Il ministro Meloni: “Basta con gli aborti facili”
8 febbraio 2010 ore 3:08 pm | In Non categorizzate | Nessun commento
Roma – Invertire la tendenza che vede «le donne in età fertile discriminate» nel mondo del lavoro, dove «a parità di condizioni, ancora oggi si preferisce assumere un uomo». Intervenire con forza sul piano legislativo, attraverso «seri incentivi alla maternità», in modo da «ribaltare l’approccio ideologico sbagliato» con cui l’Italia affronta da anni la questione. Perché alla fine dei conti, «la vita ha sempre la priorità assoluta». Giorgia Meloni rovescia lo schema di una società che «considera i figli come beni di lusso». E prendendo spunto dalla lettera-appello pubblicata ieri dal Giornale (Marco, 37 anni, chiede aiuto per convincere la compagna a non abortire), la titolare alla Gioventù traccia le linee guida per una «profonda rivoluzione culturale».
Ministro, continua a pensare che «il diritto di abortire è garantito di più, rispetto a quello di mettere al mondo un bambino»?
«Assolutamente sì. Viviamo in una realtà in cui sono state investite molte più energie e risorse allo scopo di aiutare adimpedire la vita, piuttosto che a favorirla. Una battaglia ideologica sbagliata e che persevera, come testimoniano anche le statistiche».
Eppure si legge che in Italia le interruzioni di gravidanza diminuiscono.
«Non è vero, perché si prendono in considerazione i dati in valore assoluto. Basta invece considerare la tendenza reale, il rapporto tra nascite e aborti, per capire come nel secondo caso, da trent’anni, il dato è sempre stabile al 20%. È il risultato di un approccio complessivo da rivedere».
A cosa si riferisce?
«Tanto per cominciare, dobbiamo porre fine alle discriminazioni sul lavoro e intervenire sul versante legislativo, introducendo incentivi alla maternità e il quoziente familiare. Un provvedimento su cui il governo ha posto una priorità da rivendicare quanto prima, compatibilmente con i conti pubblici. È fondamentale favorire le famiglie numerose e l’esempio della Francia lo testimonia».
Si spieghi.
«L’azione combinata quoziente-incentivi ha portato a un incremento anagrafico, in controtendenza con il resto d’Europa, elevando al contempo il livello di occupazione femminile. Pure noi dobbiamo combattere lo schema che vede contrapposte la maternità e la professione. E se non affrontiamo con serietà la questione demografica, il nostro sistema del welfare è destinato a crollare».
Si torna al nodo natalità.
«Non si scappa. Affinché una nazione cresca, la media di figli per ogni donna dovrebbe essere di 2,1, ma in Italia è di 1,3. Non a caso, le proiezioni Istat delineano per il 2050 una popolazione composta per il 35% da over 65 anni».
Fin qui i numeri. Ma con quali azioni concrete pensate di invertire la rotta?
«Insieme ai ministri Carfagna, Gelmini e Sacconi, stiamo lavorando ad una serie di strumenti da offrire presto anche alle giovani donne, in modo da garantire loro, in caso di maternità, il sostegno necessario per completare gli studi e iniziare a lavorare. L’obiettivo è chiaro: tutelare sempre la vita, a prescindere».
Finora non è avvenuto?
«Siamo purtroppo figli di una cultura che, per difendere l’aborto, trattato a volte come semplice metodo anticoncezionale, non ha parlato di tutto ciò che fa rima con prevenzione e non ha considerato l’interruzione come extrema ratio. Da quando è in vigore la legge 194, vi sono stati 4 milioni di aborti. E penso che tante donne avrebbero magari puntato su scelte diverse».
Un esempio?
«Far adottare il proprio figlio».
Come valuta l’appello dell’uomo che non vuole rinunciare a diventare padre?
«La questione è complessa e si rischia di scivolare nella demagogia. Detto questo, è necessario valutare caso per caso, anche se in generale la normativa, che favorisce i diritti del bambino, ha fatto pure passi in avanti verso il padre, attraverso lo strumento dell’affidamento congiunto. Credo sia difficile legiferare in materia , anche se, quantomeno a livello culturale, reputo che gli uomini possano e debbano essere più coinvolti e responsabilizzati. Lo dico nonostante io non veda mio padre da quando avevo dieci anni…».
