta alla contestazione dei ragazzi conquista la platea: &#8220;Non cedete al qualunquismo, la legalità è battaglia di tutti&#8221;. A Scampia la visita alla palestra del campione di judo Maddaloni che con lo sport strappa i bimbi alla camorra</p>
<p>Casal di Principe &#8211; Dalle vele di Scampia, e dalla palestra Maddaloni che cerca di strappare i ragazzi alla camorra col judo, all’università della legalità di Casal di Principe, a un incontro con 500 studenti organizzato dall’Associazione degli studenti napoletani contro la camorra. Giorgia Meloni, ministro della Gioventù, passa un’intera giornata in Campania, per disegnare un «tour della legalità» nelle zone a rischio, dove il confine fra istituzioni e criminalità organizzata è sottile.</p>
<p>Il momento che ti resta impresso, il più difficile, è quello che sulla carta doveva riservare meno sorprese. Una arroventata assemblea con gli studenti nell’auditorium della Regione, con un parterre di autorità che vedeva presente perfino il prefetto di Napoli Alessandro Pansa. Il momento che non ti scordi, dopo che hanno parlato testimoni anticamorra come Silvana Fucito, la prima commerciante di Napoli che ha denunciato il racket, è quello in cui si alzano i ragazzi, cominciando a dire quello che passa loro per la testa. Ti immagini che 500 studenti, in un’occasione ufficiale, si facciano suggestionare dalla retorica o dal politicamente corretto. Macché. Parlano in sei ed è come se il senso di tutta la mattinata rischiasse di andare perso in un pugno di minuti. Studenti diversi, scuole diverse, idee diverse. Ma tutti, persino Laura che sogna una carriera da magistrato, esprimono un sentimento «anti-Stato».</p>
<p>È critico Antonio, ragazzo di popolo: «Quando ho dovuto compilare il questionario anticamorra, alla domanda che mi chiedeva se si poteva sconfiggere la criminalità organizzata, io risposi di no&#8230; Perché finché ci saranno politici che prendono fior di stipendi e si allontanano dalla realtà, nulla potrà cambiare e niente potremo fare noi». Imbarazzo alla presidenza, dal fondo della sala parte un «Bravo!», e viene giù un applauso.</p>
<p>Roberta si presenta: «Perché chiedete a noi di fare la lotta contro la camorra quando la polizia ha paura? Perché non correte dietro ai rapinatori? La verità è che qui la legge non è uguale per tutti. A me m’avite levato cinque punti n’coppa a la patente perché andavo in giro senza casco, ma io non avrò mai un lavoro, e quelli con le raccomandazioni fanno carriera». Altro applauso, altro brivido di sgomento sul palco. Arriva Luigi: «Chiedete a noi di correre dei rischi quando dopo solo tre giorni quelli che arrestate ritornano fuori? Abbiamo dei rappresentanti che ci mangiano &#8211; attacca -, perché dovremmo esporci noi? Guardatevi prima in faccia». Prende il microfono una professoressa: «Guardate ragazzi che tutti i miei studenti che hanno avuto 110 hanno trovato lavoro, in Italia settentrionale. Erano figli di operai, adesso vincono le borse di studio e non pagano nulla nelle università del Nord».</p>
<p>Ma la rabbia continua, un’altra ragazza, Laura: «Io voglio credervi, vi credo: ma perché quelli che hanno dubbi dovrebbero credervi, se anche il magistrato anticamorra, Raffaele Cantone, ci racconta che è stato lasciato solo?». Altri applausi, parla Anita: «Dite che non dobbiamo comprare merce contraffatta. Un operaio guadagna 800 euro, una borsa di marca ne costa 600. Ma non ha diritto anche lui alla felicità, a poterla comprare?». Poi, incredibilmente, raccoglie un applauso attaccando anche la Chiesa: «Lo Stato pontificio è la prima organizzazione della camorra».</p>
<p>Adesso tocca al ministro rispondere, e ti chiedi: cosa dirà a questi ragazzi che non hanno più fiducia in nessuno? La Meloni decide di affrontare di punta gli scontenti: «Difendere lo Stato &#8211; esordisce &#8211; non è una parola d’ordine astratta. I potenti non hanno bisogno di sicurezza, sono i più deboli quelli che hanno bisogno di protezione. La legalità non è un favore ai palazzi del potere». Cala il silenzio. Il ministro prosegue, si mette in gioco: «Molte volte, penso di essere inadeguata al ruolo che ricopro, se lo penso io, potreste pensarlo pure voi. Se Giorgia Meloni è inadeguata, lo dovete dire, gridare. Arrabbiatevi con il ministro, il prefetto, le istituzioni. Ma non dovete mai, dico mai, usare questo pretesto come un alibi. Andate nelle strade, sporcatevi le mani, se non vi piace la politica impegnatevi, ma non cedete al qualunquismo». I ragazzi applaudono, stupiti. La Meloni risponde anche ad Anita. «Ognuno ha le sue priorità, ma credo che una vita dignitosa non dipenda da una borsa di marca contraffatta». Il ministro chiude, con un appello che colpisce: «Vedete, io posso mettercela tutta, ma da sola non ce la posso fare.</p>
<p>Anche il prefetto, può fare miracoli, ma non da solo. Se vogliamo vincere la battaglia per la legalità, dobbiamo essere uniti. Perché questa è la battaglia di un popolo che si vuole riappropriare della propria terra». Finisce nello stupore generale, con qualcuno dei ragazzi che aveva urlato la sua rabbia che chiede persino l’autografo al ministro. Poi di corsa in periferia, a Scampia, nella palestra dei Maddaloni, in mezzo a cento ragazzini con il kimono, la Meloni scherza: «Ero la più bassa di tutti, non mi si vedeva nemmeno nella foto».</p>
<p>Ma in mezzo alla rabbia di chi si sente abbandonato, c’è anche l’orgoglio di chi non getta la spugna: «Giorni fa &#8211; racconta Gianni Maddaloni &#8211; è entrato un uomo che ha iscritto suo figlio, e ce lo ha consegnato con questa frase: “Non voglio che mio figlio cresca come me”». Vale più una frase così che cento proclami. «C’è molto da fare &#8211; conclude il ministro -, ma ci sono anche le forze per riuscire a vincere».</p>
<p><a title="Giorgia Meloni a Scampia" href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=307336" target="_blank">Articolo di Luca Telese tratto da Il Giornale n. 278 del 2008-11-20 </a></p>
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		<title>Meloni: &#8220;Quella battuta su Obama Berlusconi poteva risparmiarsela&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Nov 2008 08:49:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il ministro della Gioventù risponde in diretta per un&#8217;ora alle domande degli spettatori di Repubblica Tv E difende l&#8217;operato del governo sulla riforma della scuola ROMA &#8211; Il ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, se non fosse ministro, scenderebbe in piazza assieme al movimento studentesco. A patto &#8211; spiega &#8211; che &#8220;si manifesti contro qualcosa: contro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-491" title="Giorgia-graffiti" src="http://giorgiameloni.garbatella.it/wp-content/uploads/2008/11/ansa_14346147_35520.jpg" alt="" width="230" height="165" />Il ministro della Gioventù risponde in diretta per un&#8217;ora<br />
alle domande degli spettatori di Repubblica Tv<br />
E difende l&#8217;operato del governo sulla riforma della scuola</p>
<p><strong>ROMA</strong> &#8211; Il ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, se non fosse ministro, scenderebbe in piazza assieme al movimento studentesco. A patto &#8211; spiega &#8211; che &#8220;si manifesti contro qualcosa: contro la realtà della casta, dei privilegi e delle baronie&#8221;.</p>
<p>Giorgia Meloni risponde in diretta per un&#8217;ora alle domande degli spettatori di Repubblica Tv. A scrivere sono molti studenti, e nel videofoum si affronta dunque subito il tema dell&#8217;Onda, delle proteste nelle scuole e nelle università. &#8220;Io da studentessa impegnata in politica in passato sono scesa in piazza &#8211; ricorda Giorgia Meloni &#8211; anche contro governi della mia parte, ad esempio contro il ministro dell&#8217;Istruzione d&#8217;Onofrio. Ma nelle manifestazioni studentesche di questi giorni riscontro delle strane saldature tra baroni e studenti, anche perché la riforma dell&#8217;università, va detto, va incontro agli studenti e mette a freno le baronie. Nelle proteste di piazza non sono riuscita a carpire una proposta alternativa a quelle del governo. Si dice solo no e basta&#8221;.</p>
<p><a href="http://tv.repubblica.it/copertina/giorgia-meloni/26200?video"><strong><span style="color: #990000;">GUARDA L&#8217;INTERVISTA SU REPUBBLICA TV</span></strong></a></p>
<p><strong>Il governo secondo lei ha sbagliato a non ascoltare i giovani?</strong><br />
&#8220;No, il governo non ha sbagliato particolarmente. Certo, bisogna confrontarsi con le rappresentanze giovanili, ma ripeto, non sono riuscita a vedere una loro proposta alternativa. Dire no alla Gelmini, e chiedere di ritirare il decreto è solo uno slogan che funziona. E mi è sembrato strano &#8211; aggiunge il ministro &#8211; che dopo l&#8217;approvazione, la scorsa settimana, del decreto sull&#8217;università che prevede borse di studio ai meritevoli, fondi per le residenze e uno sblocco parziale del turn over, e che dunque va incontro agli studenti, nessuno ha detto che il provvedimento va in quella direzione&#8221;.<br />
<!--inserto--></p>
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&lt;! 
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// &gt;
// --></script></div>
<p><!--/inserto--><br />
<strong>Cosa pensa dell&#8217;irruzione dei giovani di estrema destra nella sede Rai di Via Teulada?</strong><br />
&#8220;Ho seguito la vicenda di <em>Chi l&#8217;ha visto</em>, sono contenta che sia stato chiesto scusa, ma mi ha fatto riflettere il fatto che in quella trasmissione siano stati usati video con facce di minorenni. Sia chiaro, non giustifico quella iniziativa, ma mi chiedo se sia normale che un programma televisivo faccia quel genere di servizio. Non credo che sia di sua competenza e non mi è mai capitato di assistere ad una trasmissione che in merito a questi episodi ricercasse i volti delle persone&#8221;.</p>
<p>Giorgia Meloni ha 31 anni ed è il più giovane ministro della storia della Repubblica italiana ed è deputato da quando ne aveva 29. Come descritto dall&#8217;inchiesta di oggi su Repubblica, l&#8217;età media del potere in Italia è 70 anni.</p>
<p><strong>Non sarebbe meglio avere un premier più giovane di Berlusconi, ad esempio Fini?</strong><br />
&#8220;Fini sarebbe un ottimo leader, ma il Popolo della libertà ha una leadership molto forte che è quella di Silvio Berlusconi e per ora andiamo bene così. Comunque il problema della gerontocrazia è reale, siamo un paese bloccato. Dove i giovani non hanno sbocchi. E la politica non gliene da. Il mio è un caso isolato&#8221;.</p>
<p><strong>Cosa pensa della battuta di Berlusconi su Barack Obama abbronzato?</strong><br />
&#8220;Sarebbe stato meglio se se la fosse risparmiata. Ma sarebbero tante le cose da risparmiare nella politica italiana e non solo: con la stessa attenzione con cui torniamo su queste vicende, dovremmo occuparci delle cose che tanti quotidiani stranieri dicono di noi. La battuta di Berlusconi può essere stata vista come una gaffe, ma poi è stata esagerata per farne un caso politico. Mi pare che la risposta migliore l&#8217;abbia data Obama con una telefonata al presidente Berlusconi ripresa in tutto il mondo. Comunque il caso è stato un po&#8217; forzato&#8221;.</p>
<p><strong>Nel Consiglio dei ministri è possibile dissentire dal premier?</strong><br />
&#8220;Certo. Il nostro cdm non deve essere disegnato come quello di Ceausescu. Siamo un sistema democratico, c&#8217;è un Consiglio dei ministri, ci sono le forze politiche e si può dibattere di tutto&#8221;.</p>
<p><strong>Cosa pensa delle classi differenziate proposte dalla Lega?</strong></p>
<p><!-- do nothing -->&#8220;E&#8217; un provvedimento ancora da studiare nel dettaglio. Può essere comunque uno strumento utile per integrare i giovani stranieri, altro che razzismo o apartheid. Chi viene in Italia deve fare una scelta chiara e consapevole sulla patria in cui vuole vivere. Perché la patria è una scelta. Ma poi vi chiedo: è davvero solidarietà far entrare in Italia tutti questi immigrati per poi metterli a lavare i vetri ai semafori?&#8221;.</p>
<p><!-- do nothing --> <!-- fine TESTO --><span class="date">(<em><!-- inizio DATA -->11 novembre 2008<!-- fine DATA --></em>)</span></p>
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		<title>Barack mi piace, ma certi obamiani rischiano di renderlo insopportabile&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Nov 2008 08:18:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Barak Obama]]></category>
		<category><![CDATA[Eleggibilità]]></category>
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		<category><![CDATA[Legge elettorale]]></category>
		<category><![CDATA[Veltroni]]></category>

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		<description><![CDATA[Il titolare della Gioventù: &#8220;Veltroni è in prima fila a impadronirsi della vittoria del senatore nero. Ma sulla politica estera l’America non prenderà strade alternative a quelle tradizionali&#8221; Bruxelles &#8211; Dicono che in molti dei suoi ragazzi &#8211; i giovani di Azione Giovani &#8211; si siano trovati ad esultare per «faccetta nera», ritmando felici il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il titolare della Gioventù: &#8220;Veltroni è in prima fila a impadronirsi della vittoria del senatore nero. Ma sulla politica estera l’America non prenderà strade alternative a quelle tradizionali&#8221;</p>
<p><strong>Bruxelles</strong> &#8211; Dicono che in molti dei suoi ragazzi &#8211; i giovani di Azione Giovani &#8211; si siano trovati ad esultare per «faccetta nera», ritmando felici il nome di un Obama che ha poco del classico yankee, ma Giorgia Meloni non ci sta a prendere in considerazione una vittoria razziale: «Barack ha vinto perché era la novità, e non di facciata! Lui rappresenta il nuovo in senso strutturale. Promette un cambiamento che l’America si aspetta. Dunque il colore della pelle non c’entra per niente». Né si mostra sorpresa del successo del candidato democratico anche in Stati tradizionalmente conservatori così da portarlo in carrozza alla Casa Bianca. «Per me &#8211; osserva la 31enne ministro delle Politiche giovanili &#8211; era una vittoria annunciata. L’ho capito dal gran dibattito che la sua candidatura ha provocato negli Stati Uniti, ma anche da noi dove dappertutto si discuteva delle presidenziali&#8230;».</p>
<p><strong>Dappertutto?</strong><br />
«Ma sì. Ho sentito parlarne tra la gente, per strada, nei ristoranti. Non solo politici e giornalisti, ma persone comuni che elaboravano teorie e commenti, in prevalenza filo-Obama, fino a una splendida signora che l’altra sera ha chiuso un dibattito a tavola annunciando che per lei, comunque, i giochi erano fatti: vincerà, ha detto, Mc Kennedy!».</p>
<p><strong>Proprio un plebiscito per il senatore di Chicago, non è che sia stato, comunque&#8230;</strong><br />
