Giorgia Meloni sulla riforma scolastica
29 agosto 2008 ore 8:45 am | In Comunicati Stampa e Dichiarazioni, Notizie | 2 CommentiTag:Bullismo, Educazione civica, Gelmini, Libri di testo, Scuola, Sette in condotta
“Vedo con favore il ritorno del voto in condotta perché coinvolge e responsabilizza i ragazzi. Anche perché accompagnato dall’educazione alla cittadinanza”. Lo ha detto il ministro della Gioventù Giorgia Meloni al temine del consiglio dei ministri che ha approvato il decreto sulla scuola.
“E’ particolarmente apprezzabile – spiega il ministro – lo sforzo riformatore del ministro Gelmini poiché va nel senso di restituire alla scuola un ruolo educativo che negli decenni ha progressivamente perso. Così il ritorno del voto di condotta non si configura come semplice strumento sanzionatorio a totale discrezione dei docenti, ma viene accompagnato dall’educazione alla cittadinanza e da una complessiva responsabilizzazione degli studenti. Sarà infatti il consiglio di classe, con la partecipazione dei rappresentanti studenteschi a esprimere le valutazioni. Penso sia il metodo migliore per dimostrare che fenomeni come il bullismo sono marginali rispetto alla stragrande maggioranza dei nostri giovani e che i ragazzi sanno trovare l’antidoto contro gli esempi negativi”.
“Un’altra buona notizia – conclude la Meloni – è la misura sui libri di testo che tende a garantire e difendere le famiglie dal continuo aumento degli oneri economici degli studi”.
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Gentilissima Ministra Meloni. Considero lei unica rappresentante degna di essere dotata del ruolo di ministra. Non desidero commentare ciò che stanno “combinando” le sue colleghe, dipendenti di noi italiani.
Devo dire come tantissima altra gente che conosco e che non conosco ma che ho visto, che trovo aberrante il programma del “ministro” Gelmini. Posso anche essere d’accordo sul voto in condotta, sul grembiule solo per quanto riguarda l’utilità di non sporcare i vestiti (è proprio questo il motivo per cui viene istituito?). Ma non posso essere d’accordo sul taglio di 80.000 posti di lavoro, sul far pesare i costi della scuola sulle scuole stesse. La scuola è un’istituzione, è un investimento per i ragazzi che un domani potranno versare nel mondo del lavoro, della ricerca, verso il futuro. L’innovazione della scuola non è un “taglio di spese per sistemare i conti di governo” che tanto poi non si sistemeranno comunque.
Lei è una persona coltissima, molto intelligente, cosa confermatami da Marco Travaglio, che conosco e che ha parlato benissimo di lei (ma non occorreva). Trovo quindi difficilissimo capire perchè appoggia quel decreto disgustoso. Inoltre sempre facendo riferimento a lei come persona molto intelligente e decisa, dal momento che tutti quei decreti incostituzionali e assurdi “partoriti” dal Presidente del Consiglio sono stati , come è stato comunicato, approvati da tutti i ministri? Anche lei li ha approvati? Mi dispiacerebbe molto sapere che così è stato.
Non sono una elettrice del suo partito ma guardo all’operato delle persone senza tenere conto di quale partito siano. Conta molto più quello che riescono a fare (o a non fare, o a sperare che non facciano). Con i migliori saluti.
Commento di alice — ottobre 2, 2008 #
In risposta al commento di Alice
Gentile Alice, dagli amici di questo folle blog dedicato alla sottoscritta, mi è stato inoltrato il tuo commento. Non ho più molto tempo per rispondere via mail, ma nel tuo caso farò una piacevole eccezione poiché ritengo che ne valga la pena. Naturalmente, ti ringrazio dei complimenti e vado subito al sodo delle tue considerazioni. Se la nostra nazione non avesse un debito pubblico mostruoso (su cui tutti noi paghiamo interessi mostruosi), se l’Europa non ci imponesse parametri rigidissimi entro cui contenere il rapporto deficit-pil, se la liquidità finanziaria non fosse ormai ridotta al minimo per non far crollare la baracca sulle teste di noi tutti; sarei totalmente d’accordo con te. Ma a quale stupido o cinico governante potrebbe mai venire in mente di tagliare fondi alla scuola? Purtroppo viviamo in un mondo diverso, dove le risorse a nostra disposizione sono poche e sono date. Dunque, siamo costretti a fare delle scelte per ottimizzare i risultati delle nostre scelte. A questo punto, ti faccio una domanda: pensi che il nostro sistema scolastico sia ben funzionante e sia capace di sfornare giovani adulti ben preparati ad affrontare il proprio futuro? Io penso di no. E penso che non sia affatto una questione di quanti soldi vengono spesi, ma di come vengono spesi i soldi pubblici. Questo è il punto. E su questo, secondo me, dovresti basare il tuo giudizio sulle riforme del governo. In generale penso che le azioni di qualunque esecutivo vadano valutate in base ai risultati e non in virtù dei nostri pregiudizi politici. Bada, si tratta di un vizio che abbiamo tutti, non c’entra nulla la destra o la sinistra. Tutto qui, cara Alice, ti chiedo solo di sospendere il tuo giudizio per un paio di anni. Poi ci risentiamo, e spero sinceramente di non doverti dare ragione. Per il momento, ce la metterò tutta per non deluderti. Con fiducia.
Giorgia
Commento di admin — ottobre 6, 2008 #