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	<title>Giorgia Meloni Blog &#187; Rassegna Stampa</title>
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	<description>Il sito semi-ufficiale. A cura dei ragazzi di AG Garbatella con il contributo di tanti amici</description>
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		<title>GIORGIA MELONI intervista SILVIO BERLUSCONI</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Sep 2010 21:14:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Berlusconi e Meloni ad Atreju clicca sul link per vedere]]></description>
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		<title>Giorgia Meloni vuole un Parlamento più giovane: Senatori venticinquenni e deputati diciottenni.</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Jan 2010 14:09:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>

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		<description><![CDATA[Giorgio e Giorgia. Il presidente Napolitano e la ministra Meloni uniti nel nome dei giovani. Nel discorso di fine anno il capo dello Stato insiste sull’importanza delle nuove generazioni. Altro che Celli e il suo consiglio di mandarli tutti all’Estero. «Finalmente», dice la ministra dei giovani che in un paese che ha il vizio di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://giorgiameloni.garbatella.it/wp-content/uploads/2010/01/gg1-150x150.jpg" alt="gg1" title="gg1" width="150" height="150" class="alignleft size-thumbnail wp-image-1481" />Giorgio e Giorgia. Il presidente Napolitano e la ministra Meloni uniti nel nome dei giovani. Nel discorso di fine anno il capo dello Stato insiste sull’importanza delle nuove generazioni. Altro che Celli e il suo consiglio di mandarli tutti all’Estero. «Finalmente», dice la ministra dei giovani che in un paese che ha il vizio di puntare sempre su quelli che il futuro lo hanno alle spalle, ha un duro lavoro davanti a sè. «Per fortuna c’è Napolitano». E a sentirlo da lei, cresciuta nella cultura della destra nostalgica, fa un certo effetto.</p>
<p><strong>Insomma ministro lei sembra avere affinità soprattutto con icone della sinistra, da Bertinotti a Napolitano.</strong><br />
«Io non ho paraocchi. Giudico le persone. E ringrazio Napolitano di aver dedicato una parte importante del discorso di fine anno ai giovani, d’altra parte è un interesse che il presidente ha dimostrato sempre ponendo spessissimo l’accento su quanto meritevoli siano i ragazzi italiani. In particolare negli ultimi mesi è intervenuto per dire di non abbandonare l’Italia perché solo con loro può migliorare il futuro del paese. L’energia dei giovani è necessaria».</p>
<p><strong>E come facciamo a tenercela?</strong><br />
«Iniziamo dal ringiovanire Camera e Senato. Così che le esigenze delle generazioni siano rappresentate in maniera equa. Oggi non è così».</p>
<p><strong>Impresa ardua&#8230;</strong><br />
«Visto che quest’anno è finito parlando delle riforme che verranno, da condividere, io il prossimo anno voglio riuscire a riformare le norme che regolano elettorato attivo e passivo, voglio abbattere gli steccati anagrafici che comportano che oggi ci sia fino ai 40 anni una cittadinanza imperfetta. Visto che al Senato prima dei 40 anni non si può essere eletti e quindi le generazioni che precedono tale compleanno dono rappresentate imperfettamente. E’ una riforma su cui c’è larga intesa. Deve esserci corrispondenza tra l’età necessaria per eleggere ed essere eletti».</p>
<p><strong>Quindi deputati diciottenni e senatori di 25?</strong><br />
«Perché no?».</p>
<p><strong>Napolitano ha sottolineato l’importanza di creare lavoro per i giovani. Il problema vero è il precariato. Cosa farete per loro?</strong><br />
«E’ necessario contrapporre alla flessibilità del lavoro strumenti che bilancino questa situazione. Dal primo gennaio saremo in grado di pubblicare le norme attuative del fondo di garanzia sull’accesso al credito per l’acquisto della prima casa. 24 milioni di euro con cui lo stato garantisce chi non ha un posto fisso. E poi ci stiamo dando da fare per creare la cultura di impresa nei giovani attraverso l&#8217;Università. Sia con un bando per finanziare progetti proposti da associazioni giovanili, facilitando lo start up di nuove imprese. E anche con il Global Village Campus, ossia un ponte tra Università e lavoro. A settembre per cinque settimane abbiamo fatto incontrare i migliori giovani neolaureati e il mercato del lavoro. Il prossimo anno l’obiettivo è moltiplicare questo strumento».</p>
<p><strong>In Italia non esiste meritocrazia. Uno dei motivi che spiega per esempio la fuga dei cervelli.</strong><br />
«Certo noi ereditiamo un sistema bloccato da privilegi consolidati e da una visone sessantottina per cui l’uguaglianza è considerata nemica del merito, mentre il nostro scopo è di costruire l&#8217;uguaglianza attraverso il merito. Partendo tutti dallo stesso blocco di partenza. E mi faccia dire un’altra cosa. Si racconta solo il lato buio dei nostri ragazzi, l’alcool, la droga, non il talento, il sacrificio. E’ gente che fa salti mortali per ritagliarsi un posticino dignitoso grazie a chi li ha preceduti e non ha pensato a chi sarebbe venuto dopo. Nel 2008 in 190 hanno vinto riconoscimenti internazionali. Significa che abbiamo un humus su cui investire. Ho in progetto un Expo per raccontare il loro talento».</p>
<p><strong>E la scuola?</strong><br />
«Prestito d’onore: consentire ai ragazzi di pagarsi l’Università, magari anche la formazione all’Estero, prestandogli i soldi che poi restituirà quando sarà in grado di farlo. Penso non solo all’Università ma anche a un’educazione non formale come i corsi di teatro o di lingua. Io credo che una delle grandi sfide che dobbiamo vincere sia quella di dare a tutti i giovani la possibilità di andare all’estero».</p>
<p><strong>Che fa contraddice Napolitano?</strong><br />
«Assolutamente no. Il mio fine farli studiare fuori e poi riportare in Italia quello che si è imparato. Completamente in sintonia con il Presidente».</p>
<p>2.01.2010 da http://www.lastampa.it/  di <b>Maria Corbi</b></p>
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		<title>Lazio/ Istituto Crespi:regionali,Polverini o Meloni vincerebbero</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Oct 2009 08:44:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Regione Lazio]]></category>
		<category><![CDATA[Renata Polverini]]></category>
		<category><![CDATA[Walter Veltroni]]></category>

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		<description><![CDATA[Roma, 28 ott. (Apcom) &#8211; Renata Polverini, possibile candidata per il centrodestra in Regione Lazio, avrebbe la meglio sia su un eventuale sfidante Walter Veltroni sia su Ignazio Marino. Nel primo caso con il 42% contro il 34%, nel secondo con il 44% contro il 32%. Se invece il candidato del centrodestra fosse Giorgia Meloni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Roma, 28 ott. (Apcom) &#8211; Renata Polverini, possibile candidata per il centrodestra in Regione Lazio, avrebbe la meglio sia su un eventuale sfidante Walter Veltroni sia su Ignazio Marino. Nel primo caso con il 42% contro il 34%, nel secondo con il 44% contro il 32%. Se invece il candidato del centrodestra fosse Giorgia Meloni e quello del centrosinistra Walter Veltroni, prevarrebbe la prima con il 43% dei consensi contro il 36%, se fosse Marino vincerebbe sempre il centrodestra, 45% contro il 33%. E&#8217; quanto emerge da una ricerca realizzata dall&#8217;Istituto Crespi per contro di Omniroma sugli scenari delle candidature per il dopo Piero Marrazzo in regione Lazio. Resta alta in ogni duello virtuale, tra il 20% e il 24%, la percentuale di indecisi. Stando alle intenzioni di voto, nel corso della bufera Marrazzo, il Partito democratico è passato dal 29,4% che aveva nel mese di settembre del 2009 e al 30% registrato a metà ottobre, a circa il 25%, perdendo cioè 5 punti percentuali. Guadagnano PdL e Udc. L&#8217;Istituto Crespi ha proposto al campione intervistato come possibili candidati del centrosinistra Veltroni, Marino, Zingaretti, Gasbarra, Sassoli. L`ex segretario del pd, Walter Veltroni, ha conquistato la fiducia del 56% dei cittadini laziali. In seconda posizione, Ignazio Marino con il 51%, in terza Nicola Zingaretti con il 47%, segue Enrico Gasbarra con il 45% e David Sassoli con il 29%.</p>
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		<title>Caso Marrazzo: Meloni, Le dimissioni si danno oppure no</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Oct 2009 08:22:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa e Dichiarazioni]]></category>
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		<description><![CDATA[In ogni caso, «i cittadini del Lazio hanno diritto a più rispetto». È lapidaria il ministro della Gioventù Giorgia Meloni nello stigmatizzare la «scelta ambigua» di Piero Marrazzo di autosospendersi dalla carica di governatore del Lazio senza tuttavia rassegnare le dimissioni, impedendo così le elezioni regionali anticipate. Ministro, la scelta di Marrazzo di autosospendersi desta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In ogni caso, «i cittadini del Lazio hanno diritto a più rispetto». È lapidaria il ministro della Gioventù Giorgia Meloni nello stigmatizzare la «scelta ambigua» di Piero Marrazzo di autosospendersi dalla carica di governatore del Lazio senza tuttavia rassegnare le dimissioni, impedendo così le elezioni regionali anticipate. Ministro, la scelta di Marrazzo di autosospendersi desta più di una perplessità dal punto di vista politico e istituzionale. Che idea si è fatta? «Non si possono piegare le regole democratiche a proprio uso e consumo. Il Partito democratico ha consigliato a Marrazzo una scelta ambigua finalizzata soltanto a prendere tempo. La sinistra in difficoltà ha bisogno di riorganizzarsi e per farlo vuole procrastinare il più possibile il voto nel Lazio, mettendo, per giunta, alla guida della Regione una figura non legittimata da alcun voto popolare. È un atteggiamento arrogante e irresponsabile nei confronti dei cittadini. Le dimissioni si danno oppure no». A questo punto c&#8217;è il rischio di un immobilismo di fatto della Regione. E le criticità da risolvere continuano ad essere tante. «Il problema è proprio questo. Le regole democratiche sono fatte per governare i meccanismi istituzionali e dare risposte concrete ai cittadini. Non si possono perciò piegare alle necessità della sinistra in crisi. Le gravi emergenze che attanagliano la Regione Lazio e i suoi cittadini non possono attendere i tempi dell&#8217;avvilente epilogo dell&#8217;amministrazione Marrazzo, che comunque in cinque anni ha fatto davvero poco o niente per emergenza rifiuti, sanità, lavoro e sviluppo. La Regione rischia ora la paralisi per altri sei mesi. Una cosa inammissibile e inconcepibile. I cittadini del Lazio pretendono una guida stabile scelta da loro. Per questo sono necessarie le elezioni anticipate». A questo punto cosa auspica? «Mi auguro proprio che il nuovo segretario del Partito democratico, chiunque sarà, dia un segale di rottura e di discontinuità rispetto al passato, anziché soggiacere ai soliti giochi di palazzo. Si vada quindi a elezioni anticipate, i cittadini del Lazio non possono aspettare e ne hanno il diritto».</p>
<p><a title="Il tempo" href="http://iltempo.ilsole24ore.com/politica/2009/10/26/1085925-dimissioni_danno_oppure.shtml" target="_blank">tratto da Il Tempo del 26/10/2009</a></p>
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		<title>Agrigento web intervista Giorgia Meloni</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Sep 2009 07:54:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>

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		<description><![CDATA[Incontriamo il giovane Ministro della Gioventù Giorgia Meloni per una breve intervista, all’interno del Parco del Celio durante la manifestazione Atreju. Allora Ministro a 32 anni ci si può dire arrivati? Il suo “cursus politico “ è da paura ? “Assolutamente no, la mia vita è sempre proiettata al futuro, non vivo di ricordi cerco [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Incontriamo il giovane Ministro della Gioventù Giorgia Meloni per una breve intervista, all’interno del Parco del Celio durante la manifestazione Atreju.</p>
<p><strong>Allora Ministro a 32 anni ci si può dire arrivati? Il suo “cursus politico “ è da paura ?</strong><br />
<em>“Assolutamente no, la mia vita è sempre proiettata al futuro, non vivo di ricordi cerco di impegnarmi sempre di più; si la mia determinazione è stata la stella polare del mio spendermi in politica”</em></p>
<p><strong>Ministro cosa ci può dire di questa undicesima edizione di Atreju , dal titolo accattivante “oltre ogni muro”?</strong><br />
<em>“E’ l’undicesima edizione è una manifestazione che nel corso degli anni è cresciuta tantissimo, che quest’anno diventa per la prima volta  “festa nazionale dei giovani del Pdl”, cioè della Giovane Italia; che assume una dimensione più ampia di quella che aveva nelle precedenti edizioni nelle quali era la festa nazionale di “Azione Giovani”,movimento giovanile di Alleanza Nazionale. Un’edizione che abbiamo dedicato al tema “Oltre ogni muro”per celebrare il ventennale della caduta del “Muro di Berlino”, ma anche per parlare dei tanti “Muri”che ancora albergano nel mondo, ovunque viene soffocata la libertà dei popoli e della nostra società , dove viene mortificato il merito e il talento, dove alberga la criminalità organizzata con le tante difficoltà che i giovani italiani incontrano nella capacità di interfacciarsi nel mondo del lavoro. Sono una serie di temi che abbiamo affrontato nei nostri dibattiti.<br />
</em></p>
<p><strong>Grandi personaggi quest’anno con una serie innumerevoli di Ministri, molto interessante il dibattito tra la destra e la sinistra con la Russa e D’Alema ?<br />
</strong> <em>“I dibattiti sono stati interessanti e ricchi di appeal, questa è una manifestazione dove ormai c’è un parterre incredibile di ospiti, che peraltro provengono da storie diverse. Le cifre di questa manifestazione sono nella assoluta disponibilità dei giovani della “Giovane Italia”, di confrontarsi con tutti quelli che hanno delle cose interessanti da dirsi, anche quando non si condividono, perché le identità forti non temono il confronto. Questa è una generazione che non teme di confrontarsi con nessuno e lo sta dimostrando in questa manifestazione “Atreju”.</em></p>
<p><strong>“Il progetto in Apq finanziato dal Ministero della Gioventù dal titolo “i giovani protagonisti di se stessi” sul comportamento e i corretti stili di vita a che punto è, visto che dovrebbero arrivare in Sicilia parecchi soldi?</strong><br />
<em>“C’è un bando di concorso che è in aggiudicazione e sul quale sta lavorando la commissione.  Nei prossimi mesi dovrebbe essere realizzato”.</em></p>
<p><strong>Un consiglio che dà alla generazione verde che si avvicina alla politica ?</strong><br />
<em>“Nel non pensare mai che la politica sia un mestiere, la politica è solo impegno civile non la si deve vivere mai come carriera “.</em></p>
<p><strong>La ringrazio Ministro della disponibilità che ha concesso al sito Agrigentoweb ?<br />
</strong><em>“Grazie a Lei , un saluto alla Sicilia e al suo Direttore Lelio Castaldo”.</em></p>
<p>tratto da:<a title="Agrigento web" href="http://www.agrigentoweb.it/intervista-al-ministro-della-gioventu-giorgia-meloni_21923/" target="_blank"> http://www.agrigentoweb.it/intervista-al-ministro-della-gioventu-giorgia-meloni_21923/</a></p>
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		<title>Meloni: «Gianfranco ci mancherà molto»</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Sep 2009 14:44:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;intervista Il ministro della Gioventù Giorgia Meloni presenta l&#8217;edizione di quest&#8217;anno della festa dei giovani Pdl Sulla carta Atreju è all&#8217;undicesima edizione. Di fatto però, la rituale festa di Azione giovani, che parte oggi, quest&#8217;anno si presenterà in veste nuova. Sarà infatti la prima manifestazione di Giovane Italia, il movimento giovanile del Pdl. «Effettivamente un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>L&#8217;intervista Il ministro della Gioventù Giorgia Meloni presenta l&#8217;edizione di quest&#8217;anno della festa dei giovani Pdl</em></p>
