Giorgia Meloni a Viterbo

23 gennaio 2012 ore 2:02 am | In Non categorizzate | Nessun commento

Giorgia Meloni a Viterbo a presentare il suo ultimo libro
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Per chi crede che la nostra meglio gioventù può sempre farcela

18 dicembre 2011 ore 1:32 pm | In Non categorizzate | 1 Commento

Passione, umiltà e talento, tre fattori che hanno determinato e contraddistinto la personalità di Giorgia Meloni fin da subito “adulta” e sensibile alle problematiche della comunità. Passione per quel mondo, quello della politica, nata prestissimo e quasi per caso, con degli ideali ben definiti volti a considerare la politica come una missione, come un servizio alla nazione “pulito”, vero ed efficace; umiltà nell’aver portato avanti le proprie idee con la stessa determinazione e convinzione di quando a quindici anni iniziò le mille assemblee, le manifestazioni, gli scontri e le campagne elettorali credendo in una politica sana e priva di privilegi; talento che a ventuno anni le ha permesso di divenire il presidente nazionale di Azione Giovani e conseguentemente il più giovane ministro nella storia della Repubblica.

E’ la semplicità dei suoi pensieri che rende vere e assolutamente credibili le centosessantacinque pagine del libro di Giorgia Meloni, Noi crediamo (Viaggio nella meglio gioventù d’Italia), edito da Sperling & Kupfer, caratterizzate dal racconto di dodici vite differenti, dodici storie di giovani che ce l’hanno fatta. Già, i giovani, che in questo momento così particolare della nostra nazione – chi scrive lo sa perché appartiene in pieno alla categoria – sono sotto una gigantesca lente d’ingrandimento che giorno dopo giorno evidenzia e denuncia le innumerevoli difficoltà che contrastano la serenità della gioventù d’Italia.

La meritocrazia nel mondo della politica, lo sport come strumento per combattere la mafia e l’incubo della droga, il coraggio nel tuffarsi per investire sul proprio futuro, valori come l’amicizia in grado di sostenerti e migliorarti nel quotidiano, la scienza vista come un mezzo per il miglioramento dell’intera umanità e non viceversa, il potere della volontà nell’affrontare le avversità della vita, la responsabilità sociale delle imprese, la dignità, la libertà e la sicurezza sul posto di lavoro, la “fuga di cervelli” dalla nostra nazione e il “vecchio” mondo universitario. Su queste tematiche si articola il “credo” di una donna che fin da subito ha avuto la capacità di individuare e mettere in risalto argomenti e problematiche dei nostri giorni, con un ottimismo coinvolgente, che ti porta ad avere una visione più chiara e concreta della “giovane realtà italiana”.

Il “Noi crediamo” dunque diventa una filosofia di vita, risulta essere il paracadute per lanciarsi in un futuro decisamente migliore, la chiave che apre tutte le porte sigillate e bloccate dallo scetticismo giovanile, una sorta di “legge” da attuare immediatamente e, per una volta, senza l’approvazione della Camera e del Senato. Un messaggio così forte e attraente che non può subire nessuna lamentela di un’eventuale opposizione pronta a sminuire o distruggere ogni forma di soluzione; un messaggio che racchiude sani principi etici ed i veri valori della vita, sui quali credere per gettare le basi di una nuova gioventù italiana, quella che ce la farà.
da http://www.loccidentale.it di Marco Amantonico 18 Dicembre 2011


‘Noi crediamo’: il primo libro di Giorgia Meloni

18 dicembre 2011 ore 1:22 pm | In Non categorizzate | Nessun commento


Pubblico delle grandi occasione al Salone delle Fontane dell’Eur per festeggiare il primo libro di Giorgia Meloni, ‘Noi crediamo (Viaggio nella meglio gioventù d’Italia)’, edito da Sperling & Kupfer.

La Meloni racconta dodici vite differenti, dodici storie di giovani che ce l’hanno fatta, dodici persone che hanno creduto.

