Intervista a Giorgia Meloni

20 aprile 2003 ore 1:01 pm | In Interviste | Nessun commento
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Tratta da Comunità di Quartiere (Bollettino informativo a cura del circolo di AN Garbatella) del mese di Aprile 2003

Intrevistiamo Girogia Meloni, consigliere provinciale eletto nel collegio della Garbatella.


Potrebbe presentarci la Presidenza di Silvano Moffa?

Certamente non è facile riassumere in breve l’operato di quattro anni della Giunta Moffa, non solo per la vastità delle iniziative intraprese, ma anche e soprattutto per la varietà dei campi nei quali si è voluti intervenire.
Del resto, basterebbe confrontare l’immagine di cui oggi gode la Provincia di Roma con quella appannata che la contraddistingueva fino a pochi anni fa. Non è stato un lavoro da poco invertire quella tendenza che voleva l’Amministrazione Provinciale un Ente inutile, lontano dalla percezione dei cittadini, schiacciato tra Comune e Regione e incapace di assolvere al suo ruolo di coordinamento di area vasta.
Ci sono volute trasformazioni radicali, risposte concrete, la capacità di essere presenti sul territorio e di saper offrire politiche alternative a quelle precedentemente adottate. I risultati sono sotto gli occhi di tutti. Oggi noi viviamo la realtà di un’Amministrazione Provinciale capace di assolvere a quel ruolo di regia di cui in Italia si è lungamente avvertita la mancanza, con un puntuale lavoro di programmazione economico-territoriale che si è concretizzato con l’elaborazione del nuovo Piano Territoriale Provinciale Generale (PTPG), da poco licenziato dal Consiglio Provinciale.
Occorre sottolineare, peraltro, come tra i principali intendimenti dell’amministrazione guidata da Silvano Moffa vi sia stato fin dall’inizio quello di riequilibrare gli investimenti su tutto il territorio della Provincia di Roma, dopo anni di gestioni inique che intervenivano prioritariamente sui territori di competenza elettorale dei singoli consiglieri di maggioranza, o piuttosto sui comuni amministrati dal centro sinistra, come se quelli amministrati da centro destra o da altre compagini politiche non avessero diritto a far sviluppare il loro territorio.


La sinistra attacca dicendo che la politica della Giunta Moffa è pura campagna elettorale, lei come le risponde?

Non è difficile dimostrare come la giunta di centro destra al governo della Provincia abbia voluto immaginare politiche capaci di andare oltre i meri interessi elettorali. Basta ricordare l’impegno profuso nell’edilizia scolastica provinciale. A fronte di governi (nazionali e non) che hanno dimostrato negli anni la non volontà ad investire nella scuola, in quattro anni di amministrazione Moffa la Provincia di Roma, cui spetta la competenza sull’edilizia delle scuole superiori, ha triplicato gli interventi destinati alla manutenzione ordinaria e straordinaria delle scuole, alla sicurezza, alla nuova edilizia, all’eliminazione delle barriere architettoniche e all’adeguamento degli impianti. A fronte delle scarse risorse di cui disponevamo, siamo riusciti, attraverso un lavoro attento ed una programmazione efficace, ad intervenire sulla quasi totalità degli istituti di Roma e Provincia. Lo dimostrano i circa 110 cantieri attualmente aperti nelle nostre scuole e gli ulteriori 120 interventi in via di aggiudicazione. In questi quattro anni abbiamo abbandonato numerose sedi non più recuperabili, strutture inadeguate e per di più in locazione passiva, senza tenere conto i numerosi interventi radicali di demolizione e ricostruzione.
L’Assessore Marco Daniele Clarke, titolare della delega sull’edilizia scolastica, ha inteso incaricare un’impresa specializzata in sicurezza a realizzare un attento monitoraggio, scuola per scuola, finalizzato alla stesura della “valutazione del rischio” e alla ricostruzione delle certificazioni eventualmente mancanti. Questo monitoraggio, assieme ad una manutenzione ordinaria puntuale e basata su priorità ben definite, ci ha consentito di abbattere del ‘90%, rispetto agli anni passati, le cosiddette “somme urgenze”, ovvero i lavori di massima urgenza che sono necessari per risolvere situazioni di estrema fatiscenza. E’ dunque sotto gli occhi di tutti, e molte scuole lo hanno pubblicamente riconosciuto, che in questi ultimi anni gli interventi di edilizia scolastica della Provincia sono aumentati quantitativamente e qualitativamente. Del resto, siamo la prima Provincia italiana ad aver stipulato con il Ministero dell’Istruzione un protocollo d’intesa per la formazione degli operatori della sicurezza nelle scuole. Un vero e proprio esempio da seguire.