<p>Sulla carta Atreju è all&#8217;undicesima edizione. Di fatto però, la rituale festa di Azione giovani, che parte oggi, quest&#8217;anno si presenterà in veste nuova. Sarà infatti la prima manifestazione di Giovane Italia, il movimento giovanile del Pdl. «Effettivamente un po&#8217; di emozione in più c&#8217;è», ammette la storica padrona di casa Giorgia Meloni, ministro della Gioventù. «Questa volta i ragazzi e le ragazze che arriveranno a Roma davvero si mescoleranno, a prescindere dalla loro esperienza in An o in Forza Italia». Una mescolanza avvenuta anche nell&#8217;organizzazione della festa? «Certo. Non c&#8217;è niente di più forte su una alleanza che sporcarsi le mani e lavorare insieme». Tra i dibattiti più importanti c&#8217;è quello di oggi pomeriggio con il presidente del Consiglio. Visto che ora non è più la festa di Ag, ma ci sono anche i ragazzi di Forza Italia, ci saranno domande più morbide? «No, il dibattito con il premier non sarà differente da quello dell&#8217;anno scorso. Le domande saranno sempre fatte dal pubblico e su argomenti diversi». Dica la verità: non ne avete concordata neanche una? «No, assolutamente. Di certo non ci perderemo a parlare delle vicende private del premier come invece fa certa stampa». Berlusconi sarà presente. Gianfranco Fini, no. Un po&#8217; strano&#8230; «Mi dispiace moltissimo, l&#8217;incontro dei giovani con Fini ha fatto la storia di Atreju. Ma non c&#8217;è nessuna volontà politica o chissà quale dietrologia. Semplicemente che ora Fini è il presidente della Camera e averlo non è più così facile. Vorrà dire che l&#8217;anno prossimo gli invieremo l&#8217;invito molto prima». In un momento come questo, con i due co-fondatori del Pdl che si punzecchiano a vicenda, i giovani non si sentono un po&#8217; spaesati? «Guardi, non credo che questa situazione si rifletta nel movimento giovanile. I ragazzi si pongono molto meno il problema di avere davanti una persona che la pensa diversamente su una certa questione. Non ci dimentichiamo che noi abbiamo avuto alla nostra festa anche Bertinotti ed è stato un momento di confronto importantissimo». A questo punto resta però un interrogativo. Stando ai racconti dei ragazzi, oggi per i giovani Pdl manca un leader. Dunque, Fini no. Berlusconi no. Potrebbe essere lei? «Che domanda difficile&#8230;Facciamo così, lo chieda direttamente a loro».</p>
<p>da http://www.iltempo.it</p>
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		<title>Bertolaso e la Meloni batterebbero Piero Marrazzo</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Sep 2009 07:56:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il dibattito sulle prossime regionali entra nel vivo: mentre l’ex governatore Storace fa sapere che non è affatto scontato l’appoggio de La Destra al Pdl, si discute su chi dovrà sfidare Marrazzo. E a questo proposito, vengono fuori i primi sondaggi commissionati dall’agenzia di stampa Omniroma a Crespi ricerche. L’indagine è stata condotta il 1° [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il dibattito sulle prossime regionali entra nel vivo: mentre l’ex governatore Storace fa sapere che non è affatto scontato l’appoggio de La Destra al Pdl, si discute su chi dovrà sfidare Marrazzo. E a questo proposito, vengono fuori i primi sondaggi commissionati dall’agenzia di stampa Omniroma a Crespi ricerche. L’indagine è stata condotta il 1° e il 2 settembre scorsi con il metodo dell’intervista telefonica su un campione di 800 maggiorenni residenti nel Lazio e la stessa società di ricerche precisa il margine di errore può essere del 3,5 per cento.<br />
Per tastare il polso all’elettorato a otto mesi dal voto, i ricercatori di Crespi hanno individuato quattro ipotesi di candidature nel centrodestra (che sono, poi, i nomi dei quali si è già parlato): il capo della protezione civile Guido Bertolaso, il ministro per la Gioventù Giorgia Meloni, l’imprenditrice ed ex europarlamentare di Forza Italia Luisa Todini, il senatore Pdl ed ex assessore regionale al Bilancio Andrea Augello. Per ciascuno di loro è stata sondata la popolarità e il grado di fiducia. In un secondo tempo, sempre per ciascuno di loro, è stata simulata la sfida, a oggi, con l’uscente Marrazzo. Il quadro che emerge è equilibrato: in due sfide su quattro Marrazzo vincerebbe, nelle restanti due sarebbe sconfitto. Bertolaso, che ha ribadito a più riprese di non avere alcuna intenzione di candidarsi, sarebbe il nome più forte da contrapporre a Marrazzo che batterebbe con 9 punti di scarto (49% a 40%)con l’11 per cento di indecisi. Anche Giorgia Meloni batterebbe il presidente uscente di 2 punti (47 a 45) mentre nel caso delle altre due ipotesi, Marrazzo la spunterebbe: 44 a 40 con la Todini (16 per cento di indecisi) e 44 a 37 con Augello, con il 19 per cento di indecisi. La stessa scala di percentuali, con pochissime differenze, emerge dai risultati sulla notorietà dei quattro ipotetici sfidanti e sulla fiducia nei loro confronti.</p>
<p><a title="Il Giornale" href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=379862" target="_blank">Articolo di Claudio Pompei tratto da Il Giornale di  venerdì 04 settembre 2009</a></p>
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		<title>Ragazzi, viva l&#8217;avventura</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Aug 2009 12:23:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>

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		<description><![CDATA[Roma &#8211; Agosto Come trascorre la calda estate il ministro della Gioventù Giorgia Meloni? &#8220;Dal letto al lettino e ritorno. Al mare con il cellulare sempre acceso e il pc a portata di mano con fogli e appunti. Quest&#8217;anno è andata così&#8221;. Jeans e camicetta, un filo di trucco e capelli al vento: il ministro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://giorgiameloni.garbatella.it/wp-content/uploads/2009/08/giorgiachi2-219x300.jpg" alt="giorgiachi2" title="giorgiachi2" width="219" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-1221" />Roma &#8211; Agosto<br />
Come trascorre la calda estate il ministro della Gioventù Giorgia Meloni? &#8220;Dal letto al lettino e ritorno. Al mare con il cellulare sempre acceso e il pc a portata di mano con fogli e appunti. Quest&#8217;anno è andata così&#8221;.<br />
Jeans e camicetta, un filo di trucco e capelli al vento: il ministro più giovane della storia della Republica, che incontriamo all&#8217;alba delle vacanze, gira senza scorta, guida la sua mini da sola e spesso viene scambiata per l&#8217;autista della sua adetta stampa.<br />
<strong>Domanda</strong>. Ministro, ma non amava le vacanze avventurose e i viaggi on the road?<br />
<strong>Risposta</strong>. &#8220;Già. E&#8217; da quando avevo 18 anni che le mie vacanze ideali sono quelle che ho trascorso in giro per il mondo con un gruppo di amici: gli stessi. Adesso è più complicato però. Molti hanno messo su famiglia e ci sono i bambini. Cerchiamo comunque di restare uniti. E poi c&#8217;è il lavoro. Da quando sono ministro, resto in Italia&#8221;.<br />
<strong>D</strong>. Perché con il computer in spiaggia?<br />
<strong>R</strong>. &#8220;Per combattere l&#8217;ansia e sentirmi sempre efficiente. In realtà poi non lo uso mai&#8221;.<br />
<strong>D</strong>. Che cosa porta di altro?<br />
<strong>R</strong>. &#8220;Pinne e bombole. Faccio immersioni. E leggo romanzi. Per me la vacanza comincia quando apro il primo libro&#8221;.<br />
<strong>D</strong>. Che cosa sta leggendo?<br />
<strong>R</strong>. &#8220;La trilogia <strong>Millennium</strong> di Stieg Larson. Poi passerò al libro di Christian Bobin <strong>Francesco e l&#8217;infinitamente piccolo</strong>, a <strong>Volo di Notte </strong>di Antoine de Saint_Exupéry e, se rimane tempo, finirò con il libro di Giordano Bruno Guerri su <strong>Marinetti</strong>&#8220;.<br />
<strong>D</strong>. Bikini o costume intero?<br />
<strong>R</strong>. &#8220;Bikini forever&#8221;.<br />
<strong>D</strong>. Colonna sonora della sua estate?<br />
<strong>R</strong>. &#8220;I Negramaro. Soprattutto. E i red Hot Chili Peppers&#8221;.<br />
<strong>D</strong>. Come gestisce Facebook in questo periodo?<br />
<strong>R</strong>. &#8220;Male. A fatica. Anzi, ne approfitto per scusarmi con tutti gli amici che resteranno fuori. ne ho 5 mila in attesa. Non è colpa mia se dopo un certo numero si blocca&#8221;.<br />
<strong>D</strong>. Forse tra loro ci sono molti di quei giovani che quest&#8217;estate sono rimasti a casa per la crisi. o quelli arrabbiati per i divieti&#8230;<br />
<strong>R</strong>. &#8220;La verità è che sono i giovani di una nuova epoca. I primi di una generazione che sta peggio di quella precedente. Diminuiscono gli stipendi e le possibilità di lavoro. Però loro sono bravi e coraggiosi. Fanno i salti mortali e vanno avanti. Dobbiamo giudicarli per quello che riescono a fare. Questa estate se la stanno cavando in vari modi. Le vacanze sono più creative. Alcuni si ingegnano con gli zaini in spalla, altri si fanno ospitare dagli amici, altri tornano alla villeggiatura in famiglia&#8221;.<br />
D. E la movida a rischio?<br />
R. &#8220;Il problema sono i sedicenni, non devono bere. Fare uso di alcool e sentirsi male cercando di essere all&#8217;altezza dei grandi è indice di debolezza. Il sindaco di Milano Moratti e quello di Roma Alemanno stanno lavorando per trovare una soluzione. Noi anche. Abbiamo mandato volontari nelle discoteche. Stiamo formando dei ragazzi che facciano i buttafuori, ma che siano preparati a salvare vite umane. Che capiscano quando sia il caso di accompagnare a casa un giovane non in grado di guidare. E vanno coinvolti anche i genitori&#8221;.<br />
<strong>D</strong>. Lei è appena diventata presidente (pro tempore) della <strong>Giovane Italia</strong>, il movimento che riunisce i giovani di Forza Italia e quelli di Alleanza nazionale. Un impegno importante e non facile.<br />
<strong>R</strong>. &#8220;Presto ci sarà il congresso, verrà eletto il nuovo presidente e nascerà una leadership naturale&#8221;.<br />
<strong>D</strong>. Che vacanza consiglia ai ragazzi che ancora devono partire?<br />
<strong>R</strong>. &#8220;La più disorganizzata e spartana possibile. E&#8217; divertente non sapere dove andare a dormire. Noi in America siamo finiti in un ranch sperduto&#8230; Certo non bisogna esagerare con il rischio&#8221;.<br />
<strong>D</strong>. La sua vacanza ideale?<br />
<strong>R</strong>. &#8220;In America Latina. Prima tappa il Messico. Per i resto mi affido agli amici. Adoro non dover prendere decisioni in vancanza&#8221;.<br />
<strong>D</strong>. Invece odia farsi beccare dai fotografi in spiaggia o in barca, magari con Nicola Procaccini, suo portavoce dato per suo fidanzato.<br />
<strong>R</strong>.(fa la vaga: argomento tabù). &#8220;Una volta mi hanno anche attribuito un ragazzo che aveva solo 20 anni. Insomma, mica sono pedofila&#8221;.<br />
<strong>D</strong>. La vacanza più trasgressiva.<br />
<strong>R</strong>. &#8220;Mi sono sempre divertita molto e non mi sono mai fatta le canne. E nemmeno ubriacata. Non trovo necessario far cadere le inibizioni. Faccio casino senza perdere il controllo. Detto questo è stata Formentera. Era la prima vacanza da sola con un&#8217;amica, a 20 anni. Un viaggio pazzesco. Per risparmiare 100 mila lire abbiamo fatto il giro del mondo e ho perso la valigia. Rimasta solo con il beauty e le scarpe, mi sono bastati tre pareo&#8221;.<br />
<strong>D</strong>. Il bilancio delle cose fatte&#8230;<br />
<strong>R</strong>. &#8220;Il disegno di legge sulle comunità giovanili; le migliaia di giovani volontari inviati in Abruzzo; il fondo di garanzia per le giovani coppie all&#8217;interno del piano-casa. E il successo di Radio Gioventù. Una trasmissione concesa gratis a tutte le radio che la volessero in palinsesto. E che ora andrà anche sulle reti nazionali.&#8221;</p>
<p>di <strong>Giulia Cerasoli</strong> &#8211; Foto di <strong>Marco Rossi</strong><br />
dal settimanale <strong>CHI</strong> n.34/2009</p>
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		<title>Ministro Meloni: basta con i baroni che &#8216;occupano&#8217; le università</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Jul 2009 07:04:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa e Dichiarazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[68]]></category>
		<category><![CDATA[Baroni universitari]]></category>
		<category><![CDATA[Bocciature]]></category>
		<category><![CDATA[Bullismo]]></category>
		<category><![CDATA[Ministro Gelmini]]></category>
		<category><![CDATA[Riforma della scuola]]></category>

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		<description><![CDATA[Il ministro della Gioventù Giorgia Meloni parte lancia in resta contro &#8220;i baroni universitari&#8221;: &#8220;Quelli che hanno piazzato interi alberi genealogici ad insegnare nelle università statali come se fossero di loro proprietà&#8221;. Ma parla anche molto di scuola&#8230; E&#8217; stata la più giovane vicepresidente della Camera dei Deputati, nel maggio 2008 diventa ministro della Gioventù [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il ministro della Gioventù Giorgia Meloni parte lancia in resta contro &#8220;i baroni universitari&#8221;: &#8220;Quelli che hanno piazzato interi alberi genealogici ad insegnare nelle università statali come se fossero di loro proprietà&#8221;. Ma parla anche molto di scuola&#8230;</em></p>
<p><span class="DISP_TESTO">E&#8217; stata la più giovane vicepresidente della Camera dei Deputati, nel maggio 2008 diventa ministro della Gioventù del IV Governo Berlusconi, pure in questo caso il ministro più giovane della storia repubblicana: Giorgia Meloni è un&#8217;agguerrita ragazza di 32 anni, nata, vissuta e cresciuta all&#8217;insegna del ‘pane e politica&#8217;. Una insomma dalle idee chiare, anche sulla scuola.</p>
<p><strong>Ministro, lei dalla prima pagina del Secolo d&#8217;Italia, il quotidiano vicino al Pdl, ha di recente lanciato un appello agli insegnanti affinché non &#8216;insegnino&#8217; solo con le bocciature. Perché?</strong></p>
<p>&#8220;<em>Il compito della scuola è quello di educare, oltre che di istruire. E a questo compito non si può adempiere solo ragionando in termini di medie aritmetiche, statici parametri di valutazione o modelli teorici. Occorre dunque che la scuola sia anche in grado di intervenire in soccorso dei più fragili, e, perché no?, di premiare chi anche all&#8217;ultimo minuto ha dimostrato di saper rimediare alle proprie carenze. Sarebbe estremamente riduttivo pensare che il ruolo della scuola sia esclusivamente quello di affibbiare una valutazione numerica ad una prestazione scolastica, senza aggiungere nessun&#8217;altra considerazione</em>&#8220;.<br />
<strong>Ha anche criticato il nozionismo. Eppure da diversi esperti gli schemi nozionisti vengono considerati fondamentali per l&#8217;apprendimento&#8230;</strong></p>
<p>&#8220;<em>La scuola non è solo nozioni, ma anche palestra di emozioni, pensieri, sentimenti, ragionamenti, vita. Questo non esclude o ridimensiona il piano nozionistico, semplicemente volevo significare che non finisce tutto lì</em>&#8220;.</p>
<p><strong>Lei sostiene che i soggetti problematici sono anche quelli che in potenza  possono dare di più. D&#8217;accordo, ma il docente secondo lei come dovrebbe comportarsi? E&#8217; possibile delineare una procedura standard oppure ogni caso è davvero a sé?</strong></p>
<p><strong>&#8220;</strong><em>La storia è piena di esempi in questo senso. Di uomini e donne che apparentemente sembravano privi di potenzialità eppoi hanno stupito il mondo. Non c&#8217;è nulla di &#8220;standardizzato&#8221;, nulla di inquadrabile a priori in uno schema definito. Non dimentichiamo che gli studenti sono innanzitutto persone che proprio nell&#8217;età degli studi costruiscono poco alla volta il loro essere uomini e donne di domani. Un buon docente è perfettamente in grado di distinguere tra un fannullone e un indisciplinato e chi invece ha diritto a una seconda opportunità. Perché, magari, dietro un atteggiamento apparentemente &#8220;ribelle&#8221; e fuori dagli schemi, si celano lampi di intuizione, forse addirittura di genialità, che devono essere incoraggiati e tirati fuori. Non basta mettere il ragazzo &#8220;difficile&#8221; di fronte all&#8217;asettica alternativa di adeguarsi o essere fuori dal gioco</em>&#8220;.</p>
<p><strong>Bullismo. Una mala pianta ancora non estirpata&#8230;</strong></p>