L’ex ministro per la Gioventù cita Sant’Agostino ”La speranza ha due bellissimi figli: lo sdegno e il coraggio… Lo sdegno per la realtà delle cose, il coraggio per cambiarle”

Il “Noi crediamo” dunque diventa una filosofia di vita, risulta essere il paracadute per lanciarsi in un futuro decisamente migliore, la chiave che apre tutte le porte sigillate e bloccate dallo scetticismo giovanile, una sorta di “legge” da attuare immediatamente e, per una volta, senza l’approvazione della Camera e del Senato.
“In un momento di crisi – della politica, dell’economia, degli ideali – serve ricordare da dove veniamo – afferma la Meloni – il nostro patrimonio di valori e cultura, la nostra identità. Perché, mai come ora, è pericoloso cedere alla tentazione del disimpegno, dell’apatia e del qualunquismo mascherati da lotta alla “Casta”, da antipolitica. È vero, quella di oggi è una società bloccata. Bloccata da rendite di posizione, dalla mancanza di mobilità sociale, da vecchi schemi che non corrispondono più alla realtà, che invece è profondamente mutata. E sono i giovani a pagare il prezzo più alto, costretti a vivere un presente di precarietà e a immaginare un futuro ancora più incerto.

Da http://www.italiamagazineonline.it/


Manovra: più equità con modifiche a Ici e pensioni

9 dicembre 2011 ore 8:05 pm | In Non categorizzate | Nessun commento

Sono lieta che il Popolo della libertà stia fornendo un grande contributo per migliorare i provvedimenti allestiti dal governo. L’impegno di tutti noi è rivolto a rendere più equa una manovra che nella sua versione originale aveva, proprio sul tema dell’equità, numerosi limiti. Per questo motivo ho sottoscritto, insieme ai deputati Fabio Rampelli e Marco Marsilio, una serie di emendamenti che puntano ad alleviare il peso della manovra sulle famiglie.

Proponiamo di applicare l’Iva agevolata al 4% su tutti i prodotti per la prima infanzia, misura coperta dal taglio lineare delle spese per i ‘palazzi del potere’; chiediamo di tassare di più le pensioni ‘d’oro’ per permettere alle pensioni più basse di continuare ad essere rivalutate e adeguate al costo della vita; chiediamo ai baby pensionati che hanno lavorato meno di 30 anni un contributo di solidarietà; proponiamo che gli istituti di credito che si avvarranno della garanzia pubblica prevista in manovra non possano distribuire dividendi superiori al 10% degli utili né concedere superbonus ai dirigenti.

Ci auguriamo anche che venga preso in seria considerazione il riequilibrio della base imponibile dell’Imu, misura che colpisce duramente le famiglie a beneficio di attività finanziarie quali, ad esempio, gli istituti di credito.

Confidiamo poi che venga ripristinata l’importanza dei consiglieri municipali, i rappresentanti politici più vicini alla gente e allo stesso tempo quelli che costano meno, il cui valore democratico non può essere cancellato in nome di un malinteso riferimento ai costi della politica. La rappresentanza democratica non va mai confusa con uno spreco.


Noi crediamo disponibile in versione Kindle a solo 9 euro e 99 centesimi

5 dicembre 2011 ore 12:35 am | In Non categorizzate | Nessun commento

Noi Crediamo è disponibile nella sua versione per Kindle su amazon.it a solo 9.99 euro.


