MELONI: “Altro che fascio. C’è una nuova violenza più banale e più feroce”

30 maggio 2008 ore 4:59 pm | In Notizie | 1 Commento
Tag:, , ,

Ministro Meloni, che cosa pensa di quello che è accaduto in questi giorni, torna la violenza giovanile?

“Ho qui La Repubblica con lo scoop di Bonini su “Ernesto” – così lo chiamano, ormai – il giustiziere del Pigneto, quello con il Che Guevara tatuato sul petto e l’araldo di famiglia antifascista ostentato con orgoglio mentre racconta il raid contro i negozianti indiani del Pigneto!”.

E che cosa ne pensa?

“In quell’articolo c’è una meravigliosa lezione per il giornalismo, e anche per la politica. Tutti i fatti di questi giorni – dai roghi nei campi rom, agli scontri all’università – devono farci ripensare le lenti obsolete con cui i giornali, e spesso anche noi, guardiamo al mondo giovanile”.

Da dove vuole iniziare?

(ride) “Permette una battuta, da voi, dai giornalisti. Dopo quattro giorni, in cui non si leggeva altro che cronache sul “vergognoso raid fascista” al Pigneto, e critiche al sindaco Alemanno abbiamo scoperto due balle colossali”.

Quali?

“La prima: di “fascista” in quel raid non c’era proprio nulla. Il che non lo rende meno grave, ma forse più preoccupante”.

E il secondo?

“Malgrado le critiche – tutte ingiuste! Alemanno ha risposto come un sindaco civile, di qualsiasi parte politica: condanna ferma di ogni violenza, indipendentemente dalla matrice. Mi viene in mente uno dei miei libri preferiti”.

Quale?

Io sono legenda: ne hanno tratto anche un film, ingeneroso per la verità…”

Che cosa c’entra?

(sorride) “Conosce la trama? Robert Neville è l’ultimo umano, in un mondo spettrale, cacciato da feroci uomini-vampiro. Tutta l’umanità, nel giro di pochi giorni, è stata contagiata da un virus degenerato da una cura anticancro, che trasforma gli uomini in belve assassine”.

Chi sono i nuovi vampiri?

“C’è stato un cortocircuito mediatico, per cui qualcuno si è convinto che Roma, e l’Italia sono state contagiate da un virus nero”.

Ovvero?

“Fino a ieri eravamo una terra felice, governata dall’Ulivo… Poi, dopo la vittoria di Berlusconi, e – ancora di più – dopo quella di Alemanno, i buoni cittadini sono stati contagiati da una violenza cieca, feroce, dalla “marea nera” che acceca e rende mostri”.

Questo per lei è frutto della propaganda di sinistra?

“E’ un cliché irresistibile! Ad alcuni fa comodo per motivi politici, ad altri per motivi sensazionalistici, ad altri ancora per pigrizia. Peccato che non sia la realtà”.

E che cosa sta accadendo?

“Non siamo attrezzati, culturalmente direi, a gestire il ritorno di una nuova violenza: diffusa, endemica, molto spesso giovanile”.

Quando nasce il virus?

“Molto prima che vincesse il centrodestra, ovviamente. Si è radicata in Italia una cultura di violenza banalissima, ma non per questo meno feroce. E’ quella che inizia in classe con i fenomeni odiosi di bullismo e prevaricazione, prosegue con le beffe ai disabili su YouTube, e talvolta finisce persino con la tragedia ignobile dello stupro”.

Perché

“E’ una violenza che colpisce i più deboli. Chi non si può difendere, le donne, i bambini. E’ – a volte – violenza tra minori, come spiega il raccapricciante caso della 14enne stuprata. E’ la scelta di chi non ha identità, o la perde, e crede di poterla affermare con la violenza. Anche per un effetto amplificatore dei media, in questo clima siamo immersi”.

Lei vorrebbe la censura?

“Non mi passa nemmeno per la testa! Però – e ne farò un punto fisso del mio lavoro al ministero – vorrei che si raccontasse anche “il bene”: le storie dei tanti ragazzi eroici che fanno figli con stipendi precari o di fame, che scelgono il volontariato o l’impegno civile, che da ricercatori decidono di restare in Italia ben sapendo che avrebbero molte più opportunità all’estero perché vogliono mettere le loro competenze al servizio della loro Patria”.

E questo che cosa spiega?

“Finché restiamo una nazione in cui c’è crescita zero e non si può mettere su famiglia, i giovani saranno condannati a restare adolescenti a vita”.

