Meloni: «Con la Lega molti i valori comuni»
12 marzo 2010 ore 1:25 pm | In Non categorizzate | Nessun commentoCENTRODESTRA. Trasferta veronese del ministro della Gioventù. E assolve il Pdl sul caso liste: «Solo un’ingenuità»
La neve non ferma Giorgia Meloni, ministro della Gioventù, ieri a Verona su invito dei giovani del Pdl. L’aereo da Roma era atterrato senza problemi alle 10,45 all’aeroporto di Villafranca. In piazza Bra l’accompagnano l’assessore regionale allo Sport Massimo Giorgetti, il capogruppo di An a Palazzo Barbieri Ciro Maschio e il commissario provinciale del Pdl Stefano Bertacco. «A questo appuntamento elettorale», esordisce il ministro, «ci presentiamo con la forza di un governo che ha prodotto tanti fatti concreti anche se i nostri avversari tentano di spostare l’attenzione dalla concretezza alle polemiche sterili». E spiega perché ha deciso di cambiare la denominazione del suo ministero che prima era per le “politiche giovanili”.
«Io», precisa, «non credo alle politiche di nicchia perché dobbiamo immaginare risposte a lungo periodo e il nostro è un governo che lavora a tutto campo per i giovani, che sono migliori di come spesso vengono rappresentati, e che si misurano con una realtà peggiore di quella che hanno affrontato i loro padri».
Giorgia Meloni elenca una serie di iniziative del suo ministero, come lo stanziamento di 135 milioni in borse di studio, deciso, afferma, «seguendo il criterio della meritocrazia che, a differenza della cultura sessantottina, è l’unico sistema che garantisce un’effettiva uguaglianza di partenza» e si sofferma sul progetto di istituire i «villaggi della gioventù dove poter fare sport, musica, teatro, formazione professionale. Tutto ciò», aggiunge, «corrisponde al sistema di valori e identità in cui crediamo». Ma chissa se è lo stesso sistema di valori in cui crede il suo collega ministro Luca Zaia, leghista e candidato presidente della Regione per il centrodestra. «Con la Lega abbiamo in comune molti valori, come la meritocrazia e la sicurezza anche se non mancano divergenze e di Zaia ho apprezzato molte iniziative come la promozione del panino Mc Italy, un modo di partire dalla globalizzazione per rilanciare l’identità nazionale».
La trasferta veronese del ministro era stata programmata, in un primo momento, per la scorsa settimana. Ma aveva dovuto rinunciarvi per partecipare al Consiglio dei ministri che aveva varato il decreto salvaliste. Uno sforzo finora risultato inutile per ottenere l’ammissione in Lazio della lista del Pdl, rimasta esclusa perché presentata fuori tempo massimo. «È bizzarro», esclama, «che in Lazio si escluda dalle elezioni il maggiore partito italiano». In Veneto, però, per evitare problemi, il Pdl ha presentato le liste con un giorno di anticipo. «In Lazio la situazione è complessa per cui si è lavorato alle liste fino all’ultimo giorno utile, ma i nostri», replica, «in tribunale erano arrivati in tempo, il resto sono invenzioni. Certo da parte nostra c’è stata ingenuità, ma non superficialità o incompetenza». La Meloni conferma che ci saranno iniziative di mobilitazione: «Per una ingenuità si può escludere il Pdl dal voto? Credo proprio di no».
E.S. da http://www.larena.it/
Meloni: “Il dolore nascosto dei giovani”
12 marzo 2010 ore 1:18 pm | In Non categorizzate | Nessun commento
Roma – C’è chi si fa di chemio per vivere, e chi si fa di cocaina per morire. Lo scrittore Fabio Salvatore, 34 anni, racconta così la sua esperienza del dolore: lui è stato colpito da un cancro alla tiroide dieci anni fa e ne è uscito. Altri scelgono di rovinarsi la vita con l’alcol o la droga. La malattia e il veleno della dipendenza sono due facce del dolore, quello di oggi. Una sofferenza che può portare a gesti estremi, come quello della tredicenne inglese che si è uccisa perché troppo bella, tormentata dalla gelosia altrui. È per raccontare e affrontare il dolore dei giovani che nasce il progetto «Al di là del presente», patrocinato anche dal ministro della Gioventù Giorgia Meloni.
Come ha deciso di sostenere il progetto?
