Giorgia Meloni sfida i cliché:”Perché nessuno dà mai del ‘pischello’ a David Cameron?”
21 giugno 2008 ore 4:55 pm | In Interviste, Notizie | Nessun commentoTag:Bamboccioni, Biografia, Gioventù
Ancora si sta insediando, già medita di cambiare nome al suo ministero:”Ministero della Gioventù è meglio”" sospira “ne parlerò in Consiglio dei ministri…”. Allora provochi: è per portare nelle istituzioni l’assonanza con il Fronte della gioventù in cui ha mosso i primi passi? Lei tralascia il protocollo: “Sei scemo?”. E allora perché? “‘Politiche giovanili’ è l’incarnazione di un’idea di assistenza:per me Stato, i giovani sono la sottobranca di un problema sociologico, come i matti e le droghe… E allora m’invento un apparato che dia loro un ‘aiutino’ “. E invece lei come s’immagina il ministero? Nello stanzone affacciato sulle mura color meringa di Palazzo Chigi, nel quadrilatero magico del potere romano, la Meloni si fa seria: “Il contrario, direi! Un luogo che abbia come primo obiettivo valorizzare il protagonismo delle giovani generazioni”.
Con Giorgia Meloni ci diamo del tu. Non solo per affinità anagrafica fra trentenni, per uno di quegli incroci di carriera che a volte capitano a politici e giornalisti. Mi capitò di farle la prima intervista della sua vita nel 2002: era ancora una sconosciuta. una studentessa grintosa cresciuta nella sezione Colle Oppio, emersa nel movimento degli “Antenati”: postmissina, ultratosta. Una che ti spiazzava chiamandoti “Stellina” (una forma irresistibile del romanesco, i vezzeggiativi per abbattere le distanze formali); una che era stata appena nominata “reggente” dei giovani di AN in condominio con altri tre. La verità era questa: dopo vicissitudini interne la sua organizzazione, Azione giovani, era stata commissariata e i quattro erano espressione delle correnti, ma nominati da Gianfranco Fini. A fine dell’intervista ironizzai: se uno è “nominato”, il destino probabile è finire “revocato”. Concluse con un ringhio di orgoglio: “Io sono una militante. Comunque vada, questo non può revocarlo nessuno. E mi basta”. Dopo due anni si è celebrato un duro congresso per l’elezione del presidente. lo ha vinto. Così la Meloni ha iniziato una corsa fulminea verso l’empireo della politica: nel 2006 è la deputata più giovane del centrodestra, e poi (da matricola!) la più giovane Vicepresidente della Camera. Infine, un mese fa, il più giovane ministro della storia repubblicana, a soli 31 anni.
Se uno inizia così, o arriva al Quirinale in due anni o è un fallito.
(ride). “Fallire così mi andrebbe bene. Ma la mia esperienza spiega qualcosa su come funzionano i media in Italia”.
Non mi dire che ti trattano male.
“Per nulla. Godo di una buona stampa, persino immeritata. Tra i colleghi scopro simpatie trasversali che quasi mi stupiscono”.
Paola Concia, l’unica deputata omosessuale dichiarata, dice: “Altro che Carfagna! Tra le ministre il mio tipo è la Meloni”.
(Sospiro ironico) “Magari!”
Una dirigente di matrice missina che fa in questi casi?
“Non so. A me ha fatto piacere”.
E poi hai detto che sei contro il gay pride.
“Vedi le semplificazioni? A Klaus Davi ho detto che certi aspetti di carnevalismo esibizionistico, le ostentazioni, che non amo, hanno fatto più danno che altro agli omosessuali”.
Dopodiché se dovessi decidere se vietare il gay pride…
“Non lo vieterei. Ciascuno ha il diritto di manifestare le sue idee. E io credo di poter contestare quel che non condivido”.
Grazie alla Concia, torni in corsa come “Miss governo”.
“Ah… ah… ah…”
Quindi nessun concorso di bellezza, nel tempo dell’immagine?
“Rispondo come Leo Longanesi: ‘Certe onorificenze non basta non volerle, bisogna anche non meritarsele’…”
Persino Marco Travaglio, uno non tenerissimo con il centrodestra, ti elogia nel suo libro Se li conosci li eviti
(ride). “Temo che mi risparmi solo perché siamo amici”.