Quindi Marco, l’autore della lettera pubblicata ieri, dovrebbe insistere?
«Ripeto, la vita è sempre prioritaria. E dinanzi alla manifesta volontà di un padre nel voler accudire il proprio figlio, una donna intenzionata ad abortire potrebbe magari scegliere di portare avanti la gravidanza e affidare poi il nascituro all’altro genitore».
Situazione diversa, quella di Carmelinda, venticinquenne siciliana, che aggira l’imposizione familiare di abortire e partorisce con uno stratagemma.
«Già, una storia emblematica da cui prendere esempio, che ribalta le leggende negative sui giovani d’oggi. È una vicenda che racconta di coraggio e ribellione, da non confondersi con fuga dalle responsabilità, anzi…».
di Vincenzo La Manna da http://www.ilgiornale.it
Giorgia Meloni: meritocrazia e opportunità – Proposta l’istituzione in città di una “Scuola per il management e la creatività del Mediterraneo”
29 gennaio 2010 ore 12:57 pm | In Non categorizzate | Nessun commento
Fabio Melia
Un ministro in città. Una scena poco usuale, a dire il vero. Ancor di più se si pensa che il ministro in questione – Giorgia Meloni – ha compiuto 33 anni da due settimane esatte. La responsabile del dicastero della Gioventù arriva a corso Mazzini intorno alle 15. La mattinata l’ha trascorsa a Reggio, per l’importante riunione di governo che s’è tenuta in riva allo Stretto. Sulle sponde del Crati, invece, l’attende l’incontro “Generazione creativa” con Fausto Orsomarso e altri dirigenti locali del Pdl, come Giacomo Mancini, Vincenzo Adamo (capogruppo a Palazzo dei Bruzi), Sergio Strazzulli (capogruppo 3. circoscrizione) e Angelo Brutto (responsabile provinciale “Giovane Italia”). Orsomarso e la Meloni, del resto, hanno condiviso un percorso politico che affonda le sue radici nelle vecchie formazioni “under 30″ di Alleanza Nazionale. Dunque, quale occasione migliore per lanciare la candidatura al consiglio regionale di un amico? «In questa sfida delle Regionali – afferma la Meloni – tengo particolarmente alla Calabria e alla realtà cosentina, perché qui si sta materializzando una storia che noi abbiamo costruito e difeso. Il comprendere che si stanno mettendo dei mattoncini importanti ci aiuta rispetto alla stanchezza e alle privazioni che la politica comporta. Stiamo vincendo la sfida più bella che la politica possa regalare, che non è mai la sfida a sostegno di una bandiera ma la trasformazione di quella stessa bandiera in qualcosa che possa cambiare la vita delle persone». Il ministro della Gioventù, poi, reagisce agli stereotipi che etichettano i ragazzi del Sud come svogliati e disinteressati rispetto alla vita pubblica in genere: «È vero che, in Calabria, lo 0,9 per cento dei giovani impegnati in politica rappresenta una cifra molto bassa, ma non bassissima rispetto al passato. Bisogna però guardare anche ai ragazzi impegnati nel terzo settore e nel volontariato, capendo che ci troviamo di fronte ad una generazione coraggiosa. Oggi non c’è più il boom economico, ci sono molte meno opportunità e l’era della precarietà spingerebbe molti a dedicarsi solo a se stessi. Invece c’è chi ha ancora il coraggio di pensare anche agli altri». La Meloni, con il suo inconfondibile accento capitolino, batte il tasto sulla necessità di potenziare le pari opportunità, soprattutto in territori svantaggiati come il nostro. «Non bisogna costruire – sottolinea il ministro – uguaglianza in arrivo, come si è fatto nel passato, ma dal punto di partenza. E per fare questo bisogna abbattere le rendite di posizione. Ai giovani deve essere ben chiaro che non ci devono essere né scorciatoie né raccomandazioni». Il ministro ha anche evidenziato quanto sia importante la valorizzazione della cultura d’impresa, a fronte dei tanti ragazzi che sognano di aprire un’attività in proprio. Ma la condizione imprescindibile per realizzare tutto questo non può che essere il superamento delle disuguaglianze generate da un sistema che spinge oggi, come affermato da Fausto Orsomarso, oltre 65 mila giovani calabresi a lasciare la propria terra. Da questa consapevolezza nasce il progetto di aprire a Cosenza una “Scuola per il management e la creatività giovanile”. Un piccolo ma importante passo per cercare di fermare quell’emorragia di esperienze, capacità e intraprendenza che rende la Calabria e il Cosentino sempre più poveri.
