Riforme: Anci Giovane proporrà voto amministrativo a 16 anni
16 marzo 2009 ore 10:51 am | In Comunicati Stampa e Dichiarazioni | Nessun commentoTag:ANCI, Questione generazionale
(ASCA) – Roma, 14 mar – ”Anci Giovane potrebbe farsi promotrice di iniziative volte a introdurre il diritto di voto per i sedicenni nelle elezioni amministrative”.
E’ questo l’invito lanciato dal presidente dell’Associazione nazionale dei Comuni italiani, Leonardo Domenici, che oggi a Taormina e’ intervenuto a conclusione dei lavori della prima Assemblea nazionale di ANCI Giovane, la costola di ANCI che raggruppa i 27.000 amministratori under 35 di tutto il territorio nazionale.
Domenici ha anche annunciato che ”a Torino, dove si terra’ nel mese di ottobre l’Assemblea Annuale, l’ANCI dovra’ riconoscere l’esistenza di ANCI Giovane dal punto di vista statutario, assicurando all’Associazione una fisionomia piu’ definita”. Uno degli obiettivi dei giovani amministratori, secondo il presidente dell’ANCI, ”dovra’ essere quello di favorire e offrire momenti di studio e confronto. Insieme a Cittalia, che ha anche curato l’indagine presentata a Taormina, ANCI Giovane potra’ organizzare e gestire appuntamenti di carattere formativo”. Nelle scuole, per esempio, ”dove i giovani amministratori potranno spiegare ai ragazzi di diciotto anni le funzioni e i compiti di un’istituzione, e in particolare di un Comune”.
Giacomo D’Arrigo, coordinatore nazionale di ANCI Giovane, raccoglie l’invito di Domenici e sottolinea ”l’impegno dei giovani amministratori di incontrare i ragazzi delle scuole delle quinte classi superiori per spiegare loro la ‘realta’ comunale’: le funzioni del sindaco, degli assessori, del Consiglio comunale.
La due giorni di incontri a Taormina ha visto anche la partecipazione del ministro della Gioventu’, Giorgia Meloni, che ha invitato la giovane classe dirigente ad ”adottare politiche di lungo periodo: solo cosi’ si potra’ superare uno tra i limiti della politica del Paese”. Meloni e’ anche convinta che ”dobbiamo aiutare i giovani italiani ad essere protagonisti: devono avere la possibilita’ di una formazione adeguata, dobbiamo favorire il loro ingresso nel mondo del lavoro, dare certezze sulla casa, per consentire un rapporto stabile nella vita affettiva, dare la possibilita’ di una scelta consapevole in tema di procreazione e genitorialita”’. La sfida ”e’ quella di provare a favorire un rivoluzione del merito: questo significa abbattere e combattere una serie di rendite di posizione e di oligarchie, lasciare che siano il merito, la disponibilita’ al sacrificio e il talento a stabilire l’ordine di arrivo”.
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