LA DESTRA E’ VIVA E VEGETA MA LA VEDO SOLO NEL PDL

26 agosto 2010 ore 1:00 pm | In Non categorizzate | Nessun commento

Roma. Ministro Meloni che fine ha fatto la destra. Quelle idee, quei valori sono ancora nel Popolo della Libertà?
“Nonostante tutto quello che sta accadendo siamo qui a rivendicare quello che è ancora il Pdl: la somma di identità diverse dove ciascuna ha pieno diritto di cittadinanza. La destra c è, è viva e vegeta e si batterà per quello in cui crede. Il Pdl non è soltanto Forza Italia”
Come si sta dentro il Pdl senza Fini?
“Io non ho la presunzione di essere l’unica a rappresentare quelli che sono sempre stati i nostri valori ma non posso non rivendicare con forza il fatto che io porto avanti le stesse battaglie di Alleanza nazionale. Resto coerente con la mia storia”.
Sono gli altri ad aver cambiato idea?
“Posso dire soltanto che io sono coerente. Non significa che io non mi metta in discussione. I miei valori di riferimento di sempre li ritrovo tutti dentro il Pdl: le tematiche bioetiche, la famiglia, la sacralità della vita. E soprattutto la capacità di concretizzare nel quotidiano quest4 idee. Sono entrata nel Pdl con mille perplessità perché avevo paura di annacquare l’identità della destra, la mia identità. Abbiamo accettato la sfida e credo di poter dire che siamo stati noi a cambiare il Pdl non il Pdl a cambiare noi. Forse prima o poi mi accorgerò di aver sbagliato ma tante cose sono state fatte. E secondo me le cose migliori che ha fatto questo governo sono quelle che provengo dalla nostra storia e dalle nostre idee.”
Quali?
“Le tesi antimercato che Tremonti difende in La Paura e la speranza erano nostre già negli anni ’90. Noi siamo stati i primi nel dare battaglia al precariato e nella lotta alla droga- Quella legge, lo ricordo, porta il nome di Fini. Questo governo ha portato avanti una battaglia senza tregua contro la mafia, ottenendo risultati di cui vado orgogliosa. Per me amor patrio significa prima di tutto lotta alla criminalità organizzata- Stiamo concretizzando le cose nelle quali credevamo”.
Quali ripercussioni ha avuto la crisi tra Fini e Berlusconi sulle nuove generazioni di militanti?
“Nonostante il clima politico ci sono ancora tantissimi giovani disposti all’impegno nel senso più puro e per me questo è il vero miracolo. Oggi si tende a dire che il problema è la politica e non i politici. Questo concetto non deve passare altrimenti è certo che nessun giovane avrà più voglia di impegnarsi. Francamente nessuno si è posto il dubbio se restare andare. ;o pare tutti diano per scontato che si continua su questa strada, compatti. L’8 settembre si aprirà la 12a festa nazionale della Giovane Italia con migliaia di ragazzi che vogliono discutere e confrontarsi. E Silvio Berlusconi aprirà i lavori.”
Ma è vero che avete stracciato l’invito per Fini?
“Fini è il benvenuto alla festa di Atreju, ci mancherebbe altro. Cerchiamo il confronto tra idee diverse e dunque figuriamoci se non lo invitavamo. Ne abbiamo parlato a luglio ma già allora ci disse che non poteva per impegni istituzionali”.
Qualche finiano ci sarà?
“Naturalmente. Pasquale Viespoli e Andrea Ronchi tra gli altri.”
Dopo l’incontro tra Bossi e Berlusconi le elezioni sembrano più lontane.
“Siamo ancora nel mezzo di un crisi economica gravissima. Intanto abbiamo stravinto in tutte le lezioni: politiche, amministrative e persino all’Università. Come può il popolo capire quello che sta succedendo? Nostro dovere è fare tutto quanto è possibile per dare alla nazione un governo stabile che guidi l?Italia con mano salda attraverso la crisi. Dobbiamo fare quello che è utile e bene per gli italiani non per noi e io penso che sia continuare a governare. Certo se non fosse più possibile, se si dovesse andare avanti con un continuo stillicidio allora meglio votare. Ma intanto dobbiamo cercare di trovare un accordo per andare avanti.”
Anche con Casini?
“Chiunque sia disponibile a sostenere il nostro programma è il benvenuto. Pdl e Udc hanno tanti valori in comune, non a caso a livello locale stiamo governando insieme in tante città e regioni”.
Gli ultimi giorni sono stati segnati anche da una polemica interna la centro destra tutta al femminile con accuse pesanti di scarsa personalità e abbondanti tacchi a spillo.
“Non sopporto questa eterna banalizzazione: possibile che non si riesca a distinguere? Quando sento dire le donne del Pdl oppure le donne di sinistra. Ma che siamo replicanti? Bambole di plastica? Ognuna di noi si porta dietro la sua storia. Non esistono le donne del Pdl con l’etichetta tutte uguali. Una cosa è vera: purtroppo spesso sono le donne stesse che si prestano alle banalizzazioni”.