«Mi ha colpito l’approccio: raccontare un’esperienza di vita e di sofferenza, che non derivava da una decisione personale, ma da una malattia. E poi confrontare questa realtà con quella delle devianze, di chi si infligge del male per scelta, con l’abuso di alcol o di droghe».
La malattia e la dipendenza sono due facce del dolore. Qual è il legame?
«Il modo migliore per raccontare il dolore a chi se lo infligge è parlare di chi soffre a causa di una decisione non sua. Così dici a tutti: se hai l’opportunità di vivere la tua vita, non decidere scientificamente di privartene».
Funziona?«Ho incontrato molte persone che combattono o hanno combattuto contro la malattia. E di solito sono arrabbiate con chi butta via la propria esistenza. Quello che mi sembra utile è l’approccio diverso al valore della vita, qualcosa che, molto spesso, nella quotidianità anche noi diamo per scontato».
Come reagiscono i ragazzi al dolore? L’affrontano o non sono in grado?
«Non sono convinta che i giovani non siano in grado di affrontare la sofferenza. Anzi. Credo ci riescano meglio e con più dignità che in passato, anche perché si trovano di fronte a difficoltà molto maggiori rispetto ai loro genitori. Ma proprio per questo il dolore non va banalizzato, nelle sue forme diverse, da quello fisico fino alla precarietà».
Ma lei nella sua vita come si è comportata di fronte al dolore, anche di chi le stava accanto?
«Quando una persona soffre da una parte cerchi di sostenerla, dall’altra di spronarla. È il principio comunitario: condividere la sofferenza. In una comunità se cadi c’è sempre qualcuno che ti aiuta a rimetterti in piedi. E trovi la forza di reagire alle difficoltà: il nemico peggiore è la solitudine, è pensare che non ci sia nulla per cui valga la pena combattere. L’aiuto è una spinta ad agire».
Un sondaggio, presentato con il progetto, dice che per i giovani fra i 18 e i 30 anni il problema più grave della nostra società è la solitudine. Non la colpisce che a quell’età i ragazzi ancora si sentano così soli?
«Questa è una realtà figlia della crisi di alcune istituzioni comunitarie e anche di certe tecnologie, che non sono da demonizzare, ma che peggiorano nettamente la qualità dei contatti, tanto quanto la moltiplicano in quantità. Un computer riempie la giornata, ma solo all’apparenza: certo non può sostituire un rapporto umano. Ecco, è questo insieme che fa percepire ai ragazzi un grado totale di solitudine».
Non sarà così per tutti…
«No, anzi. Nonostante la società non spinga a indirizzare le energie verso gli altri, ci sono tantissimi giovani che si dedicano al volontariato».
Che cosa si aspetta da questo progetto?
«Il mio obiettivo è di fare molta formazione: iniziative culturali, che possano incidere su una cultura dominante che è frutto di quella serie di degenerazioni di cui abbiamo detto. Quella per cui, per esempio, sei un figo se bevi più degli altri. E invece no: non lo sei se ti fai del male da solo, mentre tanti altri sono costretti a combattere da anni contro la malattia».
Ma i giovani che soffrono sono emarginati?
«Sì. C’è emarginazione verso i giovani, figuriamoci verso quelli che soffrono. È l’incapacità di comprendere loro e il mondo che cambia. Il risultato è che un’intera generazione viene letta e descritta per stereotipi e diventa impossibile aiutarla. E questo provoca l’emarginazione».
Però c’è speranza?«Assolutamente. Questa è la realtà, certo, ma io ogni giorno insisto nel raccontare che questi giovani sono molto meglio. Un caso di bullismo finisce in prima pagina, tutti ne parlano e commentano. Ma non c’è solo quello. La verità è che oggi, nell’era della precarietà, ogni giorno i ragazzi si ritagliano uno spazio per crescere e realizzarsi, per fare volontariato, per l’associazionismo, per l’impegno nel comune o nella società. Oggi, non nel ’68: allora era molto più facile fare la rivoluzione. Invece ci sono tantissime storie positive, di forza, di impegno, che ci dicono che vale la pena lavorare su questo mondo».
di Eleonora Barbieri da Http://www.ilgiornale.it
LA PRIMAVERA DI PRAGA: A TEATRO PER NON DIMENTICARE
4 marzo 2010 ore 1:21 pm | In Non categorizzate | Nessun commento
“La mia primavera di Praga”, questo il nome dello spettacolo teatrale che andrà in scena questa sera al teatro Palladium di Roma. Scritto e interpretato da Jitka Frantova con la regia di Daniele Salvo, la rappresentazione, patrocinata dal ministero della Gioventù, celebra due momenti fondamentali della storia politica dell’Europa orientale: la “Primavera di Praga”, che, a partire dal gennaio del 1968, avviò il processo di liberalizzazione della Cecoslovacchia e la “Rivoluzione di velluto” del 1989,& ;la quale& ;segnò la caduta definitiva del regime comunista cecoslovacco e concorse a ridefinire l’assetto politico internazionale del secolo scorso.