Ricapitoliamo la storia della ‘ragazza della Garbatella’?
“Parto da questo epiteto per continuare il discorso sui giovani. Da noi chi ha meno di 40 anni è considerato ‘giovane’: è una follia”.
Sarà perché l’aspettativa di vita si allunga…
“Non per fare paragoni immodesti: Alessandro Mango a trent’anni aveva già conquistato la Persia! Però l’ideologia dei ‘bamboccioni’ è radicata nella nostra classe dirigente”.
Ti riferisci a Padoa-Schioppa?
“Non solo. Ma la sua terrificante battuta secondo cui il governo Prodi aiutava ‘i bamboccioni a uscire di casa’, è la rappresentazione perfetta di come ‘ci’ vedono”.
Ovvero?
“Se a 30 anni sei ancora dai tuoi è colpa tua: non del fatto che hai uno stipendio da schifo, se un Co.co.co e nessuno ti fa un mutuo”.
Perché ti dà fastidio “ragazza della Garbatella”?
“Delle mie origini popolari sono orgogliosa. Ancora oggi, prendersi un aperitivo in una piazza della Garbatella, tra i murales della Roma e quella dimensione di paese in cui conosci tutti e tutti ti conoscono è il contrario delle periferie che producono rabbia e alienazione”.
Allora cosa non va?
“Sei sempre catalogato alla voce ‘Mostri?. Nessuno definirebbe David Cameron, leader dei conservatori britannici, ‘il pischello dei sobborghi di Londra’. Proprio non ci pensano. In Italia è il contrario”.
E perché?
“Non siamo preparati all’idea di un giovane affermato. Se sei giovane, e sei qualcuno, devi essere un fenomeno da baraccone”.
E c’entra la Garbatella?
“Certo. Non sono più Giorgia Meloni, ma l’effetto collaterale di una fisction, un personaggio dei Cesaroni. Il sogno dei giornalisti è vedermi in una puntata apostrofare in romanesco Claudio Amendola”.
Capirai, quello è di Rifondazione…
“A parte la stima nata con Bertinotti nell’ufficio di presidenza dalla Camera, a me dispiace che la sinistra sia fuori dal Parlamento. Ha pagato tutte le colpe del governo”.
E’ un omaggio di rito?
“Sono distanti da me in modo siderale, ma spesso animati da passione autentica. In Parlamento è meglio se sono rappresentati tutti”.
Torniamo alla Meloni.
“Se non divento ‘una Cesaroni’ c’è l’altro format: o pinup, o ‘divetta’. Mi vorrebbero con tatuaggio sull’ombelico alla Asia Argento”.
Ce l’hai il tatuaggio?
(Scuote la testa). “Pure tu… Pensa che a me disturba persino farmi fotografare per strada. M’immedesimo in chi mi vede: ‘Questa la pago io, perché non se ne va a lavorare?”.
E se ti chiedono l’autografo?
“E’ una regola interiore. Come non usare l’auto blu se non per rappresentanza. Il giorno dell’insediamento i giornali hanno riportato una battuta che ho fatto a un tuo collega. Andavo da Quirinale a Montecitorio e i giornalisti:” Che fa, va a piedi?”. Cento metri, ho riso: “Come devo andarci, a cavallo?”.
Era preparata…
“No, giuro! Sono gelosa della mia normalità, non per buonismo, perché il mondo lo capisco così. Pur essendo ultraprivilegiata, anche economicamente, ancora non riesco a comprar casa”.
Quindi con la politica non ci si arricchisce…
“Magari… più aumenta l’acconto che metto da parte, più aumentano i prezzi della Garbatella. E anche qui c’entrano I Cesaroni. Una buona fiction fa volare i prezzi! Ecco perché bisogna sfruttare i limiti del sistema. Bisogna fare una fiction sulle vele di Scampia, proiettare nelle scuole Gomorra, elevare a eroi i precari che fanno un figlio senza pensare alla retta dell’asilo”.
Esiste davvero il “Sistema”?
“Eccome. Esempio: esce una ricerca sociologica, e come titolano i giornali? ‘I giovani trovano lavoro con le raccomandazioni’ “.
Non è vero?