da Il GIORNALE 26.08.2010


GIORGIA MELONI “CHI BRINDA DOPO QUESTO E’ UN PAZZO”

3 agosto 2010 ore 2:40 pm | In Non categorizzate | Nessun commento

Da “IL FATTO QUOTIDIANO” di martedì 3 agosto 2010 – di Luca Telese

Tutti la cercano, tutti vogliono sapere come la pensa lei. Se non altro perché Giorgia MeIoni, ministro della Gioventù, è diventato il ministro più giovane della storia d`Italia anche grazie a Gianfranco Fini. E poi perché nella riunione che ha deciso l`espulsione dei suoi ex compagni di partito dal Pdl, è stata quella che ha cercato fino all`ultimo una mediazione, invocando una pausa di riflessione.

Ministro, sa cosa sussurrano le malelingue?

Cosa?

Che lei sia rimasta nel Pdl anche perché non voleva mettere a rischio la sua poltrona di ministro.

Una fesseria colossale. Perché non mi fa la domanda, allora?

Gliela faccio, infatti. Avrà contato anche quel rischio, no?

Guardi. Come è noto chi era nel governo ed è rimasto con Fini, non ha dovuto abbandonare il suo posto, come era ovvio. E poi…

Cosa?

Se giocassi al ruolo della calcolatrice cinica, avrei dovuto seguire Fini. Infatti, nessuno come lui mi ha dato opportunità in termini di incarichi. Restando nel Pdl non ho nessuna certezza, ed è giusto così.

Ma è vero che lei fino all`ultimo chiedeva una sospensione?

Guardi, l`ho detto a Berlusconi, non ho difficoltà a ripeterlo: con l`intervista di Fini al Foglio c`era una novità politica, bisognava metterla alla prova.

E nell`ufficio politico chi l`ha seguita? Nessuno. Si dice che lei abbia pensato di lasciare la politica, lei adesso lo smentirà…

Invece no: è vero. Sia chiaro, non voglio dare nessuna immagine lacrimevole, queste sono scelte serie, non è il libro Cuore…

Però?

Ho avuto chiaro che non c`è nulla di bello in questa spaccatura. E mi danno fastidio gli ultras che da una parte e dall`altra hanno stappato lo champagne. Se vuole sapere cosa penso di loro, credo che siano dei pazzi.

Che lei lo dica dei finiani lo do per assodato. Ma temo che lei non lo possa dire anche dei forzisti che hanno festeggiato la cacciata del “traditore”…

Sta scherzando? Per me chiunque festeggi è un pazzo. Questa rottura non rafforza nessuno, men che meno i nostalgici di Forza Italia.

In che senso?

Se qualcuno si illude che la cacciata dei finiani possa riportare indietro le lancette del tempo, per tornare a una sorta di super Forza Italia allargata a qualche indipendente fa male i suoi conti. Noi siamo il Pdl, e io sono una delle rappresentanti della cultura della destra dentro questo partito. Che non intende indietreggiare.

Torniamo alla tentazione di lasciare la politica. Non teme che dicendolo passi un messaggio di debolezza?

Affatto. Per me è un motivo di vanto. Quando smetti di considerare la politica come un passaggio transitorio della tua vita vuol dire che sei prigioniero di una carriera. Se pensi di dover tutelare una carriera non puoi più essere libero di fare nessuna scelta.

Lei davvero si sentiva libera di poter stare dalla parte di Fini?

Assolutamente sì. Non ero d`accordo, politicamente, con lui.

Da quando è in atto questo processo di distanziamento?

Da diverso tempo: tutto è iniziato sulle questioni della bioetica.

Ne avete parlato?

Ne abbiamo discusso diverse volte. Lui mi prendeva anche in giro…

In che senso?

Mi diceva: `Già, tu dici queste cose sulla procreazione perché sei una papista.. `.

Come dargli torto?

(Sorride) Molto semplicemente:Se io sono diventata una papista, lui è diventato un giacobino. Ma fuori da ogni battuta: io ho le mie idee, e non ho nessun senso di reverenza nei confronti del clero.