Oltre all’edilizia scolastica un altro campo che ha riscosso benefici dalla gestione di centro-destra?

Un’attenzione particolare merita anche il campo del lavoro e della formazione professionale. In particolare, con il passaggio della competenza sugli uffici di collocamento alle Province, l’assessorato provinciale competente ha messo in atto una attività di riorganizzazione che ha portato alla nascita del Centri per l’impiego, che trasformano i vecchi uffici di collocamento – meri uffici certificatori di disoccupazione, vittime di una burocrazia estenuante – in strutture dove rendere reale l’incontro tra domanda ed offerta di lavoro. Questa vera e propria rivoluzione è stata accompagnata da un primo grande censimento della disoccupazione, mediante l’attività di call center informativo e del numero verde 800.81.82.82, che ha consentito di aggiornare i dati personali e professionali relativi a tutti i disoccupati presenti sul territorio provinciale, disabili compresi. Il call center è oggi stato trasformato in un Centro di Informazioni e Consulenza Permanente – destinato a disoccupati, occupati, enti pubblici ed aziende – sulle normative del mercato del lavoro e sui servizi offerti dalla rete regionale. Una trasformazione radicale che si rifiuta di considerare il disoccupato come un semplice numero, ma vuole costruire un sistema nel quale si punta al massimo sviluppo delle singole capacità ed attitudini, e si tengono in considerazione le reali priorità di intervento.

E per la formazione del disoccupato?

L’impegno dimostrato dalla giunta Moffa sul mondo del lavoro è strettamente connesso a quello portato avanti nel campo della formazione professionale. Convinti come siamo che una politica efficace finalizzata all’occupazione ed all’offerta qualificata di lavoro non possa non accompagnarsi con un’adeguata attività formativa, abbiamo perseguito con costanza l’obiettivo di erogare servizi efficienti anche e soprattutto attraverso la formazione professionale mirata. Abbiamo voluto interpretare le sollecitazioni provenienti dal mondo del lavoro concentrandoci su una formazione professionale finalizzata a creare esclusivamente quelle figure professionali capaci di adeguarsi alle offerte, e abbiamo dunque rivolto la formazione verso quegli sbocchi professionali che possono offrire i settori in espansione dell’economia locale. In questi quattro anni di governo, il centro destra ha realizzato 135 corsi, di cui 12 destinati ai portatori di handicap e 2 per donne in situazione di difficoltà, per un totale di 3160 partecipanti con una rilevante ricaduta occupazionale.
Particolare attenzione è poi stata rivolta alla valorizzazione della cultura d’impresa. Consci di come favorire la cultura d’impresa equivalga a incentivare la nuova occupazione, abbiamo portato avanti numerosi stanziamenti – per lo più rivolti ai giovani – a sostegno della nascita di nuove imprese. Tra questi ricordo il Prestito d’Onore e il progetto Fare Impresa, che hanno permesso a giovani muniti di idee economicamente interessanti, ma privi dei capitali necessari ad avviare l’impresa, di usufruire di fondi messi a disposizione dall’amministrazione. Sono stati anche avviati una serie di sportelli di informazione ed orientamento sulla creazione d’impresa disseminati su tutto il territorio della Provincia.

La Provincia in questi anni a sostenuto la politica sociali con ingenti somme di denaro, ci chiarirebbe perché ed in che modo?

Grande attenzione è stata rivolta al campo dei servizi sociali. Abbiamo portato avanti numerosissime iniziative rivolte alla tutela dei più deboli e dei non garantiti, trasformando la demagogia dell’assistenzialismo a parole in risposte concrete da offrire ai cittadini. In particolare, abbiamo lavorato molto sulla tutela della famiglia tradizionale, rivolgendo i nostri interventi alla difesa dei minori, degli anziani, delle giovani coppie, delle mamme. Mi piace ricordare, su tutto, l’assegno per le ragazze madri, che ha consentito alle madri sole in gravidanza di accedere ad un assegno mensile che le sostenesse nel mantenimento del nascituro. Un’iniziativa che voleva essere anche di prevenzione alla pratica, diffusissima, dell’aborto, attraverso un sostegno concreto che permettesse alle madri che abortiscono per questioni economiche di operare una scelta alternativa. A questo si aggiungono, poi, i contributi una tantum stanziati per le famiglie che si trovano in situazioni di estrema difficoltà per fattori quali la soluzione abitativa, la disoccupazione o il sopraggiungere di malattie. Abbiamo previsto attività di sostegno psico-sociale, l’inserimento delle gestanti in strutture protette quali le case famiglia o comunità laddove non sia più possibile il permanere delle donne nel proprio nucleo familiare o siano sprovviste di casa. E’ stata promossa una campagna di sensibilizzazione ed informazione, attraverso il numero verde 800.28.31.10, finalizzata all’assistenza delle donne in gravidanza a rischio di aborto o di abbandono del neonato. Da sottolineare inoltre l’attivazione su tutto il territorio provinciale di un servizio di telesoccorso e teleassistenza, la nascita di “Tetto Azzurro”, una struttura che accoglie i bambini vittime di violenza e i numerosi stanziamenti destinati ai centri anziani per valorizzare le iniziative promosse dai centri stessi. Peraltro, l’attenzione rivolta ai centri anziani, così come quella indirizzata agli oratori e alle Comunità Giovanili dimostra la volontà da parte dell’amministrazione provinciale di favorire l’aggregazione sociale e il potenziamento della Comunità di Quartiere.