“Va rovesciato il concetto: molti giovani onesti, soprattutto nel Sud, sono costretti alla raccomandazione. Subire è il contrario di volere. Questa società pone ai ragazzi un tacito ultimatum: ‘O ti fai cooptare, o resti fuori dalla porta tutta la vita’ “.
Senza la cooptazione di Fini la Meloni non ce l’avrebbe fatta?
(Sorride). “Da reggente, al congresso di Bologna, chiesi un congresso del movimento, di permettere che fossero gli iscritti a decidere da chi farsi rappresentare. E’ agli atti…”
E poi?
“L’abbiamo fatto. Di me dicevano: ‘Una ragazza non può fare il capo’… Ho vinto per 16 voti su 500 delegati! Fini non si era schierato, ma avrebbe scommesso sul mio avversario, Carlo Fidanza”.
L’hai epurato, come vogliono le regole feroci della nuova politica?
“Oggi lo considero un amico, uno dei migliori dirigenti”.
Torniamo al rapporto con Fini.
“Sai come mi diede la notizia della vicepresidenza? Nel suo ufficio. Sguardo di ghiaccio. Silenzio. Voce cupa: ‘Non pensavo di dover arrivare a tanto’… Pensai: ‘Oddio, che è successo?’. Invece si era vendicato per lo scherzo dei kaziri, che gli avevamo fatto alla festa di Ag”.
Fini era ministro degli Esteri…
“Si alzò uno dei nostri con il cranio rasato, un bonzo: ‘Presidente, aiuto… aiuto per i kaziri… siamo una minoranza cattolica perseguitata in Asia. Anche il Papa ha lanciato un appello per noi’ “.
E lui?
“Sai com’è. Tutto serio risponde: ‘Sì, sì, conosco la vicenda…’ “.
Gli avete detto che era una balla…
“E’ stato fenomenale. E’ scoppiato a ridere pure lui: ‘Più che kaziri siete kazzari…’ “.
Come si ribalta la cultura della cooptazione?
“Con la rivoluzione del merito”.
Ovvero?
“Sostituendo l’egualitarismo sessantottino, l’idea un po’ chic e un po’ brutale per cui saremmo tutti uguali, con l’uguaglianza. Ovvero l’uguaglianza come punto di partenza, cioè pari opportunità per tutti, piuttosto che quella del punto di arrivo, che produce livellamento verso il basso”.
E come si fa?
“Per esempio con il prestito d’onore a chi non ha i soldi per gli studi o la detassazione per le giovani imprese. Sostenere i giovani e i loro progetti. Trasparenza e serietà dei concorsi. Insomma, rompere i privilegi e le rendite che hanno bloccato chi aveva delle idee”.
Chiudiamo con i giovani da premiare e i babbiono da rottamare…
“Comincio rottamando Oreste Scalzone e tutti i cattivi maestri, antichi, moderni e contemporanei. E promuovo Roberto Saviano. Senza di lui, forse, sarebbe stato più facile ignorare il fatto che la camorra è viva e vegeta”.
E poi?
“Sandra, la precaria di 29 anni che ha scritto a Napolitano: ‘ Non ce la faccio, abortisco’. Poi non lo ha fatto più. Vorrei ricordarla ora, quando smette di far notizia”.
di Luca TELESE – da Panorama FIRST 6/7 2008
Calcio: Meloni, punire tifosi violenti ma valorizzare i veri sportivi
12 giugno 2008 ore 2:21 pm | In Interviste | Nessun commentoTag:Calcio, Rugby, Sport
Roma, 12 giu – ”Credo che la nostra responsabilita’ sia di distinguere il tifo dalla violenza e quindi di colpire duramente i violenti, ma di saper anche valorizzare chi fa dello sport come una grande festa di popolo”. Lo ha detto il Ministro per le politiche giovanili, Giorgia Meloni, ai microfoni di RTL 102.5.
”Non e’ un caso – ha aggiunto la Meloni – che io sia una grande appassionata di rugby: quello che trovo molto bello in questo sport e’ la capacita’ di raccontare al massimo i valori dello sport, il famoso terzo tempo. Mi piacerebbe che questo modo di vivere lo sport fosse piu’ diffuso anche nel calcio”.