Certo, essendo d`accordo, vorrei vedere se lo dicesse.

Quando quest`estate ho dato il mio patrocinio a una campagna per l`educazione sessuale non ho avuto un momento di esitazione.

Come era il confronto fra lei e Fini su questi temi?

Lui mi incalzava. Un giorno mi ha detto: `Ma tu che sei donna, come fai ad essere contraria alla diagnosi pre-impianto, in un paese in cui c`è l`aborto?`

Lei mi farà diventare finiano…

E invece io gli ho risposto una cosa di cui sono molto convinta: niente può eliminare il rischio che attraverso quello strumento si arrivi a una selezione genetica della specie.Chissà quanti cederebbero alla tentazione di eliminare, che so, un celiaco…

Quando vi siete sentiti l`ultima volta?

Una settimana fa.

Lui ha provato a convincerla ad aderire al gruppo?

Per nulla. Gianfranco non lo farebbe mai. Lui è convinto che in politica ognuno debba fare da solo le sue scelte.
E’ sempre stata una delle sue doti, lo è ancora.

Adesso però dovrete accettare un partito sempre più leaderista.

E chi lo dice? Si racconta il Pdl come una caserma. Solo pochi giorni fa, la mia legge sulle comunità giovanili è stata respinta in aula da un gioco al tirassegno.

Anche questo ha avuto un peso nella sua scelta.

Tutto mi aspettavo tranne che su Il Secolo a un liberista radicale come Benedetto Della Vedova venisse affidato il compito di attaccarla E in aula? C`è l`imbarazzo della scelta. Martino ha sparato contro negando che si debbano fare politiche sociali, Barbareschi ha detto curiosamente che la creatività non si finanzia, e la Mussolini, coerentemente con il suo percorso, ha detto solo cose senza senso.

E questo cosa significa?

Che An era un partito molto più gerarchico. Una follia di questo tipo non sarebbe potuta accadere.

Allora la vuole lei la caserma?

Macché. Negli organi di partito si può dibattere fino alla morte. Poi, però, fuori si tiene la linea.

I dissidenti di An avevano violato questa regola?

Vuole che sia sincera? Le accuse di Granata a Mantovano sulle stragi di mafia erano francamente prive di senso.

Lei era finiana e ora è berlusconiana?

Io non concepisco la tentazione di catalogare la politica in base alla fedeltà alle persone.

No?

Dite quello che vi pare di me. Ma su una cosa non transigo. Si è fedeli alle idee in cui si crede. Con le persone si deve essere leali. Il che significa che se uno ha una convinzione non la cambia in ossequio ad un leader.

Mi faccia un esempio.

Io sull`ingresso nel Pdl ero molto scettica. Mi ha convinto Gianfranco. Io a mia volta ho convinto altre persone. Adesso non posso dire che mi sono sbagliata perché lui ha cambiato idea.

A Berlusconi ha detto che non era d`accordo con il documento.

Gliel`ho già raccontato. Ho detto che quel gesto rischiava di indebolire tutti.

Ma lo stesso giorno Bocchino sparava a zero.

Ed è un`altra cosa che ho detto a Berlusconi: vi dovete parlare, perché senno c`è il rischio che a decidere siano le seconde file.

Lei si sente una creatura di Fini?

Senza di lui non sarei diventata ministro a trent`anni. Ma non mi ha trovata sotto un cavolo.
Io ho vinto un congresso nel movimento giovanile per soli 16 voti dopo una battaglia spietata, dieci anni di militanza e cinque da consigliere provinciale di Roma.

Mi dica un altro punto di dissenso con i finiani

Un certo bisogno di piacere alla sinistra.

Per dire: io parlo volentieri con questo giornale, antiberlusconiano al cubo.

Siete liberi di scrivere quello che volete, e io di fare quello che credo.Non amo la politica che cerca approvazioni sulla carta stampata.

Cosa non perdona agli oppositori?

Corriamo il rischio che la gente non capisca. Abbiamo i voti, la maggioranza, abbiamo vinto tutte le elezioni. Ci dividiamo su dei politicismi che in tempi di crisi nessuno capisce.

La questione morale, ministri e sottosegretari dimissionari l`hanno capita tutti.

Però è un problema che riguarda tutta la politica e che se diventa strumento di lotta correntizia perde qualsiasi senso.

Mi faccia un esempio.

Io credo che in Campania, Cosentino sia stato blindato da tutti gli attacchi di Bocchino.
Se era debole, quella campagna lo ha rafforzato, perché ha costretto gli altri a fare quadrato.