«Mai pensato che lo potesse essere. O se lo sono già dimenticati tutti che lui partì come outsider e si trovò gran parte dei democratici contro perché preferivano Hillary Clinton?».</p>
<p><strong>Senta ministro Meloni: ma secondo lei, com’è che ce l’ha fatta, avendo contro almeno all’inizio tante lobbies potenti?</strong><br />
«Ha vinto la voglia di schemi nuovi. Non c’è solo la voglia di cambiamento che lui ha garantito agli americani, ma di un certo tipo di cambiamento: di una rottura col passato e, in questo quadro, con le oligarchie che tentavano di sopravvivere supportando Hillary. Secondo me è questo il segreto della vittoria di Barack Obama, al di là del dato giovanilistico o del cambiamento annunciato. Anche se adesso occorrerà vedere se riuscirà a passare dalle promesse ai fatti&#8230;».</p>
<p><strong>Lei passava per una supporter di Obama. Vero o falso? E i suoi ragazzi, quelli di Azione Giovani, con chi si schieravano in maggioranza, visto che la destra italiana pareva propendere per i repubblicani Usa?</strong><br />
«Da quello che so, i nostri ragazzi erano divisi: c’è chi ha subito il fascino di Obama, anche in relazione alle vicende di politica estera, specie nel Medio Oriente; e c’è chi, più tradizionale, guardava con più entusiasmo a McCain. Diciamo che hanno tifato un po’ di qua e un po’ di là&#8230; del resto anch’io devo confessare di aver provato rispetto e ammirazione per il McCain a lungo prigioniero di guerra, ma di esser rimasta colpita dal cambio reclamato da Obama, anche se poi&#8230; certi obamiani di casa nostra rischiano di rendermelo a breve insopportabile&#8230;».</p>
<p><strong>A che si riferisce?</strong><br />
«Ma non le ha viste certe scene di giubilo di qualche nostro politico che surrogava la vittoria di Obama con il suo recentissimo fallimento? Già, proprio Veltroni in prima fila! E pensare che aveva usato i suoi stessi slogan: segno che erano le persone scese in lizza in Italia che proprio non funzionavano! Ho visto in tv, in queste ore, scene davvero eccessive, anche per la simpatia che si può avere per Obama, e stante il fatto che nessuno della nostra sinistra ha mai avuto contatti con lui. Passiamoci sopra un velo pietoso&#8230; ma li aspetto ora alla prova dei fatti. Perché, a dirla tutta, non sono affatto convinta che le politiche che porterà avanti daranno lustro alla loro aspettative. Specie in politica estera, ma non solo, che vincano i democratici o i repubblicani non è che poi gli Stati Uniti prendano strade alternative a quelle sempre percorse&#8230;».</p>
<p><strong>Copie vecchie e stantie di Obama, da noi. Perché ci manca l’originale?</strong><br />
«Perché la nostra è una democrazia imperfetta. Perché da noi il Parlamento non rappresenta il Paese visto che il sistema di potere tenta in ogni modo di impedire l’accesso alle novità».</p>
<p><strong>Ma come, non si erano ringiovanite le Camere?</strong><br />
«È vero: il numero dei deputati under 35 è cresciuto, ma non dimentichiamo i tanti che si incollano allo scranno. Si ricorda che discussioni per De Mita? Ce ne sono tanti altri che il posto non lo mollano, mentre c’è voglia di facce nuove ma soprattutto di politiche nuove, magari trasversali, cosa che i giovani, ormai non più figli di antiquati schematismi, possono riuscire a fare. Ma per promuovere il cambiamento c’è bisogno di riforme: a cominciare dalla equiparazione tra diritti attivi e passivi dell’elettorato. Perché si può votare a 18 anni ma non essere eletti e rappresentare la propria generazione? Qui bisogna intervenire».</p>
<p><strong>Mi sta dicendo che la prossima legge elettorale potrebbe prevederlo?</strong><br />
«Le sto dicendo che&#8230; stiamo lavorando».</p>
<p><strong>Torniamo a Obama: lei si fida?</strong><br />
«Non ho la presunzione di sapere se risolverà i problemi o meno. Lo spero e gli faccio i miei migliori auguri. Posso solo notare che mi pare abbia i nervi saldi, come ha mostrato soprattutto nelle primarie, e di avere una aspirazione al cambiamento che molti auspicano».</p>
<p><strong>L’ha detto anche l’altra notte, ringraziando i suoi elettori. E aggiungendo di esser felice che gli Stati Uniti abbiano confermato di essere la terra delle opportunità. Cosa che l’Italia non può invece dire di essere, no?</strong><br />
«E allora bisognerà copiarlo e lavorare &#8211; non lo dico per competenza o per lobby &#8211; per dare speranze concrete alle nuove generazioni. Io sono convinta che la politica del merito, che noi intendiamo introdurre, sia il primo e decisivo capitolo di quell’aspirazione: abbattere barriere, offrire pari opportunità per tutti a prescindere dall’età, dal sesso, dal colore della pelle, dal censo. È una sfida vera, la nostra. Sappiamo che i ragazzi, anche quelli che protestano in questi giorni, hanno voglia di un cambiamento; non chiedono aiutini o scorciatoie, ma di potersi misurare. Credo si debbano prendere decisioni in tal senso, dallo studio alla politica, al lavoro per far emergere i nostri Obama. Anche se dev’esser chiaro che la guida &#8211; in ogni funzione &#8211; dovrà esser del più capace e non comunque di chi è più giovane. Altrimenti si farebbe solo retorica».</p>
<p><strong>A 31 anni è ministro. A 44, come ne ha Obama, ce la fa a divenire premier?</strong><br />
«Ne ho 50 almeno, davanti. Che faccio? Li ammazzo?».</p>
<p>Intervista di Alessandro M. Caprettini tratta da <a title="Il giornale intervista Giorgia Meloni su Barak Obama" href="http://www.ilgiornale.it/star/db.php?j=5&amp;q=303896&amp;t=89.97.44.22&amp;c=5#" target="_blank">&#8220;Il Giornale&#8221; n. 267 del 2008-11-07 pagina 11</a></p>
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		<title>Meloni &#8220;Sui tagli si discuta ma non si tocchi il diritto allo studio&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Nov 2008 08:51:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La vicenda dell’università è molto complessa. Va affrontata seriamente: come per la scuola, il punto non è la quantità dei tagli, ma come li si fa. Bene se si eliminano gli sprechi, ma non si può toccare il diritto allo studio. E ben venga se il governo riflette sui tagli per il 2010: è un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-463" title="immagine-giorgia" src="http://giorgiameloni.garbatella.it/wp-content/uploads/2008/11/immagine-giorgia.jpg" alt="" width="180" height="138" />La vicenda dell’università è molto complessa. Va affrontata seriamente: come per la scuola, il punto non è la quantità dei tagli, ma come li si fa. Bene se si eliminano gli sprechi, ma non si può toccare il diritto allo studio. E ben venga se il governo riflette sui tagli per il 2010: è un segnale che si dà agli studenti». Mentre a via del Plebiscito Berlusconi riunisce i suoi e lima la riforma dell’università, qualche suggerimento arriva da Giorgia Meloni di Alleanza Nazionale, titolare di un dicastero che, col suo arrivo, ha ripreso una denominazione da Ventennio: Ministero della Gioventù. Sull’università ha le idee chiare: «Ci siamo sentiti dire che neghiamo il futuro alle giovani generazioni. Sarebbe bello e importante dare segnali di attenzione: borse di studio, prestiti d’onore ai giovani ricercatori, miglior distribuzione delle risorse».</p>
<p><strong>E Tremonti come la pensa?</strong><br />
«Giulio queste cose le sa. In Consiglio dei ministri su queste posizioni ci siamo ritrovati in molti. Il ministro dell’Economia poi, certo, sa che la situazione economica è devastante. Ma il diritto allo studio non si tocca».</p>
<p><strong>Ministro, lei alla prima protesta davanti a Montecitorio s’è mischiata agli studenti, ha ascoltato, ha parlamentato. Cosa ne ha tratto? Dopo l’incontro, sta con loro o con Tremonti?</strong><br />
«Io penso che gli studenti possano benissimo manifestare. Ho una lunga esperienza io stessa nel movimento studentesco, e quel che non capisco dell’oggi è perché, dopo le manifestazioni, il movimento non passi alla fase propositiva: noi, ai vari governi, presentavamo delle piattaforme propositive&#8230; Quanto a quel giorno, passavo di lì e ho visto la manifestazione. Erano studenti delle medie, capitanati da una professoressa che megafonava&#8230;».</p>
<p><strong>Con questo vuol dire che il governo di centrodestra è riuscito a resuscitare un mezzo Sessantotto mandando in piazza, per la prima volta assieme, studenti, genitori e insegnanti?</strong><br />
«No. Quella era una rivolta generazionale, questa è tutta un’altra cosa. Io, armata di santa pazienza, ho potuto verificare che non è vero che la piazza respinge i politici, o perlomeno non sempre perché a Italo Bocchino va data piena solidarietà per le contestazioni che ha avuto, ma l’impressione che ho avuto era di una condizione innaturale, e anche antistorica. Secondo me gli studenti non marciano in piazza con i baroni, non si mischiano con chi ha ridotto la scuola e soprattutto l’università in quelle condizioni. E in questa modalità c’è anche il segno della strumentalizzazione della sinistra».</p>
<p><strong>E a piazza Navona secondo lei non c’è stata la strumentalizzazione della destra? I filmati mandati in onda da «Chi l’ha visto?» l’hanno mostrato. E per tutta risposta, in nottata c’è stata un’irruzione a via Teulada di giovani dei centri sociali di destra&#8230;</strong><br />
«Io condanno, sempre, qualsiasi forma di violenza. L’ho detto tante volte, e lo ripeto. Non ho seguito però la vicenda di via Teulada. Le manifestazioni possono essere anche pacifiche».</p>
<p><strong>Irrompere in una sede Rai per protestare contro una trasmissione giornalistica è già un atto di violenza.</strong><br />
«Ma a quelli di sinistra non gli si dice mai niente, quando gli autonomi irruppero nello studio di Michele Santoro furono quasi santificati&#8230; Dipende. Ma se c’è stata violenza è da condannare».</p>
<p><a title="Giorgia Meloni intervistata da Antonella Rampino su La Stampa" href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/scuola/grubrica.asp?ID_blog=60&amp;ID_articolo=835&amp;ID_sezione=255&amp;sezione=News" target="_blank">Intervista di ANTONELLA RAMPINO pubblicata su La stampa del 5/11/2008</a></p>
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		<title>Giorgia Meloni intervistata da Style</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Oct 2008 14:41:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Visualizza l&#8217;articolo in formato PDF]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://giorgiameloni.garbatella.it/wp-content/uploads/2008/10/fotopag1.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-403" title="fotopag1" src="http://giorgiameloni.garbatella.it/wp-content/uploads/2008/10/fotopag1-300x181.jpg" alt="" width="300" height="181" /></a></p>
<p><a href="http://giorgiameloni.garbatella.it/wp-content/uploads/2008/10/pag2.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-404" title="pag2" src="http://giorgiameloni.garbatella.it/wp-content/uploads/2008/10/pag2-250x300.jpg" alt="" width="250" height="300" /></a></p>
<p><a href="http://giorgiameloni.garbatella.it/wp-content/uploads/2008/10/pag3.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-405" title="pag3" src="http://giorgiameloni.garbatella.it/wp-content/uploads/2008/10/pag3-248x300.jpg" alt="" width="248" height="300" /></a></p>
<p><a href="http://giorgiameloni.garbatella.it/wp-content/uploads/2008/10/pag4.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-406" title="pag4" src="http://giorgiameloni.garbatella.it/wp-content/uploads/2008/10/pag4-248x300.jpg" alt="" width="248" height="300" /></a></p>
<p><a href="http://giorgiameloni.garbatella.it/wp-content/uploads/2008/10/articolo-1.pdf">Visualizza l&#8217;articolo in formato PDF</a></p>
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		<title>Fabrizio dell&#8217;Orefice intervista Giorgia Meloni</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Oct 2008 13:24:49 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Gelmini]]></category>
		<category><![CDATA[Movimento studentesco]]></category>
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		<description><![CDATA[Non è un normale sabato per Giorgia Meloni. A sera ancora schiuma uno strano sentimento. «Direi di rabbia ma non è corretto, è una strana sensazione», dice la ministra della Gioventù. Insomma, quelle foto dei bambini delle elementari che protestano contro la riforma Gelmini proprio non le ha digerite. Tanto che sbotta: «È un illecito». [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4>Non è un normale sabato per Giorgia Meloni. A sera ancora schiuma uno strano sentimento. «Direi di rabbia ma non è corretto, è una strana sensazione», dice la ministra della Gioventù.</h4>
<p>Insomma, quelle foto dei bambini delle elementari che protestano contro la riforma Gelmini proprio non le ha digerite. Tanto che sbotta: «È un illecito».<br />
Un illecito?<br />
«Sì, e non voglio aggiungere altro. Guardi, fermiamoci qui. Invito solo i genitori che li hanno portati in piazza a riflettere. E magari a leggere bene il decreto. Ci vuole da parte di tutti un po&#8217; più di responsabilità. Usare dei bambini, cotringerli a urlare slogan di cui nemmeno capiscono il significato, è una cosa orribile».<br />
Se l&#8217;avesse fatto il centrodestra?<br />
«Non l&#8217;abbiamo mai fatto e nemmeno saremmo stati in grado di pensarlo».<br />
D&#8217;accordo, e se l&#8217;aveste fatto?<br />
«Oddio, che cosa sarebbe successo. C&#8217;avrebbero detto che eravamo peggio di Pinochet, che eravamo la peggiore dittatura. Che facevamo schifo con i soliti difensori dell&#8217;infanzia democratica pronti a muovere qualunque accusa. Ma tant&#8217;è».<br />
Ministro, intanto ci risiamo con le proteste. Anche la Gelmini s&#8217;è beccata la sua. Era necessario?<br />
«Anzituto voglio dire che in questi giorni sta protestando solo una minoranza».<br />
E come fa a dirlo?<br />
«Guardi, non è che io non ho mai fatto manifestazioni. Quest&#8217;ultima non saprei dirle ma quella precendente, quella delle cento piazza, faceva sorridere».<br />
Sorridere?<br />
«Senta, hanno detto che erano trecentomila. Vero?»<br />
Vero?<br />
«In cento piazze. Dunque erano tremila a piazza. Per le questure saranno stati un decimo, stiamo parlando di trecento a piazza. E questo è tutto. E le sembra la maggioranza? Trecento persone a città?».<br />
So&#8217; quattro gatti?<br />
«Quello che è più grave è che in gioco la credibilità stessa del movimento studentesco. Di tutto il movimento studentesco. E avendone fatto parte da molti anni dico tutto ciò con grande rammarico, ovviamente».<br />
Ma perché dice che è in pericolo la credibilità del movimento?<br />
«Perché non ho mai visto studenti medi scendere in piazza contro il maestro unico delle elementari. Non ho mai visto protestare contro un provvedimento che non li sfiora nemmeno. Negli ultimi dieci anni gli studenti hanno chiesto di cambiare la scuola, e ora che si cambia scendono in piazza».<br />