Tenace e generosa: la Meloni dipinge la meglio gioventù

2 dicembre 2011 ore 6:36 pm | In Non categorizzate | Nessun commento

Quando pensi che fino a qualche giorno fa era un ministro ti dimentichi che ha trentaquattro anni. In un paese di vecchi questo suona ancora stonato. Giorgia Meloni non fa nulla per nascondere la sua età, l’accento romano, i pomeriggi passati nella sezione della Garbatella, le fughe in «astromini» il sabato mattina dai palazzi della capitale, la passione «straniera» per le ballate lacustri di Davide Van De Sfroos e quell’aria cocciuta nel rifiutare l’idea che la colpa sia sempre degli altri, del prossimo, del vicino, della sfiga, delle multinazionali e del mondo bastardo. Può starvi simpatica o antipatica, ma Giorgia Meloni un merito ce l’ha: è una che ci mette la faccia.
Molti hanno detto che il suo era un ministero inutile. Sulla sua generazione però lei ci ha scommesso. Tanto da scriverci un libro. È uscito da poco per Sperling & Kupfer. Il titolo è Noi crediamo, viaggio nella meglio gioventù d’Italia. Non è un’autobiografia. Non è un saggio per spiegare la bella politica. Non è una sintesi di qualche anno al ministero. Non è neppure il blog segreto di Giorgia Meloni. È una serie di ritratti, di persone, giovani, che a lei piacciono, un po’ perch´ magari ci si riconosce, un po’ perch´ li stima o magari vorrebbe essere come loro. Di lei parla solo nell’introduzione, per spiegare le sue scelte, per dire cosa significa fare politica, per raccontare la sua idea di destra, quasi a fare il controcanto a Gaber con quel «qualcuno era di destra». Cose così, solo per citarne una: «Qualcuno era di destra perch´ voleva essere parte di un grande movimento popolare. Non circoscritto a banchieri, lobbisti e pseudo intellettuali».
Il resto sono ritratti. Ci trovi Pino Maddaloni, oro olimpico a Sidney 2000, categoria 73 chilogrammi, una vita sul tatami e ora che non combatte più manda avanti una palestra dove insegna judo ai ragazzi di Scampia, il quartiere della camorra dove è cresciuto. C’è Simona Atzori che balla e dipinge e fa mostre e vende quadri e ci crede e quasi non ti accorgi che è nata senza braccia. C’è Marco Marchetti, simbolo prosaico di una generazione ribelle, perch´ ha scelto di sposarsi e fare un figlio anche senza un contratto a tempo indeterminato, da precario, da nomade. C’è la blogger siriana Lubna Ammoune orgogliosa di essere «italiana punto e basta». C’è chi come Alessandro Romani, incursore del Col Moschin chiude gli occhi a 36 anni e l’ultima cosa che vede è la terra brulla di Nassiriya. Ci sono Carmelinda Missione e Paolo De Coppi, semplicemente una madre che fa nascere una figlia e un ricercatore che cerca di capire dove comincia l’umano e dove finisce la scienza. C’è il suo elfo dei boschi che ha regalato a Giorgia la speranza che la terra di mezzo non venga annientata dagli orchi e dalla macchine. Ci sono le paure di Federica Pellegrini e la lealtà di Mirco Bergamasco.
C’è la storia di due ragazzi che fecero l’impresa. Due ragazzi con un sogno. «Volevano fare i gelatai. Ma non per fare un gelato come tanti. No, loro volevano fare il gelato più buono che si potesse trovare in giro. Per intendersi, un gelato alla fragola che sapesse di fragola, che non avesse un sapore indefinito, uguale a mille altri». È la storia di Guido e Federico e ci sono riusciti. E poi c’è un ragazzo che a 22 anni si ritrova al Gianicolo con la gamba sinistra in cancrena e sussurra che non ha paura di farsela tagliare. L’importante è continuare a vivere. Non ce la fa. Muore per una vaga idea di Italia. Si chiamava Goffredo Mameli.

di Vittorio Macioce da Il Giornale


Oggi esce il mio libro: “Noi crediamo – Viaggio nella meglio gioventù d’Italia”

29 novembre 2011 ore 6:56 pm | In Non categorizzate | Nessun commento

«Noi crediamo. Crediamo nei giovani, nella politica, nella giustizia, nell’eguaglianza, nel merito. Crediamo nella nostra Nazione, una Nazione nata centocinquant’anni fa dal sacrificio di un gruppo di ragazzi, molti dei quali poco più che ventenni. Una banda di idealisti, sognatori e poeti, capaci di abbandonare tutto e prendere le armi per inseguire l’utopia dell’unità nazionale».

 

In un momento di crisi – della politica, dell’economia, degli ideali – serve ricordare da dove veniamo, il nostro patrimonio di valori e cultura, la nostra identità. Perché, mai come ora, è pericoloso cedere alla tentazione del disimpegno, dell’apatia e del qualunquismo mascherati da lotta alla “Casta”, da antipolitica. È vero, quella di oggi è una società bloccata. Bloccata da rendite di posizione, dalla mancanza di mobilità sociale, da vecchi schemi che non corrispondono più alla realtà, che invece è profondamente mutata. E sono i giovani a pagare il prezzo più alto, costretti a vivere un presente di precarietà e a immaginare un futuro ancora più incerto.

 

Per loro c’è bisogno di aggredire dalle fondamenta la società dei privilegi consolidati e costruire sulle sue macerie l’Italia del merito capace di far emergere e premiare l’energia visionaria, la tenacia, il talento. Giorgia Meloni, il più giovane ministro nella storia della Repubblica, ha raccolto le storie di ragazzi e ragazze che vivono con coraggio, determinazione, passione.

 

Alcuni sono famosi, come Federica Pellegrini o Mirco Bergamasco, altri no, ma non sono meno importanti, perché tutti protagonisti di storie esemplari e avvincenti, che meglio di molti discorsi illustrano i princìpi – dalla lotta alla mafia alla difesa della vita – per cui l’autrice si batte da anni e che ne hanno ispirato l’intera attività politica. Sono storie che nascono da un incontro, da una sintonia di valori, dalla certezza che le vite di questi giovani servono ad altri. E che servono all’Italia per essere un Paese migliore.