La domanda delle cento pistole.

Oddìo, quale?

Quando si andrà al voto, lei sarà favorevole all`apparentamento per i suoi ex compagni?

Dipende da due cose. Se si vota a fine legislatura ovviamente sì. Se si vota prima della scadenza, e perché loro hanno fatto mancare i voti, no.

No?

No. La gente non ci capirebbe.


Aumentano le temperature e diminuiscono le scorte di sangue: arriva l’happy hour

29 luglio 2010 ore 11:31 pm | In Non categorizzate | Nessun commento

Il Centro Nazionale Sangue e il Ministro della Gioventù Giorgia Meloni chiamano all’appello le nuove generazioni.
Afa e temperature africane, voglia di vacanza e mancanza di sangue. E’ questa la tradizionale fotografia dell’estate italiana, ma quest’anno c’è qualcosa di diverso, almeno per quanto riguarda l’ultimo punto. La cronica carenza di sangue che ogni anno si registra con l’arrivo dell’estate, complici il caldo, i donatori che vanno in ferie e un aumento del fabbisogno per cause straordinarie, come incidenti stradali o altre emergenze non differibili, sta per essere fronteggiata con l’aiuto di nuovi donatori che vorranno affiancarsi agli abituali che sanno come sia importante, prima di andare in vacanza, recarsi a donare il sangue. Happy Hour per tutti? Si, ma uno speciale…
Il claim della campagna di sensibilizzazione alla donazione del sangue proposta dal CNS in collaborazione con il Ministro della Gioventù, fa leva proprio sulla diffusione fra i giovani del rituale dell’aperitivo o meglio del prendi due e paghi uno per concludere la giornata fra amici e chiacchiere. In questo caso, niente alcool, la tua ora felice consiste nel recarsi a donare sangue, magari in compagnia, per rendere altrettanto felici 3 persone, quelle che possono beneficiare di una donazione che utilizzi tutti i componenti ematici della raccolta.
Dal 1° agosto partirà infatti la versione radiofonica (scaricabile dal sito www.centronazionalesangue.it) per ricordare che il bisogno di sangue continua, anzi in estate è ancora più urgente. Ogni tanto, fra una hit del passato e un tormentone del presente, ecco una finestra sulla società, con i due giovani speaker dello spot prodotto con Geco pubblicità che ha pianificato oltre 500 passaggi nelle emittenti più hot delle coste italiane.

La campagna di sensibilizzazione proseguirà con l’autunno, in ideale staffetta tra i mezzi di comunicazione, con le sale cinematografiche, con un cineposter prima delle proiezioni attraverso uno dei circuiti leader delle multisala.
«Donare sangue è un atto che fa bene a tutti, tanto a chi dona quanto a chi riceve», ha commentato il ministro della Gioventù Giorgia Meloni, «perché significa contribuire in maniera significativa alla salute altrui, ma anche occuparsi con più attenzione della propria: attraverso le donazioni periodiche e continuate nel tempo, infatti, è possibile tenere sempre sotto controllo il proprio stato di salute e prendersi cura di se stessi e degli altri con molta più consapevolezza e attenzione. La pausa estiva da lavoro e studio è sicuramente un’ottima occasione per dedicare il proprio tempo a una causa così importante, e per dimostrare che la solidarietà non va mai in vacanza».

Fonte:
Dr.ssa Luciana Riva
Ufficio comunicazione e formazione
Centro Nazionale Sangue
Istituto Superiore di Sanità
www.centronazionalesangue.it


CALABRIA: REGIONE,DA MINISTRO MELONI APPREZZAMENTO PER POLITICHE SOCIALI

29 luglio 2010 ore 11:16 pm | In Non categorizzate | Nessun commento

(ASCA) – Catanzaro, 29 lug – ”Il dirigente generale del dipartimento regionale alle Politiche Sociali, Bruno Calvetta, ha incontrato a Roma, su delega dell’assessore Francescantonio Stillitani, il ministro delle Politiche Giovanili, Giorgia Meloni, e il suo staff tecnico. Al tavolo hanno partecipato anche i rappresentanti degli assessorati che fanno parte della Commissione VIII Politiche Sociali”.

E’ quanto si legge in una nota dell’Ufficoo stampa della Regione Calabria.

”Durante l’incontro – prosegue la nota – il ministro Meloni ha preannunciato che a breve sara’ emanato un provvedimento, inserito nel Decreto Casa, che prevede dei benefici a favore delle giovani coppie per l’acquisto della prima casa. Il ministero stanziera’ 35 milioni di euro, a valere sul fondo delle Politiche Giovanili APQ, per la costituzione di un fondo di garanzia che permettera’ alle giovani coppie di accedere ad un mutuo fino a 200 mila euro, con la garanzia fino al 50% sul mutuo richiesto”.