Ma all’università era violenza politica, però.

“Politica, certo. Una telecamera a circuito chiuso ha ripreso l’accaduto. Gli inquirenti parlano di una rissa tra quattro ragazzi di destra e alcune decine di studenti di sinistra. lo ha scritto, benissimo, Il Riformista. Un episodio grave che deve essere condannato per quello che è. Mi è dispiaciuto vedere che diversi giornali hanno tentato di strumentalizzare l’accaduto distorcendo la realtà. Anche lì “assalto fascista”, ma all’università”.

E il tifo violento?

“Ricorda la guerriglia urbana dopo il caso Sandri? Se la polizia avesse sparato a un ragazzo mentre governavamo noi…”

Che avrebbero detto i media?

“Che eravamo diventati uno stato di polizia, probabilmente”.

Il raid del Pigneto non è colpa del troppo martellare sui temi della sicurezza?

“E’ il contrario! Abbiamo messo al centro la sicurezza proprio perché il far finta che la questione non esista, ha prodotto forme inaccettabili di esasperazione autoassolutoria: Siccome non ci pensa nessuno, faccio da me”.

E i roghi contro i campi rom?

“Lì – lo scrivono tutti – c’è lo zampino della camorra”.

Che morale ne trae?

“Sono fenomeni diversi, ma con un comune denominatore: dal bullismo ai giustizieri del Pigneto, il filo che unisce tutto è il tasso di violenza e di esasperazione collettiva. La disperazione. Persino la camorra, dalle barricate ai roghi, cerca di intercettare questo filone e farsene interprete”.

E che risposta dà lei?

“Chiudo con Pulp fiction? Bisogna “risolvere problemi”. Dare alla gente il modo di pagare i mutui. Togliere i rifiuti dalle strade. Combattere il degrado. Illuminare le periferie, aiutare i giovani per il lavoro e la famiglia. Ricomporre la frattura fra le generazioni, e finirla con l’idea antica, che arriva dritta dritta dagli anni di piombo, per cui l’avversario va demonizzato e criminalizzato”.

di Luca Telese da Il Giornalehttp://www.ilgiornale.it/


MELONI: Sto con i ribelli che vogliono figli

29 maggio 2008 ore 1:00 am | In Notizie | Nessun commento
Tag:,

Giorgia Meloni, 31 anni, a 29 il record di più giovane parlamentare della XV legislatura e di più giovane vicepresidente della Camera nella storia della Repubblica , oggi è ministro delle Politiche Giovanili. Lavora per i coetanei. Anzi, per i figli e nipoti dei suoi coetanei. Perché dalla politica del “dobbiamo dare risposte ai ggiovani con due g” prende le distanze, sceglie parole come “lungimiranza” e parla di “interventi strutturali che necessitano tempo, e soldi”. Modello Francia.

Arriva denaro per precari, fidanzati senza casa e aspiranti genitori?

“Bisogna investire perché un figlio diventi una scelta di libertà e non un bene di lusso. Il mio è un appello al governo, perché un ministero delle Politiche giovanili può essere tutto o nulla, la differenza la fanno gli investimenti.”

Prima sfida per il ministro Meloni?

“Aiutare i giovani che fanno la scelta “ribelle” di mettere su famiglia in uno Stato che lo considera vecchio e superato. Il progetto di legge che ho presentato nella scorsa legislatura costa tre miliardi di euro, bisogna decidere di spenderli”.

Sposa il modello francese?

“Assolutamente sì. Penso al fisco, al quoziente famigliare, agli assegni per i libri di testo, per i generi di prima necessità per l’infanzia, per le rette dell’asilo. E alla casa: serve il fondo di garanzia per garantire il mutuo ai lavoratori atipici. La Francia ha dimostrato che i dati su natalità e occupazione femminile possono essere invertiti, è la lezione che dobbiamo imparare.  E ho apprezzato il modello Zapatero su donne e lavoro, la ministra con pancione è stato un bell’esempio”.

A proposito di esempi: aveva preso a cuore la realizzazione di un asilo nido “aziendale” alla Camera dei deputati ma non se ne è fatto nulla.

“Abbiamo lottato in maniera trasversale per due anni, inutilmente: sconfitti da una legge rigidissima, non c’era lo spazio idoneo. E’ un mio grande rammarico essere stata vicepresidente della Camera senza riuscire a far realizzare l’asilo. Ma non mollo”.