Giorgia Meloni a Viterbo per la presentazione del suo libro “Noi crediamo”

29 novembre 2011 ore 6:49 pm | In Appuntamenti | Nessun commento

VITERBO – (m) “Arriva nelle librerie Noi crediamo. Viaggio nella meglio gioventù d’Italia, il primo librodi Giorgia Meloni edito da Sperling & Kupfer. Giorgia Meloni, il più giovane ministro nella storia della Repubblica, ha raccolto le esperienze di ragazzi e ragazze che vivono con coraggio, determinazione, passione.

Alcuni sono famosi, come Federica Pellegrini o Mirco Bergamasco, altri no, ma non sono meno importanti, perché tutti protagonisti di storie esemplari e avvincenti, che meglio di molti discorsi illustrano i principi, dalla lotta alla mafia alla difesa della vita per cui l’autrice si batte da anni e che ne hanno ispirato l’intera attività politica. Sono storie che nascono da un incontro, da una sintonia di valori.Secondo le associazioni “E’ Rabbia E’ Amore Tuscia” e “Sentimento popolare” in un momento di crisi della politica, dell’economia e degli ideali, serve ricordare da dove veniamo, il nostro patrimonio di valori e cultura, la nostra identità. Perché, mai come ora, è pericoloso cedere alla tentazione del disimpegno, dell’apatia e del qualunquismo mascherati da lotta alla “casta”, da antipolitica.

E’ vero, riflettono le due associazioni, che quella di oggi è una società bloccata. Bloccata da rendite di posizione, dalla mancanza di mobilità sociale, da vecchi schemi che non corrispondono più a una realtà profondamente mutata. E sono i giovani a pagare il prezzo più alto, costretti a vivere un presente di precarietà e a immaginare un futuro ancora più incerto. Per loro c’è bisogno di aggredire dalle fondamenta la società dei privilegi consolidati e costruire sulle sue macerie l’Italia del merito, capace di far emergere e premiare l’energia visionaria, la tenacia, il talento.

Il libro di Giorgia Meloni sarà presentato a Viterbo lunedì 19 dicembre alle 18 al Class Club, strada Cassia nord, 4 Viterbo dall’autrice stessa. L’incontro con Giorgia sarà il secondo degli appuntamenti del ciclo “Percorsi di… Livingston””.
tratto da:


Il “trasloco” su Facebook di Giorgia Meloni

24 novembre 2011 ore 1:40 am | In Non categorizzate | Nessun commento

L’ex ministro della Gioventù inaugura la nuova pagina. E in meno di quattro ore supera quota 1.000 fan

La Meloni “trasloca”…su Facebook. Ieri aveva fatto scalpore il falso scoop del Corriere della Sera sugli ex ministri del governo Berlusconi che sul social network fondato da Mark Zuckerberg non avevano ancora rinunciato al vecchio titolo. Tra questi, in particolare, erano finiti nel mirino dell’articolista Renato Brunetta e, per l’appunto, Giorgia Meloni. Il servizio, pubblicato in serata sul Corriere.it, accusava gli ex titolari dei dicasteri di essere un po’ troppo restii a modificare il proprio profilo. Ma si era ben presto rivelato una clamorosa gaffe per il quotidiano di via Solferino. Una “figuraccia” che proprio Daily blog aveva svelato: quelle dei due ministri, infatti, non erano profili, ma pagine fan. E, per una precisa regolamentazione di Facebook, il loro titolo non si può più modificare una volta doppiata quota 100 fan.

Ed è la stessa deputata del Popolo della Libertà, infatti, a spiegare oggi in una nota il motivo del trasferimento: «Come ho già avuto modo di spiegare – scrive – una volta superata la soglia del 100 fan la policy di Facebook non mi consente più di modificare il nome della mia pagina personale, né quindi di eliminare la dicitura “Ministro della Gioventù” dal titolo. Non mi resta dunque che abbandonare questa pagina e spostarmi su una nuova». Fallito il tentativo di far operare la modifica al titolo direttamente agli uffici californiani di Facebook, Meloni passa alle soluzioni draconiane. E, letteralmente, volta pagina: non più “Giorgia Meloni – Ministro della Gioventù” ma “Giorgia Meloni” e basta. La vecchia pagina, spiega ancora la parlamentare Pdl, resterà attiva ancora per qualche giorno,il tempo necessario a trasferire tutti i dati e le varie informazioni su quella nuova, e poi verrà cancellata definitivamente.