da http://www.gazzettadelsud.it
GIORNO MEMORIA: A RADIO GIOVENTU’ IL RICORDO DI GIOVANNI PALATUCCI
27 gennaio 2010 ore 2:46 pm | In Non categorizzate | Nessun commento
ASCA) – Roma, 27 gen – In occasione della Giornata della Memoria, per non dimenticare la Shoah, Radio Gioventu’ – la rubrica radiofonica del ministero della Gioventu’, condotta dal ministro Giorgia Meloni e da Pierluigi Diaco – ha voluto dedicare la puntata a Giovanni Palatucci, commissario di pubblica sicurezza a Fiume durante la seconda Guerra mondiale, morto a Dachau e medaglia d’oro al merito civile. A ricordarne la figura un testimonial d’eccezione: il giornalista e scrittore Toni Capuozzo.
”Quando parlo di Giovanni Palatucci smetto di essere giornalista perche’ per me e’ una storia di famiglia – racconta Toni Capuozzo -. Mio padre era un giovane brigadiere e lavorava con Palatucci nella questura di Fiume. Non mi parlo’ mai personalmente di quel periodo perche’ cercava di proteggermi dalle brutture della storia, ma io ascoltavo i racconti dei miei genitori quando incontravano gli amici.
Ascoltavo le chiacchiere tra adulti che si smorzavano, appena noi bambini ci avvicinavamo perche’ era la storia di un gruppo di funzionari dello stato italiano, guidato da un giovane di nome Palatucci che, a Fiume, da vice questore si trovo’ poi, a essere, di fatto, questore dipendente dalla Repubblica di Salo”’.
”Palatucci salvo’ centinaia di ebrei avviati verso l’Italia con documenti falsi. Quando fu arrestato Il 13 settembre 1944 – prosegue – qualcuno si reco’ a casa dei miei, credo un collega, e disse che Palatucci era su un vagone piombato e stava per essere avviato verso i campi della Germania. Mio padre si reco’ in stazione e percorse il marciapiede parlando ad alta voce per farsi riconoscere e dal treno Palatucci gli lancio’ un biglietto. Fuori dalla stazione lesse il biglietto di Palatucci che invece di preoccuparsi per se stesso, pregava che fosse avvisata la famiglia di un giovane triestino che era stato a sua volta portato verso la deportazione. Palatucci non puo’ essere definito banalmente un antifascista o antinazista – termina – era una persona di grandi qualita’ umane e molto cattolico.
Questo gesto di preoccuparsi per altri, anche in un momento cosi’ difficile, credo testimoni lo spessore di questa figura”.
Nel corso della puntata il ministro Meloni e’ intervenuta per sottolineare la forza e il coraggio di Giovanni Palatucci. ”Non potevamo non parlare in questa settimana del giorno della memoria- rileva il ministro – ma lo abbiamo fatto cercando di raccontare anche gli esempi positivi, le storie di quelli che sono comunemente definiti i giusti, cioe’ di quelli che hanno avuto la forza e il coraggio di fronte al male, di scegliere il bene. Siccome di queste storie ce ne sono e a noi piace raccontarle alle giovani generazioni, ogni anno in una delle scuole che sono dedicate a questi eroi del novecento, piantiamo un albero donato dall’Associazione Amici del Keren Kayemeth Le Israel e quest’anno lo piantiamo nella scuola dedicata a Giovanni Palatucci perche’ queste storie siano ricordate”.
MINORI: MELONI, NELLE SCUOLE DVD CON STORIE RAGAZZI DETENUTI
27 gennaio 2010 ore 11:31 am | In Non categorizzate | Nessun commento(ASCA) – Roma, 26 gen – ”Per i ragazzi che sono nelle carceri penali a pagare il loro debito, il reintegro nella societa’ una volta usciti non e’ un privilegio ma un diritto”. Lo ha detto il ministro della Gioventu’, Giorgia Meloni, presentando a Palazzo Chigi l’iniziativa ”Liberi per sempre”, racconto di un viaggio per immagini, parole e musica negli istituti penali per minorenni realizzato dal cantautore Alberto Mennini per l’Associazione Liberi Onlus, sfociato in un DVD che il ministro ha definito ”documentario- romanzo” che sara’ portato nelle scuole superiori di tutta Italia e mostrato ai ragazzi per dare loro un segno tangibile di quello cui puo’ portare la devianza.