<p>&#8220;<em>E&#8217; vero, ma stiamo attenti a non generalizzare: gli studenti italiani non meritano di essere considerati dei criminali o degli &#8220;spostati&#8221; per colpa di alcune eccezioni. La via da percorrere per contrastare il fenomeno del bullismo nelle scuole, così come qualunque altra forma di violenza giovanile, è quella di valorizzare i modelli e gli esempi positivi e di promuovere esperienze educative tese a sviluppare una concezione di cittadinanza attiva fondata sul rispetto di sé e degli altri, sul concetto di bene comune, sulla solidarietà intesa come condivisione di idee, diritti e doveri. I giovani tendono a emulare ciò che i media propongono quotidianamente e finché farà più notizia un episodio di violenza piuttosto che un bell&#8217;esempio di ‘meglio gioventù&#8217;, sarà difficile indurli ad emulare gli esempi positivi&#8221;. </em></p>
<p><strong>Lei ha applaudito la riforma dei licei del ministro Gelmini affermando che consegna finalmente il ‘68 alla storia. Ci spieghi meglio.</strong></p>
<p>&#8220;<em>Prima di tutto ha interrotto quella sperimentazione infinita e profondamente ideologizzata che in alcune scuole aveva sostituito i corsi di matematica o latino con quelli di cucito. Solo per fare un esempio. Inoltre ha ribadito che non c&#8217;è alcuna conflittualità tra merito ed eguaglianza, ma solo tra merito ed egualitarismo. La politica del &#8217;68 ha imposto la parità dei risultati nel punto d&#8217;arrivo, una utopia devastante per il nostro sistema scolastico e universitario. Quando avrebbe dovuto concentrare i propri sforzi nel pretendere parità delle opportunità nel punto di partenza. I provvedimenti del ministro Gelmini e quindi anche la riforma dei licei parlano esattamente di questo, ma fanno anche di più. Razionalizzando i percorsi ed innovando i mezzi, coniugano la grande tradizione scolastica italiana con gli strumenti didattici e gli obiettivi che definiscono la modernità</em>&#8220;.</p>
<p><strong>Ma davvero il &#8217;68 può essere considerato il padre di tutti i mali della scuola italiana?</strong></p>
<p><strong>&#8220;</strong><em>Come accennato poco fa, penso di no. Credo che in una prima fase abbia saputo liberare la società in generale e la pubblica istruzione in particolare, di alcune incrostazioni culturali e metodologiche ampiamente superate già a quel tempo. Purtroppo la strumentalizzazione della politica ha ben presto soppiantato le buone intenzioni degli animatori di quella protesta, e da quel giorno l&#8217;Italia ha pagato un prezzo amarissimo sotto ogni punto di vista</em>&#8220;.</p>
<p><strong>Nelle ampie proteste che hanno contrassegnato il cammino della riforma-Gelmini, e in particolare il ritorno al maestro unico, spiccavano spesso movimenti giovanili legati alla destra o in generale all&#8217;area identitaria. Che tipo di idea si è fatta? E se avesse avuto qualche anno in meno, sarebbe scesa anche lei in piazza?</strong></p>
<p>&#8220;<em>Ogni forma di partecipazione giovanile, anche la protesta di piazza, è un elemento positivo che prescinde dalla politica. Racconta la presa di coscienza di ragazzi e ragazze che improvvisamente si rendono conto di avere un ruolo nella società degli adulti. E giustamente lo rivendicano. Temo che all&#8217;Onda sia parzialmente successo quanto avvenuto altre volte dal 1968 in poi. Ovvero è accaduto che la mobilitazione studentesca nata trasversalmente alle varie idee politiche e focalizzata su un obiettivo preciso e legittimo sia diventata carne da macello per le mire dei &#8220;grandi&#8221;. I quali sono sempre gli stessi. Sono i cattivi maestri che predicano l&#8217;odio di classe, sono i vecchi arnesi di una ideologia sconfitta dalla storia e sono gli strenui difensori di ingiusti privilegi che si abbattono sulle speranze degli studenti.</em></p>
<p><em>E&#8217; stato particolarmente evidente quando ad un certo punto si sono visti gli studenti sfilare a braccetto per le strade di mezza Italia con quei baroni universitari che hanno piazzato interi alberi genealogici ad insegnare nelle università statali come se fossero di loro proprietà&#8221;</em>.</p>
<p><strong>Lei è diplomata in lingue presso l&#8217;ex Istituto Amerigo Vespucci: come andava a scuola? Quali le materie che le piacevano di più, quale quella che odiava?</strong></p>
<p>&#8220;<em>Devo dire che andavo piuttosto bene, nonostante fossi piuttosto irrequieta. Mi sono diplomata con sessanta/sessantesimi, ma c&#8217;erano materie con cui facevo un po&#8217; più fatica, a cominciare dalla matematica. Ovviamente</em>&#8220;.</p>
<p><strong>Ora è il ministro più giovane della Repubblica Italiana: una storia di successo, cosa vuol dire ai giovani lettori&#8230;</strong></p>
<p>&#8220;<em>Innanzitutto, il successo non è assumere una carica, ma saperla utilizzare per costruire qualcosa di buono. Bisognerà attendere la fine del mandato per tracciare un bilancio della mia esperienza governativa. Per il momento, cerco di fare del mio meglio. Non ho mai pensato alla politica come a un mestiere. Per me è sempre stata una passione unita al desiderio di poter fare qualcosa per la mia comunità, per l&#8217;Italia. E&#8217; un impegno che richiede tempo, sacrificio e determinazione. Essere giovani non basta. Oggi si parla tanto di ricambio generazionale, ma non mi stancherò mai di ripetere che l&#8217;Italia più che di persone giovani ha bisogno di persone capaci, meritevoli ed innovative</em>&#8220;.</p>
<p><strong>Lei proviene da una lunga esperienza di militanza giovanile. Una<br />
comunità, in questo caso di destra, che nel suo caso si è sostituita alla<br />
scuola? Oppure, Ministro, si tratta di percorsi paralleli che possono entrambi essere seguiti e costituire comunque patrimonio di formazione personale?</strong></p>
<p>&#8220;<em>E&#8217; ovvio che nulla può sostituire la scuola e questo vale anche per me, ma sono convinta che la crescita di una persona non possa prescindere dallo svolgimento di attività extrascolastiche, dallo sport al volontariato, all&#8217;impegno politico. Il mio disegno di legge sulle Comunità giovanili va esattamente in questa direzione: permettere ai ragazzi, soprattutto quelli che vivono nelle periferie e nei territori più disagiati, di avere un&#8217;alternativa alla noia e al disimpegno, di poter fruire di spazi dove fare teatro, musica, praticare sport, riscoprire saperi tradizionali e stringere amicizie. Nel mio caso al percorso scolastico si è accompagnata l&#8217;attività politica che non è altro che una delle tante forme di impegno civile. E per viverla come tale non si può, io credo, prescindere da una militanza appassionata</em>&#8220;.</p>
<p><strong>Veramente, l&#8217;ultima domanda: si dice spesso che i giovani d&#8217;oggi siano vuoti, senza ideali, disposti a tutto solo per il successo e i soldi. Insomma, o veline o concorrenti del Grande Fratello&#8230;</strong></p>
<p><strong>&#8220;</strong><em>Non credo ci possa essere sui giovani un giudizio più semplicistico e lontano dalla realtà di questo. Oggi i giovani italiani sono una generazione abbandonata a se stessa. La maggior parte dei giovani italiani coltiva grandi idee e speranze, e lotta strenuamente per realizzarle. Nonostante vi siano enormi ostacoli da superare e tanti che &#8220;remano contro&#8221;. Sono i giovani di cui non si parla mai. Le loro storie, non fanno abbastanza &#8220;rumore&#8221; rispetto a quelle che invece animano la cronaca nera o rosa, e che finiscono poi con l&#8217;essere le uniche di cui ci si ricorda. Tutte le settimane sul sito del ministero oppure su Radio Gioventù ne raccontiamo una. Dategli un&#8217;occhiata e non ve ne pentirete</em>&#8220;.</p>
<p></span></p>
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		<title>I villaggi della gioventù del ministro Meloni</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Jun 2009 12:58:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[Il ministro della gioventù Giorgia Meloni ha recentemente presentato una nuova iniziativa del suo dipartimento-sotto forma di disegno di legge governativo-che è poi una sua vecchia idea:i villaggi della gioventù. Ma guai a definirli la risposta del centrodestra ai centri sociali,luoghi di aggregazione giovanile legati invece al centrosinistra. In essi i giovani potranno ballare,fare sport,organizzare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il ministro della gioventù Giorgia Meloni ha recentemente presentato una nuova iniziativa del suo dipartimento-sotto forma di disegno di legge governativo-che è poi una sua vecchia idea:i villaggi della gioventù.<br />
Ma guai a definirli la risposta del centrodestra ai centri sociali,luoghi di aggregazione giovanile legati invece al centrosinistra.<br />
In essi i giovani potranno ballare,fare sport,organizzare mostre e presentare libri;saranno gestiti dai ragazzi con l’aiuto dello Stato e vi saranno banditi alcol e droghe.<br />
Il governo ha previsto per questi villaggi un iniziale budget di 10 milioni di euro. Nelle intenzioni del premier,che ha presentato l’iniziativa insieme alla Meloni(classe 1977,il ministro più giovane della storia repubblicana italiana),saranno luoghi per crescere insieme e cominciare ad assumersi qualche responsabilità.<br />
Il ministro Meloni presentando l’iniziativa ha detto di essersi ispirata per questo progetto alla palestra di judo gestita da Pino Maddaloni a Scampia,visitata da lei in precedenza.<br />
La Meloni,con un passato da militante di destra,inizia giovanissima il suo impegno politico a 15 anni fondando il coordinamento studentesco “Gli Antenati”,principale motore della contestazione contro il progetto di riforma della pubblica istruzione prefigurato dal ministro Iervolino,diventa nel 1996 responsabile nazionale di Azione Studentesca,il movimento studentesco di Alleanza Nazionale.<br />
Le comunità giovanili,disegnate dai 6 articoli del disegno di legge governativo,saranno dei villaggi con campi sportivi,palchi per esibirsi,sale per fare musica,biblioteche e computer.<br />
Insomma oasi nelle periferie delle grandi città metropolitane in cui spesso la noia,il degrado e l’assenza delle istituzioni conducono i giovani alla degenerazione.<br />
Un progetto ambizioso. Tutto sarà rigorosamente no profit;in sostanza si darà l’opportunità ai giovani di età non superiore ai 35 anni di organizzarsi in associazione per gestire uno spazio,o pubblico,da ottenere in convenzione,o privato,da affittare con contratto di locazione. Lo Stato si impegnerà a pagare l’affitto e a coprire gli altri costi di gestione.<br />
I ragazzi potranno realizzarvi campi,biblioteche,sale,palchi per lo svolgimento di attività sportive,ricreative,sociali,didattiche,culturali e artigianali.<br />
Le comunità saranno chiamate a collaborare con la presidenza del Consiglio attraverso il ministero e comunque non rientreranno nel novero i partiti,i sindacati,le associazioni professionali e di categoria.<br />
Tutto sarà monitorato,dato che i beneficiari avranno sussidi pubblici dal punto di vista finanziario.<br />
E’ previsto un registro delle comunità giovanili e un apposito osservatorio che vigilerà,perché dentro queste strutture è richiesta democraticità di accesso alle cariche.<br />
E’ vietata in essi ogni forma di discriminazione,violenza e l’uso di alcool e sostanze stupefacenti.<br />
Il dipartimento della gioventù è stato istituito nel giugno 2008 ed è retto da un ministro senza portafoglio che esercita le sue competenze nelle materie concernenti le politiche giovanili e gli scambi internazionali giovanili.<br />
Il ministro presiede il Forum nazionale dei giovani ed esercita sia le funzioni di indirizzo e vigilanza dell’Agenzia nazionale italiana del programma comunitario gioventù sia quelle in tema di sensibilizzazione e prevenzione dei giovani rispetto al fenomeno delle dipendenze, rappresentando il governo italiano in tutti gli organismi internazionali e comunitari aventi competenza in materia di politiche giovanili,anche ai fini della formazione e dell’attuazione della normativa comunitaria.</p>
<p>da Politicamentecorretto.com</p>
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		<title>Una nuova pedagogia per cancellare i cattivi maestri</title>
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		<pubDate>Mon, 11 May 2009 08:16:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[68]]></category>
		<category><![CDATA[Educazione]]></category>
		<category><![CDATA[Merito]]></category>
		<category><![CDATA[Pedagogia]]></category>

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		<description><![CDATA[La cultura dell’impegno in alternativa alla cultura dell’indifferenza; l’educazione alla cittadinanza da contrapporre al bullismo o al nichilismo; il volontariato, la disciplina e la meritocrazia vincenti rispetto all’assenza dei valori e all’anarchia. Sono questi in sintesi gli obiettivi, neanche tanto velati, che si è prefissata Giorgia Meloni, intraprendente e valoriale Ministro delle Gioventù del Governo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La cultura dell’impegno in alternativa alla cultura dell’indifferenza; l’educazione alla cittadinanza da contrapporre al bullismo o al nichilismo; il volontariato, la disciplina e la meritocrazia vincenti rispetto all’assenza dei valori e all’anarchia. Sono questi in sintesi gli obiettivi, neanche tanto velati, che si è prefissata Giorgia Meloni, intraprendente e valoriale Ministro delle Gioventù del Governo Berlusconi. L’intelligente e giovane Giorgia con lo slogan “questa estate fai la cosa giusta” ha lanciato un programma educativo per 1340 ragazzi reclutati tra i più meritevoli in età compresa fra i 16 e i 22 anni, che frequentano le scuole superiori o i primi anni di università e che risponderanno al bando ministeriale entro il 21 Maggio 2009. La Meloni la definisce una vacanza per giovani scelti sulla base del rendimento scolastico e all’insegna del merito al fine di realizzare una mentalità positiva e costruttiva. I ragazzi infatti saranno ospiti di Vigili del Fuoco, Guardie Costiere, Accademie Navali e Forestali, e impareranno a condividere con i professionisti dei vari corpi cosa significa amare la natura e la persona, nonché contribuire alla ricostruzione del martoriato Abruzzo. Si sveglieranno presto come i loro tutor, saranno rispettosi degli orari e della disciplina, capiranno cosa significa prevenire incidenti e, dulcis in fundo, acquisiranno una cultura della legalità e del sacrificio. Insomma un’esperienza di vita che manca al sistema educativo italiano ormai sempre più in piena emergenza. Come è stato sottolineato da tutti gli educatori è diventato normale in questa società pensare che tutto sia uguale e che nulla abbia valore se non il denaro, il potere, la posizione sociale. La cultura del desiderio e della trasgressione ormai la fanno da padrona in ogni programma televisivo mentre è stata negata la speranza e la positività della vita. Sta crescendo in questa Italia post-sessantottina una generazione di ragazzi che si sentono orfani: senza padri, senza maestri, senza Dio. Costretti a camminare come sulle sabbie mobili, sono annoiati, senza ideali ed in balia alle mode del momento. Ma la loro noia ha una responsabilità. Chi doveva educare (cioè la generazione degli attuali 50-60enni) dove era? Cosa faceva? Che testimonianza dava? Educare significa soprattutto valorizzare il patrimonio che viene dalla nostra tradizione culturale ecco perché occorrono nuovi maestri; i cattivi hanno fallito e i frutti sono sotto gli occhi di tutti. Per far ripartire la nostra società è necessario insegnare alle nuove generazioni che devono stimare e amare se stessi, gli altri e le cose. Per far ripartire la nostra società è necessaria una nuova pedagogia che sappia dare risposte alle grandi domande dell’uomo, che sono le stesse sin dalla nascita dell’umanità: Qual è il senso che devo dare alla mia vita? Verso cosa la devo orientare? Cos’è il bene? e quindi le cose che devo fare! E cos’è il male? e quindi ciò che non devo fare per non danneggiare me stesso e gli altri. Con questo programma la Meloni prova ad invertire la deriva diseducativa. Non fosse altro per questo va incoraggiata e premiata.</p>
<p>Articolo di Alessandro Pagano tratto da<a href="http://www.imgpress.it/notizia.asp?idnotizia=42118&amp;idSezione=4"> http://www.imgpress.it/notizia.asp?idnotizia=42118&amp;idSezione=4</a></p>
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		<title>Meloni: &#8220;Fidatevi di Castelli e Celani&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 07 May 2009 09:04:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[l candidato sindaco ha presentato il &#8216;Patto etico&#8217;. Il ministro: &#8220;Ringrazio per l’entusiasmo con il quale accogliete questa nostra proposta politica. I Castelli, Celani, Scurria non sono che i volti di questa comunità che si candida&#8221; Ascoli Piceno, 7 maggio 2009 - Un ritardo ministeriale che non intacca l’applauso di una sala gremita, quello del ministro della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>l candidato sindaco ha presentato il &#8216;Patto etico&#8217;. Il ministro: &#8220;Ringrazio per l’entusiasmo con il quale accogliete questa nostra proposta politica. I Castelli, Celani, Scurria non sono che i volti di questa comunità che si candida&#8221;</em></p>