Potrebbero non condividere la protesta.<br />
«Si procede a fare risparmi e il 30% di quanto sarà risparmiato sarà reinvestito. Per scuole più sicure, migliori, con più attrezzature. Quei soldi serviranno per fare nuove attività, per comprare computer. E quelli che fanno? Protestano».<br />
Sono una minoranza?<br />
«Solo una minoranza e quello che è più grave è che non ho sentito uno straccio di controproposta. Non ho mai visto un movimento studentesco che non scende in piazza e non chiede di essere ricevuto al ministero. Un&#8217;assurdità. La regola numero uno è sempre stata quella di portare ai tavoli che contano le proprie rivendicazioni. Altrimenti sono chiacchiere e basta. Non so quante volte ho salito la scalinata di viale Trastevere per andare a dire in faccia ai ministri quello che volevamo. O agli assessorati. O a chiunque potesse incidere sulla protesta. Questi qui no».<br />
E perché? Che proteste sono quelle di questi giorni?<br />
«Aspetti, voglio fare ancora una considerazione. Non so se è il livello più basso mai raggiunto dal movimento ma di sicuro dopo nulla sarà come prima. Chi verrà dopo si troverà comunque lo strumento della protesta che resta attualissima. Ma rischierà di essere preso in minor considerazione».<br />
Ripeto, allora perché?<br />
«Perché si sta giocando sulla pelle della scuola una partita interna alla sinistra. C&#8217;è tanta Cgil nelle proteste di questi giorni. E purtroppo si vede».</p>
<p>Intervista del 19-10-2008 di Fabrizio dell&#8217;Orefice, tratta da <a title="Il tempo .it" href="http://iltempo.ilsole24ore.com/politica/2008/10/19/940969-fabrizio_dell_orefice_dellorefice_iltempo.shtml#" target="_blank">www.iltempo.it</a></p>
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		<title>La Meloni: &#8220;Il vero ribelle è chi non si droga, farsi è solo da sfigati&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Sep 2008 11:30:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Droga]]></category>

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		<description><![CDATA[Il ministro per le Politiche giovanili: &#8220;Esiste una vera e propria emergenza. Ma il problema non sono le discoteche&#8221; da Roma Quando la raggiunge la notizia dell’indagine-choc, visto che è una trentenne anche lei, Giorgia Meloni, ministro della gioventù, sta prendendo un aperitivo al ritorno dal mare, in un locale affollato, come migliaia di suoi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-medium wp-image-310" title="Giorgia Meloni ad Atreju 2007" src="http://giorgiameloni.garbatella.it/wp-content/uploads/2008/09/att_jpg-300x224.jpg" alt="Giorgia Meloni ad Atreju 2007" width="300" height="224" align="left" />Il ministro per le Politiche giovanili: &#8220;Esiste una vera e propria emergenza. Ma il problema non sono le discoteche&#8221;</p>
<p>da Roma</p>
<p>Quando la raggiunge la notizia dell’indagine-choc, visto che è una trentenne anche lei, Giorgia Meloni, ministro della gioventù, sta prendendo un aperitivo al ritorno dal mare, in un locale affollato, come migliaia di suoi coetanei nello stesso momento. E se le si chiede un parere sull’immagine di una generazione a rischio-droga, non ha il minimo dubbio: «È un problema che è stato troppo a lungo sottovalutato. Esiste una vera e propria emergenza, che non può essere affrontata solo quando c’è il mostro di turno da sbattere in prima pagina».<br />
<strong>Ministro Meloni, «emergenza» è una parola grossa.</strong><br />
«No, guardi, è la parola giusta. So di cosa parlo, perché questa è la mia vita, quella dei miei amici, quella dei miei coetanei: la mia, la nostra, è la generazione dell’insicurezza strutturale».<br />
<strong>Lei pensa che le droghe siano figlie di un disagio?</strong><br />
«Per capirlo non c’è bisogno di qualche ricerca demografico-sanitaria! È il modo in cui i giovani vivono nella società, l’assenza di qualsiasi certezza, che li espone alla tentazione dell’evasione perenne».<br />
<strong>Vuol dire che si può passare dall’insicurezza alle pasticche?</strong><br />
«Oh, sì, molto spesso e molto facilmente. Ti senti debole, privo di identità: e allora la forza che non hai te la danno il tuo branco e le pastiglie. La gioia che non riesci a trovare la insegui sulle ali dello sballo».<br />
<strong>Non crede che ci sia un rischio giustificazionista?</strong><br />
«Ma il mio discorso è esattamente l’opposto! Sono i media e la società di oggi che giustificano. Io credo che si debba ribaltare lo schema».<br />
<strong>Ovvero?</strong><br />
«Per me è vitale far capire ai ragazzi che chi si impasticca dalla mattina alla sera è una sfigato. Non è un vincente, ma un mezzo fallito».<br />
<strong>Ma chi è che costruisce questa «morale dello sballo»?</strong><br />
«Guardi, basta che lei accenda la radio e senta uno dei cento gruppi che inneggiano alle canne o agli acidi».<br />
<strong>Nomi, nomi&#8230;</strong><br />
«Nomi? Ma basta scorrere la hit parade. C’è un gruppo che si chiama Prozac: secondo lei è perché sono sponsorizzati da una ditta farmaceutica?».<br />
<strong>Anche nel centrodestra c’è chi dice che la soluzione sia chiudere prima i locali. </strong><br />
« (sospira) &#8230; ».<br />
<strong>Non sospiri. Mi dica.</strong><br />
«La metto così: il problema è chiudere prima i locali, o cercare di capire cosa ci succede dentro? Se te ne vai a casa a mezzanotte, come Cenerentola, la pasticca non la prendi più?».<br />
<strong>E se uno provasse a capire, come dice lei?</strong><br />
«Magari salviamo qualche vita di più. Ad esempio se i buttafuori, invece di sbattere fuori a calci quello che è strafatto, sono in grado di rimetterlo in piedi o di capire se ha bisogno di assistenza, e quale».<br />
<strong>Bisognerebbe formarli, allora.</strong><br />
«Esatto. Diamogli una preparazione, e un patentino, e magari salviamo qualche vita. Però, ripeto, non sono solo le discoteche il problema».<br />
<strong>In che senso?</strong><br />
«Mi ha colpito molto la storia della madre che si è buttata con il figlio in preda alle allucinazioni&#8230; Era a casa sua!».<br />
<strong>Ha detto che trovare la droga è facilissimo.</strong><br />
«Appunto. E ora è diventata la prima combattente contro le droghe. Come la ragazza che è finita in coma per una pasticca e ora gira le scuole a raccontare la sua storia».<br />
<strong>Lei vorrebbe che non fosse un caso isolato&#8230;</strong><br />
«Quando parliamo di educazione alla cittadinanza, penso a cose come questa».<br />
<strong>Pensa che questo sia utile?</strong><br />
«Vale molto più di mille prediche paternalistiche. Contano molto più le loro testimonianze che le chiacchiere del ministro Meloni. Io credo molto negli esempi. Credo nei ribelli».<br />
<strong>Detto da un ministro&#8230;</strong><br />
«Certo. Per me, oggi, chi non si droga è il vero anticonformista. È il vero ribelle alla melassa del &#8220;caliamoci&#8221; e via. E questi sono la maggioranza di una generazione».<br />
<strong>E i nuovi tossicodipendenti chi sono?</strong><br />
«Non sono dei nemici della società. E nemmeno sono un danno da ridurre: l’idea della &#8220;riduzione del danno&#8221; fa comodo alla società che non vede l’ora di togliersi un problema fastidioso da sotto gli occhi».</p>
<p>articolo di <a title="Luca Telese" href="http://www.lucatelese.it" target="_blank">Luca Telese</a><br />
tratto da <a title="Intervista a Giorgia Meloni" href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=286932" target="_blank">Il Giornale n. 35 del 2008-09-01</a></p>
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		<title>An ruba Bennato alla sinistra Al Pd restano i «vecchi» Pooh</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Aug 2008 14:26:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa e Dichiarazioni]]></category>
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		<category><![CDATA[Edoardo Bennato]]></category>
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		<category><![CDATA[Sinistra]]></category>

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		<description><![CDATA[Il rocker che con l’«Isola che non c’è» divenne simbolo delle lotte antagoniste canterà per i giovani di destra Un tempo erano Solo canzonette. Adesso, visto che la politica si fa sempre più deideologizzata, un gruppo musicale conta più di una identità o di un simbolo. E dunque, fra le notizie dell’estate c’è anche questa, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-thumbnail wp-image-288" title="edoardo_bennato" src="http://giorgiameloni.garbatella.it/wp-content/uploads/2008/08/edoardo_bennato-150x150.jpg" alt="Edoardo Bennato" align="left" width="150" height="150" /></p>
<p>Il rocker che con l’«Isola che non c’è» divenne simbolo delle lotte antagoniste canterà per i giovani di destra</p>
<p>Un tempo erano Solo canzonette. Adesso, visto che la politica si fa sempre più deideologizzata, un gruppo musicale conta più di una identità o di un simbolo. E dunque, fra le notizie dell’estate c’è anche questa, uno strano scambio di affiliazioni. Mentre la festa democratica di Firenze arruola i Pooh come gruppo di punta della kermesse del Pd, la Festa di Atreju, quella dei giovani di An che si svolge tradizionalmente a Roma, fa un colpo gobbo, e porta sul suo palcoscenico nientemeno che Edoardo Bennato. Lo fa, con la consapevolezza di aver infranto un altro mito: «Sono molto contenta che mentre loro si prendono la nostalgia incanutita dei Pooh, noi arruoliamo le chitarre ribelli di Bennato», come spiega il ministro Giorgia Meloni, regista dell’iniziativa.<br />
La Meloni, scaramantica, ha spettato di firmare il contratto, prima di dare l’annuncio. E ovviamente precisa: «Non voglio minimamente arruolare Bennato in una appartenenza politica, registro con piacere che ha gradito il nostro invito, che gli fa piacere suonare anche per noi. Questo gli fa onore, per la sua storia, e anche per la qualità della sua musica». Ovviamente il ministro ha ragione, se non altro perché la storia di Bennato si è spesso incrociata con quella della politica: abbiamo ricordato cento volte come uno dei suoi più grandi successi raccontava anche della rottura con i manager delle «feste di partito» e L’isola che non c’è per lungo tempo fu la canzone bandiera di tutta la sinistra alternativa degli anni ’80. Bennato fu oggetto anche di un «derby» a sinistra quando il suo Ok Italia fu esaltato dai socialisti di Bettino Craxi e fortemente censurato dal Pds di Achille Occhetto. Si diceva che era un inno all’edonismo, al consumismo, una sofisticata apologia del Bettino premier. In tempi più recenti, ma sempre ancora una volta a sinistra, Bennato cantò per i Verdi di Alfonso Pecoraro Scanio, accettò di fare da testimonial in nome delle cause ecologiche e ambientali che gli sono sempre state a cuore. Addirittura, il ministero dell’Ambiente preparò delle strisce a fumetti che esaltavano il suo «natura rock». Oggi la Meloni dichiara il suo orgoglio per averlo scritturato e spiega: «Non so se posso dire che la nostra è una battaglia culturale, ma sicuramente ci fa piacere averlo, perché è molto più vicino alle corde dei giovani di An la sua poetica dell’utopia che le melodie per sessantenni dei Pooh. Non c’è nessuno scippo, il nostro non è un dispetto culturale, è piuttosto il prodotto di un fenomeno che sta accadendo nella politica: la sinistra perde identità e cerca sicurezza nel porto conservatore, noi cerchiamo di rappresentare il rinnovamento e quindi ci avviciniamo alla musica di un ribelle del rock».<br />
In un Paese melodico come l’Italia è vero che la canzonetta ha sempre rappresentato la continuazione della politica con altri mezzi. Sicuramente fra gli elementi di immagine che hanno accompagnato la vittoria del centrodestra, c’è stata l’incredibile canzone (Menomale che Silvio c’è) di Andrea Vantini. Così come ormai è assodato che Michele Apicella &#8211; di cui sta per uscire un altro cd a quattro mani con Silvio Berlusconi &#8211; è uno degli uomini simbolo dell’immagine berlusconiana. Davide Van Der Sfroos, cantautore folk lombardo, è stato scelto dalla Lega come proprio beniamino. Con Ivano Fossati, invece, accadde addirittura che un brano non politico, La canzone popolare, sia diventato successivamente l’inno dell’Ulivo di Romano Prodi in campagna elettorale. Nel presentare la festa del Partito democratico, un neodirigente di quel partito come Luca Sofri, però, teorizzava la discontinuità canora: «Basta con gli Inti-Illimani, serve qualcosa che rappresenti una sinistra più moderna come i Radiohead».<br />
Gli Inti-Illimani, il gruppo cileno rimasto intrappolato fuori dal Cile nel 1973, dopo il golpe di Pinochet, divennero la bandiera delle feste dell’Unità di un tempo, salivano su tutti i palchi con il loro poncho, cantavano l’esilio, gli orrori della dittatura, il sogno della giustizia sociale e avevano accompagnato tutta la campagna elettorale di Salvador Allende. Divennero così onnipresenti che perfino un cantautore di sinistra come Lucio Dalla arrivò a criticarli con un verso celebre: «Che palle la musica andina». In questo terremoto di simboli che la politica di oggi vive, si passa dalla loro canzone militante, allo sconfinamento nel campo avversario, visto che i Pooh, da sempre, sono uno dei pochi gruppi musicali dichiaratamente schierati a destra. Chissà se la sortita della Meloni susciterà reazioni, chissà se il contropiede della politica produrrà nuovi arruolamenti. Grande è il disordine sotto il cielo: Lorenzo Jovanotti è stato pubblicamente elogiato dal ministro della Cultura Sandro Bondi, e fra l’altro ha raccontato ad «A», il settimanale di Maria Latella, che la candidatura della Madia gli ha fatto passare la voglia di votare Pd. Nessuno ha mai quantificato se le note si traducano in voti, di sicuro, un colpo come quello di Bennato produce immagine. Che poi forse è la stessa cosa.</p>
<p><a title="Edoardo Bennato Giorgia Meloni" href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=285994" target="_blank">Articolo di Luca Telese tratto da Il Giornale n. 204 del 2008-08-27 pagina 6</a></p>
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		<title>Giorgia l&#8217;incendiaria</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Aug 2008 09:49:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A tre anni diede fuoco alla casa. A 31 vorrebbe rivoluzionare la cultura delle nuove generazioni. Parla il ministro della gioventù Giorgia Meloni è una giovane donna che piace alla gente che piace. Ovviamente a Fini e Alemanno, che l&#8217;hanno allevata e lanciata. Ma anche, per esempio, a Miriam Mafai e a Sergio Staino, a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>A tre anni diede fuoco alla casa. A 31 vorrebbe rivoluzionare la cultura delle nuove generazioni. Parla il ministro della gioventù</strong></p>