Sono circa 30mila, in Italia, i ragazzi nel Penale Minorile, ”quei ragazzi che, durante il proprio giovane cammino, hanno smarrito la strada, sono caduti, ma hanno poi trovato il coraggio di rialzarsi e riprendere la marcia.
Avere una seconda possibilita’ e’ un diritto, non un privilegio, in particolare per chi e’ giovane e con tutta la vita davanti a se’. Di piu’, – ha detto Meloni – e’ un’opportunita’ per l’Italia. Chi ha commesso un errore e, messo di fronte alle proprie responsabilita’, ha riconosciuto gli sbagli e ha ripianato il suo debito con la societa’, ha pieno titolo, al pari di chiunque altro, per riprendere il cammino interrotto e contribuire alla crescita economica, culturale, sportiva o sociale della nazione”.
Due gli obiettivi dell’iniziativa, dunque, come sottolineato dal ministro: da una parte il recupero , ”perche’ abbiamo il dovere di non farli sentire soli e soprattutto di far capire loro che non e’ tutto compromesso, perche’ questa sarebbe la via per la recidiva”; dall’altra la prevenzione, ”perche’ ho constatato troppo spesso che per tutti i fenomeni di devianza o disagio, la strada migliore non e’ l’insegnamento delle istituzioni ma il racconto, l’esperienza di chi ci e’ passato. Questo e’ l’elemento che puo’ fare la differenza. Ed e’ per questo che portiamo nelle scuole superiori queste testimonianze: per far toccare con mano a chi, grazie Dio e’ fuori da questi luoghi, qual e’ la realta. Ma anche perche’ domani questi ragazzi possano sentirsi ponsabilizzati nei confronti dei loro coetanei che rientrano nella societa”’.
Il tour nelle scuole prende il via il 4 febbraio dal liceo Aristotele di Roma, come ha spiegato Mennini che ha curato i concerti e l’intera iniziativa, sono poi previste tappe a Napoli, in Sicilia e in Calabria. Diecimila copie del Dvd verranno distribuite nelle scuole.
Appuntamenti del 27 gennaio 2010
26 gennaio 2010 ore 7:58 pm | In Appuntamenti | Nessun commentoTag:Giornata della Memoria
* Alle ore 09.30 il ministro interverrà alla celebrazione della Giornata della Memoria, presso la Sala del Cenacolo di Palazzo Valdina a Roma.
* Alle ore 11.00 presso la scuola elementare “G. Palatucci” (Via Pollenza 54 – Roma) il ministro parteciperà alla cerimonia organizzata in occasione della Giornata della Memoria.
Ministro Meloni: “Chi non vuole crocifisso se ne vada all’estero”
25 gennaio 2010 ore 11:37 am | In Non categorizzate | Nessun commento
Il ministro della Gioventù Giorgia Meloni (Pdl), presente ieri alla convention del Popolo delle Libertà ad Arezzo, si è espressa con durezza sulla questione del crocifisso negli uffici pubblici. “Sono stufa di vedere burocrati europei che stanno lì a sindacare se si possa appendere un crocifisso nelle scuole” ha affermato, sostenendo che “la maggioranza degli italiani lo vuole e questo vale anche per uno stato laico”. “Se qualcuno si offende”, continua “consiglio di prendere in considerazione l’idea di andare a vivere da qualche altra parte del mondo”. Il ministro Meloni ha aggiunto: “Noi rispettiamo le idee e le credenze di tutti, ma chiediamo lo stesso rispetto da chi viene a vivere in Italia. Non c’è nessuna minaccia in valori come il rispetto”.