<p>Ascoli Piceno, 7 maggio 2009 - <strong>Un ritardo ministeriale </strong>che non intacca l’applauso di una sala gremita, quello del ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, in visita ad Ascoli proprio nel giorno in cui il candidato sindaco del Pdl, Guido Castelli, presenta alla città il patto etico per la candidatura. Fra bandierine, felpe pro Castelli e gadget, a dare il tono della solennità è l’inno nazionale che accoglie il Ministro nel salone dei congressi della Camera di Commercio.</p>
<p><strong>E’ Guido Castelli, ovviamente,</strong> a fare gli onori di casa ed a salutare &#8220;Giorgia, di cui da tempo condividiamo idee ed opinioni…&#8221;. Poi la parola a Marco Scurria che imposta il discorso delle elezioni europee, con la voglia di &#8220;portare realmente l’Italia in Europa&#8221;. Segue un invito a Paolo Gatti, assessore abruzzese invitato da Castelli: &#8220;Oggi è un mese dal drammatico evento. Abbiamo sentito una grande vicinanza e colgo l’occasione per ringraziarvi. Stimo molto Guido e sono qui anche perché Teramo e la val Vibrata hanno sempre visto Ascoli come un territorio molto vicino in tutti i sensi&#8221;. Il Pdl parla con la voce di Ciccioli:: &#8220;Di fronte a me vedo l’Ascoli dell’orgoglio, quella che non vuole più sentir parlare di ricatti e della politica politicante&#8221;.</p>
<p><strong>Applauso a Piero Celani,</strong> candidato presidente della Provincia, che evidenzia &#8220;la particolare attenzione data dal Comune ai giovani con la creazione di luoghi di aggregazione veri, sani, nella legalità&#8221;. E non manca la frecciata al &#8220;ricatto dell’Udc&#8221;.</p>
<p><strong>E lo scenario è per Castelli:</strong> &#8220;Bisogna credere nelle idee che diventano azione. Noi abbiamo una missione da compiere. La politica deve avere un fondamento morale perché chi fa le cose per utilitarismo può arrivare, ma non cambia la società. Nello zaino mettiamo merito, onore ed etica. Prima del programma c’è la trasmissione del messaggio morale&#8221;.</p>
<p><strong>E arriva la lettura del patto</strong> per l’impegno nella candidatura. Ed ecco che Castelli lancia l’idea della ‘giunta itinerante’ e chiede &#8220;ai cittadini di non chiedere favori, raccomandazioni e privilegi. Iniziamo a stabilire un rapporto alto. Se non non finisce mai&#8221;.</p>
<p><strong>&#8220;Ringrazio per l’entusiasmo</strong> – esordisce il ministro Meloni – con il quale accogliete questa nostra proposta politica. I Castelli, Celani, Scurria non sono che i volti di questa comunità che si candida. So che queste persone sono quanto di meglio si sia prodotto in consapevolezza. Questa campagna elettorale è un momento importante anche per il governo della nazione. Governo che compie dodici mesi domani. Tantissimo è stato prodotto, ma non con i contentini. Abbiamo avuto il coraggio di mettere mano ai tanti sistemi bloccati&#8221;.</p>
<p class="autore">articolo di Luca Marcolini tratto da: http://ilrestodelcarlino.ilsole24ore.com/ascoli/2009/05/07/173842-meloni_fidatevi_castelli_celani.shtml</p>
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		<title>Il ministro Meloni con Bugaro sul piano casa per i giovani</title>
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		<pubDate>Thu, 07 May 2009 09:02:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Ancona]]></category>
		<category><![CDATA[Giacomo Bugaro]]></category>

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		<description><![CDATA[L’esponente del governo, in città per appoggiare la candidatura a sindaco, ha aggiunto anche: &#8220;I giovani non chiedono di potersi drogare, ma una società in cui intervenga la rivoluzione del merito, ovvero l’esatto contrario del ’68&#8243; Ancona, 7 maggio 2009 &#8211; &#8220;I giovani non chiedono di potersi drogare, ma una società in cui intervenga la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>L’esponente del governo, in città per appoggiare la candidatura a sindaco, ha aggiunto anche: &#8220;I giovani non chiedono di potersi drogare, ma una società in cui intervenga la rivoluzione del merito, ovvero l’esatto contrario del ’68&#8243;</em></p>
<p>Ancona, 7 maggio 2009 &#8211; &#8220;<strong>I</strong><strong><strong> giovani </strong><strong>non chiedono </strong></strong>di potersi drogare, ma una società in cui intervenga la rivoluzione del merito, ovvero l’esatto contrario del ’68&#8243;. E’ un passaggio dell’intervento di ieri del ministro per le politiche giovanili, Giorgia Meloni, a una manifestazione elettorale del Pdl.</p>
<p><strong>&#8220;Il ’68 - ha aggiunto </strong>- voleva l’uguaglianza come punto d’arrivo, ovvero l’egualitarismo, mentre l’eguaglianza dev’esservi come medesime opportunità per tutti senza distinzioni e discriminazioni. I provvedimenti del ministro Gelmini - ha proseguito - parlano esattamente di questo, e le ultime contestazioni mi hanno lasciato perplessa, perchè, durante gli anni della mia militanza nel movimento studentesco, non avevo mai visto gli interessi degli studenti saldarsi con quelli dei baroni universitari&#8221;.</p>
<p><strong>&#8220;Come quando </strong>- ha continuato - a Palermo gli studenti facevano lezione all’aperto con il professor Carapezza; l’anomalia però - ha evidenziato la Meloni - sta nel fatto che a Palermo ci sono quattro professor Carapezza. C’e qualcosa che non va, perchè l’interesse degli studenti è combattere la disparità, come il governo nazionale sta facendo. Le politiche giovanili - ha poi aggiunto - non sono una questione di nicchia, ma necessitano di una prospettiva di lungo periodo&#8221;.</p>
<p><strong>Riferendosi quindi </strong>alla proposta lanciata dal candidato sindaco di Ancona del Pdl Giacomo Bugaro, presente all’iniziativa - il quale ha annunciato per la città un piano casa per giovani con 250 alloggi di 70 mq a 80mila euro cadauno - la Meloni ha ricordato il piano casa del Governo e il fondo di garanzia per l’acquisto di alloggi istituito dal suo dicastero per i giovani e precari.</p>
<p>tratto da: http://ilrestodelcarlino.ilsole24ore.com/ancona/2009/05/07/173851-ministro_meloni_bugaro.shtml</p>
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		<title>TERREMOTO: PELLA (ANCI), INFORMAGIOVANI COLLABORERA&#8217; CON MINISTRO MELONI</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Apr 2009 12:08:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(ASCA) &#8211; Roma, 9 apr &#8211; &#8221;A fronte della tragedia che si sta consumando in Abruzzo, scende in campo anche il Coordinamento Nazionale Informagiovani&#8221;. E&#8217; quanto dichiara Roberto Pella, Presidente del Coordinamento Nazionale e Responsabile Nazionale Politiche Giovanili dell&#8217;Anci. Il Coordinamento e&#8217; pronto a mobilitare energie e professionalita&#8217; a supporto delle iniziative promosse dal Ministero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(ASCA) &#8211; Roma, 9 apr &#8211; &#8221;A fronte della tragedia che si sta consumando in Abruzzo, scende in campo anche il <a href="http://www.informagiovani.anci.it/security.do?metodo=homepage">Coordinamento Nazionale Informagiovani</a>&#8221;. E&#8217; quanto dichiara Roberto Pella, Presidente del Coordinamento Nazionale e Responsabile Nazionale Politiche Giovanili dell&#8217;Anci.</p>
<p>Il Coordinamento e&#8217; pronto a mobilitare energie e professionalita&#8217; a supporto delle iniziative promosse dal <a href="http://www.gioventu.it">Ministero della Gioventu&#8217;</a>, in collaborazione con Mtv Italia.</p>
<p>&#8221;L&#8217;azione &#8216;Giovani protagonisti della ricostruzione&#8217; &#8211; ha aggiunto Pella &#8211; deve essere sostenuta dagli sportelli nazionali per diffondere capillarmente le iniziative che il Ministro Meloni ha attivato, per permettere ai giovani di intervenire in modo responsabile e informato in questo delicato momento&#8221;.</p>
<p>La rete composta da oltre 1.200 servizi Informagiovani intende infatti promuovere lo spirito con cui il Ministro Giorgia Meloni ha saputo motivare i giovani ad essere protagonisti della ricostruzione, offrendo un concreto supporto nel sensibilizzare il mondo giovanile nei confronti della tragedia e nel sostenere progetti mirati ai giovani colpiti dal terremoto.</p>
<p>&#8221;Pertanto &#8211; spiega Pella &#8211; in questa prima fase del post-emergenza, il Coordinamento nazionale Informagiovani, attraverso la propria rete, fornira&#8217; informazioni e aiuto ai giovani che desiderano collaborare alla ricostruzione, mettendoli in contatto con le Associazioni di volontariato, attraverso il sistema creato all&#8217;interno del portale del Ministero della Gioventu&#8217; <a href="http://www.gioventu.it">www.gioventu.it</a>&#8221;.</p>
<p>&#8221;Ancora una volta <a href="http://www.giovenut.it">il Ministro della Gioventu&#8217;</a>, Giorgia Meloni &#8211; ha concluso Pella &#8211; merita i nostri complimenti per l&#8217;eccellente iniziativa. Il Coordinamento Nazionale Informagiovani e&#8217; orgoglioso di dare la piena disponibilita&#8217; della rete a sostenere questo progetto di solidarieta&#8217; concreta&#8221;.</p>
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		<title>Pdl/ Meloni: Giovani autonomi, e cambiamo legge elettorale</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Mar 2009 08:49:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Italiani devono poter scegliere da chi essere rappresentati&#8221; Roma, 28 mar. (Apcom) &#8211; Un movimento giovanile &#8220;non indipendente, ma tanto autonomo da eleggere dal basso i propri dirigenti&#8221;. Giorgia Meloni, ministro per la Gioventù e leader di Azioni Giovani, nell&#8217;intervento al congresso Pdl disegna anche i confini del movimento giovanile del nuovo partito, che dovrà [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #3366ff;"><strong>&#8220;Italiani devono poter scegliere da chi essere rappresentati&#8221;</strong></span></p>
<p>Roma, 28 mar. (Apcom) &#8211; Un movimento giovanile &#8220;non indipendente, ma tanto autonomo da eleggere dal basso i propri dirigenti&#8221;. Giorgia Meloni, ministro per la Gioventù e leader di Azioni Giovani, nell&#8217;intervento al congresso Pdl disegna anche i confini del movimento giovanile del nuovo partito, che dovrà essere &#8220;tanto libero da poter rappresentare un laboratorio politico e culturale, costruire sintesi, produrre avanguardie, e tanto forte da poter rappresentare il luogo privilegiato dal quale attingere per la futura classe dirigente&#8221;. Ma Meloni invoca più meritocrazia anche per l&#8217;elezione al Parlamento: &#8220;Sarebbe un bel segnale per i giovani anche ripensare la attuale legge elettorale, per dare agli italiani la posibilità di scegliere da chi essere rappresentati in Parlamento e ai parlamentari di misurarsi con il consenso degli italiani&#8221;.<!-- </EdIndex> &#8211;></p>
<p>da <strong>Apcom</strong><img src="http://aspstats.wallstreetitalia.com/aspstats/index.asp?articolo=683373&amp;titolo=Pdl%2F+Meloni%3A+Giovani+autonomi%2C+e+cambiamo+legge+elettorale" border="0" alt="" width="1" height="1" /></p>
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		<title>Meloni: psicofarmaci usati come droghe</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Mar 2009 07:34:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa e Dichiarazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Disagio giovanile]]></category>
		<category><![CDATA[Droga]]></category>
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		<category><![CDATA[Psicofarmaci]]></category>
		<category><![CDATA[Tranquillanti]]></category>

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		<description><![CDATA[“I dati diffusi oggi dal CNR sul consumo di sostanze psicotrope tra i giovani è allarmante, soprattutto considerando che stiamo parlando di una indagine condotta su sedicenni. In particolare, a colpire negativamente è il 10 per cento di adolescenti italiani che fanno uso di tranquillanti e sedativi senza prescrizione medica, collocandosi al quarto posto di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><span style="font-family: Arial Unicode MS; font-size: small;">“I dati  diffusi oggi dal CNR sul consumo di sostanze psicotrope tra i giovani  è allarmante, soprattutto considerando che stiamo parlando di una indagine  condotta su sedicenni. In particolare, a colpire negativamente è il  10 per cento di adolescenti italiani che fanno uso di tranquillanti  e sedativi senza prescrizione medica, collocandosi al quarto posto di  questa drammatica graduatoria” lo ha detto il ministro della Gioventù,  Giorgia Meloni. </span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Arial Unicode MS; font-size: small;">“Considero  qualunque tipo di droga causa e sintomo di un disagio profondo – spiega  il ministro &#8211; La fuga dalla realtà o la sua distorsione, anche temporanea,  è una sconfitta generazionale a cui non so proprio rassegnarmi”.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Arial Unicode MS; font-size: small;">“Gli psicofarmaci  – continua Meloni &#8211; vengono oggi probabilmente visti come una &#8216;non  droga&#8217;, come una semplice medicina, magari già assunta in famiglia  e dunque disponibile nella farmacia di casa. Se un tempo la droga era  una scelta di rifiuto della &#8216;società&#8217;, oggi è, all&#8217;opposto, una scelta  di omologazione e normalizzazione. Perciò è essenziale che le istituzioni  e la comunità lavorino insieme. Scuola, famiglia, politica, sport,  nessuno è escluso. Occorre offrire modelli positivi e positive forme  di emulazione da seguire. Noi con il ministero della Gioventù abbiamo  proposto le comunità giovanili, spazi di libertà organizzati dai giovani  per i giovani, con musica, teatro, danza, convegni, mostre: avamposti  di cultura, legalità e aggregazione”.</span></p>
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		<title>Il nuovo Pdl? Ve lo raccontiamo noi donne</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Mar 2009 12:55:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Azione Giovani]]></category>
		<category><![CDATA[Militanza]]></category>
		<category><![CDATA[PDL]]></category>
		<category><![CDATA[Popolo della Libertà]]></category>

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		<description><![CDATA[Il ministro Meloni: "La militanza è il nostro dna, non deve insegnarcela Bossi". E dice no al partito leggero: "Preferire i salotti ai circoli sarebbe l’errore peggiore". Il ministro Gelmin: "Fi porta una ventata di novità, An l'organizzazione di partito. Insieme rafforzeremo l'azione riformista"]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong></p>
<div id="attachment_783" class="wp-caption alignleft" style="width: 250px"><strong><img class="size-medium wp-image-783" title="giorgia-ilgiornale" src="http://giorgiameloni.garbatella.it/wp-content/uploads/2009/03/giorgia-ilgiornale-300x225.jpg" alt="Giorgia Meloni" width="240" height="180" /></strong><p class="wp-caption-text">Giorgia Meloni</p></div>
<p>Roma</strong> &#8211; Sorride: «In questo periodo sono di umore molto ecumenico&#8230; stiamo celebrando un battesimo importante, e sa com’è, alle cerimonie augurali non si litiga con nessuno». Però&#8230; Però Giorgia Meloni, alla vigilia della nascita del Popolo della libertà è chiamata in causa due volte. In primo luogo come ministro della Gioventù. E poi come presidente di Azione Giovani, l’organizzazione giovanile più grande della politica italiana. Così, il più giovane ministro della storia d’Italia, approfitta di questa intervista per piantare alcuni paletti intorno al perimetro del nuovo partito che immagina. E al primo punto pone un problema: «Le quote tra le diverse anime devono finire al più presto, subito dopo il congresso».</p>
<p><strong>Ministro, molti iscritti di An soprattutto nella base, temono un annacquamento della vostra identità.</strong><br />
«Lo so, lo capisco, ma è un timore che non condivido».</p>
<p><strong>La destra chiude bottega?</strong><br />
«No: la destra non è un partito, ma un’idea politica. Le identità non sono dettate dai contenitori che contengono, ma dai valori che le costituiscono».</p>
<p><strong>Sicura che non ci siano rischi?</strong><br />