La protagonista, Jitka Frantova, compagna di vita di Jiri Pelikan, esule cecoslovacco, uno dei promotori della Primavera di Praga, questa settimana racconta la sua storia ai microfoni di Radio Gioventù, la rubrica radiofonica del ministero della Gioventù, condotta dal ministro Giorgia Meloni e dal giornalista di Rtl 102.5 Pierluigi Diaco.
“Noi siamo arrivati in Italia come esuli – spiega Jitka Frantova – perché, dopo l’occupazione sovietica, Brezhnev voleva la testa di mio marito, Jiri Pelikan, direttore generale della televisione cecoslovacca che diede il via alla Primavera di Praga per cambiare il comunismo e riformarlo completamente con un socialismo dal volto umano. Brezhnev considerava la sua televisione il centro della controrivoluzione, perché da lì sarebbero potuti arrivare segnali da tutto il mondo. Pelikan, arrivati in Italia – prosegue Jitka – sperava nell’aiuto politico del Pci, che non arrivò. Le tante lettere scritte da mio marito a Berlinguer, Sergio Segre e Occhetto non servirono a nulla. L’unico partito che ci aiutò fu il Psi di Bettino Craxi, che con un piccolo aiuto finanziario rese possibile la pubblicazione della sua rivista che fu diffusa clandestinamente in Cecoslovacchia”.
“Questo spettacolo, che andrà in scena in un’unica serata, – conclude – si rivolge in modo particolare ai giovani, perché solo conoscendo la storia europea, le nuove generazioni possono imparare e non compiere gli stessi errori delle generazioni che li hanno preceduti”.
da Ministro della Gioventù il 04. mar, 2010
Under 21 multietnica, Meloni: “L’Italia è di chi la ama”
4 marzo 2010 ore 1:13 pm | In Non categorizzate | Nessun commento
ROMA – “Come tifosa sono contenta che Stefano Okaka, Mario Balotelli e Angelo Ogbonna giochino per la mia nazionale di calcio. Si tratta di tre giovani campioni che ci renderanno orgogliosi”. Così il ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, ‘accoglie’ le tre giovani e italianissime promesse del calcio azzurro, in campo oggi a Rieti con la maglia dell’Under 21, per la prima volta insieme.
Di fronte ai tre ragazzi figli di immigrati, Meloni sottolinea il fatto che “come cittadina italiana spero che attraverso il loro esempio si possa consolidare il principio che l’Italia è di chi la ama e si batte con passione per lei. Vale nello sport, nell’esercito, nella vita di tutti i giorni. Come ministro della Gioventù, sono sempre felice quando qualcuno riesce a sfatare i luoghi comuni sull’incapacità dei nostri ragazzi di ritagliarsi lo spazio che meritano. Mi auguro- chiude Meloni- che il loro attaccamento alla maglia saprà far ricredere anche i più incapaci ad intendere il vero amor di patria”.
3 marzo 2010
Droga, negativo al 100% il test su 97 parlamentari promosso da La Russa e Meloni
25 febbraio 2010 ore 2:24 pm | In Non categorizzate | Nessun commentoRoma, 28 feb. – (Adnkronos) – L’iniziativa del ministro della Difesa e Giorgia Meloni è andata a sovrapporsi a quella analoga del sottosegretario Carlo Giovanardi dove un parlamentare è risultato ‘positivo’ alla cocaina. Con la differenza, però, che i risultati del test sono pubblici. Nell’elenco di ‘testati’ esponenti di maggioranza, opposizione e governo come Renato Brunetta, Michela Brambilla, Mara Carfagna.