Nessun pronostico da parte del Ministro, infine, sulla seconda partita dell’Italia ad Euro 2008 contro la Romania: ”Di previsioni non ne faccio, penso che siamo una squadra di grande talento. Se dovessi scegliere con chi perdere tra le due squadre che dobbiamo affrontare, preferirei perdere con la Romania e vincere con la Francia”, ha concluso.
Il Ministro che tifa Terzo Tempo
12 giugno 2008 ore 2:19 pm | In Interviste | Nessun commentoTag:Rugby, Sport
‘Non è un caso che io sia una grande appassionata di Rugby: quello che trovo molto bello in questo sport è la capacità di raccontare al massimo i valori dello sport, il famoso terzo tempo. Mi piacerebbe che questo modo di vivere lo sport fosse più diffuso anche nel calcio”. Lo ha detto oggi il Ministro per le Politiche Giovanili Giorgia Meloni ai microfoni di Rtl 102.5.
In periodo di Europei di calcio, il più giovane ministro nella storia repubblicana (31 anni) è intervenuta sull’annosa questione della violenza negli stadi, richiamando l’esempio del terzo tempo scimmiottato nella Serie A pallonara.
”Credo che la nostra responsabilità – ha proseguito la Meloni – sia di distinguere il tifo dalla violenza e quindi di colpire duramente i violenti, ma di saper anche valorizzare chi fa dello sport come una grande festa di popolo”.
Tratto da http://www.solorugby.org/il-ministro-che-tifa-terzo-tempo.htm
Olimpiadi: Meloni, UE decida di non partecipare a cerimonia
12 giugno 2008 ore 2:13 pm | In Comunicati Stampa e Dichiarazioni | Nessun commentoTag:Olimpiadi, Unione Europea
Roma, 12 giu – ”L’Unione Europea dovrebbe decidere di non partecipare alla cerimonia inaugurale” delle Olimpiadi di Pechino. Lo ha detto il Ministro per le Politiche Giovanili, Giorgia Meloni, ai microfoni di RTL 102.5.
”Io – ha aggiunto la Meloni – penso che non possiamo perdere un’occasione importante di utilizzare un momento come quello dei giochi olimpici per far in modo che la Cina possa fare qualche passo avanti sul tema dei diritti umani e civili. Penso che il tema della partecipazione alla cerimonia inaugurale da parte dei vari governi europei sia importante, forse e’ il minimo che si possa fare per dare un segnale al governo cinese. Sarebbe bello che il governo italiano in sede europea si facesse promotore di un’iniziativa in questo senso in modo che l’Unione Europea possa prendere unitariamente la decisione di non partecipare alla cerimonia”, ha concluso.
Alain Elkann intervista Giorgia Meloni
12 giugno 2008 ore 11:53 am | In Interviste | Nessun commentoTag:Alain Elkann, Politiche giovanili
Avis, il 20% dei giovani italiani dona il sangue
11 giugno 2008 ore 2:23 pm | In Notizie | Nessun commentoTag:Avis, Donazione sangue
Presentata stamattina alla presenza del ministro Meloni una ricerca condatta su 650 ragazzi tra i 18 e i 34 anni. Pronta anche una campagna pubblicitaria per le nuove generazioni.
Il 22% dei giovani italiani è attivo nel sociale e il 20% ha donato il sangue almeno una volta nella sua vita. È quanto emerge da un’indagine presentata questa mattina a Roma dall’Avis alla presenza del Ministro per le politiche giovanili, Giorgia Meloni, e a pochi giorni dalla Giornata Mondiale del donatore di sangue (14 giugno).
Secondo la ricerca, condotta nei mesi scorsi dall¹istituto Swg su un campione di 650 giovani tra i 18 e i 34 anni, AVIS risulta l¹associazione di donatori sangue più conosciuta in Italia e a cui è iscritto il più alto numero di intervistati (ben il 70% di coloro che si dichiarano donatori).
Il motivo principale che spinge le nuove generazioni a donare è la generosità verso gli ammalati e verso chi ha bisogno di una trasfusione (70% delle risposte). Anche gli amici, i volontari di associazioni e i genitori svolgono, secondo l¹indagine, un ruolo determinante nella decisione di compiere questo gesto (61% delle risposte).