«Nessuno è sicuro a prescindere. La nostra identità non può essere affidata a un frammento di simbolo che si tramanda su una scheda elettorale».</p>
<p><strong>E allora cos’è?</strong><br />
«Un patrimonio di idealità, storia, battaglie&#8230; e soprattutto una classe dirigente che offriamo alla nazione».</p>
<p><strong>Cose che quel simbolo, la vostra fiamma, raccontava.</strong><br />
«Tutto questo non si mette in discussione con il nuovo partito, anzi: troverà una nuova linfa con cui rinnovarsi».</p>
<p><strong>Allora non ci sono rischi nella fusione?</strong><br />
«Certo che ci sono: ma sono pari alle nuove opportunità che si creano».</p>
<p><strong>Mi spieghi le opportunità che immagina.</strong><br />
«Vede, io non considero l’identità come un patrimonio statico: non è un lingotto d’oro che uno chiude dentro un caveau e che, anche dopo cento anni, ritrovi lì. E An non è una moneta d’oro dentro un galeone affondato. La nostra identità è in gioco, perché è viva: anche per questo bisogna avere chiaro cosa fare per tutelarla».</p>
<p><strong>Lei non teme l’incontro con un partito leggero?</strong><br />
«C’è stata una affermazione di Berlusconi che non ho condiviso, in questi giorni».</p>
<p><strong>Quale?</strong><br />
«Quella secondo cui noi dovremmo imparare dalla Lega il rapporto con la gente».</p>
<p><strong>Glielo impedisce l’orgoglio?</strong><br />
«No, il buonsenso».</p>
<p><strong>Addirittura. </strong><br />
«Vede, io rispetto loro, come tutti: ma il rapporto con la gente, non se lo è certo inventato la Lega!».</p>
<p><strong>Nemmeno solo voi, però.</strong><br />
«E chi altri? Almeno nel centrodestra la militanza è la nostra storia: anni e anni di generazioni che si sono spese impegnandosi in piccole-grandi battaglie nelle periferie delle città e nelle più perdute province d’Italia».</p>
<p><strong>Un partito di militanti dicono, potrebbe essere di freno per la società civile.</strong><br />
«L’errore più grande, nel nuovo partito, sarebbe discriminare chi viene dalla militanza».</p>
<p><strong>Ovvero?</strong><br />
«Be’, ci sono migliaia di persone che hanno fatto politica e lavorato, in questi anni: chiaro che si debba preferire chi dà il suo contributo da una vita, rispetto a uno che si è fatto gli affari suoi, e magari pretende di improvvisarsi dal nulla».</p>
<p><strong>Quindi il partito non deve essere più leggero?</strong><br />
«Dipende da cosa si intende per partito leggero: se si intende un partito capace di dotarsi di strumenti come circoli e gazebo per aprirsi all’esterno, va bene. Altra cosa è cedere all’idea che si debbano chiudere i circoli, perché magari ci si trastulla con l’illusione di potersi trasferire nei salotti e nei talk show. Noi, nel Pdl portiamo in dote la più grande organizzazione politica del centrodestra».</p>
<p><strong>E questo cosa vuole dire?</strong><br />
«Che se la scelta fosse quella dei contenitore elettorale, ce ne saremmo restati tranquilli dentro la nostra casetta di An».</p>
<p><strong>Ronchi è addolorato per le mail anti-Fini. Gasparri no. E lei?</strong><br />
«Non sottovaluto nulla. Però internet è uno strumento di indagine che può dirti molte cose interessanti, ma che non deve essere confuso con la realtà. Semmai mi preoccupa la scelta di pubblicizzare solo le mail negative».</p>
<p><strong>Ho chiesto a Gasparri se trova che la quota del 30 per cento per An nei gruppi dirigenti sia un capestro. </strong><br />
«Voglio essere molto chiara: An non va a fare la corrente minoritaria del Pdl».</p>
<p><strong>Lei lo dice con fermezza.</strong><br />
«Certo. Altrimenti ci tenevamo il nostro partito&#8230; Se mettiamo in gioco tutto è per fare qualcosa di più ambizioso, non di meno».</p>
<p><strong>Questo cosa c’entra con le quote?</strong><br />
«Sono state uno strumento obbligato in una brevissima fase di transizione».</p>
<p><strong>C’è chi dice che serviranno anche per le elezioni.</strong><br />
«Valuteremo. Se vogliamo che tutte le identità portino il loro contributo nessuno deve essere discriminato per la sua storia pregressa, ma per quello che vale».</p>
<p><strong>E la fusione delle organizzazioni giovanili?</strong><br />
«Quello che dico vale ancora di più, senza riflessi burocratici».</p>
<p><strong>Cosa produrrà l’alleanza Ag-Azzurrini? </strong><br />
«Un movimento giovanile serio, credibile. Capace di dare battaglia e di essere da pungolo per il Pdl. Altrimenti non ha senso».</p>
<p>Articolo di Luca Telese tratto da <a title="Intervista de Il Giornale - Giorgia Meloni parla di PDL e Donne" href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=336734" target="_blank">Il Giornale del n. 65 del 2009-03-17 </a></p>
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		<title>La gardenia dell&#8217;AISM &#8211; Le risposte di Giorgia Meloni</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Mar 2009 10:59:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nello spot che avete girato per l’AISM, eravate in sette, biancovestite (quasi sette samurai al femminile). E dicevate: ‘Noi ci saremo’. Quasi indicando che la solidarietà chiede gioco di squadra: si vince solo se si è in tanti e uniti. Nell’attuale contesto sociale, qual è il valore aggiunto che le donne possono portare per costruire [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em></p>
<div id="attachment_737" class="wp-caption alignleft" style="width: 194px"><em><a href="http://giorgiameloni.garbatella.it/wp-content/uploads/2009/03/aism-meloni8732.jpg"><img class="size-full wp-image-737" title="aism-meloni8732" src="http://giorgiameloni.garbatella.it/wp-content/uploads/2009/03/aism-meloni8732.jpg" alt="Giorgia Meloni testimonial della Campagna 2009 dell'Associazione Italiana Sclerosi Multipla" width="184" height="200" /></a></em><p class="wp-caption-text">Giorgia Meloni testimonial della Campagna 2009 dell&#39;Associazione Italiana Sclerosi Multipla</p></div>
<p>Nello spot che avete girato per l’AISM, eravate in sette, biancovestite (quasi sette samurai al femminile).<br />
E dicevate: ‘Noi ci saremo’.<br />
Quasi indicando che la solidarietà chiede gioco di squadra:<br />
si vince solo se si è in tanti e uniti.</em></p>
<p><strong>Nell’attuale contesto sociale, qual è il valore aggiunto che le donne possono portare per costruire un mondo libero dalla sclerosi multipla?</strong><br />
Indubbiamente una maggiore sensibilità, abbinata a tenacia e gagliardìa, caratteristiche, diciamo, “di genere”, utili ad affrontare con grande forza d’animo queste patologie subdole ed “infami”. Spero che gli sforzi prodotti in campo scientifico conducano a risultati medici sempre più incoraggianti ed efficaci ma ritengo che un mondo libero dalla sclerosi multipla significhi anche una società più disposta a ridurre al minimo se non annullare i disagi che questa malattia provoca a chi ne è affetto.</p>
<p><strong>Che valore assume la festa della donna, oggi, in pieno ventunesimo secolo?</strong><br />
Credo che il significato della festa della donna sia oggi diverso rispetto a quello di alcuni anni fa: nelle culture occidentali non è più in discussione il grado di emancipazione delle donne e, tutto sommato, nemmeno il concetto di pari opportunità quanto quello di “pari riconoscimento” della qualità del contributo che le donne forniscono alla nostra società. La battaglia culturale delle donne deve affrancarsi dalla logica di ingiustizia esercitata nei nostri confronti per quanto riguarda l’accessibilità ai ruoli sociali bensì deve ora concentrarsi sull’equità del riconoscimento da riservare al contributo femminile comparato a quello degli uomini.</p>
<p><strong>In occasione di questa ricorrenza, quali sono secondo te tre conquiste che le donne hanno ottenuto e tre invece su cui bisogna ancora impegnarsi?</strong><br />
Di conquiste ne abbiamo conseguite tante, ora siamo perfino militari impiegate in scenari anche molto rischiosi. Voglio soffermarmi su un aspetto che mi sta molto a cuore e che, paradossalmente, da motivo di oscurantismo culturale si è trasformato in rivendicazione: il diritto alla maternità. Non possiamo più tollerare che la maternità si sia trasformata in un atto di quotidiano eroismo. Mettere al mondo un figlio, donare una vita, deve essere un atto incoraggiato ed accompagnato dalla nostra organizzazione sociale. Una donna deve essere messa in condizione di poter lavorare e crescere serenamente i suoi figli. Non deve essere costretta a scegliere tra realizzazione professionale e famiglia. E’ questa oggi la più grande conquista da ottenere per le donne.</p>
<p><strong>A chi regalereste la Gardenia AISM? E cosa scrivereste sul bigliettino di accompagnamento?<br />
</strong>Alla mia nipotina di 5 mesi. Sul bigliettino vorrei poter scrivere “Questa Gardenia è il simbolo di una malattia che tu non devi temere perché la generazione di zia Giorgia è riuscita a sconfiggerla”.</p>
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		<title>Giorgia intervistata dal settimanale Anna</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Mar 2009 10:45:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Giorgia Intervistata dal settimanale Anna &#8211; file PDF]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_725" class="wp-caption alignleft" style="width: 135px"><a href="http://giorgiameloni.garbatella.it/wp-content/uploads/2009/03/giorgia-a2.pdf" target="blank"><img class="size-full wp-image-725" title="giorgia1" src="http://giorgiameloni.garbatella.it/wp-content/uploads/2009/03/giorgia1.jpg" alt="Giorgia intervistata dal settimanale Anna (PDF)" width="125" height="166" /></a><p class="wp-caption-text">Giorgia intervistata dal settimanale Anna (PDF)</p></div>
<p><a href="http://giorgiameloni.garbatella.it/wp-content/uploads/2009/03/giorgia-a2.pdf" target="blank">Giorgia Intervistata dal settimanale Anna &#8211; file PDF</a></p>
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		<title>Il saluto del Governo al Festival con il Ministro Meloni</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Feb 2009 22:33:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[E’ arrivato un po’ a sorpresa, presso la sala stampa dell’Ariston Roof, il Ministro Giorgia Meloni. Una visita alla dirigenza Rai ed a tutto il Festival per far sentire la vicinanza del Governo alla manifestazione canora più importante d’Italia: “Siamo vicini al Festival di Sanremo – ha detto – che sta ottenendo un grande successo. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E’ arrivato un po’ a sorpresa, presso la sala stampa dell’Ariston Roof, il Ministro Giorgia Meloni. Una visita alla dirigenza Rai ed a tutto il Festival per far sentire la vicinanza del Governo alla manifestazione canora più importante d’Italia: “Siamo vicini al Festival di Sanremo – ha detto – che sta ottenendo un grande successo. Chiederemo ai dirigenti della Rai, in particolare della radio, di essere sempre più vicini ai giovani che hanno talento e che, quindi, devono avere la possibilità di esprimersi”.</p>
<p>Il Ministro ha anche risposto sulle polemiche arrivate dal Vaticano: “E’ una manifestazione popolare e che rappresenta l’Italia nelle sue forme e nelle sue contraddizioni. Le polemiche vanno rispettate e, probabilmente, la manifestazione è anche interessante per questo”.</p>
<p>Il Festival piace al Ministro: “Il Festival mi sta piacendo. Ha un ottimo spirito e livello artistico. La conduzione di Bonolis con Laurenti è straordinario così come il lavoro di Gian Marco Mazzi alla direzione artistica. I momenti più belli sicuramente quelli di Mina e del tributo a De Andrè. La città è un po’ assediata, ma mi sembra normale, visto che stiamo parlando di un Festival importantissimo”.</p>
<p>Quale direzione deve prendere la musica: “Deve essere sempre più fruibile, rispettando le norme del diritto d’autore, una delle grandi questioni del nostro tempo. La politica deve avere la capacità di confrontarsi sui temi della modernità. Noi stiamo lavorando affinchè la musica sia un valore che appartenga a tutti. Con i cd musicali c’è un problema di Iva e, con le nuove tecnologie si può migliorare le cose, facendo però attenzione a non andare contro il diritto d’autore”.</p>
<p>Sulla canzone di Povia: “Io l’ho sentita ed è una canzone che racconta la storia di un ragazzo che ha avuto una storia difficile. Mi sembra che sia una normale storia e le polemiche sono state un po’ eccessive. Ci sono situazioni familiari che vedono padri che diventano omosessuali e non vedo perché non ci possano essere condizioni inverse”.</p>
<p>Al Ministro è stato offerto un mazzo di fiori di Sanremo ed ha ricevuto il saluto del Direttore Generale della Rai, Claudio Cappon.</p>
<p>Articolo di Carlo Alessi tratto da: <a title="Sanremo News" href="http://www.sanremonews.it/it/internal.php?news_code=82074" target="_blank">http://www.sanremonews.it/</a></p>
<p>Venerdì 20 Febbraio 2009 ore 17:36</p>
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		<title>Eluana Englaro, Giorgia Meloni: &#8216;La difesa della vita viene prima di tutto&#8217;</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Feb 2009 09:14:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Luca Telese* Nel dibattito che si è svolto in Consiglio dei ministri è stata una delle maggiori sostenitrici del decreto su Eluana Englaro. È stata lei a citare il libro di Salvatore Crisafulli, Con gli occhi aperti, in cui un paziente che si risvegliato dal coma racconta la sua storia: è quello che Silvio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-665" title="giorgia-tv" src="http://giorgiameloni.garbatella.it/wp-content/uploads/2009/02/giorgia-tv-300x228.jpg" alt="giorgia-tv" width="300" height="228" />di Luca Telese*</p>
<p>Nel dibattito che si è svolto in Consiglio dei ministri è stata una delle maggiori sostenitrici del decreto su Eluana Englaro. È stata lei a citare il libro di Salvatore Crisafulli, Con gli occhi aperti, in cui un paziente che si risvegliato dal coma racconta la sua storia: è quello che Silvio Berlusconi ha citato anche nella sua conferenza stampa come caso emblematico. E così Giorgia Meloni, ministro della Gioventù, il giorno dopo il voto che ha messo a subbuglio la politica italiana spiega la sua scelta, e cerca di ridimensionare il conflitto istituzionale con il Quirinale: «È esploso perché non c’erano precedenti». La Meloni parla del suo punto di vista sulle questioni etiche, dei suoi dubbi sulla vicenda di Eluana.<br />
<strong>Ministro, le è costato quel voto ieri</strong>? &#8230;<br />
&#8220;«No, per nulla. Sono convinta da sempre che, nel caso di Eluana, la difesa della vita sia il punto da cui bisogna partire prima di ogni altro ragionamento»&#8230;<br />
<strong>In che senso?</strong><br />
«Avrei considerato molto più grave, come ministro, prendermi la responsabilità di togliere la vita a una persona viva: sapere di non aver fatto abbastanza per salvarla».<br />
<strong>Ma Eluana è incosciente da diciassette anni.</strong><br />
«Però ha tutte le sue funzioni vitali: ha subìto dei danni alla corteccia cerebrale di cui nessuno conosce, o è in grado di valutare l’entità».<br />
<strong>Non c’è attività cerebrale.</strong><br />
«Ma le sue cellule sono vive. Eluana non vive attaccata a una macchina, come dice qualcuno sbagliando, ma è solo alimentata artificialmente».<br />
<strong>Sarebbe morta al tempo dell’incidente, però.</strong><br />
«E questo che significa? Anche un paralitico non sopravviverebbe senza assistenza alimentare».<br />
<strong>Però lui è cosciente.</strong><br />
«Anche Eluana è viva. E davvero non capisco come un medico possa dire che è morta diciassette anni fa»</p>
<p><strong>La sede per discutere problemi come questi è il Consiglio dei ministri?</strong><br />
«Perché no? Il decreto del governo serve a impedire, che in un momento di vacanza legislativa, si commetta un atto irreparabile».<br />
<strong>Ma governo e parlamento fanno delle leggi per tutti, non possono pronunciarsi per risolvere casi personali.</strong><br />
«Non possiamo nemmeno chiudere gli occhi di fronte a un’emergenza che si è determinata, con questo alibi. Almeno, io non me la sento».<br />
<strong>Se c’è il vuoto legislativo non è per una precisa responsabilità della politica? Nessuno degli ultimi governi aveva posto la questione all’ordine del giorno&#8230;</strong><br />
«Lo so. Ed effettivamente considero questa responsabilità un fatto grave. Ma il problema è: cosa bisogna fare oggi? Le leggi devono rispondere anche alle emergenze che si determinano, e questo caso ne è l’esempio migliore».<strong><br />
Perché proprio su Eluana? Ci sono stati molti altri casi&#8230;</strong><br />