<p><a href="http://giorgiameloni.garbatella.it/wp-content/uploads/2008/08/giorgia_espresso.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-257" title="giorgia_espresso" src="http://giorgiameloni.garbatella.it/wp-content/uploads/2008/08/giorgia_espresso.jpg" alt="" width="350" height="300" /></a></p>
<p>Giorgia Meloni è una giovane donna che piace alla gente che piace. Ovviamente a Fini e Alemanno, che l&#8217;hanno allevata e lanciata. Ma anche, per esempio, a Miriam Mafai e a Sergio Staino, a Beatrice Borromeo e a Fausto Bertinotti. Non è subito chiaro perché. Quella che incontriamo nelle stanze fresche di restauro del ministero della Gioventù è una ragazza intensa e sospettosa, di pensiero rapido e risposta pronta, che affronta il colloquio con un giornale considerato poco amico usando la sua arma più collaudata: il conflitto seduttivo. Parla con competenza di progetti politici e della destra egemone, apre spiragli accattivanti sulla famiglia e sul suo percorso umano, ma sempre con un tono che suggerisce: &#8216;Non provare a fregarmi, sono allenatissima!&#8217;. Deve essere questo che fa presa su tanti estimatori. Passione, caparbietà, coerenza, che accompagnano le idee, e che ormai contano più delle idee stesse. Ma forse nel suo caso è la giovane età a darle una chance in più. E a permetterle di ostentare una cultura compromessa come se fosse un prodotto nuovo sul mercato della politica.</p>
<p><strong>I sondaggi la indicano tra i ministri più popolari. Come spiega tanto consenso?</strong><br />
&#8220;Sto attenta a non compiacermene. Più è alto il gradimento, più si può deludere. Più è basso più si può stupire&#8221;.</p>
<p><strong>Vuol continuare a stupire? Non lo ha già fatto abbastanza con la sua carriera rapidissima?<br />
</strong>&#8220;Ammetto che quando Fini mi volle vicepresidente della Camera, due anni fa, alla mia prima legislatura fu un bell&#8217;impatto per tutti. Per me, ma anche per tanti colleghi di An che si sono visti scavalcare da una giovanissima senza esperienza&#8221;.<br />
<strong>Figuriamoci adesso che è ministro e che si parla di lei anche come futuro leader del partito!<br />
</strong>&#8220;Lusingata, ma il mio nome gira spesso su tutte le ruote, più per posizionamenti interni che per altro&#8221;.</p>
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<p><strong>Ma come? Il salto generazionale, l&#8217;investitura da parte di Fini, come quella che lui ebbe da Almirante&#8230;</strong><br />
&#8220;Guardi, lo schema è un po&#8217; diverso. Fini divenne leader del movimento giovanile su indicazione di Almirante, io sono stata eletta dopo aver vinto un congresso per pochi voti. A me nessuno ha regalato niente&#8221;.</p>
<p><strong>Neanche un ministero?</strong><br />
&#8220;Ho naturalmente un ottimo rapporto con il presidente Fini che mi ha dato quest&#8217;altra opportunità, ma credo di non aver sfigurato nel lavoro alla Camera e ho molte idee per il mio ministero&#8221;.</p>
<p><strong>Sentiamone qualcuna</strong><br />
&#8220;Rivoluzione del merito contro il modello egualitarista ereditato dal Sessantotto: le intelligenze esistono e vanno valorizzate. Diritto al futuro con interventi mirati sulla casa e sul lavoro e valorizzazione della meglio gioventù&#8221;.</p>
<p><strong>Ahi, questo è uno slogan veltroniano!</strong><br />
&#8220;Sì, è vero, l&#8217;ho preso in prestito. Ma io non ho schematismi. Ascolto Guccini e se mi piace un titolo della sinistra, lo uso&#8221;.</p>
<p><strong>Per farne che?<br />
</strong>&#8220;In questo caso voglio raccontare storie edificanti dei nostri ragazzi. Non ci sono solo gli episodi di bullismo, ma milioni di storie di impegno civile, sociale, religioso. Vorrei diffonderle in televisione e nei siti Internet. Non bisogna mostrare solo gli aspetti degenerativi&#8221;.</p>
<p><strong>La realtà piegata alla comunicazione. Ammetterà che è un sistema con brutti</strong> <strong>precedenti.</strong><br />
&#8220;Conosco le obiezioni, ma sono convinta che se i giovani si vedono rappresentati sempre al peggio, si convincono di esserlo. Voglio invece che non si considerarsi peggiori dei loro padri perché così non è. Se un tempo ci fossero stati telefonini e YouTube non avremmo visto scene molto diverse. E poi sulla comunicazione penso una cosa precisa&#8230;&#8221;.</p>
<p><strong>La dica</strong><br />
&#8220;Se ieri erano rivoluzionarie le idee, oggi è rivoluzionario il modo in cui le idee vengono comunicate e comunicano tra di loro&#8221;.</p>
<p><strong>E&#8217; per questo che lei coltiva un&#8217;immagine di ragazza &#8216;normale&#8217;, non usa le auto blu e lo fa sapere in giro?</strong><br />
&#8220;Macché, sono proprio così, sono gelosa della mia normalità e far aspettare gli autisti mi mette ansia. Questa delle auto blu è una cosa che piace ai giornalisti, come il fatto che sono della Garbatella&#8221;.</p>
<p><strong>Perché, non è vero?<br />
</strong>&#8220;E&#8217; vero, ma il sogno dei media italiani è quello di vedermi recitare nella fiction &#8216;I Cesaroni&#8217;. Fa molto personaggio tipico. E poi la Garbatella non è mica un quartiere strano, è un posto bellissimo dove abito felicemente da quando avevo tre anni&#8221;.</p>
<p>__img2__<strong>Dove stava prima?</strong><br />
&#8220;Alla Camilluccia, una zona borghese e meno bella, ma poi io e mia sorella abbiamo dato fuoco alla casa e ci siamo dovute trasferire&#8221;.</p>
<p><strong>Ho capito bene? Ha incendiato la sua casa?</strong><br />
&#8220;Beh, stavamo giocando con dei fiammiferi&#8230; non l&#8217;abbiamo mica fatto apposta&#8221;.</p>
<p><strong>Come si cresce con la colpa di aver procurato una catastrofe? Che cosa le è restato addosso?</strong><br />
&#8220;Non so, niente credo. Mi ci sta facendo pensare lei per la prima volta. Forse ci sono delle cose che ci portiamo dentro inconsciamente. Ma comunque io sono del Capricorno e tendo molto a razionalizzare&#8221;.</p>
<p><strong>Capisco. Anche la sua famiglia ha razionalizzato?</strong><br />
&#8220;Per mia madre è stata dura. Ancora oggi sussulta soltanto se mi accendo una sigaretta. C&#8217;è da capirla: sola con due bambine piccole&#8221;.</p>
<p><strong>Suo padre non c&#8217;era?</strong><br />
&#8220;Se ne era già andato&#8221;.</p>
<p><strong>Alle Canarie, dicono, su una barca chiamata &#8216;Cavallo Pazzo&#8217;</strong><br />
&#8220;Questa è un&#8217;altra cosa su cui si è molto romanzato. Ma, come tanti figli di separati, ho avuto un&#8217;infanzia felicissima. Non vedo mio padre da quando avevo 12 anni e va bene così&#8221;.</p>
<p><strong>Un padre vagabondo che non si rifà vivo con una figlia che diventa famosa? Non ci credo.</strong><br />
&#8220;Potrebbe essere accaduto e potrebbe aver trovato la porta chiusa. Considero una violenza trovarmi a 30 anni con una persona seduta davanti a me che dice di essere mio padre&#8221;.</p>
<p><strong>Forse anche perché era comunista?</strong><br />
&#8220;Non sarebbe questo il punto. Non ho mai parlato di politica con lui. Ma pur di cucirmi addosso un romanzo sono arrivati a dire che la mia scelta di destra sarebbe una reazione all&#8217;abbandono&#8221;.</p>
<p><strong>Non è così?</strong><br />
&#8220;No. A quindici anni ho assistito con occhi da bambina alla strage di Capaci e all&#8217;omicidio di Borsellino. Ho pensato di dover fare qualcosa e sono andata a curiosare in un collettivo di sinistra della mia scuola. Esperienza pessima&#8221;.</p>
<p><strong>Perché? L&#8217;hanno fatto migliaia di ragazzi</strong><br />
&#8220;Già, ma io volevo interloquire, partecipare, mica ascoltare passivamente. Invece erano arroganti, chiusi, conformisti, una vera casta. E ho cercato altrove&#8221;.</p>
<p><strong>A proposito di casta, quella vera. Lei oggi ne fa parte a pieno titolo. Ci si trova bene?</strong><br />
&#8220;Scherza, spero. Un sospetto del genere mi terrorizza. Tutta la mia vita politica è una lotta ai privilegi. Alla fine si vedrà se nel mio piccolo sono riuscita a cambiare qualcosa o se il sistema ha cambiato me. è questa la sfida&#8221;.</p>
<p><strong>Ministro Meloni, lei è giovane e carina ma non le si conoscono fidanzati, niente week-end romantici, nessuna trasgressione. Come fa?</strong><br />
&#8220;Difendo con i denti la mia intimità presente e passata. Finora è andata bene&#8221;.</p>
<p><strong>Paola Concia, leader del movimento gay, ha detto che lei è proprio il suo tipo. Si è imbarazzata?</strong><br />
&#8220;Mi sono divertita, anche perché mi aveva avvertito: &#8216;Te ne ho combinata una!&#8217;. Paola ha gusti sessuali diversi dai miei ma è una gran bella persona. Ha anche difeso la Carfagna&#8221;.</p>
<p><strong>E lei che ne pensa? è l&#8217;unico ministro che ha avuto una carriera più veloce della sua</strong><br />
&#8220;E&#8217; vero, mi batte in velocità. Ma ora è lì e deve essere giudicata per quello che fa come ministro della Repubblica. Considerare che debba il suo posto a favori sessuali è una discriminazione antifemminile. Ne sono sicura perché lo hanno detto anche di me. Mi ci vede?&#8221;</p>
<p><strong>Francamente no. Ma mi piacerebbe sapere perché esagera in sobrietà: niente trucco, abbigliamento casual</strong><br />
&#8220;Sto a mio agio così. Anche perché quando provo a vestirmi come le altre, faccio figuracce. Per il giuramento dei ministri avevo speso un sacco di soldi per un tailleur firmato e hanno scritto che facevo simpatia perché ero vestita da bancarella&#8221;</p>
<p><strong>Abiti a parte, si sente mai inadeguata?</strong><br />
&#8220;Sempre, sempre, tutte le mattine. La mia vita politica è un&#8217;eterna condizione da notte prima degli esami&#8221;</p>
<div class="data">(31 luglio 2008)</div>
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		<title>Giorgia Meloni: &#8220;Vado in moto, niente auto blu&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Jul 2008 12:03:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Intervista al Ministro della Gioventù È il più giovane ministro della storia repubblicana, a soli 31 anni, considerata da molti un enfant prodige della politica. Appena insediata ha cambiato il nome del suo ministero: «Ministero della Gioventù, rende meglio l&#8217;idea del legame che c&#8217;è e ci deve essere tra lo Stato e i giovani». Nella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Intervista al Ministro della Gioventù<br />
<em>È il più giovane ministro della storia repubblicana, a soli 31 anni, considerata da molti un enfant prodige della politica. Appena insediata ha cambiato il nome del suo ministero: «Ministero della Gioventù, rende meglio l&#8217;idea del legame che c&#8217;è e ci deve essere tra lo Stato e i giovani».</em></p>
<p>Nella sua stanza, al quarto piano di un palazzo con un affaccio spettacolare sulla Galleria colonna, è immersa nel suo lavoro, tra un Consiglio dei ministri appena terminato, l&#8217;organizzazione di Atreju (la festa settembrina di Azione Giovani), telefonate, appuntamenti, riunioni. Tailleur blu, camicia azzurra, dello stesso tono dei suoi occhi, Giorgia Meloni, ministro da ormai due mesi, prova a rimanere fedele alla sua vita di sempre, al suo motorino, alla sua voglia «di essere una persona normale».<br />
<strong>Sbirciando nei rotocalchi di cronaca rosa, sembra che questo, però, non sia più possibile?</strong><br />
«È vero e questo mi fa molto soffrire. Non si può vivere con l&#8217;incubo dei paparazzi. Siamo arrivati al punto in cui, qualsiasi cosa si faccia, ci si ritrova fotografi ovunque, nascosti da qualche parte, magari su uno scoglio o dietro un cespuglio. Per me tutto questo è davvero triste».<br />
<strong>Beh, ma non se l&#8217;aspettava con la sua nomina?</strong><br />
«Non così. È davvero una brutta sensazione, perché capisci di far parte di un sistema in cui si è costretti a non poter essere più una persona normale, con le tue abitudini di sempre. Come si fa a capire i problemi reali dei cittadini e a confrontarsi con loro?».<br />
<strong>Quindi ora smetterà di andare in motorino e userà la macchina blu?</strong><br />
«No, assolutamente. Continuerò a girare in motorino, lo faccio da una vita. Vorrà dire che troveremo milioni di mie fotografie ovunque&#8230; Pazienza, prima o poi si stancheranno».<br />
<strong>E continuerà ad andare allo stadio a vedere la sua amata Roma?</strong><br />
«E certo. Mica sono diventata laziale».<br />
<strong>Più volte ha detto che mai si sarebbe immaginata di fare il ministro e poi così giovane</strong><br />
«È vero, non me lo sarei mai aspettato. Certo, ho cominciato a fare politica giovanissima, avevo 15 anni, e non ne sono più uscita. Ma questo non perché abbia mai pensato che la politica potesse essere il mio mestiere: la considero ancora solo un pezzo della mia vita».<br />
<strong>Ha già presentato il suo planning di lavoro?</strong><br />
«Sì e prevede, sostanzialmente, quattro obiettivi: la rivoluzione del merito; il diritto al futuro, affrontando la questione precarietà a 360°; la valorizzazione della meglio gioventù; il protagonismo generazionale».<br />
<strong>Qualche giorno fa è morta una ragazza per aver preso una pillola di ecstasy in discoteca. E questo è un fenomeno sempre più dilagante.</strong><br />
«Davanti ad una tragedia come questa bisogna fermarsi e riflettere. Soprattutto, perché, quello delle droghe tra i giovani, è ormai un problema culturale, nel senso che si innesca con una debolezza culturale di questa generazione. I giovani sono bombardati da messaggi sbagliati, del tipo &#8220;fai così e sei più figo&#8221;. In più, spesso, non hanno punti di riferimento, vivono situazioni di disagio, non si sentono all&#8217;altezza. Così si pensa che prendere una pillola, aiuti a superare tutti questi limiti e ti faccia diventare più &#8220;figo&#8221;. Ed invece proprio il contrario, se la prendi sei uno &#8220;sfigato&#8221;».<br />
<strong>Passiamo a cose più frivole. Che farà nella sua prima estate da ministro?</strong><br />
«Non so ancora se riuscirò ad andare in vacanza perché ho tante cose da fare. Spero però di riposare e di leggere tanto».<br />
<strong>A proposito di libri, ha un libro da suggerire ai ragazzi?</strong><br />
«Beh, sicuramente un bel romanzo, l&#8217;estate è il periodo ideale. Penso, &#8220;L&#8217;ombra dello scorpione&#8221; di Stephen King: un libro molto divertente, con una bella metafora della lotta del bene contro il male».<br />
<strong>A Silvio Berlusconi, che libro regalerebbe per le sue vacanze?</strong><br />
(Sorride). «Gli regalerei l&#8217;ultimo libro del Dalai Lama. Così, magari, si convince a non andare all&#8217;inaugurazione delle Olimpiadi di Pechino».<br />
<strong>Ne regala anche uno a Veltroni?</strong><br />
«Certo. Sicuramente l&#8217;ultimo di Giulio Tremonti».<br />
<strong>Perché?</strong><br />