Con il trasloco, però, l’ex ministro ha dovuto “rinunciare” agli oltre 20mila fan racimolati durante i tre anni di attività come ministro. Ma i suoi sostenitori sembrano comunque averla presa con filosofia: in appena quattro ore, o poco più, dalla creazione della nuova pagina, l’hanno infatti già seguita in più di mille. E molti altri continuano a farlo di ora in ora.

di Luca Pautasso – da http://www.dailyblog.it/ DAILYBLOG


“Gaffe” del Corriere.it sui ministri su Facebook

22 novembre 2011 ore 9:48 pm | In Non categorizzate | Nessun commento

Sonora gaffe 2.0 per il Corriere della Sera: voleva bacchettare i ministri “distratti” su Facebook, ma finisce soltanto per dimostrare di conoscere le dinamiche basilari del social network molto meno di loro. E anche molto meno di qualunque adolescente del giorno d’oggi, sicuramente molto più “social” di tanti adulti cresciuti e vaccinati.

Ma andiamo con ordine. Oggi pomeriggio il quotidiano di via Solferino ha lanciato sulla sua edizione on-line un roboante scoop su alcuni ex-ministri del Governo Berlusconi “colpevoli”, a suo dire, di non aver ancora cambiato il proprio status su Facebook dopo la scadenza del mandato. A finire nel mirino dell’articolista, in particolare, sono stati Renato Brunetta, passato titolare della Pubblica Amministrazione e Innovazione, e Giorgia Meloni, fino ad una settimana fa alla guida dell’ormai scomparso Ministero della Gioventù: «Brunetta e Meloni ancora ministri su Facebook», titola la testata on-line.

Sul web, come da copione, si scatena immediatamente il carosello degli sfottò, e le rispettive pagine dei due “onorevolissimi ex” vengono subito tempestate di messaggi irrisori da parte degli utenti Facebook. Del resto sul web non c’è nulla di così ghiotto e divertente che mettere alla berlina il potente di turno direttamente “in casa sua”.

Peccato che l’articolista del Corriere.it, nella foga di fare notizia, si sia lasciato sfuggire un dettaglio tutt’altro che di poco conto: quelle di Brunetta e Meloni, infatti, non sono affatto profili, ma pagine fan. E, come sa chiunque abbia un po’ di dimestichezza con il social network, mentre i primi sono spazi personali che possono essere modificati a proprio piacimento in qualsiasi momento, le seconde, pubbliche e aperte a tutte no. Superata la soglia dei 100 fan, infatti, il nome resta quello e nulla si può più fare se non richiedere una modifica direttamente alla sede centrale di Facebook. Su questo il regolamento è chiarissimo: «Questa opzione di modifica – recita con testuali parole la “creatura” di Mark Zuckerberg quando si prova a modificare il nome di una pagina molto seguita – è disponibile solo se la tua Pagina piace a meno di 100 persone». Ahiloro, entrambi gli ex ministri vantano molti più web-seguaci. La regola, incomprensibile solo in apparenza, è stata stabilita per evitare che qualche malintenzionato potesse attirare migliaia di fan con una pagina di grande richiamo, per poi modificarla “a tradimento” allo scopo di pubblicizzare viralmente un marchio, attaccare qualcosa o qualcuno, o semplicemente fare “trolling”.

Inoltre, almeno per quanto riguarda il caso del fu ministro Meloni, sulla bacheca della pagina campeggiava chiaro e tondo da oltre una settimana l’avviso agli utenti con il quale si comunicava che il mantenimento della dicitura era dovuto per l’appunto all’impossibilità di modificarla senza un intervento diretto degli uffici di Palo Alto. Intervento che, sottolinea ancora Giorgia Meloni, era già stato sollecitato, senza esito, da oltre una settimana. Insomma, la più giovane ex-ministro della storia della Repubblica aveva già messo le mani avanti in tempi non sospetti.

Altro che notizia bomba, dunque: un errore marchiano. Così la cyberfiguraccia giornalistica è servita. E il non-scoop del Corsera si rivela roba da “newbie”: “novellini” della rete.

di Luca Pautasso – da http://www.dailyblog.it/ DAILYBLOG

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