«Proprio per i motivi che le ho detto: fra l’altro, se la legge sul cosiddetto testamento biologico fosse stata già votata, il suo caso non ci rientrerebbe».<br />
<strong>Perché?</strong><br />
«Perché c’è una differenza enorme fra lo stato vegetativo e la morte cerebrale. Eluana rientra a pieno titolo nel primo caso. Parliamo di una donna che respira in modo autonomo!».<br />
<strong>Provo a porre la questione in un altro modo: se fosse lei, a dover scegliere la prospettiva di diciassette anni di stato vegetativo, che cosa preferirebbe?</strong><br />
«È una domanda che mi sono fatta tante volte, non credo che esistano risposte semplicistiche, né in un senso né nell’altro».<br />
<strong>Non le chiedo di rispondere in astratto per gli altri, le chiedo cosa farebbe per sé.</strong><br />
«So che l’ottanta per cento delle persone direbbe che preferisce la morte. Io, invece, anche di fronte ad una tenue speranza, preferirei la speranza. Ma sono scelte personali».<br />
<strong>Quindi sul testamento biologico&#8230;</strong><br />
«Ripeto, nel caso di Eluana, non si ravvisa la fattispecie del cosiddetto accanimento terapeutico».<br />
<strong>Parliamo del problema istituzionale che si è aperto: il ministro La Russa ha reso pubbliche le sue perplessità.</strong><br />
«Legittimo. Ma ha comunque votato a favore del decreto».<br />
<strong>Lei non è preoccupata del conflitto con il Quirinale?</strong><br />
«Qui non si tratta di disconoscere il valore del presidente della Repubblica e il suo ruolo. Ritengo giusto che quando ci sono vuoti normativi le leggi si pieghino per colmarli».<br />
<strong>È proprio quello che il capo dello Stato considera anomalo.</strong><br />
«Anche la bocciatura preventiva di un decreto che non è stato ancora approvato lo è. Siamo in condizioni eccezionali».<br />
<strong>Il conflitto con il leader del suo partito Fini, la mette in imbarazzo?</strong><br />
«Per nulla. Vede, sulle questioni etiche Fini è la persona più libera che conosca. Ha le sue idee, ma non ha mai pensato di doverle imporre agli altri».<br />
<strong>Però tutti i suoi ministri hanno votato in modo difforme.</strong><br />
«Le racconto un aneddoto. Quando Fini dava indicazione a favore dei referendum, trovò perfettamente normale che usassi i fondi di An, per pagare la campagna elettorale di Ag contro».<br />
<strong>Avete discusso?</strong><br />
«Privatamente sì, politicamente no. Un giorno mi chiese cosa pensassi della diagnosi pre-impianto. Ma era una curiosità personale. Rispetta le scelte degli altri e le considera legittime. Quindi non considero il nostro voto come una rottura».<br />
<strong>Non ha mai pensato a cosa farebbe se si trovasse nei panni di Peppino Englaro?</strong><br />
«Guardi, non ho l’arroganza di giudicare scelte compiute in una condizione in cui non mi trovo. Però&#8230;».<br />
<strong>Cosa?</strong><br />
«Ho dei grandi dubbi sull’utilità della spettacolarizzazione che si è oggettivamente prodotta su questo caso. Ma anche per il carattere pubblico della sua battaglia».</p>
<p>* Articolo  ed immmagine provenienti da &#8211; Intervista di Luca Telese a Giorgia Meloni, Ministro della Gioventù e Presidente Nazionale di Azione Giovani. Pubblicato su &#8220;Il Giornale&#8221; n. 34 del 2009-02-08 pagina 7</p>
<p>Fonte: <a title="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=327056" href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=327056">http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=327056</a></p>
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		<title>Stragi del sabato sera: &#8220;Naso Rosso&#8221;, Ministro Meloni in discoteca</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Feb 2009 07:56:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Alcol]]></category>
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		<category><![CDATA[Progetto naso rosso]]></category>
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		<description><![CDATA[ROMA &#8211; Fuori c&#8217;era la fila di ragazzi che premeva sui cancelli d&#8217;ingresso, impazienti di entrare; dentro, il ministro &#8221;dei giovani&#8221; Giorgia Meloni che &#8221;battezzava&#8221; l&#8217;inizio della sperimentazione dell&#8217;operazione &#8221;Naso rosso&#8221;, un&#8217;iniziativa che vuole contribuire a prevenire le stragi del sabato sera. E&#8217; stata una serata un po&#8217; insolita, quella di ieri al &#8221;45 giri&#8221;, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ROMA &#8211; Fuori c&#8217;era la fila di ragazzi che premeva sui cancelli d&#8217;ingresso, impazienti di entrare; dentro, il ministro &#8221;dei giovani&#8221; Giorgia Meloni che &#8221;battezzava&#8221; l&#8217;inizio della sperimentazione dell&#8217;operazione &#8221;Naso rosso&#8221;, un&#8217;iniziativa che vuole contribuire a prevenire le stragi del sabato sera. E&#8217; stata una serata un po&#8217; insolita, quella di ieri al &#8221;45 giri&#8221;, uno dei locali piu&#8217; di tendenza della capitale.</p>
<p>Un po&#8217; discoteca, un po&#8217; ristorante, un po&#8217; bar per aperitivi, e in questa occasione speciale anche banco di prova di un progetto che si inserisce nella lotta dichiarata dal governo all&#8217;abuso di alcol e di sostanze stupefacenti nei locali notturni. Abuso che spesso porta i giovani a mettersi alla guida in condizioni non idonee e che talvolta si traduce in titoli drammatici nelle pagine di cronaca nera.</p>
<p>Vicino all&#8217;ingresso, defilati ma non troppo, alcuni giovani volontari appositamente istruiti dall&#8217;Istituto Superiore di Sanita&#8217;, partner del Ministero nel progetto. Su un tavolino hanno disposto alcuni fascicoli che illustrano il progetto e dei moduli di adesione, che vengono offerti ai ragazzi che, se li sottoscrivono, acconsentono a sottoporsi volontariamente, all&#8217;uscita dal locale, a un test alcolimetrico e, se non sono in condizioni di guidare, ad essere accompagnati con un taxi a casa.</p>
<p>In questo caso, gli viene offerto un secondo buono per poter tornare, il giorno dopo, a riprendersi l&#8217;auto o il motorino. In mezz&#8217;ora, raccolgono una sola adesione, ma la serata e&#8217; lunga&#8230; &#8221;Lo scopo e&#8217; quello di prevenire le stragi del sabato sera, e vogliamo farlo approcciando il fenomeno a 360 gradi&#8221; spiega il ministro Meloni.</p>
<p>&#8221;Non e&#8217; vero che i giovani non vogliano prendersi responsabilita&#8221;&#8217; aggiunge sicura. La sperimentazione e&#8217; partita ieri sera in cinque locali notturni di Roma, ma entro marzo, assicura il ministro, andra&#8217; a regime in almeno dieci regioni. Ha un&#8217;opinione positiva dei giovani di oggi anche il dj Fargetta: &#8221;io posso testimoniarlo, molti ragazzi si divertono senza sballarsi&#8221;. E aggiunge che la discoteca &#8221;non e&#8217; un posto dove bere, ma dove ballare e ascoltare musica&#8221;. &#8221;E poi &#8211; sottolinea &#8211; si puo&#8217; anche bere controllandosi. Ma io consiglio comunque di non bere&#8221;.</p>
<p>Il proprietario del locale si dice sicuro che &#8221;Naso rosso&#8221; possa avere successo in un posto come il &#8221;45 giri&#8221;, &#8221;frequentato da gente normale che il giorno dopo va a lavorare&#8221; e che quindi tende a non fare le ore piccolissime e a non strafare come accade nella maggior parte delle discoteche.</p>
<p>&#8221;Abbiamo gia&#8217; ospitato una iniziativa simile in passato, con l&#8217;alcoltest volontario all&#8217;uscita: pensavo che la gente sarebbe stata restia a sottoporvisi, che avrebbe danneggiato la reputazione del locale, e invece c&#8217;e&#8217; stata tanta curiosita&#8217;. I giovani, d&#8217;altronde, sanno benissimo che bere non fa bene&#8221;.</p>
<p>di Angela Abbrescia tratto da<a href="http://www.ansa.it/opencms/export/site/visualizza_fdg.html_875960273.html" target="_blank"> www.ansa.it</a></p>
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		<title>Giorgia Meloni intervistata da Vanity Fair</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Jan 2009 23:07:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Cliccare le immagini delle pagine per vederne l&#8217;ingrandimento leggibile]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cliccare le immagini delle pagine per vederne l&#8217;ingrandimento leggibile</p>
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		<title>L&#8217;Eroe studente dimenticato da tutti</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Jan 2009 11:16:29 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Cecoslovacchia]]></category>
		<category><![CDATA[Jan Palach]]></category>
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		<description><![CDATA[Il ministro Meloni e una pattuglia di italiani a Praga per onorare Jan Palach, il martire che 40 anni fa, dandosi fuoco, sfidò il regime comunista. Ma i giovani cechi disertano la ricorrenza e la stampa sminuisce il suo sacrificio Praga &#8211; Praga, 16 gennaio 2009. Davanti al museo nazionale c’è una piccola pattuglia di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il ministro Meloni e una pattuglia di italiani a Praga per onorare Jan Palach, il martire che 40 anni fa, dandosi fuoco, sfidò il regime comunista. Ma i giovani cechi disertano la ricorrenza e la stampa sminuisce il suo sacrificio</p>
<p>Praga &#8211; Praga, 16 gennaio 2009. Davanti al museo nazionale c’è una piccola pattuglia di italiani. Un ambasciatore, un ministro, un pugno di giornalisti arrivati da Roma. Il ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, ha un mazzo di fiori in mano. L’ambasciatore Pigliapoco viene accolto da un rappresentante del governo ceco. Dopo pochi minuti arriva un ragazzo incappottato. È il più giovane ministro d’Europa Ondrej Liska, omologo della Meloni nel governo ceco. La delegazione improvvisa una cerimonia semplice deponendo il mazzo su un cippo molto semplice, che emerge dal marciapiede, con una croce di bronzo e una scritta incisa sopra. È il nome di uno studente che ha dato la sua vita contro il totalitarismo: sono quarant’anni, proprio oggi. Il tono è informale. Non ci sono fanfare, picchetti, discorsi ufficiali.</p>
<p>La Meloni depone i fiori sul cippo, e dice al suo collega, in inglese: «Noi siamo qui, oggi, per ricordare un ragazzo cecoslovacco che è diventato un simbolo di libertà per i giovani di tutta Europa. E abbiamo un’idea da condividere. Ci piacerebbe dare vita a una iniziativa italo-ceca, da proporre a tutti i governi dell’Unione: dare vita a un concorso europeo per giovani artisti che intendano dedicare un monumento a Jan Palach. Ed esporre queste opere in piazza San Venceslao, nell’anniversario della morte di Jan». Liska è giovane anche nei modi. Ha sposato un’italiana, non ama il burocratese. Risponde quasi subito: «Sono qui perché ho molto apprezzato la vostra iniziativa. L’idea mi pare molto interessante. Facciamolo».</p>
<p>Praga, 16 gennaio 1969. Jan Palach ha raccolto tutte le sue lettere in un borsello, ha mangiato il suo ultimo pasto alla mensa universitaria, ha preso l’ultimo autobus della sua vita, ha comprato due latte in un ferramenta, le ha riempite di benzina. Il suo Paese, la Cecoslovacchia, è sotto il tallone di una occupazione armata dal 20 agosto 1968. Quella mattina i carri armati sovietici sono entrati nel paese, occupandolo, per mettere fine alla «Primavera di Praga», il movimento riformatore che vuole cambiare faccia al socialismo reale. Il segretario del Pcus, Leonid Breznev, considera quell’esperimento, un pericoloso precedente. Per tre volte incontra i dirigenti del partito cecoslovacco, intimandogli di rientrare nei ranghi. Ma a Praga non accettano ultimatum. Così l’unica alternativa, che resta all’Urss è l’intervento armato.</p>
<p>Il 24 agosto, dopo 4 giorni di pressioni inenarrabili, Alexander Dubcek firma un documento che legittima l’invasione sovietica. Il paese si avvia verso la capitolazione, ma il malcontento è enorme. Jan ha solo 22 anni: studia filosofia all’università Re Carlo della capitale cecoslovacca. Scrive a tutti i suoi amici che serve un gesto di ribellione, bisogna fare qualcosa, dice. Propone di occupare una radio, e di mandare dei messaggi di condanna dell’intervento sovietico. Gli altri ragazzi gli chiedono se per caso non stia scherzando.</p>
<p>Così, quando l’occhio di Jan cade su un ritaglio di giornale in cui si racconta dei monaci vietnamiti che si sono dati fuoco per opporsi all’occupazione americana, il giovane studente matura la scelta più estrema, più radicale, più coraggiosa. Quel 16 gennaio, quando arriva in piazza San Venceslao, nel cuore della città, proprio davanti al museo Nazionale, e di fronte al parlamento federale, il simbolo di quello Stato, ha già programmato tutto: rovescia le due latte, si da fuoco. Morirà tre giorni dopo, rifiutando ogni cura. I suoi funerali diventano l’innesco di una nuova rivolta contro la normalizzazione, l’ultima fiammata di rabbia, prima di venti lunghi anni di stagnazione.<br />
Praga, 16 gennaio 2009. Per un’intera stagione Jan è stato il simbolo della rivolta per tutto il paese. Questa mattina, invece, Praga sembra quasi essersi dimenticato di lui. Attorno alla targa, in piazza, ci sono delle persone con i capelli bianchi e dei cartelli in cecoslovacco appesi al collo. Li guardi bene: uno di loro è Mario Capanna. Sono venuti qui anche loro, gli ex sessantottini italiani, «Per non dimenticare». Ma i praghesi non ci sono. Ha ragione il giovane ministro ceco, quando dice alla Meloni: «Avete fatto un gesto importante».</p>
<p>Paradossalmente i cechi si sentono molto lontani dall’eroismo di Palach. Il dibattito di questi giorni, sui giornali è stato: se avesse vinto lui, forse non ci sarebbe stata «la rivoluzione del 1989» (quella su cui si fonda la nuova repubblica).</p>
<p>Nell’università che Jan frequentava il ricordo invece è vivissimo. I professori e i ragazzi hanno curato un volume enciclopedico, c’è il suo carteggio, c’è la sua tessera universitaria. E poi le foto dei funerali, epici, partecipati da quasi duecentomila persone. Davanti ai pannelli di questa mostra, il ministro della gioventù spiega il suo progetto: «Costruire una vera identità europea, significa essere consapevoli della storia europea, anche al di fuori dei confini nazionali. Quindi per noi Palach è sicuramente, un patriota cecoslovacco, ma anche un simbolo attuale e vivo di tutti i giovani europei. È un simbolo di libertà, di ribellione, di coraggio generazionale».</p>
<p>Così fu, anche se quel seme ci ha messo venti anni a germogliare. Sarebbe davvero bello, se nel prossimoa anniversario, il concorso di cui i due giovani ministri parlano di fronte a una croce di bronzo piantata nell’asfalto, potesse diventare una realtà. E far bruciare ancora, questa volta solo nella creatività artistica e nell’immaginario, le coscienze dei ragazzi di un intero continente. </p>
<p>Articolo di Luca Telese tratto da Il Giornale n. 3 del 2009-01-19</p>
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		<title>Intervista a Giorgia Meloni, ministro della Gioventù</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Dec 2008 08:44:16 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Buttafuori]]></category>
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		<description><![CDATA[QN, LEI E LUI: LE INTERVISTE Giorgia Meloni, ministro della Gioventù è nata a Roma il 15/1/ 1977. È giornalista professionista e ha iniziato il suo impegno politico a 15 anni fondando il coordinamento studentesco “Gli Antenati”. Nel 1996 diviene responsabile nazionale di Azione Studentesca. Nel 2006 a 29 anni, viene eletta alla Camera dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>QN, LEI E LUI: LE INTERVISTE<br />
<em>Giorgia Meloni, ministro della Gioventù è nata a Roma il 15/1/ 1977. È giornalista professionista e ha iniziato il suo impegno politico a 15 anni fondando il coordinamento studentesco “Gli Antenati”. Nel 1996 diviene responsabile nazionale di Azione Studentesca. Nel 2006 a 29 anni, viene eletta alla Camera dei deputati nella lista di Alleanza Nazionale nel collegio Lazio 1, divenendo la più giovane donna parlamentare della XV Legislatura. Dal 2006 al 2008 è uno dei vicepresidenti della Camera dei deputati: la più giovane di tutta la storia della Repubblica Italiana. Nel 2008, a soli 31 anni, ministro della Gioventù mantenendo la presidenza di Azione Giovani</em></p>
<p><strong>Ministro Meloni, cosa rappresenta il mondo dei motori per i giovani di oggi comprese tutte le problematiche che si porta dietro?<br />