«Perché gli serve un buon manuale di economia, visto che gli mancano le basi, tanto da non rendersi conto del &#8220;buco&#8221; che ha lasciato a Roma».<br />
<strong>Un libro anche per il sindaco di Roma.</strong><br />
(Pausa di riflessione). «Un bel libro d&#8217;amore, in modo da solleticarlo un po&#8217; sul suo lato emotivo più di quello razionale. Mi viene in mente &#8220;Il Dio del fiume&#8221; di Wilbur Smith».<br />
<strong>Come le sembra Silvio Berlusconi, che molti definiscono in «nuova versione»?</strong><br />
«Trovarsi alla terza esperienza di governo, con un prestigio internazionale maturato nel tempo, con le grandi aspettative dei cittadini e il grande consenso ricevuto, tutto questo sicuramente lo porta ad essere ancora più determinato nel fare, che poi è quello che vuole la gente».<br />
<strong>Ministro facciamo il gioco della torre. Sabina Guzzanti o Marco Travaglio?</strong><br />
«La Guzzanti. Io e Marco Travaglio siamo amici».<br />
<strong>Walter Veltroni o Francesco Rutelli?</strong><br />
«Alla fine butterei Rutelli. Non ci sono motivi particolari, solo per una questione di simpatia».<br />
<strong>Luxuria o Santanchè?</strong><br />
(Sospiro ironico). «Non saprei. Ho letto che Luxuria andrà all&#8217;isola dei famosi. Mi sembra che entrambe siano vittime di un&#8217;eccessiva voglia di apparire».<br />
<strong>Quindi dice no alla Santanchè nel Pdl?</strong><br />
«Era abbastanza prevedibile che avrebbe cercato di rientrare».</p>
<p class="autore"><a href="http://iltempo.ilsole24ore.com/politica/2008/07/28/907437-giancarla_rondinelli.shtml" target="_blank">Articolo di Giancarla Rondinelli tratto da Il Tempo del 28/07/2008</a></p>
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		<title>Creare per i giovani il mercato del merito</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Jul 2008 11:20:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Droga]]></category>
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		<description><![CDATA[Il ministro Giorgia Meloni spiega al Corriere Canadese la sua strategia per sostenere i cittadini di domani I giovani sono la grande risorsa del Paese. Un capitale su cui investire. È così che vede le nuove generazioni la giovanissima neo “ministra” alle Politiche per i giovani, Giorgia Meloni. Quello che ricopre è un ruolo strategico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il ministro Giorgia Meloni spiega al Corriere Canadese la sua strategia per sostenere i cittadini di domani</strong></p>
<p><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;">I giovani sono la grande risorsa del Paese. Un capitale su cui investire. È così che vede le nuove generazioni la giovanissima neo “ministra” alle Politiche per i giovani, Giorgia Meloni.<br />
Quello che ricopre è un ruolo strategico per guardare al futuro e al Corriere Canadese spiega i suoi principali obiettivi per questa “missione” appena iniziata.<br />
Tra le linee guida della politica del ministro Meloni spiccano la volontà di studiare strumenti concreti e quella di far trionfare la meritocrazia, in tutti i settori, partendo proprio dalla scuola.<br />
Giorgia Meloni punta molto anche sulla mobilità intellettuale. Vede l’estero come un luogo di crescita per i giovani italiani, ma sottolinea le difficoltà del “rimpatrio” ovvero di un adeguato inserimento nel mondo del lavoro italiano. Tra i progetti per il futuro la volontà di favorire l’integrazione tra i ragazzi di origine italiana nel mondo, anche con la realizzazione di una conferenza universale dei giovani italiani.<br />
Lei è il ministro più giovane della squadra Berlusconi, che cosa significa per lei questo ruolo?<br />
«Non considero la mia giovane età come un titolo di merito. In qualche modo il mio ministero rientra, con alcuni altri quali la Salute o l’Istruzione, nel campo di quelle competenze ampiamente sociali che vedono coinvolti tutti i cittadini e che dunque impongono una responsabilità e una trasparenza ancora maggiori. Diciamo che “sfrutterò” la mia coetaneità rispetto ai giovani di cui sono stata chiamata ad occuparmi, cercando di offrire loro un aiuto partendo dalla mia condizione personale. Inoltre la mia esperienza di dirigente di un’organizzazione giovanile mi ha imposto di tenermi costantemente al corrente e di impegnarmi nelle tematiche più calde. Però non vorrei affrontare la questione giovanile esclusivamente in termini problematici vorrei, anzi, valorizzare i giovani come risorsa per la nazione, come un capitale sul quale investire».<br />
Il ministero per le Politiche giovanili è stato istituito dal governo Prodi. Quali sono le differenze tra voi e chi vi ha preceduto?<br />
«Come dicevo, i giovani devono essere considerati un capitale “naturale” del quale il Paese deve tenere conto non semplicemente in una ottica di giustizia sociale, ma proprio per il ritorno che i cittadini di domani potranno fornirci in termini di innovazione, di produttività, di crescita culturale, di sviluppo sociale e di progresso economico. Vorrei che ci fosse una discontinuità sostanziale rispetto al vecchio governo su tutte quelle misure “una tantum” che ritengo inadeguate alla soluzione dei mille problemi che affliggono i giovani. Questo vale anche per tutti i giovani italiani nel mondo che finora non sono stati valorizzati debitamente. Oggi i nostri connazionali sono inseriti a tutti i livelli nelle società dove hanno scelto di vivere e si tratta di un patrimonio che non abbiamo mai saputo sfruttare a vantaggio di tutti. Non dobbiamo allentare questo legame di sangue che ci unisce, anzi dobbiamo irrorarlo continuamente. Proprio come fanno altre comunità nazionali, etniche e religiose. In particolare, intendo favorire l’integrazione tra i giovani italiani nel mondo. Di concerto con il sottosegretario Alfredo Mantica, stiamo proprio in questi giorni curando la realizzazione della prima vera conferenza universale dei giovani italiani che sono nati e vivono all’estero. Sarà un’occasione preziosa per fare il punto della situazione e studiare le migliori iniziative da porre in essere nei prossimi anni».<br />
Quali sono a suo avviso i principali problemi del mondo giovanile?<br />
«Il considerare i giovani come risorsa vuol dire garantire loro una effettiva, piena potenzialità. Un mercato del lavoro che consenta un ricambio generazionale comporta una disponibilità delle generazioni precedenti che talvolta manca. Il mercato immobiliare, ad esempio, ha vissuto anni di crescita speculativa, senza che da parte delle amministrazioni si delineasse una strategia di avvicinamento alla domanda, composta in parte proprio dai giovani che cercano di realizzare una loro indipendenza domiciliare. L’offerta di vendite e di affitti è al di fuori della loro portata, tranne che per coloro che hanno una famiglia in grado di supportarli. Il governo Berlusconi ha inserito nel Dpef il “piano casa” proprio per garantire il diritto alla casa alle categorie più deboli della nostra società. Tra queste, le giovani coppie a basso reddito e gli studenti fuori sede».<br />
Lei ha dichiarato che i giovani italiani sono abituati al sistema malato delle raccomandazioni e che bisogna intervenire in maniera concreta contro questa abitudine alla scorciatoia. Come?<br />
«Molti problemi dei giovani e del Paese nascono da una sorta di inquinamento culturale, che è in qualche modo il brodo di coltura delle scelte errate dal punto di vista professionale e personale. Le faccio un paio di esempi. Si formulano spesso ipotesi di riordino del comparto scuola-formazione, insistendo sugli aspetti della meritocrazia, della esigenza di premiare il valore, di qualificare l’offerta formativa per avvicinare il mondo accademico e scolastico a quello del lavoro, colmando un vuoto oggi molto ampio. Ma, probabilmente per populismo, non si chiarisce che la dinamica del mercato prevede un ruolo attivo della domanda e dunque, se gli studenti e le famiglie non pretendono una formazione severa, selettiva, assumendosi gli oneri conseguenti in termini di impegno, nessun miglioramento sarà mai possibile. I genitori devono imparare a scegliere le scuole in base alla reale capacità che esse offrono di selezionare gli studenti in base al merito e di premiare i migliori con reali opportunità di ingresso nel mondo del lavoro e della formazione superiore. Se chiedono facili promozioni e solidarizzano con i figli contro gli insegnanti a prescindere avallano la tendenza lassista di cui le strutture formative sono già impregnate, nel tentativo di garantirsi un consenso ampio, maggiori iscrizioni e con ciò finanziamenti più alti. Tutto diventa una gara al ribasso. Un fenomeno analogo si verifica nel mondo universitario e delle professioni: atenei, ospedali, sono spesso sotto inchiesta per casi di baronato, di notabili che si accerchiano di fedelissimi non sempre capaci ma ai quali li lega un rapporto di parentela o di interesse privato. Quando queste metastasi emergono ci scandalizziamo. Ma se gli assistenti, i ricercatori, i giovani precari inseriti nel sistema ai gradini più bassi continuano a compiacere i loro baroni di riferimento, per paura di essere cacciati o nella speranza di avanzare in carriera, il sistema resterà immutato. Dobbiamo tutti renderci conto che l’esigenza di moralizzazione, premessa ineludibile di un miglioramento del percorso che porta i giovani all’ingresso nella società, richiede anche da parte nostra, di ciascuno di noi, una profonda autocritica e un atto di coraggio».<br />
L’Italia ha assistito e assiste ad una continua “fuga di cervelli”. Che cosa dice ai giovani che sono costretti a lasciare il Paese per cercare di svolgere il loro lavoro?<br />
«Chiariamo intanto che la mobilità intellettuale, di per sé, non soltanto non è un male, ma anzi rappresenta un passaggio fondamentale della crescita professionale e culturale del giovane. Non deve dunque spaventarci l’esperienza che molti ragazzi, spesso i più brillanti, conducono oltre confine. Il problema è quello del saldo passivo, pesantissimo, che vede il sistema Italia attrarre pochissimi cervelli stranieri, poiché sono sgomentati soprattutto dalla farraginosità burocratica, più ancora che dalle condizioni non competitive sul piano retributivo e dalla mancanza di facilities, e quello del non ritorno dei nostri giovani dopo un primo step all’estero. I problemi sono essenzialmente: difficoltà di ingresso nel mondo del lavoro e di avanzamento di carriera. Si può decidere di attendere fino a 35-40 anni per una stabilizzazione se, dopo, si è sicuri di scalare gli altri gradini velocemente e con forti miglioramenti salariali. Oppure, al contrario, ci si può arrendere a una lenta progressione in cambio di un accesso celere. Da noi si verifica l’intreccio più penalizzante, retribuzioni basse e precariato prolungato sine die. Di nuovo, mi chiedo se ci rendiamo conto che questo comporta, per una sorta di risparmio immediato nell’investimento, un danno esponenzialmente maggiore in futuro, quando questi cervelli rendono con gli interessi al Paese che li accoglie. Capovolgere la nostra attuale miope visione comporta però – ribadisco &#8211; una assunzione corale di responsabilità, accettare che la condizione per un sistema meritocratico davvero premiale è una selezione inflessibile».<br />
La droga è un problema ancora attuale e che spesso riguarda proprio il mondo dei giovani, come intervenire?<br />
«La droga sta cambiando drammaticamente, nel senso che non è più una modalità di evasione conflittuale dalla realtà, una forma di opposizione e di fuga insieme dalla normalità, ma è entrata nella normalità stessa, è stata accettata. La droga oggi è il tiro di coca del weekend, la pasticca da pochi euro mixata con il vinaccio da due soldi comprato prima di andare in discoteca, è la poliassunzione, è la cannabis dilagata a livelli endemici nella comune considerazione che tanto più o meno si tratta di una sigaretta. E poi, purtroppo, la droga è aumento degli incidenti stradali mortali e non, delle crisi famigliari a volte risolte in un fatto di sangue, delle crisi cardiache correlate all’uso di coca… Ma a tutti fa comodo girare la testa e far finta di niente. Per questo credo che non sia un dramma da affrontare in termini generazionali: il tossicodipendente cronicizzato, l’età media degli utenti di Sert e comunità è salita a 35 anni, va di pari passo con l’abbassamento dell’età della prima canna. Il fenomeno richiede una risposta complessiva e coordinata che sia insieme repressiva e di supporto solidale al disagio, non di mera riduzione del danno».<br />
Istruzione e formazione sono strettamente legati al mondo dei giovani. Quali sono i principali problemi?<br />
«Mi pare che il ministro competente, la collega Gelmini, si stia muovendo bene. In tal senso vedrei bene un sistema di premio al merito e al bisogno – che, ricordo, è statuito anche dalla Costituzione – con la previsione anche di un aumento consistente dei costi diretti di iscrizione e frequenza di scuole e università, da cui poi scalare in base al reddito familiare e personale e al successo didattico. Forse non riflettiamo abbastanza sul fatto che un sistema apparentemente gratuito e qualitativamente livellante costringe le fasce meno abbienti, che in proporzione abbandonano prima gli studi, a pagare le strutture utilizzate dalle famiglie con maggiore reddito».<br />
Ci sono dei Paesi da prendere ad esempio per le politiche giovanili? Se sì, quali e perché?<br />
«Sarebbe facile rispondere i Paesi del Nord Europa, da sempre avanzati sul piano della garanzie sociali, ma anche la Francia per alcune misure molto minute di assistenza alle giovani coppie che stanno mettendo su famiglia. In minor parte gli Stati Uniti, dove è senz’altro invidiabile la facilità per i giovani di fare ingresso nel mondo del lavoro e dove vige una certa meritocrazia, anche se troppo condizionata dalle imprese. Però gli Usa hanno un mercato del lavoro del tutto diverso dal nostro in cui esodi e rientri sono continui e comunque, anche lì, non privi di risvolti drammatici, con esuberi di lavoratori anche maturi che faticano a reinserirsi. Quello che è più preoccupante è che anche Paesi in via di sviluppo ed emergenti come Cina e India, e in generale quelli estremo orientali, adottano una politica d’innovazione e di investimento nella formazione che è più dinamica della nostra. Detto ciò, credo che l’Italia abbia un dna positivo sul quale può fare affidamento e nel quale la tutela della famiglia, anche come supporto sociale, è un valore da non disprezzare».<br />
Giovani e politiche. Oggi assistiamo a un rapporto conflittuale. Perché un giovane dovrebbe avvicinarsi ad un partito politico?<br />