Nel corso della conferenza stampa è stata presentata anche la nuova campagna di sensibilizzazione dell¹Associazione rivolta agli under 30 che, a partire da settembre, comparirà sui principali siti Internet e le principali riviste indirizzate al mondo giovanile. La campagna è volutamente e provocatoriamente incentrata sul messaggio che il dono di sé, solidale e gratuito attraverso la donazione di sangue ed emocomponenti, può dare ai giovani quella gioia autentica che altri comportamenti trasgressivi non potranno mai dare.
Il ministro Meloni ha colto l¹occasione per ringraziare Avis per il ruolo che svolge anche nei confronti delle giovani generazioni e ha sottolineato il legame così semplice tra un gesto – come la donazione –e la possibilità concreta di salvare vita umane. La giornata odierna ha visto l¹Avis coinvolta in prima fila anche nell¹organizzazione di una raccolta sangue presso l¹infermeria della Camera dei Deputati, a Palazzo San Macuto (Roma). Tra i 15 onorevoli che hanno donato, oltre al ministro Giorgia Meloni, spiccano i nomi di Gianni Mancuso, referente dell¹intergruppo donatori parlamentari, Roberto Menia (sottosegretario al Ministero dell¹Ambiente), Rocco Buttiglione, Luciano Ciocchetti, Mimmo Lucà e Carlo Monai.
tratto da: http://www.vita.it/articolo/index.php3?NEWSID=94781
Pechino 2008: Meloni, Governo non vada a cerimonia inaugurale
11 giugno 2008 ore 2:22 pm | In Comunicati Stampa e Dichiarazioni, Notizie | Nessun commentoTag:Cina, Diritti umani, Olimpiadi
(AGI) – Roma, 11 giu – “Se una parte degli esponenti del governo italiano e’ orientata a non partecipare alla cerimonia di apertura delle olimpiadi di Pechino, io sono tra questi. Ritengo che l’assenza dei rappresentanti istituzionali rappresenterebbe un messaggio utile, seppure minimo, al governo di Pechino affinche’ comprenda l’isolamento internazionale di cui gode a causa della scarsa attenzione che riserva nei confronti dei diritti umani. Mi piacerebbe che fossimo proprio noi, come governo italiano, ad avviare un’iniziativa in seno all’Unione Europea affinché’ prevalga e venga condiviso con gli altri Stati membri il medesimo orientamento, contrario ad intervenire con propri rappresentanti istituzionali alla cerimonia d’apertura delle Olimpiadi”. Lo afferma il ministro per le Politiche giovanili Giorgia Meloni.(AGI)
Red/Mal
Giorgia Meloni a Messina: “Valorizziamo i giovani che fanno politica per la voglia di migliorare le cose”
9 giugno 2008 ore 2:38 pm | In Notizie | Nessun commentoTag:Messina
Il Ministro alle Politiche Giovanili incita i ragazzi di Azione Giovani impegnati nelle prossime elezioni amministrative, ricordando i valori e le battaglie dei giovanili di destra. Presente anche Buzzanca, che sferra l’ormai solito attacco a Genovese
Dopo Catania tappa a Messina per il Ministro alle Politiche Giovanili Giorgia Meloni, che nel pomeriggio di ieri ha dapprima visitato le case basse di Paradiso e poi ha partecipato all’incontro organizzato dai circoli “Quo Usque Tandem” e “Catilina Morgana” sul tema: “La giovane Destra al Governo”.
Uno scenario particolare, suggestivo, caratteristico, quello scelto: il “Lido dello Stretto”, vicinissimo al mare e che ha colpito anche la rappresentante del governo Berlusconi, felice di visitare la città nella quale nacque suo nonno. Il Ministro più giovane della storia della Repubblica e presidente di Azioni Giovani però, quando c’è stato da tirare fuori le unghie non si è tirata certamente indietro, difendendo la propria identità politica e sostenendo le forze del Pdl e di An in particolare, impegnate nelle prossime elezioni amministrative.
