Il ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, in visita a Yad Vashem

23 dicembre 2009 ore 1:43 pm | In Notizie | 1 Commento

Si conclude oggi il viaggio del ministro della Gioventù in Israele. Nell’ultima giornata del suo soggiorno Giorgia Meloni ha fatto visita al museo delle vittime della shoa, Yad Vashem. L’esperienza ha toccato molto il ministro, che ha commentato con queste parole il momento: “E’ una cosa che lacera. Come dicono anche gli ebrei, una cosa è la storia dei numeri un’altra è la storia dei volti: la sofferenza che ho visto dipinta su quei volti ti devasta”.

Yad Vashem è il memoriale ufficiale delle vittime dell’olocausto in Israele. Fondato nel 1953 è composto da una sala memoriale, un museo, una galleria, una ‘Sala dei Nomi’, un archivio e un centro educativo. Inoltre, è presente un giardino, quello dei ‘Giusti tra le nazioni’, appellativo che fa riferimento a tutti coloro che, pur non essendo di religione ebraica, hanno agito in modo eroico agendo in favore della causa semitica. Tra i nomi, quello di Giorgio Perlasca, che è stato ricordato anche dalla stessa Meloni: “Anche nella barbarie più cieca può esserci un gesto di coraggio, di solidarietà”.

Durante la sua visita, il ministro ha deposto una corona di fiori davanti alla fiamma perpetua nella Tenda della Memoria, sul cui pavimento sono scritti i nomi dei campi di sterminio nazista. Uscendo ha firmato il libro degli ospiti immediatamente fuori dal Memoriale dei Bambini esprimendo la necessità di un impegno forte: “C’e’ sempre un’alternativa all’odio, alla sopraffazione, alla violenza e alla guerra. Nostro dovere, ovunque e per sempre, è costruire quell’alternativa”.

Per il giovane Ministro si è trattato del primo viaggio in Israele. Vari sono stati i luoghi meta di visita: tra questi il campo profughi di Deisha, vicino Gerusalemme, il centro scolastico femminile della medesima città, gestito dall’Agenzia Onu per i rifugiati oltre ad un centro per le donne all’interno del campo stesso. In questa occasione ha esortato le bambine allo studio in quanto, ha affermato, la “conoscere è la via migliore per essere liberi”.

La Meloni ha inoltre sottolineato in più occasioni l’impegno del Governo italiano nel sostenere le attività dei giovani abitanti di questi territori così logorati dalla guerra. Dura la condanna della shoa da parte del ministro, che non ha esitato a paragonare l’essere umano alla peggiore delle bestie quando si trova ad agire in modi analoghi.

Anna Paola Tortora
da http://periodicoitaliano.info/

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  1. giovedì 31 dicembre 2009
    (e mentre i mediocri fanno le mailing list) GIORGIA MELONI, UNA GRANDE GIOVANE DONNA, VISITA YAD VASHEM E CI PARLA D’ONORE, DI EROISMO, DI SPERANZA

    Si conclude oggi il viaggio del Ministro della Gioventù in Israele. Nell’ultima giornata del suo soggiorno Giorgia Meloni ha fatto visita al museo delle vittime della shoa, Yad Vashem. L’esperienza ha toccato molto il ministro, che ha commentato con queste parole il momento: “E’ una cosa che lacera. Come dicono anche gli ebrei, una cosa è la storia dei numeri un’altra è la storia dei volti: la sofferenza che ho visto dipinta su quei volti ti devasta”.
    Yad Vashem è il memoriale ufficiale delle vittime dell’olocausto in Israele. Fondato nel 1953 è composto da una sala memoriale, un museo, una galleria, una ‘Sala dei Nomi’, un archivio e un centro educativo. Inoltre, è presente un giardino, quello dei ‘Giusti tra le nazioni’, appellativo che fa riferimento a tutti coloro che, pur non essendo di religione ebraica, hanno agito in modo eroico agendo in favore della causa semitica.
    Tra i nomi, quello di Giorgio Perlasca, che è stato ricordato anche dalla stessa Meloni: “Anche nella barbarie più cieca può esserci un gesto di coraggio, di solidarietà”.

    Durante la sua visita, il ministro ha deposto una corona di fiori davanti alla fiamma perpetua nella Tenda della Memoria, sul cui pavimento sono scritti i nomi dei campi di sterminio nazista. Uscendo ha firmato il libro degli ospiti immediatamente fuori dal Memoriale dei Bambini esprimendo la necessità di un impegno forte: “C’e’ sempre un’alternativa all’odio, alla sopraffazione, alla violenza e alla guerra. Nostro dovere, ovunque e per sempre, è costruire quell’alternativa”.
    Per il giovane Ministro si è trattato del primo viaggio in Israele. Vari sono stati i luoghi meta di visita: tra questi il campo profughi di Deisha, vicino Gerusalemme, il centro scolastico femminile della medesima città, gestito dall’Agenzia Onu per i rifugiati oltre ad un centro per le donne all’interno del campo stesso. In questa occasione ha esortato le bambine allo studio in quanto, ha affermato: “conoscere è la via migliore per essere liberi”.
    La Meloni ha inoltre sottolineato in più occasioni l’impegno del Governo italiano nel sostenere le attività dei giovani abitanti di questi territori così logorati dalla guerra. Dura la condanna della shoa da parte del ministro, che non ha esitato a paragonare l’essere umano alla peggiore delle bestie quando si trova ad agire in modi analoghi.
    Anna Paola Tortora?

    Di Girolamo Melis

    Categorie: La Stanza di Girolamo

    Commento di girolamo melis — gennaio 2, 2010 #

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