”La peculiarita’ di questo nuovo intervento del governo a favore delle giovani coppie e’ rappresentata dalla possibilita’ di accesso al fondo di garanzia anche per i giovani che si trovano in situazione lavorativa precaria e con un ISEE fino a 35 mila euro”.

”Durante l’incontro il ministro Meloni ha presentato anche le nuove iniziative che intende avviare a favore dei giovani per garantire il ”diritto al futuro”, tra cui azioni sull’occupazione, sull’informazione, sulla valorizzazione del talento e della creativita’, sul recupero di vecchi mestieri, sull’apprendistato, sulla mobilita’ e il turismo (ostelli della gioventu’). Particolare apprezzamento, infine, e’ stato riservato dal Ministro Meloni alla Calabria.

Il ministro si e’ complimentato con il Presidente Scopelliti per aver finanziato il Bando dei Centri di Aggregazione Giovanile disponendo l’assegnazione di 11 milioni di euro a valere sul FESR 2007-2013 (Linea d’intervento 4.2.1.1, assegnata al Dipartimento 10). Tale iniziativa, infatti, e’ in perfetta sintonia con il lavoro svolto dal Ministero”.

red/map/ss

(Asca)


«Falcone e Borsellino, stimolo all’impegno civile»

29 luglio 2010 ore 12:43 pm | In Non categorizzate | Nessun commento

Un libro, una raccolta di memorie e testimonianze dedicate alle figure dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, vittime di mafia. Si intitola “Il profumo della libertà” ed è stato presentato dal ministero della Gioventù il 19 luglio scorso, in occasione del diciottesimo anniversario della strage di via D’Amelio a Palermo.

Un volume dedicato alle nuove generazioni, con i contributi di tanti personaggi che hanno collaborato con i due giudici antimafia e di giovani vincitori degli ultimi concorsi in magistratura e che può essere letto e scaricato via internet all’indirizzo www.ilprofumodellaliberta.it.

«L’intento di questa pubblicazione – ci dice il ministro Giorgia Meloni – è quello di raccontare queste due figure anche attraverso la loro umanità. Il rischio che noi corriamo, quando parliamo di eroi, è che non si riesca a comprendere l’umanità di una scelta e quindi la capacità che ognuno di noi ha di operare la stessa scelta. L’insegnamento che i giudici Falcone e Borsellino ci lasciano è quello della loro scelta. Loro hanno scelto da che parte stare e bisogna avere il coraggio, nelle scelte che ognuno di noi deve fare, di seguirne l’esempio. Se c’è un insegnamento che Paolo Borsellino ci ha lasciato, e che sta nella copertina del libro – continua il Ministro -, è che “se la gioventù le negherà il consenso anche l’onnipotente e misteriosa mafia svanirà come un incubo”. La sfida contro la mafia è prima di tutto una sfida culturale e Borsellino riponeva il grosso delle sue speranze proprio nelle giovani generazioni».

Un legame che il giovane ministro sente con il giudice di Palermo. «Alla figura di Borsellino devo la mia scelta di impegnarmi politicamente. Di fronte proprio alla strage di via D’Amelio, a poca distanza da quella che aveva ucciso il giudice Falcone, ricordo di aver pensato di dover fare qualcosa, di non dover più stare a guardare. Da quel momento ho deciso di iscrivermi all’allora movimento giovanile dell’Msi. E mi è capitato di conoscere ragazzi che hanno fatto la stessa scelta che ho fatto io 18 anni fa, anche se non necessariamente nello stesso partito. Nella tragedia questo è un gran segnale».

Un’opera dedicata alle figure di Falcone e Borsellino, i magistrati che hanno fatto conoscere la mafia, fino ad allora nascosta sotto l’alone quasi dell’omertà, e che l’hanno combattuta con le inchieste. Inchieste che utilizzano strumenti, come le intercettazioni, al centro delle cronache per via del disegno di legge in discussione in parlamento.