Sulla conciliazione famiglia-lavoro che voto si dà?

“Zero. Va malissimo. Non ho il tempo per cercarmi un appartamento e andare a vivere da sola, sottolineo gli annunci sul giornale, ma poi non trovo il tempo per telefonare. Se avessi un figlio riconosco che sarebbe complicato”.

Rimanderebbe la maternità?

“No. Sarebbe complicato ma rinunciare a un figlio è un errore. Insisto: la maternità va incentivata e sostenuta”.

Si dichiara antiabortista. Per lei la 194 va “toccata”?

“Prima di mettere mano alla legge vorrei vederla applicata integralmente, per esempio a proposito dei consultori, e poi andrei a verifica”.

Ha apprezzato la ministra spagnola con pancione. In Italia siamo pronti per questo?

“Lo chieda alle altre tre (ride). Certo è che se non facciamo un ministro perché è in zona “maternità”, poi non possiamo chiedere al mondo del lavoro di non discriminare le donne”.

di Federica Cavadini tratto da Corriere della Sera Magazine


Bullismo / Meloni: bene task force, capovolgere l’effetto emulazione

26 maggio 2008 ore 10:16 am | In Comunicati Stampa e Dichiarazioni | Nessun commento
Tag:,

Dobbiamo raccontare esempi positivi di questa generazione

Roma, 23 mag. (Apcom) – “La task force è un buon inizio. Bisogna necessariamente partire dallo studio del problema per individuare le soluzioni più efficaci. Il governo si muoverà collegialmente nel modo giusto”. Lo afferma il ministro per le Politiche giovanili, Giorgia Meloni, commentando dalle pagine di Liberal in edicola domani la proposta del ministro Gelmini di istituire una task force per affrontare l’emergenza del bullismo.

Sulle cause della crisi dei modelli educativi il ministro dice: “Non mi interessa fare una classifica delle responsabilità. C’è un vizio culturale di fondo che nasce nel ‘68 ed accomuna ogni ambito formativo, riflettendosi sui ragazzi: la fuga dalle responsabilità. Alle giovani generazioni proviene da ogni parte l’invito al disimpegno nei confronti di se stessi, della famiglia e della comunità”.

Il ministro Meloni fa poi la sua proposta: “Capovolgere l’effetto emulazione. Dobbiamo raccontare gli esempi positivi di questa generazione che sono moltissimi e quotidiani. Servono trasmissioni televisive e servizi giornalistici che descrivano le tante vicende di solidarietà generazionale, i piccoli grandi eroi che mettono su famiglia sfidando precariato, stipendi da fame, mutui pazzeschi e pensioni irraggiungibili, i giovani in divisa che al servizio dell’Italia rischiano la vita nei luoghi più pericolosi del Pianeta. Mille storie che ci sono, ma nessuno conosce”.

tratto da: Alice Notizie


I giovani non sono bulli e pupe

17 maggio 2008 ore 8:35 pm | In Comunicati Stampa e Dichiarazioni | Nessun commento
Tag:, ,

ROMA – “Alice, Marta, Pietro: esempi di impegno e passione come questi smentiscono chi considera i nostri giovani ‘un esercito di bulli e pupe’”.

Così il ministro delle Politiche giovanili, Giorgia Meloni, in merito alla vittoria ottenuta dagli italiani al campionato mondiale di latino Certamen Ciceronianum Arpinas che, aggiunge, “purtroppo non troverà spazio o risalto sulla stampa e nei tg, come invece accade per gruppetti di violenti esaltati che utilizzano le nuove tecnologie per farsi notare”.

Eppure, sottolinea Meloni, “la conquista assoluta del podio ai campionati mondiali di latino inorgoglisce l’Italia. Le mie più vive congratulazioni perciò ad Alice, Marta e Pietro per aver saputo egregiamente difendere i colori italiani e per aver dimostrato con i fatti quanto di buono si celi all’interno di una generazione silenziosa, che forse non fa notizia ma che pure quotidianamente lavora con passione e sacrificio per realizzare i propri sogni”.