Immigrazione, il ministro Meloni:”Far entrare senza freni è razzismo”
25 gennaio 2010 ore 11:36 am | In Non categorizzate | Nessun commentoLo ha detto il ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, intervenendo alla convention del Pdl di Arezzo
“Basta con la demagogia vergognosa di coloro che vogliono far entrare tutti e poi se ne fregano se vivono come polli in batteria, senza acqua e senza cibo come abbiamo visto a Rosarno. Questa non è solidarietà, questo è razzismo e anche della peggiore specie perché è snob”. Lo ha detto il ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, intervenendo alla convention del Pdl di Arezzo.
Domenica 24 gennaio 2010 07.58
http://unionesarda.ilsole24ore.com/
Teramo, Giorgia Meloni e la sua “meglio gioventù”
20 gennaio 2010 ore 11:43 pm | In Non categorizzate | Nessun commento
Teramo. Una Sala Polifunzionale della Provincia stracolma ha accolto questa sera la visita di Giorgia Meloni, Ministro della Gioventù, intervenuta al dibattito “Il futuro è adesso”, organizzato dall’associazione politica Futuro In, con il patrocinio del Gruppo Consiliare PDL della Regione Abruzzo.
A confrontarsi con il ministro sulle tematiche giovanili, un altro giovane rappresentante della politica, questa volta locale, l’assessore regionale Paolo Gatti. Moderatore del dibattito, il giornalista della Rai Abruzzo, Nino Germano, il quale ha posto alcune domande ai due ospiti, spaziando dai temi del lavoro, alla famiglia e all’ambiente.
“Le giovani generazioni non sono quelle che raccontano i mezzi di informazione” ha esordito la Meloni “sono diverse dagli stereotipi della nostra società. Credono nei valori, sono impegnati nel sociale, fanno volontariato, si spendono nella militanza politica”. E rispondendo alla provocazione lanciata qualche giorno fa dal “collega” ministro Renato Brunetta (si dovrebbe fare una legge che obblighi i ragazzi ad andar via di casa a 18 anni, ndr), Giorgia Meloni lancia una contro-provocazione: “gli ho risposto che se paga lui, i ragazzi escono anche senza legge! Il problema è che i giovani restano a casa fino a 30-35 anni perché non hanno un futuro, un’alternativa. Ed è su questo che si deve lavorare”.
Parlando poi delle specificità del suo Ministero, la Meloni ha spiegato subito i motivi che l’hanno spinta a sostituire quelle “politiche giovanili” con il termine “gioventù”.
“Non credo affatto nelle politiche giovanili, che considero pura demagogia. Penso tuttavia che le politiche di un governo, tutte e di qualsiasi genere, debbano rivolgersi all’intero Paese. Veniamo da decenni di politica che si è preoccupata semplicemente dei risultati immediati, senza pensare al futuro. Io credo, invece, che la mission del mio Ministero sia quella di dimostrare a tutti i ministri quali potrebbero essere gli effetti delle loro decisioni attuali sulle generazioni future”.
Giovani e precariato è un tema che sta molto a cuore anche all’assessore Paolo Gatti, il quale ha parlato delle azioni portate avanti dalla Regione per incentivare le aziende alle assunzioni, all’uso dei contratti di apprendistato ed alla stabilizzazione dei contratti precari. “Solo per questo abbiamo investito circa 24 milioni di euro, dei fondi che erano andati persi e che siamo riusciti a recuperare. Crediamo fortemente in una politica che riesce ad immaginare un futuro. E per fare questo bisogna cambiare e migliorare soprattutto il sistema formativo. I giovani vengono illusi, credono di poter uscire dalle università con delle competenze che permetteranno loro di trovare presto un lavoro. E, invece, si ritrovano vittime dell’oziosa ricerca del posto pubblico”.
Un’aspirazione che poi, inevitabilmente, va a braccetto con la raccomandazione.
“Ma è finita l’era delle raccomandazioni” è il commento del ministro Meloni. “Oggi deve vincere chi è in grado di mettersi in discussione. I giovani non chiedono scorciatoie, ma solo meritocrazia, un termine molto abusato in Italia. Bisogna creare le condizioni giuste per far si che siano tutti sulla stessa linea di partenza. Questa è la più grande sfida. Da cui dipende tutto il resto”.