E sul ddl intercettazioni il Ministro commenta:«Non è vero che la legge Falcone viene cancellata dal disegno di legge – risponde Giorgia Meloni – tanto che tra le modifiche vengono reinseriti tutti i reati cosiddetti spia che erano previsti dalla legge Falcone. Noi abbiamo cercato di costruire una legge con un equilibrio, che consenta di combattere la mafia e la criminalità organizzata come si faceva prima, pur mantenendo un diritto fondamentale, che non è stato purtroppo più garantito negli ultimi anni, che è il diritto delle persone a non vedere più la propria vita sui giornali quando non c’è niente di penalmente rilevante. E lo stiamo facendo anche attraverso un dibattito travagliato all’interno del partito che io ritengo assolutamente positivo».
da http://www.ustation.it/


Sinistra miopia sul ruolo della donna

21 luglio 2010 ore 11:35 pm | In Non categorizzate | Nessun commento

Durante la scorsa puntata di Cominciamo Bene, programma Rai condotto da Michele Mirabella, sono state ospitate Giorgia Meloni e Livia Turco. Temi principali del confronto: il ruolo della donna, come incentivare ed agevolare il lavoro femminile, come dare risposte concrete alla denatalità che affligge il nostro paese, infine aborto e maternità. Pur riconoscendo a Livia Turco una sostanziale buona fede ed una franchezza notevole nel declinare le sue «generalità politiche» – ella ha affermato senza mezzi termini di essere contraria all’aborto – non possiamo non rilevare una persistente miopia di fondo che affligge la sinistra riguardo alle politiche «rosa».

Si ha davvero l’impressione che quando la sinistra parla di «donna» lo faccia isolando quest’ultima da ogni contesto socio-familiare: sembra quasi che la donna divenga una specie di entità metafisica completamente scissa dalla realtà, un fenomeno sociale «altro» rispetto a tutto il resto del mondo, cui sono in via esclusiva (e, quindi, solitaria) ascrivibili scelte la cui portata va ben oltre il singolo individuo, se pur inspiegabilmente assurto – forzosamente – al ruolo di soggetto extra partes, quali la maternità, per fare un esempio. Ben diverso l’approccio adottato da Giorgia Meloni, la quale ha sempre parlato di famiglia oltre che di donna in sé e per sé. Sembra una piccola, poco significativa pruderie linguistica, ma proprio in questo dettaglio, in apparenza poco significativo, si cela l’abissale differenza che anche in materia di politica familiare e femminile distingue nettamente il centrodestra dalla sinistra.

Questa attitudine improntata alla promozione di un individualismo post-femminista slegato da ogni contesto reale è percepibile in ogni slancio programmatico della sinistra democratica. Dalla promozione della Ru486 che, di fatto, lascia la donna drammaticamente sola di fronte all’aborto ed alle conseguenze psicologiche del medesimo, alle politiche di promozione e supporto del lavoro femminile. Per quanto riguarda la maternità o la sua interruzione pare che la sinistra postuli solo ed esclusivamente l’esistenza di madri single, volenti o nolenti: il ruolo dell’uomo nel processo procreativo viene ridotto a quello di «fuco», il quale parrebbe non avere né voce in capitolo né ruolo definito. Per la sinistra la maternità è divenuta un fenomeno autosita tutto al femminile, che prescinde da ogni contesto, non diciamo «familiare», ma addirittura «di coppia».

Stessa considerazione, mutatis mutandis, possiamo farla riguardo al lavoro femminile. Per la Turco molte ragazze e donne potenzialmente madri rinunciano alla maternità per l’impossibilità di trovare un impiego o, qualora ne abbiano già uno, per le difficoltà che la maternità comporterebbe al mantenimento del medesimo. Quindi «bisogna incentivare il lavoro femminile». Svista colossale, poiché una volta di più prescinde dal vero problema che sta a monte della denatalità e delle difficoltà che la donna, come e più dell’uomo, deve affrontare nel mondo del lavoro: se è vero che da un lato si è fatto progressivamente strada in Italia un aberrante trend dirigistico-corporativo, figlio deforme della cosiddetta «new economy», in base al quale alla donna in cerca di lavoro viene nemmeno troppo nascostamente detto che la scelta è tra famiglia e carriera (in barba al tanto osannato articolo 3 della Costituzione), è altresì vero che il grosso problema inerente alla condizione sociale femminile deriva direttamente dalla dissoluzione del contesto sociale e dalla modifica in senso nettamente negativo di abitudini e costumi. Ad esempio la frantumazione della famiglia allargata di una volta, prima vittima di un individualismo fine a se stesso, ha per forza di cose comportato estreme difficoltà riguardo alla possibilità di conciliare famiglia e lavoro.