</strong>&#8220;Una grande attrazione, ma deve essere un mezzo da usare con la testa, senza farsi prendere dal demone della velocità. Per questo credo che sia utile fare campagne di sensibilizzazione in questa direzione. Io ho molta fiducia nei giovani di oggi e una volta che hanno capito il problema sono sicura che sapranno adeguarsi&#8221;.<br />
<strong>Non dobbiamo dimenticare che il primo problema è quello della sicurezza e dei troppi incidenti gravi?</strong><br />
&#8220;E’ uno degli impegni prioritari del mio ministero, quindi del Governo. Posso confermare che stiamo focalizzando la nostra attenzione sulla formazione di operatori che vivono nel mondo della notte (buttafuori, barman etc ndr) e che sono a contatto diretto con i giovani. Proprio in queste settimane lavoriamo su un progetto, un’iniziativa complessa, che contiamo di varare la notte di Capodanno&#8221;.<br />
<strong>Può anticipare al Qn in cosa consiste?</strong><br />
&#8220;Dobbiamo pensare a offrire la possibilità di una migliore formazione del personale che lavora nelle discoteche e che quindi è a diretto contatto con i giovani per gran parte della notte. Questi operatori saranno di supporto per quei ragazzi all’uscita della discoteca non sono nelle condizioni fisiche ottimali per la guida. Un aiuto diretto per evitare che all’uscita dai locali si mettano al volante creando pericolo per se stessi e per gli altri&#8221;.<br />
<strong>Una bella sfida?</strong><br />
&#8220;Sì, ma anche una novità assoluta che se darà i frutti sperati in termini di sicurezza pensiamo di poter allargare anche ad altri eventi. Un fatto è certo: io sono profondamente convinta di questa iniziativa perché sono gli operatori delle discoteche che hanno il contatto diretto con i giovani a capire le loro esigenze&#8221;.<br />
<strong>Questo messaggio deve arrivare anche ai numerosi giovani che visitano il Motor Show.</strong><br />
&#8220;Sicuramente. Qui ho visto numerose iniziative sociali mirate alla sicurezza nella guida. Al Motor Show la partecipazione del pubblico giovanile viene seguita da stand dedicati come l’Osservatorio della Regione Emilia-Romagna sulla sicurezza, o quello della Polizia stradale dove ho visto con piacere che i giornali del gruppo Poligrafici (Qn) dedicano grande spazio alla sicurezza e al fenomeno delle stragi del sabato sera&#8221;.<br />
<strong>A proposito dello stand Qn/Polizia di Stato, c’è qualcosa che l’ha colpita particolarmente?</strong><br />
&#8220;L’iniziativa quotidiana per le scuole sul tema della sicurezza. E’ stata un’idea veramente felice quella di far vedere filmati e ricostruzioni tridimensionali su alcuni incidenti drammatici. La trovo un’inziativa intelligente perché così i giovani vedono cosa succede quando non si rispettano le più elementari regole sulla strada. Sono immagini choccanti che lasciano il segno e spingono il Governo a non abbassare la guardia sul fenomeno, sempre attuale. Specialmente sulla Riviera romagnola, a pochi chilometri da Bologna, dove ci sono i punti più delicati, dove è anche massimo l’impegno delle forze dell’ordine. Certo, il nostro obiettivo è quello di prevenire, non di reprimere. E qui mi riallaccio a quanto dicevo prima&#8221;.<br />
<strong>E’ ottimista sulla possibilità che questo fenomeno che colpisce il dopo discoteca si possa governare?<br />
</strong>&#8220;Io sono ottimista per natura. Ma il punto che mi dà fiducia sono i dati. I decessi sono diminuiti del 9 per cento. Dobbiamo continuare su questa strada incoraggiando i giovani a rispettare le regole, ad evitare l’ultimo, fatale bicchiere, ad ascoltare i consigli delle forze dell’ordine. Certo che la scuola deve fare il massimo sforzo possibile fin dalle elementari per inculcare il principio della sicurezza e il rispetto della vita&#8221;.<br />
<strong>Ha visitato lo stand Ferrari: le piacerebbe guidarne una?</strong><br />
&#8220;Credo che mi troverei a mio agio sulla spider, tra l’altro è una vettura bellissima come tutte le Ferrari che non per niente sono un mito in tutto il mondo. Il problema è un altro. Non so se sono in grado di guidare una vettura come questa anche se a me piace stare al volante. Io, che non uso l’auto di servizio, mi muovo per Roma guidando la mia auto personale&#8221;.</p>
<p class="autore">articolo di Marco Tavasani tratto da <a title="Quotidiano.net intervista Giorgia Meloni al Motor Show" href="http://quotidianonet.ilsole24ore.com/motori/2008/12/15/139088-intervista_giorgia_meloni_ministro_della_gioventu.shtml#" target="_blank">http://quotidianonet.ilsole24ore.com</a></p>
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		<title>Giorgia Meloni a Very Victoria</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Dec 2008 12:14:25 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgia Meloni]]></category>

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		<description><![CDATA[Ieri Giorgia è stata ospite su MTV del programma Very Victoria. Intervista a Giorgia Meloni (Parte 1 di 2) II Ministro della Gioventù è ospite di Very Victoria. Intervista a Giorgia Meloni (Parte 2 di 2) Il Ministro della Gioventù è ospite di Very Victoria. I video dell&#8217;intervista sono visibili a questi indirizzi: Parte 1 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri Giorgia è stata ospite su MTV del programma Very Victoria.</p>
<ol>
<li><a class="goVideo" href="http://www.mtv.it/tv/programmi/serie/lista_video.asp?id_prog=38&amp;page=1&amp;id=323560"><img class="Thumb onPlay" src="http://media.mtvne.com/manual/regions/it/tv/very_victoria/serie_05/puntata_16/it_veryvictoria_516_meloni_01_70.jpg" border="0" alt="INTERVISTA A GIORGIA MELONI (PARTE 1 DI 2)" width="80" height="60" /></a> <strong><a href="http://www.mtv.it/tv/programmi/serie/lista_video.asp?id_prog=38&amp;page=1&amp;id=323560">Intervista a Giorgia Meloni (Parte 1 di 2)</a></strong> II Ministro della Gioventù è ospite di Very Victoria.</li>
<li> <a class="goVideo" href="http://www.mtv.it/tv/programmi/serie/lista_video.asp?id_prog=38&amp;page=1&amp;id=323561"><img class="Thumb" src="http://media.mtvne.com/manual/regions/it/tv/very_victoria/serie_05/puntata_16/it_veryvictoria_516_meloni_02_70.jpg" border="0" alt="INTERVISTA A GIORGIA MELONI (PARTE 2 DI 2)" width="80" height="60" /></a><strong><a href="http://www.mtv.it/tv/programmi/serie/lista_video.asp?id_prog=38&amp;page=1&amp;id=323561">Intervista a Giorgia Meloni (Parte 2 di 2)</a></strong> Il Ministro della Gioventù è ospite di Very Victoria.</li>
</ol>
<p>I video dell&#8217;intervista sono visibili a questi indirizzi:</p>
<ul>
<li>Parte 1 <a title="Giorgia a Very Victoria" href="http://www.mtv.it/tv/programmi/serie/lista_video.asp?id_prog=38&amp;page=1&amp;id=323560&amp;uri=mgid:uma:video:mtv.it:323560" target="_blank">http://www.mtv.it/tv/programmi/serie/lista_video.asp?id_prog=38&amp;page=1&amp;id=323560&amp;uri=mgid:uma:video:mtv.it:323560</a></li>
<li>Parte 2 <a title="Giorgia a Very Victoria parte 2" href="http://www.mtv.it/tv/programmi/serie/lista_video.asp?id_prog=38&amp;page=1&amp;id=323561&amp;uri=mgid:uma:video:mtv.it:323561" target="_blank">http://www.mtv.it/tv/programmi/serie/lista_video.asp?id_prog=38&amp;page=1&amp;id=323561&amp;uri=mgid:uma:video:mtv.it:323561</a></li>
</ul>
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		<title>Giorgia Meloni a Napoli- Combattiamo insieme la camorra</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Nov 2008 08:27:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Camorra]]></category>
		<category><![CDATA[Casal di Principe]]></category>
		<category><![CDATA[Pino Maddaloni]]></category>
		<category><![CDATA[Scampia]]></category>

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		<description><![CDATA[Quaranta su cento vogliono fuggire, uno su tre ha conosciuto personalmente un camorrista, soltanto il 31% ha fiducia nelle forze dell&#8217;ordine. Dati agghiaccianti ed emblematici di un questionario «targato» 2008 che fotografa la condizione giovanile in Campania. Ma non sono solo i numeri a fare impressione. Sono anche, e soprattutto, le accuse che i 500 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Quaranta su cento vogliono fuggire, uno su tre ha conosciuto personalmente un camorrista, soltanto il 31% ha fiducia nelle forze dell&#8217;ordine. Dati agghiaccianti ed emblematici di un questionario «targato» 2008 che fotografa la condizione giovanile in Campania.</em></p>
<p>Ma non sono solo i numeri a fare impressione. Sono anche, e soprattutto, le accuse che i 500 ragazzi presenti rivolgono alle istituzioni. Mafiosi sono i politici, i poliziotti e perfino il Vaticano. Gli unici a salvarsi dal fuoco di fila sono i magistrati in prima linea contro la criminalità organizzata, uomini coraggiosi che però troppo spesso vengono abbandonati, ostaggio di una pericolosa solitudine. Il ministro della Gioventù Giorgia Meloni ascolta con attenzione. A lungo. In silenzio. Poi esplode: «È vero &#8211; concede, parlando al fianco del prefetto Alessandro Pansa e dei rappresentanti delle associazioni antiracket &#8211; la classe politica non sempre è all&#8217;altezza del compito che le viene affidato. Ma questo non può essere un alibi per non fare nulla. Nessuno di noi da solo può risolvere i problemi. Io farò la mia parte. Voi rimboccatevi le maniche e fate la vostra».</p>
<p>Il tour anticamorra del ministro più giovane della storia italiana è un tour de force. Parte dai grattacieli scintillanti del centro direzionale di Napoli, prosegue nei Quartiere Spagnoli, cuore pulsante e degradato della città, e nel «regno dello spaccio» di Scampia, per concludersi a Casal di Principe, la Gomorra di Saviano. Il primo a prendere la parola è Antonio: «La Camorra non si può sconfiggere fino a quando i politici prenderanno stipendi che non si avvicinano minimamente ai nostri &#8211; osserva accolto da un boato di approvazione &#8211; perché la Camorra nasce dal comportamento scorretto di chi ci governa». Gli fa eco Luigi: «C&#8217;è gente delle istituzioni nazionali e regionali che sulla malavita ci mangia e noi non ci possiamo muovere se prima non abbiamo sicurezza». Applausi anche per lui. «Io voglio fare il magistrato e voglio farlo a Napoli contro la Camorra, ma perché i magistrati coraggiosi come Raffaele Cantone (autore di un appello allo Stato perché non abbandoni chi denuncia il pizzo ndr) vengono lasciati soli?», si chiede e chiede una ragazza. Una sua coetanea, infine, rivendica il diritto al superfluo, che diventa essenziale per vivere, anche se si tratta di un&#8217;imitazione del vero lusso: «Se uno guadagna poco e compra roba contraffatta fa bene, ognuno ha diritto a una vita dignitosa &#8211; spiega &#8211; e poi lo Stato Pontificio è il primo rappresentante della Camorra&#8230;», aggiunge. Il ministro freme. Lascia parlare ancora i «suoi» giovani. Poi interviene: «La classe politica è spesso inadeguata &#8211; ammette &#8211; e Giorgia Meloni, anche.</p>
<p>Voi lo dovete dire e urlare. Ma non dovete usarlo come alibi, perché siamo in democrazia e cambiare dipende da ciascuno di noi. Io non penso che la dignità della vita dipenda da una borsa di marca, contraffatta o meno. Io posso fare più di voi, e ce la metto tutta. Ma da sola non ce la faccio. Anche voi dovete rimboccarvi le maniche e lottare». Sono parole coraggiose. Potrebbe dar ragione a questi ragazzi. Consolarli con la compiacenza del vittimismo. Invece li sferza. Li incita ad agire in prima persona. E pure per lei scatta la standing ovation.<br />
La prima puntata del viaggio è finita. Si prosegue nella chiesa cinquecentesca di Sant&#8217;Anna, ai Quartieri Spagnoli, dove Meloni riceve in regalo un rotolo di disegni dei bambini e inaugura la seconda edizione del progetto «Educainfanzia» per il doposcuola e l&#8217;assistenza ai minori.</p>
<p>Quindi si riparte per Scampia. Nella palestra di judo dei Maddaloni il ministro incontra cento ragazzi schierati sul tatami. «Ciao ministro!», urlano in coro. La più piccola si chiama Assunta, ha cinque anni, e un desiderio: «Io vorrei stare tutto il giorno qui», sussurra. Meloni promette una sovvenzione ministeriale di 20mila euro per la struttura gratuita ma rimasta senza fondi, utilizzando i 5 milioni previsti dal ddl sulle Comunità giovanili che, però, deve essere approvato in Parlamento.<br />
L&#8217;ultima fermata è fuori città, in provincia di Caserta, a Casal di Principe. Al ministro vengono presentati una decina di nuovi «vigilini» assunti a contratto a termine di tre mesi per 500 euro mensili: «Qui ci sono giovani che combattono la Camorra anche se hanno parenti camorristi», racconta uno di loro. La ricetta del ministro è articolata. Ma il messaggio è chiaro e sintetico: «I casalesi non sono un clan ma gli abitanti di un comune che ha un problema di criminalità e che vuole combatterla. Se ognuno di voi convince dieci amici a lottare e e questi ne convincono altri dieci saremo tanti. Saremo noi, allora, il branco».</p>
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		<title>Il ministro Meloni: &#8220;Permettiamo ai giovani di prendere in mano le redini del futuro&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Nov 2008 08:24:40 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Associazionismo]]></category>
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		<description><![CDATA[Articolo di Paolo Fiora tratto da www.panorama.it “Il mio programma prevede l’incoraggiamento dei giovani a rivendicare con forza il protagonismo generazionale ed il diritto al futuro, ostacolati in Italia da alcuni impedimenti, pratici e culturali”. Lo ha dichiarato il ministro della gioventù Giorgia Meloni nel suo saluto alla cerimonia per la premiazione dei vincitori della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-521" title="Giorgia Meloni" src="http://giorgiameloni.garbatella.it/wp-content/uploads/2008/11/giorgia-panorama-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Articolo di <em>Paolo Fiora </em>tratto da <a title="Giorg Meloni intervistata da Panorama" href="http://blog.panorama.it/italia/2008/11/20/il-ministro-meloni-permettiamo-ai-giovani-di-prendere-in-mano-le-redini-del-futuro/" target="_blank">www.panorama.it</a></p>
<p>“Il mio programma prevede l’incoraggiamento dei giovani a rivendicare con forza il protagonismo generazionale ed il diritto al futuro, ostacolati in Italia da alcuni impedimenti, pratici e culturali”. Lo ha dichiarato il ministro della gioventù Giorgia Meloni nel suo saluto alla cerimonia per la premiazione dei vincitori della sessione italiana del Concorso europeo “Il diritto dei minori di essere protetti”, in occasione della Giornata dell’infanzia che si celebra oggi. <em>Panorama.it</em> ha fatto qualche domanda al ministro sugli spazi per le politiche giovanili in Italia.</p>
<p><strong>Quale riconoscimento e spazio per  le politiche giovanili? </strong><br />
Riguardo le politiche giovanili dico subito che non credo molto alle politiche di genere, qualsiasi esse siano. Non credo alle politiche femminili, alle politiche per gli anziani o per i giovani. Le azioni di un governo devono essere rivolte al bene della Nazione nella sua totalità. Se i giovani saranno messi in condizione di contribuire proficuamente alla vita dell’Italia sarà tutta la comunità nazionale a trarne beneficio. Viceversa, se si adotteranno soluzioni valide sui problemi che attanagliano la nostra società, saranno anche i giovani ad usufruirne. Allora ecco la sfida che lancio a me stessa ed all’Italia: creare una sintesi capace di dare ai giovani risposte che possano avere valore anche per tutto il resto della società, ed avere dalla stessa società risposte ed indicazioni valide anche per i giovani. Con il <a href="http://www.forumnazionalegiovani.com/">Forum Nazionale dei Giovani</a> ho già avviato un confronto proficuo riguardo un’iniziativa su cui lavorare: vale a dire la costituzione ed il riconoscimento del Consiglio Nazionale della Gioventù come interlocutore ufficiale del Governo, del Parlamento e delle altre organizzazioni sociali ed economiche, per dare voce ai giovani su tutti i temi che li riguardano da vicino.</p>
<p><strong>Siamo stati uno degli ultimi Paesi a dotarci di un ministero per la gioventù e ad avere un forum nazionale, ma il riconoscimento con una legge nazionale ad oggi manca. Inoltre il suo ministero è senza portafoglio… Pensa che riusciremo comunque a vincere questa sfida?</strong></p>
