Cemento a Tor Marancia Il Campidoglio va avanti

9 febbraio 1999 ore 9:07 am | In Rassegna Stampa | Nessun commento
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L’ assessore Cecchini: lottizzazioni confermate

Solo contro tutti, il Comune e’ convinto che la lottizzazione a Tor Marancia vada comunque fatta. L’ assessore alle Politiche culturali Domenico Cecchini, difende le decisioni del Consiglio che aveva approvato i 3 milioni e 800 mila metri cubi di cemento (poi ridotti a 2 milioni con due varianti successive del Piano regolatore). Ritengo giuste e equilibrate dal punto di vista urbanistico le decisioni sostiene Cecchini anche perche’ abbiamo gia’ salvaguardato, sottraendoli a qualsiasi edificazione, 82 mila ettari di territorio comunale. Riproporre ora un altro “no” non solo contraddirebbe la nostra strategia urbanistica, ma sarebbe un segnale di iniquita’ e di incertezza amministrativa. Dunque, per non apparire iniqui verso il consorzio di costruttori (Pietro Mezzaroma, Sandro Parnasi, Giuseppe Ceribelli, Bernardino Marronaro e Cesare Casini), si preferisce andare avanti con la lottizzazione, anche contro il decreto del ministero dei Beni culturali che ha dichiarato l’ area sotto tutela archeologica. E contro il soprintendente La Regina, che si era opposto all’ edificabilita’ . Contro l’ assessore regionale all’ Urbanistica Salvatore Bonadonna, che ha dichiarato di essere nettamente contrario all’ edificabilita’ . Contro gli ambientalisti di Italia nostra, i quali hanno annunciato che chiederanno alla commissione ambiente del Parlamento europeo di avviare un’ inchiesta pubblica sulla vicenda. Contro la proposta di legge per l’ ampliamento del Parco dell’ Appia Antica su tutto il comprensorio di Tor Marancia, presentato ieri in consiglio regionale dal capogruppo dei Comunisti italiani Alessio D’ Amato, e appoggiato anche dai Verdi. Contro il parere del presidente del Parco dell’ Appia Antica Gaetano Benedetto, che chiede di includere nel parco, oltre a Tor Marancia, anche le aree di Tor Carbone, Cava Pace, Casale di Gregna, Anagnina, Capannelle e La Barbuta (utte comprese nel decreto di tutela del ministero), perche’ da una parte costituiscono un naturale completamento del parco e dall’ altra si caratterizzano come alcuni tra i luoghi piu’ belli della campagna romana. Contro Legambiente che chiede al consiglio comunale di annullare le precedenti scelte edificatorie perche’ quello di Tor Marancia e’ un piano di neourbanizzazione in una zona non collegata con il resto della citta’ e non toccata dal progetto di viabilita’ su rotaie. Contro i consiglieri di An Fabio Rampelli, Marco Marsilio e Giorgia Meloni, che definiscono la lottizzazione uno scempio edilizio e promettono iniziative a tutti i livelli contro l’ edificazione di quei due milioni di metri cubi. Contro l’ associazione dei Vas (Verdi ambiente e societa’ ) che si battono da oltre dieci anni per la protezione di Tor Marancia e oggi plaudono alla tutela del ministero come a una luce in fondo al tunnel. Ma la parola definitiva spetta al consiglio comunale. E Cecchini ribatte: Il decreto non cambia niente. Il soprintendente la Regina l’ aveva richiesto da oltre due anni. Ora e’ arrivato, ma non si possono ridiscutere gli accordi con i costruttori. Quali saranno le prossime mosse? Le imprese faranno uno studio di impatto ambientale e lo presenteranno, insieme al progetto, alla Regione. Nel frattempo, sia lo studio che il porgetto saranno pubblicati e chiunque potra’ fare le sue osservazioni. Poi andra’ in consiglio comunale per l’ approvazione finale.

Articolo di Colonnelli Lauretta pubblicato il 9 febbraio 1999 – Corriere della Sera pagina 42

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