«La mia esperienza personale è in questo senso molto particolare: a 31 anni ho speso metà della mia vita in politica attiva e credo che questo mio particolare curriculum abbia giocato un ruolo nella scelta di chi mi ha voluto in questo posto. Invito tutti i giovani che vogliono migliorare il loro futuro a prendersene carico pienamente, non solo sul piano della formazione privata ma anche su quello dell’impegno pubblico. Winston Churchill osservava acutamente: “Puoi anche disinteressarti della politica, ma la politica comunque si interesserà di te”. Tanto vale prendersene cura e provare a farne una migliore di quelle fatte in passato».<br />
</span></p>
<p><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;">Data pubblicazione: <strong>2008-07-17 </strong></span>Articolo di <span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;">di LAYLA CRISANTI</span><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"><strong></strong><br />
Indirizzo pagina originale: <a title="Il Correire Canadese intervista Giorgia Meloni" href="http://www.corriere.com/viewstory.php?storyid=76888" target="_blank"><strong>http://www.corriere.com/viewstory.php?storyid=76888</strong></a></span></p>
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		<title>Più accessi gratuiti al web per i giovani</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Jul 2008 09:38:40 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><span class="subtitle">Lo propone Giorgia Meloni rispondendo alle <a href="http://www.adnkronos.com/IGN/Altro/?id=1.0.2330406282" target="http://www.adnkronos.com/IGN/Altro/?id=1.0.2330406282">domande che gli utenti</a> del canale UGC <a href="http://adnkronos.giovani.it/" target="http://adnkronos.giovani.it">adnkronos.giovani.it</a> le hanno rivolto sul forum on line. <a href="http://www.adnkronos.com/IGN/Zoom/?id=1.0.2287991571" target="http://www.adnkronos.com/IGN/Zoom/?id=1.0.2287991571">GMC Adnkronos per e con i giovani </a></span></p>
<p>Roma, 11 lug. (Ign) &#8211; &#8221;Più accessi a internet a basso costo per i giovani&#8221; e &#8221;&#8217;access point&#8217; gratuiti al web attraverso la tecnologia wi-fi e la prossima WiMax&#8221;. E&#8217; la proposta che il ministro per la Gioventù, <span id="U102330259056hXC" class="span" style="font-weight: bold;">Giorgia Meloni</span>, lancia risponendo alle domande che i giovani le hanno posto sul web  attraverso il canale UGC <a href="http://adnkronos.giovani.it/" target="http://adnkronos.giovani.it">adnkronos.giovani.it</a>, nato dalla collaborazione tra il Gruppo Adnkronos e Studenti Media Group. Ma le risposte del ministro non si sono limitate alla connettività internet. La Meloni ha dato consigli ai giovani e chiarito <span id="U102330259056GSD" class="span" style="font-weight: bold;">quali saranno le proposte che porterà al governo di cui fa parte a proposito di altri temi &#8216;scottanti&#8217;</span> sui quali gli utenti di Adnkronos Giovani le hanno posto diverse domande: <span id="U102330259056qH" class="span" style="font-weight: bold;">precariato, istruzione, sicurezza, sport e peer to peer</span>. Con una sorpresa: a un utente che le chiedeva se avesse mai scaricato musica o film gratuitamente dalla rete, la Meloni ha risposto ironicamente: &#8221;No comment! Tremonti ci legge!!!&#8221; Ecco di seguito le risposte:</p>
<p><span id="U10233025905653D" class="span" style="font-weight: bold;">CONNETTIVITA’</span></p>
<p>&#8221;Internet è a tutti gli effetti un’infrastruttura, così come strade, ferrovie, centrali energetiche, etc. E’ ora che in Italia migliori la qualità del servizio in tutte le zone della Nazione ed è tempo che le condizioni, anche economiche, di accesso al web siano alla portata di tutti, in particolare dei giovani e, perché no, degli anziani. Ho in mente ad esempio di <span id="U102330259056FyF" class="span" style="font-weight: bold;">aumentare notevolmente gli &#8216;access point&#8217; pubblici gratuiti al web attraverso la tecnologia wi-fi e la prossima WiMAX</span>. Proporrò ai ministri competenti l’idea di dotarne molti edifici pubblici (gli uffici postali ad esempio) perché siano a disposizione dei clienti. Cercherò anche un confronto con gli Enti locali affinché favoriscano l’aumento delle aree pubbliche di accesso. E’ inoltre mia intenzione <span id="U102330259056S9D" class="span" style="font-weight: bold;">promuovere la diffusione e l’utilizzo di software freeware ed open source</span> che contribuiscano notevolmente ad abbattere i costi di accesso al mondo informatico. &#8216;Liberare&#8217; internet significa liberare energie creative ed imprenditoriali e quindi creare economia. Il mio obiettivo è convertire il cosiddetto Digital Divide in una Unità Digitale, da non intendersi assolutamente come uniformità ma al contrario come una Comunità in cui valorizzare le differenze. Ad ulteriore conferma del mio impegno in questa direzione posso anticipare che <span id="U102330259056KBG" class="span" style="font-weight: bold;">intendo modificare l’impostazione del nuovo sito internet del ministero della Gioventù: non può essere una semplice vetrina, ma il portale di accesso a una lunga serie di informazioni e servizi destinati ai giovani</span>. Il sito istituzionale deve dare la possibilità di partecipare a un sistema di effettiva interazione tra l&#8217;istituzione e gli utenti. L’home page del sito sarà dedicata ogni mese ad un tema sociale di particolare rilevanza e intorno all’argomento sviluppare iniziative di varia natura. Realizzare una sorta di rivoluzione orizzontale in cui il rapporto tra giovani e istituzione possa essere ridefinito e migliorato sensibilmente&#8221;.</p>
<p><span id="U102330259056OCF" class="span" style="font-weight: bold;">ISTRUZIONE</span></p>
<p>&#8221;Le ansie degli studenti sono pienamente comprensibili. Anche<span id="U102330259056PCI" class="span" style="font-weight: bold;"> l’istruzione è una infrastruttura fondamentale, anzi, il muro maestro su cui edificare il futuro dei giovani e quindi della Nazione</span>. Lo Stato ha l’obbligo di investire in questo settore. Per rispondere in maniera più specifica al quesito di Camilla (uno degli utenti che ha chiesto se sia meglio, dopo la maturità, accettare un lavoro anche non esaltante o proseguire gli studi, <span id="U102330259056AVD" class="span" style="font-style: italic;">ndr</span>), posso affermare che <span id="U102330259056IkD" class="span" style="font-weight: bold;">trovarsi di fronte all’opzione tra un lavoro non esaltante dopo le superiori o il proseguimento del corso di studi è chiaramente una scelta soggettiva dettata da vari fattori</span>: eventuali condizioni di stretta necessità economica, le aspirazioni ed il talento di ognuno. Per talento intendo anche le capacità di un giovane di cimentarsi in attività lavorative: penso al mondo dell’artigianato ad esempio, risorsa a cui l’Italia sembra aver ormai rinunciato. <span id="U102330259056S1B" class="span" style="font-weight: bold;">Ritengo comunque importante che il proseguimento degli studi sia una scelta consapevole e non, come spesso accade, un’area di parcheggio in cui svilire le energie dei ragazzi</span>. La maggiore meritocrazia è uno dei quattro punti delle linee guida della mia azione di ministro: la &#8216;<span id="U102330259056loB" class="span" style="font-weight: bold;">rivoluzione del merito</span>&#8216;. Così come ho appena esposto alla Commissione Affari Sociali della Camera posso dire che dal &#8217;68 in poi l&#8217;egualitarismo ideologico ha imposto che, pur partendo da situazioni diverse, tutti dovessero raggiungere lo stesso obiettivo. Noi, invece,<span id="U102330259056XdG" class="span" style="font-weight: bold;"> vogliamo fornire a tutti le stesse opportunità di partenza e consentire a ciascuno di misurarsi</span>. Vogliamo lasciare che il talento, l&#8217;applicazione, l&#8217;impegno, la serietà e, più in generale, i valori positivi, facciano la differenza. Illustro brevemente due iniziative in questo senso già avviate. Per quanto riguarda gli elevatissimi costi dei corsi di studi ho pensato, insieme al Ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini, di <span id="U1023302590563wC" class="span" style="font-weight: bold;">rivitalizzare il Prestito d’Onore, previsto dalla legge 390/1991 e purtroppo completamente dimenticato</span>. Un&#8217;altra opportunità di credito è costituita dall&#8217;<span id="U1023302590568LG" class="span" style="font-weight: bold;">accordo stipulato tra l’allora ministro Melandri e l&#8217;ABI, conosciuto come &#8216;Diamogli credito&#8217;</span>. Iniziativa lodevole che però, visti i limitati importi erogabili, non rappresenta una efficace soluzione al problema di garantire agli studenti risorse economiche sufficienti per sostenersi nel periodo di apprendimento. E&#8217; intenzione del Ministero verificare la praticabilità di <span id="U102330259056u0G" class="span" style="font-weight: bold;">rinegoziare questo accordo con gli istituti di credito, affinché i prestiti erogati rappresentino un concreto supporto per gli studi</span>. Questi strumenti devono funzionare come leva per la responsabilizzazione del giovane, come incentivo a migliori performance nella durata e nel successo degli studi. Un altro provvedimento è quello in via di definizione con il ministro Brunetta: l&#8217;<span id="U102330259056rVE" class="span" style="font-weight: bold;">intenzione di redigere un piano per selezionare i migliori talenti, attirarli nella Pubblica amministrazione e trattenerli offrendo loro delle possibilità di educazione e formazione eccellenti e di avanzamento veloce di carriera</span>. Il piano, che chiameremo &#8216;dei mille talenti&#8217;, potrebbe essere strutturato in diversi programmi, coordinati fra di loro, attraverso la selezione progressiva dei migliori 10, 100 e 1000 giovani laureati italiani, sulla base di un apposito test nazionale. L’obiettivo è quello di <span id="U102330259056NzD" class="span" style="font-weight: bold;">realizzare tre gruppi che ricevano adeguate borse di studio e la migliore formazione possibile</span>, per poter essere da subito inseriti nelle amministrazioni centrali e periferiche, nazionali ed internazionali. Questo non è un provvedimento &#8216;statalista&#8217; bensì un forte segnale rivolto al mondo del lavoro nel suo complesso perché finalmente la meritocrazia sia il criterio-guida dell’economia e della società italiana&#8221;.</p>
<p><span id="U102330259056jlB" class="span" style="font-weight: bold;">PRECARIATO</span></p>
<p>Il tema è molto delicato e merita qualche spiegazione in più. &#8216;Diritto al futuro&#8217;, un insieme di misure volte a combattere la condizione di precarietà con la quale i giovani si confrontano giornalmente, provvedimenti da porre in essere di concerto con altri colleghi di governo. <span id="U102330259056csH" class="span" style="font-weight: bold;">Il precariato è un male da combattere, su questo non esistono differenti vedute tra le forze politiche</span>. Sul totale del lavoro dipendente, circa l’87% è composto da rapporti a tempo indeterminato, percentuale rimasta tendenzialmente stabile nel tempo. Un mercato del lavoro, quindi, che nel complesso sembra funzionare, o quanto meno sembrerebbe migliorato rispetto al passato. Allora perché è così forte la percezione di instabilità per moltissimi giovani? Le risposte sono molteplici: anche se in termini percentuali <span id="U102330259056yGH" class="span" style="font-weight: bold;">la quota di lavoratori precari è rimasta costante, in termini assoluti questa è aumentata all’aumentare dell’occupazione</span>. A fronte di una sempre maggiore flessibilità, nasce nella società un atteggiamento negativo verso chi ha un contratto a tempo determinato. Penso alla questione del credito e al fatto che i primi a non volersi emancipare dal mito del posto di lavoro fisso sono, con il loro atteggiamento, proprio gli istituti di credito. Il ministero della Gioventù non può che operare nella direzione di una società che si adegua al mercato del lavoro che cambia. E’ questo il segnale che ha voluto dare il Governo assegnando al Ministero della Gioventù i fondi introdotti nell’art. 1 del c.d. Protocollo Welfare (Legge 247/2007) e rivolti ai giovani lavoratori atipici e all’imprenditoria giovanile. <span id="U102330259056lUC" class="span" style="font-weight: bold;">Mi impegnerò affinché questo governo sviluppi strumenti capaci di rendere la flessibilità una finestra di ingresso nel mondo del lavoro piuttosto che una condizione di incertezza permanente</span>. Per questo, con l&#8217;intervento del Ministro del Lavoro Maurizio Sacconi, auspico il credito di imposta per chi stabilizza i lavoratori precari, l’introduzione del <span id="U102330259056Ws" class="span" style="font-weight: bold;"><a href="http://www.adnkronos.com/IGN/Politica/?id=1.0.2321192921" target="http://www.adnkronos.com/IGN/Politica/?id=1.0.2321192921">voucher formativo per i giovani durante i periodi di inattività</a></span> e strumenti reali di flex security capaci attutire il timore per la flessibilità lavorativa. Occorre, però, un migliore coordinamento tra formazione e lavoro – stage e apprendistati – e un rafforzamento degli strumenti di collegamento tra domanda e offerta di lavoro, con un maggiore coinvolgimento di strutture pubbliche e private, prime fra tutte le Università. E&#8217; necessario anche <span id="U102330259056QnC" class="span" style="font-weight: bold;">garantire la severa applicazione della Legge Biagi nella parte volta a impedire gli abusi e le distorsioni nell’utilizzo di contratti atipici</span>. Un contratto a progetto non significa svolgere un lavoro subordinato, oppure essere assunti attraverso le agenzie interinali e poi vedere il proprio contratto rinnovato di sei mesi in sei mesi per anni, pur svolgendo la stessa, specifica, mansione. Infine, occorre anche garantire il diritto all’occupabilità. Come sostiene il Ministro Sacconi, <span id="U102330259056A1C" class="span" style="font-weight: bold;">i giovani devono essere messi nelle condizioni di lavorare anche quando si tratta di conciliare il lavoro con lo studio, o con esperienze di breve durata nei periodi estivi</span>, in forma saltuaria, senza che ciò debba passare per lavoro nero o irregolare. Su questo reputo molto utile l’utilizzo del ticket per il lavoro accessorio. Detto ciò, si deve rivolgere l&#8217;attenzione anche all&#8217;imprenditoria giovanile. Il ministero della Gioventù vuole promuovere tra i giovani anche la cultura d’impresa. I giovani decisi ad avviare una impresa hanno purtroppo degli svantaggi differenziali rispetto ai più anziani: fra questi sempre il credito rappresenta uno dei primi fattori penalizzanti. Inoltre i giovani imprenditori giungono sul mercato senza neanche avere un bagaglio di esperienze che possa almeno in parte compensare la carenza di formazione tecnico-professionale alla creazione di impresa. L’impegno pubblico va mantenuto nella promozione di nuove aziende giovani. Iniziative come quella del cosiddetto &#8216;prestito d’onore per l’impresa&#8217;, che hanno contribuito a creare migliaia nuove imprese individuali, stanno avendo un grande effetto sulla dinamica imprenditoriale Italiana e su una nuova cultura economica. E’ dunque un mio obiettivo <span id="U102330259056dxG" class="span" style="font-weight: bold;">promuovere, attraverso il Fondo delle Politiche Giovanili, azioni di supporto allo start-up, sviluppo d’impresa e autoimpiego da attuarsi tramite il coinvolgimento di enti pubblici e privati</span>. In particolare, penso a progetti sperimentali di promozione della cultura d’impresa da realizzare in collaborazione con le Università Italiane, alla possibilità di promuovere di concerto con i ministeri competenti e le organizzazioni imprenditoriali centri che possano offrire consulenza gratuita ai giovani nella fase di avvio e di gestione, e a offrire la possibilità di mettere in contatto il capitale di rischio con i giovani imprenditori. Tra le iniziative che intendiamo promuovere di concerto con i ministeri competenti, inoltre, c&#8217;è la necessità di <span id="U102330259056liC" class="span" style="font-weight: bold;">operare una seria semplificazione della normativa, come quella inserita nella Finanziaria e destinata a favorire la nascita di imprese in un giorno </span>e intendiamo adoperarci per introdurre un regime fiscale agevolato per le società di persone composte da giovani non occupati, come primo passo verso la sperimentazione di un periodo di no-tax per le nuove iniziative imprenditoriali dei giovani&#8221;.</p>