Partenza dedicata propria ai giovani, a quelli come lei, spiegando che le nuove generazioni sono diverse da quelle che i media raccontano, da quelli che i politici vogliono strumentalizzare. “Tornando alla campagna elettorale per le politiche, il Pd ha cercato di proporre una serie di facce nuove, senza neanche capire quale parte di questi ragazzi valorizzare – ha esordito rivolgendosi ai presenti. Sono rimasta sbalordita quando ho sentito che la capolista del collegio 1 per la Camera nel Lazio, dichiarava alla vigilia del voto che avrebbe portato in Parlamento la sua straordinaria inesperienza. Questa ragazza ha 27 anni, ci sono persone che a quell’età già da dieci fanno politica attivamente. Queste sono le realtà che vanno premiate, chi si dedica alle battaglie per il territorio, per una crescita sociale, per dei valori in cui si crede senza chiedere in cambio niente dalla politica. E voglio precisare che questa gente non si trova solo a destra”.
Stoccata contro il Partito Democratico dunque, ma il vero bersaglio della Meloni è chi ancora oggi pensa alla politica esclusivamente per l’acquisizione del potere. “Alla politica ti avvicini o per la voglia di fare, per degli ideali, per migliore le cose o perché pensi di ottenere un incarico, di diventare qualcuno, acquisendo potere – ha spiegato il Ministro. Noi dopo anni di lavoro nelle piazze, tra la gente, abbiamo l’opportunità di vivere la sfida più bella, quella del mettere in atto le idee. Ma non dobbiamo smettere di ringraziare coloro che pure negli più difficili, sono arrivati a sfidare perfino la società per permetterci di essere dove oggi siamo. La storia dei giovanili della destra è fatto anche di questo”.
L’argomento torna nuovamente sui giovani, che non devono essere solo una categoria a cui destinare una campagna d’informazione ogni tanto. “Mi piacerebbe e penso che sia giusto che tutte le iniziative siano in qualche modo rivolte a loro. Ad esempio quando si parla di sicurezza, è chiaro che il riferimento può essere fatto anche alle ragazze di Bologna che non possono neanche percorrere qualche metro di strada da sole per arrivare all’università, senza avere paura”. Da qui il passo alla questione immigrati il passo è breve e vengono fuori nuovamente i valori della destra: “La xenofobia per me è il risultato di una identità debole, perché se questa fosse forte non si avrebbe paura del confronto. In questo modo si pensa di essere attaccati e si ha il timore di ‘concedere spazio’ agli altri popoli”.
Prima dei saluti ultime battute dedicate all’attività che il Ministero da lei guidato proverà a mettere in piedi nei cinque anni che verranno: “Lavoreremo sulla formazione, ma anche provando a stimolare ancora di più la giovane impresa. Basta parlare solo di bullismo, di cose che ci sono sempre state e che oggi sono solo amplificate dalla presenza dei telefonini nelle classi. Apriremo uno spazio nel nostro sito dentro il quale chi lo vorrà potrà raccontare la propria storia. Chi a 20 anni ha deciso di tenere un bambino e continuare a studiare lavorando, chi ha raggiunto traguardi importanti con le proprie forze, nella speranza di far capire davvero quali sono i veri ‘eroi’ del nostro tempo”.
Prima di Giorgia Meloni erano intervenuti il candidato alla presidenza della Provincia Nanni Ricevuto, il candidato al consiglio comunale Alberto De Luca, il candidato al V quartiere Ferdinando Croce e il candidato alla poltrona di primo cittadino Giuseppe Buzzanca. Il deputato regionale di An, pur mantenendosi sul tema dei giovani, non ha mancato di lanciare l’ormai consueto attacco al suo avversario politico Francantonio Genovese: “La Meloni ha detto che ai giovani non si deve imbrogliare? Qui non tutti la pensano così. Sono venuto a conoscenza che qualcuno in questi giorni sta chiamando dei ragazzi a casa per proporgli posti di lavoro trimestrali nelle proprie aziende, Tourist, Cartour, Ancora, in cambio del voto. C’è chi non vuole capire quanti sono i ragazzi che vanno via da Messina all’anno e continua ad operare con le logiche di 50 anni fa, ricordando che Genovese è il nipote di Gullotti. C’è chi spende 3 milioni di euro per le elezioni amministrative, essendo in campagna elettorale da gennaio, avendo riempito le strade di volantini e volantoni e gli spazi pubblicitari nelle tv e nei giornali. Questo perché? Per amore della città, della politica o per dei propri interessi, per far capire che certe aziende cittadine non devono essere toccate? Noi vogliamo solo che i nostri giovani possano continuare a coltivare qui il proprio sogno, come quello di Giorgia Meloni, passata da militante a Ministro. Le bugie come quelle della lettera scritta dai lavoratori dell’ex Birra Messina per sostenere Genovese o come quelle per le baracche di due anni fa rimaste tali, le lasciamo agli altri”.