Marina Serra da http://www.cityrumors.it/
Giovani: comincia dall’Italia l’anno internazionale promosso dall’Onu
20 gennaio 2010 ore 4:10 pm | In Non categorizzate | Nessun commentoBari, 19 gen. – (Adnkronos) – Non sara’ una vetrina ne’ una passerella o uno spot pubblicitario. Lo hanno sottolineato Giorgia Meloni e Nichi Vendola, padrino e madrina del primo Meeting Internazionale dei Giovani che si e’ aperto oggi a Bari, ma una fucina di idee e progetti, occasione di condivisione e confronto per costruire un programma di lavoro internazionale per lasciare alle future generazioni un mondo migliore di quello attuale. E’ l’impegno dei 1.500 giovani, provenienti da 163 Paesi del mondo che da oggi fino a giovedi’ sono riuniti a Bari il primo appuntamento internazionale in vista della celebrazione nell’estate prossima del 2010 come anno dei giovani promosso dalle Nazioni Unite. Ad aprire i lavori della tre giorni, che si svolge alla Fiera del Levante di Bari il ministro della Gioventu’ Giorgia Meloni e il governatore della Regione Puglia Nichi Vendola.
Nel capoluogo pugliese tanti ragazzi e tante storie diverse si incontreranno per mettere in luce il valore fondamentale dell’impegno di ognuno di noi per un futuro piu’ sostenibile “persone -ha evidenziato il ministro Meloni- che pur venendo da storie politiche diverse ed essendosi anche combattuti rinunciano alla scorciatoia di criminalizzare l’avversario per costruire insieme una realta’ migliore”.
“Da qui -ha detto il ministro rivolto alla variegata platea- possono uscire risposte importanti. Voi siete qui per parlare del futuro. Abbiamo imparato che la globalizzazione non e’ la cura dei nostri mali ma che non e’ nemmeno il male assoluto. La globalizzazione e’ solo uno strumento che va governato. L’unica cosa che la politica non poteva fare e che ha fatto e’ non governare la globalizzazione”. “Abbiamo chiesto ai giovani -ha aggiunto- di interrogarsi sui grandi temi e gli chiediamo di farlo con la schiettezza e il coraggio che a volte manca alle organizzazioni internazionali”.
I delegati delle principali reti di giovani stileranno la propria agenda d’azione che verra’ presentata all’assemblea delle Nazioni Unite. Al centro dei lavori della tre giorni la discussione attorno alle costruzioni sostenibili, energia e rifiuti; la fame la sete, la poverta’ e le possibili strade per sradicarle. Nel corso del meeting si parlera’ anche di donne, cittadinanza e democrazia, di educazione, di lavoro, di legalita’, di informazione.
Insomma le sfide da superare per raggiungere gli obiettivi del millennio e costruire un mondo rispettoso dei valori. Durante il meeting si decideranno insieme le azioni necessarie per creare e allargare gli spazi a disposizione dei giovani nei luoghi e nei momenti delle decisioni. E’ infatti necessario, come hanno spiegato sia Meloni che Vendola, ascoltare quello che i giovani hanno da dire.
“Di giovani -ha detto Meloni- si parla spesso ma si fanno parlare poco i giovani. Dobbiamo porci il problema di cosa stiamo lasciando dopo di noi: quello che la nostra generazione eredita e’ frutto delle decisioni della generazione che ha scelto la strada dell’immediato, della politica che evita di dare risposte di lungo periodo mentre -ha sottolineato- la politica deve dare risposte a lungo termine”.
appuntamenti 19-23 gennaio
18 gennaio 2010 ore 4:54 pm | In Appuntamenti | Nessun commentoMartedì 19 gennaio
Alle ore 10.30 il ministro sarà a Bari per partecipare al 1° Meeting mondiale dei giovani
Mercoledì 20 gennaio
Alle ore 18.00 il ministro sarà a Teramo per intervenire al Convegno “Il futuro è adesso” che si svolgerà presso la Sala Polifunzionale della Provincia di Via Comi, 11.
Giovedì 21 gennaio
Alle ore 18.00 il ministro interverrà al Convegno “Giovani: libertà e legalità” che si svolgerà ad Ostia allo Skate park di Via Baffigo, 143
Venerdì 22 gennaio
Alle ore 16.30 il ministro parteciperà al Convegno “ Il rapporto sull’industria italiana dei videogiochi 2009” presso la Sala Polifunzionale, della Presidenza del Consiglio (Via di Santa Maria in Via 37, Roma)
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