<p><span id="U102330259056NcE" class="span" style="font-weight: bold;">SICUREZZA</span></p>
<p>&#8221;La sicurezza non è un capriccio da ricchi borghesi, per intenderci: quelli con il garage sotto casa, gli allarmi sofisticati, le auto con l’antifurto satellitare, etc… <span id="U1023302590569nH" class="span" style="font-weight: bold;">La sicurezza è un diritto dei più deboli</span>: di coloro che lavorano di notte, che prendono i mezzi, che se gli rubano la pensione non mangiano per un mese, che non hanno la forza per difendersi dalle aggressioni. Per questo dobbiamo occuparcene con serietà ed efficienza. <span id="U102330259056i5E" class="span" style="font-weight: bold;">Per quanto riguarda i rom e le impronte digitali, ho imparato a diffidare di chi predica la solidarietà passiva</span>. Lo sfruttamento dei minori non si combatte semplicemente distogliendo lo sguardo dall’altra parte, ma intervenendo. <span id="U102330259056ziD" class="span" style="font-weight: bold;">Avete mai sentito parlare dei &#8216;bambini ombra&#8217;? Sono quei bambini mai registrati all&#8217;anagrafe</span>. E &#8216;i diritti dell&#8217;infanzia&#8217;? E &#8216;il superiore interesse del fanciullo&#8217;? <span id="U102330259056VWH" class="span" style="font-weight: bold;">E i casi come quelli del piccolo nomade di 4 anni trovato a Milano vestito da bambina, con i capelli lunghi, le unghie laccate e nudo sotto il vestitino? &#8216;Posizionato&#8217; per attirare i pedofili. In molti campi nomadi purtroppo succede anche questo</span>. Fortunatamente non solo questo, ma purtroppo anche questo. Chi sono quei bambini in attesa del pullmino che li porta ogni giorno, non a scuola, ma a delinquere, ad accattonare, a prostituirsi? Sono i &#8216;bambini ombra&#8217;. I più poveri dei poveri, i più soli dei soli. Non hanno identità, non vanno a scuola, non sono vaccinati. Ed allora <span id="U102330259056h5E" class="span" style="font-weight: bold;">ben vengano le impronte digitali per i minori nomadi e, aggiungo, ben venga la carta di identità per tutti i minori, esistente già in altre nazioni con ottimi risultati</span>. Sono gli unici strumenti a nostra disposizione per tutelare il diritto all’infanzia di questi bambini. Ahimé, <span id="U102330259056KYG" class="span" style="font-weight: bold;">tali mezzi sono pochi, fastidiosi ed insufficienti, ma è sempre meglio che il nulla</span>&#8221;.</p>
<p><span id="U102330259056pGC" class="span" style="font-weight: bold;">SPORT</span></p>
<p>&#8221;La delega allo Sport, precedentemente in carico a questo ministero, è stata assegnata al Sottosegretario Crimi, per una più razionale ed oculata gestione del settore sportivo in Italia. Ovviamente ciò non significa che il mio interesse nei confronti dello sport sia scemato: esso è uno dei &#8216;canali&#8217; in cui i giovani italiani amano esprimersi di più, sia praticandolo che seguendolo. <span id="U102330259056PJH" class="span" style="font-weight: bold;">Credo fermamente nel concreto sostegno dello Stato</span>, sotto varie forme, a coloro che praticano attività sportive perché esse forniscono un contributo di formazione fisica, morale e valoriale importantissimo nonché un apporto all’imprenditorialità e all’economia. <span id="U102330259056VdF" class="span" style="font-weight: bold;">Non sono d’accordo però con l’ingerenza dello Stato negli organi di autogoverno dello sport</span>. Vedrei la cosa come un pericoloso e vigliacco tentativo di appropriarsi di un mondo che genera così tanta passione nelle persone, al di là del colore politico: la Nazionale di calcio ad esempio (nonché le altre squadre nazionali, a cominciare da quella di rugby) rappresenta la Comunità Italiana nella sua interezza. <span id="U102330259056cHE" class="span" style="font-weight: bold;">Non sarebbe giusto che un Governo intervenisse fattivamente nelle questioni delle federazioni sportive</span>. Gli stipendi dei calciatori? E’ vero, certe cifre fanno girare la testa, soprattutto in momenti difficili come questi, ma altre cifre, in altri settori della vita pubblica italiana fanno girare qualcos’altro a molto nostri concittadini…Comunque credo che nessun sportivo obblighi i dirigenti ad erogare i lauti compensi. Il mercato fa il prezzo. Facciamo inoltre una considerazione: quanto indotto c’è intorno ai personaggi dello sport? Ecco, Francesco Totti ad esempio. In una città come Roma un personaggio come Totti significa lavoro per radio, televisioni, quotidiani, pubblicità. Insomma, economia e posti di lavoro&#8221;.</p>
<p><span id="U1023302590565mC" class="span" style="font-weight: bold;">PEER TO PEER</span></p>
<p>&#8221;<span id="U102330259056zJD" class="span" style="font-weight: bold;">Alla domanda se ho mai scaricato musica o film dalla rete rispondo…no comment! Tremonti ci legge!!!</span> Per quanto riguarda la difficoltà del file sharing legale a causa dei disservizi sulla velocità delle connessioni vale la risposta data in precedenza. <span id="U102330259056HYB" class="span" style="font-weight: bold;">L’elevato prezzo in Italia di cd e dvd ha incoraggiato non poco il download illegale di opere tutelate da copyright</span>. I principali fruitori di questi prodotti artistici sono proprio i giovani, cioè quelli meno dotati finanziariamente. In particolare, <span id="U102330259056HLG" class="span" style="font-weight: bold;">fino a quando il costo della musica sarà fuori dalla portata di troppi giovani italiani, mi resterà difficile condannare coloro che scaricano canzoni da internet</span>. E’ vero, molte aziende del settore dovrebbero forse rivedere le loro politiche commerciali, ma dal momento che lo Stato appone l’Iva al 20% sui cd, conseguentemente sale il prezzo&#8230; <span id="U102330259056l9F" class="span" style="font-weight: bold;">Purtroppo, la musica non viene considerata un prodotto culturale, come i libri che hanno l’Iva al 4%.</span> E la cosa peggiore è che su questo punto siamo soggetti alla normativa europea!<span id="U102330259056coE" class="span" style="font-weight: bold;"> Ne ho parlato con Tremonti, ha condiviso le mie (nostre) ragioni ed ha avanzato ufficialmente a Bruxelles una proposta del governo italiano nella quale si chiede di uniformare l’Iva sui cd musicali a quella sui libri</span>. Staremo a vedere, non sarà semplice, ma se ci riusciamo e cala il prezzo dei cd, a quel punto non ci saranno più scuse. E ci ritroveremo da soli, davanti al nostro computer ed alla nostra coscienza&#8221;.</p>
<p><span id="U102330259056D7G" class="span" style="font-weight: bold;">RISPOSTA AL <a href="http://www.adnkronos.com/IGN/UGC/?ugcid=21389" target="http://www.adnkronos.com/IGN/UGC/?ugcid=21389">POST DI VALE87</a></span></p>
<p>Mi auguro di aver risposto in precedenza a questo comprensibile sfogo. C’è una cosa che voglio aggiungere. <span id="U102330259056uVF" class="span" style="font-weight: bold;">L’amarezza e la delusione che traspare è più che giustificata e assolutamente verosimile nei contenuti</span>. Mi auguro che tu possa recuperare ed apprezzare l’importanza dei sacrifici fatti durante il tuo corso di studi e che magari molto presto possa dire che finalmente qualcosa sta cambiando: sarebbe l’unico vero motivo per cui sia valsa la pena affidare a me l’incarico gravoso di ministro della Gioventù.</p>
<p>Tratto da: <a href="http://www.adnkronos.com/IGN/Politica/?id=1.0.2330259056" target="_blank">http://www.adnkronos.com/IGN/Politica/?id=1.0.2330259056</a></p>
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		<title>La rivoluzione del ministro «Basta raccomandati faremo spazio ai migliori»</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Jul 2008 11:05:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ministro Giorgia Meloni se chiedesse ad un suo coetaneo italiano qual è la strada per trovare un lavoro decente lo sventurato risponderebbe: cercare una raccomandazione. «È vero ma non per colpa sua. I ragazzi rispondono in base ai modelli che vengono proposti dalla società. In Italia funziona ancora e soltanto il sistema del familismo e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ministro Giorgia Meloni se chiedesse ad un suo coetaneo italiano qual è la strada per trovare un lavoro decente lo sventurato risponderebbe: cercare una raccomandazione.<br />
«È vero ma non per colpa sua. I ragazzi rispondono in base ai modelli che vengono proposti dalla società. In Italia funziona ancora e soltanto il sistema del familismo e delle conoscenze. Un meccanismo che non va condannato in assoluto o demonizzato ma che ovviamente non deve restare l’unica strada. Anche perché chi non ha opportunità è condannato a restare per sempre fuori dal sistema. Basterebbe applicare al meglio ed in tutte le sue parti la legge Biagi, potenziando il ruolo delle Università e istituendo luoghi reali e credibili dove possano incontrarsi con profitto la domanda e l’offerta».</p>
<p><span id="more-230"></span><br />
Proposte concrete?<br />
«Voglio promuovere una autentica rivoluzione del merito. Siamo cresciuti in una società che ci ha imposto il modello sessantottino, ovvero l’uguaglianza al traguardo. Io invece voglio uguaglianza al punto di partenza. Poi l’ingegno e le capacità dell’individuo devono venir fuori e devono fare la differenza. Siamo già d’accordo con il ministro della Funzione Pubblica, Renato Brunetta: lanceremo il concorso dei mille talenti, l’idea nasce dal libro Meritocrazia di Roger Abravanel. Una selezione dei migliori dieci, cento, mille giovani laureati che dopo una selezione verranno sostenuti con borse di studio e poi inseriti in ruoli chiave della pubblica amministrazione. Vogliamo creare una task force di giovanissimi preparati per formare una squadra di pronto intervento a disposizione della presidenza del consiglio».<br />
Lei è donna e per di più giovane: due categorie che oggi nel nostro paese fanno fatica a galleggiare e si considerano pesantemente discriminate. Come si diventa ministro a 31 anni?<br />
«Quando ho iniziato a fare politica non ho mai pensato che sarei potuta diventare ministro. Ho fatto una scelta di passione e determinazione. Ora mi metto al servizio della mia generazione».<br />
Come?<br />
«Il mio piano si basa su quattro pilastri. Oltre alla rivoluzione del merito, diritto al futuro; valorizzazione della meglio gioventù; protagonismo generazionale».<br />
Valorizzazione, protagonismo. Ma questa generazione viene sempre descritta come priva di speranze e rinchiusa nel privato.<br />
«Appunto. Ci raccontano e ci descrivono soltanto o i bamboccioni o i criminali che sono una piccola minoranza. Io invece voglio raccontare la meglio gioventù: una serie di storie positive attraverso la tv e anche il nostro sito. Volontari, sportivi, mamme giovani che lavorano. Ragazzi e ragazze impegnati: sono la maggioranza. Poi occorre restituire ai giovani il diritto al futuro, garantendo un lavoro, una casa e la possibilità di mettere su famiglia. Mutui agevolati per la prima casa e diritto alla maternità: avere figli non deve rappresentare un lusso. Non accetto il fatto che di fronte al calo demografico e all’indice di fecondità più basso d’Europa, 1,32 per le donne italiane, la risposta dei governi fino ad ora sia stata: tanto i figli li fanno li immigrati. Ma allora noi italiani siamo destinati a scomparire? Le famiglie non debbono più avere timore di mettere al mondo un figlio».<br />
La legge 40 sulla fecondazione assistita costituisce un ostacolo alla maternità come sostengono in molti?<br />
«Rifiuto l’approccio ideologico su tematiche tanto complesse. È ancora presto per promuovere o bocciare la legge. Resto contraria alla sperimentazione sugli embrioni e mi chiedo se è davvero civile una società che si impegna per rendere l’aborto sempre più facile e invece non fa nulla per favorire la vita, tutelandola anche nella fase più fragile».<br />
Intende impegnarsi su questo fronte?<br />
«Promuoverò una serie di campagne informative. Educazione sessuale indirizzata ai giovanissimi dai 12 ai 18 anni di concerto con il ministero dell’Istruzione per una sessualità consapevole e responsabile. Niente giudizi morali ma informazioni necessarie. Poi anche una campagna di sensibilizzazione per contrastare la superficialità con la quale troppo spesso si sceglie l’interruzione di gravidanza».<br />
Si parla di intercettazioni e presunte conversazioni hard tra il premier e esponenti femminili del governo. Questo clima, visto il suo ruolo, la imbarazza?<br />
«Se ne parla ma non vedo nulla di concreto. Il gossip non mi interessa: continuo a fare il mio lavoro».</p>
<p>Articolo di Francesca Angeli tratto da Il Giornale n. 163 del 2008-07-10 pagina 7</p>
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		<title>Giorgia Meloni sfida i cliché:&#8221;Perché nessuno dà mai del &#8216;pischello&#8217; a David Cameron?&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Jun 2008 15:55:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Bamboccioni]]></category>
		<category><![CDATA[Biografia]]></category>