Ora, se è vero che indietro non si torna e che è inutile piangere – sociologicamente – sul latte versato, non vediamo come possa ritenersi migliorativo un approccio politico che porta all’esasperazione un nefasto individualismo, sconfessato, in prima istanza, da femministe storiche come Eugenia Roccella. Ben più razionale, efficace e proattivo rispetto alla introduzione a pioggia di «quote rosa» (forma piuttosto circonvoluta ed ingegneristica di discriminazione, a ben pensarci…) nel mondo del lavoro, risulta, sempre per citare Giorgia Meloni, l’introduzione del quoziente familiare, un allentamento della morsa fiscale che risulterebbe realmente premiale e coadiuvante per le famiglie che, giustamente, vogliono mettere al mondo dei figli. Certo, se quanto ha scritto sul Corriere dell’Umbria l’assessore alle Pari Opportunità del Comune di Perugia, Lorena Pesaresi («L’interruzione di gravidanza non è causa di bassa natalità»), è indice dell’attitudine media della sinistra, le donne italiane farebbero bene, nel loro principale interesse, a scegliere un’altra parrocchia d’appartenenza. Magari una parrocchia che non anteponga la teoria alla Realtà.

di Francesco Natale
natale@ragionpolitica.it
da http://www.ragionpolitica.it


Manovra. Meloni: “Giusto il taglio alle indennità dei parlamentari”

21 luglio 2010 ore 6:47 pm | In Non categorizzate | Nessun commento

“Nel momento in cui chiediamo sacrifici all’Italia intera è giusto dare il buon esempio”. Così il ministro della Gioventù Giorgia Meloni, che ha commentato il taglio del 10% dell’indennità di deputati e senatori stabilito dai questori di Camera e Senato in relazione alla riduzione delle spese prevista dalla manovra economica.

“È un provvedimento che mi trova d’accordo”, ha sottolineato il ministro Meloni. “Si trattava di una necessità – ha aggiunto – sentita da tutti”.


Meloni: Sbagliata la nuova battuta di Silvio sulla Bindi

21 luglio 2010 ore 6:46 pm | In Non categorizzate | Nessun commento

Roma, 20 lug. (Apcom) – Silvio Berlusconi “ha sbagliato”: il ministro per le Politiche GIovanili, Giorgia Meloni, sottolinea che la battuta fatta ieri dal premier ad alcune studentesse e che ha toccato la vicepresidente della Camera è stata “inappropriata e sbagliata”. In un’intervista a La Repubblica, Meloni sottolinea infatti che “una donna che fa politica deve essere giudicata per i propri meriti e demeriti politici” e non per l’estetica.

Inoltre, Meloni lamenta anche una scarsa solidarietà femminile tra le colleghe del centrosinistra: “io mi sono sempre dovuta difendere da sola”: Per il ministro, comunque, non si tratta di maschilismo, secondo il ministro ma di “tendenze culturali che non sono ancora superate”. “Voi stessi giornalisti – aggiunge – a me telefonate per commentare la canotta di Bossi, non credo che la stessa cosa facciate con il ministro La Russa o con Gasparri. C’è una sottovalutazione della competenza delle donne ed e’ un atteggiamento figlio di una serie di tabù”.
da http://notizie.virgilio.it/


DDL MELONI: RAMPELLI (PDL), OGGI RINVIO IN COMMISSIONE DI PROVVEDIMENTO RIVOLUZIONARIO

10 luglio 2010 ore 6:14 pm | In Non categorizzate | Nessun commento

(IRIS) – ROMA, 7 LUG – “Un asse trasversale di gerontocrati, alcuni dei quali abituati per formazione mentale a interpretare l’impegno politico come gestione di fondi perchè incapaci di qualunque sussulto di altruismo e sensibilità sociale, hanno oggi determinato il rinvio in commissione di un provvedimento rivoluzionario che, per la prima volta nella storia della Repubblica, si sottrae all’antica logica dei finanziamenti a pioggia per le associazioni di amici degli amici e costruisce vere e proprie ‘oasi della speranza’ per i ragazzi prigionieri del disagio e dell’emarginazione nelle aree più depresse del Paese”.

È quanto dichiara il deputato del Pdl in merito al ddl sulle comunità giovanili discusso questa mattina alla Camera.

“Le ‘comunità giovanili’ – continua Rampelli – rappresentano questo segno innovativo: il passaggio dalle chiacchiere da talk show sulla “condizione giovanile” che si riproducono sterilmente dal ‘68, a luoghi fisici (quindi verificabili) di aggregazione, occupazione del tempo libero, prevenzione alla devianza”.