In che modo questa gestione ha valorizzato il territorio provinciale?

Un cenno meritano anche le iniziative finalizzate alla valorizzazione dell’identità e delle tradizioni del nostro territorio. Molte risorse sono infatti state destinate alla valorizzazione dei prodotti tipici e alla riscoperta dei saperi tradizionali, che sono stati oggetto anche di numerosi protocolli d’intesa stipulati tra la Provincia e alcuni paesi esteri (tra i quali il Giappone) per incentivare l’esportazione dei nostri prodotti attraverso accordi commerciali e culturali. Abbiamo dimostrato così, nell’era della globalizzazione, la volontà di difendere il nostro patrimonio identitario valorizzando contemporaneamente la piccola e media impresa.

Il suo impegno come Consigliere Provinciale che campi ha toccato?

Il mio impegno personale ha riguardato numerosi ambiti di intervento. Certamente un’attenzione particolare è stata rivolta da parte mia a quelle tematiche di competenza delle commissioni consiliari delle quali faccio parte (commissione edilizia scolastica e commissione cultura, servizi sociali, sport, tempo libero e politiche giovanili) ma ho voluto contribuire anche alla definizione delle politiche relative ad altri campi d’intervento. Sarebbe dunque difficile elencare tutte le iniziative delle quali mi sono resa promotrice.
Mi piace però ricordare un progetto pilota che ha visto la nascita in alcune scuole (in particolare nell’XI Municipio) di sportelli di prevenzione al disagio giovanile gestiti dalle associazioni di volontariato (in particolare dal MODAVI, Movimento delle Associazioni di Volontariato) con l’ausilio di psicologi specializzati nell’affrontare tematiche giovanili. Il progetto si propone di combattere le cause che sono alla base dei fenomeni di devianza, come l’utilizzo delle sostanze stupefacenti – sempre più diffuso – i disturbi alimentari, l’incapacità di comunicare con la famiglia e con i propri coetanei. Ci tengo a citare in particolare questo intervento per i risultati sorprendenti che ha dato, dimostrando come vi sia bisogno di strutture capaci di confrontarsi con i giovani al di là della demagogia e delle strumentalizzazioni. La qualità dell’iniziativa è peraltro dimostrata dalle numerose scuole che hanno scritto al Presidente Moffa chiedendogli di mantenere attivi questi sportelli.
Sullo stesso filone – quello della responsabilizzazione e del coinvolgimento dei giovani – si muovono anche gli stanziamenti diretti alle associazioni di studenti ed ex studenti che hanno permesso di finanziare iniziative culturali, di formazione, sportive ecc. promosse dagli studenti stessi.
Un cenno particolare meritano le proposte campo della cultura. Tra tutte, la realizzazione di una mostra dedicata a J.R.R. Tolkien ed alla sua epopea – oggi sugli schermi cinematografici -, la commemorazione del sessantesimo anniversario della battaglia di El Alamein rivolta alle scuole come momento per riscoprire l’identità comune del popolo italiano e lo stanziamento di un miliardo di lire in buoni libro da destinare agli studenti meritevoli del territorio provinciale. L’iniziativa, che scatenò una incredibile opposizione da parte del centro sinistra, ha coinvolto circa 11000 studenti, che hanno potuto usufruire di un buono dell’equivalente di 50 euro per acquistare testi scolastici e non. Un vero e proprio “invito alla lettura” che ha comportato la distribuzione di circa 70000 libri. Altri interventi riguardano poi l’orientamento post diploma e alcune delle iniziative di valorizzazione della cultura d’impresa sopra citate. Si potrebbe andare ancora avanti, ma mi piace pensare che il mio impegno in questi quattro anni altro non debba rappresentare che il tassello di un mosaico. Di quel mosaico ho fatto parte con orgoglio, consapevole di poter presentare ai cittadini quattro anni di risposte, politiche concrete, buon governo.

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