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		<description><![CDATA[Ancora si sta insediando, già medita di cambiare nome al suo ministero:&#8221;Ministero della Gioventù è meglio&#8221;" sospira &#8220;ne parlerò in Consiglio dei ministri&#8230;&#8221;. Allora provochi: è per portare nelle istituzioni l&#8217;assonanza con il Fronte della gioventù in cui ha mosso i primi passi? Lei tralascia il protocollo: &#8220;Sei scemo?&#8221;. E allora perché? &#8220;&#8216;Politiche giovanili&#8217; è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://giorgiameloni.garbatella.it/wp-content/uploads/2008/06/giorgia_scriv.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-226" title="giorgia_scriv" src="http://giorgiameloni.garbatella.it/wp-content/uploads/2008/06/giorgia_scriv-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Ancora si sta insediando, già medita di cambiare nome al suo ministero:&#8221;Ministero della Gioventù è meglio&#8221;" sospira &#8220;ne parlerò in Consiglio dei ministri&#8230;&#8221;. Allora provochi: è per portare nelle istituzioni l&#8217;assonanza con il Fronte della gioventù in cui ha mosso i primi passi? Lei tralascia il protocollo: &#8220;Sei scemo?&#8221;. E allora perché? &#8220;&#8216;Politiche giovanili&#8217; è l&#8217;incarnazione di un&#8217;idea di assistenza:per me Stato, i giovani sono la sottobranca di un problema sociologico, come i matti e le droghe&#8230; E allora m&#8217;invento un apparato che dia loro un &#8216;aiutino&#8217; &#8220;. E invece lei come s&#8217;immagina il ministero? Nello stanzone affacciato sulle mura color meringa di Palazzo Chigi, nel quadrilatero magico del potere romano, la Meloni si fa seria: &#8220;Il contrario, direi! Un luogo che abbia come primo obiettivo valorizzare il protagonismo delle giovani generazioni&#8221;.<br />
Con Giorgia Meloni ci diamo del tu. Non solo per affinità anagrafica fra trentenni, per uno di quegli incroci di carriera che a volte capitano a politici e giornalisti. Mi capitò di farle la prima intervista della sua vita nel 2002: era ancora una sconosciuta. una studentessa grintosa cresciuta nella sezione Colle Oppio, emersa nel movimento degli &#8220;Antenati&#8221;: postmissina, ultratosta. Una che ti spiazzava chiamandoti &#8220;Stellina&#8221; (una forma irresistibile del romanesco, i vezzeggiativi per abbattere le distanze formali); una che era stata appena nominata &#8220;reggente&#8221; dei giovani di AN in condominio con altri tre. La verità era questa: dopo vicissitudini interne la sua organizzazione, Azione giovani, era stata commissariata e i quattro erano espressione delle correnti, ma nominati da Gianfranco Fini. A fine dell&#8217;intervista ironizzai: se uno è &#8220;nominato&#8221;, il destino probabile è finire &#8220;revocato&#8221;. Concluse con un ringhio di orgoglio: &#8220;Io sono una militante. Comunque vada, questo non può revocarlo nessuno. E mi basta&#8221;. Dopo due anni si è celebrato un duro congresso per l&#8217;elezione del presidente. lo ha vinto. Così la Meloni ha iniziato una corsa fulminea verso l&#8217;empireo della politica: nel 2006 è la deputata più giovane del centrodestra, e poi (da matricola!) la più giovane Vicepresidente della Camera. Infine, un mese fa, il più giovane ministro della storia repubblicana, a soli 31 anni.<br />
<strong>Se uno inizia così, o arriva al Quirinale in due anni o è un fallito.<br />
</strong>(ride). &#8220;Fallire così mi andrebbe bene. Ma la mia esperienza spiega qualcosa su come funzionano i media in Italia&#8221;.<br />
<strong>Non mi dire che ti trattano male.<br />
</strong>&#8220;Per nulla. Godo di una buona stampa, persino immeritata. Tra i colleghi scopro simpatie trasversali che quasi mi stupiscono&#8221;.<br />
<strong>Paola Concia, l&#8217;unica deputata omosessuale dichiarata, dice: &#8220;Altro che Carfagna! Tra le ministre il mio tipo è la Meloni&#8221;.<br />
</strong>(Sospiro ironico) &#8220;Magari!&#8221;<br />
<strong>Una dirigente di matrice missina che fa in questi casi?<br />
</strong>&#8220;Non so. A me ha fatto piacere&#8221;.<br />
<strong>E poi hai detto che sei contro il gay pride.<br />
</strong>&#8220;Vedi le semplificazioni? A Klaus Davi ho detto che certi aspetti di carnevalismo esibizionistico, le ostentazioni, che non amo, hanno fatto più danno che altro agli omosessuali&#8221;.<br />
<strong>Dopodiché se dovessi decidere se vietare il gay pride&#8230;<br />
</strong>&#8220;Non lo vieterei. Ciascuno ha il diritto di manifestare le sue idee. E io credo di poter contestare quel che non condivido&#8221;.<br />
<strong>Grazie alla Concia, torni in corsa come &#8220;Miss governo&#8221;.<br />
</strong>&#8220;Ah&#8230; ah&#8230; ah&#8230;&#8221;<br />
<strong>Quindi nessun concorso di bellezza, nel tempo dell&#8217;immagine?<br />
</strong>&#8220;Rispondo come Leo Longanesi: &#8216;Certe onorificenze non basta non volerle, bisogna anche non meritarsele&#8217;&#8230;&#8221;<br />
<strong>Persino Marco Travaglio, uno non tenerissimo con il centrodestra, ti elogia nel suo libro <em>Se li conosci li eviti<br />
</em></strong>(ride). &#8220;Temo che mi risparmi solo perché siamo amici&#8221;.<br />
<strong>Ricapitoliamo la storia della &#8216;ragazza della Garbatella&#8217;?<br />
</strong>&#8220;Parto da questo epiteto per continuare il discorso sui giovani. Da noi chi ha meno di 40 anni è considerato &#8216;giovane&#8217;: è una follia&#8221;.<br />
<strong>Sarà perché l&#8217;aspettativa di vita si allunga&#8230;<br />
</strong>&#8220;Non per fare paragoni immodesti: Alessandro Mango a trent&#8217;anni aveva già conquistato la Persia! Però l&#8217;ideologia dei &#8216;bamboccioni&#8217; è radicata nella nostra classe dirigente&#8221;.<br />
<strong>Ti riferisci a Padoa-Schioppa?<br />
</strong>&#8220;Non solo. Ma la sua terrificante battuta secondo cui il governo Prodi aiutava &#8216;i bamboccioni a uscire di casa&#8217;, è la rappresentazione perfetta di come &#8216;ci&#8217; vedono&#8221;.<br />
<strong>Ovvero?<br />
</strong>&#8220;Se a 30 anni sei ancora dai tuoi è colpa tua: non del fatto che hai uno stipendio da schifo, se un Co.co.co e nessuno ti fa un mutuo&#8221;.<br />
<strong>Perché ti dà fastidio &#8220;ragazza della Garbatella&#8221;?<br />
</strong>&#8220;Delle mie origini popolari sono orgogliosa. Ancora oggi, prendersi un aperitivo in una piazza della Garbatella, tra i murales della Roma e quella dimensione di paese in cui conosci tutti e tutti ti conoscono è il contrario delle periferie che producono rabbia e alienazione&#8221;.<br />
<strong>Allora cosa non va?<br />
</strong>&#8220;Sei sempre catalogato alla voce &#8216;Mostri?. Nessuno definirebbe David Cameron, leader dei conservatori britannici, &#8216;il pischello dei sobborghi di Londra&#8217;. Proprio non ci pensano. In Italia è il contrario&#8221;.<br />
<strong>E perché?<br />
</strong>&#8220;Non siamo preparati all&#8217;idea di un giovane affermato. Se sei giovane, e sei qualcuno, devi essere un fenomeno da baraccone&#8221;.<br />
<strong>E c&#8217;entra la Garbatella?<br />
</strong>&#8220;Certo. Non sono più Giorgia Meloni, ma l&#8217;effetto collaterale di una fisction, un personaggio dei <em>Cesaroni</em>. Il sogno dei giornalisti è vedermi in una puntata apostrofare in romanesco Claudio Amendola&#8221;.<br />
<strong>Capirai, quello è di Rifondazione&#8230;<br />
</strong>&#8220;A parte la stima nata con Bertinotti nell&#8217;ufficio di presidenza dalla Camera, a me dispiace che la sinistra sia fuori dal Parlamento. Ha pagato tutte le colpe del governo&#8221;.<br />
<strong>E&#8217; un omaggio di rito?<br />
</strong>&#8220;Sono distanti da me in modo siderale, ma spesso animati da passione autentica. In Parlamento è meglio se sono rappresentati tutti&#8221;.<br />
<strong>Torniamo alla Meloni.<br />
</strong>&#8220;Se non divento &#8216;una Cesaroni&#8217; c&#8217;è l&#8217;altro format: o pinup, o &#8216;divetta&#8217;. Mi vorrebbero con tatuaggio sull&#8217;ombelico alla Asia Argento&#8221;.<br />
<strong>Ce l&#8217;hai il tatuaggio?<br />
</strong>(Scuote la testa). &#8220;Pure tu&#8230; Pensa che a me disturba persino farmi fotografare per strada. M&#8217;immedesimo in chi mi vede: &#8216;Questa la pago io, perché non se ne va a lavorare?&#8221;.<br />
<strong>E se ti chiedono l&#8217;autografo?<br />
</strong>&#8220;E&#8217; una regola interiore. Come non usare l&#8217;auto blu se non per rappresentanza. Il giorno dell&#8217;insediamento i giornali hanno riportato una battuta che ho fatto a un tuo collega. Andavo da Quirinale a Montecitorio e i giornalisti:&#8221; Che fa, va a piedi?&#8221;. Cento metri, ho riso: &#8220;Come devo andarci, a cavallo?&#8221;.<br />
<strong>Era preparata&#8230;<br />
</strong>&#8220;No, giuro! Sono gelosa della mia normalità, non per buonismo, perché il mondo lo capisco così. Pur essendo ultraprivilegiata, anche economicamente, ancora non riesco a comprar casa&#8221;.<br />
<strong>Quindi con la politica non ci si arricchisce&#8230;<br />
</strong>&#8220;Magari&#8230; più aumenta l&#8217;acconto che metto da parte, più aumentano i prezzi della Garbatella. E anche qui c&#8217;entrano <em>I Cesaroni</em>. Una buona fiction fa volare i prezzi! Ecco perché bisogna sfruttare i limiti del sistema. Bisogna fare una fiction sulle vele di Scampia, proiettare nelle scuole <em>Gomorra,</em> elevare a eroi i precari che fanno un figlio senza pensare alla retta dell&#8217;asilo&#8221;.<br />
<strong>Esiste davvero il &#8220;Sistema&#8221;?<br />
</strong>&#8220;Eccome. Esempio: esce una ricerca sociologica, e come titolano i giornali? &#8216;I giovani trovano lavoro con le raccomandazioni&#8217; &#8220;.<br />
<strong>Non è vero?<br />
</strong>&#8220;Va rovesciato il concetto: molti giovani onesti, soprattutto nel Sud, sono costretti alla raccomandazione. Subire è il contrario di volere. Questa società pone ai ragazzi un tacito ultimatum: &#8216;O ti fai cooptare, o resti fuori dalla porta tutta la vita&#8217; &#8220;.<br />
<strong>Senza la cooptazione di Fini la Meloni non ce l&#8217;avrebbe fatta?<br />
</strong>(Sorride). &#8220;Da reggente, al congresso di Bologna, chiesi un congresso del movimento, di permettere che fossero gli iscritti a decidere da chi farsi rappresentare. E&#8217; agli atti&#8230;&#8221;<br />
<strong>E poi?<br />
</strong>&#8220;L&#8217;abbiamo fatto. Di me dicevano: &#8216;Una ragazza non può fare il capo&#8217;&#8230; Ho vinto per 16 voti su 500 delegati! Fini non si era schierato, ma avrebbe scommesso sul mio avversario, Carlo Fidanza&#8221;.<br />
<strong>L&#8217;hai epurato, come vogliono le regole feroci della nuova politica?<br />
</strong>&#8220;Oggi lo considero un amico, uno dei migliori dirigenti&#8221;.<br />
<strong>Torniamo al rapporto con Fini.<br />
</strong>&#8220;Sai come mi diede la notizia della vicepresidenza? Nel suo ufficio. Sguardo di ghiaccio. Silenzio. Voce cupa: &#8216;Non pensavo di dover arrivare a tanto&#8217;&#8230; Pensai: &#8216;Oddio, che è successo?&#8217;. Invece si era vendicato per lo scherzo dei kaziri, che gli avevamo fatto alla festa di Ag&#8221;.<br />
<strong>Fini era ministro degli Esteri&#8230;<br />
</strong>&#8220;Si alzò uno dei nostri con il cranio rasato, un bonzo: &#8216;Presidente, aiuto&#8230; aiuto per i kaziri&#8230; siamo una minoranza cattolica perseguitata in Asia. Anche il Papa ha lanciato un appello per noi&#8217; &#8220;.<br />
<strong>E lui?<br />
</strong>&#8220;Sai com&#8217;è. Tutto serio risponde: &#8216;Sì, sì, conosco la vicenda&#8230;&#8217; &#8220;.<br />
<strong>Gli avete detto che era una balla&#8230;<br />
</strong>&#8220;E&#8217; stato fenomenale. E&#8217; scoppiato a ridere pure lui: &#8216;Più che kaziri siete kazzari&#8230;&#8217; &#8220;.<br />
<strong>Come si ribalta la cultura della cooptazione?<br />
</strong>&#8220;Con la rivoluzione del merito&#8221;.<br />
<strong>Ovvero?<br />
</strong>&#8220;Sostituendo l&#8217;egualitarismo sessantottino, l&#8217;idea un po&#8217; chic e un po&#8217; brutale per cui saremmo tutti uguali, con l&#8217;uguaglianza. Ovvero l&#8217;uguaglianza come punto di partenza, cioè pari opportunità per tutti, piuttosto che quella del punto di arrivo, che produce livellamento verso il basso&#8221;.<br />
<strong>E come si fa?<br />
</strong>&#8220;Per esempio con il prestito d&#8217;onore a chi non ha i soldi per gli studi o la detassazione per le giovani imprese. Sostenere i giovani e i loro progetti. Trasparenza e serietà dei concorsi. Insomma, rompere i privilegi e le rendite che hanno bloccato chi aveva delle idee&#8221;.<br />
<strong>Chiudiamo con i giovani da premiare e i babbiono da rottamare&#8230;<br />
</strong>&#8220;Comincio rottamando Oreste Scalzone e tutti i cattivi maestri, antichi, moderni e contemporanei. E promuovo Roberto Saviano. Senza di lui, forse, sarebbe stato più facile ignorare il fatto che la camorra è viva e vegeta&#8221;.<br />
<strong>E poi?<br />
</strong>&#8220;Sandra, la precaria di 29 anni che ha scritto a Napolitano: &#8216; Non ce la faccio, abortisco&#8217;. Poi non lo ha fatto più. Vorrei ricordarla ora, quando smette di far notizia&#8221;.</p>
<p>di Luca TELESE &#8211; da Panorama FIRST 6/7 2008</p>
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		<title>Calcio: Meloni, punire tifosi violenti ma valorizzare i veri sportivi</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Jun 2008 13:21:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Rugby]]></category>
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		<description><![CDATA[Roma, 12 giu &#8211; &#8221;Credo che la nostra responsabilita&#8217; sia di distinguere il tifo dalla violenza e quindi di colpire duramente i violenti, ma di saper anche valorizzare chi fa dello sport come una grande festa di popolo&#8221;. Lo ha detto il Ministro per le politiche giovanili, Giorgia Meloni, ai microfoni di RTL 102.5. &#8221;Non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Roma, 12 giu &#8211; &#8221;Credo che la nostra responsabilita&#8217;  sia di distinguere il tifo dalla violenza e quindi di colpire  duramente i violenti, ma di saper anche valorizzare chi fa  dello sport come una grande festa di popolo&#8221;. Lo ha detto il  Ministro per le politiche giovanili, Giorgia Meloni, ai  microfoni di RTL 102.5.</p>
<p>&#8221;Non e&#8217; un caso &#8211; ha aggiunto la Meloni &#8211; che io sia una  grande appassionata di rugby: quello che trovo molto bello in  questo sport e&#8217; la capacita&#8217; di raccontare al massimo i  valori dello sport, il famoso terzo tempo. Mi piacerebbe che  questo modo di vivere lo sport fosse piu&#8217; diffuso anche nel  calcio&#8221;.</p>
<p>Nessun pronostico da parte del Ministro, infine, sulla  seconda partita dell&#8217;Italia ad Euro 2008 contro la Romania:  &#8221;Di previsioni non ne faccio, penso che siamo una squadra di  grande talento. Se dovessi scegliere con chi perdere tra le  due squadre che dobbiamo affrontare, preferirei perdere con  la Romania e vincere con la Francia&#8221;, ha concluso.</p>
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