Risultati al 100 per cento negativi per 97 parlamentari che si sono sottoposti, volontariamente e a loro spese, al test tricologico anti-droga promosso da Ignazio La Russa e Giorgia Meloni. Un’iniziativa che è andata a sovrapporsi a quella analoga del sottosegretario Carlo Giovanardi. Con la differenza, però, che i risultati del test promosso dai due ministri sono pubblici. E così nel lungo elenco di ‘testati’ compaiono esponenti di maggioranza e opposizione ed anche di governo come Renato Brunetta, Michela Brambilla, Mara Carfagna oltre agli stessi La Russa e Meloni.
“Abbiamo promosso questa iniziativa per un dovere di trasparenza di chi sta in Parlamento ed anche per sfatare certe leggende metropolitane su un presunto uso di stupefacenti nel palazzo”, ha detto La Russa in una conferenza stampa con il ministro Meloni. Il coordinatore del Pdl, inoltre, ha ribadito la proposta di sottoporre a test anti-droga chi si candida a cariche importanti: “Al prossimo congresso proporrò di inserire questa norma nello Statuto del Pdl. Norma che ritengo non meno importante di quella anti-corruzione di cui ci stiamo occupando”.
Il test tricologico ha una ‘retroattività’ di 6 mesi: “Non è un’analisi che vale per tutta la vita. Ma io non sono un quacchero. So che puo’ capitare e almeno per i sei mesi prima di essere candidato, siamo certi che non c’è stato alcun uso di stupefacenti”. Inoltre, il test anti-droga verrà inserito come condizione per essere ammessi alla ‘mini naja’ che verrà votata proprio oggi al Senato
TERRORISMO:MELONI, RICORDARE PER PREVENIRE ANNI PIOMBO
25 febbraio 2010 ore 2:21 pm | In Non categorizzate | Nessun commento(AGI9 – Roma, 24 feb. – “Come per le grandi tragedie del secolo scorso, gli anni di piombo rappresentano un passaggio storico di violenza e dolore il cui ricordo va tramandato alle giovani generazioni affinche’ se ne prevenga il ripetersi in futuro. Per questo motivo ritengo che se ne debba parlare anche a scuola”. Lo afferma il ministro Giorgia Meloni, a margine di un incontro svoltosi al Ministero della Giustizia con i familiari delle vittime del terrorismo. “E per questo motivo ritengo che non debba fermarsi la giustizia italiana nel tentativo di catturare coloro che l’hanno fatta franca, senza scontare il debito contratto con la nostra comunita’ nazionale. Confesso che mi dispiace molto dover constatare come alcuni governi stranieri, ad esempio il Brasile, si stiano rendendo complici di vili assassini in nome di un malcelato soccorso ideologico. Non e’ cio’ che vorrebbero le vittime o i loro familiari, non e’ cio’ che esorcizzera’ una stagione di folle violenza come quella degli anni ‘70?.(AGI) red/mao
IMPRENDITORIA: MELONI, PRESTO NUOVO PORTALE DEDICATO AI GIOVANI
20 febbraio 2010 ore 7:38 pm | In Non categorizzate | Nessun commento(AGI) – Roma, 19 feb. – “Presto presenteremo in collaborazione con l’Universita’ la Sapienza di Roma un portale internet per l’imprenditoria giovanile con tutte le notizie e i servizi per aprire un’impresa”. Lo ha annunciato Giorgia Meloni, partecipando alla tavola rotonda sui giovani talenti dell’innovazione, organizzata per il lancio del progetto “Side Leaders” di Giorgia Petrini. Il ministro della Gioventu’ ha espresso apprezzamento per l’iniziativa: “L’obiettivo del progetto Side Leaders e’ quello di creare su tutto il territorio nazionale incubatori di imprese innovative. Di affiancare cioe’ i giovani talenti italiani nella loro scommessa sul futuro. Il governo lavora nella stessa direzione. Lo abbiamo fatto con diversi bandi dedicati alla cultura d’impresa e in sostegno di giovani imprenditori con buone idee ma pochi fondi. E’ obiettivo del ministero della Gioventu’ infatti promuovere, soprattutto tra gli studenti universitari, la cultura d’impresa e dare ai ragazzi anche gli strumenti per scommettere su se stessi, convinti come siamo che mai come in momenti di crisi, il coraggio e la creativita’ dei giovani possono fare la differenza”.(AGI) Red/Mao
ABRUZZO/RICOSTRUZIONE: GRAN SASSO RUGBY FIRMA INTESA CON MINISTRO MELONI
19 febbraio 2010 ore 2:15 pm | In Non categorizzate | Nessun commento(ASCA) – L’Aquila, 18 feb – E’ stato sottoscritto questa mattina tra il ministro della Gioventu’, Giorgia Meloni, e l’ASD Gran Sasso rugby un Protocollo d’intesa teso a promuovere e favorire l’approccio ed un percorso di educazione motorio-sportiva, come elemento indispensabile nel processo di crescita formativa, integrazione sociale e culturale dei giovani.