<p>Certo che possiamo vincerla, ma da qualche parte questo percorso doveva pur cominciare. Credo che siamo una delle società più “gerontocratiche” del mondo e quindi, per arrivare a costituire un ministero riservato ai giovani c’è voluto più tempo: la vecchia politica ha un incedere più lento…Battute a parte, la legge per il riconoscimento del forum arriverà, ma ciò che veramente conta è la considerazione che ho del Forum stesso. È vero, la situazione economica dell’Italia, e di molte altre nazioni aggiungerei, richiede una razionalizzazione delle spese ed una attenta valutazione di ogni passo che si compie. Ciò non toglie che iniziative realmente valide, come è accaduto in occasione dell’approvazione del disegno di legge sulle comunità giovanili, non vengano supportate finanziariamente dall’esecutivo.<br />
<strong><br />
Cosa pensa dell’associazionismo giovanile come agente di cambiamento politico e sociale? </strong><br />
Uno dei quattro punti fondamentali delle linee guida del mio programma di governo l’ho chiamato “protagonismo generazionale”. Ai giovani vengono negate alcune opportunità che impediscono l’autodeterminazione e la partecipazione a pieno titolo alla vita sociale e politica. È necessario iniziare un’opera di rimozione di tali impedimenti per consentire alle nuove generazioni di prendere in mano le redini del proprio futuro. Faccio un esempi: non vedo perché se a venticinque anni si è in grado di votare per il Senato, non si possa invece essere eletti. Va adottata una corrispondenza anagrafica tra elettorato attivo e passivo nelle elezioni di Camera e Senato che dia più responsabilità ai ragazzi. Riconosco l’importante contributo che l’associazionismo, in modo particolare quello culturale e volontaristico-sociale, fornisce alla crescita dei giovani ed alla società tutta. Infatti intendo coinvolgere nell’attività del Ministero le associazioni giovanili più rappresentative, da quelle del volontariato nazionale e internazionale a quelle che raccolgono istanze ispirate dalla religione o dalla partecipazione civile; avranno spazi adeguati anche tutti gli organismi di rappresentanza istituzionale come le consulte giovanili, i consigli comunali dei giovani e le varie rappresentanze dell’Anci. L’associazionismo è un ottimo veicolo di diffusione di cultura civile e civica, soprattutto se supportato al proprio interno da un sentimento di “comunitarismo” e dalla consapevolezza dei singoli di far parte di un progetto sociale più ampio.</p>
<p><strong>Perché, in Italia, il cambio generazionale in politica non avviene così di frequente come accade negli altri Paesi europei? Quale futuro vede per i giovani che vogliono cimentarsi in politica?</strong></p>
<p>Il mancato ricambio generazionale non riguarda solo la politica ma tantissimi ambiti della nostra società. Finché ci sarà una classe dirigente che reputa “bamboccioni” i trentenni italiani come se fosse una loro scelta quella di restare a casa con i genitori, è dura cambiare. Ma qualcosa si sta muovendo. Faccio notare che in questo governo ci sono quattro under 40: Alfano (Giustizia), Gelmini (Istruzione), Fitto (Rapporti con le Regioni) e la sottoscritta. Mi auguro che questo rappresenti un segnale di una inversione di tendenza di cui l’Italia ha urgentemente bisogno.</p>
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		<title>La Meloni si presenta nella trincea di Gomorra</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Nov 2008 15:35:54 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Gomorra]]></category>
		<category><![CDATA[Pino Maddaloni]]></category>
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		<description><![CDATA[Ministro in prima linea. La risposta alla contestazione dei ragazzi conquista la platea: &#8220;Non cedete al qualunquismo, la legalità è battaglia di tutti&#8221;. A Scampia la visita alla palestra del campione di judo Maddaloni che con lo sport strappa i bimbi alla camorra Casal di Principe &#8211; Dalle vele di Scampia, e dalla palestra Maddaloni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-518" title="giorgia-scampia" src="http://giorgiameloni.garbatella.it/wp-content/uploads/2008/11/giorgia-scampia-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Ministro in prima linea. La risposta alla contestazione dei ragazzi conquista la platea: &#8220;Non cedete al qualunquismo, la legalità è battaglia di tutti&#8221;. A Scampia la visita alla palestra del campione di judo Maddaloni che con lo sport strappa i bimbi alla camorra</p>
<p>Casal di Principe &#8211; Dalle vele di Scampia, e dalla palestra Maddaloni che cerca di strappare i ragazzi alla camorra col judo, all’università della legalità di Casal di Principe, a un incontro con 500 studenti organizzato dall’Associazione degli studenti napoletani contro la camorra. Giorgia Meloni, ministro della Gioventù, passa un’intera giornata in Campania, per disegnare un «tour della legalità» nelle zone a rischio, dove il confine fra istituzioni e criminalità organizzata è sottile.</p>
<p>Il momento che ti resta impresso, il più difficile, è quello che sulla carta doveva riservare meno sorprese. Una arroventata assemblea con gli studenti nell’auditorium della Regione, con un parterre di autorità che vedeva presente perfino il prefetto di Napoli Alessandro Pansa. Il momento che non ti scordi, dopo che hanno parlato testimoni anticamorra come Silvana Fucito, la prima commerciante di Napoli che ha denunciato il racket, è quello in cui si alzano i ragazzi, cominciando a dire quello che passa loro per la testa. Ti immagini che 500 studenti, in un’occasione ufficiale, si facciano suggestionare dalla retorica o dal politicamente corretto. Macché. Parlano in sei ed è come se il senso di tutta la mattinata rischiasse di andare perso in un pugno di minuti. Studenti diversi, scuole diverse, idee diverse. Ma tutti, persino Laura che sogna una carriera da magistrato, esprimono un sentimento «anti-Stato».</p>
<p>È critico Antonio, ragazzo di popolo: «Quando ho dovuto compilare il questionario anticamorra, alla domanda che mi chiedeva se si poteva sconfiggere la criminalità organizzata, io risposi di no&#8230; Perché finché ci saranno politici che prendono fior di stipendi e si allontanano dalla realtà, nulla potrà cambiare e niente potremo fare noi». Imbarazzo alla presidenza, dal fondo della sala parte un «Bravo!», e viene giù un applauso.</p>
<p>Roberta si presenta: «Perché chiedete a noi di fare la lotta contro la camorra quando la polizia ha paura? Perché non correte dietro ai rapinatori? La verità è che qui la legge non è uguale per tutti. A me m’avite levato cinque punti n’coppa a la patente perché andavo in giro senza casco, ma io non avrò mai un lavoro, e quelli con le raccomandazioni fanno carriera». Altro applauso, altro brivido di sgomento sul palco. Arriva Luigi: «Chiedete a noi di correre dei rischi quando dopo solo tre giorni quelli che arrestate ritornano fuori? Abbiamo dei rappresentanti che ci mangiano &#8211; attacca -, perché dovremmo esporci noi? Guardatevi prima in faccia». Prende il microfono una professoressa: «Guardate ragazzi che tutti i miei studenti che hanno avuto 110 hanno trovato lavoro, in Italia settentrionale. Erano figli di operai, adesso vincono le borse di studio e non pagano nulla nelle università del Nord».</p>
<p>Ma la rabbia continua, un’altra ragazza, Laura: «Io voglio credervi, vi credo: ma perché quelli che hanno dubbi dovrebbero credervi, se anche il magistrato anticamorra, Raffaele Cantone, ci racconta che è stato lasciato solo?». Altri applausi, parla Anita: «Dite che non dobbiamo comprare merce contraffatta. Un operaio guadagna 800 euro, una borsa di marca ne costa 600. Ma non ha diritto anche lui alla felicità, a poterla comprare?». Poi, incredibilmente, raccoglie un applauso attaccando anche la Chiesa: «Lo Stato pontificio è la prima organizzazione della camorra».</p>
<p>Adesso tocca al ministro rispondere, e ti chiedi: cosa dirà a questi ragazzi che non hanno più fiducia in nessuno? La Meloni decide di affrontare di punta gli scontenti: «Difendere lo Stato &#8211; esordisce &#8211; non è una parola d’ordine astratta. I potenti non hanno bisogno di sicurezza, sono i più deboli quelli che hanno bisogno di protezione. La legalità non è un favore ai palazzi del potere». Cala il silenzio. Il ministro prosegue, si mette in gioco: «Molte volte, penso di essere inadeguata al ruolo che ricopro, se lo penso io, potreste pensarlo pure voi. Se Giorgia Meloni è inadeguata, lo dovete dire, gridare. Arrabbiatevi con il ministro, il prefetto, le istituzioni. Ma non dovete mai, dico mai, usare questo pretesto come un alibi. Andate nelle strade, sporcatevi le mani, se non vi piace la politica impegnatevi, ma non cedete al qualunquismo». I ragazzi applaudono, stupiti. La Meloni risponde anche ad Anita. «Ognuno ha le sue priorità, ma credo che una vita dignitosa non dipenda da una borsa di marca contraffatta». Il ministro chiude, con un appello che colpisce: «Vedete, io posso mettercela tutta, ma da sola non ce la posso fare.</p>
<p>Anche il prefetto, può fare miracoli, ma non da solo. Se vogliamo vincere la battaglia per la legalità, dobbiamo essere uniti. Perché questa è la battaglia di un popolo che si vuole riappropriare della propria terra». Finisce nello stupore generale, con qualcuno dei ragazzi che aveva urlato la sua rabbia che chiede persino l’autografo al ministro. Poi di corsa in periferia, a Scampia, nella palestra dei Maddaloni, in mezzo a cento ragazzini con il kimono, la Meloni scherza: «Ero la più bassa di tutti, non mi si vedeva nemmeno nella foto».</p>
<p>Ma in mezzo alla rabbia di chi si sente abbandonato, c’è anche l’orgoglio di chi non getta la spugna: «Giorni fa &#8211; racconta Gianni Maddaloni &#8211; è entrato un uomo che ha iscritto suo figlio, e ce lo ha consegnato con questa frase: “Non voglio che mio figlio cresca come me”». Vale più una frase così che cento proclami. «C’è molto da fare &#8211; conclude il ministro -, ma ci sono anche le forze per riuscire a vincere».</p>
<p><a title="Giorgia Meloni a Scampia" href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=307336" target="_blank">Articolo di Luca Telese tratto da Il Giornale n. 278 del 2008-11-20 </a></p>
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		<title>Meloni: &#8220;Quella battuta su Obama Berlusconi poteva risparmiarsela&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Nov 2008 08:49:01 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Barak Obama]]></category>
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		<category><![CDATA[Gianfranco Fini]]></category>
		<category><![CDATA[Merito]]></category>
		<category><![CDATA[Riforma dell'università]]></category>
		<category><![CDATA[Silvio Berlusconi]]></category>

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		<description><![CDATA[Il ministro della Gioventù risponde in diretta per un&#8217;ora alle domande degli spettatori di Repubblica Tv E difende l&#8217;operato del governo sulla riforma della scuola ROMA &#8211; Il ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, se non fosse ministro, scenderebbe in piazza assieme al movimento studentesco. A patto &#8211; spiega &#8211; che &#8220;si manifesti contro qualcosa: contro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-491" title="Giorgia-graffiti" src="http://giorgiameloni.garbatella.it/wp-content/uploads/2008/11/ansa_14346147_35520.jpg" alt="" width="230" height="165" />Il ministro della Gioventù risponde in diretta per un&#8217;ora<br />
alle domande degli spettatori di Repubblica Tv<br />
E difende l&#8217;operato del governo sulla riforma della scuola</p>
<p><strong>ROMA</strong> &#8211; Il ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, se non fosse ministro, scenderebbe in piazza assieme al movimento studentesco. A patto &#8211; spiega &#8211; che &#8220;si manifesti contro qualcosa: contro la realtà della casta, dei privilegi e delle baronie&#8221;.</p>
<p>Giorgia Meloni risponde in diretta per un&#8217;ora alle domande degli spettatori di Repubblica Tv. A scrivere sono molti studenti, e nel videofoum si affronta dunque subito il tema dell&#8217;Onda, delle proteste nelle scuole e nelle università. &#8220;Io da studentessa impegnata in politica in passato sono scesa in piazza &#8211; ricorda Giorgia Meloni &#8211; anche contro governi della mia parte, ad esempio contro il ministro dell&#8217;Istruzione d&#8217;Onofrio. Ma nelle manifestazioni studentesche di questi giorni riscontro delle strane saldature tra baroni e studenti, anche perché la riforma dell&#8217;università, va detto, va incontro agli studenti e mette a freno le baronie. Nelle proteste di piazza non sono riuscita a carpire una proposta alternativa a quelle del governo. Si dice solo no e basta&#8221;.</p>
<p><a href="http://tv.repubblica.it/copertina/giorgia-meloni/26200?video"><strong><span style="color: #990000;">GUARDA L&#8217;INTERVISTA SU REPUBBLICA TV</span></strong></a></p>
<p><strong>Il governo secondo lei ha sbagliato a non ascoltare i giovani?</strong><br />
&#8220;No, il governo non ha sbagliato particolarmente. Certo, bisogna confrontarsi con le rappresentanze giovanili, ma ripeto, non sono riuscita a vedere una loro proposta alternativa. Dire no alla Gelmini, e chiedere di ritirare il decreto è solo uno slogan che funziona. E mi è sembrato strano &#8211; aggiunge il ministro &#8211; che dopo l&#8217;approvazione, la scorsa settimana, del decreto sull&#8217;università che prevede borse di studio ai meritevoli, fondi per le residenze e uno sblocco parziale del turn over, e che dunque va incontro agli studenti, nessuno ha detto che il provvedimento va in quella direzione&#8221;.<br />
<!--inserto--></p>
<div id="adv180x150m"><script type="text/javascript"><!--
&lt;! 
OAS_RICH('Middle');
// &gt;
// --></script></div>
<p><!--/inserto--><br />
<strong>Cosa pensa dell&#8217;irruzione dei giovani di estrema destra nella sede Rai di Via Teulada?</strong><br />
&#8220;Ho seguito la vicenda di <em>Chi l&#8217;ha visto</em>, sono contenta che sia stato chiesto scusa, ma mi ha fatto riflettere il fatto che in quella trasmissione siano stati usati video con facce di minorenni. Sia chiaro, non giustifico quella iniziativa, ma mi chiedo se sia normale che un programma televisivo faccia quel genere di servizio. Non credo che sia di sua competenza e non mi è mai capitato di assistere ad una trasmissione che in merito a questi episodi ricercasse i volti delle persone&#8221;.</p>
<p>Giorgia Meloni ha 31 anni ed è il più giovane ministro della storia della Repubblica italiana ed è deputato da quando ne aveva 29. Come descritto dall&#8217;inchiesta di oggi su Repubblica, l&#8217;età media del potere in Italia è 70 anni.</p>
<p><strong>Non sarebbe meglio avere un premier più giovane di Berlusconi, ad esempio Fini?</strong><br />
&#8220;Fini sarebbe un ottimo leader, ma il Popolo della libertà ha una leadership molto forte che è quella di Silvio Berlusconi e per ora andiamo bene così. Comunque il problema della gerontocrazia è reale, siamo un paese bloccato. Dove i giovani non hanno sbocchi. E la politica non gliene da. Il mio è un caso isolato&#8221;.</p>
<p><strong>Cosa pensa della battuta di Berlusconi su Barack Obama abbronzato?</strong><br />
&#8220;Sarebbe stato meglio se se la fosse risparmiata. Ma sarebbero tante le cose da risparmiare nella politica italiana e non solo: con la stessa attenzione con cui torniamo su queste vicende, dovremmo occuparci delle cose che tanti quotidiani stranieri dicono di noi. La battuta di Berlusconi può essere stata vista come una gaffe, ma poi è stata esagerata per farne un caso politico. Mi pare che la risposta migliore l&#8217;abbia data Obama con una telefonata al presidente Berlusconi ripresa in tutto il mondo. Comunque il caso è stato un po&#8217; forzato&#8221;.</p>
<p><strong>Nel Consiglio dei ministri è possibile dissentire dal premier?</strong><br />
&#8220;Certo. Il nostro cdm non deve essere disegnato come quello di Ceausescu. Siamo un sistema democratico, c&#8217;è un Consiglio dei ministri, ci sono le forze politiche e si può dibattere di tutto&#8221;.</p>
<p><strong>Cosa pensa delle classi differenziate proposte dalla Lega?</strong></p>
<p><!-- do nothing -->&#8220;E&#8217; un provvedimento ancora da studiare nel dettaglio. Può essere comunque uno strumento utile per integrare i giovani stranieri, altro che razzismo o apartheid. Chi viene in Italia deve fare una scelta chiara e consapevole sulla patria in cui vuole vivere. Perché la patria è una scelta. Ma poi vi chiedo: è davvero solidarietà far entrare in Italia tutti questi immigrati per poi metterli a lavare i vetri ai semafori?&#8221;.</p>
<p><!-- do nothing --> <!-- fine TESTO --><span class="date">(<em><!-- inizio DATA -->11 novembre 2008<!-- fine DATA --></em>)</span></p>
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