(Com/Sca/Dire)


Ministro rock

16 maggio 2008 ore 1:43 pm | In Interviste | Nessun commento
Tag:, , , , ,

Meloni al tgcom: una ragazza come le altre – rilanciare l’estro giovanile

“Ho 31 anni, in tutti i modi mi sento legata alla mia generazione, sono una ragazza come tutte le altre, vado al cinema, leggo i libri, esco con gli amici, vado a cena fuori, faccio le vacanze. Sono una persona normale, o almeno ho la presunzione di esserlo”. Parole e musica (rigorosamente dei Red Hot Chili Peppers, la sua grande passione) di Giorgia Meloni, ministro delle Politiche Giovanili del Berlusconi IV.
E’ appassionata di rugby, tennis, scacchi e immersioni, colleziona angeli (“ma non ne parlo più, che detta così sembra new age oscena”) e l’ultima volta che è andata al cinema ha visto “Into the wild”.
Alla seconda legislatura, già vicepresidente della Camera (la più giovane della storia della Repubblica), l’ “enfant prodige” del quartiere romano della Garbatella si è tuffata nel nuovo incarico con entusiasmo, tracciando le linee guida per una serie di interventi su cui ancora preferisce non sbilanciarsi.

Lavoro e casa sono due delle priorità da affrontare, non crede?
Certamente, ma a me pare che si voglia schematizzare l’operato di un ministero che non sia schematizzabile. Noi dovremo dimostrare una certa discontinuità col tema delle politiche giovanili cercando di ragionare non per compartimenti stagni e iniziative-spot ma dando un perimetro al lavoro che si vuole fare. Immaginare quindi che tipo di Italia costruire domani, che tipo di generazione si vorrebbe. La condizione di precarietà nella quale versano molti giovani non consente di affrontare il tema sul piano esclusivamente professionale, perché rimane il problema della casa. Si deve inoltre tenere conto della formazione scolastica e universitaria, renderla più vicina al mondo del lavoro.

Quindi passando al concreto…
Ci sono una serie di iniziative che erano già previste nel programma del Pdl. Per il lavoro precario, ad esempio, si ipotizzava il credito d’imposta per chi stabilizza i lavoratori a tempo determinato, o ancora si prospettavano una serie di incentivi per le giovani imprese per dare opportunità anche se non si hanno gli strumenti iniziali istituendo prestiti d’onore e no-tax. Il piano casa parte dal basso, dall’edilizia residenziale popolare ai mutui agevolati. Si dovrebbe dare la possibilità di riscattare il proprio affitto nelle case di proprietà pubblica come parte del mutuo per permettere alle famiglie meno abbienti di diventare proprietarie. Noi vogliamo partire dal programma, e poi disegnare un perimetro.

Lei fa politica da ormai quindici anni, ha visto formarsi una generazione. Concorda sul fatto che molti giovani accettano passivamente certe situazioni di comodo e che sono in pochi a volersi dare veramente da fare?
Io penso che sia più difficile trasmettere oggi valori positivi alle giovani generazioni. Ma si tratta di ragazzi, esattamente come lo sono stati i loro padri e i loro nonni, ragazzi che sono molto diversi da come vengono raccontati. Sembra che nessuno però abbia voglia di parlare delle difficoltà che loro hanno per raggiungere la metà dello spazio che chi li ha preceduto aveva nella società. Si semplifica raccontando una generazione che non ha valori, il problema vero è che la stragrande maggioranza dei ragazzi che non corrisponde a quest’etichetta finora non ha avuto la possibilità e la determinazione di farsi sentire.

E quindi…
Quindi bisogna puntare sulla formazione della giovane impresa. Un elemento che non si calcola mai negli studi economici è quello che si potebbe definire il “genio”, l’estro, la disponibilità al sacrificio, il coraggio dei singoli. Credo che ci sia bisogno di sostenere questi ragazzi nella formazione, che ci sia bisogno di fare in modo che quanto si investe rimanga in quel territorio e non emigri portando ricchezza in altre regioni. Penso al Mezzogiorno, si potrebbe rimanere valorizzando anche quelle che sono le vocazioni naturali, come il turismo.

Politiche giovanili vuol dire occuparsi anche di natalità. I giovani italiani non fanno più figli…
Sostegno a maternità e incentivo a natalità sono necessari con una legislazione attraverso la quale lo Stato scelga di combattere come priorità per il proprio futuro la crisi demografica. Nel 2050 oltre il 35% della nostra popolazione avrà più di 65 anni, ciò significa che il nostro sistema non potrà reggere. Il nostro obiettivo dovrebbe tendere a fare figli a costo zero. Personalmente ho presentato una proposta di legge nella scorsa legislatura, che prevede tra le altre cose l’introduzione del “quoziente familiare” per la determinazione del reddito imponibile ai fini fiscali, detrazioni per tutto quello che riguarda la cura del bambino, sostegno alla formazione dei figli fino al 18mo anno, una maggiore divisione di responsabilità tra madri e padri. Si deve far in modo che la maternità sia percepita come una scelta di libertà e non un sacrificio, perché io credo che in quest’ottica molte donne non avrebbero scelto di abortire in tutti questi anni.