“La realizzazione di questi centri di ritrovo – spiega Rampelli – gestiti dal privato sociale secondo le regole date dal Parlamento a potenziamento dell’ormai condivisa prassi della sussidiarietà, configura luoghi dove sono interdetti l’uso di droghe, l’abuso di alcool, la discriminazione razziale, religiosa e politica, la violenza. Eppure i “gerontocrati” la considerano un pericolo, usano il linguaggio del “teenager”, Padoa Schioppa di bamboccioni, ritengono che non servano soldi per i giovani perchè “ci sono cose più importanti”, insomma usano il peggiore armamentario del perfetto reazionario.

“Così mentre il ministro Giorgia Meloni senza auto blu – aggiunge Rampelli – un mix di discrezione e rettitudine indiscussa, costruiva le condizioni affinché il provvedimento fosse largamente condiviso anche da parte dell’opposizione con un incoraggiante clima di collaborazione, meschini personaggi muniti di auto blu, con insulti e illazioni, hanno danneggiato i giovani italiani, abbaiando alla luna”.

“Sono certo – conclude Rampelli – che nella conferenza dei capigruppo il disegno di legge sarà ricalendarizzato nei prossimi giorni e si potrà finalmente constatare chi ha a cuore il destino dei giovani e chi invece li vuole strumentalizzare per tutt’altre vicende ben poco edificanti. E finalmente potrà dirsi quel che già è dimostrato nella società reale e cioè che i giovani non sono di sinistra. Sono giovani e, in quanto tali, meritano rispetto, considerazione, fiducia, investimenti. L’esatto opposto di quanto fin qui hanno stabilito i “gerontocrati”, di destra e di sinistra”.
Autore: Red


CAMPO CYRANO, IL MINISTRO MELONI INCONTRA GLI STUDENTI ITALIANI

10 luglio 2010 ore 5:50 pm | In Non categorizzate | Nessun commento

In regalo dai ragazzi la penna per firmare la legge sulle Comunità Giovanili
Roma, 10 luglio (APCOM). Il Ministro della Gioventù Giorgia Meloni ha aperto ieri, nella splendida cornice della politica sorrentina, “Campo Cyrano”, l’appuntamento estivo degli studenti d’Italia.
Il dibattito si è concentrato su temi d’attualità e cari alle giovani generazioni, con particolare attenzione alla storia del Risorgimento: la storia di poeti guerrieri, e giovani eroi che inseguivano un sogno, che era l’Italia. All’origine della nostra nazione c’è la storia dei vari Goffredo Mameli, morto a soli 22 anni, ma in tempo per scrivere quello che è ancora il nostro inno nazionale.

Il Ministro ha poi toccato temi sociali, come quello dell’occupazione e della sicurezza, affermando che la nostra generazione, per la prima volta dalla nascita della Repubblica, si trova ad affrontare una situazione di vita peggiore della precedente, ha affermato che un nuovo Risorgimento è possibile e che esso deve ispirarsi al modello del futurismo: i giovani devono edificare nuove opere, creare una nuova storia, con rabbia e con amore, e devono affrontare i problemi senza paura, difendendo la propria coerenza. Una mossa importante da parte dello Stato inoltre, secondo il Ministro, sta nel garantire la sicurezza, a tutti i cittadini. La sicurezza non deve essere un privilegio per pochi, ma una garanzia per tutti, proprio a partire dai più deboli e dai più indifesi. Giorgia Meloni ricorda Paolo Borsellino, un eroe Italiano che, della difesa dei più deboli da parte dello Stato, aveva fatto una vera e propria bandiera, che gli è costata la vita.

Gli studenti hanno poi espresso al Ministro piena solidarietà riguardo ai fatti avvenuti in Parlamento, stringendosi attorno a lei nel sostegno di una battaglia che sentono pienamente come propria. Il Ministro ha poi spiegato cosa è accaduto, affermando che l’opposizione si è comportata in modo costruttivo e non pregiudiziale, ma che il clima sereno è stato interrotto da alcuni esponenti di partito, che per motivazioni non sempre ideali, hanno ritenuto sacrificabili le politiche giovanili. Continuerà però la battaglia del Ministro e continuerà non per interessi personali, ma perché le comunità giovanili possono rappresentare in questo momento così gravoso per la nostra Patria, una alternativa concreta al degrado e all’abbandono che sono spesso alla base dei fenomeni di disagio.

L’intervento si è concluso con la consegna di un piccolo presente al Ministro, da parte di tutti i ragazzi del Campo: il Cyrano de Bergerac, l’opera di Rostand, dalla quale è stata tratta ispirazione per il titolo e per il motto dell’evento, e una piuma, la penna con cui il Ministro firmerà la legge sulle comunità giovanili.

da http://notizie.virgilio.it/

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