”I progetti che scaturiranno da questa Intesa – ha commentato Loredana Micheli, presidente dall’ASD Gran Sasso rugby – fanno parte di un progetto di piu’ ampio respiro che, in seguito al Protocollo firmato il 4 dicembre fra la Regione Abruzzo ed il Ministero della Gioventu’, portera’ la realizzazione all’Aquila del ‘Villaggio della Gioventu””.
Un modo per contribuire alla rinascita materiale, morale e culturale delle giovani generazioni aquilane colpite dal terremoto del 6 aprile. Le associazioni sportive firmatarie del protocollo, fra le quali l’ASD Gran Sasso rugby, si sono impegnate ad essere testimonial del progetto Giovani per l’Abruzzo.
DROGA: MELONI, MAI NEGATO MIO CONSENSO A TEST
19 febbraio 2010 ore 2:12 pm | In Non categorizzate | Nessun commento(ASCA) – Roma, 18 feb – ”Non ho mai negato il mio consenso al test antidroga per i parlamentari promosso dal sottosegretario Giovanardi: come tanti altri miei colleghi mi sono sottoposta alle analisi, che sono risultate negative”.
Con questa breve nota il ministro della Gioventu’, Giorgia Meloni, smentisce quanto erroneamente riportato da un’agenzia di stampa circa un suo rifiuto a sottoporsi al test.
I saluti di Giorgia Meloni al XIII congresso nazionale dell’Arcigay
19 febbraio 2010 ore 12:24 pm | In Non categorizzate | Nessun commentoGentile Presidente,
La ringrazio dell’invito al XIII congresso nazionale Arcigay inprogramma a Perugia il 12 febbraio. Purtroppo per impegni assunti non potrò essere presente. Sono sicura che i vostri lavori sapranno apportare un significativo contributo di riflessione e di proposta alla discussione su un tema rilevante per il futuro della convivenza civile, nel segno del consolidamento delle condizioni necessarie per il pieno svolgimento della vita della persona omosessuale. Purtroppo negli ultimi tempi abbiamo assistito a atti di violenza nei confronti dellacomunità omosessuale: condivido con Voi l’esigenza di trovare una soluzione a questo problema mettendo al centro la dignità della persona umana. L’aggressione da il segno di quanto sia diventato enorme il vuoto di prospettive che, a volte, avvolge le giovani generazioni. Occorre un forte impegno delle istituzioni per arginare questo baratro esistenziale riempito solo di intolleranza e rifiuto a capire le diversità. A tale riguardo, però, trovo che il termine “omofobia” venga talvolta utilizzato con troppa facilità e persino strumentalmente. Se tutto diventa omofobia poi si rischia che quella vera venga sottovalutata. Bisogna distinguere le vere discriminazioni per combatterle: io stessa sono stata accusata di omofobia per un’opinione, perchè sono contraria all’adozione per le coppie gay, ho delle convinzioni note a tutti riguardo il concetto di famiglia naturale ma non per questo uso una qualsivoglia forma di violenza contro i ragazzi e le ragazze omosessuali o nego diritti che garantiscono la dignità umana. Si possono avere idee diverse ma bisogna sempre comprendere le ragioni degli altri. Sono perfettamente consapevole che la realtà omosessuale è distante da quella patinata di Will & Grace, che la vita quotidiana è un’altra cosa. La discriminazione e la violenza verso tante persone giovani non riguardano solo gli omosessuali ma chiunque sia in qualche modo diverso da una presunta normalità. Come sempre, in ogni tipo di relazione umana, l’unica garanzia di civiltà è il rispetto reciproco. E questo è dovuto a tutti, senza alcuna distinzione.
La saluto cordialmente, facendo giungere a tutti i presenti ai lavori congressuali il mio caloroso augurio per il loro miglior esito.
on. Giorgia Meloni – Ministro della Gioventù
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