Chiusura del dibattito affidata al candidato per la Provincia al collegio Messina Nord Ciccio Rizzo, che ha dato l’appuntamento ai ragazzi e ai simpatizzanti di Azione Giovani a giovedì 12 giugno per la chiusura della campagna elettorale.
Il Ministro Meloni ha concluso invece il proprio tour siciliano a Taormina, dove in serata ha incontrato il candidato sindaco della “perla dello Jonio” e parlamentare Carmelo Briguglio.
tratto da: http://www.tempostretto.it/8/index.php?location=articolo&id_articolo=7541
Provincia di Palermo: Meloni, il centrodestra unito con Avanti
9 giugno 2008 ore 2:27 pm | In Notizie | Nessun commentoTag:Giovanni Avanti, Palermo
(AGI) – Palermo, 9 giu. – I giovani e le politiche giovanili il contrasto alla precarieta’ occupazionale e incentivi alla imprenditorialita’ giovanile sono i temi discussi da Giovanni Avanti, Udc, candidato alla presidenza della Provincia di Palermo, alla presenza del ministro per le Politiche giovanili, Giorgia Meloni, e gli assessori comunali alle Attivita’ sociali ed al Turismo del comune di Palermo, rispettivamente Giampiero Cannella e Raoul Russo. “Il governo nazionale -ha detto Meloni- ha posto tra le priorita’ della propria agenda politica quella del sostegno alle tematiche giovanili, dagli investimenti alla formazione ed alla lotta alle forme di precariato al sostegno alle imprese ed alla creativita’ propria dei giovani, che sempre piu’ spesso sono costretti ad emigrare per trovare occasioni di lavoro e opportunita’ per esprimere la propria professionalita’ ed il proprio valore. Ho voluto manifestare il mio appoggio alla candidatura di Giovanni Avanti alla presidenza della Provincia di Palermo -ha aggiunto il ministro- in quanto si tratta di una candidatura che unisce tutte le forze del centrodestra in un programma di rilancio dell’ente provincia”. Avanti ha evidenziato l’attenzione del suo programma ai giovani. “Ritengo di grande importanza -ha detto- lo strumento, in fatto di sostegno alla imprenditoria giovanile, del microcredito alle piccole e medie imprese dei giovani che intendono avviare un’attivita’ imprenditoriale e che non dispongono dei necessari capitali. Ho altresi’ previsto la necessita’ di investimenti nel settore della formazione e della scuola proprio per contribuire al processo di crescita della professionalita’ dei nostri giovani per far si’ che acquisiscano quelle conoscenze necessarie per un loro accesso nel mercato del lavoro”. (AGI)
Meloni: i giovani sono eroi quotidiani
9 giugno 2008 ore 2:25 pm | In Comunicati Stampa e Dichiarazioni | Nessun commentoTag:Giovani, Precariato
“Con un lavoro precario e una casa in affitto decidono di mettere al mondo un bambino”
“Bisogna passare dall’assistenzialismo al protagonismo e smetterla con la politica-spot”. Lo ha detto il ministro delle Politiche giovanili, Giorgia Meloni: “la politica sino ad ora ha avuto un limite: quello di non riuscire a costruire progetti lungimiranti, che vadano oltre il momento elettorale. Adesso bisogna rimettere al centro i giovani – ha aggiunto – mettendo in campo una rivoluzione come quella del merito”.
Secondo il ministro per le Politiche giovanili “oggi le nuove generazioni vengono rappresentate in una maniera diversa rispetto a quello che sono realmente. I giovani non sono tutti bulli e veline – ha detto – ma degli eroi quotidiani che con un lavoro precario e una casa in affitto decidono di mettere al mondo un bambino, e puntano
sulla famiglia in una società in cui il concetto di famiglia è presentato come obsoleto e in cui viene veicolato un messaggio di deresponsabilizzazione”.
Tratto da Vita.it
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