E in tal senso, qual è la sua posizione sulla 194?
Penso che la 194 sia in primis una legge da applicare. C’è tutta una parte che riguarda la prevenzione, il sostegno alle madri e la possibilità di conoscere quali sono le strade alternative all’interruzione della gravidanza che non è stata mai applicata. Penso che avere un’ottica integrale della legge darebbe un altro senso al dibattito in corso, per capire meglio se effettivamente a trent’anni dall’entrata in vigore la 194 sia perfettibile oppure no.

Per finire, gli italiani si aspettano molto da lei. Secondo un sondaggio Ipr Marketing lei è risultata quella con un gradimento del 62%, il più alto tra i ministri del nuovo governo.
Mi fa piacere, è una responsabilità ma anche una difficoltà. Con un gradimento basso si può migliorare, mentre un gradimento alto è più difficile mantenerlo. Mettiamola così, sul piano dell’incarico ministeriale non può che essere uno stimolo a produrre.

Articolo di Domenico Catagnano tratto da http://www.tgcom.mediaset.it/politica/articoli/articolo413704.shtml


Droga. Meloni: Lavorerò con Giovanardi per riaprire dipartimento

15 maggio 2008 ore 8:35 pm | In Comunicati Stampa e Dichiarazioni | 1 Commento
Tag:

Roma, 15 mag. – “Accogliamo con favore la proposta di Carlo Giovanardi di riaprire il dipartimento nazionale per le politiche antidroga, chiuso dal governo Prodi, nonostante gli importanti risultati raggiunti”.

E’ la presa di posizione di Giorgia Meloni, ministro per le Politiche giovanili, secondo cui il dicastero da lei guidato “e’ pronto ad offrire la sua completa collaborazione, affinche’ la struttura di supporto possa trovare una collocazione e un dimensionamento adeguati, nonche’ un’operativita’ immediata”.


…dicono di noi…

14 maggio 2008 ore 1:34 pm | In Notizie | Nessun commento
Tag:

Sul blog Politica 2.0 è stato pubblicato un post che, nel fare un punto della situazione sui siti personali dei ministri, cita il nostro blog.

A quanto pare questa nostra inziativa volontaria ed a costo zero ha posizionato Giorgia tra i pochi ministri presenti sul web.


Terrorismo, Meloni: il mio impegno anche in ricordo delle giovani vittime

10 maggio 2008 ore 10:55 pm | In Comunicati Stampa e Dichiarazioni | Nessun commento
Tag:,

ROMA – “Desidero tributare un omaggio sincero e commosso alla memoria di tutti coloro che sono morti a causa della violenza politica e dell’odio ideologico, al di la’ dell’eta’, delle idee, delle aspirazioni”. Cosi’ il ministro delle Politiche giovanili, Giorgia Meloni, in occasione della prima Giornata in ricordo delle vittime del terrorismo e delle stragi.

La neoministra vuole ricordare in particolare “quei giovani italiani che hanno perso la vita mentre praticavano un impegno civile appassionato e generoso. Sono loro- spiega- i vincitori della storia, non chi li ha barbaramente uccisi ed e’ nostro dovere ricordarlo sempre”. Secondo Meloni “non c’e’ dignita’ nella violenza politica, solo il riconoscimento della sconfitta delle idee che si portano avanti. La politica puo’ e deve essere terreno di un conflitto solo in termini di valori e soluzioni contrapposte”.

Anche alle giovani vittime del terrorismo il ministro Meloni dedica il suo “nuovo impegno istituzionale. Per loro- dice- cerchero’ di svolgerlo degnamente”.


Governo, fiducia da conquistare la Meloni prima tra i ministri

10 maggio 2008 ore 10:52 pm | In Notizie | Nessun commento
Tag:

ROMA – Record per i tempi per la formazione, ma non ancora per la fiducia. In partenza il IV governo Berlusconi non entusiasma gli italiani. È quanto emerge da un sondaggio Ipr Marketing, il primo sul nuovo esecutivo. Un inizio col freno a mano tirato per la squadra del Cavaliere, in cui ripone fiducia solo il 49% degli intervistati. Va un po’ meglio al premier, che riscuote il consenso del 53% del campione. Percentuali nettamente inferiori a quelle con cui si inaugurò il governo precedente: la squadra di Prodi nel luglio del 2006 incassava il favore del 63% degli italiani, con il premier al 58%.

Nella squadra di ministri a guidare la graduatoria è la più giovane del gruppo: il neoministro per le Politiche Giovanili, Giorgia Meloni, con il 62% dei consensi. Proprio la sua giovane età potrebbe rappresentare un elemento di novità, apprezzato dagli italiani. Subito dietro il ministro degli Esteri, Franco Frattini (61%), il titolare dell’Interno, Roberto Maroni (60%) e il ministro dell’Economia (56%). Chiude la classifica un’altra new entry a Palazzo Chigi, Mara Carfagna, ministro delle Pari Opportunità, che si ferma al 38%. Poco meglio va a Roberto Calderoli (39%), di cui forse risultano poco apprezzate le trovate “goliardiche”. Appaiata con il neoministro per la “Semplificazione”, Maria Stella Gelmini, responsabile dell’Istruzione, che sconta però la scarsa notorietà (17%). Per quanto riguarda la fiducia nei partiti, in ascesa l’Idv che riscuote lo stesso livello di fiducia del Pdl (46%), mentre sembra essere in difficoltà il Pd (38%).

LA FIDUCIA NEI MINISTRI DEL GOVERNO

TAV. 3 LA FIDUCIA NEI MINISTRI DEL GOVERNO BERLUSCONI

MINISTERO MINISTRO FIDUCIA
NOTORIETA’ POSIZIONE
POLITICHE GIOVANILI GIORGIA MELONI 62 46 1
ESTERI FRANCO FRATTINI 61 69 2
INTERNO ROBERTO MARONI 60 85 3
ECONOMIA GIULIO TREMONTI 56 94 4
WELFARE MAURIZIO SACCONI 53 26 5
GIUSTIZIA ANGELINO ALFANO 51 25 6
AMBIENTE STEFANIA PRESTIGIACOMO 50 81 7
DIFESA IGNAZIO LA RUSSA 47 86 8
ATTIVITA’ PRODUTTIVE CLAUDIO SCAJOLA 47 64 8
FUNZIONE PUBBLICA RENATO BRUNETTA 45 30 10
INTRASTRUTTURE E TRASPORTI ALTERO MATTEOLI 45 43 10
BENI CULTURALI SANDRO BONDI 44 67 11
RIFORMA FEDERALE UMBERTO BOSSI 43 94 12
AFFARI REGIONALI RAFFAELE FITTO 42 25 13
POLITICHE COMUNITARIE ANDREA RONCHI 42 45 14
POLITICHE AGRICOLE LUCA ZAIA 40 12 15
ATTUAZIONE DEL PROGRAMMA GIANFRANCO ROTONDI 40 36 17
RAPPORTI CON IL PARLAMENTO ELIO VITO 40 33 18
ISTRUZIONE, UNIVERSITA’, RICERCA MARIA STELLA GELMINI 39 17 19
SEMPLIFICAZIONE LEGISLATIVA ROBERTO CALDEROLI 39 88 20
PARI OPPORTUNITA’ MARA CARFAGNA 38 53 21

Leggi tutto l’articolo sul sito di Repubblica


Tatarella (AG): con Giorgia Meloni ministro anche la giovane destra entra nella storia

10 maggio 2008 ore 10:46 pm | In Di lei gli amici dicono.. | Nessun commento
Tag:,

Bari, 8 maggio 2008 – «Mai un leader di un movimento giovanile ha ricoperto
il ruolo di ministro. Questo felice primato, che si aggiunge alle prime
volte di due uomini di destra al Campidoglio e alla presidenza della Camera,
anche essi in passato leader di movimenti giovanili, spetta oggi alla
giovane destra italiana», afferma Fabrizio Tatarella, componente della
Direzione nazionale di Azione Giovani.

…Segue – Tatarella (AG): con Giorgia Meloni ministro anche la giovane destra entra nella storia…

Pagina successiva »

Powered by WordPress with Pool theme design by Borja Fernandez. - Webmaster: Raffaele Persichetti
Articoli and commenti feeds. Valid XHTML and CSS. ^Top^